Il Gazzettino. Fiorentina-Juventus, ha ragione Allegri: “Contro di noi è la partita dell’anno per tanti, in trasferta”. A Firenze ce l’hanno sempre con i Della Valle. Perchè non spendono quanto Cecchi Gori? I ratti di Roberto Baggio e Bernardeschi. Enrico Chiesa a 20 anni non aveva la forza nè la popolarità di Federico, sino ai 23 era in C, in Abruzzo. Il tandem di figli d’arte, con Giovanni Simeone. Mandzukic: “Allegri è il miglior allenatore al mondo, è un dovere sacrificarsi”

Enrico Chiesa con il figlio Federico (violanews.com)

L’originalità del racconto di Fiorentina-Juve, per il Gazzettino, uscita nelle prime edizioni

(v.zagn.) Quando arriva la Juve, è quasi sempre la madre di tutte le partite, Allegri lo ricorda spesso. Tutte danno il massimo, soprattutto i tifosi intimidiscono, in particolare a Firenze. Il ratto di Baggio, lo scudetto senza spareggio dell’82, per un rigorino, falletto di mano a Catanzaro, trasformato a Brady, mentre i viola non vinsero a Cagliari, ma il clima era da corrida persino a Verona, sponda Chievo.
Quest’anno al Franchi lo sarà appena meno, perchè i gigliati di nuovo rischiano di restare senza Europa. Eliminati dal Borussia Monchengladbach, salutato Paulo Sousa, in Oriente, Pioli aveva iniziato male, si è ripreso e valeva la settima piazza, salvo perdere 4-1 con il Verona. Il derby dell’appennino vinto a Bologna riporta normalità, ma il clima da guerra santa resta nei confronti della famiglia Della Valle, che addirittura paventava il fallimento, 15 anni dopo la C2 vissuta con Cecchi Gori. I fratelli marchigiani, delle calzature Tod’s, non litigano più con gli Agnelli e Moratti, come i Ghirardi al Parma non vogliono più buttare soldi nel calcio e allora la Viola è veramente appassita, le ambizioni sono limitate. Aspettando il nuovo stadio, la piazza non accetta una squadra decimo posto, ma con il bilancio in ordine, dopo le tre qualificazioni in Champions (due sforbiciate da calciopoli, con Prandelli, semifinalista Uefa sconfitto ai rigori dai Rangers.
Sì, Veretout è forse meglio di Vecino, in avanti cattura la coppia giovane Chiesa-Simeone ma è alterna. Il figlio dell’allenatore dell’Atletico Madrid visse un trimestre d’oro, al Genoa, a Firenze non è sempre efficace, idem l’azzurrino, figlio di Enrico, bello anche in viola. Nato a Genova, quando il papà trascinava la Sampdoria in coppa delle Coppe, Federico a 20 anni fa impallidire il papà, che a quell’età era in Abruzzo, al Teramo e al Chieti, sino all’esplosione dei 23 anni, tra Modena in B e blucerchiato. L’anno scorso aveva battuto la Juve, con Kalinic: “Venerdì sarà complicatissima – racconta -, dobbiamo essere bravi davanti e in difesa, per la città. Bologna ci rivitalizza e i Della Valle si sono riavvicinati”.
E’ la partita di Bernardeschi, gioca grazie agli infortuni di Dybala e di Matuidi, mentre Douglas Costa si riaffaccia in panchina. Mandzukic farà la solita partita da ex centravanti a primo stopper. “Per uno dei migliori allenatori d’Europa, Allegri. E’ un piacere sacrificarsi per lui, la porta resta vicina. Puntiamo a vincere tutto”. Barca e Bayern, ma forse anche il Real, restano avanti. “E occhio anche agli Spurs, in Champions, con Kane”. In Italia il Napoli reggerà? “Forse. Sarri fa giocare bene, segna tanto, ha continuità”.

Da “Il Gazzettino”

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