Il Secolo XIX. Il caso Schwazer, Rita Bottiglieri indagata: “Avevo giurato sulla maglia azzurra. Cavolate le accuse di inizio carriera”

schwazerQuesto è il testo integrale per il Secolo XIX sugli sviluppi dell’indagine sul caso Schwazer. Sul quotidiano è rimasto fuori il finale di pezzo, ovvero il giallo di Mosca 1980, quando Rita Bottiglieri fu al centro di accuse singolari. Sembrava fosse un uomo. Non c’era lo spazio e neanche avevo il tempo per approfondire la cosa, lei ha tagliato corto su tutto, peraltro proprio la sua storia a mio avviso resta davvero singolare. Comunque la ringrazio per avere accettato di rispondermi.

Vanni Zagnoli

Quattro  indagati, per il doping di Alex Schwazer. Oltre all’ex marciatore bolzanino, finiscono nel registro i medici della Fidal Giuseppe Fischetto e Pierluigi Fiorella e Rita Bottiglieri, la genovese ex dirigente del settore tecnico.La conclusione dell’inchiesta della Procura di Bolzano vede i tre accusati di favoreggiamento, ai sensi della legge sul doping. Gli inquirenti contestano al campione altoatesino di avere fatto uso di sostanze dopanti tra il febbraio del 2010 e il 2012 e allora con ogni probabilità verrà annullata anche la sua medaglia degli Europei di Barcellona: è stata assegnata il mese scorso, dopo la squalifica del vincitore russo Emelyanov, sempre per sospetti di doping. A Schwazer viene contestato l’utilizzo di epo e di numerose altre sostanze a base di testosterone: gliele avevano trovate nel frigo e se le procurava anche tramite internet. Stralciate e ancora da valutare le posizioni degli altri indagati: Francesco Conconi (direttore del centro studi biomeccanici applicati allo sport di Ferrara) e Christian Thuile (primario di medicina complementare a Merano); l’allenatore Michele Didoni e il cavallerizzo Karl Wechselberger.
Rita Bottiglieri ha 61 anni, è campana, di Torre del Greco, e ieri si trovava a Genova, la città preferita dal padre navigatore, ai tempi anche della sua nascita.
“Nel giugno del 1974 – spiega l’ex velocista -, indossai la prima maglia della nazionale e su quella giurai. Ho mantenuto il giuramento anche lavorando per la federazione: sono per il rispetto delle regole, in questo ligia. Presenzierò davanti a chi mi ha chiamato per giudicarmi, produrrò i pezzi di carta necessari per raggiungere l’assoluzione”.
Ora Bottiglieri è alle dipendenze di Coni servizi, all’istituto di medicina di scienze delle sport si occupa dei rapporti con la preparazione olimpica. “Tutti gli azzurri protagonisti alle olimpiadi giovanili di Nanchino sono passati da noi per le visite mediche. Idem chi andrà a Rio de Janeiro, nel 2016”.
I 4 indagati hanno un mese per presentare le memorie difensive, Bottiglieri è stata avvisata telefonicamente perchè appunto era a Genova.
“Se il medico federale Fischetto e il vice Fiorella si sono autosospesi, io non avevo motivi per farlo. A gennaio, però, ho lasciato il Coni perchè non ero più a mio agio”.
Rita non ha più sentito Schwazer.
“La sua vicenda non mi interessa. Dal giudizio mi aspetto di dimostrare di essere una persona onesta, voglio uscire totalmente pulita”.
Era stata primatista nazionale di tutte e 5 le gare veloci, staffette comprese, e del pentathlon. “Non ho mai dopato me, figurarsi se lo faccio con altri”.
Alle Olimpiadi di Mosca 1980, peraltro, fu al centro di un giallo, con il sospetto di concentrazioni ormonali maschili. “Cavolate, il mondo da allora è andato avanti, non ne voglio più parlare”.

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