Ilmessaggero.it. A Losanna niente podi per l’Italia. Molti medagliati di Tokyo danno spettacolo. Fraser, 10″60 sui 100

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

C’è persino un pizzico di delusione nel vedere Eseosa Fostine Desalu all’ultimo posto, sui 200, a Losanna. Perchè l’atletica ci aveva abituato troppo bene, a Tokyo. La medaglia d’oro della 4×100 si indurisce sul traguardo, chiude in 20”56, è lontano quasi un secondo dal vincitore, l’americano Kenneth Bednarek, che all’olimpiade è stato d’argento. Fausto è lontano dal personale, comunque mantiene la concentrazione, dopo la festa di Casalmaggiore, nel Cremonese.

In Svizzera va in onda il meglio dell’atletica dopo Tokyo, la Diamond league si ritroverà ancora sabato a Parigi e venerdì 3 settembre a Bruxelles prima della due giorni finale a Zurigo, mercoledì 8 e giovedì 9 settembre.

La passerella iniziale è dei campioni olimpici e degli atleti elvetici, sul podio al centro della pista. In Svizzera l’atletica è come il calcio, al punto che vengono usati i pullman del Servette e del Berna per trasportare gli atleti dall’albergo allo stadio della Pontasse, mentre i bar all’interno portano i nomi di campioni, come la neozelandese del peso Valerie Adams. C’è proprio la cultura di questo sport, con l’impianto quasi gremito e quasi tutti per la verità senza mascherina.

Karsten Warholm fa i 400 piani (gli ostacoli non si disputano in questa Diamond), è il più applaudito, ai 250 è in testa, finisce 4°, con lo stagionale, 45”51, vinse l’americano London.

Nel peso abbiamo Zane Weir, il sudafricano che già a Tokyo ha gareggiato per l’Italia, aveva chiuso con un ottimo quinto: è allenato da Paolo Dal Soglio e qui è sesto, con 21,20 al primo lancio. Il primo posto è naturalmente dell’uomo più forte al mondo, il primatista Ryan Crouser, con 22,81 e tutti getti oltre i 22 metri, escluso un nullo, di nuovo davanti al neozelandese Walsh.

I 400 sono della domenicana Paulino, argento a Tokyo, centra un discreto 50”40. Gli 800 vanno al canadese Marco Arop (1’44”50), davanti al keniota Korir, campione olimpico nonostante oltre mezzo secondo di più, in una gara che era stata più tattica.

Sui 1500 si fa onore Gaia Sabbatini. A un giro dalla fine è 5^, con la sua corsa impettita, anche in gara ha davvero il portamento da modella. La teramana termina 9^, in 4’10”, fa comunque bene a gareggiare il più possibile.

Fa freddo, rispetto al periodo, nella serata elvetica, Lasitskene ex Kuchina gareggia addirittura in calzamaglia, sbaglia un tentativo a 1,92, non è proprio da lei. La imita la baby Mahuchikh, bronzo a Tokyo e sua fan, prima di rivelarsi. Sono le stesse tre a giocarsi la gara, Yaroslava Mahuckikh azzecca l’1,95 al secondo balzo, contro i 3 serviti anche all’australiana McDermott. Ai 98, McDermott chiede l’aiuto del pubblico, alla Tamberi, non basta perchè sbaglia. Lasitskene centra la misura al primo, l’ucraina Mahuchikh al terzo, chiuderanno in questo ordine.

Per le gare veloci, il silenzio è davvero assoluto, prima dello sparo, sui 110 un buon 13”07 per l’americano Allen, che all’olimpiade era finito fuori dal podio.

Il lungo va a Ivana Spanovic, capace di saltare più in là della svedese Sagnia nel sesto salto, che decide le medaglie, mentre i primi 5 servono come qualificazione. Così è seconda la scandinavam, nonostante un 6,92 che la piazzerebbe davanti alla serba. Stessa formula per il giavellotto, che peraltro conferma il podio dei primi 5 lanci, con il tedesco Vetter primo (a Tokyo era stato solo 9°) e terzo il grenadino Peters, campione mondiale di Doha.

S’incendia la competizione, fra concorsi e pista, i 3mila sono da tutti in piedi sul rettilineo per il sorpasso di Jacob Ingebrigtsen sul sudafricano Aregawi, a suffragare il fresco titolo dei 1500. 

Sui 100, non si muove proprio una mosca, il vento di 1,7 favorisce l’eccellente 10”60 di Shelly Ann Fraser Pryce, che sino all’anno scorso si allenava a Lignano Sabbiadoro, in Friuli, si prende la rivincita per 4 centesimi su Elaine Thompson, che l’aveva battuta nella finale a cinque cerchi, a completare il podio tutto giamaicano c’è di nuovo Shericka Jackson. 

I 400 ostacoli impressionano per il rettilineo di Femke Bol, l’olandese fa 53”05, a 21 anni, ad avvalorare il bronzo di Tokyo. La commozione è per Lea Sprunger, alle ultime gare della carriera, per questo si leva le scarpe, davanti al suo pubblico, in una festa infinita. La staffetta 4×100 sarà dedicata a lei e per un soffio è la Gran Bretagna è dietro.

Il triplo è naturalmente di Julimar Rojas, 15,56, la neo primatista del mondo. Il suo ultimo balzo le fa storcere il naso, 15,11 è poco per lei, basta a precedere la giamaicana Ricketts e la sorpresa israeliana Minenko, che a Tokyo era stata 6^, mentre Patricia Mamona delude, 5^. Ancora di più Duplantis, il primatista del mondo del salto con l’asta finisce addirittura quarto, con 5,62, aveva già perso una gara a giugno, ma sotto la pioggia. Vincono gli americani, Nilsen davanti a Kendricks, che a Tokyo non aveva gareggiato per il covid e alla vigilia era davvero carichissimo. Spiace soprattutto vedere l’ex primatista Renaud Lavillenie ultimo con 5,32, a 35 anni era comunque arrivato fra i primi 8, all’olimpiade. 

Si finisce con il giro di campo in automobile di vincitori e di medagliati, gran bella passarella. Suggestione, emozioni. Anche per chi è salito dall’Italia.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Atletica, record mondiale sui 10mila: doppietta per Gidey

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/atletica_record_mondiale_sui_10mila_doppietta_per_gidey-6010560.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/atletica_record_mondiale_sui_10mila_doppietta_per_gidey-6011711.html

Vanni Zagnoli

Ad averlo sentito alla radio, non ci volevamo credere. Anche perchè la nuova primatista del mondo dei 10mila metri è meno conosciuta, è l’etiope Letesenbet Gidey.

Il primato dell’olandese Sifan Hassan dura appena due giorni, la regina del mezzofondo e del fondo perde lo scettro, l’avevamo ascoltata a Bruxelles, quasi due anni fa, quando stampò il tempo migliore di ogni tempo sul miglio. Sifan Hassan, magrissima, raccontò la sua storia, la scelta di lasciare l’Etiopia, povera, per i Paesi Bassi. Nei mesi successivi aveva dovuto combattere l’ombra doping legata al nome di Alberto Salazar, il cubano ex maratoneta, ora americano, sospeso per 4 anni dall’Usada per incitamento al doping. Già, è come quegli allenatori che, per esempio nella marcia, incitano ad andare più forte, a tenere duro, nella 50 km, per esempio, solo che lui incitava ad andare oltre i limiti del corpo femminile, come denunciato da Mary Cain, l’ex promessa americana. Hassan l’aveva in comproprietà con il formidabile britannico Mo Farah, che non a caso ha smesso anche per evitare di essere travolto dai sospetti. Hassan è una campionessa, certo, dai polpacci sottilissimi, gracile come una ginnasta, è primatista europea dei 1500, 3mila e 5mila, della mezza maratona, e primatista mondiale nell’ora, come fosse ciclismo. Sifan viene dagli ori iridati a Doha, nel 2019, 1500 e 10mila, appunto, ma su questa distanza cult è superata da un’altra etiope Letesenbet Gidey, che avvicina la barriera dei 29 minuti: 29’01”03.

Gidey fa doppietta, dunque, detiene la miglior prestazione di ogni tempo sui 5mila (sottratto a Tirunesh Dibaba, in carica per 12 anni) e sui 10mila: azzecca il tempone pure in Olanda, a Hengelo, dove si svolgono le qualificazioni olimpiche etiopi, lima cinque secondi alla rivale. Ha 23 anni, venne espulsa da scuola per essersi rifiutata di correre durante le lezioni di educazione fisica. Si era messa in luce due anni fa, con l’argento iridato, alle spalle appunto di Hassan. Che aveva levato il primato a un’altra etiope, Ayana, facendo 10 secondi meglio del crono valso l’oro a Rio 2016. E Ayana sottrasse il primato alla cinese Wang Junxia, per 23 anni al top, dal ’93, quando, da neo campionessa del mondo, firmò successivamente il 29’31”78. Fu oro e argento ad Atlanta ’96 ma faceva parte delle cinesi ultradiscusse, all’epoca, allenate da Ma Juhren. In 6 furono positivi alla vigilia di Sydney 2000, non Wang. Che tuttavia confessò il doping 5 anni fa: “Eravamo costrette a usare sostanze vietate”.

Dalla scorsa estate, comunque, c’è fermento nel fondo, con primati a raffica, anche al maschile, grazie alle nuove scarpe, alla tecnologia e alle lepri. Sarà spettacolo anche a Tokyo e in Diamond league. Intanto cresce l’attesa per il Golden Gala, in programma a Firenze, domani sera.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Messaggero, Il Gazzettino. Atletica, la super Italia in Coppa Europa. Azzurri secondi a due punti e mezzo dall’oro della Polonia

(atleticalive.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/atletica_grand_italia_e_dire_poco_gli_azzurri_sono_secondi_in_coppa_europa-5993552.html

Grand’Italia è dire poco. Gli azzurri sono secondi in coppa Europa, dietro la Polonia padrona di casa, che si conferma leader. Sono stati anche in testa, nella due giorni di Chorzow, dove si svolgeranno gli Europei del 2028. L’oro della coppa Europa a squadre è distante due punti e mezzo, bastava probabilmente sostituire l’acciaccato Tamberi per essere i primi nel continente, è comunque il trionfo del ct Antonio La Torre, ex responsabile della marcia, discusso dal presidente federale Stefano Mei. I 179 punti sono l’apice nella ex coppa Bruno Zauli, l’unico secondo posto fu del 1999, degli uomini, a a Parigi, e allora la manifestazione al femminile era a parte.
Quattro i successi di ieri, la staffetta 4×400 è la migliore dell’anno, nel continente, con Davide Re, Alessandro Sibilio, Edoardo Scotti e Vladimir Aceti, in 3’2”64. E’ l’ultima gara, i polacchi sono terzi, fossero finiti sesti avrebbe vinto l’Italia. La Germania è terza per 8 punti, la Spagna quarta a 12 dall’Italia. Strabiliano due mezzofondiste, la trentina Nadia Battocletti sui 5mila e l’abruzzese Gaia Sabbatini, nei 1500, sul rettilineo. Sui 200, Desalu era stato protagonista in Diamond league, la scorsa stagione, il suo 20”48 con un metro di vento fa sperare in una semifinale olimpica. Tre argenti: Dalia Kaddari (22”89 sui 200), Alessia Trost nell’alto (1,91) e Luminosa Bogliolo nei 100hs (13”05). Bronzo per Osama Zoghlami nei 3000 siepi e per la 4×400 donne. Sabato, successi di Crippa sui 5mila, Sibilio sui 400 hs, Randazzo nel lungo e della romana Roberta Bruni nell’asta, fresca primatista nazionale. Altri tre secondi posti e 3 terzi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”, “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it. Tiro a segno, Ceccarello alle Olimpiadi. Atletica, 8 successi in due giorni

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/atletica_sofia_ceccarello_olimpiadi_news_oggi_30_maggio_2021-5992577.html

di Vanni Zagnoli

Tiro a segno, una 18enne romagnola, Sofia Ceccarello, va alle Olimpiadi, da campionessa europa nella carabina 3 posizioni.Atletica, la super Italia in coppa Europa, seconda a due punti e mezzo dall’oro, dalla Polonia. Senza l’infortunio di Gianmarco Tamberi (bastava sostituirlo) avremmo probabilmente vinto. Otto i successi nella due giorni, sorprendono Nadia Battocletti sui 5mila e soprattutto Gaia Sabattini sui 1500, anche Desalu, sui 200. Si deve continuare con Antonio La Torre, il ct ex marcia che non piace al nuovo presidente federale Stefano Mei.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Messaggero. Atletica, tricolori indoor. Tamberi: “Un salto che vale tanto. Iapichino? Da brividi”

(centropagina.it)

Gianmarco dopo Larissa. Gianmarco e Larissa. Sono i volti dei tricolori indoor di Ancona, le facce da medaglia per Tokyo, con un’esuberanza comune nei salti e il dna dei genitori. Anche Marco Tamberi era atleta e allena Gianmarco, nell’alto. I Tamberi, gli Iapichino (con Fiona May) fanno venire in mente le famiglie Ottoz e Frinolli. 
Ad Ancona Gimbo è sulla pedana di casa, sale a 2,35, primo nelle liste mondiali dell’anno, aggiunge un centimetro alla misura di mercoledì a Torun (Polonia) e poi non eguaglia il primato italiano al coperto, 2,38, di 5 anni fa. 
In sei salti, senza errori e con pulizia tecnica, arriva alla misura che gli mancava proprio dal 2016, quando fu oro mondiale indoor a Portland e poi europeo ad Amsterdam. Quindi quel 2,39 di Montecarlo, prima dell’infortunio che gli costò Rio. Era secondo nel ranking mondiale, tale è tornato anche la scorsa stagione all’aperto, con 2,30, sghemba per il covid, e adesso è lassù. Sarà la nostra stella sempre a Torun, agli Europei indoor. 
«Questo 2,35 – racconta ad Atletica tv – vale tanto, per come l’ho fatto, fa sperare. Fra due settimane l’Euro al coperto è un passaggio fondamentale, da non ‘cannare’ sulla strada del Giappone».
E’ un centimetro avanti al bielorusso Nedasekau e all’ucraino Protsenko. Ha ricevuto insulti perchè a suo tempo era stato perentorio nei confronti di Schwazer, parlando di “vergogna dell’Italia e di squalifica a vita“. «Lo sport deve essere pulito e su questo non mi muoverò mai di un centimetro – aveva detto dopo la riabilitazione del marcatore -. Ma se è stato incastrato sarebbe da brividi, 20 volte più doloroso del mio infortunio». 
E così i fans sui social si sono scatenati. «Negli ultimi giorni ho subito di tutto, con l’effetto di incubi notturni, a parlarne mi viene da piangere».
In cinque gare al coperto, quest’anno, mai è sceso sotto il 2,31. «Sento di dovermi prendere le soddisfazioni che cerco da tanto. Ho esultato un po’ troppo ma avevo da buttar fuori tanta rabbia».
Si prende un’ammonizione perché rimane a torso nudo in pedana, neanche fosse nel calcio, in atletica è rarissimo. ”Questa prestazione chiude un quinquennio difficilissimo, sono tornato il saltatore che volevo essere dopo l’infortunio».
Anche Larissa Iapichino nel lungo è la numero uno al mondo, ma a 20 anni. «E’ stata pazzesca, da brividi: è il presente e il futuro dell’atletica italiana».
Ex Fiamme Gialle, Tamberi a Natale è passato dall’Abruzzo (Vomano) al Veneto (San Vendemiano, Treviso), con un ingaggio superiore ma anche per il progetto Atl-Etica, promotore dei valori Aics. Sabato, l’altista friulana Alessia Trost è salita a 1,92, mancando di pochissimo l’1,96 che l’avrebbe qualificata per Tokyo.
Gli assoluti sono impreziositi dal primato tricolore nell’eptathlon di Dario Dester, 20 anni e 6076 punti, ha battuto Frullani, superato anche da Cairoli, dopo undici anni. Sui 60, titolo scontato per Jacobs, meno per Vittoria Fontana. Il mezzofondo è del 20enne Pietro Arese, con 1500 (li gareggerà in Polonia) e 3mila. La padovana Chiara Rosa è al 28° titolo fra aperto e indoor.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Gli assoluti indoor, tutti i titoli e i qualificati agli Europei. Primato di Dester nell’eptathlon

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/gli_assoluti_indoor_tutti_titoli_qualificati_agli_europei_primato_di_dester_nell_eptathlon-5782172.html

di Vanni Zagnoli

Non solo Gimbo Tamberi, con i 2,35 nell’alto, e Larissa Iapichino, 6,91 nel lungo. Ai primati mondiali indoor stagionali, agli assoluti di Ancona, fanno da contorno buone prestazioni e il debutto del presidente federale Stefano Mei, che in pista va spesso a congratularsi con gli atleti. Non c’è pubblico ma decine di tesserati e ospiti.

Primato italiano per Dario Dester, 20 anni, cremonese, nell’eptathlon, 6076 punti davanti a Simone Cairoli, che pure supera il vecchio record di Frullani, del 2009. Dester andrà agli Europei di Torun (Polonia), a inizio marzo, e per la prima volta è volato oltre i 5 metri nell’asta.

Marcell Jacobs è in forma, sui 60 metri fa 6”55, in questi giorni era già arrivato a 2 centesimi dal record. Il nigeriano di Como Chituru Ali è secondo, miglior velocista bianco Luca Lai. Ha 20 anni la miglior velocista, Vittoria Fontana, lombarda, al personale in 7”35, davanti a Irene Siragusa. 

Sui 400, il “russo” Vladimir Aceti in 46”57, su Scotti, oro anche per la trevigiana Rebecca Borga in 52”69, che andrà agli Europei. Sugli 800 si conferma Simone Barontini, al personale di 1’47”51, mentre la vicentina Elena Bellò in 2’3”45 raggiunge lo standard per gli Euroindoor di Torun, è al quarto titolo in sequenza. 

Scontato il successo di Leonardo Fabbri nel peso, il suo 20,36 è lontano dalle prestazioni di autunno, ha battuto il covid. Il triplo va a Dariya Derkach, nata in Ucraina, 13,82 all’ultimo salto, vicina al suo limite, e al parmigiano Tobia Bocchi in 16,79. Asta alla romana Roberta Bruni, 4,41 è lontano dal suo top del 2013, di 4,60.

Il mezzofondo è del torinese Pietro Arese, sui 3mila 8’4”03, dopo i 1500 di sabato. Al femminile vince la siracusana Giulia Aprile in 9’09″26. 

La padovana Chiara Rosa, classe 1983, migliora il suo primato di titoli nel peso, fanno 28, fra aperto e indoor (17), con 17,40, davanti alla 16enne Anna Musci che piazza 14,95.

Le staffette vanno all’esercito donne e alla Cus Pro Patria Milano, dunque si impongono Alice Mangione, Valentina Cavalleri, Marta Milani e Raphaela Lukudo in 3’38”42 e i giovani Francesco Domenico Rossi, Andrea Panassidi, Mattia Casarico e Marco Lo Verme in 3’15”72.

Sabato, titolo dell’alto ad Alessia Trost in 1,92, con un buon secondo tentativo a 1,96, che sarebbe valso l’olimpiade. Nei 60 ostacoli, Elisa Di Lazzaro in 8”16 e l’ivoriano Franck Brice Koua in 7”78. 

Nei 1500, l’abruzzese Gaia Sabbatini fa il vuoto in 4’13”70, seconda Federica Del Buono, al rientro dopo sei anni.

Max Mandusic si assicura un altro titolo nell’asta, 5,52, a tre centimetri dal recente personale. Il lungo è di Antonino Trio, in 7”94, davanti al bergamasco Reda Chahboun

Nella marcia, Valentina Trapletti in 12’43”04 e Federico Tontodonati in 19’33”71.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Covid, Filippo Tortu positivo: «Chi ha avuto contatti faccia il test». Fra due mesi gli Europei indoor

(ilmessaggero.it)

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https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/filippo_tortu_positivo_al_covid_ha_avuto_contatti_faccia_test_mesi_europei_indoor-5679227.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/filippo_tortu_positivo_al_covid_ha_avuto_contatti_faccia_test_mesi_europei_indoor-5679205.html

di Vanni Zagnoli

Filippo Tortu entra nella galleria dei grandi personaggi dell’atletica leggera che hanno contratto il covid. Sceglie instagram, facebook e twitter, per comunicarlo, con un bel “leggete, è importante”.

Si rivolge anche alle persone con cui è stato in contatto di recente, invitandole alla massima prudenza e a effettuare il test: “Ho da poco fatto il test rapido per il Covid-19 e, nonostante le prevenzioni messe in atto, sono risultato positivo. Ho svolto il sierologico, i risultati mi verranno consegnati tra domani e martedì. Ho provveduto a contattare tutte le persone con cui ricordo di essere stato in contatto nell’ultimo periodo; se non avete ricevuto il mio messaggio e abbiamo interagito, vi prego di prestare la massima attenzione ed effettuare il test anche voi. Voglio rassicurarvi sulle mie condizioni, sto bene, ma la mia priorità e far stare al sicuro tutte le persone viste nell’ultimo periodo e osservare la quarantena fino a quando non tornerò negativo. A presto, Filippo”.

Fra i commenti su instagram spicca il “forza” di due atlete, Silvia Scalia, la nuotatrice, e Alessia Maurelli, la capitana della nazionale di ginnastica ritmica.

Il velocista rischia di saltare gli Europei di atletica indoor, in programma dal 5 al 7 marzo a Torun, in Polonia, dove magari disputerebbe i 60 piani.

In atletica, il virus era toccato anche all’ex Usain Bolt, al sudafricano van Niekerk, che era in Friuli ad allenarsi, a Valentine Lavillenie, fratello dell’ex primatista mondiale del salto con l’asta. Fra i grandi sportivi azzurri, a Valentino Rossi, a Federica Pellegrini, agli altri nuotatori Gabriele Detti e Simona Quadarella, Benedetta Pilato e Magnini, al tennista Fabio Fognini, di recente a Giuliano Razzoli, che ha scoperto il virus nel giorno del compleanno.

Tutti atleti con una forza fisica tale che non dovrebbero riportare danni dal contagio. Tortu fra l’altro ha solo 22 anni, sulla stagione olimpica lo stop potrebbe incidere poco. “Spero si riprenda presto”, è l’auspicio dell’ex manager Marcello Magnani. Dalla nascita di Sprint academy, del figlio dell’ex ct, nel 2019, è seguito dal padre Salvino e dal fratello Giacomo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Tortu miglior europeo dell’anno sui 100: 10″07. Luminosa Bogliolo a 6 centesimi dal record italiano. Dopo 18 anni cade il primato under 20 sui 200 di Vincenza Calì, ex di Buffon

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/tortu_miglior_europeo_anno_10_07_sui_100_bogliolo_6_centesimi_record_italiano-5464478.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/tortu_miglior_europeo_anno_10_07_sui_100_bogliolo_6_centesimi_record_italiano-5465756.html

di Vanni Zagnoli

Il ruggito del re italiano dei 100. Alla penultima gara stagionale, Filippo Tortu piazza il miglior tempo europeo dell’anno, 10”07 (-0,2 di vento), è il crono valso il settimo posto nella finale mondiale di Doha.
A Padova si era risparmiato, evitando di correre la finale per il maltempo improvviso, alle prese con problemi muscolari minimi, a Bellinzona stupisce, a due sere dal Golden gala. 

In Svizzera è secondo solo al sudafricano Akani Simbine, per 5 centesimi, si ritroveranno giovedì allo stadio Olimpico, con l’aggiunta di Marcell Jacobs, sino a stasera il miglior azzurro del 2020, e dell’americano Mike Rodgers. Il record italiano di 9”99 è di due anni fa, a Madrid, in stagione non era andato oltre il 10”12 di Savona.

Al Galà dei castelli Tortu convince in partenza e si distende in progressione. «E’ una bella iniezione di fiducia – racconta -, in una gara con campioni. A Bellinzona venivano a gareggiare papà Salvino e mio fratello Giacomo, la pista è fantastica».

Salvino è avvocato e allenatore. «Per seguire Filippo – spiega – ho abbandonato la professione. Durante il lockdown ci ha aiutato un vicino di casa, Giuseppe Negri, rimasto bloccato proprio in Svizzera. Ci ha messo a disposizione la sua tenuta, 17 ettari a 200 metri da casa, con una pista da 120 in terra battuta».

Tortu non imiterà Andrew Howe, che due anni fa lasciò Renè Felton, la mamma allenatrice, per Chiara Milardi, tecnico anche di Davide Re. 

A Bellinzona brilla pure Luminosa Bogliolo, sui 100 ostacoli tallona l’olandese Nadine Visser, primatista mondiale stagionale, il 12”82 è il quinto crono in carriera, a 6 centesimi dal record italiano e a 4 dal personale. Arriva a 3 centesimi dall’ex eptathleta, si ritroveranno giovedì, assieme alla friulana Giada Carmassi, quarta.

Luminosa costituisce probabilmente la miglior coppia dell’atletica mondiale, è fidanzata con Lorenzo Perini, il numero uno d’Italia sui 110 hs. «Amo i grandi appuntamenti – racconta lei -, questa stagione è stata interlocutoria. Vorrei migliorare il tempo rispetto allo scorso anno, il 12”78, spero di farlo a Roma. Presto andremo in vacanza, in Puglia». «Non ci alleniamo assieme – sottolinea il compagno -, ma vivo i suoi sacrifici. So quanto si impegna, è solo all’inizio, sarà ancora più forte. Condividiamo gli ostacoli e le felicità. Io ancora non sono qualificato per Tokyo, lo sarei solo con il target number, spero di centrare il tempo l’anno prossimo». 

Nel lungo è solo quinto Filippo Randazzo, in 7,84, mentre il campione italiano del decathlon Dario Dester ottiene il personale sui 400 ostacoli, 51”56, in una disciplina che non rientra fra le dieci della sua gara.
Quinta Roberta Bruni nell’asta (4,20), sesta Valentina Cavalleri sui 400 hs.

Sui 200, cade il primato italiano, under 20 dopo 18 anni. Con 23″23 Dalia Kaddari detronizza per due centesimi Vincenza Calì, già fidanzata di Buffon. A 19 anni, la marocchina di Sardegna viene dal titolo italiano assoluto, in Svizzera è terza.

Sui 400 piani, rientra Wayde van Niekerk, in Europa mancava da Londra 2017, mondiali, per l’infortunio durante un’amichevole benefica di rugby. Vince in 45”58, a due secondi e mezzo dal 43”03 della finale olimpica di Rio, primato del mondo. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it. Mo Farah torna per il record dell’ora. Primato pure per la Hassan. Desalu primo sprinter italiano vincente

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

E’ un po’ come quando Francesco Moser fermò l’Italia, con i suoi record dell’ora, con il professor Conconi, a fine carriera, a Città del Messico, e poi a carriera finita, a 43 anni, ottenne la seconda miglior prestazione di sempre. Il record dell’ora è doppio, ma nell’atletica, con Sifan Hassan e Mo Farah, in Diamond league, a Bruxelles.

Un anno fa terminò la competizione, con poca Italia, ieri sera c’è anche stato il successo di Fausto Desalu sui 200, imprevedibile. Dunque, la olandese di Etiopia migliora il primato di Dire Tune, etiope, percorrendo 18,930 km. Il britannico aggiorna quello di Gebrselassie, naturalmente etiope, con 21,330 km. E il belga Abdi fa tris di primati, ai 20 km, in 56’20”02.

Sono specialità spurie, che valgono relativamente, la magrissima Hassan è regina del mezzofondo, il somalo Mo Farah torna re a 37 anni, si era ritirato da 3 stagioni. Duella con il belga Bashir Abdi, mancava dalle piste da 3 anni, dalla bellissima finale di Diamond a Zurigo 2017, sui 5000 metri

Il gioco delle lepri è fondamentale, il belga Simon Debognies passa primo ai 2mila e ai 4mila, il keniota Robert Keter a 6, 8 e 10mila, poi quattro passaggi di Farah, mentre ai 20mila metri tocca ad Abdi. Il primato di Haile Gebrselassie era di 13 anni fa.

Siffan Hassan abbandonò l’Africa per questioni politiche, leva il record europeo alla napoletana Silvana Cruciata, che oggi ha 67 anni: a Roma, nel 1981, percorse 18 km e 84 metri. Anche l’israeliana Lonah Salpeter migliora il vecchio limite, con 18 km e 751 metri. Squalificata per infrazione di corsia la keniana Brigid Kosgei, primatista del mondo di maratona, che ingaggiato un lungo testa a testa con Hassan. Sino ai 12mila metri passa Sheila Chelangat, a 14 km Hassan, ai 16 e 18 Kosgei.

Va sottolineato che Farah e Hassan erano allenati da Alberto Salazar, condannato per 4 anni, nell’ottobre 2019, per incitamento al doping, e ora in attesa di conoscere l’esito del ricorso. Farah aveva lasciato il tecnico cubano, diventato americano, nell’ottobre del 2017, dopo l’effettivo ritiro. Adesso, naturalmente, punterà ai 10mila per Tokyo.

Desalu è il primo sprinter italiano a segno in Diamond, due settimane dopo il primo acuto al femminile, di Luminosa Bogliolo, sui 100 ostacoli. Fa 20”39 sui 200, in una tappa senza grandi avversari, esattamente come per la ligure a Stoccolma. Il nigeriano di Casalmaggiore (Cremona) accelera bene e azzecca una gran curva.

Nell’asta primato stagionale per Claudio Stecchi, che aveva perso il titolo italiano, valica 5,60. Irene Siragusa è terza sui 100 (Fontana settima), Alice Mangione quinta sui 400, come la Elisabetta Vandi sui 1000. Non eravamo preparati a così tanta Italia in Diamond, escluso al Golden Gala. Adesso sono altre nazioni a brillare per le assenze.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, ilgazzettino.it. Leonardo Fabbri no-limits nel peso: 21,99, seconda misura stagionale al mondo: «Ma la mia olimpiade sarà Parigi 2024». Ha 23 anni, è a un meno di un metro dall’ex primato mondiale di Andrei, altro toscano

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/fabbri_no_limits_peso_21_93_seconda_misura_mondiale_stagionale_ma_la_olimpiade_sara_parigi_2024-5433173.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/fabbri_no_limits_peso_21_93_seconda_misura_mondiale_stagionale_ma_la_olimpiade_sara_parigi_2024-5434124.html

di Vanni Zagnoli

Il primato personale di Leonardo Fabbri arriva così, quasi inosservato, allo stadio Colbachini di Padova, con 21,99. C’è il meglio dell’atletica e c’è una buona atletica, con gare equilibrate e bell’entusiasmo, al netto del pubblico limitato dal covid.

Leonardo Fabbri è sempre più numero 2 al mondo, a meno di un metro da Alessandro Andrei, altro toscano. La svolta è con Paolo Dal Soglio, lo scledense a un soffio dal podio ad Atlanta ’96, sempre nel getto del peso. Fabbri ha 23 anni, può reggere tranquillamente 4 olimpiadi: “Ho sempre detto che la mia sarà Parigi 2024”. Falso. Falso, adesso, perchè questo gigante di 2 metri e 2 è da podio mondiale già ora, anzi peccato che non sia questo il mese olimpico.

Leonardo esce con la mamma, con la fidanzata e il fratello, sono tutti grandi tifosi viola: “Di Toni, prima, di Castrovilli, adesso”. Leonardo va a cena: “Adesso è bravo, a tavola”, garantisce Giulia, 20 anni. Fabbri è la star dell’atletica italiana al maschile, quest’anno, ma così lontano da Tamberi. “Gli piacerebbe essere acclamato – dice sempre la fidanzata -, certo non cerca l’applauso, alla Tamberi. E anche se dovesse vincere l’olimpiade, resterebbe il ragazzo di sempre”. Pesisti, brava gente. Viene in mente anche Marco Montelatici, altro toscano, Fabbri viaggia decisamente verso il record italiano, che fu mondiale, di Andrei, non sappiamo quando sarà, ma lo farà. Fabbri è riconosciuto, almeno dagli addetti ai lavori, chissà quando lo sarà anche dall’italiano medio, perchè i lanci non hanno l’appeal dei 100 e di Tortu. 

Insegue l’americano Ryan Crouser, 22,91, del campione olimpico di Rio. Il fiorentino azzecca il getto al quinto tentativo, dopo il 21,25 del secondo. Conferma il titolo italiano, vanno però aggiunti i 3 indoor. “È un lancio che ho sentito subito buono – racconta – . C’erano condizioni ideali, a partire dalla pedana, finalmente ho trovato tutto perfetto. Lavoro bene seguendo le indicazioni del coach. I 22 metri me li sarei aspettati in carriera, ma non quest’anno, sono già un metro più in là dello scorso”. Pazzesco. “Merito anche del lockdown, lì mi sono allenato parecchio, da solo”.

La serata patavina è anche femminile, con i 200 per Dalia Kaddari, marocchina di Sardegna, ancora junior, oro in 23’30, su Irene Siragusa e Gloria Hooper. Fra i maschi, Antonio Infantino, inglese originario di Grotte, Caltanissetta, 20”71. I 400 ostacoli sono di Mario Lambrughi (49”84) e di Ayomide Folorunso (56”47), il triplo della bellissima Dariya Derkach (8° trionfo, 13,56), su Ottavia Cestonaro, all’ultimo balzo, e di Andrea Dallavalle (16,79, quarto il fragilissimo Daniele Greco).

Il disco va naturalmente a Daisy Osakue (58,26), il martello al vecchio Marco Lingua (71,98), l’asta a Roberta Bruni, sull’ex ginnasta Elisa Molinarolo. L’alto è di Elena Vallortigara, uno e 88, Alessia Trost non è ancora al meglio, dopo i 3 anni con Marco Tamberi. Il giavellotto è di Carolina Visca, campionessa europea under 20, in 55,57, per la felicità anche di zia Lucia, giornalista.

Spettacolo nelle staffette. Il Cus Pro Patria Milano delle tre gemelle Troiani è al comando sul rettilineo conclusivo, rimonta l’Esercito con Raphaela Lukudo, d’oro con Marta Milani, Valentina Cavalleri e Mariabenedicta Chigbolu, 3’34″80. Roma va al titolo con l’Atletica Futura di Alessandro Galati, Casimiro Sciscione, Osaremen Ozigbo e Mario Di Giambattista, 3’12″94. E’ stata una bella festa della regina degli sport. Gran bell’ambiente. 

Da Ilmessaggero.it e Ilgazzettino.it