Il Gazzettino. Parma-Milan 0-1, i rossoneri ripartono con un gol di Hernandez nel finale

(Alessandro Sabattini/Getty Images/corriere.it)

Parma-Milan 0-1
Parma (4-3-3): Sepe 6,5; Darmian 5,5, Alves 6, Iacoponi 6, Gagliolo 5; Hernani 5,5, Brugman 6 (25’ st Cornelius 6), Barillà 6 (18’ st Grassi 6); Kulusevski 6, Kucka 6, Gervinho 6 (42’ st Sprocati sv). A disp: Colombi, Alastra, Dermaku, Laurini, Scozzarella, Camara, Pezzella. All. D’Aversa 6. 
Milan (4-3-3): G.Donnarumma 6; Conti 6,5, Musacchio 6,5, Romagnoli 6, Hernandez 7, Kessie 6 (25’ st Krunic 6), Bennacer 5,5, Bonaventura 6,5; Suso 6,5, Piatek 5 (18’ st Leao 6), Calhanoglu 6,5. A disp.: Reina, A.Donnarumma, Calabria, Castillejo, Borini, Rebic, Biglia, Gabbia, Rodriguez. All. Pioli 6,5. 
Arbitro: Valeri di Roma 6,5. 
Gol: 43′ st Hernandez. 
Note: angoli 7-1 per il Milan. Recupero: pt 2’, st 3′. Ammoniti: Bennacer e Iacoponi. Spettatori: 18431.

Parma
Piano piano, arriva il Milan di Stefano Pioli, i rossoneri sono alla seconda vittoria del dopo Giampaolo. Sette partite a testa, 9 punti per l’ex doriano, 8 per il successore, che però aveva un calendario più complicato.
Al Tardini la partita va secondo il binario immaginato, con il Parma sulla difensiva ma con poche occasioni di ripartenza, con Kucka come falso nueve, come a Bologna. Piatek non trova il guizzo giusto, Calhanoglu si fa vedere. Bonaventura va a uomo su Brugman, prima dell’intervallo, mentre Bennacer raddoppia su Kulusevski, nella ripresa rischierà l’espulsione.
Il Milan cresce, tantopiù con l’uscita di Piatek per Leao, dopo un’ora. Suso calcia da fuori e da distanza ravvicinata, Calhanoglu anche. Il gol non vuole arrivare, sembra di assistere a Sassuolo-Lazio, finirà allo stesso modo perchè Bonaventura a 3’ dalla fine calcia forte dai 20 metri, Sepe respinge lateralmente, Darmian è sfortunato perchè colpisce Theo Hernandez. Piove, la palla rimbalza su Bruno Alves. Theo ha la rapidità di un attaccante, con l’esterno sinistro trova una traiettoria ravvicinata imparabile.
E’ il capocannoniere del Milan, con 3 reti, come Piatek, sempre più in crisi. E’ francese di origine spagnola, a 22 anni ha già giocato nell’Atletico Madrid (B), nell’Alaves, nel Real e nella Real Sociedad. Il Milan l’ha pagato 20 milioni, al Real Madrid, nonostante avesse già Ricardo Rodriguez, nel ruolo. «Ringrazio i tifosi e chi ha creduto in me – racconta -. Nei blancos non giocavo molto, venne Paolo Maldini a trattare con me e ne ho in parte subito il fascino, da esterno sinistro».
Il gioco del Milan progredisce, Pioli non sarà mai spettacolare come la Sampdoria di Giampaolo ma ancora spera nella Champions, nonostante sia a metà classifica. Vince nella sua Parma, assaporata assieme al figlio Gianmarco, videoanalista. La loro famiglia è tutta di portalettere, calciatori e poi allenatori. La manovra aggirante è paziente, manca la verticalità, Piatek era piaciuto nel girone d’andata al Genoa, resta un acquisto affrettato dal ds Leonardo. Conti sulla destra è stato efficace in fase difensiva, concedendo quasi nulla a Gervinho. Kessiè resta lontano dai livelli dell’Atalanta, resiste in campo nonostante un paio di contusioni. Calhanoglu affronterà l’Italia con la Turchia, agli Europei, è alla terza stagione nel Milan, raramente ha convinto appieno, adesso comunque è più efficace di Emre Can nella Juve. Il Parma è la provinciale che si difende meglio in Italia, in genere ha molte più fiammate, Pioli ha il merito di averle limitate. La fase difensiva adesso è convincente, arrivasse Ibrahimovic davanti potrebbe trasformare le opportunità create sui cross e aprire spazi nel gioco palla a terra.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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