Il Secolo XIX: Parma-Roma in tempo reale. Le scorribande di Gervinho, il gran primo tempo di Totti

tottiVANNI ZAGNOLI
PARMA. E’ Roma, a 2’ dalla fine. Resta capolista e con discreto merito. Merito del bosniaco Miralem Pjanic, timido al mondiale ma non in serie A, fra i migliori centrocampisti al mondo.
Totti e Cassano si salutano nel prepartita, il capitano giallorosso aveva segnato 21 reti al Parma, in carriera, ieri sera non ha segnato ma firmato l’assist dell’1-0. Garcia dà indicazione in francese o inglese, ordina scambi di posizione frequenti per confondere la difesa emiliana. Gervinho ostenta la velocità consueta, Pedro Mendes ferma la controfuga lanciata da Ljajic. La ragnatela crociata però è efficace, Donadoni per una sera decide di aspettare, la capolista merita una partita di attesa non nelle corde dell’ex ct azzurro. La svolta arriva al 27’, Totti serve Ljajic, la battuta è perfetta, fa esplodere la parte romanista del Tardini. L’errore è della linea difensiva, in particolare di Mendes, tagliato fuori dal suggerimento. Lì il gruppo giallorosso resta concentrato, l’ordine è di 5’ di pressing, anzi basta far girare la palla perchè Lodi e compagni faticano. Totti è il migliore nel primo tempo nonostante i 38 anni. “Peccato solo per l’ammonizione – racconta all’intervallo -, avevo il braccio attaccato al corpo”. La frazione si chiude con l’unica occasione parmigiana, il diagonale mancino di De Ceglie è largo.
Alla ripresa c’è l’altro passaggio a vuoto della difesa greca della capolista, Torosidis interviene su Lodi in ritardo, il cartellino giallo è netto. Il Parma è inferiore alla scorsa stagione e la Roma superiore. Un anno fa aveva rimontato e chiuso per 3-1, ora si è fatta cinica, come a primavera quando le bastò un gol per vincere a Reggio. La ripartenza è sempre emozionante, Pjanic sfugge a Josè Mauri, classe ’95, chiama in corridoio Gervinho, il destro dell’ivoriano è largo. Cassano fa l’impossibile per cambiare la storia della serata, predica nel deserto perchè Belfodil e Palladino danno poco. Il pareggio arriva comunque, sul destro di Cassano da fuori, De Sanctis si rifugia in angolo: Keita non arriva sulla battuta dalla bandierina, De Ceglie realizza la prima rete parmigiana. La Roma riparte, Gervinho sulle fasce è imprendibile, serve all’indietro Totti, il sinistro è esagerato, troppo potente ma appena alto.
Si riprende con il clichè iniziale, gli emiliani aspettano e ripartono in maniera più insidisa perchè le squadre si allungano, però sono stanchi e faticano a opporsi. Donadoni chiede possesso palla di qualità, Gervinho opera troppo al largo e viene contenuto dai crociati. Dieci giorni fa il Parma si era arreso al Milan per 4-5, stavolta la gara è bloccatissima, con azioni individuali potenti ma pochi uno contro uno vinti. Risolve un fallo al limite di Felipe su Florenzi, Pjanic trasforma la punizione alla Totti. Sensazionale.
Parma-Roma 1-2
GOL: 27’ pt Ljajic; st 11’ De Ceglie (P), 43’ Pjanic.
PARMA (4-3-3): Mirante 5,5; Mendes 5,5, Lucarelli 6, Felipe 5, Gobbi 6; Acquah 6, Lodi 5,5, Josè Mauri 6 (37’ st Galloppa sv); Palladino 5,5 (13’ st Belfodil 5), Cassano 6,5, De Ceglie 6,5 (28’ st Costa 5,5). A disposizione: Cordaz, Iacobucci, Ristovski, Santacroce, Galloppa, Souza, Ghezzal, Coda, Jorquera. Allenatore: Donadoni 6.
ROMA (4-3-3): De Sanctis 6; Torosidis 5,5 (25’ st Maicon 5,5), Manolas 6, Yanga-Mbiwa 6, Holebas 6,5; Pjanic 7, Keita 6,5, Nainggolan 6; Ljajic 6,5 (28’ st Florenzi 6,5), Totti 7 (36’ st Destro sv), Gervinho 6,5. A disposizione: Skorupski, Lobont, Somma, Cole, Emanuelson, Calabresi, Paredes, Sanabria, Verde. All. Garcia 6,5.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo 6.
Note: ammoniti Acquah, Totti, Torosidis, Lodi, Manolas. 13mila spettatori. Recupero: pt 0’, st 3’.

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