La morte di Alfredo Martini. La mia intervista per la Gazzetta del Sud, un anno fa

martiniIl ciclismo è in lutto per la morte di Alfredo Martini, l’avevo conosciuto a Reggio pochi anni fa, per la presentazione del trofeo Cimurri, se ricordo bene. Un anno fa la mia unica intervista all’ex ct. Per la Gazzetta del Sud, su Nibali.

Vanni Zagnoli

A 92 anni, Alfredo Martini resta in salute, ha fatto la storia del ciclismo, con un palmares da ct azzurro invidiabile. Vive a Sesto Fiorentino, in Toscana, ha conosciuto Vincenzo Nibali e si è emozionato nelle settimane del Giro d’Italia.

Alfredo, se pensa allo “squalo” dello Stretto che cosa le sovviene?

“E’ un bel galantuomo – risponde l’ex gregario degli anni ’40 e ’50 -, a prescindere dal gesto atletico. E’ un campione con la c maiuscola”.

A chi lo paragona, fra i grandi del passato? “A nessuno. Nel senso che la sua pedalata è esclusiva. E’ un campione per quel che dimostra, non serve avvicinarlo ad altri, tantopiù che i periodi sono differenti e ciascun primattore è tale nella propria èra. Non gli manca niente, non è meno di nessuno e non da ora”.

Adesso però ha trovato la popolarità assoluta… “Fin da ragazzino evidenziava notevoli doti per le grandi corse a tappe”.

Ma possibile che non le faccia sovvenire nessuno, fra le leggende delle due ruote? “Non lo voglio avvicinarlo ad alcuno, perchè farlo somigliare a qualcuno? E’ campione e una persona completa, mi sembrerebbe di sminuirne il valore raffrontandolo. E’ campione per se stesso, per quanto ha dimostrato, fra l’altro è ben voluto dal gruppo”.

Ha 28 anni, ma solo da 3 si è affermato. Relativamente tardi? “Di anno in anno è andato migliorandosi, è sempre stato costante, questo significa intelligenza e doti fisiche”.

E’ un emblema nella lotta al doping? “Indubbiamente. E con lui si vorrebbe andare a prendere il caffè tutti i giorni”.

Lo conosce bene? “Acciderba. E’ arrivato in Toscana, fin da ragazzino, da juniores, a 17 anni era già protagonista. Tre anni fa vidi il padre Salvatore e mamma Giovanna e premiai il fratello Antonio, a Livorno: arrivò secondo da juniores, mostra doti importanti”.

Nel palmares ha la Vuelta 2010 e questo Giro. Cosa potrà aggiudicarsi, ancora? “E’ un vincente e avrà una carriera molto lunga. Ha scelto di fare ciclismo e da grande professionista, anche gli avversari lo apprezzano e questo conta molto, questo testimonia della persona perbene, al di là delle doti”.

E’ l’unico campione di ciclismo siciliano. “La regione ha sempre dato buoni corridori, Fazio, Corrieri era di Messina. Entrambi sono stati grandi, Corrieri vinse tappe, al Tour, lo ricordo protagonista a Parigi”. Sarà amato in tutto il paese? “Lo merita. Non disperdiamo la gioia di questi giorni, quanto ha dato al ciclismo, riportandolo in prima pagina sui quotidiani sportivi e non, questo dice tutto della sua impresa. Non è facile, con quel calcio imperante”.

E quelle fughe nella bufera di neve? “Fanno breccia nel cuore della gente, gli sportivi amano i corridori, non parliamo semplicemente di jogging. La pedalata è un esercizio del tutto particolare, incidono la bici, le strade e il clima, inoltre Vincenzo è bravissimo a gettarsi a 100 all’ora in discesa. Non è gioco come il pallone, è qualcosa di più, la gente vuole bene a questo messinese di esempio anche per le altre discipline”.

Il 29 settembre ci sarà il campionato del mondo a Firenze, lo può vincere? “Siamo fiduciosi che possa disputare un grande mondiale. Il tracciato esalterà l’uomo di fondo, e pure la velocità: il percorso è adatto alle doti di Vincenzo, coniuga resistenza e rapidità, molti ct delle varie nazioni lo ritengono alquanto impegnativo. Colgo l’occasione per invitare siciliani e calabresi a seguirlo dal vivo, perchè Vincenzo Nibali emozionerà”.

Questo è invece il servizio di Marco Balestrazzi per Tvparma.

http://www.gazzettadiparma.it/video/211603/Parma-ricorda-Alfredo-Martini.html

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