Stadiotardini: Pellè segna anche in Inghilterra, il Parma è bravo a stanare talenti ma poi non li valorizza. Per me è perfetto

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L’analisi di Alessandro Dondi su Pellè. La politica del Parma e di molte società è stanare talenti dimenticati, rilanlciarli, lanciarli e compiere una plusvalenza. Per restare in piedi come società e competitivo. (Vanni Zagnoli)

PELLE’ SA SEGNARE ANCHE IN INGHILTERRA (DOPPIETTA AL NEWCASTLE IN 13’): IL PARMA E’ ABILE A SCOVARE TALENTI POI, PERO’, NON HA LA FORZA DI PORTARLI AL TOP DELLA MATURAZIONE
set 13, 2014 20:0016 Commentsby Gabriele Majo
(Alessandro Dondi) – Come d’abitudine nel corso della stagione calcistica, oggi ho dedicato una parte del mio pomeriggio alla Premier League. All’interno del ricco menù proposto dal massimo campionato di oltremanica figurava il match Southampton-Newcastle, terminato col risultato di 4-0 in favore degli uomini di Koeman che ora si trovano al 3° posto in classifica. Marcatore al 6’ e 19’ del primo tempo Graziano Pellè. Si proprio lui, quello che “gioca con le tette”, come in vernacolo sosteneva Michelotti. Come oramai noto, il buon Graziano, in estate, si è trasferito in Inghilterra, per seguire il mister Ronald Koeman – suo mentore al Feyenord dove l’attaccante ha messo a segno 57 reti in 50 gare – approdando al Southampton per la cifra di 11 milioni di €. A livello personale, come opinionista, ma anche come tifoso del Parma, debbo ammettere che la notizia dell’odierno exploit della punta leccese ha suscitato emozioni contrastanti. A mio avviso i successi di Pellè rappresentano la conferma evidente delle ottime capacità di talent scouting del gruppo di lavoro coordinato da Pietro Leonardi ed Antonello Preiti, capaci di portare a Parma diversi “illustri sconosciuti”, magari snobbati dal grande pubblico, salvo poi risultare fondamentali per il rendimento dei crociati ed, in alcuni casi, anche per graziano-pellele casse del club grazie a ghiotte plusvalenze. In questo il succitato Pellè si trova senz’altro in buona compagnia: Borini, Sansone, Mendes, Paletta, Ceppitelli ed altri, tutti approdati a Parma da carneadi qualsiasi e poi rivelatisi pezzi pregiati in campo e nel bilancio. Il destino che accomuna ad esempio Borini e Ceppitelli è quello di aver solo calcato i terreni del centro sportivo di Collecchio, essendo entrambi partiti per altre destinazioni in anticipo sull’inizio della stagione, fruttando – Borini in particolare – ricche plusvalenze. In realtà un filo conduttore accomuna a queste anche le vicende di Sansone, Mendes e Paletta, tre giocatori arrivati da queste parti grazie alla bravura degli uomini mercato di casa gialloblù, con gli ultimi due letteralmente esplosi quando nessuno avrebbe scommesso nemmeno un soldo bucato. I vari Borini, Ceppitelli, Sansone e Mendes sono stati tuttavia anzitempo sacrificati all’insegna del “meglio l’uovo oggi, che la gallina domani”, mentre di contro Paletta è rimasto in rosa sebbene abbia oramai raggiunto la piena maturità e, crediamo noi, anche il massimo della quotazione di mercato. Un paradosso se si pensa al paradigma della sostenibilità ed all’equilibrio costi-ricavi (leggasi autogestione), entrambi sbandierati dal Presidente Ghirardi già sul Monte delle Vigne e non rinnegati ieri durante la conferenza stampa di “fine vacanza” in risposta ad una domanda di Sandro Piovani. In questo mi trovo in perfetto accordo col nostro Direttore, giacché alla luce del grande risultato conquistato il 18 maggio ed a maggior ragione degli imprevisti e drammatici sviluppi (diniego della Licenza Uefa con successive dimissioni presidenziali e messa in vendita della società) credo, a buon diritto, si sarebbe dovuto provvedere a resettare la situazione, cedendo i pezzi pregiati rimasti in cantina onde evitare di ritrovarseli in carico l’anno successivo magari deprezzati, ripartendo da un nuovo tecnico e da una rosa giovane, da costruirsi questa con i frutti della pesca a strascico dell’anno passato e facendo leva su alcuni dei prospetti citati, ad esempio Sansone, Mendes, Chibsah. La strategia attuata, invece, è stata improntata ad una logica diversa, quella del mantenimento in rosa degli elementi di maggior spessore (e valore) – Parolo a parte – andando a monetizzare nell’immediato su elementi quali Sansone, Chibsah, Ceppitelli e Benalouane, i quali avrebbero senza dubbio potuto fruttare maggiori introiti qualora si fosse deciso di trattenerli più a lungo per consentirne una completa valorizzazione. E’ chiaro che una politica di questo tipo presuppone estrema pazienza da parte del pubblico, per accompagnare i ragazzi nella propria crescita, pazienza che in alcune circostanze è parsa mancare all’esemplare pubblico parmigiano, ivi compresi illustri opinionisti, con critiche che nel caso del citato Pellè hanno senz’altro convinto la società a disfarsi di un buon giocatore per realizzare un’immediata plusvalenza di 3 milioni di €, divenuti poi 11 solo un paio di anni più tardi altrove. Peccato perché con un Pellè in più in rosa o, se preferite, con 8 milioni di più in cassa, il mercato di quest’anno sarebbe stato senz’altro più scoppiettante. Alessandro Dondi

 

 

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