La Gazzetta del Sud. Il racconto della notte magica dei tre calabresi. Contro l’Empoli segnano Floccari, Berardi e Missiroli. “Missi”: “Nello spogliatoio ci siamo resi conto della serata speciale”

Questo è il testo integrale del pezzo uscito oggi sulla Gazzetta del Sud.

Vanni Zagnoli
Reggio Emilia
E’ possibile che non sia mai successo nella storia della serie A: tre calabresi a segno nella stessa partita, nella medesima squadra, fra l’altro lontana dalla loro terra.
Martedì sera, nel secondo tempo il Sassuolo ha rimontato il vantaggio dell’Empoli con le reti di Missiroli, Floccari e Berardi, che aveva persino sbagliato un rigore (traversa), sull’1-1. I neroverdi salgono così a metà classifica, con 10 punti, 7 nelle ultime 3 gare e già a Parma Floccari aveva segnato un gol chiave, il primo.
A 33 anni il vibonese è finalmente determinante anche in Emilia, dopo i tanti assist a Parma, prima del ritorno alla Lazio. “Sono contento – spiega – perchè diamo continuità ai risultati, imparando a restare sempre concentrati e approcciando le gare con la giusta tensione. Dedico i gol a me stesso e alle persone che mi stanno vicino fuori dal campo”.
Ovvero Maria Elisa Canti, miss San Marino 2001, sposata nel maggio 2012, alla presenza anche del compagno Manfredini, difensore. Il viaggio di Floccari era iniziato da Nicotera. “Bella terra – raccontava alla Gazzetta del Sud -, tra collina e mare. I miei primi tecnici furono Gianni Zorzan e Giuseppe Gaglianò con il Medma, squadra di Seconda categoria, dove sono rimasto tra i 6 e i 12 anni, passando poi al Marina, in Prima. Vincemmo il campionato di Calabria, in finale a Lamezia Terme, era presente tutto il paese”.
Nel 2006-07 debuttò in A nel Messina, con doppietta alla Juve. L’allenatore Di Francesco lo dipinge così: “E’ molto abile a rientrare fra le linee e a far giocare di più la squadra. Anche grazie al suo lavoro, spesso siamo arrivati con scambi veloci al limite dell’area, magari con poca precisione verso la porta: è bravo a far uscire i difensori centrali e ad attaccarli alle spalle. Sono molto contento di Sergio, è ritrovato, magari sino a questo momento non aveva dato quanto poteva”.
A 28 anni, Simone Missiroli, reggino da 21 gol in maglia amaranto, si sta finalmente imponendo anche in serie A. Nell’anticipo è stato il migliore in campo, onorando il più grande investimento effettuato dal Sassuolo prima dell’approdo in A.
“Nello spogliatoio – rivela il trequartista dei modenesi – ci siamo accorti della serata particolare, proprio all’insegna della calabresità e a tutti i 3 ha fatto molto piacere. La dedica è per la mia famiglia, stiamo dando continuità ai risultati. Sono rimasto spesso fuori, mi metto sempre a disposizione, penso ad allenarmi poi quando mi chiama cerco di farmi trovare pronto. Sto bene e sono in forma”.
“Missi” non dimentica la Reggina, ultima in Lega Pro. “La seguo tramite internet, mi spiace che sia liggiù. Spero che si tirino fuori perchè agli amaranto tengo tanto, auguro loro di recuperare posizioni”.
Mister Di Francesco vede Missiroli così: “E’ un crescendo. Riacquista serenità e voglia di giocare, l’ottima condizione gli permette di giocare un po’ in tutti i ruoli: ha fatto bene persino il mediano, non solo la mezzala. Sono felice di averlo ritrovato, tanti sostenevano che non fosse adatto alla categoria, me lo tengo stretto perchè ho sempre creduto molto nelle sue qualità”.
Domenico Berardi è stato determinante per la qualificazione dell’under 21 agli Europei di Repubblica Ceca, con un gol e assist, nel Sassuolo è a 19 reti in 35 presenze. Quest’anno sono 3 gol e altrettanti assist, da sommare ai 9 passaggi vincenti della scorsa stagione. Il mancino di Cariati è destinato alla nazionale, deve solo evitare le espulsioni: 3 in 15 mesi, per un totale di 9 giornate di squalifica, più una per la mancata risposta alla convocazione nell’under 19, e 2 per cumulo di ammonizioni. Ha il contratto sino al 2019, è in comproprietà con la Juve per un’ultima stagione, abita a Modena e viene seguito dal procuratore Simone Seghedoni. Ogni tanto lo seguono al Mapei stadium papà Luigi, lavoratore all’Anas, mamma Maria, casalinga, e la sorella Severina, mentre nonna Caterina abita a Longobucco. Per tutti questi paesi Sassuolo-Empoli è stata una serata unica.
“Di sicuro ci mancava tanto la vittoria casalinga – spiega Berardi -, siamo stati bravi. Siamo andati in svantaggio e abbiamo reagito. Questo è un gran gruppo, ha entusiasmo e aggressività. Ho sbagliato il rigore, mi dispiaceva lasciare la rimonta incompiuta. Spero di fare tanti gol, incrociamo le dita, anche in chiave nazionale”.

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