Un rave party, almeno credo, a villa Cella, sulla via Emilia per Parma

Sapete che ho l’abitudine di mangiare, di girare, di leggere, di pensare, di notte. Venerdì sono passato a Cella da un locale di cui non faccio il nome, è vicino a una birreria notturna, comunque. E’ un circolo privato, davanti c’è scritto Aics, mi sono presentato, ho prospettato una collaborazione, mi hanno risposto che qualsiasi pubblicità è impossibile, per lo status di circolo. Di un marchio mai sentito, ma esiste a Bologna, mi hanno spiegato.

Comunque, c’era una festa di persone di colore, un addio al celibato molto chiassoso.

Sono ripassato verso le 5, volevo prendere una piadina alla birreria sull’altra parte della strada. Là ho visto molta gente, stavolta non di colore. La sensazione era precisa, di un rave party, lo scialare tipico di quel contesto letto mille volte e magari anche raccontato per stampa nazionale.

Look in sintonia, gente con l’aria da fumatori. Inconsueto, per Reggio, alle 5 della domenica mattina. Non ho l’abitudine di indugiare, di fotografare, di commentare, sono passato via, con la macchina aperta e sono andato via.

Anzi, prima per strada una coppia mi ha chiesto un passaggio, gliel’avrei dato solo uno ciascuno, per evitare di levare il frangivento e comunque era una coppia che non mi convinceva. Gli ho spiegato i due motivi, non erano contenti.

Insomma, è vietato anche avere paura, manifestarla, parlarne.

Quel rave party o giù di lì chissà com’era, nella realtà.

 

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