Franco Tosi, mito di papà Vasco, sulle tv reggiane. Le domande in banca: “Sgnor Tosi…”. “Cosa ne dice lei? Io vorrei la Reggiana in bianco sempre…”.

Questa è una lettera aperta a mio padre Vasco, a Franco Tosi, al volto più amato dagli sportivi reggiani, ma indirettamente a tanti colleghi e amici.

Dunque, sino al ’94 ho abitato a Pieve Modolena, al confine con Cella e Roncocesi, papà Vasco era grande appassionato di Reggiana, di Juve e di calcio in generale. Era il suo tempo libero, a parte il lavoro di allevatore e agricoltore prima e poi di lavoratore a domicilio per Arti Grafiche Reggiane (Rodolfo Cantagalli, padre del campione di volley Luca),

Papà Vasco mi ha trasmesso la passione per lo sport, l’occhio clinico. Era innamorato, come me dei grandi giocatori, di Gianfranco Matteoli al Mirabello, della giocata di classe, della classe. In campo e fuori.

Zagnoli senior aveva il conto in banca alla filiale di Pieve del San Geminiano, lì lavorava Franco, sino a 20 e passa anni fa. Papà andava spesso in banca, assegni. Il direttore era il padre di Andrea Fiori. La banca era depositaria di tutta la sua vita, dei sacrifici, di tutto. Papà temeva di essere ingannato, perchè papà non aveva gli strumenti culturali – mancano anche a me -, per comprendere gli investimenti e tutto. Papà si era indebitato tanto, a fine anni 70, per costruire una casa nuova, la casa dei sogni, laggiù in campagna, in via Berneri 2/1.

Papà mitizzava la figura del dottor Fiori, ma più di tutte Franco Tosi. Perchè lo vedeva su Telereggio, perchè la sua analisi gli piaceva, la sintesi, la partita in tre minuti lo coinvolgeva. Papà soffriva, come me, di ansia e depressione, di ipertensione, era ipersensibile, Papà si commuoveva facilmente, come me.

Ecco, Vasco andava in banca, non andava al bar. Andava ogni tanto a messa, ma “Quando stringo la mano alle persone ho il panico. Meglio che stia a casa”.

Papà in quella del sede del Bsgsp era come di casa, tra amici, in famiglia. Erano persone che non l’avrebbero mai tradito, mai. Perchè capivano la sua bonomia.

Ebbene, papà passava regolarmente da Tosi. Una volta c’ero anch’io, papà gli chiese: “Sgnor Tosi, scindizel lò”. O forse parlò in italiano, non ricordo. Probabilmente in italiano perchè banca per la mia famiglia significava vestire gli abiti migliori, entrare nel posto dei sogni, dove magari avrebbero voluto vedere lavorare bene.

Papà un giorno chiese a Franco se gli piacesse la Reggiana in bianco, sempre. Tosi, naturalmente, ama il granata. La Regia veste in bianco da tempo in trasferta.

Quando Tosi lasciò la banca per lavorare fulltime a Telereggio e poi a Teletricolore, papà perse un grande amico, un punto di riferimento assoluto. Papà aveva piacere di avere quel contatto, era il suo tramite nei confronti dello sport reggiano.

Mica poteva andare in tv a parlare con Tosi. Neanche immaginava che io stesso sarei arrivato, dal ’91 al ’94, a Telereggio.

Papà era juventino, dunque orgoglioso del fatto che scriva per Tuttosport. Papà è volato in cielo nel 2002,di lassù vedrà Reggiana, tv, Juve, Boniperti.

Franco, invece, classe 1951, resta il simbolo della reggianità e della Reggiana. Non il soto. Con Wainer Magnani e Ivan Paterlini della Gazzetta, con Roberto Guazzetti e l’ex collega Fabrizio Bigi di Telereggio, con Enrico Lusetti e Lorenzo Iori di Teletricolore, con Ezio Fanticini, Gigi Manfredi e Andrea Ligabue di Carlino Reggio.

Tosi non è mai venuto al Mapei per una partita del Sassuolo. “Spesso lavoro. Inoltre…”.

Ecco, Franco è monoteista, io ho mille idoli, squadre, pensieri, passioni. Franco è uomo di tv, grande professionista ma anzitutto è un esperto di Reggiana. La segue in ogni dove. 35 anni di tv, forse 50 di Reggiana.

Quel viso che sa sorridere, buca lo schermo. Quel personaggio sempre capace di catturare l’attenzione, quel grande esperto di calcio, che capisce le cose prima di tanti colleghi.

In una lunga telefonata di avvio settimana, gli parlai di Lucescu. “Era un profeta dell’effimero. Dopo 4 giornate dissi che con lui si retrocedeva”. Ebbe ragione, io l’avrei tenuto sino alla serie B, compresa, anzichè chiamare Franco Oddo.

Mircea ha dimostrato tanto prima e dopo, di Reggio Emilia.

Ma non mi sento di contraddire Franco Tosi. Sulla Reggiana, è un’autorità assoluta.

Mi fa sorridere perchè sente molto la partita, le partite importanti. Io urlo da solo a casa per un gol dell’Udinese al San Paolo, lui lo fa solo per la Reggiana e solo in onda. Chissà se Franco tiene un’altra squadra, da scudetto. Non credo proprio.

Un abbraccio, Franco, e lassù un bacio a papà Vasco. Gli devo tanto, a prescindere.

 

 

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