Motocross, la parmigiana Chiara Fontanesi campionessa del mondo per la terza volta. La mia intervista per Famiglia Cristiana.it, 2 anni fa

A Loket, in Cechia, Chiara Fontanesi ha vinto il suo terzo titolo mondiale motocross femminile. Non era partita al meglio, domenica mattina, ma ha recuperato e si è portata al quinto posto. Quando la Rutledge, principale avversaria, è passata in testa, ha accelerato anche lei. Era quarta e in un solo sorpasso si è portata seconda. Una volta negli scarichi della rivale, Fontanesi ha lasciato sfilare la Lancelot e amministrato il vantaggio. Ha chiuso la terza di manche diventando campionessa del mondo. chiara fontanesi da piccolaUna gioia che la parmigiana ha sfogato in un lungo pianto davanti ai numerosi tifosi arrivati a sostenerla, dall’Emilia. Qui ripropongo la mia intervista telefonica realizzata due anni fa, pubblicata in parte su Avvenire e quasi completamente sul sito internet di Famiglia Cristiana. Fu il mio debutto sul sito del settimanale cattolico, che per la prima volta ho visitato ieri. Naturalmente la chiacchierata è un tantino aggiornata, in alcuni passaggi temporali. Nella foto, Chiara è da piccola.

 

 

Campionessa mondiale di motocross, a 18 anni. Nonostante una caduta, Chiara Fontanesi (“Ma mi piace di più Kiara”) aveva chiuso al terzo posto la seconda manche del Gran Premio d’Inghilterra, quando le bastava il 20°. Solo dal 2008 si assegna il titolo femminile, l’emiliana di Ponte Taro è la prima italiana iridata nella specialità.

“Ho cominciato emulando mio fratello Luca”, racconta, “ha 6 anni in più e da bambino andava già in moto. I genitori la comprarono anche a me, da gioco si è trasformata in lavoro”.

La sua prima due ruote fu Yamaha Pw50.

“Avevo due anni e mezzo, per davvero. Anzichè andare in bicicletta, giravo nel cortile di casa, senza rotelle, non le ho mai messe. Andavo pure nei paddock, a seguire mio fratello, e la prima gara fu a 5 anni”.

Il mondiale maschile si chiama mx3, la versione femminile wmx.

“Non la lascerò mai, è la mia ragione di vita. A 43 anni Michael Schumacher era ancora in Formula 1, io continuerò finchè il fisico me lo permette”.

Nel motociclismo, la tedesca Prinz è la migliore d’Europa, in Italia comandava la vicentina Paola Cazzola.

“A tre chilometri da casa ho il kartdromo di San Pancrazio, chiuso nel 2009, lì sono cresciuti tanti campioni di F1, ma l’automobilismo è completamente differente dal cross”.

E’ pilota ufficiale Yamaha Monster, il suo idolo è Valentino Rossi.

“In comune abbiamo la moto, visto che tornerà con la casa giapponese, lo sponsor Monster Energy, e la precocità: appena maggiorenne vinse la 125, io ho un pizzico del suo talento. Servono 15 anni per iscriversi al mondiale di motocross, la scorsa stagione ero la più giovane. Jorge Lorenzo, tre volte iridato nella motogp, mi ha fatto i complimenti su Twitter, conosco bene anche Melandri e Dovizioso”.

Ma con tutti quei salti, il suo sport è da donne?

“Sui circuiti ho conosciuto tante ragazze, non esistono discipline unicamente maschili”. – Mamma Roberta, 44 anni, estetista, ripeteva: “Chiara, quando diventa grande, smette”…

“Aveva tanta paura, non le ho mai dato retta. Per ora non mi sono mai infortunata, nessuno mi può dissuadere”.

E’ tifosa del Parma?

“Assolutamente no. Odio il calcio, anche perchè in Italia si parla solo di pallone. Non sono mai stata allo stadio Tardini, nè seguo gli altri sport o guardo la tv. Durante le Olimpiadi, preparavo le gare chiave”.

Qui va sottolineato che nei mesi successivi Chiara si è avvicinata e coinvolta dal calcio, è diventata personaggio anche grazie al premio sport e civiltà ricevuto nella sua città. –

Com’è la sua settimana tipo?

“Mezza giornata è in palestra. L’allenatore Mauro Riccò mi propone la preparazione da ginnastica artistica, anche se il mio metro e 67 per 64 chili ha poco della ginnasta. Il resto è in moto, quasi sempre all’estero, in Belgio. La pista più vicina è a Mantova, d’inverno mi esercito in Sardegna”.

Da 4 anni è professionista, ha lasciato la scuola?

“Facevo il Liceo scientifico a indirizzo sportivo, mi sono fermata all’inizio del terzo anno. Senza rimpianti”.

A 29 anni, il messinese Toni Cairoli vanta 7 titoli mondiali, gli ultimi 5 nella mx1, mentre il parmigiano Michele Rinaldi, oggi 55enne, fu campione 125 nell’84.

“Gli devo tanto, mi ha portato lui a disputare il mondiale, con il team Fonta mx Racing, ovvero mio fratello e io. Della messa a punto si occupa il meccanico Silvio Ziveri, nostro manager è Alberto Martinelli”. – Il motocross è più simile alla mountain bike o alla bmx? “A nessuna delle due, perchè in bici si pedala!”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *