Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Belotti tripletta e 100 gol in granata. L’arbitro Cosso esagera, con due espulsioni e due rigori contro l’Empoli

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/belotti_tripletta_100_gol_granata_arbitro_cosso_esagera_espulsioni_rigori_contro_empoli-6662416.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/empoli_torino_belotti_tripletta_100_gol_granata_arbitro_cosso_esagera_espulsioni_rigori_contro_empoli-6662518.html

di Vanni Zagnoli

Per carità, a norma di regolamento può anche avere azzeccato tutto, Cosso, giovane arbitro di Empoli-Torino, però. Però servirebbe maggiore buon senso.

Vince il Toro 3-1, allo stadio Castellani, i toscani non brindano ancora alla salvezza, erano in vantaggio, pagano due espulsioni e due rigori per tocchi di mano di Stojanovic, il primo si poteva non dare, il secondo si poteva non dare dal momento che il primo non era evidente. “Il rigore dev’essere una cosa seria”, ripete da sempre Paolo Casarin, superstite della generazione di fenomeni, della direzione di gara, che portò al vertice anche Gigi Agnolin e Alberto Michelotti. La squadra di Aurelio Andreazzoli raramente delude, come gioco, piace più della Juventus media, eppure si è aggiudicata appena una gara su 18, dopo un magnifico girone d’andata. i granata superano il Sassuolo, sono decimi, a 9 punti dalla Fiorentina, settima, la prossima stagione proveranno a ritornare in Europa, dopo l’ottavo di finale con Ventura, perso con l’Athletic Bilbao, e il preliminare di Europa league perduto con Walter Mazzarri, arrivato grazie allo stop al Milan nelle coppe per il mancato fairplay finanziario. Il presidente Urbano Cairo può essere felice, dopo due stagioni negative, si calmeranno i tifosi più accesi che dal 2006 hanno da ridire sulla sua gestione.

Primo tempo senza occasioni nette, alla ripresa azzurri insidiosi con Verre, in partenza, Pinamonti sbaglia con il tocco morbido davanti Berisha. Il vantaggio all’11’, ancora Verre serve ai 20 metri Zurkowski, rasoterra velenoso e il portiere albanese è imperfetto. Verre interviene con il piede a martello su Pellegri, l’arbitro Cosso ammonisce, il Var gli fa cambiare la decisione in espulsione e Andreazzoli viene ammonito. Un quarto d’ora alla fine, Praet dal fondo per Ansaldi, la palla sfiora la mano di Stojanovic, il biondo Cosso da Reggio Calabria fischia, lo sloveno protesta e viene ammonito, l’arbitro rifiuta di andare al Var e dal dischetto Belotti angola la conclusione. Passano dieci minuti e Stojanovic concede il bis, si gira su conclusione di Belotti, è come se sfidasse l’arbitro, lo invitasse di nuovo a essere fiscale, Cosso va a controllare ma sembra avere un conto personale con il difensore e lo espelle. Due a uno dal dischetto per Belotti. Nel recupero, Belotti vola ma non centra la porta, la trova sul cross da sinistra di Brekalo.

E’ la quinta tripletta in serie A per Belotti, l’ultima fu tre anni fa con il Sassuolo, raggiunge le 100 reti in granata, superando Francesco Graziani, e per il Torino sono 6 risultati utili, si vede la differenza tra Juric, che al debutto in serie A venne esonerato due volte dal Genoa, e le gestioni di Mazzarri e poi Moreno Longo, Marco Giampaolo e poi Davide Nicola. E’ incisivo anche il lavoro sul mercato di Davide Vagnati, ds arrivato dalla Spal durante il lockdown, dopo le due promozioni e le due salvezze conquistate a Ferrara. In realtà Juric vorrebbe arrivare davanti al Verona, reduce dal suo eccellente biennio, ma è dura recuperare 5 punti in 3 gare. La fase difensiva piemontese è da Europa, l’attacco ha realizzato una rete in meno dell’Empoli, comunque fra le migliori espressioni dei 31 anni di presidenza Fabrizio Corsi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Serie A, Juric supera il Verona, la Fiorentina rimonta con il Sassuolo, l’Empoli domina a La Spezia

(toronews.it)

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Juric supera il Verona, che ha condotto per due campionati a metà classifica, e si posiziona al 10° posto. Realizza Pobega e all’Olimpico è il 6° successo in dieci partite, complice l’espulsione di Magnani a metà primo tempo, ma L’Hellas quasi meritava il pari. Juric rinuncia a Baselli e Zaza, da cedere, mentre i gialloblù perdono Barak, nel ripescaldamento. Magnani sbaglia il controllo e stende Sanabria lanciato a rete, Fabbri ammonisce, è richiamato dal Var Ghersini e al monitor cambia la decisione: punizione di Rodriguez, Sanabria devia con il fondoschiena e il giuliano Pobega infila. Nella ripresa palo di Faraoni, ma c’è fuorigioco, occasioni per Sutalo, Tameze e Faraoni.

A mezzogiorno, la rimonta della Fiorentina con il Sassuolo, avanti con le reti dell’azzurro Scamacca e di Frattesi, destinato alla nazionale. Nel secondo tempo segnano Vlahovic e Torreira, poi Italiano leva il capocannoniere, che non gradisce, anche perchè vuole battere il record di gol in un anno solare di Cristiano Ronaldo, nel 2020, per ora l’ha eguagliato, con 33 reti.

La Fiorentina è in zona Europa league, manca dal febbraio 2017, quando si fece battere al Franchi dal Borussia, superato a Monchengladbach, il potenziale non è inferiore a quello dell’Atalanta, non a caso battuta a Bergamo.

A La Spezia domina l’Empoli eppure si ferma sull’1-1, decidono le autoreti, dell’ex Marchizza dopo l’intervallo, su azione di Reca e deviazione di Maggiore, e di Nikolaou, su cross di Zurkovski. Infine il rigore concesso a Pinamonti e poi cancellato dal var per un tocco di fianco, di Amian, non di mano. E’ la migliore stagione nella storia dell’Empoli, in Europa 15 anni fa grazie a calciopoli ma ora già salvo, con 17 punti sulle terzultime, a un giornata dal giro di boa. I liguri con Thiago Motta rischiano di non salvarsi, il brasiliano dagli avi rodigini non meritava questa chance, nè di partire dal Genoa, dove fu esonerato.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. L’Atalanta ribalta il Verona ed è terza. Sassuolo show. Il Torino risale

(Alessandro Sabattini/Getty Images)

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Lassù, c’è l’Atalanta, assolutamente, quest’anno davvero tra le favorite. Vince a Verona, infliggendo a Igor Tudor la prima sconfitta al Bentegodi, nella stagione migliore del tecnico che alla Juve era stato il primo collaboratore di Andrea Pirlo e che per due volte aveva salvato l’Udinese. Bergamo, dunque, festeggia con la sesta vittoria esterna di fila, primato societario, l’uscita dalla Champions league, in cui ha sprecato in Svizzera, a Vila-Real e a Manchester. 
Hellas avanti con Giovanni Simeone, 12 reti, è il vero capocannoniere dal momento che Vlahovic nelle 15 reti alla Fiorentina si è aiutato con la bellezza di 5 rigori. La rimonta è fra i due tempi, con l’ucraino Miranchuk e con l’olandese Koopmeiners, sono due fra i tanti sconosciuti scelti dal ds Giovanni Sartori, l’artefice del miracolo Chievo e ora delle 5 europe di fila della Dea. Gasperini lo attaccò in conferenza stampa nel preliminare di Europa league, 3 anni fa, con l’allenatore non ha mai ricomposto, eppure sono due fuoriclasse.
Ne ha due, nel loro piccolo, anche il Sassuolo, Berardi e Raspadori, che firmano la rimonta sulla Lazio, avanti con Zaccagni e tradita da Acerbi, che al Sassuolo aveva meritato la nazionale. Maurizio Sarri proprio non gira, la Lazio sarebbe fuori persino dalla Conference cup, eppure il tecnico meritava una considerazione diversa, dalla Juve, da Agnelli: “Il mio scudetto è stato sottovalutato – ci racconta -, il ciclo bianconero era alla fine, Khedira campione del mondo 2014 fece altre 4 partite all’Hertha Berlino e poi lasciò, in due sono andati negli Usa. Il miglior Sarri è stato a Empoli, dai playout in B a metà classifica in A”.
Buono anche il Torino, per ora a 4 punti dall’Europa, grazie al 2-1 sul Bologna. Vantaggio di Sanabria a metà primo tempo, raddoppio su autorete, di Soumaoro, poi il rigore di Orsolini. Il tecnico rossoblù Mihajlovic: “La nostra prestazione peggiore”. Juric, invece, chiede rinforzi per inseguire l’Europa, centrata solo da Ventura e da Mazzarri, nell’èra Cairo.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Il Torino surclassa il Sassuolo, due pali e il gol di Pjaca. Palo anche di Frattesi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_torino_surclassa_sassuolo_pali_gol_di_pjaca_palo_di_frattesi-6202321.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/il_torino_surclassa_sassuolo_pali_gol_di_pjaca_palo_di_frattesi-6203760.html

di Vanni Zagnoli

Vince il Torino, segna Marko Pjaca a 8’ dalla fine, è giusto perchè raramente il Sassuolo è stato così in difficoltà, come occasioni concesse, persino nelle due volte in cui subì 7 reti, nelle prime stagioni in serie A. Ha creato, anche, abbastanza, poteva finire 2-4, considerate le occasioni più nette, di un match davvero spettacolare. Per i tifosi piemontesi è una grande soddisfazione, la vittoria esterna sul campo dell’8^ delle ultime due stagioni, fuori dall’Europa a pochi minuti dalla fine del campionato, da parte di chi si salvò all’ultima giornata. Si arresteranno così le contestazioni al presidente Urbano Cairo, le ironie di una società che comunque è arrivata per due volte in Europa. Il Toro si tuffa sotto la curva, un pensierino al settimo posto lo farà, dopo due annate tanto negative. Piacciono l’occupazione degli spazi e il coefficiente di spettacolarità, qualche brivido è naturale, soprattutto con chi ha sfiorato il colpo con la Roma.

La galleria di emozioni inizia con Pobega da fuori, per il Toro, Frattesi in controfuga modello Monza di Brocchi coglie un palo pieno e poi salva una situazione intricata, in area neroverde. Il Sassuolo è più d’attesa, rispetto alla gestione De Zerbi, al Mapei, resta qualche difficoltà difensiva, sempre di Chiriches, che perde palla, Ferrari e Toljan non chiudono Sanabria, il paraguagio tuttavia spedisce fuori. Con Juric, il pressing è convinto, c’è maggiore intraprendenza, non peraltro finalizzata. Al nuovo tecnico piace puntare dalle fasce, come con il Verona, l’uscita dalla trequarti del Sassuolo è complicata. Al punto che, nell’altra palla persa da ChirichesSanabria aggira Consigli e Ferrari salva a porta vuota. Il break era stato di Brekalo e sempre il croato coglie il palo da fuori, sulla ribattuta Rogerio interviene con il corpo e poi con la mano, ma non è rigore. E’ fuorigioco, invece, sulla splendida verticalizzazione neroverde, Frattesi per Djuricic che realizza e Piccinini annulla.

Il match è a fiammate, il Toro sa già che quest’anno non dovrebbe correre rischi di retrocessione e allora è coraggioso, come avrebbe voluto essere un anno fa con Marco Giampaolo, poi esonerato. 

Tiene tanto la palla, Aina per BremerConsigli si conferma da nazionale, più di Meret, che nel Napoli non è sempre titolare. Maxime Lopez respinge la girata di Sanabria, entrambi di testa. Il duello fra il portiere emiliano e l’attaccante sudamericano prosegue. Raramente si vede il Toro costruire così tanto, fuori casa, anche l’altro trequartista all’esordio, Praet, da fuori, coglie il palo. A Juric mancano Belotti (con l’attaccante della nazionale magari un pallone sarebbe entrato già nel primo tempo), Izzo, Verdi e Zaza, la rumba granata però continua nella ripresa. Le azioni palla al piede sono davvero piacevoli, con l’ingresso di Ansaldi per Aina il Toro guadagna qualche altro metro, l’argentino a 35 anni resta una certezza, al di là di un brutto tiro, non a caso è incitato dai 400 tifosi granata in curva. 

Il Sassuolo è temibile solo in ripartenza, della grande partita di domenica a Roma restano i lampi, come quello di Berardi che fa ammonire Rodriguez. La condizione fisica torinista è già buona, resta lo sbilanciamento difensivo, quando Chiriches scende palla al piede, Raspadori non trova il tempo per calciare. I modenesi si riprendono, Milinkovic Savic oppone il viso al tocco di Berardi. I tre cambi di Alessio Dionisi mutano il volto del Sassuolo, il match resta nei piedi del Toro. E anche nei gol mancati. Lukic vola da 40 metri, lanciato da Brekalo, si allarga troppo e manca lo specchio, disturbato da Kyriakopoulos.

Dionisi fa esordire il marocchino Harroui, Juric leva Brekalo per Pjaca, che segnerà. Scamacca perde palla, Mandragora serve Pjaca, Toljan è lontano e il croato la piazza sul palo lontano. E’ naturalmente al primo gol al Toro, offre un saggio delle potenzialità evidenziate a Euro 2016, al punto che venne preso subito da Marotta, alla Juve. C’è tempo anche per la respinta di Vanja Milinkovic-Savic sull’inzuccata di Ferrari. Poteva essere 3-5, ecco. Un anno fa finì 3-3 e il Sassuolo mancò il primo posto in classifica. Nonostante la permanenza di Berardi e Boga, che volevano andare via, le ambizioni possono ridursi. 

“Eravamo partiti bene – spiega Dionisi, debuttante in A come Zanetti al Venezia -, l’abbiamo messa troppo sul piano fisico, siamo arrivati stanchi a fine partita. Devo fare mea culpa, abbiamo giocato a tratti, nella ripresa non davamo la sensazione di prendere gol. Nel primo il Torino ha meritato, sfruttando le nostre giocate forzate, eccessivamente verticali”. Dicono molto le 18 conclusioni granata contro 10, le 6 in porta contro 2.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Gazzettino. Serie A. Sassuolo superiore alla Roma ma perde. Il Genoa risorge a Cagliari, primo successo per il Torino contro la Salernitana

(repubblica.it)

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Meglio il Sassuolo della Roma, per un’ora, dopo il pari tornano fuori i giallorossi, comunque a lungo passivi. Segna Berardi ma in fuorigioco minimo, di Raspadori. Abraham sbaglia un’occasione, il vantaggio arriva al 37’, per l’invenzione dell’ex Pellegrini, sfruttata da Cristante, sfuggito a Berardi. Nel secondo tempo, il pari al 12’ di Djuricic, su azione Scamacca-Berardi, con piroetta su Vina. Consigli evita il 2-1 di Pellegrini e Abraham coglie il palo. Altre due chance per Pellegrini, una per Berardi, con respinta di Rui Patricio. Nel finale il tiro a giro spiazzante di El Shaarawy, con la corsa scatenata di Mourinho.
Risorge il Genoa, a Cagliari passa da 2-0 a 2-3. La prima vittoria in campionato per la squadra di Ballardini è firmata Fares, che alla Lazio non aveva sfondato, e gran partita anche di Andrea Cambiaso, classe 2000, esterno difensivo che scocca due cross decisivi. Il Cagliari segna con Joao Pedro ma in fuorigioco e poi su rigore, al 16’, assist di Marin per Keita, travolto da Sabelli. All’intervallo triplo cambio genoano e passaggio al 4-2-3-1, raddoppia però la squadra di Semplici, angolo di Marin e Ceppitelli di testa gira in rete. Da lì va in tilt la difesa sarda, il 2-1 è di Destro, il pareggio su angolo di Rovella e testa di Fares. Il sorpasso è su angolo dalla sinistra di Cambiaso e Fares ancora in acrobazia. Kallon sbaglia il 2-4, Joao Pedro il pari.
Arriva il primo successo del Torino, tacita due anni di contestazioni al presidente Cairo, il 4-0 rende cenerentola la Salernitana, con 11 gol subiti in tre gare. Juric impiega due nuovi, Pjaca e Zima, i campani si fanno vivi su rinvio sbagliato da Milinkovic e con la traversa di Di Tacchio. All’intervallo cross di Ansaldi, che meriterebbe una grande, Sanabria ne sovrasta due e infila. Il raddoppio è su nuovo traversone dell’argentino, con Bremer a precedere Gagliolo. Debuttano Ribery, Praet e Pobega, che firma il tris, in mischia, chiude Lukic. La curva Maratona inneggia al tecnico Juric: “Sarebbe meglio a fine anno, vorrebbe dire che abbiamo fatto una bella stagione”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it. Coppa Italia, Torino e Venezia passano ai rigori su Cremonese e Frosinone. Empoli e Lecce dominano

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/coppa_italia_torino_venezia_passano_ai_rigori_su_cremonese_frosinone_empoli_lecce_dominano-6140385.html

di Vanni Zagnoli

Persino il caldo, forse, equilibra sfide di Coppa Italia sulla carta quasi a senso unico.
Dunque, il Lecce vince a Parma, contro la strafavorita per il ritorno in Serie A, cominciano i dubbi su Enzo Maresca, che all’Ascoli da debuttante in B durò poco. A Ferrara, il Frosinone tiene lo 0-0, ai supplementari passa in vantaggio e si fa raggiungere dal Venezia, che aspetta l’adeguamento dello stadio in Sant’Elena. Ai rigori, passa l’ultima neopromossa, di Paolo Zanetti, esordiente in A. La Cremonese merita l’overtime al Grande Torino, tantopiù che nel secondo tempo perde Baez, espulso perché, già ammonito, trattiene Singo a centrocampo. Prima dei rigori, ne sbaglia uno per il Toro Mandragora, che si rifarà nella serie decisa da una parata e da un errore grigiorossi. Per ora, la squadra di Juric sembra quella dell’ultimo Mazzarri e di Moreno Longo, di Giampaolo e, spesso, di Davide Nicola. Carnesecchi para il rigore a, allo scadere dei supplementari. L’unico trentaduesimo di finale secondo pronostico è a Empoli, 3-0 al Vicenza, poi 3-2 all’11’ della ripresa, sino al gol scacciapensieri nel finale.

Empoli-Vicenza 4-2

I toscani di Aurelio Andreazzoli recheranno visita al Verona. Segnano all’11’ con Bajrami, primattore della promozione, alla mezzora con Haas, poi con Mancuso. La squadra di Mimmo Di Carlo replica con Dalmonte e Lanzafame, sino ad arrendersi a Crociata.

Parma-Lecce 1-3

I salentini vengono dalla semifinale playoff persa con il Venezia, giocheranno a La Spezia, nel prossimo turno. Gli emiliani dalla peggiore stagione in serie A della storia, assieme all’ultima della gestione Tommaso Ghirardi. Baroni sceglie il 4-3-3 con il giovane islandese Helgason accanto a Coda e Olivieri, Maresca replica con il 4-1-4-1, troppo offensivo, con Juric in mezzo, Brunetta e Man, Franco Vasquez e Daniele Iacoponi alle spalle di Benedyczak, centravanti polacco di 21 anni con poco senso del gol. In porta Colombi, il vice Buffon. Al 7’ segna il Parma, sull’asse Daniele Iacoponi-Brunetta. Il pari è su errore di Juric, punito dall’assist di Olivieri per Coda. Per il Parma incursioni di Man e Brunetta, segna però il difensore Tuia su calcio d’angolo: 1-2. Nella ripresa attacchi a vuoto crociati, occasioni mancate da Coda e Strefezza (per anni miglior giocatore della Spal) e tris firmato Coda, servito da Vera.

Venezia-Frosinone 9-8 dcr (1-1)

Tre a 4 il computo delle occasioni del primo tempo, a inizio ripresa altre tre per i ciociari. Al 5’ del primo supplementare, angolo, sponda di Iemmello e spaccata di Mirko Gori. All’11’ Szyminski si fa saltare da Johnsen con un sombrero, poi da dietro gli frana addosso, dal dischetto pareggia Di Mariano. Altre due opportunità per i giallazzurri, contro una, ma ai rigori perderanno. 
Segnano Ciano e Sigurdsson, sbaglia Maiello, realizza Heymans. Il Frosinone resta in corsa con Zampano (Bertinato aveva parato ma aveva staccato i piedi dalla linea di porta), anche Di Mariano infila. Nell quarta serie, Iemmello pareggia, mentre Tessmann sbaglia. Il confronto prosegue in equilibrio con le trasformazioni di Vitale e Vacca, di Brighenti e Ceccaroni, di Szyminski e Johnsen, di Serbin e Caldara. Gatti faceva il muratore, tradisce l’inesperienza nella 9^ serie B, Ebuehi infila.

Torino-Cremonese 4-1 dcr (0-0)
Il ds grigiorosso Ariedo Braida si gode una serata da serie A, vecchia maniera, di quando era al Milan, a 75 anni vuole regalare la promozione al cavalier Arvedi, che ha speso come nessuno, fra serie B e C, senza mai disputare neanche un playoff. Fabio Pecchia si era aggiudicato la coppa Italia di C, con la Juventus B, al Grande Torino è in forma, non subisce troppo. Per Carnesecchi quattro parate importanti, in particolare su Ola Aina. A 6’ dalla fine, contatto di Fiordaliso su Ola Aina, è rigore, batte Mandragora e Carnesecchi respinge con la gamba destra.
La sequenza dei rigori: Mandragora gol, Daniel Ciofani parato da Milinkovic Savic, Verdi e Vido gol, Rauti gol, Castagnetti fuori; Ola Aina gol. Nel prossimo turno, la Sampdoria o l’Alessandria. Al 13′ st l’arbitro Giovanni Ayroldi di Molfetta si ferma per i crampi, per 3′, riprende ma al 23′ lascia. Entra Paride Tremolada di Monza, della Can C.

Video

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Torino-Benevento noia e 1-1, giallorossi in pullman per 12 ore, per punizione. Inzaghi dignitoso

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/torino_benevento_risultato_finale_commento_news_oggi_23_maggio_2021-5978445.html

https://www.ilmattino.it/sport/benevento/torino_benevento_risultato_finale_commento_news_oggi_23_maggio_2021-5978471.html

di Vanni Zagnoli

TorinoBenevento è stata una gara particolare, doveva essere decisiva per la salvezza, se Lazzari non avesse colto il palo allo scadere, in Lazio-Torino, se Immobile prima non avesse fatto la stessa cosa, su rigore.

Il presidente Urbano Cairo era riuscito a evitare di affrontare la Lazio senza molti titolari all’epoca con il covid, il recupero è stato rimandata per renderlo meno decisivo per l’avversaria. In serie B, Cairo aveva ottenuto un successo a tavolino, a Padova, poi decisivo, per un blackout allo stadio Euganeo, un decennio fa.

Lazio-Torino 0-0: il pari salva i granata, retrocede il Benevento. Finale ad alta tensione

Il presidente Oreste Vigorito ha punito i giallorossi, che erano già salvi, a metà stagione, e sono retrocessi, viaggio in pullman, da Benevento, anzichè in treno o in area, la squadra di Pippo Inzaghi non era male, una volta di più emergono i limiti in serie A del tecnico di Piacenza.

Sul campo, dunque, non c’è pathos, mancano le tensioni di Lazio-Torino, della coda Immobile-Cairo, gli stregoni si preparano al ritorno in serie B, inseguiranno la terza promozione, sperando poi di aprire un ciclo, in A. Il ds Pasquale Foggia è in discussione, Inzaghi pure, si vedrà. Al Grande Torino succede poco, a lungo, manovre orizzontali, inutili, in una partita inutile, con il Benevento terzultimo e i granata che non fanno la corsa sul Cagliari, per recuperare una posizione. L’ex Glik si fa vivo, in avvio, il Benevento gioca, fa girare palla ma senza occasioni, il Toro aspetta, stanco della rincorsa e mortificato dalle ultime tre prestazioni, nonostante la salvezza.

Serie A, il programma della 38a giornata di campionato: il calendario con le partite

Servono 24’ per un tiro torinista, di Mandragora, deviato. La noia è mortale, si gioca per qualche milione di euro per il Torino, in base al piazzamento finale, appunto. Il ds Fabio Vagnati non ha cambiato la storia, la salvezza è stata sofferta come nella precedente stagione, vanno rivalutati i lavori di Moreno Longo e Mazzarri, che arrivò in Europa, ma neanche è detto che le cose sarebbero andate tanto peggio con Marco Giampaolo, peraltro aspettato per l’intero girone d’andata, nel suo progetto tecnico.

Il Torino vince solo 7 gare su 38, in stagione, ai tifosi non basta, da anni, sono esausti. Solo consolati dall’uscita a vuoto di Manfredini, secondo portiere, Bremer di testa appoggia nel sacco, su angolo da destra di Verdi. Il difensore è al quinto gol, è il terzo cannoniere societario, in una squadra che segna comunque poco.

Il Crotone raggiunge il Benevento al 93′: Pippo Inzaghi aggrappato al fratello Simone

Di Serio replica per i bianchi, due volte, il match si trascina con rari momenti interessanti, è come un’amichevole estiva. Il belga Foulon, 22 anni, si industria a sinistra, fra gli stregoni, ma è ancora il Toro a essere insidioso, con Verdi, conclusione alta.

Nella ripresa il 2-0 è di Sanabria, facile, ma in fuorigioco. Serve un’uscita di Ujkani, per evitare rischi di parità. Il Benevento non dispiace, raramente ha deluso, come gioco, è fragile e comunque mediamente poco pericoloso, insomma da serie B, da ambizioni limitate, comunque dignitoso.

Zaza è in ribasso, lontano dalla nazionale, calcia fuori, è discontinuo e non sempre motivato. Attacca il Torino, le streghe aspettano e pastrocchiano, è successo spesso, in stagione, per questo il presidente Vigorito è risentito.

Si susseguono i cambi, fra gli sbadigli, anche senza covid sarebbero stato poche migliaia, gli spettatori. 

Improvviso, a 19’ dalla fine, giunge l’1-1, Letizia a sinistra supera Singo, Andres Tello stacca su Ansaldi, esulterà mostrando il parastinchi della Colombia.

Entra Belotti, si gira e calcia centralmente, Manfredini respinge.

Il Toro riprende ad attaccare, Singo in acrobazia coglie la traversa. Si giochicchia, anche nei 4’ di recupero. Stagione da 5 per entrambe, complessivamente, con qualche punta emotiva, come il successo del Benevento allo Juve stadium.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Torino-Benevento 1-1

Torino (3-5-2): Ujkani 6; Izzo 6,5 (25’ st Singo 5,5), Bremer 6,5, Buongiorno 6; Vojvoda 6, Rincon 6, Mandragora 5,5, Verdi 6 (12′ st Linetty 6), Ansaldi 5; Sanabria 5,5 (25′ st Belotti 5,5), Zaza 6. Allenatore. Nicola 6.

Benevento (5-3-2): Manfredini 5; Letizia 6,5, Barba 6 (1′ st Pastina 6), Glik 5,5, Caldirola 6, Foulon 5,5 (12′ st Tello 6,5); Hetemaj 6, Dabo 5, Improta 5,5 (36’ st Sanogo ng); Di Serio 6, Gaich 5,5 (12′ st Lapadula 5). Allenatore. F. Inzaghi 6.

Arbitro: Di Bello di Brindisi 6.

Marcatori: 29′ Bremer, 27′ st Tello. Note: ammonito Ansaldi. Angoli 7-3.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Corriereadriatico.it. Il Torino ne prende 4 a La Spezia. Saponara palo e gol, doppietta di Nzola, festeggia la famiglia Platek

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spezia_torino_4_1_commento_news_oggi_15_maggio_2021-5961884.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/spezia_torino_4_1_commento_news_oggi_15_maggio_2021-5961914.html

di Vanni Zagnoli

E’ la salvezza dello Spezia, con una giornata d’anticipo, da matricola. Domani il Torino aspetta un piacere dal Crotone, impegnato con il Benevento, in attesa di affrontare i sanniti all’ultima giornata, martedì ha il recupero dell’Olimpico con la Lazio. E’ a +4, relativamente tranquillo, in 3 giorni però ha subìto la bellezza di 11 reti. Saponara è il migliore dello Spezia, per un’ora, palo e gol, poi un rigore episodico per parte, i liguri raggiungono però il 4-1 con la seconda rete di Nzola e con Erlic. All’andata fu l’ultima gara di Giampaolo, 0-0 con il Torino in superiorità numerica per quasi tutto il match ma terribilmente sterile, stavolta è andata molto peggio.

Torna Belotti, segnerà su rigore, è appena alla 2^ rete in 13 gare. Vincenzo Italiano reimpiega Nzola dopo un’esclusione disciplinare, in porta c’è Zoet, più forte nelle uscite. Lo Spezia non aveva sbagliato i confronti casalinghi con Cagliari e Crotone, erano peraltro gli unici successi nelle ultime 12 partite, all’esterno della curva ferrovia ha l’incitamento di centinaia di tifosi, fra i tanti che avevano accompagnato la squadra in motorino.

Bremer si fa anticipare da Agudelo sul rinvio sbagliato da Sirigu, la difesa granata se la cava. Il ritmo non si alza, si gioca molto a centrocampo, Ansaldi crossa da sinistra, viene da due assist nelle ultime due trasferte. Mandragora è anticipato di quel minimo da Salva Ferrer sufficiente a evitare il rigore. 

Ricci gioca una palla splendida, Saponara aggira Sirigu e calcia sul palo. Lo Spezia prende campo, Agudelo alimenta l’azione senza commettere fallo, sempre Saponara aggira Bremer e calcia sul primo palo, è il gol salvezza, il secondo in 4 gare per il trequartista, quanti ne aveva segnati negli ultimi 40 incontri. Il Toro alza il pressing, scambia spesso gli esterni difensivi e corre un rischio anche sul colpo di tacco di Saponara. 

In tribuna, il presidente Urbano Cairo è sempre più preoccupato, lo Spezia imposta la partita preferita, di controllo, Pobega promulga l’ammonizione di Vojvoda e poi ne prende una fiscale, da Orsato.

Davide Nicola inizia a guidare ogni azione difensiva, la tensione penalizza il Torino, che comunque arriva da 12 punti in 8 partite. Rischia anche sul recupero palla di Nzola, Saponara dribbla, Bremer lo chiude in extremis. Vojvoda interviene in ritardo su una palla morta, Pobega va giù, è rigore, Nzola trasforma e fa esultare gli ospiti dello Spezia, in tribuna. 

I granata si svegliano prima dell’intervallo, con il tiro fuori di Rincon e due azioni confuse. Al rientro, Belotti prega, letteralmente, il Toro riprende con il 4-2-4, si scopre sul contropiede di Saponara, Nzola aspetta di portarsi la palla sul sinistro e calcia troppo centralmente.

Ansaldi resta il migliore, il suo traversone è fermato da Terzi. Arriva un rigore episodico anche per il Torino, Salva Ferrer calcia Bremer, anzichè anticiparlo, Orsato è bravo a vederlo senza Var, anni fa un intervento del genere non sarebbe stato sanzionato, per la non volontarietà. Dal dischetto Belotti, è il 9’, ci sarebbe tempo per recuperare. Entra Singo per Izzo, distratto, Italiano replica con Farias per Agudelo (prima di uscire fa ammonire Rincon) e con Leo Sena per Ricci, di recente convocato in nazionale. Zaza subentra a Sanabria, irriconoscibile, Buongiorno a Lukic. Il gioco è spesso interrotto, si vede finalmente Verdi, subentrato all’intervallo a Vojvoda, lo Spezia resta dietro, in ripartenza chiude il match. Marchizza dalla sinistra, Nzola incrocia la conclusione con un destro dalla difficile coordinazione, fra 7 torinisti fermi. Italiano finisce a 5, in difesa, il Toro in 10 per la gomitata di Bremer su Maggiore, Orsato va al Var e ammonisce, è raro che cambi idea. A 7’ dal termine la festa degli aquilotti, gioisce anche Vincenzo Italiano: traversone da destra di Farias ed Erlic incorna, dimenticato da Zaza. Infine Zoet salva sul colpo di testa di Baselli.

Arriva il magazziniere, con le magliette della salvezza. Sirigu e Zaza sono nervosi, li accompagna fuori il team manager Moretti.

L’AMERICANO

Prima del match, si presenta a La Spezia Robert Platek, l’imprenditore americano che ha comprato la società da Gabriele Volpi. I tifosi sono assiepati sotto l’hotel in attesa della squadra. “Ci hanno colpito il lavoro e la passione di questa piazza – spiega Platek -. Già tre mesi prima dell’acquisto non mi perdevo una partita, sarebbe bello diventare parte integrante di questa comunità”.

C’è da sistemare lo stadio, con la salvezza. “Sulle infrastrutture la nostra intenzione è molto alta, il Picco è al centro delle riflessioni: va migliorato nel rispetto dei requisiti della serie A, non vogliamo andare a giocare in stadi di altre città, trattiamo con il sindaco e parliamo con architetti”. 

La famiglia Platek detiene anche il Sonderjysk in Danimarca e il Casa Pia in Portogallo, non esclude di acquisire nuove società: “C’è spazio per altri club, se trovassimo una società complementare al nostro progetto”. Il presidente ha coinvolto la moglie, tre figli e il fratello, vorrà trattenere Vincenzo Italiano, che ha vinto in ogni categoria e da debuttante in A si salva, con la 9^ vittoria, davvero tante. E domenica proverà a scalare posizioni, a chiudere 11°.

Spezia-Napoli, le pagelle: Osimhen doppietta e assist. Insigne si sacrifica, bene Zielinski e Di Lorenzo

Da “Ilmessaggero.it”, “Corriereadriatico.it”

Spezia-Torino 4-1

Spezia (4-3-3): Zoet 6,5; Ferrer 7, Ismajli 7, Terzi 6,5, Marchizza 6,5; Maggiore 6,5, Ricci 6,5 (12′ st Leo Sena 6), Pobega 6,5 (24′ st Estevez 6); Agudelo 6,5 (12’ st Farias 6), Nzola 7, Saponara 8 (32′ st Erlic 6,5). All. Italiano 7.

Torino (3-5-2): Sirigu 5; Izzo 4,5 (10’ st Singo 5), Nkoulou 4,5, Bremer 4,5; Vojvoda 4,5 (1′ st Verdi 4,5), Rincon 5 (33′ st Baselli 5,5), Mandragora 5, Lukic 5,5 (18′ st Buongiorno 5), Ansaldi 6,5; Sanabria 5 (18′ st Zaza 5), Belotti 5,5. All. Nicola 4.

Arbitro: Orsato di Schio 6,5

Marcatori: 19′ Saponara, 42′ Nzola rig; st 10′ Belotti rig, 29′ Nzola, 39′ Erlic. Note: angoli 5-3 per il Torino. Ammoniti: Agudelo, Pobega, Vojvoda, Rincon, Buongiorno, Bremer, Verdi per gioco scorretto

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Quotidianodipuglia.it. Il Milan ne fa 7 a Torino, tripletta di Rebic. Eguaglia il record di vittorie esterne dell’Inter, 15

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_milan_ne_fa_7_torino_tripletta_di_rebic_eguaglia_record_di_vittorie_esterne_inter_15-5955876.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/il_milan_ne_fa_7_torino_tripletta_di_rebic_eguaglia_record_di_vittorie_esterne_inter_15-5957197.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/il_milan_ne_fa_7_torino_tripletta_di_rebic_eguaglia_record_di_vittorie_esterne_inter_15-5955883.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/il_milan_ne_fa_7_torino_tripletta_di_rebic_eguaglia_record_di_vittorie_esterne_inter_15-5955883.html

di Vanni Zagnoli

Il Milan per una sera fa l’Atalanta, vince a Torino per 7-0, esattamente come i nerazzurri un anno e mezzo fa, prima della pandemia. Di lì a poco venne esonerato Walter Mazzarri, dalla panchina granata. Per Davide Nicola è una serata vissuta 10 mesi fa, dopo il lockdown, con il 5-0 subito dal Sassuolo, sulla panchina del Genoa, che riuscì a salvare grazie soprattutto agli errori difensivi del Lecce. E anche stavolta Nicola dovrebbe raggiungere il traguardo, con 4 punti di margine sul Benevento e la partita con la Lazio da recuperare.

Erano 53 anni che il Milan non vinceva in casa di entrambe le torinesi, in tre giorni realizza la bellezza di 10 reti, tre alla Juve e 7 ai granata, le proporzioni insomma sono rispettate. Anche senza Ibrahimovic, Pioli vola, si riprende in tempo per mantenere il posto in Champions, si giocherà probabilmente la seconda piazza nel confronto che chiuderà il campionato. Intanto eguaglia il record di successi dell’Inter, in trasferta, nei campionati a 20 squadre, i 15 del 2006-07, scudettata con Roberto Mancini, nella sfida finale potrebbe batterlo, intanto raggiunge i 75 punti, bella quota.

Il Torino regge 19’, aveva iniziato con un primo sbandamento, su Calahnoglu, poi con un tentativo di Zaza. Il primo gol arriva su lancio illuminante di Brahim Diaz per Theo Hernandez, il francese calcia da fuori quasi da fermo, non adeguatamente contrastato da Bremer e da Singo. Di lì la squadra di Pioli va in discesa e nella ripresa dilagherà. Cross di Hernandez e testa di Kessiè, Sirigu para e Castillejo trova il palo. Il raddoppio è su rigore, tocco duro di Lyanco su Castellejo, dal dischetto Kessie raggiunge le 11 reti stagionali. Davide Nicola chiede una reazione, intanto però c’è il tris di Calabria, annullato per fuorigioco. 

Calhanoglu sbaglia nella propria area, Bremer si fa ribattere la conclusione da Donnarumma, sarà l’unica parata del portiere rossonero. L’allenatore del Toro chiede maggiore velocità, di giocare sulle fasce, il Milan neanche deve impegnarsi tanto, nel contenimento. 

A inizio ripresa arriva il tris, Bremer vuole servire Linetty, Kessiè lo anticipa netto e serve Diaz, per la doppietta. E’ la serata del presidente, ovvero di Kessiè, che sfiora il poker, e Brahim Diaz coglie anche una traversa. Il 4-0 è sull’intuizione di Rebic per Theo Hernandez, che realizza con uno scavetto di classe. La partita sarebbe chiusa, eppure arriva la tripletta di Ante Rebic, la prima in Italia. Il 5-0 è sul servizio di Krunic, la sesta rete viene propiziata da Leao, su azione Meitè-Kessiè, l’ultima su traversone dalla sinistra di Dalot per Krunic, che trova pronto il croato vicecampione del mondo.

Il portiere Sirigu è sconcertato, Davide Nicola comunque raduna i giocatori in mezzo al campo. Dovrebbe arrivare un’altra salvezza, per i granata, ingloriosa come la scorsa. Ha tenuto in panchina Sanabria e Belotti, per risparmiare energie, per la gara con lo Spezia. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Ilmessaggero.it. Torino-Milan le pagelle, Kessiè presidenziale, Theo e Diaz volanti. Pioli mortifica Nicola

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/torino_milan_0_7_kessie_presidenziale_theo_diaz_volanti_pioli_strabatte_nicola-5955889.html

di Vanni Zagnoli

Torino (3-5-2)

Sirigu 5 Non può fare molto, nè sui gol e sui due legni.

Lyanco 4 Chiude di fatto la partita, commettendo il fallo da rigore su Kessiè.

Bremer 4 Non avanza a contrastare Theo Hernandez sul vantaggio, nè angola abbastanza la conclusione che avrebbe potuto riaprire il match. E serve Kessie, di fatto, anzichè Linetty, sul tris.

Buongiorno 4 Si vede pochissimo.

Singo 5 E’ l’altro sorpreso, sul vantaggio, ha smarrito lo sprint dei mesi scorsi, solo qualcosa nel finale.

Baselli 4,5 Oscuro, come il resto del reparto.

Dall’11’ st Verdi 4,5 Impalpabile, è capitato troppe volte, a Torino.

Mandragora 4 Serata abulica, nè argine nè idee.

Linetty 4,5 Prestazione anonima, condita dall’anticipo subito sul terno secco.

Dall’11’ st Rincon 4,5 Entra tardi e non fa opposizione, in mezzo al campo.

Rodriguez 5 Spingeva di più nel Milan, nella Svizzera raramente delude.

Dall’11’ st Ansaldi 5 Spesso è il più brillante, combina poco.

Bonazzoli 4,5 Belotti è un’altra cosa, ovvio, ma a 24 anni dovrebbe incidere infinitamente di più più.

Zaza 4,5 Uno sprazzo in avvio, si perde rapidamente.

Allenatore Nicola 4. Il Milan è tornato il Milan, l’opposizione però è davvero flebile. 

Milan (4-2-3-1)

G. Donnarumma 6 La parata su Bremer e poco altro.

Calabria 6,5 Segna ma in fuorigioco, sostiene l’azione.

Kjaer 6,5 Concede nulla agli attaccanti di casa

Tomori 6,5 Fra Bonazzoli e Zaza non ha proprio problemi.

Hernandez 7,5 Sesto gol stagionale è quasi da fermo, il settimo è facile.

Dal 24’ st Dalot 6,5 Entra sul 5-0, contribuisce.

Dal 24’ st Leao 6,5 Un bel contropiede, è uno di quelli che non ha voluto fermarsi, forse la vera sportività è proprio non regalare alcunchè.

Bennacer 6,5 Un tempo di mestiere, poi può riposare.

Dal 1’ st Meitè 7 Entra nell’azione del sesto gol, una bella gara da ex, ma sembrava un’amichevole contro una squadra dilettantistica, nel secondo tempo.

Kessiè 7,5 Sempre tosto, in mezzo, fanno 11 reti in stagione, più il merito del tris e un gol sfiorato. 

Castillejo 7 Il palo che in realtà è un gol sbagliato e il rigore procurato, quando il match era ancora in equilibrio.

Brahim Diaz 7,5 Il vantaggio è anche merito suo, poi appoggia facilmente il 3-0 e coglie una traversa.

Dal 17’ st Krunic 7 Entra in due dei tre gol di Rebic.

Calhanoglu 6,5 Fa movimento, senza tuttavia essere tanto insidioso. Sbaglia prima dell’intervallo, offrendo al Torino la seconda e ultima chance.

Rebic 8 Utile nel movimento, perfetto il timing di inserimento che porta allo 0-4 e naturalmente la sua tripletta.

Dal 35’ st Mandzukic ng Rischia di chiudere senza reti questo girone di ritorno al Milan. 

Allenatore Pioli 9 Fin troppo facile. Peccato quel calo dopo lo splendido girone ascendente, costato l’uscita dalla lotta per lo scudetto. Era dal 1959, contro l’Udinese, che il Milan non vinceva una gara con 7 gol di scarto.

Arbitro: Guida 6,5 Buona prestazione, senza difficoltà.

Da “Ilmessaggero.it”