Ilmessaggero.it. Tripletta di Orsic (Dinamo), il Tottenham di Mourinho fuori ai supplementari

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/mourinho_esce_ai_supplementari_zagabria_tripletta_di_orsic_dinamo_al_tottenham_vittorie_inutili_olympiakos_molde-5840315.html

di Vanni Zagnoli

Lo Slavia è al secondo quarto di finale in tre anni, nel 2019 uscì contro il Chelsea di Sarri, poi vincitore. Nei sedicesimi aveva eliminato il Leicester, contro pronostico, stavolta approfitta della doppia inferiorità numerica dei Rangers. Facili le qualificazioni per Ajax e Villarreal.Ai quarti anche due squadre inglesi (Arsenal e Manchester United), due spagnole, la Roma per l’Italia, una formazione ceca, una olandese e una croata. La terza inglese, il Tottenham, esce ai tempi supplementari, sul campo della Dinamo Zagabria: Mourinho si era aggiudicato l’Europa league con il Manchester United, nel 2017, insegue il suo primo trofeo con gli Spurs, che sembravano tranquillo. Il 2-0 d’andata, invece, è bastato al Granada, in Norvegia, con il Molde, in Norvegia.

Dinamo Zagabria-Tottenham 3-0 dts (0-2) Gli Hotspurs non sembrano avere difficoltà a difendere il doppio vantaggio, con le occasioni per Lamela e per Kane. Possesso palla inglese, i croati sono di livello inferiore, peraltro Majer sfiora il palo, alla mezzora. Petkovic calcia fuori, nel secondo tempo. Al 17’ il lampo che non ti aspetti, da sinistra, di Orsic, destro a rientrare alla Del Piero, all’incrocio. Il pareggio sui 180’ arriva a 8 dalla fine, Ademi apre a destra, Atiemwen crossa e Orsic fa doppietta: è del ’92, ha giocato anche nello Spezia, in serie B. Nel finale cross di Bale, Kane colpisce di testa in area piccola, Livakovic si oppone. Ai supplementari il Tottenham sparisce, a parte un tiro di Bale largo, all’inizio del secondo ancora Orsic vola e infila da fuori. A 5’ dal termine Bale esalta Livakovic, che si ripete su Kane, incapace di angolare abbastanza. Mou si lamenta con l’arbitro Massa per avere concesso appena 2’ e mezzo di recupero.

Arsenal-Olympiakos 0-1 (andata 3-1) Il risultato del Pireo rende la partita impossibile per gli ellenici, è comunque aperta, con una conclusione in porta per parte, nel primo tempo. L’unica parata di Leno è su El Arabi, a rimediare all’errore difensivo sul rinvio di Sa. Nel secondo tempo M’Vila avvicina il bersaglio per l’Olympiakos. Segna il marocchino El Arabi, doppio passo e deviazione con la schiena di Luiz. Un anno fa l’Arsenal si fece rimontare in casa, dopo avere vinto in Grecia per 1-2, salvo essere eliminato al 120’, stavolta avrebbe bisogno dello 0-3, lo 0-2 non basterebbe e anche per questo i gunners resistono. Pepè, anzi, calcia forte sull’altro fronte, il compagno Smith Rowe è sulla traiettoria e la devia sul fondo. Odegaard era andato a segno all’andata, per la prima volta volta nell’Arsenal, stavolta calcia alto, da subentrato: venne acquistato dal Real Madrid a 15 anni, da allora si è un po’ perso. Aubameyang sbaglia in contropiede, in genere è specialista dell’uno contro uno, non è al meglio. A 7’ dalla fine Ba viene ammonito, getta via il pallone e scatta anche il secondo giallo, l’Olympiakos termina in 10. Sempre Aubameyang si coordina e impegna a fondo Josè Sa.  Può rilassarsi Arteta, l’ex vice di Guardiola, arriva ai quarti a soli 38 anni, è sicuramente il più giovane allenatore rimasto in corsa in Europa.

Molde-Granada 2-1 (0-2) A Budapest, fine della favola dei norvegesi, non valevano anche soltanto i supplementari. L’ex squadra della famiglia Pozzo crea discrete soluzioni, si complica la vita con le proprie mani su un cross normale di Andersen crossa, Vallejo fa autogol al 29’. Rui Silva evita il raddoppio su conclusione ravvicinata, Kenedy è pericoloso per gli spagnoli, che nel primo tempo hanno creato altre 3 occasioni. Nella ripresa entra Roberto Soldado e come spesso gli è accaduto quest’anno è decisivo, al 27’ gira di testa un cross sul primo palo, dopo la palla recuperata da Vallejo. Alla fine rigore per il Molde, atterrato Knudtzon, trasforma Hestad.

Rangers Glasgow-Slavia Praga 0-2  (1-1) Fuochi d’artificio al fischio d’inizio, con i festeggiamenti all’esterno dello stadio per il 55° scudetto degli scozzesi, il primo dalla ripartenza dalla quarta serie, datata 2012. Al 14’ segna Olayinka per i cechi, di testa, su cross dalla sinistra di Boril, sul primo palo. Balogun rischia il rigore su Sima prima dell’intervallo. Roofe entra con la gamba alta, con i tacchetti sul viso del portiere Kolar, uscito in barella sanguinante, resterà a bordo campo incerottato, a seguire il finale: entra Hole e i Rangers restano in 10. Al 27’ la seconda ammonizione per Balogun, la squadra di casa dunque finisce in 9 e subisce il raddoppio di Stanciu su punizione: era andato a bersaglio anche in Rep. Ceca.

Young Boys-Ajax 0-2 (0-3) Gli svizzeri si accingono a confermarsi campioni, nel proprio campionato, hanno 17 punti sul Servette, dominano però gli olandesi. A Berna creano tre occasioni in sequenza, partendo dal tiro da fuori di Blind, segna David Neres, al 2° gol in Europa league. Camara tocca con il braccio dopo la deviazione del portiere, è rigore per gli olandesi, realizza Tadic, al 4’ st. Segna poi lo Young Boys, autogol di Alvarez, annullato per il fuorigioco di Nsame su cross di Sierro. Lo 0-5 complessivo sintetizza la differenza di potenziale fra le due squadre, sino al turno precedente era piaciuto.

Villarreal-Dynamo Kiev 2-0 (2-0) Al 13’ passa la squadra di Unai Emery, primatista di panchine in Europa league (88) e vincitore del trofeo per tre volte con il Siviglia. Realizza di testa Gerard Moreno su cross da destra di Chukwueze. Raddoppia sempre l’attaccante spagnolo, servito da Parejo, al 36’, su palla persa dalla formazione di Mircea Lucescu. Che teoricamente non era così inferiore. Il tecnico romeno era tornato in panchina in questa stagione, dopo 3 stagioni, a fine luglio compirà 76 anni, è già da record.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Corriereadriatico.it. Cremonese e Reggina umiliano Frosinone e Spal. Vince anche il Cosenza

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/cremonese_reggina_dilaganti_vince_cosenza_frosinone-5795288.html

https://www.ilmattino.it/sport/serie_b/cremonese_reggina_dilaganti_vince_cosenza_frosinone-5795300.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/cremonese_reggina_dilaganti_vince_cosenza_frosinone_ultime_notizie_27_febbraio_2021-5795308.html

di Vanni Zagnoli

In serie B è il pomeriggio delle squadre di bassa classifica, capace di fermare o battere chi è in lotta per la promozione diretta o per i playoff.

Monza-Cittadella 0-0 Gara equilibrata, i patavini hanno le migliori occasioni nel primo tempo, il Monza nella ripresa. Al 29’ la girata aerea di Ogunseye, fuori di poco. Al 42’ Beretta segna per il Citta, il fuorigioco è molto dubbio. Nel secondo tempo, Balotelli solo in area manca l’assist perfetto di D’Alessandro. Nel recupero Barberis per i brianzoli manda sulla barriera una punizione dal limite, Bellusci poi in scivolata ferma la ripartenza dei granata.

Pescara-Lecce 1-1 Al 39’ sponda di Meccariello per il destro di Maggio, 39 anni, per il vantaggio dei pugliesi. Nel recupero il pareggio di Busellato, alla 2^ marcatura della stagione, sul tiro di Machin, con il Var sarebbe stato annullato. La squadra di Corini perde l’occasione per avvicinare la promozione diretta, il Pescara è a 7 punti dalla zona playout.

Cosenza-Chievo 1-0 Mogos del Chievo con Ceccaroni del Venezia è l’unico giocatore di movimento sempre in campo, sinora. Canotto è insidioso in avvio per i veronesi, succederà la stessa cosa anche più tardi. All’11’ calcia una punizione Corsi, c’è una leggera deviazione sottoporta di Gliozzi. Il Cosenza avvicina il raddoppio, l’ex Garritano invece la parità. Resiste la squadra di Occhiuzzi. Il Chievo ha perso la verve recente, è al 3° match di fila senza punti.

Spal-Reggina 1-4 Luca Mora della Spal subisce due ammonizioni in 8’, strano per un giocatore della sua esperienza, fallo su Folorunsho e poi una simulazione, il tocco proprio di Folorunsho è troppo lieve, per la caduta. Al 16’ azione da sinistra di Liotti, il 19enne Okoli non arriva e Rivas appoggia in porta: sono 13 i gol calabresi nella prima mezz’ora. Raddoppia Montalto 4’ dopo con un’azione insistita, tornano i limiti difensivi del gioco di Pasquale Marino, alla 7^ gara senza vittorie. Anche Delprato avvicina il bersaglio per la squadra di Marco Baroni. Esposito scheggia la traversa su punizione per i ferraresi. Nel secondo tempo il tris, su assist di Montalto, segna Rivas, ma c’era fuorigioco, con il Var sarebbe emerso. Segna su punizione per la Spal Esposito, con una deviazione. Berisha nega il poker a Montalto. Lo trova Folorunsho.

Cremonese-Frosinone 4-0 Al 10’ segna Buonaiuto, servito da Gaetano, il destro è deviato. Attaccano i ciociari, Carnesecchi salva due volte la Cremonese, anche una traversa per la squadra di Nesta, con Ariaudo. Raddoppiano però i grigiorossi sempre con Buonaiuto, da palla recuperata di Castagnetti: è la sua seconda doppietta in B, in carriera. Baez fa tris in avvio di ripresa, il poker su assist di Bartolomei è di Ciofani. Espulso Valeri a 10’ dalla fine per avere allungato la gamba, sull’uscita di Bardi. A 2’ dal termine espulso per una frase ingiuriosa il portiere della Cremonese Carnesecchi, finisce tra i pali Marco Pinato, figlio del portiere Davide. Nesta torna in discussione

Pordenone-Ascoli 1-1 All’11’ Musiolik, Ciurria sorprende sul primo palo Leali, il tocco con la mano non basta. C’è Strukelj sulla panchina di Tesser, squalificato. Il portiere friulano Perisan rischia il rigore in uscita, su Butic, che esce per infortunio. Pareggiano i marchigiani nella ripresa grazie all’azione di Dionisi a sinistra, tocca in porta Nicola Mosti, 23 anni, ex Juventus under 21.

Pisa-Vicenza 2-2 Traversa nerazzurra in avvio, di Beghetto, è il 13° legno dei nerazzurri. A metà primo tempo Dalmonte sorprende Gori sul primo palo, si farà male a ginocchio, nell’esultanza, su una pozzanghera. Al 32’ il gol più bello della giornata, la rovesciata di Meggiorini alla Yuri Djorkaeff in Inter-Roma del gennaio ‘97, da posizione defilata, una chilena. Cappelletti entra su Soddimo ma evita il rigore. L’1-2 arriva con l’assolo di Vido, servito da Beghetto. Il pareggio è su cross di Vido per Luca Mazzitelli che tocca in porta. Il Vicenza si fa vivo con Cappelletti e con Gabriele Gori, si oppone Stefano Gori, il portiere toscano. 

Entella-Brescia 1-1 Al 25’ Aye conferma lo straordinario momento di forma, firmando il vantaggio delle rondinelle con un colpo di testa preciso da angolo, l’attaccante francese segna da 5 gare. L’Entella fatica, è ritornata alle difficoltà di avvio stagione, ma al 5’ della ripresa Pajac atterra Chiosa, Fourneau concede il rigore, dagli undici metri Joronen para su De Luca, è il suo 8° rigore parato. Il pari arriva comunque, a 3’ dalla fine, Pellizzer incorna da angolo. Joronen è attento e il Brescia tiene il pari, mentre il presidente Cellino è alle prese con nuovi guai con la giustizia.

Classifica: Empoli 46, Monza 43; Venezia e Salernitana 42, Cittadella 40, Lecce e Chievo 39, Spal 37; Pordenone, Pisa e Frosinone 33, Reggina 32, Cremonese 29, Vicenza e Reggiana 28; Brescia 27, Cosenza 26; Ascoli 22, Pescara 19, Entella 18.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Corriereadriatico.it”

Assocalciatori.it, Stephan Lichtsteiner. Il ritiro del difensore elvetico ex Lazio e Juve

(assocalciatori.it)

https://www.assocalciatori.it/news/il-pallone-racconta-stephan-lichtsteiner

Lascia il calcio Stephan Lichtsteiner, 36 anni, ex capitano della Svizzera, 7 scudetti con la Juve. Non sono così frequenti i racconti di stranieri su queste colonne, ma è come se l’elvetico fosse italiano, per militanza. Soprattutto lo ricordiamo per la serietà, l’applicazione, l’esempio, è il classico gregario esemplare.

L’esterno difensivo destro è forse il ruolo meno chiave del calcio, assieme forse a un esterno di centrocampo, in serie C e D molte squadre si affidano lì a un giovane, Lichtsteiner ha interpretato il ruolo con signorilità, anche nella Lazio.

Con 108 presenze, ha partecipato a tre mondiali e agli Europei 2008 e 2016, dai 24 anni, dunque, non ha mai mancato gli appuntamenti con la Svizzera a livello internazionale.

Iniziò al Lucerna, poi il Grasshoppers di Zurigo. 

Avrebbe voluto concludere la carriera alla fine di Euro 2020, torneo rinviato di un anno a causa della pandemia di coronavirus. “Dopo la decisione della Uefa di posticiparlo al 2021, mi è diventato chiaro che era il momento giusto e che io non volevo giocare un altro anno”.

Con la Juve, anche 7 scudetti e 4 Coppe Italia. È stato finalista in Champions nel 2015 e nel ’17. 

Dopo un anno all’Arsenal, Lichtsteiner si era unito per un’ultima stagione all’Augusta, club tedesco che aveva lasciato poche settimane fa. Da oltre un mese era senza squadra.

Licht dire basta dopo 624 presenze, 30 gol e 48 assist da professionista e 108 caps e 8 reti con i rossocrociati, è terzo alltime in maglia elvetica.

Cominciò nel 2001, a 17 anni, con gli Hoppers, campione svizzero 2003. Dopo l’esperienza al Lille, alla Lazio centra il piccolo double, coppa Italia e supercoppa. Alla Juve battezza lo Stadium, segnando la prima rete, vittoria contro il Parma.

“Dopo un paio di settimane di riflessioni, ho deciso che a questo punto di fermo e mi ritiro dal calcio giocato – il suo messaggio – . Vorrei ringraziare per le tante splendide emozioni vissute insieme. Sono molto orgoglioso del cammino fatto insieme”. 

Negli occhi e nei cuori degli juventini lascia le sue sgroppate sulla fascia destra, dal primo scudetto di Conte al penultimo di Allegri è celebrato dal club bianconero: “Ci hai fatto viaggiare, Swiss Express!”. Lichtsteiner arrivò dalla Lazio per 10 milioni di euro.

“Sin da piccolo volevo diventare calciatore – spiega -. Ho potuto vivere il sogno che avevo da bambino. Dopo grandi sfide con molti alti e pochi bassi porto con me molte belle esperienze, che mi aiuteranno in futuro. D’ora in poi voglio proseguire su due piani: da un lato svolgendo i corsi da allenatore, dall’altro cercando sfide nel settore economico. La durata della carriera di un calciatore è limitata. Ho potuto giocare fino a 36 anni ad alti livelli. Ora è arrivato il momento di intraprendere una nuova strada”. 

Licht sceglie l’uscita nel momento migliore, senza trascinarsi.

“È stato un bel periodo e mi sono divertito molto. La Nazionale? Ogni torneo è stato un evento incredibile. Sempre da pelle d‘oca. Peccato soltanto che nelle ultime tre fasi finali abbiamo mancato i quarti di finale per pochissimo”.

A Torino assomma 14 trofei in 7 anni. “La Juventus era già prima di questo periodo un brand di livello mondiale, ma sportivamente a terra – spiegava -. Siamo riusciti a costruire una generazione di vincenti, è stata sicuramente la fase della mia carriera di maggior successo, che mi ha caratterizzato di più. Gli unici motivi di rammarico sono le due finali di Champions perdute”.

In nazionale, sempre titolare, con Köbi Kuhn e poi Ottmar Hitzfeld, con Vladimir Petkovic è stato capitano agli ultimi Europei e mondiali.

Licht debuttò nell‘1-2 contro il Brasile, nel 2006 a Basilea. Chiuse nell’1-0 alla Georgia.

“È un motivo d‘orgoglio poter disputare oltre 100 partite internazionali per il proprio paese. Ogni singola partita è stata un privilegio. E ogni partita sembrava essere la prima dal punto di vista emotivo”.

Nella storia di Stephan, raccontata in particolare da Tsi, colpisce l’avventura in 4 sui 5 campionati più importanti d’Europa.

L‘ultimo highlight internazionale a livello di club risale alla finale di Europa League con l‘Arsenal nella primavera 2019. “E’ stata una sfida che ho voluto intraprendere a tutti i costi verso la fine della carriera. L’ho costruita in modo logico”

Il 36enne lucernese riannoda la vita. “Sin da piccolo volevo diventare calciatore, ho potuto vivere il sogno che avevo da bambino. Dopo grandi sfide con molti alti e pochi bassi porto con me molte belle esperienze, che mi aiuteranno in futuro. Svolgerò i corsi da allenatore ottenendo i rispettivi diplomi, cerco inoltre sfide nel settore economico”. 

Lichtsteiner ringrazia la sua famiglia. “Sono stati e sono sempre al mio fianco. Mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera. Lo apprezzo molto. Inoltre, come membro del progetto Footuro, sono cresciuto nella Svizzera dall’under 15 sino alla U21”.

Petkovic lo omaggia così: “Hai dimostrato attraverso tutti questi anni così tanta convinzione, passione e positività. Chapeau! Buona fortuna, tante buone cose e grazie di cuore per tutto quello che hai fatto per il calcio svizzero. Grazie Capitano!”

Da Gazzetta.it, evidenziamo la sua presentazione alla Juventus, a 27 anni, nel 2011.

“Sono arrivato a Roma senza parlare nemmeno una parola di italiano – ha spiegato sorridente -. È normale avere l’accento romano. Non so quasi nulla di com’è andata la trattativa con la Lazio. Se ne sono occupati mio fratello Marco e Federico Pastorello, che hanno trattato con Lotito. Con il presidente ci siamo lasciati molto bene: lui è una persona squisita e ha cercato di accontentarmi. Per questo lo ringrazierò sempre. “Non è vero che ho dovuto rinunciare a due milioni per lasciare la Lazio. Se valgo 10 milioni? Io lavoro e scendo in campo dando sempre il meglio di me in ogni situazione. Questa è la mia forza. A Roma stavo bene e anche la Lazio è una società molto importante, ma la Juve è la Juve. Ha una grandissima storia ed è una società che vuole sempre vincere. Anche io voglio vincere, e sono qui per questo”.

Era il miglior terzino della serie A, nel 2010-11. “Maicon senza dubbio è il migliore nel mio ruolo. Io so solo che devo correre, attaccare e difendere allo stesso tempo. E’ quello che mi chiede Conte. Fa giocare le sue squadre all’attacco, e questo piace molto ai suoi giocatori. Sono sempre stato un combattente, se perdo mi arrabbio. A volte il mio temperamento mi ha portato ad esagerare, ma è la mia natura”.

Sulla Juventus. “Questa maglia pesa, e la pressione sarà maggiore rispetto a Roma perché è una squadra storica in cui l’imperativo è vincere ed ha la tifoseria più importante d’Italia. Ma anche nella capitale la piazza era difficile. Alla Juve sono passati grandi campioni come Zidane e Cannavaro, Del Piero e Buffon, e per me è un onore essere qui. Ho scelto il numero 26 come quando giocavo nel Lilla, anche perché il numero 2 è già occupato”. Da Marco Motta, che era il titolare più debole, con Delneri.

Lichtsteiner è stato il miglior svizzero nella storia della serie A.

Vanni Zagnoli

Da “Assocalciatori.it”

Il Gazzettino, la serie B. Castagnetti raddoppia da 60 metri, il colpo incredibile della Cremonese a Frosinone. La 3^ vittoria in sequenza per il Pordenone, il Venezia deve discutere Dionisi

(frosinonecalciomagazine.com)

Forse non è tardi per la serie A diretta del Pordenone e forse è il momento di discutere Alessio Dionisi, al Venezia. I ramarri si aggiudicano il derby di Cittadella, che avrebbe dovuto giocarsi venerdì sera ed è stranamente iniziato alle 14,30, mezz’ora prima delle altre gare, mentre i lagunari pigliano tre gol al Penzo dal Crotone, secondo.
Senza pubblico, le partite sono meno coinvolgenti, nelle dirette su Dazn o alla radio. L’intensità e il ritmo sono inferiori, a tratti è come fossero amichevoli e in teoria chi è più debole è avvantaggiato, nella difesa. Al Tombolato il Pordenone vince 2-0, con gol di Barison al 17’ e di Ciurria al 32’ della ripresa, su rigore per il fallo di mano di Pavan. Solo un’occasione vera per la squadra di Venturato, un’altra per quella di Tesser, che ha il potere di paralizzare gli avversari, spesso. Il Citta manca regolarmente le occasioni per il salto di qualità, per rincorrere il secondo posto, nel finale c’è anche l’espulsione di Branca, che calcia da dietro e poi prende per il collo Semenzato.
Il Crotone passa a Venezia per 3-1, con la doppietta del libanese Benali, uno da serie A, da anni, c’era arrivato con il Pescara. Segna al 12’ e a inizio ripresa, in mezzo va a bersaglio Marrone, scuola Juve, ai migliori mesi delle carriera. Gli arancioneroverdi realizzano a 7’ dal termine, con il primo gol di Caligara, ci stava peraltro il pari, se consideriamo il numero di occasioni vere, di 5 contro 4.
Il sabato cadetto è caratterizzato dalla caduta del Frosinone, in casa con la Cremonese, dove debutta con un gran colpo Bisoli, l’allenatore della promozione in B del Padova e della mancata salvezza. Realizza Parigini in avvio, nel secondo tempo Castagnetti in pallonetto, da metà campo, su errore di Maiello, una traiettoria alla Recoba, con il portiere fuori dai pali, come di solito avviene solo nei finali di partita.
Il Trapani resta in corsa per i playout, si fa raggiungere a Empoli a 4’ dalla fine, sul campo della più in forma del campionato. Il vantaggio è di Pettinari all’intervallo, l’1-1 è su autorete, di Pagliarulo: la squadra di Marino era stata superiore, come da pronostico, con 7 chances nitide contro due.
Il Perugia supera la Salernitana, Cosmi ferma a 5 le sconfitte in sequenza: in situazione analoga, due anni fa, venne esonerato Federico Giunti, dal presidente Santopadre. Decide Mazzocchi a metà primo tempo e in effetti i campani creano due palle gol in meno dei biancorossi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Serie B, Entella-Crotone 1-2: Stroppa si tiene stretto il secondo posto

(Lapresse/ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/entella_crotone_1_2_stoppa_ancora_al_socondo_posto-5081069.html

https://www.ilmattino.it/sport/serie_b/entella_crotone_1_2_stoppa_ancora_al_socondo_posto-5082369.html

di Vanni Zagnoli

Il Crotone che non ti aspetti. Era stato secondo, a lungo, era in crisi, è stato superato dal Frosinone e dallo Spezia, adesso è ripartito alla grande, vincendo a Chiavari. L’Entella aveva iniziato da prima, si è ripresa però a Boscaglia manca parecchio, per battersi per la seconda promozione diretta, dietro al Benevento. 

Al 10’ i calabresi sono già avanti, azione di Molina, Armenteros arriva a rimorchio e realizza. Le occasioni liguri sono per Schenetti (alto), Morra (respinto di Marrone), Dezi e Coppolaro. Nella ripresa i rossoblù si fanno vivi con il solito Messias, mentre Schenetti si conferma da serie A, come già al Cittadella. Emerge Simy, con tre occasioni, in mezzo la chance sprecata da Coppolaro. A 7’ dalla fine Molina di nuovo raggiunge il fondo, Simy di testa gira in porta lo 0-2. Nel recupero fallo di Mazzitelli, già ammonito, su Crociata, l’Entella chiude così in 10, eppure salva l’onore allo scadere, con la punizione di Crialese per lo stacco poderoso di Pellizzer.

In vetta, parte il conto alla rovescia per il ritorno in A del Benevento, che ha 17 punti sulla terza e potrebbe salire con 5 giornate di anticipo. Dal Chievo in su, in 6 squadre possono sperare nella seconda piazza, per i playoff ha chance persino il Pisa, a 6 punti dalle ottave. Il Livorno rischia di tornare in C con 4 giornate di anticipo, il Trapani è a -6 dai playout ma la Cremonese ha una gara in meno.

La classifica, dopo 25 giornate: Benevento 60, Crotone e Frosinone 43; Spezia 41, Salernitana e Cittadella 39, Chievo 37, Pordenone ed Empoli 36; Entella 35, Perugia 33, Pescara e Juve Stabia 32, Ascoli e Venezia 31; Pisa 30, Cremonese 26; Cosenza 23, Trapani 20, Livorno 14 (Ascoli e Cremonese hanno una gara in meno).

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

(Ziz)zagando. Udinese-Napoli, quando era Zico contro Maradona. Le sedute di allenamento a porte chiuse, sempre più numerose. Il libro di Franco Esposito sulla nazionale amputati: “Niente pietismo nè commiserazione”. Atletica, la morte di Elio Locatelli

Con Max Battigello

(v.zagn) 1) Udinese-Napoli quando era Zico contro Maradona. Lazio-Juve, Simone Inzaghi era uno dei pretendenti, alla Juve.

2) Irriguardoso esonerare un allenatore dopo 3 partite, Grosso è inesperto ma meritava più tempo. Quando Cairo al Torino licenziò il subentrato Papadopulo dopo 11 giorni.

3) Le sedute di allenamento a porte chiuse sono sempre più numerose. E in tanti sport, anche in serie C, viene richiesto di non fare riprese, almeno alle testate giornalistiche, neppure alle sedute aperte. Un’eccezione è il Bologna.

4) Stankovic torna all’Inter, al settore giovanile. Aggiornamento di grandi e piccoli ex che vengono scelti della società per gratitudine o per immagine o perchè sono bravi a vendersi. Vivono tutta la vita in campo.

5) Dai premi del Gergs, un pizzico di polemica di Giani: “Angelo Lorenzetti ha vinto tanto ma non allena la nazionale, io alleno da 11 anni. Mi sentirei anche pronto, è una questione politica che non dipende da me, non mi manca l’Italia. Mi piace stare in palestra, non mi manca la nazionale”.
Toni: “E’ una grande cosa per il calcio italiano, adesso abbiamo due squadre forti sino alla fine. La Juve è ancora un passo avanti, l’Inter fa qualcosa di eccezionale con Conte, con tutti questi nuovi. Cristiano Ronaldo è un campione, può avere alti e bassi, la fortuna della Juve è averlo, giocare tre volte la settimana è dura per tutti, anche a 34 anni. Napoli partito male, o fanno unità o è dura ricucire i rapporti, lo vedo molto lontano dalle zone che contano. Il pallone d’oro a Messi? Se la giocano quei due, finchè ci saranno loro. C’è stato un anno in cui Ribery aveva vinto tutto, arrivò terzo comunque, lo daranno sempre a quei due.

6) Mino Piovani, allenatore del Sassuolo, su Aluko che accusa l’Italia di essere razzista: “Si è smentita da sola, Torino è molto fredda. Non è razzismo. Ci stiamo marciando un po’ troppo su queste questioni, vediamo di giocare di più a calcio e divertirci”. Fu uno dei primi calciatori a dichiararsi leghista.

7) La storia di Stefano Turati, il portiere di 18 anni del Sassuolo che ha fermato la juve.

8) Il libro di Franco Esposito sulla nazionale amputati, sono andato alla presentazione, a Sassuolo. C’è naturalmente Francesco Messori, il Messi della sua categoria, reggiano, capitano. “Niente pietismo nè commiserazione”.

9) Atletica, la morte di Elio Locatelli, grande disponibilità, i convocati per i mondiali di due anni in anteprima a me. Grande esperto di sport, era ancora con la federazione di atletica leggera, gran personaggio, unico.

Ilmessaggero.it, basket. Venezia paga l’espulsione di Daye al 14′: Trento va sul 2-1 con Gutierrez. Nell’anno delle sole semifinali del volley

 

Austin Daye, ala della Reyer Venezia (ilmessaggero.it)

https://sport.ilmessaggero.it/basket/venezia_paga_l_espulsione_di_daye_trento_va_sul_2_1_con_gutierrez-3763763.html

I campioni d’Italia stanno per abdicare. Venezia giovedì sera dovrebbe uscire dai playoff, a Trento in gara3 paga l’espulsione, fiscale, di Austin Daye. Il figlio di Darren, scudettato a Pesaro, era il potenziale mvp dei playoff, rischia anche la squalifica: al 14’ tecnico pure a Sutton, scatta il cartellino rosso perchè l’ala dell’Umana si era già macchiata di un fallo antisportivo.
L’Aquila si conferma in sequenza eccellente, con la propulsione di Forray, argentino lanciato in B da Padova, il mancino Flaccadori e la batteria straniera. Buscaglia era stato penalizzato dagli infortuni nella finale di un anno fa, sempre a nordest, ora ha due incontri per raggiungere di nuovo l’epilogo. Dove avrebbe poche chances contro la più forte, Milano, all’inseguimento del 3° scudetto nel millennio.
La Dolomiti conduce dall’inizio, si fa raggiungere, si invola con i muscoli di Gutierrez, raggiungendo l’81-63, esagerato.
La Reyer aveva perso nettamente la supercoppa, è uscita dalla Champions league, si è aggiudicata la Fiba Europe cup e ora ha bisogno di una doppia impresa. Walter De Raffaele è inerme, dietro a quegli occhiali a proteggerlo dai mal di testa originati dalle luci nei palazzetti, il sindaco Brugnaro pretendeva almeno la finale, da presidente e anche sponsor, mentre a capo dei trentini c’è un giornalista, Luigi Longhi. Se il volley non è andato oltre le semifinali, in supercoppa, coppa Italia e playoff, la pallacanestro da 3 stagioni è una gran realtà, compresa una semifinale europea.
Infiamma una regione che non è più solo sci.

Da “Ilmessaggero.it”

Tuttosport, Reggiana-Bassano 0-0. Primo tempo giallorosso, contatto sospetto su Altinier. Il Padova è sempre più vicino alla B

Reggiana-Bassano, tante occasioni ma nessuna rete (corrieredellosport.it/lapresse)

L’integralità del racconto per

REGGIO EMILIA. Il pari del Bassano al Mapei fa un altro favore al Padova, come il Mestre nel 4-0 del recupero. I biancoscudati sono a +6 sulla Sambenedettese a 3 giornate dalla fine, mentre i granata restano a 7, così il confronto diretto in casa con la capolista potrebbe essere ininfluente. La squadra di Eberini era stata premiata spesso oltre i meriti, verso i playoff è in calo, il pari va quasi stretto ai giallorossi, per le occasioni del primo tempo. Palo di Zonta in avvio, poi sbaglia Diop, sul quale successivamente salva Facchin. Niente rigore di Andreoni su Altinier; palo di Carlini; Fabbro salta Facchin ma si allarga troppo.
VANNI ZAGNOLI
REGGIANA-BASSANO 0-0
REGGIANA (4-3-3): Facchin 6; Ghiringhelli 5.5, Genevier 5.5, Bastrini 6 (37′ st Manfrin ng), Panizzi 6; Vignali 5 (21′ st Riverola 6), Bovo 5.5, Carlini 6; Cattaneo 5.5 (44′ st Rosso ng), Altinier 5 (37′ st Rocco ng), Cesarini 6. A disp. Narduzzo, Viola, Rozzio, Zaccariello, Lombardo, Bobb, Rosso, Cianci. All. Eberini 5.5.
BASSANO (4-3-2-1): Grandi 6; Andreoni 6, Pasini 6, Bizzotto 6.5, Karkalis 5.5 (1′ st Stevanin 6); Salvi 6.5, Botta 6 (25′ st Bianchi 6), Tronco 6.5 (16′ st Laurenti 6); Minesso 6, Zonta 6.5 (16′ st Proia 6); Diop 5.5 (1′ st Fabbro 6.5). A disp. Costa, Bonetto, Barison, Bortot, Bianchi, Zarpellon, Gashi. All. Magi 6.
Arbitro: Nicoletti di Catanzaro 6.
NOTE: Spettatori 4321 abbonati, 2701 paganti per un incasso di 7733 euro. Ammoniti: Karkalis, Vignali, Botta, Fabbro, Rocco per gioco non regolamentare. Angoli: 7-5. Recupero tempo: pt 3′, st 4′.

Da “Tuttosport”

Tuttosport, Reggiana-Mestre. Il recupero per avvicinare il Padova a quattro giornate dalla fine

Il difensore della Reggiana Paolo Rozzio (gazzettadireggio.gelocal.it)

(v.zagn.) Se batte il Mestre, la squadra del momento, la Reggiana arriva a 4 punti dal Padova, a 4 giornate dalla fine. Sono in dubbio Cesarini e Rozzio, è squalificato Cianci. I granata si aggrappano proprio ad Alessandro Cesarini, il mago per le giocate di classe, con la suola. Lo spezzino è nel solco dei grandi trequartisti reggiani, Futre e Strada, Alessi e Matteoli.

Reggiana (4-3-3): Facchin; Ghiringhelli, Crocchianti, Bastrini, Panizzi; Bovo, Genevier, Carlini; Cattaneo, Altinier, Cesarini. A disposizione: Narduzzo, Viola, Manfrin, Rozzio, Zaccariello, Vignali, Bobb, Riverola, Rocco, Rosso, Napoli. All. Eberini.

Da “Tuttosport”

Il Gazzettino, volley. Conegliano vince a Firenze 3-0, Scandicci non è più favorita, paga l’inesperienza

Samantha Bricio (Filippo Rubin/lvf legavolley.it)

(v.zag.) Conegliano rovescia già il fattore campo nella semifinale scudetto. Vince a Firenze, contro Scandicci, per 3-0: 23-25, 23-25 e 20-25, con 20 punti di Fabris, 12 di Hill e 11 di Bricio; fondamentali anche i muri, 3 di Folie e 3 di Danesi. Gara-2 sabato a Villorba, si va al meglio delle 5 partite. Alle 18 (Raisport) le semifinali maschili, gara-2, da 0-1.

Da “Il Gazzettino”