La montagna reggiana e la storia mia e di Silvia, di passione per il giornalismo

Questo pezzo era pensato per Tuttomontagna, difficilmente uscirà e allora lo pubblico qui.

Mia moglie Silvia Gilioli, impiegata e poi appunto freelance, in particolare segretaria della mia redazione, ha 41 anni e la mamma Enza di Canossa. Entrambi siamo nati a Pieve Modolena, siamo sposati da 19 anni e abitiamo al Migliolungo, fra Canalina e Coviolo. Mia madre Emilde Montecchi è di Viano e lì ha ancora i parenti, a partire da mio cugino Alberto, ingegnere di 41 anni, anima del Vianese di Prima categoria e del torneo della montagna. E allora gli zii Iris Guidotti e Piero Montecchi, Dina Campani e Leandro Montecchi e la figlia Rita, infermiera, tra Faggiano e Rondinara. E poi la famiglia Maletti, di Jano: il vecchio Tolmino, ex autotrasportatore, appassionato di caccia, scomparso di recente, e zia Chiara, scomparsa tre anni fa, e i figli Elide (impiegata comunale a Scandiano), Franco e Guido.

La montagna è cultura, tradizione, spesso significa cocciutaggine, fermezza e autoritarietà. Ma anche paesaggi affascinanti o magari brulli. Pace, lontananza dai ritmi elevati della città.

Il nostro punto di riferimento professionale è nell’edicola del nostro quartiere, in via fratelli Rosselli, da Raimondo Iorio.

Piazza Tuttomontagna fra le testate chiave e allora io guardo la copertina, magari se ho tempo studio l’indice e mi concentro sullo sport o sulle persone che conosco.
Di recente ho visto una bella intervista a Giuliano Razzoli, seguito per varie testate, a distanza, anche solo perchè nostra nipote Eleonora è la sua fidanzata. Direttore è stato a lungo Giuseppe Delfini, farmicista di San Polo d’Enza, mio compagno di redazione nei primi anni ’90, al Carlino di Reggio. Giuseppe è umile e allegro, dedito alla professione nella sua farmacia ma con spiccato senso della notizia.
Il fondatore è Mauro Pighini, già insegnante di mia moglie alla ragioneria Gasparo Scaruffi, a Reggio. Ricordo le sue statistiche, per quelle pagine locali del quotidiano dove sono cresciuto.
Scrivo per varie testate nazionali, quotidiani e periodici, ma in particolare amo i periodici e le storie, di qui il fascino di Tuttomontagna.
Anzi, qui approfitto per raccontare la professione di freelance con l’obiettivo di dare visibilità alla nostra regione, a Reggio in particolare, abitando qui.
Con Silvia ci sposammo l’ultimo dell’anno del ’94, scelto non a caso perchè è fra i cinque giorni in cui i giornalisti non lavorano, così non rischiavo di prendere buchi.
Sono professionista, lei è pubblicista, ci conosciamo dall’agosto dell’89, il fidanzamento fu nel febbraio del ’90, mentre nel luglio di quell’anno pubblicai il mio primo articolo.
Seguivo la pallamano, eredità di Marco Gibertini, furono 36 mesi a ritmi altissimi: da abusivo, si diceva una volta, poi le strade con la redazione cittadina del Resto del Carlino si divisero, con grande amarezza da parte mia perchè avrei preferito una fine diversa, ma era il prezzo da pagare all’avere inventato a Reggio il mestiere di freelance.
Nel tempo ho saputo che tanti, in passato, avevano lavorato come me. Luigi Vinceti e il vezzanese Laerte Guidetti, scomparso nello scorso decennio, ma tanti colleghi. Con una differenza. I più facevano i giornalisti come seconda professione, per qualificare il tempo libero, io ad eccezione di tre mesi da portalettere e da poche settimane di altri lavoretti, dopo il diploma al liceo scientifico Lazzaro Spallanzani, ho sempre fatto solo il giornalista.
Altri con le garanzie contrattuali del ruolo di redattori si divertono anche come corrispondenti e collaboratori.
Sono professionista dal ’99 e ho pubblicato articoli sul Corriere della Sera, Tuttosport, Il Giornale, Avvenire, L’Indipendente, Il Giorno, Il Messaggero, Il Tempo, La Gazzetta di Parma, la Gazzetta del Sud, Il Giornale di Sicilia, Il Mattino di Napoli, Il Gazzettino del Nordest, Libero, il Secolo xix, la Gazzetta di Reggio.
Silvia ha firmato pezzi su Il Giornale, Libero, Il Tempo, Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Secolo xix, Il Giorno e altre testate che dimentichiamo.
Sono stato ospite a Telereggio e Teletricolore, E’ tv antenna1 e Rete7, Mantovatv e Sanmarinotv, Tv Parma, Teleducato Piacenza e Parma, Topcalcio24. Collaboro per Mediaset Premium, Radio Bruno (da settembre solo per il sito internet), in passato per Radio 24, sino due anni fa per Radiomontecarlo e Radio 105.
E come ho fatto? Beh, dedicando ore e ore allo studio dei quotidiani, a seguire la tv, oggi i siti internet. Ore e ore levate al tempo libero, lavorando e basta.
Mia moglie e io non siamo figli d’arte, il percorso è stato avventuroso e accidentato, poichè chi nasce in una famiglia importante è agevolato per cultura e conoscenze. Ma semplicemente per il sapersi proporre nel modo giusto, con il sorriso e la battuta pronta, la capacità di entrare in sintonia con le persone, a 360 gradi.
Io preferisco non curare le pubbliche relazioni ma dedicarmi a esclusive. O, in passato, riprendere nella maniera più diversa e interessante possibile, spunti notati su stampa locale e di pertinenza fuori regione o di livello nazionale.
E allora, caro direttore, ti ribadisco il fascino del locale, l’orgoglio di essere ospite nelle tv della zona, di essere considerato un interlocutore qualificato.
Soprattutto, il piacere di parlare di sport ma anche in passato tanto di cronaca, di Reggio, dell’Emilia Romagna, delle province vicine.
Mi affascinano, caro direttore, i grandi professionisti che da Reggio si sono affermati in campo nazionale.
Lorenzo Dallari è vicedirettore di Skysport, Francesco Alberti inviato politico de Il Corriere della Sera, Francesco Borgonovo caporedattore di Libero e direttore dell’inserto satirico della domenica, il rubierese Alessandro Iori a Mediaset Premium è la prima voce della diretta domenicale di serie A, fra i programmi più seguiti.

Sopra tutti, i deskisti, le persone nel cuore dei quotidiani, in particolare Roberto Righetto, caporedattore di Agorà, l’inserto culturale di Avvenire. Abita vicino all’acquedotto, in città, a mezzo chilometro da casa mia. E come lui tanti colleghi che dimentico, al Carlino di Bologna e in altre regioni d’Italia.
A Reggio c’è tutto, in piccolo. C’è E’ tv, grande tv interregionale che fa parte, c’è il basket dall’82 fra LegAdue e serie A e vogliosa della prima finale scudetto della sua storia, c’è un calcio che manca dalla B dal ’99 ma c’è il Sassuolo, adesso, in serie A. E ci sono tante squadre in tante discipline.
In città esistono biblioteche splendide, un comune tra i più efficienti, un sindaco diventato ministro, vedo personaggi di livello nazionale che da qui si sono affermati ma che restano con la base in città.
Ecco, direttore, spesso mi chiedo come sarebbe stata la mia carriera se mi fossi trasferito a Milano. Probabilmente sarei redattore in una testata nazionale, fra quante ospitano me e mia moglie dal ’93, epoca dei miei primi articoli su Tuttosport, con la prima serie A della Reggiana.
Ma poi credo mi e ci mancherebbero Radio Bruno e le ospitate in regione, gli articoli sulla Gazzetta di Parma e Reggio, il piacere di seguire Parma, Bologna e Sassuolo, ma anche il Modena e la Reggiana e poi le altre squadre della zona: Piacenza e Mantova, Cesena e Rimini.
Il piacere di dare spazio alla reggianità, all’emilianità, alla padanità ogni volta che si può.
Penso alla carriera di Mauro Del Bue, primattore della politica nazionale negli anni ’80, quando noi andavamo a scuola e oggi felice assessore allo sport e non solo nel nostro comune.
Penso al compianto Chiarino Cimurri e al fratello Giorgio, che a Reggio ha regalato fior di eventi.
Penso a Franco Tosi cantore dello sport provinciale e all’istrionico Enrico Lusetti.
Anzi, penso ad Andrea Bonini, apprezzato per anni nelle conferenze stampa come anchorman di Teletricolore e da un decennio a Skytg24. Ecco, il piacere di avere condiviso la partenza, con quel rosso dalla grande vis comica, diceva il regista della Bassa Aldo Bersellini.
E allora sì, con orgoglio, il piacere di vivere a Reggio e di avere una corrispondenza sempre fitta, anche solo di proposte che finiscono nel cestino, per alcune che vengono pubblicate, con i quotidiani nazionali. La croce e delizia di non avere contratti con nessuno. Ma in tempi di crisi, poi… Il mestiere di freelance è duro e affascinante.
Fra l’altro Silvia e io non ci siamo mai preoccupati di farci fotografare o riprendere accanto ai primattori dello sport o della politica.
Tra le interviste che ricordo con maggiore orgoglio ce ne sono 4 con Marcello Lippi, ct italiano campione del mondo di calcio, e una lettera di Futre, il giocatore più estroso nella storia della Reggiana, omaggiata al sito internet della società granata.
Infine, un pensiero a chi mi ha permesso di fare il lavoro più bello del mondo. Papà Vasco, grande appassionato di calcio, scomparso nel 2002, e mamma Emilde, ruvida vianese ancora abitante a Pieve Modolena e purtroppo ora all’inizio della battaglia impossibile con l’Alzheimer. Ai suoceri Enza e Giuliano Gilioli. Loro hanno compreso la missione di informare sempre e comunque, di non scendere a compromessi, di non fare sconti a nessuno o perlomeno farne il meno possibile.
Grazie per l’ospitalità, caro direttore.
Vanni Zagnoli (con Silvia Gilioli)

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