Il Gazzettino, Rovigo, rugby. La semifinale playoff a Reggio Emilia, il racconto di colore dallo stadio Mirabello, senza accredito, con il divieto anche a comprare il biglietto e con una curiosa intrusione nella ripresa, sino a che le maschere se ne accorgono. L’impossibilità di entrare anche a gara finita: “Solo Raisport può riprendere”. Falso

Reggio Emilia
E’ stato un bel pomeriggio per passione rossoblù, come da striscione esposto in tribuna, allo stadio Mirabello. Questo era il tempio della Reggiana, del calcio di Pippo Marchioro, dalla serie C alla salvezza in A, con retrocessione del Piacenza tutto italiano, vittoria a San Siro con il Milan campione di tutto, nel ’94, adesso è lo scenario dell’ovale, del Valo rugby, supportato anche fisicamente dall’Emilia Romagna, con l’onnipresente segretario Gianmaria Manghi, del presidente Bonacini.
La sfida del tifo va ai tamburi di Reggio, sulla parte destra della tribuna, addirittura c’è l’esaurito per i biglietti venduti, forse, almeno per chi scrive, dal momento che filma tutto.
Grande entusiasmo anche per i rodigini arrivati nella città del primo tricolore, in pullman, anche sopra lo stendardo Amici di Boara. E’ uno spettacolo su Raisport e sui social di federugby, in diretta, trombette e rullare, trambustio e autorità emiliane, partendo dal questore. Il tifo prescinde dalle azioni, è sport vero, gente vera che, come per il Padova, segue il XV campione il più possibile e ovunque, magari capendo poco dello sport ma proprio per divertimento.
Ci sono bambini delle scuole locali, qualche momento è anche di relativo silenzio in quell’orgia di gioia di vivere. Si sogna una notte come un anno fa, a Padova, il popolo polesano trattiene il fiato per placcaggi e maulle, per ruck e dribbling, va beh, concedete una licenza pallonara. 
E poi c’è il terzo tempo, al pullman, con passaggio anche dei protagonisti, con il dopopartita al virtuale microfono dei tifosi, gli scambi di opinioni anche tattici, gli sguardi, la voglia di tricolore confermabile in una provincia non così ricca di sport ad alto livello, al contrario di Reggio.
E’ bella anche la difesa rovigotta, anche qui perdonate la licenza, le panchine trepidano, piovicchia sul nostro computer, di fronte alla tribuna, siamo entrati furtivamente, per qualche minuto, nel finale. Ci sono bellissime in tribuna, fidanzate di atleti o aspiranti tali, le wags che generalmente non vogliono essere inquadrate perchè troppo belle per finire su youtube. Il forcing finale di Reggio non porta al pareggio, “Rovigo, Rovigo” e “Forza Rovigo, forza Rovigo uè, uè, uè”. E’ stata una bella giornata di sport, anche nel coro finale: “Chi non salta padovano è, è”.
Tre i pullman di rodigini, 300 che finiscono in via Matteotti, in mezzo alla strada, alla fine. Il ritorno è dolce, come quello sportivo, fra una settimana. Calvisano aspetta, salvo sorprese, niente finale bis con Padova. C’era il Livorno, società gemellata, ci sono steward, Diego Dominguez e famiglia, argentini.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino” edizione di Rovigo

Ilmessaggero.it. Polonia, c’è tanta Italia. Il Mapei center diventa Giorgio Squinzi. Niente tifosi, c’è il Covid

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/quanta_italia_nella_polonia_domani_mapei_center_diventa_giorgio_squinzi_niente_tifosi_c_covid-5586172.html

di Vanni Zagnoli

Sarà la Nations league, sarà il covid, sarà che la Mapei è proprietaria del Sassuolo e dunque sarà per questo che la città del primo tricolore si scalda solo per la Reggiana, neopromossa in serie B, dopo 21 anni.

Dunque, l’Italia è a Reggio Emilia, dal primo pomeriggio di ieri, assieme alla Polonia, fra il disinteresse dei reggiani. Ci siamo appostati, senza accredito, fuori dallo stadio comprato dalla famiglia Squinzi. “E’ stato determinante il mio ruolo – ci raccontava Laura, la sorella minore del patron Giorgio, scomparso un anno fa -, nel prenderlo all’asta. Da legale, ho fatto compiere ogni passo per non sbagliare”.

La domenica mattina sarà proprio santificata per il re della Mapei, a Giorgio Squinzi sarà intitolato il centro sportivo di Sassuolo e alla moglie Adriana Spazzoli, scomparsa pochi mesi dopo il patron, la strada che porta al campo.

Ci sarà il presidente federale Gravina, con i tre azzurri neroverdi, Berardi, Locatelli e Gianmarco Ferrari, parmigiano, mentre Caputo ha dovuto rinunciare alla convocazione.

Sarà la parata del mondo Mapei, dell’idea Mapei, del mondo Mastergroup, ovvero il marketing dell’ad sassolese Giovanni Carnevali. Anzi, lo sarà così tanto perchè il covid fa centellinare le presenze degli ospiti e anche dei media.

All’esterno dello stadio, dunque, dalle 18, abbiamo notato un vecchio ex ultras della Reggiana, in bicicletta, il parente di un dirigente del settore giovanile granata e forse un paio di tifosi.

Idem all’albergo, il Best Western, in direzione Modena, dove la nazionale è giunta dopo l’allenamento. “Ma prima, all’arrivo qui – sottolinea l’addetto alla sicurezza dell’Italia – qualche tifoso c’era, nel pomeriggio”.

Pochi, di sicuro. Mentre la Polonia è altrove.

Resta la sensazione di un covid che ha portato via tanto, alla vita anche qui, in uno dei posti più vivibili d’Italia, dalle 22 non si può più circolare, ok, ma neanche prima ci sono le file di sponsor, di personaggi, di tifosi e tifose, di bambini. I bambini, mancano.

La nazionale piace, il covid ha cambiato la quotidianità, il weekend, anche degli emiliani.

Resta, invece, molto attento il servizio di sicurezza, la preghiera è di non riprendere i membri dello staff neppure dalla strada dell’hotel.

I polacchi, dunque. Il ct è Così Jerzy Brzeczek, sconosciuto, al grande pubblico. 

“L’Italia – racconta – ha un potenziale enorme. In casa è pericolosa, anche in assenza di pochi giocatori. Auguro a tutti i loro assenti una pronta guarigione”. 

I rossi avranno un portiere noto, Wojciech Szczesny, della Juve. 

“Annunceremo il resto della squadra, prima della partita. Non aspettiamo un miracolo nel match di domani, non ne abbiamo bisogno. Siamo arrivati alla fase finale di Euro 2020 e abbiamo i nostri obiettivi”. 

In campo, allora, il 4-3-1-2, con il doriano Bereszynski a destra, Glik (Benevento) e Bednarek al centro, Reca (Atalanta) a sinistra. Centrocampo con Zielinski (Napoli), Goralski e Linetty (Sampdoria), trequartista Krychowiak dietro a Lewandowski, pallone d’oro virtuale con il Bayern Monaco vincitutto, e il napoletano Milik. In panchina 

Skorupski, acrobatico portiere del Bologna e l’ex Milan Pjatek.

E’ una Polonia mai così italiana, insomma.

Da “Ilmessaggero.it”

Addio a Eraldo Morini, il re dell’audio-video a Reggio Emilia

(sicreagroup.com)

(v.zagn) E’ morto oggi Eraldo Morini, Franco, per tutti, occhiali, burbero, corpulento, con la moglie sottile Tiziana è stato il re dell’hifi, a Reggio, con Andrea Carpi allievo prediletto, e con Paolo Bocedi direttore del comparto tv. Dapprima in circonvallazione, il negozio storico, e poi in via Emilia all’Angelo, Comet Morini, mentre con il passaggio a Le Vele era andato in pensione. 
“Siamo tutti sconvolti – racconta Carpi, di Castelnovo Sotto -, in particolare noi tecnici forgiati da lui. Un’avventura di questo genere non ci sarà più”. 

Questo è il videoracconto realizzato da Andrea Carpi, l’allivo di migliore talento di Eraldo Morini.

https://www.youtube.com/my_videos?o=U&ar=1585491074036&sq=andrea+carpi

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it. L’Europeo under 21 comincia con il 3-2 della Polonia sul Belgio

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/l_europeo_under_21_comincia_3_2_polonia_belgio-4561329.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/l_europeo_under_21_comincia_3_2_polonia_belgio-4561353.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/l_europeo_under_21_comincia_3_2_polonia_belgio-4561357.html

di Vanni Zagnoli

L’Europeo under 21 italiano è iniziato a Reggio, città del primo tricolore, bandiera che la ct femminile Milena Bertolini porta abitualmente nelle interviste a bordo campo, in Francia. Vince la Polonia per 3-2 e si candida per dare fastidio a Spagna e Italia, il Belgio rimontato è già quasi destinato all’eliminazione, meritava comunque il pari. 

Le contendenti pagano inizialmente il grande caldo, il Mapei stadium è semivuoto, nonostante il grande lavoro di proselitismo fatto dalla Regione, dal Sassuolo e dalle altre società della zona, gli spettatori sono appena 2534.

E’ pericolosa la Polonia, Kownacki per poco non arriva su un cross tagliato da destra. Replicano i belgi, colgono il palo con Mangala da 25 metri e alla terza occasione passano: Mbenza dalla sinistra serve Aaron Leya Iseka, che finalizza la bella incursione. L’azione si ripete a metà primo tempo con il capitano Schrijvers, percussione alla Hazard ma conclusione fuori. Il pari è con il sinistro da 20 metri di Zurkowski (premiato come migliore in campo), meritato per l’avvio e per quanto sarà costruito dopo. Arrivano i cori biancorossi a incitare il mancino, a spezzare il silenzio che spesso accompagna anche le partite del Sassuolo, i tifosi della Reggiana si fanno sentire due sole volte.

La tribuna è ricca di osservatori e dirigenti, spiccano l’ex neroverde Nereo Bonato, da marzo alla Cremonese, in serie B, e il genoano Giorgio Perinetti. L’organizzazione è perfetta, spiace solo che le curve restino chiuse perchè non servono, lì spicca il lenzuolo “respect” della Uefa.

Il ritmo è basso, nonostante l’ombra in buona parte del campo, la tattica impera, nella consapevolezza che perdere leverebbe quasi tutte le speranze di ripescaggio, in un girone che dovrebbe essere monopolizzato da Spagna e Italia. I polacchi riguadagnano metri, un infortunio è l’occasione per un timeout a bordo campo, per bere. Prima dell’intervallo Jackers si fa perdonare l’errore sull’1-1 e intercetta la girata di Kownacki. Alla ripresa la spinta dei bianchi dell’est, su angolo lo stacco di Bielik fa 2-1. I gialli avvicinano subito la nuova parità con il sinistro ravvicinato di Mangala, troppo in diagonale. Si accendono le luci con anticipo eccessivo, come avviene spesso anche in serie A, il Belgio dai 4 giocatori di colore è insidioso dalla media distanza, in particolare crossa da destra con Mbenza. Persino un semplice rinvio dal fondo è l’occasione per un timeout dissetante. La Polonia si difende anche a 5, in avanti resta solo il sampdoriano Kownacki, in prestito in Germania, al Fortuna Dusseldorf. I gialloneri sono allenati da Johan Walem, il piccolo ex regista dell’Udinese di Alberto Zaccheroni: la manovra non è così produttiva, in contropiede arriva anche il terzo gol polacco, da sinistra, di Szymanski, smarcato, su cross. Il Belgio accorcia con il colpo di testa di Cools e subito dopo il portiere Grabara evita il 3 pari. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”

Ilmessaggero.it. Di Biagio ha fatto l’Italia: «In porta Meret. Zaniolo ha preteso di esserci»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/di_biagio_ha_fatto_italia_portiere_meret_zaniolo_ha_preteso_di_esserci-4559507.html

di Vanni Zagnoli

C’è un’Italia nell’Italia, che vivrà due settimane eccezionali. In Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia, da domani l’Europeo under 21, con 12 squadre divise in 3 gironi, passano in semifinale solo le prime e la migliore seconda, per gli azzurri è già difficile qualificarsi, nonostante i 6 dell’Italia di Mancini.

Di Biagio è naturalmente fiducioso: “La speranza è di vincere e giocare bene, poi la linea fra il successo e la sconfitta è minima”.

Sul campo lascia lavorare i preparatori e lo staff, è l’ex romanista Chimenti a prendersi cura dei tre portieri. “Gioca Meret – ufficializza il ct -, poi non escludo alternanza con Audero, ma è lui il titolare”. Il terzo è Montipò, del Benevento, eccellente, a parte la semifinale playoff con il Cittadella. Manca giusto Donnarumma, che due anni fa era Dollarumma, in Polonia, perchè con Raiola faceva storie per rinnovare con il Milan.

Primo avversario è la Spagna, domani alle 21 a Bologna, con dirette su Rai1. “Ne conosciamo la forza. Non cambiano lo stile nè il loro modo di palleggiare, tentano di fare la partita, ci proveremo anche noi. Non so se sia più forte o meno di due anni fa”. 

Allora gli azzurri uscirono in semifinale per 2-1 e il titolo sarebbe andato alla Germania. “C’è la tensione giusta – osserva il ct -, piacevole, permette di rimanere concentrati”.

Il Dall’Ara è esaurito, in attesa del restyling vero, neanche valgono tutti i coupon distribuiti dalla Uefa. “Ci sarà un pubblico incredibile, 30mila persone intoneranno l’inno. La provavo ogni volta, la provo ancora. Quando è così, la partita è semplice da preparare”.

Il centrocampo sarà in mano a Nicolò Barella, destinato a passare dal Cagliari all’Inter. “Stiamo crescendo, più fiducia ci danno più cresciamo. E un’occasione troppo importante per pensare al contorno, ho avvisato tutti che devo stare sereno. Siamo qui con la mentalità giusta. E’ un’occasione per tutti, affermati o meno, per dimostrare che valiamo”. 

In difesa, Calabresi del Bologna, Mancini difensore goleador dell’Atalanta e poi i due del Parma, Bastoni e Di Marco, mancino in evidenza nell’ultimo mese di campionato. A centrocampo, i romanisti Lorenzo Pellegrini e Zaniolo, accanto a Barella, davanti Chiesa, Cutrone centravanti (nel Milan era chiuso da Piatek) e Kean. Insomma giocano tutti e 6 i valorizzati da Mancini.

“Se vinciamo – conclude il regista – sarà per il gruppo, non per Barella, Pellegrini, Zaniolo o altri. Portiamo esperienza, Mancini e Di Biagio hanno fatto un grande lavoro con noi. Vogliamo cercare di vincere e fare qualcosa in più”.

Tornando a Di Biagio: “Sono voluti venire tutti, Zaniolo mi ha proprio chiesto: ‘Mister, non mi porti? Insomma è stato facile”.

Chissà se Di Biagio uscirà dalla traversa di Francia ’98, da quel rigore che ha fatto uscire l’Italia di Cesare Maldini, al mondiale, avviando Zidane al trionfo. “Cesare è un mito, con 3 successi, e Marco Tardelli un campione”. Aggiungiamo l’ultimo oro, di Claudio Gentile, nel 2004. “Vorremmo giocare bene e vincere, poi la linea di demarcazione è minima, sul risultato”.
La Spagna manca di Asensio, del Real Madrid, la stella è Fabian Ruiz, del Napoli.

A Reggio, dalle 18,30, Belgio-Polonia, in teoria non hanno chances anche solo di ripescaggio.

Lunedì si giocherà a Trieste, Serbia-Austria, poi Germania-Danimarca a Udine. Martedì Romania-Croazia a Serravalle, San Marino, e Inghilterra-Francia, a Cesena. Ogni giorno due partite, alle 18,30 e alle 21.

Le semifinali saranno a Bologna e a Reggio, giovedì 27, la finale domenica 30 a Udine. Per l’Italia, è l’appuntamento dell’anno, aspettando gli Europei dell’anno prossimo. E magari tutto passerà in secondo piano per le imprese delle azzurre, in Francia.

Da “Ilmessaggero.it”

Tuttosport, basket. Reggiana-Fiat Torino 85-98. La sera strepitosa di Carr, Wilson e James McAdoo, con gran circolazione di palla

Primo stop interno per la squadra reggiana (ilrestodelcarlino.it)

VANNI ZAGNOLI
REGGIO EMILIA. Ancora senza Larry Brown, negli Stati Uniti per curarsi, Torino vince al PalaBigi conducendo sempre e offrendo una gran dimostrazione di squadra, con efficacia dal perimetro e sottocanestro e sprazzi di buona difesa. E’ la sera di Carr, Wilson e McAdoo, a bersaglio con alte percentuali.
Con Rudd e proprio con James McAdoo, Fiat spicca il volo nel primo quarto, arrivando sul 17-24. Funzionano i giochi a due, la difesa è buona, soffre un po’ di più con l’ingresso di Elonu, che era in dubbio. Delfino incide solo come leadership, va in panchina, meglio Cotton. Il quintetto con tutti americani dà spettacolo in contropiede e con i canestri di Wilson, per il 28-40, mentre Reggio preferisce gli italiani, Gaspardo e Cervi. Che guida la riscossa e chiama pure lo schema, a 27 anni prova a fare il leader, non solo capitano. McAdoo è preciso come fosse in Nba, la Grissin si riprende con lui in panchina, arrivando a -3. Wilson trapana che è un piacere, dalla distanza, 15 punti all’intervallo, in 12’, con due soli errori.
Si riprende con un libero per Poeta, per il tecnico a Elonu durante la pausa lunga, caso unico. Jamil Wilson da tre resta immarcabile (43-54), replica Ledo, secondo Cagnardi il potenziale crack biancorosso. Un fallo fischiato a Gaspardo è davvero lieve, McAdoo invece è ingiustamente bersagliato dal pubblico di casa, arriva anche Carr ad allungare, di nuovo a +11. La scivolata in backdoor di Victor Ruud è uno degli schemi preferiti da Paolo Galbiati. Taylor va a sfondare, nel momento in cui nessuno segna per un paio di minuti, sul finire del terzo quarto. Cusin interrompe il digiuno con due liberi, qui incide molto più che a Milano e va a prendersi il fallo di De Vico. Il tapin di Carr agevola l’ultimo parziale, con il +11. Le triple di Butterfield e Griffin non spaventano l’Auxilium, a +8 con Cusin. Il 4° fallo di Elonu, contestato, porta anche al tecnico per la panchina reggiana, Carr riallontana la Grissin. Che arriva sul 76-81 con Candi autore di 12 assist. Taylor, i liberi di Carr e la tripla di Cotton mostrano tenuta nervosa. La bomba di Carr dà il +10 e la certezza del successo esterno, solo accarezzato a Venezia. Quando Cotton mette l’ultima tripla, esulta anche Galbiati, rivolto alla curva, in lutto per la morte di Max, 50enne ex vigile.

GRISSIN BON-FIAT 85-98
REGGIO EMILIA: Llompart 5 (0-1 1-3), Butterfield 20 (3-5 4-7), Ledo 18 (4-8 3-6), Griffin 9 (3-5 1-3), Cervi 5 (2-4); Mussini, Candi (0-1 0-1), Gaspardo 6 (2-4 0-3), De Vico 7 (2-2 1-4), Elonu 11 (4-6). Ne Cipolla, Vigori. All. Cagnardi.
TORINO: Poeta 8 (1-2 0-2), Carr 20 (3-6 4-7), Cotton 13 (2-5 2-2), Wilson 18 (3-5 4-7), McAdoo 13 (5-8 0-1); Taylor 8 (3-4), Rudd 10 (2-3 2-5), Delfino (0-1 0-1), Cusin 8 (2-3). Ne Anumba, Guaiana, Marrone. All. Galbiati.
Arbitri: Rossi, Vicino, Calbucci.
Note: parziali 19-24, 43-50, 60-71.
Da 2: R 21-38, T 21-37. Da 3: R 10-29, T 12-25. Liberi: R 13-16, T 20-21. Rimbalzi: R 33 (10 off, Candi 7), T 34 (5 off, Cusin 6). Perse: R 16, T 12; recuperate: R 9, T 10.
Assist: R 22 (Candi 12), T 19 Spettatori: 4000 circa.

Da “Tuttosport”

Ariano Polesine, Rovigo e Reggio: “Non lasciateci morire. Abbiamo perso tutto per i debiti della mamma del mio compagno. Aiutateci”.

Testo raccolto da Vanni Zagnoli

di Elisa Milani

È difficile poter spiegare tutto in così poche righe. Siamo DISPERATI! Noi ci troviamo ad ARIANO nel Polesine Rovigo, perché da Reggio Emilia siamo venuti via in quanto la mamma di Lamberto (deceduta ad aprile), per grossi debiti che aveva fatto con mezzo mondo di cifre che terminano in… Mila euro, io e Lamberto abbiamo dovuto in parte risarcire e abbiamo perso tutto. In più lei non avendo pagato né affitto né bollette dell’appartamento dove abitavamo tutti e tre (nel frattempo lei era scappata a Roma diceva per lavoro), noi due ci siamo trovati dal sabato al lunedì il proprietario che è venuto a dirci di sgomberare casa e andarcene subito perché sarebbe venuto l’ufficiale giudiziario a buttarci fuori. Siamo stati un po’ per strada, poi ci hanno dato una mano due amici di Fb, Rita e Leo ma Lamberto nonostante girasse e facesse candidature continue niente lavoro. Ci siamo rivolti agli assistenti sociali, ma come al solito case dell’Ater non ce ne sono, allora ci hanno mandato a chiedere ai preti, alle suore, alla Caritas… Sempre la stessa minestra. Lamberto ha fatto prove di lavoro mai retribuite e mai trovato nulla. Tra l’altro io a Reggio ho subito un pestaggio a sangue non so da chi perché mi hanno presa alle spalle e mi hanno portato via tutti i miei soldini rimasti in una busta che stavo portando in una banca per aprire un nuovo conto corrente…è stato un riscatto di debiti della mamma di Lamberto e sono stata minacciata che se fossi andata a fare denuncia o all’ospedale avrebbero ucciso me e anche il mio Lamberto, con l’accento straniero. Oltre ad avermi riempito di botte, mi hanno rotto tutti i denti, ma siccome ho battuto la testa ricordo molto poco, se non le ferite che porto dentro e in bocca. Intanto Lamberto è ancora e sempre senza lavoro nonostante iscritto a tutte le agenzie. Io sono malata al cuore, ai reni, ai polmoni, anemia cronica, ho un aneurisma in testa, ho avuto 16 interventi nella mia vita, ho il 75% di invalidità e come ultima da mesi soffro di Polineuropatia, che mi costringe dei periodi in sedia a rotelle perché mi blocca i nervi di gambe e schiena con dei dolori allucinanti e nella schiena sono piena di discopatie e ho solo 46 anni. E ho 2 finanziamenti con le finanziarie che non riesco più a pagare. Perché non abbiamo diritto di essere aiutati? Da questa topaia verso fine settimana ci buttano fuori e sono 10 giorni che abbiamo il bagno intasato e impraticabile e io ho bisogno di medicarmi e non posso perché c’è un reflusso continuo di acque sporche… E saremo di nuovo per strada. Non abbiamo 1 euro in tasca e vivo di Morfina e altrettanti medicinali che essendo in fascia C sono solo a pagamento. Perché non ci aiuta nessuno? Abbiamo scritto alle IENE, a STRISCIA LA NOTIZIA, a BARBARA D’URSO milioni e milioni di volte… perché non ci aiuta nessuno? Io che prima di ammalarmi ho fatto una vita di beneficenza e volontariato? AIUTATECI!!! Elisa e Lamberto.

Non abbiamo preso né residenza, né domicilio qui. Eravamo venuti perché pareva che delle persone ci aiutassero sia con una casa che con un lavoro per Lamberto invece siamo stati fregati. La residenza è ancora lì in prov. di Reggio dove vorremmo tornare perché qui non conosciamo nessuno. Almeno a Reggio Lamberto ci è nato.

Come se non bastasse la mia vita è sempre stata un inferno perché sono stata cresciuta da genitori che non mi hanno mai voluta e mai dato affetto e a causa di questo a 22 anni sono arrivata a pesare 160 kg e sono stata operata a Padova di Bendaggio Gastrico dove mi hanno asportato anche una parte di stomaco e negli anni ho perso 90 kg. In famiglia ho sempre e solo subito umiliazioni e sottomissioni perché la perfetta e la comandina era la figlia più piccola. Tutto girava intorno a lei a chi in casa comandava veramente… Sono stata sposata 8 anni con un uomo che mi ha fatta ammalare di depressione e in combutta con il mio caro padre despota mi hanno fatto conoscere il mondo degli psichiatri e degli psicofarmaci. Poi mi sono separata e per mia sfortuna sono dovuta ritornare nel Bunker dei miei genitori (da una madre che ho sempre odiato e da un padre falso e grande attore che amano solo il Dio denaro). E qui è cominciato il resto del mio calvario… Per non avermi in mezzo ai piedi il mio Grande padre mi ha cominciato a fare rinchiudere tra una psichiatria e l’altra (8 ricoveri in tutto) e solo io so dentro a quei posti la gente e le scene che ho visto e loro che mi convincevano di essere una malata psichiatrica mentre ho avuto alcuni infermieri, nonché dottori che mi dicevano di scappare da mio padre, che erano i miei da psichiatria… Ma dove potevo andare? Da chi? Che tutti sapevano che ero malata di mente? E piano piano le pastiglie me le sono tolte da sola. Tornata a casa, non contento, oltre ad avermi tolto il mio bancomat e tutto quello che avevo dentro, fatto sospendere la patente causa psicofarmaci, ed essersi quindi appropriato della mia macchina mi ha portato a frequentare i gruppi al C. S. M. per conoscere gente nuova. Ma vi rendete conto? Gruppi dove si disegnava, si cantava, ci raccontavano le storie e se c’era una persona normale ero io??? No… Questa non era vita… Quasi 4 anni d’inferno… E no che se la gente ti chiede se preferiresti morire tu non gli rispondi Magari?!?!?! Sentivo la stronza che mi ha messo al mondo al telefono con le amiche che diceva che io andavo chiusa in un manicomio e buttata via la chiave… Che ne ha messe al mondo due, ma proprio una matta non credeva mai, avere una figlia che vive di pastiglie… E non mi facevano uscire mai, perché se di sera andavo a mangiare qualche pizza quando tornavo mi veniva detto se andavo a letto con tutti! Quando mio padre è andato a donne per 20 anni finché io ero adolescente… Ma tanto non mi mancava niente perché ero vestita di firma da testa a piedi!!! Per grazia di Dio ho conosciuto Lamberto su Facebook che dopo 3 giorni sempre al telefono insieme quando i cari coniugi padovani stavano architettando dove farmi rinchiudere ancora, mi ha fatto preparare le valigie e partito da Reggio Emilia è venuto a prendermi e mi ha portata via DALL’INFERNO! Lui è un Angelo mandato dal cielo. Spero che da ora i miei mi considerino MORTA davvero. Era quello che volevano. So di avere un nipotino di 5 anni che si chiama Mattia che non ho mai conosciuto perché ha la zia psicopatica, ma non è così. Grazie alla Professoressa Gambini primaria della Psichiatria del San Paolo di Milano che collabora col Besta eccetera ha scritto una carta che io sono sanissima e insieme a lei e al mio Lamberto abbiamo tolto le ultime porcherie con tanta sofferenza fisica e tanta forza di volontà, ma io malata di testa o scompensata non lo sono stata MAI… È vita questa? Ho assistito 3 dei miei nonni fino alla morte giorno e notte… La psicopatica…. E questo è ora il premio che mi merito?

Tuttosport, basket. Reggio Emilia-Sassari 85-77, debutto con vittoria per Devis Cagnardi, eppure i sardi erano avanti, nel secondo quarto. Butterfield e Ledo i nuovi idoli. Petteway e Bamforth i migliori sardi

(immagini.quotidiano.net/artioli)

(v.zag.) Devis Cagnardi debutta in A da capoallenatore con una bella vittoria, a 45 anni può ripetere la parabola di Menetti. Assieme a Cervi, è l’unico rimasto della finale scudetto più incerta, vinta da Sassari alla 7^ gara, a Reggio. La Dinamo supera anche i 10 punti di margine, nel secondo quarto, sospinta da Petteway, si arena nella ripresa, segnando 34 punti, nonostante la propulsione di Cooley. Buon esordio di Elonu, Butterfield azzecca le due triple decisive (75-68 a -4’); Ledo è potenzialmente devastante, Candi in regia migliora.
GRISSIN BON REGGIO EMILIA – BANCO SARDEGNA SASSARI 85-77
GRISSIN BON REGGIO EMILIA: Mussini 3 (1-4 da tre), Ledo 22 (4-8 3-9), Butterfield 17 (1-1 5-9), Elonu 9 (4-5), Cervi 9 (3-4), Griffin 12 (4-7
1-2), Llompart 7 (1-2 1-1), De Vico 6 (2-2). Candi (0-1 0-1), Gaspardo (0-1 0-1). Ne Vigori e Cipolla. Allenatore: Cagnardi.
BANCO SARDEGNA SASSARI: Bamforth 15 (3-8 1-5), Petteway 18 (5-10 2-5), Devecchi 3 (1-1 da tre), Magro 3 (1-2), Pierre 3 (1-2), Gentile 9 (2-6 1-4), Rashawn 5 (0-6 1-2), Polonara 2 (0-1 0-2), Diop, Cooley 18 (7-13). Ne Re. Allenatore: Esposito.
Arbitri: Baldini, Paglialunga, Borgo.
Note: i parziali 21-16; 38-43, 62-63. Tiri, da 2: R 18-31, S 18-46. Da 3: R 13-29, S 6-19; liberi R 10-13, S 23-31. Rimbalzi: R 30 (3 off; 7 Elonu), S 40 (14 off; 8 Pettaway). Perse: R 13 (4 Elonu), S 12. Recuperi: R 7, S 9. Assist: R 21 (6 Candi e Llompart), S 9. Spettatori 3387. Tecnico a Cooley al 31′. Antisportivo a Elonu al 34′.

Da “Tuttosport”

Il Gazzettino, l’Atalanta al preliminare se il Milan sarà ammesso all’Europa league

Etrit Berisha portiere dell’Atalanta (ecodibergamo.it)

(v.zag.) Se il Milan sarà ammesso all’Europa league, l’Atalanta inizierà dal turno preliminare e sfiderà la vincente di Banants (Armenia) e Sarajevo (Bosnia Erzegovina), il 12 e il 19 luglio. Anche quest’anno, non giocherà a Bergamo ma a Reggio Emilia, aspettando di ammodernare lo stadio Azzurri d’Italia.

Da “Il Gazzettino”

Tuttosport, basket. Reggio-Vanoli 91-84, Cremona alla 3^ sconfitta di fila, la Grissin si è fermata a 4. Julian Wright è il trascinatore, sprazzi di Odom, di Sims e dei Diener

Darius Johnson Odom guardia di Cremona (cremonaoggi.it)

REGGIO EMILIA-VANOLI 91-84
GRISSIN BON: C. Wright 13 (5-8 0-2), Della Valle 14 (2-7 2-3), Markoishvili 7 (0-1 2-5), White 16 (4-5 1-3), Cervi 8 (3-4); Candi, Bonacini, Llompart 7 (1-2 1-1), De Vico, J. Wright 23 (10-17). All. Menetti.
VANOLI: Ruzzier 4 (2-2), Johnson-Odom 17 (5-7 1-5), Fontecchio 9 (2-5 1-4), Martin 6 (3-8 0-1), Sims 17 (7-14); T. Diener 15 (3-4 2-4), D. Diener 6 (2-5), Milbourne 10 (3-3), Portannese, Ricci. Ne Gazzotti. All. Sacchetti.
Arbitri: Lo Guzzo, Borgioni, Nicolini.
Note: parziali 27-22, 45-42, 67-63. Da 2: R 25-44 C 6-20. Da 3 R 7-17, C 6-20; liberi R 20-23 C 16-22. Rimbalzi: R 36 (6 off, White 8), C 29 (4 off, Sims 8). Recuperi: R 5, C 9. Perse: R 12 (3 White), C 9. 5 falli: Milbourne. 2500 spettatori.
REGGIO EMILIA. Un pizzico di speranza di playoff per il patron Landi, dopo 4 sconfitte: con Della Valle, è comunque un’altra Grissin. Il cuneese rientra da lombalgia e regala 12 punti nel primo tempo, contornati dai 7 di Llopart, mentre Fontecchio all’intervallo è il leader di Cremona. L’equilibrio resiste, con sprazzi dei Diener, Drake è l’ex, vicecampione d’Italia a Reggio. Menetti lascia fuori Reynolds e Nevels, nè De Vico è al top. Il suo amico Meo bissa la sconfitta d’andata, nonostante una serata da 6,5, con il 71-75 di Johnson Odom, vanificato da un 6-0. Entrambe hanno 4 in doppia cifra, Vanoli però è alla 3^ persa in sequenza. Spicca Julian Wright, autore del libero decisivo, dopo il canestro di Chris.
VANNI ZAGNOLI

Da “Tuttosport”