Zizzagando. 23 titoli di sport

Con Veronica Squinzi

(v.zagn) 1) Re Carlo, magno, Ancelotti, dall’Emilia alle 4 Champions, con la sua bonomia. Potrei tornare a Parma e filmare il convento in cui è cresciuto, dai salesiani. Lì ha imparato a essere sereno, serio, ma anche grazie al padre agricoltore, mezzadro, a Reggiolo. La prima moglie è scomparsa un anno fa. Considerati i successi anche da calciatore, è il personaggio più vincente nella storia del calcio mondiale, fra campo e panchina. E ha il figlio Davide come vice, sempre più responsabilizzato, binomio unico nel calcio mondiale di alto llivello. Il presidente federale Gabriele Gravina dovrebbe offrirgli la panchina azzurra, anche subito, per preparare l’Europeo del 2024 e il mondiale del 2026. Comunque quando Roberto Mancini lascerà l’offerta va fatta, a Carlo, e con convinzione.

2) La geografia della serie A, è sempre più delle regioni ricche: Inter e Milan, Atalanta, Cremonese e Monza, potrebbe essere record, di ogni tempo. Con due squadre Lazio, Emilia, Toscana, Liguria (ha perso il Genoa), Campania e Piemonte, poi Puglia, Friuli e Veneto. La Sardegna non c’è più, in serie A.

3) Il miglior allenatore della serie A è stato Igor Tudor, al Verona, anche più di Stefano Pioli campione d’Italia, lascia perchè probabilmente il presidente Setti vuole vendere, anzichè investire, è anche proprietario del Mantova.

4) Rino Gattuso emigra in Spagna, al Valencia, 9^ in questa Liga. Il calcio italiano non può farselo sfuggire, penso alla 9^ di serie A, il Verona perde Tudor doveva provarci, almeno.

5) L’epica dei playoff, da provare almeno come playout salvezza, in serie A. O per un posto in Confederation cup.

6) Pisa-Monza 3-4 ai supplementari, 2-0, 2-2-3-2. Silvio Berlusconi in tribuna con gli occhiali, con la “moglie” Fascina, è il trionfo di Adriano Galliani, classe 1944. La prima serie A del Monza, dopo 4-5 assalti persi, soprattutto negli anni ’70. Partita epica, decisa anche dalla panchina lunga di Giovanni Stroppa. Che resterà e il Monza proverà a salvarsi.

7) Il Vicenza spera nel ripescaggio, in serie B, ma non ne parla. La Diesel e il presidente Stefano Rosso ripartono. Ma Federico Balzaretti è all’altezza di fare il ds?

8) Lascia il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, 5 finali playoff perse in serie C, una in B, la retrocessione di un anno fa, pur avendo vinto a Torino con la Juve. Era una perla del sud, re del fotovoltaico.

9) Padova-Catanzaro 2-1, Oddo in finale, con i biancoscudati, contro il Palermo.

10) Nel Lecce entra una banca italo-svizzera, si va sempre più verso le proprietà miste, modello Atalanta, è la soluzione migliore, soldi stranieri e management italiano che in buona parte resta.

11) Primavera, Roma-Juventus 2-0, da Sassuolo, le interviste video esclusive a Ndiayè, della Roma, e al centrale difensivo della Juve Fiumanò.

12) Roma, Alberto de Rossi lascia dopo 29 anni la primavera, resta alla Roma: “Avvisato per tempo, inizia un nuovo progetto. La delusione è per la sconfitta. Meglio la Conference, dovendo scegliere, meglio vincere con la prima squadra, dovendo scegliere, rispetto alle donne e alla giovanile”.

13) Omogeneizzare i campionati di vertice dello sport, almeno italiano. Si va dalle 20 squadre di serie A e B alle 6, sei, del rugby femminile. La superlega di volley è con appena 12 squadre, l’ultima era a 13. Il femminile è a 14, comunque poche, per uno sport tanto praticato e vittorioso.

14) Basket, l’ultimo capolavoro di Gianni Petrucci, 77 anni, licenzia il ct Meo Sacchetti che ha qualificato l’Italia vincendo in Serbia. Basta, basta eterni, basta chi domina anche in lega. Siamo in un paese gestito da vecchi, attaccati alla poltrona, gente che rovina il lavoro di campo. Meo Sacchetti ha dato spettacolo a Sassari, con lo scudetto e trofei, a Cremona, con la coppa Italia, con una squadra che poi ha rischiato di non iscriversi e adesso è retrocessa. Ha sbagliato solo a Bologna, Fortitudo, l’ansia di Pavani, presidente adesso fuori, ha voluto licenziarlo e quest’anno è retrocesso e indebitato.

15) Basket, Pozzecco era stato escluso ingiustamente da Repesa, alla Fortitudo Bologna, ha avuto problemi con tanti allenatori, da tecnico si è fatto notare per le bizzarrie, a Sassari per la verità ha avvicinato lo scudetto, perso contro la Reyer Venezia, però… Da qui a vederlo ct della nazionale… E’ un po’ come Mancini, solo che Mancini da tecnico è arrivato alla nazionale a 54 anni e con tanta più esperienza anche in panchina rispetto a Gianmarco. Curiosamente, sarà un politically scorrect ct, forse l’unico.

16) Basket, il videoraccontone da Bologna, nell’albergo di Tortona, 4 stelle con piscina, Chris Wright con la famiglia nella hall sino alle 2,30, aveva battuto un male terribile, a Torino.

17) Volley, manca un metro di altezza al palaBigi, Reggio deve emigrare, per l’A1. Scopelliti, uno degli eroi della promozione, arrivata dopo 27 anni: “Temo che la società venderà il titolo sportivo a Vibo Valentia”. Il patron Santini: “Non ha senso emigrare a Modena o Parma, città rivali a Reggio, mentre Mantova è lontana”. “E neanche a norma”, osserva il presidente di Lega Righi. Sponsorizzata Conad, come il rugby semifinalista scudetto, Reggio proverà a giocare in deroga, l’unico problema è sulle difese con la palla che inpenna, il soffitto è di 8 anzichè 9 metri.

18) Rugby, il videoaffresco da Parma, del doppio scudetto di Padova, Valsugana e Petrarca, con i racconti delle professione. “Ingegnera aerospaziale e contadina”. La religione del nordest e del rugby”.

19) Pallanuoto, il 34° scudetto della Pro Recco, arriva con l’allenatore Sandro Sukno, alla bella con Brescia, 5-2, punteggio da neanche tennis, si è segnato pochissimo, prevalgono la difesa ligure, la tattica, l’agonismo. Il patron Gabriele Volpi fa l’editore, de La Ragione, esce 5 giorni la settimana. Un anno fa lasciava lo Spezia all’americano Platek, con la condanna per illeciti con giovani stranieri a bloccare 4 sessioni di mercato di fila. In 20 anni, la Pro Recco ha concesso solo, a Brescia, due scudetti, 2003 e l’anno scorso, e una coppa Italia.

20) Ciclismo, il 4° posto di Vincenzo Nibali. Quando il podio sfiorato ha un valore inestimabile, a 38 anni resta il miglior italiano, peccato che non voglia imitare Valverde, lo spagnolo è ancora competitivo, a 42 anni, nè tantomeno Davide Rebellin, a 51 anni fermo solo per un grave infortunio.

21) Atletica, la Fantini, parmigiana, figlia di fidentino, direi, al record italiano del martello, super. Altra disciplina poco muliebre.

22) Tennis, la storia di Martina Trevisan, con lo youtube ha battuto l’anoressia.

23) La ginnastica su La7d è un bel segnale, si porta in tv il fascino, la coppa del mondo di Pesaro, bravi.

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