Il Gazzettino. Serie B, il Cittadella sconfitto a Reggio Calabria, il Venezia pareggia con l’ultima in classifica

Il Cittadella cade sul campo della Reggina, capolista, mentre il Venezia concede un punto al Pisa di Rolando Maran, ultimo.
Il primato della Reggina sorprende, a luglio era stato arrestato per bancarotta il presidente Luca Gallo, che aveva lasciato al 38enne Felice Saladini, imprenditore digitale. Per Filippo Inzaghi sembrava un passo indietro, invece è davanti assieme alle rondinelle. Il Cittadella lascia spazi in campo aperto, accadeva anche nell’èra Venturato, sblocca Gagliolo di testa, su punizione di Majer. Dopo un’ora segna Fabbian, padovano ex Inter, al terzo gol, assist di Ménez. Traversa di Tounkara per i granata, il tris è di Gori. La squadra di Gorini è in gruppo al 9° posto, insegue i playoff sfiorati a primavera.
Dopo le stagioni felici con Dionisi e con Zanetti, al di là del ritorno in B, il Venezia si sta battendo per la salvezza, come quando retrocedette con Cosmi e poi venne ripescato, nel 2019. Segna al 40’ con la girata all’incrocio del serbo Novakovich, un buon attaccante, per la serie B, pareggia Gliozzi, bravo a lasciare sul posto Ceccaroni, fra i 7 rimasti rispetto alla promozione in A. A venti minuti dal termine, il pisano Ionita entra in ritardo su Busio, e viene espulso, poi Ceccaroni reclama un rigore a contatto con Barba.“Meritiamo di più”, canta la curva lagunare, eppure Javorcic è soddisfatto.
Venerdì, il Brescia aveva superato il Benevento allo scadere, con Flavio Bianchi. Terzi il Frosinone, che batte il Palermo grazie al quotato Moro, con deviazione di Buttaro in autogol, e la matricola Bari, passata nel finale a Cagliari con il solito Cheddira. A fatica, il Genoa batte il Modena con Jagiello: il trevigiano Tesser resta penultimo, del resto non si era illuso per avere eliminato il Sassuolo, in coppa Italia. Si affaccia in zona playoff il Parma, 3-1 ad Ascoli, dove si avverte la differenza fra mister Sottil, in zona Champions con l’Udinese, e Bucchi. Segnano Tutino, il ritrovato Inglese e Man. A quota 9 la Spal, 3-3 a Como, reti di Maistro per Ferrara, doppietta di Cutrone (un assist dell’ex Barcellona Fabregas), 2-2 di Moncini, poi Ioannou ed Esposito. A Bolzano, Sudtirol avanti con Rover, pareggia il Cosenza con Kornvig.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Torino-Benevento noia e 1-1, giallorossi in pullman per 12 ore, per punizione. Inzaghi dignitoso

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/torino_benevento_risultato_finale_commento_news_oggi_23_maggio_2021-5978445.html

https://www.ilmattino.it/sport/benevento/torino_benevento_risultato_finale_commento_news_oggi_23_maggio_2021-5978471.html

di Vanni Zagnoli

TorinoBenevento è stata una gara particolare, doveva essere decisiva per la salvezza, se Lazzari non avesse colto il palo allo scadere, in Lazio-Torino, se Immobile prima non avesse fatto la stessa cosa, su rigore.

Il presidente Urbano Cairo era riuscito a evitare di affrontare la Lazio senza molti titolari all’epoca con il covid, il recupero è stato rimandata per renderlo meno decisivo per l’avversaria. In serie B, Cairo aveva ottenuto un successo a tavolino, a Padova, poi decisivo, per un blackout allo stadio Euganeo, un decennio fa.

Lazio-Torino 0-0: il pari salva i granata, retrocede il Benevento. Finale ad alta tensione

Il presidente Oreste Vigorito ha punito i giallorossi, che erano già salvi, a metà stagione, e sono retrocessi, viaggio in pullman, da Benevento, anzichè in treno o in area, la squadra di Pippo Inzaghi non era male, una volta di più emergono i limiti in serie A del tecnico di Piacenza.

Sul campo, dunque, non c’è pathos, mancano le tensioni di Lazio-Torino, della coda Immobile-Cairo, gli stregoni si preparano al ritorno in serie B, inseguiranno la terza promozione, sperando poi di aprire un ciclo, in A. Il ds Pasquale Foggia è in discussione, Inzaghi pure, si vedrà. Al Grande Torino succede poco, a lungo, manovre orizzontali, inutili, in una partita inutile, con il Benevento terzultimo e i granata che non fanno la corsa sul Cagliari, per recuperare una posizione. L’ex Glik si fa vivo, in avvio, il Benevento gioca, fa girare palla ma senza occasioni, il Toro aspetta, stanco della rincorsa e mortificato dalle ultime tre prestazioni, nonostante la salvezza.

Serie A, il programma della 38a giornata di campionato: il calendario con le partite

Servono 24’ per un tiro torinista, di Mandragora, deviato. La noia è mortale, si gioca per qualche milione di euro per il Torino, in base al piazzamento finale, appunto. Il ds Fabio Vagnati non ha cambiato la storia, la salvezza è stata sofferta come nella precedente stagione, vanno rivalutati i lavori di Moreno Longo e Mazzarri, che arrivò in Europa, ma neanche è detto che le cose sarebbero andate tanto peggio con Marco Giampaolo, peraltro aspettato per l’intero girone d’andata, nel suo progetto tecnico.

Il Torino vince solo 7 gare su 38, in stagione, ai tifosi non basta, da anni, sono esausti. Solo consolati dall’uscita a vuoto di Manfredini, secondo portiere, Bremer di testa appoggia nel sacco, su angolo da destra di Verdi. Il difensore è al quinto gol, è il terzo cannoniere societario, in una squadra che segna comunque poco.

Il Crotone raggiunge il Benevento al 93′: Pippo Inzaghi aggrappato al fratello Simone

Di Serio replica per i bianchi, due volte, il match si trascina con rari momenti interessanti, è come un’amichevole estiva. Il belga Foulon, 22 anni, si industria a sinistra, fra gli stregoni, ma è ancora il Toro a essere insidioso, con Verdi, conclusione alta.

Nella ripresa il 2-0 è di Sanabria, facile, ma in fuorigioco. Serve un’uscita di Ujkani, per evitare rischi di parità. Il Benevento non dispiace, raramente ha deluso, come gioco, è fragile e comunque mediamente poco pericoloso, insomma da serie B, da ambizioni limitate, comunque dignitoso.

Zaza è in ribasso, lontano dalla nazionale, calcia fuori, è discontinuo e non sempre motivato. Attacca il Torino, le streghe aspettano e pastrocchiano, è successo spesso, in stagione, per questo il presidente Vigorito è risentito.

Si susseguono i cambi, fra gli sbadigli, anche senza covid sarebbero stato poche migliaia, gli spettatori. 

Improvviso, a 19’ dalla fine, giunge l’1-1, Letizia a sinistra supera Singo, Andres Tello stacca su Ansaldi, esulterà mostrando il parastinchi della Colombia.

Entra Belotti, si gira e calcia centralmente, Manfredini respinge.

Il Toro riprende ad attaccare, Singo in acrobazia coglie la traversa. Si giochicchia, anche nei 4’ di recupero. Stagione da 5 per entrambe, complessivamente, con qualche punta emotiva, come il successo del Benevento allo Juve stadium.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Torino-Benevento 1-1

Torino (3-5-2): Ujkani 6; Izzo 6,5 (25’ st Singo 5,5), Bremer 6,5, Buongiorno 6; Vojvoda 6, Rincon 6, Mandragora 5,5, Verdi 6 (12′ st Linetty 6), Ansaldi 5; Sanabria 5,5 (25′ st Belotti 5,5), Zaza 6. Allenatore. Nicola 6.

Benevento (5-3-2): Manfredini 5; Letizia 6,5, Barba 6 (1′ st Pastina 6), Glik 5,5, Caldirola 6, Foulon 5,5 (12′ st Tello 6,5); Hetemaj 6, Dabo 5, Improta 5,5 (36’ st Sanogo ng); Di Serio 6, Gaich 5,5 (12′ st Lapadula 5). Allenatore. F. Inzaghi 6.

Arbitro: Di Bello di Brindisi 6.

Marcatori: 29′ Bremer, 27′ st Tello. Note: ammonito Ansaldi. Angoli 7-3.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. De Paul rilancia l’Udinese con due assist, 2-4 a Benevento. Inzaghi rischia il ritorno in serie B, la difesa è fragile, la resa offensiva discreta. Il Cagliari lo raggiunge al terzultimo posto

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/de_paul_rilancia_udinese_assist_2_4_benevento_inzaghi_rischia_ritorno_b-5921541.html

https://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/de_paul_rilancia_udinese_assist_2_4_benevento_inzaghi_rischia_ritorno_b-5921582.html

di Vanni Zagnoli

Si salva l’Udinese, con il momentaneo +11 sul Cagliari, 39 punti e 5 partite ancora da disputare, e trema il Benevento. E’ fermo a una vittoria in 17 gare, a 9 punti nel girone di ritorno, e con questo 2-4 esce mortificato, ci stava persino il pareggio, come gioco e occasioni: da 4 anni i friulani non realizzavano il poker, il ritiro è stato premiante. 

Realizzano subito, De Paul illumina per l’argentino Nahuel Molina, l’esterno trova in diagonale il primo gol in serie A. La reazione è timida, i sanniti si sono piantati, avevano fermato la Juve, all’andata, sono quasi sempre rimasti in zona salvezza ma negli ultimi mesi il rendimento è simile alla loro prima stagione in A. Pippo Inzaghi è il primatista di italiani in campo, oggi 8 dall’inizio, contro i 3 complessivamente impiegati da Gotti. La cifra media giallorossa non è elevata, se in B giocava benino e raccoglieva tantissimo, in A fatica tanto, come il Bologna di tre anni fa, quando Pippo venne sostituito da Mihajlovic. 

Neanche l’efficacia offensiva dei friulani è granchè, comunque Luca Gotti merita di restare, certo siamo lontani dalle tre qualificazioni in Europa consecutive arrivate con Guidolin, all’inizio dello scorso decennio.

Musso festeggia le 100 presenze in A opponendosi alla conclusione di Glik, è l’unica occasione per gli stregoni nella prima mezzora. Con Gaich al posto di Sau la sterilità peggiora. La squadra del patron Giampaolo Pozzo è maestra nel contenimento e ripartenza, il raddoppio è fulmineo, al 32’: Walace recupera palla, De Paul ne salta due, scarica a destra su Pereyra, dimenticato da Caldirola, il cross all’indietro è per Arslan, il turco-tedesco azzecca il diagonale, con De Paoli e Barba lontani.

I sanniti offrono uno squillo, Arslan di testa appoggia all’indietro in maniera sciagurata, Musso tocca Lapadula, il rigore viene trasformato da Nicolas Viola: è il 10° contro l’Udinese in stagione, il quarto di fila.

Il Benevento insiste, Caldirola calcia, Musso in due tempi. L’Udinese riprende a palleggiare, Becao si distrae ma rimedia, il ritmo scende. Bonifazi tocca Improta e rischia il rigore. Si riparte e arriva il +2 furlano, cross perfetto di De Paul per il tuffo del danese Stryger Larsen, spesso fra i migliori, dimenticato da Glik. I sanniti attaccano, sulla fascia destra, in particolare, Dabo non è male. Le streghe percuotono, con Schiattarella, Nuytinch deve uscire per chiudere su Improta, Inzaghi chiede di puntare da quella parte, il tempo ci sarebbe anche per vincere, Musso però d’istinto si oppone a Gaich, sul servizio di Iago Falque. Il match è avvincente, molto più delle partite dell’Inter, Pereyra in contropiede scambia con Molina e con il destro coglie il palo. Entra l’olandese Braaf e segna la prima rete da professionista, dribbling secco su Glik e sinistro sul primo palo. I giallorossi attaccano a testa bassa, il 2-4 arriva per intuizione di Iago Falque e conclusione di Lapadula, deviata da Becao.

Gotti raduna l’Udinese a centrocampo, è quasi una festa salvezza, Inzaghi medita. Sbagliato rinunciare alla regia di Viola e anche all’unico terzino di ruolo. Ha subito 11 gol in una settimana.

Forse il ds Pasquale Foggia, il più giovane del calcio di vertice, con i suoi 38 anni, ha peccato di inesperienza, nella costruzione della rosa di una matricola. Non serve l’incitamento dei tifosi campani, fuori dallo stadio Vigorito. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Benevento-Udinese 2-4

Benevento (3-5-2): Montipò 5,5; Barba 5, Glik 4,5, Caldirola 5; Depaoli 5 (10′ st Iago Falque 6,5), Hetemaj 5 (10′ st Ionita 6), Viola 5,5 (1’ st Schiattarella 5), Dabo 5 (25’ st Insigne 5,5), Improta 5,5; Sau 5,5 (23’ pt Gaich 5), Lapadula 6. A disp.: 12 Manfredini, 22 Lucatelli, 20 Di Serio, 58 Pastina, 88 Diambo). All.: F.Inzaghi 5.

Udinese (3-5-2): Musso 6,5; Becao 6, Nuytinck 6,5, Bonifazi 6,5; Molina 7, De Paul 7,5, Walace 6, Arslan 6,5 (10’ st Makengo 6), Stryger Larsen 7 (25′ st Samir 6), Pereyra 6,5, Okaka 5,5 (25′ st Braaf 7). A disp.: 31 Gasparini, 96 Scuffet, 5 Ouwejan, 29 Micin, 32 Llorente, 45 Forestieri, 87 De Maio, 90 Zeegelaar. All.: Gotti 7.

Arbitro: Mariani 6,5.

Reti: 4′ Molina, 32′ Arslan, 33′ Viola rig; st 4′ Stryger Larsen, 28′ Braaf, 38′ Lapadula.

Note: ammoniti Musso, Walace, Schiattarella. Angoli: 10 a 2 per il Benevento.

Tabellino pubblicato su il cartaceo de “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Parma-Benevento 0-0 in tutto. E’ Liverani ma sembra D’Aversa. Miniserie positiva per Pippo Inzaghi

(Massimo Paolone/LaPresse/ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_benevento_0_0_tutto_liverani_ma_sembra_d_aversa_miniserie_positiva_inzaghi-5629472.html

di Vanni Zagnoli

Questo 0-0 somiglia tanto a Parma-Fiorentina, per quanto è bloccato tatticamente, il giro palla crociato è troppo lento, il Benevento resiste senza trepidare. In un anno e mezzo di serie A, mai aveva inanellato tre risultati utili, al successo di Firenze seguono il super 1-1 con la Juve e questo pari, che lo mantiene un punto avanti al Parma. Manca la verve di Kucka, sino a oggi sempre titolare, si ferma alla vigilia per un problema a un polpaccio. Pippo Inzaghi deve inventarsi il centrocampo, arretrando Improta. In difesa debutta da titolare in serie A Alessandro Tuia, 30 anni, che Delio Rossi fece esordire alla Lazio.

Occasioni iniziali per Lapadula (in orbita Parma quando l’ad era Leonardi) e per Gervinho, che rischierà l’espulsione per un fallo a palla lontana non ravvisato neanche dal Var. Il match non decolla, il palleggio è spesso orizzontale, Liverani a Parma per salvare la panchina si è snaturato, ha perso l’impronta spettacolare di Lecce, in una squadra che con D’Aversa aveva grande attitudine difensiva. La stessa di Inzaghi a Bologna, quando fu esonerato, ora invece a Benevento è vicino a metà classifica e al Tardini avrebbe potuto osare.

Faticano i crociati a destra, con Maxime Busi (belga arrivato da poco), Hernani e Karamoh prima dell’intervallo Liverani farà scaldare Brunetta, per cambiare l’attaccante. Il tecnico emiliano chiede a Bruno Alves di velocizzare la manovra: “Due tocchi e via”. Con Scozzarella, il Parma di D’Aversa trovò le espressioni di gioco più convincenti, ora è solo alla seconda da titolare, incide poco. Scarso è anche il costrutto offensivo di entrambe, con conclusioni mancine di Kurtic (deviata) e di Lapadula. 

Nella ripresa serve il fallo tattico di Scozzarella per fermare il nazionale peruviano. Sale l’intensità sannita, Improta da fuori impensierisce Sepe, complice il terreno scivoloso. Brunetta è chiuso da Letizia, Liverani chiederà all’argentino maggiore determinazione. Sull’altro fronte non trova la deviazione giusta Roberto Insigne, autore di gol decisivi per il ritorno in A del Parma. A 20’ dalla fine arriva l’occasione migliore, Hernani alimenta il contropiede sulla trequarti di Gervinho, Ionita salva. 

Lapadula manda fuori una chance per gli stregoni, che sui cambi perdono tempo. Brunetta si procura una punizione dal limite, ma defilata, un’altra gli era stata negata dall’arbitro Sacchi. Inzaghi fa entrare Giuseppe Di Serio, 19 anni, che fa ammonire Kurtic. Il finale si scalda per altri due falli, Barba avrebbe la palla buona per il Benevento, manda fuori, era in offside. Il successo di Genova e questo punto portano il Parma a +4 sulla zona retrocessione, ci fosse stato il pubblico però avrebbe fischiato. Come avveniva con anche D’Aversa. La svolta tecnica voluta dal ds Marcello Carli per ora non appaga. 

“Sapevamo che il Benevento sarebbe venuto con 10 uomini dietro la palla – confessa Fabio Liverani -, Lapadula lavorava sul nostro play, dovevamo essere più veloci. Il primo tempo lo abbiamo fatto un pochino meglio. Karamoh ha fatto una gara ordinata ma poco pulita tecnicamente. Brunetta? Per far giocare i giovani, soprattutto stranieri, ci vuole pazienza. Gervinho va trovato velocemente, non ricevere dopo 10 passaggi, partendo da tutti gli uomini della difesa e del centrocampo“.

Da capodanno, Kyle Krause si occuperà solo della società ducale, lasciando al figlio Tanner le redini del gruppo Kum&Go, 400 supermercati in stazioni di servizio di 11 stati americani. Nel tempo, proverà a riportare il Parma in Europa, a gennaio serve qualcosa per far risbocciare l’entusiasmo. Basterebbe il Liverani della salvezza della Ternana in serie B e delle due promozioni e quasi salvezza in A con il Lecce. 

Parma-Benevento 0-0

Parma (4-3-1-2): Sepe 6; Busi 5 (43′ st Gagliolo sv), Osorio 6, Alves 6, Iacoponi 6,5; Hernani 5,5, Scozzarella 6 (29′ st Brugman 5,5), Kurtic 5,5; Karamoh 5 (1′ st Brunetta 6); Cornelius 6 (43′ st Inglese sv), Gervinho 5,5. A disp.: Colombi, Balogh, Dezi, Valenti, Ricci, Hate Bane, Radu, Nicolussi Caviglia. All.: Liverani 5,5.

Benevento (4-3-2-1): Montipò sv; Letizia 6,5, Glik 6, Tuia 6,5 (35’ st Foulon sv), Barba 6; Hetemaj 6, Ionita 6,5, Improta 6,5 (43′ st Dabo sv); Caprari 5 (25’ st Sau 5,5), R.Insigne 5 (35′ st Tello sv); Lapadula 6 (43′ st Di Serio sv). A disp.: Manfredini, Lucatelli, Del Pinto, Basit, Sanogo, Masella, Pastina. All. F.Inzaghi 6.

Arbitro: Sacchi di Macerata 5,5. Note: angoli 6-3 per il Parma. Recupero: pt 0’, st 4′. Ammoniti: Hernani, Ionita, Scozzarella, Barba, Brunetta, Improta, Kurtic e Tello per gioco scorretto.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Leggo.it, Quotidianodipuglia.it. Serie B, il Benevento promosso in A con 7 giornate d’anticipo. Pippo Inzaghi: «Avevo un debito d’onore»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_benevento_festeggia_7_giornate_d_anticipo_1_0_juve_stabia_inzaghi_avevo_un_debito_d_onore-5316890.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/benevento_promosso_in_a-5316893.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/benevento_promosso_in_a-5316893.html

di Vanni Zagnoli

E’ la notte del Benevento, promosso con 7 giornate di anticipo, è in serie positiva da 22 giornate e aritmeticamente primo. Viaggia sulle orme dei record dell’Ascoli di Mimmo Renna, del ’77-’78, promosso all’epoca con eguale anticipo.

Benevento-Juve Stabia 1-0: 26’ st Sau. 

In avvio, azione di Hetemaj, Moncini si fa respingere la conclusione da Provedel e De Pinto calcia alto, quasi come Gagliardini in Inter-Sassuolo: è l’unico superstite della squadra arrivata in B nel 2016, dopo 5 finali playoff perdute. Espulso Caldirola fra i sanniti per una frase irriguardosa all’arbitro, esce proprio Del Pinto, per Tuia, per il 4-4-1. Montipò nega il vantaggio alle vespe, insidiose anche con Canotto e Forte.

Fazio sbaglia su cross da destra di Schiattarella, Sau si ferma e piazza la palla: il ds Pasquale Foggia va ad esultare dal figlio, raccattapalle per l’occasione. Montipò evita il pari con un bagher vicino alla linea, sul colpo di testa di Fazio. 

“Avevo un debito d’onore con la famiglia Vigorito – racconta Pippo Inzaghi -, mi voleva già alcuni anni fa”.

Ora il Benevento cercherà di mantenere il vantaggio record, di 24 punti sulla seconda, contro i 17 di quell’Ascoli e i 15 (compreso il -9 iniziale) della Juve di Deschamps. E’ la seconda promozione dei sanniti, che con Baroni (e il subentrato De Zerbi) poi retrocedettero subito. Stavolta Vigorito non baderà a spese, per salvarsi.

Gli altri risultati

Ascoli-Crotone 1-1: st 15’ Barberis (C), 33’ Trotta.
Come da pronostico, la squadra di Giovanni Stroppa è superiore, come gioco e occasioni, ma si fa riprendere.
Armenteros avvicina il vantaggio per i calabresi, insidiosi anche con Messias. Dopo l’intervallo sale il Crotone, Benali serve Mustacchio, fermato dal palo. Poi Ferigra rischia l’espulsione per fermare Messias, lanciato a metà campo da un errore, Andreoni era in effetti in grado di recuperare ma il difensore si era proprio aggrappato. Sblocca la punizione di Barberis dalla sinistra. Poi Scamacca manca il pari e Cordaz alza il colpo di testa di Valentini: si arrenderà al tocco di Trotta, su azione Scamacca-Pinto.

Chievo-Frosinone 2-0: st 8’ Obi, 11’ Vignato.

I ciociari sono in crisi, come a inizio stagione, scivolano a 4 punti dalla seconda posizione.
Bardi nega il vantaggio a Esposito, lanciato da Giaccherini. Dopo l’intervallo il match si vivacizza, Rigione avvicina il gol per i veronesi, Dionisi lo manca per il Frosinone, su azione Rohden-Novakovich. La rete arriva su azione Dickmann-Djordjevic, immediato il raddoppio grazie al cross di Giaccherini. Rohden calcia troppo centralmente, mentre Bardi evita il tris, di Garritano.

Cittadella-Perugia 2-0: 40’ e 11’ st Diaw rig.
Festa rovinata per Cosmi, alla 700^ panchina da professionista
I granata sono la squadra che difende meglio sugli angoli, hanno subito appena una rete da corner, anche con gli umbri resistono. Iemmello ha un’occasione comoda per sbloccare il match, il destro non è abbastanza angolato, viene respinto da Paleari, il portiere dei padovano, il più spettacolare della serie B. Il vantaggio arriva su rigore, per il fallo di Rosi, su Diaw. Il duello si ripropone alla ripresa e Rosi chiude sull’attaccante del Cittadella. Che poi segna, ma in fuorigioco per centimetri. Mazzocchi origina il secondo penalty, sul colpo di testa di Adorni. Il Perugia replica con Melchiorri, Buonaiuto (due volte) e Mazzocchi, con due parate di Paleari, mentre De Marchi avvicina il tris per i granata, ora secondi.

Spezia-Pisa 1-2: 26’ Gyasi (S), 38’ Marconi; 41’ Marconi
Il primo assist vincente è di Antonino Ragusa per Gyasi, 7 gol nelle ultime 10 partite e pericoloso per due volte, anche dopo il vantaggio. La capovolge il solito Marconi, sono le prime reti del Pisa dopo la ripartenza del campionato, entrambe da angolo di Gucher, sul raddoppio è complice il portiere Scuffet. Caracciolo è fra i migliori dei nerazzurri, Acampora spicca tra i liguri.

Pordenone-Entella 2-0 st 7’ Mazzocco, 46’ Barison.
A Trieste, un tempo tatticamente bloccato, poi i ramarri meritano il successo. Un gol arriva su ripartenza di Gavazzi, Mazzocco controlla e si porta la palla sul sinistro, per insaccare. Borra si esalta poi sulla punizione del friulano Burrai. Nel recupero punizione di Tremolada, la palla rimbalza sulla traveras e in campo, Barison è pronto sul tapin.

Pescara-Empoli 1-1: st 19’ Ciciretti (E), 32’ Maniero rig.
Balkovec da fuori impegna Fiorillo, poi segna con uno splendido sinistro ma Bandinelli è davanti al portiere, in fuorigioco. Netta la supremazia degli abruzzesi come occasioni, il vantaggio però è dell’Empoli, con l’assolo di Ciciretti, finalmente davvero insidioso. Arriva il 9° rigore stagionale per il Pescara, su angolo di Memushaj la trattenuta di Romagnoli su Maniero è leggera: “Ma cos’hai visto?”, urlano dalla panchina toscana. Sull’altro fronte Mancuso non trova il rigore. Nel finale Clemenza e Maniero mancano il sorpasso. Espulso nel recupero il secondo portiere dell’Empoli, Branduani.

Livorno-Venezia 0-2: 18’ Longo, 22’ Capello.
Il Venezia si porta a +5 sulla zona playout. Awua manca il vantaggio per la cenerentola del campionato, poi Lezzini chiude sulla conclusione di Braken. Gli arancionerordi sono peraltro in palla, assist di Lollo da destra, Longo vola a realizzare la sua 4^ rete stagionale. Capello conferma di essere da serie A con il 7° gol, splendida girata su cross da sinistra di Malek, altro in formissima. Prima dell’intervallo, altre 3 occasioni per il Venezia e una per i toscani. Che nella ripresa si limitano a una pallagol per Ferrari.

Cosenza-Trapani 2-2: 20’ Taugourdeau rig (T), 37’ Dalmonte (T), 40’ Baez; 50’ st Asencio.
Carnesecchi è sempre puntuale, fra i pali, respinge il destro di Asencio, al rientro nel Cosenza.
Schiavi trattiene Piszczek su azione d’angolo, i siciliani avanzano così su rigore. Poi è Pagliarulo a trattenere Schiavi, penalty anche per il Cosenza, Carnesecchi lo para, a Bruccini. Raddoppia Dalmonte da fuori, sugli sviluppi di una punizione battuta rapidamente. Splendida la rete silana, sull’asse Asencio-Casasola, segna l’uruguagio Baez.
Nella ripresa Carnesecchi nega il pari a Bittante, neanche Riviere lo trova. Nel finale gol annullato a Riviere, in fuorigioco su azione d’angolo. Il punto per la squadra di Occhiuzzi arriva su rinvio di Perina e spizzata di Scognamillo.

Salernitana-Cremonese 3-3
L’anticipo della serie B è una partita pazza, tra Salernitana e Cremonese, finisce 3-3, come ieri Sassuolo-Verona e anche in questo caso la squadra viaggiante era avanti di due reti, con la doppietta di Celar.
In avvio Jaroszyński sbaglia il passaggio laterale, Migliorini è accetato dal sole e Celar vola verso la porta, a realizzare il secondo gol stagionale, dopo i 28 in 27 partite con la Primavera della Roma.
Zortea spinge da sinistra, Mogos manca il raddoppio. Lo sloveno Celar ci prova anche da sinistra e poi di testa.
Attacca la Salernitana, solo Dziczek si fa pericoloso, da fuori. Ventura ha effettuato 7 cambi, rispetto all’ultima gara, 5 per Bisoli.
Anche nella ripresa Celar è scatenato, gira di testa facendo volare Micai sull’angolo. Stacca anche Terranova, Luca Ravanelli manca il tocco sottoporta. Ventura inizia a dare segni di insofferenza, in panchina, per le troppe occasioni concesse. Riprendono ad attaccare i granata, sospinti da Lombardi e Di Tacchio, Bisoli perciò urla: “Abbiamo abbassato l’intensità”.
I grigiorossi si rianimano, a metà ripresa Mogos calcia, Micai ribatte con il petto e Zan Celar infila la doppietta. Ravaglia intercetta anche il destro da fuori di Cristiano Lombardi. La svolta per la Salernitana al 28’, azione di Jallow a sinistra, Di Tacchio calcia, Arini già ammonito si oppone con un braccio, è rigore più ammonizione, Dziczek infila dal dischetto l’1-2. Entra Cerci, che Ventura ebbe al Pisa e al Torino, con un angolo da destra avvia l’azione del pari, il cross di Walter Lopez è per Di Tacchio, che gira di testa in rete.
Lì è Cristiano Lombardi a perdere la testa, per una punizione a favore della Cremonese calcia via il pallone in maniera violentissima, non tanto lontano dalla testa dell’arbitro, che lo espelle. Inutili le sue giustificazioni: “Ce l’avevo con i miei compagni”. “Non me ne frega un c…”, la risposta del brizzolato Baroni.
La nuova parità numerica rinfranca i lombardi, il bellunese Nadir Zortea a destra salta Walter Lopez, più efficace in attacco, tirocross, palo e gol. Il pari definitivo al 50’,
Clayton tocca Gondo, non è fuorigioco ma un secondo rigore allo scadere in genere dev’essere più netto perchè venga concesso, Baroni lo dà e Di Tacchio lo realizza, dopo un’espulsione sulla panchina grigiorossa.
Scintille anche nei secondi finali, con le espulsioni di Bisoli e del team manager di casa Avallone, quasi trattenuti a forza. Dopo 8’ di recupero, è 3-3, vale l’8° punto in 4 trasferte per la Cremonese. Valzania è fra i più nervosi e anche Ventura va a lamentarsi dall’arbitro. La sua Salernitana rischia di uscire dalla zona playoff.

La classifica

BENEVENTO 76, Crotone e Cittadella 52; Spezia 50, Pordenone 49, Frosinone 48, Chievo 45, Salernitana 44; Pisa 42, Empoli 42, Entella 41, Perugia 40, Venezia e Pescara 39, Juve Stabia 36; Cremonese 34, Ascoli 33; Cosenza 31, Trapani (-1) 29, Livorno 21.

Da “Ilmessaggero.it”, “Leggo.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Il Messaggero, Ilmessaggero.it. Simone e Pippo Inzaghi, due cuori di mamma Marina: “Stavolta festeggiamo tutti. Nel 2000 esultammo per Simone ma eravamo tristi per Pippo”. Fu il secondo scudetto della Lazio, la Juve sarebbe arrivata a 35 più i due revocati. “Pippo giocava nella primavera del Piacenza con Paratici, il ds della Juve era centrocampista, erano nella stessa scuola. Simone telefona sempre al padre, appena scende negli spogliatoi. Siamo custodi dei loro appartamenti, qui a San Nicolò”

(corrieredellosport.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/inzaghi_simone_pippo_scudetto_mamma_famiglia-5086757.html

Una prima stesura del racconto molto piacentino con la mamma degli Inzaghi, ascoltato anche dal papà

A San Nicolò Piacentino, 6500 abitanti, verso Voghera, la villa degli Inzaghi è come un museo, ha gigantografie con centinaia di articoli di giornali messi in quadro, nel vetro, da papà Giancarlo. Campeggiano le imprese di superPippo e di superSimone, come nei fumetti, da quando giocavano, rispettivamente, nella Juventus e nel Piacenza, la loro squadra del cuore. E’ un lunedì unico, nella frazione di Rottofreno, mamma Marina compie gli anni e da doppia capolista solitaria, 62 e 63 punti, stesso numero di partite, la Lazio ne ha una in più dei bianconeri e due in più dell’Inter. “Sfilata di amici, di messaggi e telefonate”.
Questa signora bionda dai lunghi capelli ha un appeal televisivo. “Invece sono molto schiva, accettai solo una volta, a Bologna, quando Pippo era a Torino”.
Ora ricorda e sogna. “Vorrei che finisse come nel 2000, con lo scudetto della Lazio, naturalmente ci dispiacque per Pippo, che lo perse con la Juve”.
Gli Inzaghi sbocciarono qui, a 6 chilometri dallo stadio Garilli. “Filippo andò a Leffe, nella Bergamasca, in C, Simone fece un giro del nord, con 6 squadre prima della Lazio. “E’ a Roma dal ’99”, sottolinea papà Giancarlo, 62 anni, ex rappresentante della Zucchi Bassetti, il tessile che era stato comprato da Buffon, quando lui però era già in pensione. “A 5 anni si è trasferito ai Parioli, dal quartiere Fleming. Pippo resta a Milano, in corso Magenta”. 
Gli Inzaghi diventeranno nonni per la terza volta, grazie a Simone. “Tornato a casa con 3-4 amici, dopo la vittoria di Parma, vennero entrambi prima di Natale: si fermano a dormire, resta un piano per ciascuno, ne siamo custodi. Andiamo a trovarli noi – dice Marina -, nei ritiri: mio marito è stato tre giorni ad Auronzo di Cadore, per Simone, poi insieme una settimana a Moena, per il Benevento”.
E’ impegnativo essere genitori d’arte, mamma lasciò la ragioneria in comune, con la nascita di Simone. “Hanno ancora la nonna paterna, Maria, di 91 anni”.
Il procuratore di entrambi, Tullio Tinti, si affacciò quando Pippo aveva 16 anni e giocava negli allievi del Piacenza. “Volle una bella borsa da calcio, per ben figurare. Tanti si presentarono, sono rimasti fedeli a lui e tuttora lo consultano”.
Marina è sorpresa per la doppia performance. “Non pensavo che la professione di allenatore diventasse così importante per entrambi, neanche speravo di vederli ai vertici. Al Milan Pippo fu 10° con una squadra non tanto forte, quell’etichetta di fallimento mi dà molto fastidio. Quando era al Bologna, andai al Dall’Ara solo il 26 dicembre 2018, per il nostro derby, con la Lazio. Seguiamo le partite da casa, mio marito in soggiorno, io in camera, da soli, nessuno può capire le emozioni dei genitori”.
Giancarlo era dirigente all’oratorio, quando i figli davano i primi calci. “Andò ad Atene per la Champions di Pippo, contro il Liverpool – ricorda Marina -, io a Yohohama, per il mondiale per club del 2007, vinto ai rigori sul Boca juniors. Da mamma rammento solo pianti di gioia, mai di rabbia: hanno sempre superato le difficoltà, presto aumenteranno, di fronte ad aspettative sempre più elevate”.
Simone crebbe all’ombra del fratello maggiore, supercannoniere, in panchina sono rovesciati, al punto che Pippo a Venezia e a Bologna ci rispondeva: “Simone è fra i migliori allenatori d’Europa e imparo tanto da lui”. A 43 anni, è il più giovane, fra le squadre di vertice dei campionati principali. “Per scaramanzia non pronunciamo mai la parola scudetto – riflette mamma -, non ci rivela problemi nè debolezze, magari lo farà con la moglie Gaia. C’è un rituale iniziato da quando era attaccante, appena scende in spogliatoio telefona al padre, dopo ogni partita. Sempre”.
“Siamo stati in vacanza con i Trapattoni – confessa la madre -, eravamo amici di Zoff quando era ct. Filippo frequentò la stessa ragioneria di Fabio Paratici, a Borgonovo val Tidone, furono compagni nella primavera del Piacenza, il ds della Juve era centrocampista. Da bambini, Pippo leggeva sempre un giornale sportivo in vacanza, Simone lo osservava e da molti anni conosce a memoria anche i giocatori di serie C; Pippo è molto social. Giocano ancora a tennis, peraltro non potevamo mai andare in settimana bianca perchè gli allenatori temevano si facessero male… Pippo è molto legato a Galliani, dal Milan, si vedevano a Forte dei Marmi, Simone a Tare. Filippo legge Italo Calvino, Simone la biografia di Ancelotti, entrambi hanno libri di calcio, sul comodino”. Filippo ha appena rinnovato con il presidente Vigorito, a Benevento, Simone cerca lo scudetto e la gloria imperitura.
Vanni Zagnoli

Il Gazzettino, la serie B. Benevento, lo Spezia rimontato 3-1. Inzaghi a + 20

(lanazione.it)

Non poteva finire così, il Pordenone. La squadra che portò l’Inter di Spalletti ai rigori, in coppa Italia, dalla serie C, con Colucci, la squadra della cavalcata in B, della promozione e dei mesi al secondo posto. Attilio Tesser ha rifiatato e, purtroppo, perse il treno promozione, a Frosinone. Là meritava persino di vincere e invece perse, mentre i ciociari ora sono a 6 vittorie in sequenza e favoriti per la serie A diretta.
Comunque, a Empoli arriva il primo posto per Pasquale Marino, che avrebbe meritato la promozione proprio a Frosinone, che anche a La Spezia piaceva, come gioco, e che riuscito a cambiare faccia alla stagione dei toscani, dal flop Bucchi ai rischi di playout con il debuttante Muzzi. Al Castellani, i ramarri concedono quattro occasioni, compresa la traversa di Mancuso, contro rete, compreso il gol di Bocalon, al 32’. La pressione della retrocessa dalla serie A è normale, considerata l’ora a inseguire, sulla carta era la rosa più attrezzata. Tesser fa come a Novara, mantiene una matricola (i neroverdi sono proprio debuttanti) in zona playoff, sarebbe un’impresa restare fra le prime 8, la fase difensiva è migliorata, la concentrazione elevata, occorrebbero costruire di più allo stadio Friuli.
Il pomeriggio della serie B porta i riflettori di Dazn sugli stadi veneti, il Penzo e il Tombolato sono spettrali ma affascinanti, con le scritte Venezia e Cittadella nel settore distinti, con i colori dei seggiolini. Senza pubblico, la partita è meno vera, quella dell’Inter era scontata, la lotta per l’8^ posizione e anche oltre e per la salvezza diretta perde di pathos, si odono le voci dei giocatori. Cittadella-Cremonese resta sullo 0-0, con tre pallegol per parte, i grigiorossi sono l’altra grande delusa della stagione, assieme proprio all’Empoli, da anni il patron dell’acciaio Arvedi vuole la serie A vissuta per tre stagioni con il compianto Luzzara, almeno regge sul campo della siderurgica Gabrielli. 
Il Venezia si fa riprendere dal Cosenza, Alessio Dionisi piaceva come gioco in avvio di stagione, ultimamente crea poco, due opportunità vere contro tre dei silani, fermati dal palo con Carretta. Al 38’ risegna Samuele Longo, cresciuto nell’Inter e rientrato dalla Spagna, il pari è dopo un’ora, di Machach. Il Venezia è a +7 proprio sui silani, terzultimi, dunque dovrebbe evitare la serie C diretta, Ascoli e Cremonese però hanno rispettivamente due e una partita in meno, rischia di finire ai playout, dopo la retrocessione arrivata con Vecchi, Zenga e Cosmi e il ripescaggio. Il Chievo si fa battere al Bentegodi dal Livorno, condannato, con 10 punti di ritardo dalla quartultima, decide l’argentino Franco Ferrari, al 12’ st. 
In vetta, il Benevento è a +20 sulla terza, il Crotone, lo Spezia avanza con il nigeriano Gyasi, perde dopo mezz’ora Mora per la seconda ammonizione, da metà ripresa crolla sotto i colpi di Improta, Moncini e del solito Viola. A Pisa arriva la 4^ sconfitta per il Perugia, risolve l’ex Vido, bassanese. A Castellammare, il Trapani va sullo 0-2 con Pettinari e un rigore, si fa riprendere da Tonucci e Forte.
Vanni Zagnoli

(Ziz)zagando. Inzaghi, i migliori fratelli allenatori al mondo. I tanti esoneri degli allenatori nel calcio, a Modena arriva Mignani. Scherma, Arianna Errigo vincente nel fioretto. Il viaggio nel mondo Lamborghini

Con Ermete Fiaccadori

(v.zagn) 1) Si continua a esonerare tanto, anche in serie C. Il Modena licenzia Zironelli, in effetti negativo, come l’anno scorso con la Juve under 23. Arriva Mignani, ex centrale del Siena. Potrei conteggiare quanti esoneri in serie A, B e C.

2) L’incredibile Verona, Juric è all’unico campionato positivo di serie A, incredibile, per una squadra che era da ultimo posto. 18 punti e gioco, come solo a Crotone, nell’unica stagione in cui aveva convinto davvero, con la storica promozione.

3) Gli Inzaghi, i migliori fratelli allenatori al mondo. Simone terzo, domina il Sassuolo: “Pippo è primo, da quanti anni una squadra non partiva così, in serie B, risalirà e ci incontreremo ancora”.

4) Maradona si è dimesso dal Gymnasia. Spesso si confonde l’ex campione con l’allenatore, per nulla all’altezza. Nel caso di Diego poi lo squilibrio è evidente. Ma tanti campioni hanno il massimo delle chances, e più volte, per il nome.

5) Il calcio femminile su Skysport, la nazionale su Raisport, la Primavera su Sportitalia. L’under 21 in radio e anche su Rai, di prestigio. I campionati sono abbastanza ben seguiti, ma il nuoto e l’atletica finiscono ai margini dei palinsesti. Sky quasi non dà notizie delle esclusive Rai, è incredibile.

6) Il Flamengo vince la Libertadores, la squadra mito dell’81, che si aggiudicò anche l’intercontinale. Aveva Leandro, Junior, Zico, poi eliminati dall’Italia al mondiale.

7) Il telecronista di 7 anni, per la partita di basket di serie C silver. E’ parente di un dirigente. Magari è una mossa per far parlare del Fortitudo Messina. “Non abbiamo trovato nessun adulto che volesse farlo”.

8) Scherma, la vittoria di Arianna Errigo in coppa del mondo, nel fioretto, è l’occasione per il dibattito sulla sciabola.
I campioni che vogliono raddoppiare, per i pugili è più facile. Combattere in due armi così diverse è molto complicato. In genere chi fa gli ostacoli fa eventualmente solo la staffetta e nessun ostacolista veloce fa la staffetta.

9) Il viaggio nel mondo della Lamborghini. I video del museo, la storia di Domenicali, da solo: “Siamo in 50 paesi nel mondo. Il successo della Urus. Siamo forti a Milano, Roma e anche a Bologna”. Il libro di Antonio Ghini con gli aneddotti su Ferruccio, peccato solo che non gareggerà mai.

10) Sci, la Shiffrin batte il record di Stenmark, vince il 41° slalom. Ma chi sono gli 8 migliori di ogni tempo, fra uomini e donne, nelle 4 specialità? E nella combinata? La tabella, magari, con il numero di successi in ciascuna specialità.

Il Gazzettino, Sinisa Mihajlovic sostituisce Inzaghi. La pazienza superiore verso l’ex campione: Berlusconi risparmiò l’esonero a Pippo, il serbo meritava di finire la stagione. La giornata a Casteldebole, entrate e uscite

La versione integrale del pezzo pubblicato su Il Gazzettino

Manca solo l’ufficialità, Sinisa Mihajlovic sostituisce Pippo Inzaghi sulla panchina del Bologna. Contratto di sei mesi, con opzione per altre due stagioni, in caso di salvezza, e lo stesso tecnico serbo preferirà valutare se avrà altre richieste, anzichè avere il rinnovo automatico.

Ieri mattina il presidente Joey Saputo si è riunito a Casteldebole con l’ad Fenucci, il ds Riccardo Bigon e con il club manager Di Vaio, che aveva chiuso la carriera ai Montreal Impact, la società di cui il magnate canadese ha lasciato la presidenza, mantenendo comunque la proprietà. Nel pomeriggio è arrivato Inzaghi, per parlare dell’uscita dal contratto, ha un biennale da 600mila euro a stagione e per il momento resta a libro paga. Non ha commentato la scelta della società di avvincendarlo, lo 0-4 con il Frosinone ha reso il licenziamento inevitabile, senza vittorie da 15 gare e con l’eliminazione negli ottavi di coppa Italia, contro la Juve, al Dall’Ara. Due vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte sono il suo score, deludente. Come quando, al debutto da allenatore in campo professionistico, al Milan non si qualificò l’Europa league, chiudendo a metà classifica. A Venezia, vinse invece la serie C e poi arrivò ai playoff, in B, senza sovvertire il pronostico, con il Palermo. Il Bologna ha avuto fin troppa pazienza, anche per rispetto del personaggio che è stato da calciatore e il nuovo flop conferma le difficoltà per grandi bomber a diventare grandi tecnici. Il suo ottimismo, l’abitudine a evidenziare sempre la forza delle avversarie non bastano, solo a Napoli e a Ferrara il Bologna aveva ben figurato, negli ultimi mesi.

Inzaghi ha lasciato il centro tecnico di Casteldebole alle 16, poi è arrivato il procuratore di Mihajlovic, Federico Pastorello, figlio di Giambattista, ex ds del Padova e già presidente del Verona. Intanto Bigon (altro figlio d’arte, del padovano Alberto) ha sondato Donadoni, per un eventuale ritorno, mossa strategica, per evitare di pagargli le altre 5 mensilità di stipendio, sino a giugno: l’ex tecnico azzurro ha transato, le sue 3 salvezze larghe vanno rivalutate.

Saputo lascia il centro tecnico alle 18, si è incontrato a cena con Mihajlovic e in mattinata tornerà in Canada. Il tecnico serbo compirà 50 anni fra meno di un mese, esordì in A sulla panchina rossoblù nel novembre del 2008, subentrando ad Arrigoni, per decisione della famiglia Menarini. Fu a sua volta esonerato dopo 4 sconfitte consecutive, in aprile, con Di Vaio all’epoca centravanti, e la salvezza venne ottenuta da Papadopulo. Da allora ha fatto benissimo nella stagione di Catania, male alla Fiorentina (9°, licenziato nel novembre successivo) e come ct della Serbia (qualificazione fallita al mondiale del 2014), bene alla Sampdoria (12° e 7° posto con Europa league). Al Milan non meritava l’esonero deciso da Berlusconi, al Torino fu 9° e poi esonerato giusto un anno fa. In estate firmò per lo Sporting Lisbona, assieme al portiere Viviano, ma il cambio di presidenza 9 giorni dopo fece saltare il contratto. Il Bologna aveva incontrato anche i trevigiani Guidolin e De Biasi.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Corriereadriatico.it. Lo 0-0 di Parma, Inzaghi firmerebbe per un punto in ogni gara, non importa se crea nulla. Crociati comunque superiori, a parte il finale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_bologna_diretta_risultato_finale_live_serie_a-4189368.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/parma_bologna_diretta_risultato_finale_live_serie_a-4189370.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/parma_bologna_diretta_risultato_finale_live_serie_a-4189369.html

di Vanni Zagnoli

Il palo di Siligardi, per il Parma, dopo 50”, e poi il forcing crociato, il finale del Bologna, lo 0-0 è giusto. Va bene a Inzaghi, che ha salvato la panchina in questa settimana, con questo doppio risultato a occhiali, si diceva una volta, va rivalutato Donadoni, autore di tre buoni campionati, al Bologna, ma nell’ultimo nel mirino dei tifosi. Adesso ce l’hanno con il presidente Saputo, che non investe in base alla classifica della ricchezza, la famiglia è fra le top 200 al mondo.

Grande è anche il potenziale economico del Parma, con Barilla, Erreà e gi altri 5 di Nuovo inizio, meno il cinese che si è sfilato. Il Parma avrebbe meritato di vincere, quando deve farlo fatica regolarmente, D’Aversa è molto mazzariano o allegrista, eccellente quando deve aspettare o congelare la partita, meno quando deve dare spettacolo.

Colpa di Inzaghi, che si chiude e aspetta, come sempre. Palacio è il petroniano più vivace, dopo un’ora un palo, con gol di Calabresi sulla ribattuta ma in fuorigioco. Inglese è sempre indomito, eppure segna poco. Meriterebbe più spazio Ciciretti, il fantasista della promozione del Benevento. Come Orsolini fra i bolognesi. Inzaghi ama lo 0-0, gli basterebbe arrivare quart’ultimo, D’Aversa è già salva ora, è già tanto, anche solo per il 7° posto convincono molto di più Torino e Sassuolo, come gioco e pericolosità. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Corriereadriatico.it”