Il Gazzettino. La serie B non si ferma per il mondiale, solo tre giocatori fra i convocati. Cittadella e Venezia sconfitte, il Frosinone continua a volare

(parma.repubblica.it)

La serie B non si ferma per il mondiale. Dopo Genoa-Como, in programma oggi, riprenderà a fine mese: c’è solo una settimana di sosta, del resto il campionato ha appena tre convocati per il Qatar, l’attaccante Cheddira del Bari con il Marocco e i difensori Karacic (Brescia, con l’Australia) e Glik (Benevento, nella Polonia).
Dopo 13 giornate il bilancio per le venete non è positivo, il Venezia è penultimo, a 5 punti dai playout, e il Cittadella ha solo una lunghezza sugli spareggi e 5 dai playoff.
Sulla panchina lagunare Paolo Vanoli debutta perdendo allo stadio Penzo, passa la Reggina, seconda della classe, l’ex vice di Ventura e Conte ha comunque le qualità per portare la squadra a una salvezza tranquilla, il gioco non mancava neppure con Javorcic. Gli arancioneroverdi avanzano con Pohjanpalo, destro potente da 20 metri. Il raddoppio è annullato per fuorigioco di Andersen, poi le occasioni sono per Johnsen e Modolo, con salvataggio di Gagliolo. Nella ripresa escono i calabresi, tiro di Majer, Joronen tocca sul palo e Canotto fa tapin, a un quarto d’ora dal termine Hernani è favorito da un rimpallo e deve solo insaccare di potenza. Regge la difesa ordinata dell’ex Pippo Inzaghi.
A Parma, il Cittadella perde 3-1, contro una squadra dal montestipendi decisamente superiore. Gli emiliani segnano al 17’, punizione di Estevez, torre di Valenti e destro di Delprato. Visentin devia il tiro di Sohm, impedendo il raddoppio. Nel finale di tempo finisce alto il colpo di testa di Mirko Antonucci, il 23enne arrivato in granata dalla Roma. Il 2-0 al 12’ st, Sohm centra per Drissa Camara, l’arbitro Volpi annulla, il Var lo corregge. Benedyczak fa tris, su servizio di Camara. Il gol del Cittadella è di Antonucci, su angolo di Varela, nel finale Perticone evita il poker. 
In vetta, il Frosinone è a 6 vittorie di fila, venerdì si è imposto ad Ascoli, è a +8 su Parma, Genoa e Ternana.
Il Brescia gioca un buon secondo tempo a Terni, comunque non va oltre lo 0-0 e può salvare la panchina di Clotet. Restano in zona playoff anche Bari e Sudtirol, altoatesini avanti con Tait e Odogwu, la rimonta è con Di Cesare e Salcedo. Il Cagliari non decolla, Liverani dopo l’esonero di Parma è in difficoltà: Pisa in vantaggio con Morutan, pareggia Lapadula. Fabio Cannavaro batte in rimonta Daniele De Rossi nella sfida fra campioni del mondo 2006, trova il primo successo con i sanniti, senza vittorie da 8 gare. Spal a bersaglio con Salvatore Esposito, nel secondo tempo paga l’espulsione di Peda, Capellini e La Gumina ribaltano la partita. A Cosenza la prima vittoria di Viali in serie B, 3-2 al Palermo, avanti con Brunori. Pareggia Aldo Florenzi, poi Rigione, 2-2 ancora di Brunori, decide Larrivey. Nel finale mano di Rigione e rigore parato da Marson a Brunori. Il Perugia segna con Di Carmine, il Modena replica con Tremolada.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

La coppa Italia, il racconto di una sfida fra squadre di serie B. Il Bari ha il 4° pubblico d’Italia!

(baritoday.it)

Vanni Zagnoli

Il racconto di una sfida di coppa Italia tra formazioni di vertice di serie B. Passa il Parma, 1-0, ci stavano i tempi supplementari, se si considerano le tre parate, di cui due complicate del portiere ducale.

L’equilibrio è rotto al 29′ con uno zig zag tra fascia destra e sinistra: Bonny-Sohm-Benedyczak, il polacco stacca e trova (ancora) il palo opposto.

La curva del Bari è infinita negli incitamenti, sovrasta spesso quella del Parma, se ascoltata dalla tribuna stampa. Con l’Ascoli, vittorioso allo stadio San Nicola, c’erano la bellezza di 31mila spettatori, più dei 22mila al derby di Torino, è stato il quarto pubblico d’Italia dell’ultimo fine settimana.

Il settore distinti è praticamente vuoto, la curva Matteo Bagnaresi ha larghi vuoti, ma il gialloblù del Parma è quello dell’èra Tanzi, delle 3 coppe in 100 giori con Malesani.

Giovani in entrambe, soprattutto nel Parma, con il portiere Edoardo Corvi, naturalmente debuttante, è lui a fermare Salcedo che era scattato da solo, in contropiede. A 21 anni si supera altre due volte, sulla conclusione dalla destra di Kheddira, bomber della serie B, e sul sinistro di Vicari, con aiuto della traversa.

Si fa male chi ha deciso la partita, Benedyczak. La difesa del Parma è attenta, nonostante i 21 anni di media.

Cantano i Boys gialloblù (anche “Veniamo dall’Emilia, bruciamo Reggio Emilia”) e così pregustano l’ottavo a San Siro con l’Inter, di metà gennaio. Solo dalle semifinali ci saranno gare di andata e ritorno. Si finisce con un fumogeno in curva pugliese, ma la gente del sud fa festa ugualmente.

Mignani cerca il doppio salto, riuscito a Maciste Bolchi, a metà degli anni ’80 e a noi risponde: “E’ un piacere che si ricordi Bruno, che fu mio allenatore, è un vincente e dispiace averlo perso. La serie A? Viviamo alla giornata”.

Mignani uscì ai quarti di finale playoff in serie C, con il Modena, un anno e mezzo fa, poi i canarini sono saliti con Tesser e lui con il Bari. E adesso è in lotta per la promozione diretta.

In tribuna stampa c’è anche Domenico Messina, il designatore arbitrale ai tempi del varo della goal line tecnology, adesso fa l’osservatore. Naturalmente degli arbitri.

Corriere dello sport, vannizagnoli.it: “Il prete non può assolvere Calisto Tanzi e invitarlo in paradiso con tutte le truffe perpetrate”. Italo Cucci, 82 anni: “L’orazione funebre è un elogio, sempre, dovuto”

(parmatoday.it)

Caro direttore,

ieri ero alla camera ardente dell’ospedale Maggiore, per le esequie di Calisto Tanzi, unico giornalista presente. Ho salutato il figlio Stefano, assaporato negli anni d’oro, del Parma, da giornalista freelance. Rivisto Francesca, conosciuto Laura, le altre figlie, visti i nipoti del lattaio, come lo chiamava qualche giornalista buontempone, a Parma. E poi al funerale, all’inizio fuori, con la chiesa gremita, non volevo essere invadente, come vengo accusato da anni da molti giornalisti, addetti stampa, hostess, steward, segretari, uomini e donne di marketing e di comunicazione. Poi ho visto tv Parma, giornalista e cameraman, poi il fotografo di Repubblica Parma, alcuni giornalisti sono rimasti fuori, io sono entrato lateralmente, non ho spinto particolarmente, con le parole, per avanzare, ho fatto una diretta youtube mal riuscita perchè c’era poco segnale, con la mia wind. Mi ha colpito il buonismo del sacerdote. Devo a Calisto tantissimo, ho raccontato per tanta stampa nazionale e regionale 6 delle 8 coppe, partendo sempre da Reggio, osteggiato anche solo per questo o per l’arcicriticismo. Senza la sua Parmalat, sarei diventato professionista magari con difficoltà superiori, avrei guadagnato di meno e sarei stato meno incubo di tante redazioni, fra mail e telefonate, whatsapp ed sms. Però. Però non credo sia giusto dimenticare quanto ha fatto con la Parmalat, i bilanci truccati. Anche un sacerdote amico avrebbe dovuto stigmatizzare almeno un passaggio, un qualcosa. La persona era di prim’ordine, un generoso, un gentiluomo, un visionario, però… Però non basta essere il presidente più educato, galantuomo, in apparenza, perchè il tempo cancelli tutto. Sì, sono passati giusto 20 anni, ma ne ha combinate tante, di sicuro più di me che non scrivo quasi per nessuno, perchè disturbo, con i miei smartphone. A 50 anni, era il primo funerale di personaggio a cui ho partecipato, prima e dopo a stento trattenevo le lacrime, nei miei soliqui in video, neanche fossi un giudice. Ecco, credo che la chiesa debba anche offrire il buon esempio. Va bene la conversione, nel comportamento, non ricordo se e quanto Calisto si sia scusato con i risparmiatori che hanno perso molto, con i bond Parmalat, carta straccia, ma a prescindere non è il massimo additare come esemplare, nell’orazione funebre, chi è stato così ambiguo, con quelle firme, con quei falsi. Mi levo il cappello, mi inchino di fronte alla grandezza sua e della famiglia ma penso più in generale. Un pizzico di etica dev’esserci anche in chiesa, l’omelia funebre non può essere analoga a quella di uno Squinzi, gigante senza macchie. Chiedo scusa alla famiglia, chiedo scusa per l’impopolarità, ma il mio discorso è assolutamente generale. Con questo metro, “portiamo al cospetto degli angeli”, espressione usata dall’anziano sacerdote nella chiesa di ognissanti, in via Bixio, a Parma, la quasi totalità della popolazione mondiale. Se 17 anni e passa di condanna non bastano a garantire un pizzico di critica, chiunque è autorizzato a comportarsi con cinismo, nel quotidiano.

Il Gazzettino. Roberto D’Aversa rischia la panchina, la Sampdoria sconfitta

(lecceprima.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_roberto_d_aversa_rischia_la_panchina_la_sampdoria_sconfitta-6308515.html

Roberto D’Aversa è lì, appeso al ds Daniele Faggiano. Sono forti della doppia promozione con il Parma e delle due salvezze in A, mentre il presidente della Sampdoria Ferrero in estate spingeva per richiamare Giampaolo. Ovvero il bel gioco contro l’attesa di D’Aversa, 9 punti in 12 gare e 25 gol subiti. Il casting prevederebbe Iachini, promosso in A nel 2012, con i blucerchiati, e poi Di Biagio (che in A è solo subentrato alla Spal, retrocedendo male) e Corini, che vanta due salvezze al Chievo ma pure due esoneri, immeritati.
“Con il Bologna – spiega D’Aversa – Avevamo rimediato allo svantaggio e dopo nemmeno un minuto siamo andati di nuovo sotto. Per un tempo avevamo creato tanto, ora lavoriamo sulla nostra fragilità”.
La terza sconfitta in sequenza con i gol di Svanberg e Arnautovic, in mezzo il pari di Thorsby. Parate di Skorupski su Ekdal e su Caputo, palo di Askildsen, ma anche 4 occasioni per il Bologna. Sblocca il match nella ripresa il triangolo di Soriano con Dominguez, il pari parte dalla punizione di Candreva spizzata da Yoshida. L’1-2 è su cross di Svanberg; per il doriano Audero anche due parate.
Al Genoa subentra Shevchenko, contratto sino al 2024, eppure ha allenato solo l’Ucraina, e bene, la scelta è azzardata, nonostante abbia un signor vice, Tassotti. 
La Lazio, invece, è lì, a un punto dalla zona Champions, ne fa tre alla Salernitana, l’altra squadra del presidente Lotito. Con l’Inter, è l’unica imbattuta in casa nel 2021, considerando anche i campionati di Germania e Inghilterra, di Francia e Spagna. Immobile al 31’ raggiunge la doppia cifra realizzativa in campionato, dietro solo a Lewandowski del Bayern, a quota 13: Milinkovic-Savic da destra, Pedro corregge per il centravanti. Lo spagnolo ruba il pallone a Gyomber e raddoppia di destro. A metà ripresa Felipe Anderson serve Luis Alberto, che non perdona.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

énordest.it. B come Buffon che ricomincia dalla serie B

MAPEI STADIUM, REGGIO EMILIA, ITALY – 2021/05/19: Gianluigi Buffon of Juventus Fc celebrates at the end of the Timvision Italian Cup final match between Atalanta Bergamasca Calcio and Juventus Fc . Juventus Fc wins 2-1 over Atalanta Bergamasca Calcio. (Photo by Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images)

https://www.enordest.it/2021/06/27/b-come-buffon-che-ricomincia-dalla-serie-b/

di Vanni Zagnoli

B come Buffon e B come serie B. C’eravamo anche noi, allo stadio Tardini, al ritorno di Gianluigi Buffon, a Parma. E dalla curva Matteo Bagnaresi abbiamo ascoltato le sue parole, accorate, ai tifosi, e anche poi intervistato il procuratore storico, Silvano Martina, 68 anni, ex portiere del Genoa, che lo segue dall’inizio della carriera: “Per il Parma – conferma -, ha detto no a una offerta superiore per due volte e mezza”.

Buffon si racconta. Dalla A alla B

“Mi è venuta questa idea di poter tornare, avevo offerte carine, il doversi spendere per una causa mi stimola, dev’essere però una causa a cui sono molto legato. Devo avere un rapporto viscerale, escluso a Parigi ho sempre avuto rapporti duraturi e di grande stima, in carriera. Mi si sono prospettate due opportunità anche per vincere la Champions, ma non da protagonista e allora non mi andava più, nonostante i due anni vissuti part time con la Juve, in virtù di un legame forte, per questo ho rifiutato le proposte. C’è la progettualità e la serietà del Parma, per ricostruire qualcosa di importante, è la quarta squadra d’Italia per trofei europei, la 16esima in Europa”.

Buffon spera addirittura nel mondiale in Qatar 2022

“Il mondiale è un sogno, a cui non penso sovente. Il ct ha un gruppo, con scelte da portare avanti, non va disturbato: è la sfida che lancio a me stesso. L’obiettivo dev’essere il massimo, a giugno 2023 arriverò comunque in ottimo stato”.

E poi la Nazionale di Roberto Mancini

“Supera ogni aspettativa, ridà entusiasmo e dignità al popolo calcistico, grandissimo merito è del ct Mancini. E’ sbagliato addossare troppe responsabilità ai ragazzi, ci stanno rientusiasmando. Gigio Donnarumma andrà in una città meravigliosa, Parigi, e in una squadra fortissima, il Psg, in tempi brevi può vincere la coppa più importante”.

E la Juve? Ora è in serie B

“E’ stata la mia consacrazione calcistica, insegna una cultura del lavoro che negli anni ho fatto mia. Sarò sempre riconoscente, è qualcosa di incommensurabile”.

Qualche passaggio saliente dalla conferenza stampa

“E’ cambiato l’uomo Gigi, rispetto all’arrivederci a Parma, inevitabilmente quando passi dai 23 a 43 anni c’è una fase di maturazione. Sono riuscito a dominare il mio aspetto guascone e irriverente, lo tengo per autoalimentarmi. Ho bisogno di quel ragazzo, di quei sogni. Nel 2006 scelsi la Juve non in serie B, ma scelsi la Juve. Nel 2021 scelgo il Parma, non la B. Il 2006-07 fu un anno divertente, ma anche per molti ragazzi che lo hanno condiviso: Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Chiellini, Marchisio, ci siamo riappropriati di una dimensione calcistica che ti ha avvicinato al calcio. Noi in quella stagione eravamo talmente forti che potevamo fare i globetrotters, ricordo anche che nelle prime dieci giornate il calarsi in una mentalità diversa ci risultò difficile: pareggiammo qualche partita, questo mi fa alzare le antenne sin da adesso, ci vorranno molta umiltà e determinazione”.

Infine, l’essere chioccia in B

“Negli ultimi 6-7 anni mi è sempre stata chiesta la doppia funzione, anche di far crescere la squadra. I compagni mi hanno sempre apprezzato, amo scherzare ma so anche essere serio, comunque non sono il Pasdaran”.

Insomma il vigile, in spogliatoio. Anche in serie B

E’ un raro caso di calciatore più vecchio del proprio allenatore, 1978 contro il 1980 di Enzo Maresca, al debutto nel calcio italiano. Il tecnico è una scommessa, da noi, anche se in Inghilterra ha vinto la Premier2, con il Manchester City bis, Buffon sarà naturalmente il capitano.

Bentornato.

Da “énordest.it”

Il Messaggero. Parma-Sassuolo 1-3, De Zerbi: “Vado via”. Vuole lasciare con l’Europa ma è quasi impossibile, al sesto tentativo ha battuto D’Aversa

(corrieredellosport.it)

Parma
Dice tutto Roberto De Zerbi, alla fine. “Nessuna volontà di infierire sugli avversari, volevamo segnare più gol possibili per migliorare la differenza reti e avere più chances in caso di successo nell’ultimo turno sulla Lazio e di pari della Roma. Con questo 1-3, saremmo dietro”.
Già, al Sassuolo servirebbero 5 gol di scarto sulla Lazio, mentre con il 4-0 (quasi impossibile) abbinato allo 0-0 si andrebbe al sorteggio per la qualificazione in Conference league. I neroverdi sperano che lo Spezia, già salvo, superi i giallorossi, per raggiungere la seconda qualificazione in Europa, dopo il girone raggiunto 4 anni fa da Eusebio Di Francesco.
De Zerbi ammette che andrà via: “L’ho comunicato alla squadra prima della partita di Genova, dopo 3 anni di mia gestione martellante, non potrei dare più di questi due ottavi posti”. Il tecnico bresciano andrà allo Shakhtar Donetsk, secondo nel campionato ucraino e in Champions.
Al sesto tentativo, batte d’Aversa, ultimo e all’8^ sconfitta di seguito. Conclusione di Berardi e fallo di Busi su Raspadori, dal dischetto Locatelli. Pareggio al volo di Bruno Alves, sorpasso di Defrel, azionato da Berardi, e tris di Boga, lanciato da Ferrari. Per Berardi anche un palo. Nel finale 4 parate di Consigli.
Vanni Zagnoli

Parma-Sassuolo 1-3
Parma (3-5-1-1): Sepe 6,5; Dierckx 5 (25′ st Zagaritis 5,5), Bruno Alves 6, Valenti 5,5; Laurini 5 (33′ st Bani ng), Sohm 5 (11′ st Brugman 6), Kurtic 5, Hernani 6,5, Busi 5; Brunetta 5,5 (25′ st Gervinho 6); Cornelius 5 (33′ st Pellè 6). Allenatore: D’Aversa 5,5.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6 (12′ st Toljan 6,5), Chiriches 6,5, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Locatelli 7, Lopez 6,5 (19′ st Traore 6); Berardi 7,5, Defrel 6,5 (19′ st Caputo 6), Boga 7 (34′ st Obiang ng); Raspadori 6 (12′ st Djuricic 5,5). Allenatore: De Zerbi 7.
Arbitro: Piccinini 6,5
Marcatori: 25′ Locatelli rig, st 18′ Defrel, 25′ Boga, 32′ Bruno Alves.
Note: ammonito Kurtic. Angoli 2-12.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Quotidianodipuglia.it. Parma-Sassuolo 1-3, Defrel mantiene i neroverdi in lotta per la Conference. Le combinazioni con la Roma

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963837.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963895.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963914.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963914.html

di Vanni Zagnoli

Il derby emiliano si gioca senza grandi pressioni, il Parma vuole evitare l’ultimo posto (il Crotone sale a +2), il Sassuolo resta in corsa per la Conference league, con questo 1-3. Chiuderà con la Lazio, mentre la Roma andrà a La Spezia: ha 2 punti in meno e la differenza reti generale penalizzante (-4, rispetto ai giallorossi), per cui deve solo vincere e sperare che la Roma perda; è quasi impossibile che batta la Lazio con 4 gol di scarto, in tal caso gli basterebbe che la Roma pareggiasse, dipenderebbe anche dal numero di reti realizzate nell’ultima giornata.

In trasferta, il Sassuolo è a 33 punti, meglio delle romane, e alla 4^ vittoria esterna di fila, come in avvio di stagione.

Prima del match una cinquantina di tifosi a Collecchio contestano il Parma, alcuni invitano il ds Marcello Carli ad andarsene, resta la fiducia nel presidente Krause. Che deve ancora scegliere il nuovo allenatore, vorrebbe Juric ma è dura convincerlo a lasciare una media serie A, a Verona, e poi piace anche al Torino. La squadra è in maglia nera, come messaggio contro il Black Lives Matter, si mette in ginocchio prima del fischio d’inizio, senza 14 giocatori. 

De Zerbi, invece, si è ormai accordato con lo Shakhtar Donetsk, disputerà la Champions con gli ucraini. “Aspettiamo la fine del campionato – dice l’ad Giovanni Carnevali -, tiferemo per lui ovunque vada. Locatelli? Andasse via, spero resti nel nostro campionato, comunque vorremmo tenerlo”.

Per la successione del tecnico, piacciono Italiano, che però la famiglia Platek vuole trattenere a La Spezia, e Giampaolo, uno che a Empoli e alla Sampdoria faceva giocare bene.

In avvio le occasioni per Berardi, alto, su appoggio di Raspadori, e l’inserimento di Hernani, sull’altro fronte, fuori. Laurini rischia l’autogol, Sepe alza e poi devia il destro di Boga, servito da Locatelli. La formazione targata Mapei piace sempre, arriva al tiro anche con Defrel e Berardi, fatica la difesa parmigiana, con il quasi 40enne Bruno Alves affiancato da Daan Dierckx: il belga ha la bellezza di 22 anni in meno, mentre Busi per la prima volta gioca a sinistra. E’ proprio l’altro fiammingo a sbagliare, sul vantaggio del Sassuolo: su Berardi che, lanciato da Locatelli, impegna Sepe, e toccando Raspadori sulla deviazione. Dal dischetto va Locatelli, dopo l’errore di Berardi contro la Juve.

Passano 6’ e Bruno Alves pareggia con uno splendido destro al volo sul secondo palo, Ferrari non arriva, mentre il Var conferma che non c’è fallo sulla trequarti: è una delle reti più belle del campionato, il portoghese è alla 5^ in A, lascerà Parma ma dovrebbe continuare a giocare. Il Sassuolo riprende il suo tikitaka, i crociati sino all’intervallo lo contengono bene. 

Al rientro, si riprende con opportunità a raffica. Una buona occasione per Busi, dalla sinistra, la palla va oltre il secondo palo, Boga sbaglia ma era in fuorigioco. Maxime Lopez calcia da fuori, Sepe vola. D’Aversa cambia regista, Brugman per Sohm, De Zerbi replica con il trequartista Djuricic per Raspadori e Toljan per Muldur, in fascia destra. Dierckx salva sul sinistro di Rogerio. Il 2-1 arriva sul traversone di destro di Berardi (Kurtic è lontano), l’ex Defrel si allunga e anticipa Dierckx.

In tribuna c’è Fausto Salsano, vice di Mancini, a seguire tutti gli azzurrabili del Sassuolo, anche Caputo, subentrato a mezzora dalla fine, al rientro dopo due mesi. Il tris è a metà frazione, Ferrari per Boga, il francese sfugge a Laurini, Dierckx non chiude. Debutta il greco Zagaritis, 20 anni, nella difesa è il 41° giocatore utilizzato dal Parma in stagione. Segna Caputo ma in fuorigioco, poi Berardi coglie il palo da fuori. Consigli piazza 4 parate, sulla girata e sullo stacco di Pellè, sulla ribattuta di Gervinho e su Brugman; chances anche per Bruno Alves e Busi. E’ la prima volta che De Zerbi batte D’Aversa, così può sperare nella seconda Europa del Sassuolo, dopo quella ottenuta da Eusebio Di Francesco.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Parma-Sassuolo 1-3

Parma (3-5-1-1): Sepe 6,5; Dierckx 5 (25′ st Zagaritis 5,5), Bruno Alves 6, Valenti 5,5; Laurini 5 (33′ st Bani ng), Sohm 5 (11′ st Brugman 6), Kurtic 5, Hernani 6,5, Busi 5; Brunetta 5,5 (25′ st Gervinho 6); Cornelius 5 (33′ st Pellè 6). Allenatore: D’Aversa 5,5.

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6 (12′ st Toljan 6,5), Chiriches 6,5, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Locatelli 7, Lopez 6,5 (19′ st Traore 6); Berardi 7,5, Defrel 6,5 (19′ st Caputo 6), Boga 7 (34′ st Obiang ng); Raspadori 6 (12′ st Djuricic 5,5). Allenatore: De Zerbi 7.

Arbitro: Piccinini 6,5

Marcatori: 25′ Locatelli rig, st 18′ Defrel, 25′ Boga, 32′ Bruno Alves. Note: ammonito Kurtic. Angoli 2-12.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Il Gazzettino. L’Atalanta meno formidabile del solito, la Lazio supera il Parma solo allo scadere. Le 4 salvezze anticipate. Lo Spezia può restare davanti al Benevento

(pianetagenoa1893.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_dea_vola_lazio_in_extremis-5957148.html

Il Benevento perde a Bergamo ma non è ancora retrocesso. Con l’Atalanta i sanniti mantengono il pari sino a metà primo tempo, dopo un’occasione per Pessina la rete arriva su scambio nello stretto fra Muriel e Malinovskyi, il colombiano chiede l’uno-due all’ucraino e anticipa l’uscita di Montipò, con la suola. Piove, all’Azzurri d’Italia, i nerazzurri sono meno pimpanti del solito, merito anche della difesa giallorossa. Il raddoppio è dei nuovi entrati, Miranchuk inventa il corridoio per Zapata e Pasalic finalizza il suggerimento del colombiano. La squadra di Pippo Inzaghi reagisce con Barba, che trova l’opposizione di Zapata. Caldirola fra i campani subisce due ammonizioni in due minuti, interviene duro e poi sbraccia su Zapata.
In alto vincono tutte, anche la Lazio, uno a zero al Parma, al 95’. Primo tempo a ritmi bassi, con la sola occasione per Luis Alberto, traversa. Nella ripresa un gol annullato al Var ai biancocelesti, poi due occasioni per il Parma. Allo scadere Hernani prende un palo e sul ribaltamento di fronte Immobile segna il gol vittoria sparando in rete un pallone vacante in area. La Lazio deve recuperare la gara con il Torino, mantiene un pizzico di speranza Champions, potrebbe salire a -2 dalla Juve. 
E’ la sera della salvezza matematica per il Bologna e l’Udinese, per la Fiorentina e il Genoa. Non ancora per il Cagliari, comunque a +5 sul Benevento, grazie allo 0-0 con i viola. Il Grifone passa a Bologna con Zappacosta e con il rigore di Scamacca. Lo Spezia sale a +4 sui sanniti con il 2-2 di Genova, con la Sampdoria: avanza con Pobega, pareggio di Verre, altra rete dell’ex Pordenone, il 2-2 è di Keità Baldè a 10’ dalla fine. Il Torino deve sempre recuperare la gara con la Lazio, solo un miracolo può salvare il Benevento di Pippo Inzaghi, che come a Bologna tradisce i limiti del suo gioco, in serie A, con il solo successo a Torino, con la Juventus, da una ventina di gare. 
Domani sera chiuderà il turno Crotone-Verona, entrambe peraltro sono senza obiettivi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Atalanta, cinquina europea. Per la Roma, il pokerissimo serve a tenere dietro il Sassuolo. Il colpo dei neroverdi sul campo del Genoa. Il Cagliari avvicina il Benevento alla serie B, le accuse del presidente Vigorito: “Inammissibile rimandare Mazzoleni al Var, contro il Cagliari”

(Alessandro Castaldi/Silpress – forzaparma.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/atalanta_cinquina_europea-5950339.html

La regola del 5, come fosse il libro di Lollo Bernardi, la regola del 9, del grande ex azzurro del volley.
La regola del 5, come i gol dell’Atalanta a Parma e della Roma al Crotone, del resto le due cenerentole più o meno pari sono, in coda alla classifica. E allora è tutto normale, in teoria gli emiliani valevano una buona terza salvezza di fila, in A, come gioco alle volte con D’Aversa sono pure piaciuti, come risultati rivaleggiano con il peggior Parma di ogni tempo, dell’ultimo Roberto Donadoni, che in realtà l’anno prima si era qualificato per l’Europa league. E in fondo c’era riuscito anche Gasperini, al Genoa, la seconda volta non venne ammesso al tabellone per i debiti di Preziosi, ma lui ha fallito solo al Palermo, due vittorie in 23 gare, non all’Inter, perchè un professionista del suo livello non si può giudicare in 5 gare.
Dunque, al Tardini è la solita mareggiata nerazzurra, con doppietta di Muriel, da subentrato, rete iniziale di Malinovskyi, fuoriclasse ucraino degno della miglior Dinamo Kiev, coppa delle Coppe con il colonnello Lobonovski, scomparso, e finalista agli Europei dell’88, come Russia. C’è gloria anche per Pessina, entrato per Ilicic, e per Miranchuk, alla prima rete italiana, al pari di Brunetta, argentino, e Sohm, elvetico, fra i crociati.
L’Atalanta stramerita la seconda piazza, dà lezione a chiunque, persino al Real Madrid, a tratti e nonostante l’uomo in meno, Gasperini non piacerà ad Agnelli, che finirebbe per litigare subito, come con Conte.
L’altro pokerissimo è della Roma, dunque, tutto nel secondo tempo, il Crotone aveva retto bene. Doppiette di Borja Mayoral, che piace persino più di Borja Valero, con quel loro nome unico, e di Pellegrini, rete di Mkkhitaryan, il Sassuolo resta così a 2 punti, pur avendo vinto 2-1 a Marassi, con il Genoa.
E’ la vera sorpresa della giornata, dal momento che Ballardini non è ancora salvo, a +5 sul Benevento. Segnano Raspadori, leader dell’under 21 di Paolo Nicolato, e Berardi, 7 reti e un assist nelle ultime 6 gare, mai era stato così incidente e così a lungo, in carriera. De Zerbi costruisca la solita masnada di occasioni, compreso vantaggio creato da Traorè, per il grifone la traversa di Goldaniga. Il raddoppio è su errore di Masiello, da un anno in ribasso, nel finale accorcia Zappacosta.
Il Torino è a +4, sul Benevento, a Verona va di nuovo a bersaglio con il magiaro Vojvoda, su cross di Ansaldi, replica in 3’ Dimarco, come all’andata, nel finale. La squadra di Juric è stata superiore, da tempo ha mollato, merita di arrivare davanti alla Sampdoria per la cifra di media mostrata spesso, anche con le grandi, con Zaccagni da nazionale e con Barak.
In coda, è la giornata della probabile retrocessione del Benevento, superato al Santa Colomba-Ciro Vigorito dal Cagliari, per 1-3, ora a +3, appunto. Vantaggio immediato del greco Lykogiannis, pari al quarto d’ora di Lapadula, dopo un’ora Pavoletti, allo scadere Joao Pedro. A 5’ dalla fine, Asamoah tocca in area Nicholas Viola, che allarga di proposito la gamba, Doveri fischia il rigore e poi lo leva, richiamato dal var Mazzoleni. Siamo ai limiti, la decisione è accettabile, non per il patron delle streghe Oreste Vigorito, re dell’eolico: «Un delitto rimandare Mazzoleni al Var, con il Cagliari, dopo una settimana. Non vuole il sud in serie A“.
Vanni Zagnoli

Parma-Atalanta 2-5
Parma (4-1-2): Sepe 5,5; Busi 5, Osorio 4,5, Alves 4,5, Gagliolo 5 (35’st Conti ng); Grassi 5 (16′ st Valenti 5), Sohm 6, Kurtic 4,5; Kucka 5,5 (30′ st Brunetta 6), Cornelius 5 (30’st Camara 5,,5), Gervinho 5 (16′ st Pellè 6). All.: D’Aversa 4,5. Atalanta (3-5-2-1): Sportiello 6; Djimisti 6,5, Romero 6, Palomino 6; Maehle 6,5, De Roon 7, Freuler 7 (30’st Pasalic 6), Gosens 7 (23’st Hateboer 6,5), Ilicic 7 (1’st Pessina 7), Malinovskiy 7,5 (13’st Miranchuk 7); Zapata 6,5. (1’st Muriel 7). 
All.: Gasperini 8. 
Arbitro: Giua di Olbia 6,5. 
Marcatori: 12′ Malinovskiy; st 7′ Pessina, 31′ Muriel, 32′ Brunetta (P), 40′ Muriel, 43′ Sohm (P), 48′ Miranchuk. 
Note: angoli 3-1 per l’Atalanta. Ammoniti Grassi e Hateboer.

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it e Ilgazzettino.it. Il Crotone vince a Parma (3-4), ancora non retrocede in serie B: il primo successo esterno con le prodezze di Ounas e il 19° gol di Simy. D’Aversa e Cosmi vogliono restare

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_crotone_rimanda_la_serie_b_vince_parma_3_4_prima_successo_esterno_grazie_a_simy-5919990.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/il_crotone_rimanda_la_serie_b_vince_parma_3_4_prima_successo_esterno_grazie_a_simy-5920012.html

di Vanni Zagnoli

Sono prove tecniche di serie B, spiace dirlo ma il destino di Parma e Crotone è segnato, da una settimana, però il 3-4 piace, per la sportività, interrompe le 6 sconfitte della propaggine meridionale della nostra A.
I crociati potevano provare a superare il Cagliari, ma sarà difficile perchè con Semplici ha cambiato passo, tantopiù rispetto a Di Francesco, mentre i calabresi giocano per recuperare al massimo una posizione, appunto per superare i ducali.
D’Aversa e Cosmi, in verità, si giocano la panchina, perchè Krause potrebbe decidere di insistere con il tecnico alla 5^ stagione a Parma, mentre la famiglia Vrenna, tramite il ds Peppe Ursino, che non va mai in vacanza, potrebbe optare per la conferma dell’allenatore più sanguigno del calcio di oggi. “Ho il contratto per un’altra stagione”, sosteneva ieri D’Aversa.
Dunque, Parma-Crotone a Tardini vuoto e silenzioso, ma non sarebbe troppo distante da stadio aperto, senza covid, resta l’enorme delusione per la piccola Parigi, salvatasi per due stagioni in anticipo (la prima volta D’Aversa si era piantato, nel finale, senza peraltro mai rischiare seriamente) e stavolta retrocessa in anticipo. Nell’anno del miliardario americano, che rifarà lo stadio e già è contestato dagli ambientalisti.
Sul campo, pitagorici insidiosi con il solito cross di Reca, da sinistra, Messias non è un bomber, è fallace, nelle conclusioni, spesso. Cornelius replica ma è in fuorigioco. Ancora Messias, sinistro, deviazione di un difensore e traversa. Il gol sull’angolo, stacca Magallan, al primo bersaglio in A: “Bello, ma conta vincere, per noi”. Esce Man, per un problema muscolare, si rivede il Gervinho imbelle di questa stagione. Al 26’ il solito traversone di Pezzella, dalla mancina, Cordaz esce male, Hernani coglie il palo. Tre minuti e Cornelius dà un’idea del suo potenziale, crossa dal fondo, a sinistra, con agilità insospettabile, la testa di Hernani è vincente, da bomber stagionale, assieme a Kucka. Gervinho ha l’occasione, si fa rimontare, da Djidji.
Altra fiammata calabra, Ounas attacca a destra, salta Bani (raramente punto forte), crossa basso e per Simy è facillimo, se ci permettete il latinismo, appoggiare il 64° gol in rossoblù. Il tris è inatteso, Ounas avanza libero sino all’area e con un rasoterra perfetto trafigge Colombi, secondo portiere preferito al deludente Sepe, detto il cardinale, come l’omonimo napoletano.
Secondo tempo con Pellè per Kurtic, dunque più offensivo, e Osorio per Bani, come centrale. Il 2-3 è su spizzata di Cornelius per Gervinho, sinistro potente e Cordaz è battuto. L’ivoriano sfugge a sinistra, centra, la difesa non allontana e Mihaila azzecca il rasoterra potente. Lì ti aspetti un Parma speranzoso, con 3 punti sarebbe arrivato a 23, a 8 da Benevento e Torino, teoricamente poteva sperare nel crollo dei sanniti, anche, in realtà piglia un rigore contro. Reca serpentineggia, Osorio lo stende, realizza Simy, ancora dal dischetto. Il Parma non ha più la forza di riprenderla di nuovo e forse gli interessa relativamente, conserva il +2 sull’ultimo posto. Può far meglio della retrocessione di Donadoni, quella però fu impreziosita dal successo sulla Juve. Il finale è denso di cambi e anche di falli, causanti un confronto tra D’Aversa e Cosmi, comunque non è stato un pomeriggio banale. Con la quarta doppietta di Simy. E’ da Europa league? Per il Crotone è il primo successo esterno, solo lo Schalke, fra i principali campionati, ha fatto peggio, fuori casa.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Parma-Crotone 3-4 
Parma (4-3-3): Colombi 5,5; Busi 5, Bani 4,5 (1’st Osorio 5), Dierckx 5,5 (29’st Valenti 5,5), Pezzella 5,5; Hernani 6 (29’st Grassi 5,5), Brugman 5, Kurtic 4,5 (1’st Pellè 5), Man ng (20’pt Gervinho 6), Cornelius 5,5, Mihaila 6,5. All.: D’Aversa 5. 
Crotone (3-5-2): Cordaz 6; Djidji 5, Golemic 4,5, Magallan 6,5; Molina 6, Messias 6,5 (38’st Benali ng), Cigarini 6 (21’st Henrique 6), Zanellato 6, Reca 6,5; Ounas 7,5 (46’ st Pereira ng), Simy 6,5. All.: Cosmi 6,5. 
Arbitro: Rapuano di Rimini 6.
Reti: 14′ Magallan (C), 29′ Hernani (P), 42′ Simy (C), 46′ Ounas (C); st 4′ Gervinho (P), 9′ Mihaila (P), 24′ Simy rig. 
Note: ammoniti Brugman, Messias, Cornelius, Grassi ed Henrique. Angoli: 7-5 per il Parma.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”