Sto con Mazzarri, tutta la vita. E con Beppe Baresi, altro che Mancini e Daniele Adani

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Dunque, tutto sto dalli al Mazzarri non mi piace. La storia dell’Inter è piena di allenatori che non hanno fatto bene, non hanno dato spettacolo, non hanno convinto, ma questa storia delle scuse, dell’ironia tutta italiana, della coglionella, a me proprio non piace.

Walter Mazzarri è fra i migliori allenatori italiani e forse fra i 25 top d’Europa, non c’è quella differenza con Mancini se non nel look, nello stile. Walter in 14 anni di carriera ha dimostrato tantissimo, senza entusiasmare come gioco: aspetta, ogni tanto lo impone, c’è confusione, ma non lo vedo quel disastro. All’Inter non ha fatto bene

Un punto in meno di Pippo Inzaghi, solo se che l’ha sapete com’è, no? Piace a Berlusconi e Galliani. Mazzarri motiva le non vittorie con molta onestà, franchezza, spiega cosa non è andato. La pioggia, le partite ogni 3 giorni, le scelte obbligate. E’ effettivamente così, nessuno ha la bacchetta magica, non è che la Fiorentina vada tanto meglio o giochi poi benissimo, ma poi non faccio altri esempi.

Beppe Baresi mi pare un ottimo vice, da 37 anni all’Inter, Daniele Adani è bravo in tv, sul campo ha lavorato con Silvio Baldini e poi non ricordo dove, certamente ha qualità ma è da scoprire. Peraltro avrebbe fatto bene ad accettare l’opportunità, anzichè a restare a Sky.

Mancini ha vinto tanto, ma era un’altra Inter, soprattutto era un’altra Juve. Con il Manchester City aveva la rosa migliore e ha rischiato di perdere, al Galatasaray aveva la migliore, è arrivato secondo e dopo avere eliminato la Juve è uscito presto.

Dico sempre, in questi casi, come per Malesani esonerato dal Sassuolo, rispetto. Mazzarri resta un tecnico eccellente, come lo era Gasperini quando venne licenziato prematuramente. Come non lo era Mihajlovic prima di andare alla Sampdoria, perchè solo a Catania in precedenza ha fatto bene.

Se a Mazzarri mancano 10 giocatori, è evidente che il turnover non c’è e chi gioca ne risente. Ne dovrebbe risentire meno un giovane come Icardi, il problema è che spesso non sembra averne voglia.

Allora, Mancini si riprenderà, magari vincerà il derby, Thohir poi investirà, ma bastava prendere in estate campioni, anzichè giocatori di medio livello come Medel e gli altri.

Non c’è grande differenza fra Allegri, Garcia Inzaghi e Mazzarri, come interpretazione delle partite. I risultati e lo spettacolo sono sì, diversi. Però che Mazzarri sia adesso un incapace, uno da irridere come chi arriva quarto alle olimpiadi o al mondiale, no, onestamente. Era arrivato quinto, adesso poteva tranquillamente salire al terzo posto, con pazienza.

De Laurentiis ce l’ha, con Benitez; all’Inter, no c’è. Questo è il problema. C’è stata con Stramaccioni, meno con Ranieri, poco con chi la meritava di più, appunto Benitez.

Il problema mi pare un altro. Che gli italiani amano ironizzare su qualcuno: riesce particolarmente bene con chi, come Mazzarri, è molto umano, molto normale, non ha l’arroganza di Capello, Lippi, Mourinho e Conte. Stessa cosa per le sconfitte di Prandelli, con la nazionale, il suo buonismo si è ritorno contro.

Pensate a Ferrara, alla Juve, mica era diventata una barzelletta di stato come oggi con WM, no?

E tanti altri nella storia del calcio. All’improvviso – o meglio già da inizio 2014 – sarcasmo su Mazzarri. Come fosse un perdente qualsiasi.

 

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