Il Gazzettino, mondiali di volley. Zaytsev l’unico superstite della squadra quarta ai mondiali del 2010, Giannelli e Juantorena i reduci dell’argento olimpico nel 2016

 

L’Italvolley è sempre molto veneta, con il veronese Filippo Lanza martello di buona precisione, passato a Perugia, dopo una vita a Trento, mentre il padovano Davide Candellaro, passato alla Trentino, e il trevigiano Enrico Cester restano a guardare. Sono i centrali di riserva, entrambi nell’ultima stagione hanno raggiunto la bellezza di 5 finali, fra Italia, Europa e mondiale per club, Cester da Motta di Livenza è rimasto a Civitanova Marche.

La nazionale di Blengini non ha concesso set al Giappone, come da pronostico, evitando i finali punto a punto. Zaytsev è l’unico superstite del mondiale chiuso al quarto posto, a Roma, nel 2010, con Andrea Anastasi, avversario giovedì sera a Firenze. Il regista Giannelli e Juantorena sono gli altri due reduci dall’argento olimpico, sono cambiati i centrali, Mazzone e Anzani, che Berruto lanciò nel 13° posto all’ultimo mondiale, in Polonia.

Il capitano è Zaytsev, scelta che l’ex ct adesso al tiro con l’arco non avrebbe fatto. E’ molto personaggio, si aggira spesso a torso nudo, per alimentare l’attenzione mediatica, con l’altista Tamberi e Paltrinieri, come Valentino Rossi. Ivan ha la moglie Ashling Sirocchi come manager e persino un’avvocatessa che lo segue nei contratti, è l’idolo delle donne e il simbolo di un movimento comunque in salute, capace di riempire il Foro italico. Piace il cambio di ambientazione, un anno fa l’Europeo di Polonia iniziò in uno stadio, il Coni ha organizzato una bella domenica, con i campioni del tris mondiale degli anni ’90, compresi Marco Martinelli, 7 anni a Padova, il patavino Marco Meoni, già viceregista, e Samuele Papi, una vita alla Sisley.

La parola d’ordine, del ct Blengini e di Zaytsev, è rifuggire i paragoni. C’era la nazionale del secolo (scorso), ovvero la generazione di fenomeni, qui non siamo lontani come continuità di podi. Con Gianlorenzo Blengini sono arrivati gli argento in coppa del mondo, a Rio e in Gran Champions cup e un bronzo europeo. «Il movimento insegue da sempre l’oro olimpico – conferma Daniele Mazzone -, come le donne ambiscono alla medaglia a 5 cerchi, intanto proviamo a fare più strada possibile nei mondiali. A Tokyo potrebbe arrivare questo blocco, Juantorena resta un bel braccio, anche a 33 anni».

Il club trainante è Modena, con i nuovi Zaytsev e Anzani, più Mazzone.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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