Il Gazzettino. Serie B, il Pordenone sempre più vicino alla C

(trivenetogoal.it)

L’1-0 nel derby di nordest può costare la retrocessione anticipata al Pordenone, a 11 punti dai playout, a 12 giornate dalla fine. Vince il Vicenza, a meno 5 dagli spareggi, grazie al destro a giro di Da Cruz, al 14’. Il Lanerossi raddoppia con De Maio, ma c’è fuorigioco. Altre occasioni biancorosse con Da Cruz e Giacomelli, para Perisan. Ci stava il pari, considerato il finale con Cambiaghi pericoloso, come all’inizio, con la traversa piena di Deli. Allo scadere arriva l’1-1, ma in offside. 
A Perugia, un sasso squarcia il vetro del pullman del Benevento, fortunatamente non ci sono feriti: sul campo, vincono i sanniti con il rigore di Forte. In vetta ci sono 5 squadre in 3 punti, la Cremonese passa a Terni grazie a Gaetano. Il Brescia riprende il Como, il Cosenza rimonta l’Alessandria, mentre il Parma ne fa 4 alla Spal.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Torino-Benevento noia e 1-1, giallorossi in pullman per 12 ore, per punizione. Inzaghi dignitoso

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/torino_benevento_risultato_finale_commento_news_oggi_23_maggio_2021-5978445.html

https://www.ilmattino.it/sport/benevento/torino_benevento_risultato_finale_commento_news_oggi_23_maggio_2021-5978471.html

di Vanni Zagnoli

TorinoBenevento è stata una gara particolare, doveva essere decisiva per la salvezza, se Lazzari non avesse colto il palo allo scadere, in Lazio-Torino, se Immobile prima non avesse fatto la stessa cosa, su rigore.

Il presidente Urbano Cairo era riuscito a evitare di affrontare la Lazio senza molti titolari all’epoca con il covid, il recupero è stato rimandata per renderlo meno decisivo per l’avversaria. In serie B, Cairo aveva ottenuto un successo a tavolino, a Padova, poi decisivo, per un blackout allo stadio Euganeo, un decennio fa.

Lazio-Torino 0-0: il pari salva i granata, retrocede il Benevento. Finale ad alta tensione

Il presidente Oreste Vigorito ha punito i giallorossi, che erano già salvi, a metà stagione, e sono retrocessi, viaggio in pullman, da Benevento, anzichè in treno o in area, la squadra di Pippo Inzaghi non era male, una volta di più emergono i limiti in serie A del tecnico di Piacenza.

Sul campo, dunque, non c’è pathos, mancano le tensioni di Lazio-Torino, della coda Immobile-Cairo, gli stregoni si preparano al ritorno in serie B, inseguiranno la terza promozione, sperando poi di aprire un ciclo, in A. Il ds Pasquale Foggia è in discussione, Inzaghi pure, si vedrà. Al Grande Torino succede poco, a lungo, manovre orizzontali, inutili, in una partita inutile, con il Benevento terzultimo e i granata che non fanno la corsa sul Cagliari, per recuperare una posizione. L’ex Glik si fa vivo, in avvio, il Benevento gioca, fa girare palla ma senza occasioni, il Toro aspetta, stanco della rincorsa e mortificato dalle ultime tre prestazioni, nonostante la salvezza.

Serie A, il programma della 38a giornata di campionato: il calendario con le partite

Servono 24’ per un tiro torinista, di Mandragora, deviato. La noia è mortale, si gioca per qualche milione di euro per il Torino, in base al piazzamento finale, appunto. Il ds Fabio Vagnati non ha cambiato la storia, la salvezza è stata sofferta come nella precedente stagione, vanno rivalutati i lavori di Moreno Longo e Mazzarri, che arrivò in Europa, ma neanche è detto che le cose sarebbero andate tanto peggio con Marco Giampaolo, peraltro aspettato per l’intero girone d’andata, nel suo progetto tecnico.

Il Torino vince solo 7 gare su 38, in stagione, ai tifosi non basta, da anni, sono esausti. Solo consolati dall’uscita a vuoto di Manfredini, secondo portiere, Bremer di testa appoggia nel sacco, su angolo da destra di Verdi. Il difensore è al quinto gol, è il terzo cannoniere societario, in una squadra che segna comunque poco.

Il Crotone raggiunge il Benevento al 93′: Pippo Inzaghi aggrappato al fratello Simone

Di Serio replica per i bianchi, due volte, il match si trascina con rari momenti interessanti, è come un’amichevole estiva. Il belga Foulon, 22 anni, si industria a sinistra, fra gli stregoni, ma è ancora il Toro a essere insidioso, con Verdi, conclusione alta.

Nella ripresa il 2-0 è di Sanabria, facile, ma in fuorigioco. Serve un’uscita di Ujkani, per evitare rischi di parità. Il Benevento non dispiace, raramente ha deluso, come gioco, è fragile e comunque mediamente poco pericoloso, insomma da serie B, da ambizioni limitate, comunque dignitoso.

Zaza è in ribasso, lontano dalla nazionale, calcia fuori, è discontinuo e non sempre motivato. Attacca il Torino, le streghe aspettano e pastrocchiano, è successo spesso, in stagione, per questo il presidente Vigorito è risentito.

Si susseguono i cambi, fra gli sbadigli, anche senza covid sarebbero stato poche migliaia, gli spettatori. 

Improvviso, a 19’ dalla fine, giunge l’1-1, Letizia a sinistra supera Singo, Andres Tello stacca su Ansaldi, esulterà mostrando il parastinchi della Colombia.

Entra Belotti, si gira e calcia centralmente, Manfredini respinge.

Il Toro riprende ad attaccare, Singo in acrobazia coglie la traversa. Si giochicchia, anche nei 4’ di recupero. Stagione da 5 per entrambe, complessivamente, con qualche punta emotiva, come il successo del Benevento allo Juve stadium.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Torino-Benevento 1-1

Torino (3-5-2): Ujkani 6; Izzo 6,5 (25’ st Singo 5,5), Bremer 6,5, Buongiorno 6; Vojvoda 6, Rincon 6, Mandragora 5,5, Verdi 6 (12′ st Linetty 6), Ansaldi 5; Sanabria 5,5 (25′ st Belotti 5,5), Zaza 6. Allenatore. Nicola 6.

Benevento (5-3-2): Manfredini 5; Letizia 6,5, Barba 6 (1′ st Pastina 6), Glik 5,5, Caldirola 6, Foulon 5,5 (12′ st Tello 6,5); Hetemaj 6, Dabo 5, Improta 5,5 (36’ st Sanogo ng); Di Serio 6, Gaich 5,5 (12′ st Lapadula 5). Allenatore. F. Inzaghi 6.

Arbitro: Di Bello di Brindisi 6.

Marcatori: 29′ Bremer, 27′ st Tello. Note: ammonito Ansaldi. Angoli 7-3.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Il Gazzettino. L’Atalanta meno formidabile del solito, la Lazio supera il Parma solo allo scadere. Le 4 salvezze anticipate. Lo Spezia può restare davanti al Benevento

(pianetagenoa1893.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_dea_vola_lazio_in_extremis-5957148.html

Il Benevento perde a Bergamo ma non è ancora retrocesso. Con l’Atalanta i sanniti mantengono il pari sino a metà primo tempo, dopo un’occasione per Pessina la rete arriva su scambio nello stretto fra Muriel e Malinovskyi, il colombiano chiede l’uno-due all’ucraino e anticipa l’uscita di Montipò, con la suola. Piove, all’Azzurri d’Italia, i nerazzurri sono meno pimpanti del solito, merito anche della difesa giallorossa. Il raddoppio è dei nuovi entrati, Miranchuk inventa il corridoio per Zapata e Pasalic finalizza il suggerimento del colombiano. La squadra di Pippo Inzaghi reagisce con Barba, che trova l’opposizione di Zapata. Caldirola fra i campani subisce due ammonizioni in due minuti, interviene duro e poi sbraccia su Zapata.
In alto vincono tutte, anche la Lazio, uno a zero al Parma, al 95’. Primo tempo a ritmi bassi, con la sola occasione per Luis Alberto, traversa. Nella ripresa un gol annullato al Var ai biancocelesti, poi due occasioni per il Parma. Allo scadere Hernani prende un palo e sul ribaltamento di fronte Immobile segna il gol vittoria sparando in rete un pallone vacante in area. La Lazio deve recuperare la gara con il Torino, mantiene un pizzico di speranza Champions, potrebbe salire a -2 dalla Juve. 
E’ la sera della salvezza matematica per il Bologna e l’Udinese, per la Fiorentina e il Genoa. Non ancora per il Cagliari, comunque a +5 sul Benevento, grazie allo 0-0 con i viola. Il Grifone passa a Bologna con Zappacosta e con il rigore di Scamacca. Lo Spezia sale a +4 sui sanniti con il 2-2 di Genova, con la Sampdoria: avanza con Pobega, pareggio di Verre, altra rete dell’ex Pordenone, il 2-2 è di Keità Baldè a 10’ dalla fine. Il Torino deve sempre recuperare la gara con la Lazio, solo un miracolo può salvare il Benevento di Pippo Inzaghi, che come a Bologna tradisce i limiti del suo gioco, in serie A, con il solo successo a Torino, con la Juventus, da una ventina di gare. 
Domani sera chiuderà il turno Crotone-Verona, entrambe peraltro sono senza obiettivi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. De Paul rilancia l’Udinese con due assist, 2-4 a Benevento. Inzaghi rischia il ritorno in serie B, la difesa è fragile, la resa offensiva discreta. Il Cagliari lo raggiunge al terzultimo posto

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/de_paul_rilancia_udinese_assist_2_4_benevento_inzaghi_rischia_ritorno_b-5921541.html

https://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/de_paul_rilancia_udinese_assist_2_4_benevento_inzaghi_rischia_ritorno_b-5921582.html

di Vanni Zagnoli

Si salva l’Udinese, con il momentaneo +11 sul Cagliari, 39 punti e 5 partite ancora da disputare, e trema il Benevento. E’ fermo a una vittoria in 17 gare, a 9 punti nel girone di ritorno, e con questo 2-4 esce mortificato, ci stava persino il pareggio, come gioco e occasioni: da 4 anni i friulani non realizzavano il poker, il ritiro è stato premiante. 

Realizzano subito, De Paul illumina per l’argentino Nahuel Molina, l’esterno trova in diagonale il primo gol in serie A. La reazione è timida, i sanniti si sono piantati, avevano fermato la Juve, all’andata, sono quasi sempre rimasti in zona salvezza ma negli ultimi mesi il rendimento è simile alla loro prima stagione in A. Pippo Inzaghi è il primatista di italiani in campo, oggi 8 dall’inizio, contro i 3 complessivamente impiegati da Gotti. La cifra media giallorossa non è elevata, se in B giocava benino e raccoglieva tantissimo, in A fatica tanto, come il Bologna di tre anni fa, quando Pippo venne sostituito da Mihajlovic. 

Neanche l’efficacia offensiva dei friulani è granchè, comunque Luca Gotti merita di restare, certo siamo lontani dalle tre qualificazioni in Europa consecutive arrivate con Guidolin, all’inizio dello scorso decennio.

Musso festeggia le 100 presenze in A opponendosi alla conclusione di Glik, è l’unica occasione per gli stregoni nella prima mezzora. Con Gaich al posto di Sau la sterilità peggiora. La squadra del patron Giampaolo Pozzo è maestra nel contenimento e ripartenza, il raddoppio è fulmineo, al 32’: Walace recupera palla, De Paul ne salta due, scarica a destra su Pereyra, dimenticato da Caldirola, il cross all’indietro è per Arslan, il turco-tedesco azzecca il diagonale, con De Paoli e Barba lontani.

I sanniti offrono uno squillo, Arslan di testa appoggia all’indietro in maniera sciagurata, Musso tocca Lapadula, il rigore viene trasformato da Nicolas Viola: è il 10° contro l’Udinese in stagione, il quarto di fila.

Il Benevento insiste, Caldirola calcia, Musso in due tempi. L’Udinese riprende a palleggiare, Becao si distrae ma rimedia, il ritmo scende. Bonifazi tocca Improta e rischia il rigore. Si riparte e arriva il +2 furlano, cross perfetto di De Paul per il tuffo del danese Stryger Larsen, spesso fra i migliori, dimenticato da Glik. I sanniti attaccano, sulla fascia destra, in particolare, Dabo non è male. Le streghe percuotono, con Schiattarella, Nuytinch deve uscire per chiudere su Improta, Inzaghi chiede di puntare da quella parte, il tempo ci sarebbe anche per vincere, Musso però d’istinto si oppone a Gaich, sul servizio di Iago Falque. Il match è avvincente, molto più delle partite dell’Inter, Pereyra in contropiede scambia con Molina e con il destro coglie il palo. Entra l’olandese Braaf e segna la prima rete da professionista, dribbling secco su Glik e sinistro sul primo palo. I giallorossi attaccano a testa bassa, il 2-4 arriva per intuizione di Iago Falque e conclusione di Lapadula, deviata da Becao.

Gotti raduna l’Udinese a centrocampo, è quasi una festa salvezza, Inzaghi medita. Sbagliato rinunciare alla regia di Viola e anche all’unico terzino di ruolo. Ha subito 11 gol in una settimana.

Forse il ds Pasquale Foggia, il più giovane del calcio di vertice, con i suoi 38 anni, ha peccato di inesperienza, nella costruzione della rosa di una matricola. Non serve l’incitamento dei tifosi campani, fuori dallo stadio Vigorito. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Benevento-Udinese 2-4

Benevento (3-5-2): Montipò 5,5; Barba 5, Glik 4,5, Caldirola 5; Depaoli 5 (10′ st Iago Falque 6,5), Hetemaj 5 (10′ st Ionita 6), Viola 5,5 (1’ st Schiattarella 5), Dabo 5 (25’ st Insigne 5,5), Improta 5,5; Sau 5,5 (23’ pt Gaich 5), Lapadula 6. A disp.: 12 Manfredini, 22 Lucatelli, 20 Di Serio, 58 Pastina, 88 Diambo). All.: F.Inzaghi 5.

Udinese (3-5-2): Musso 6,5; Becao 6, Nuytinck 6,5, Bonifazi 6,5; Molina 7, De Paul 7,5, Walace 6, Arslan 6,5 (10’ st Makengo 6), Stryger Larsen 7 (25′ st Samir 6), Pereyra 6,5, Okaka 5,5 (25′ st Braaf 7). A disp.: 31 Gasparini, 96 Scuffet, 5 Ouwejan, 29 Micin, 32 Llorente, 45 Forestieri, 87 De Maio, 90 Zeegelaar. All.: Gotti 7.

Arbitro: Mariani 6,5.

Reti: 4′ Molina, 32′ Arslan, 33′ Viola rig; st 4′ Stryger Larsen, 28′ Braaf, 38′ Lapadula.

Note: ammoniti Musso, Walace, Schiattarella. Angoli: 10 a 2 per il Benevento.

Tabellino pubblicato su il cartaceo de “Il Messaggero”

Il Messaggero. Benevento-Sassuolo 0-1, i raid di Boga, i contropiede non trasformati dai neroverdi, le 4 parate di Consigli

(corrieredellosport.it)

Nel campionato degli umani, alle spalle delle 7 sorelle, il Sassuolo ripassa il Verona. Il posticipo di Benevento è spettacolare, deciso dal lampo di Boga, nella peggiore delle sue tre stagioni neroverdi propizia l’autogol prima dell’intervallo e coglie una traversa. 
All’andata, il Sassuolo inseguiva il Milan e vinse su rigore, meritava i tre punti il Benevento. Ieri sera i sanniti si sono difesi, è tornata l’attitudine di Pippo Inzaghi, come a Bologna, amministra gli 8 punti sul Cagliari e perde, attaccando solo negli ultimi 20’, in cui poteva arrivare il punto. Nelle precedenti 6 gare, i neroverdi hanno subito almeno 2 reti, stavolta resistono. La manovra neroverde è gradevole come sempre, i giallorossi sono frenetici nell’uscita. Ionita si sacrifica a contenere, fra gli stregoni, con Schiattarella regista e schermo davanti alla difesa. Serve l’affondo di Boga, dal nulla, Schiattarella è lontano, Ionita viene dribblato, Tuia e Glik non arrivano sul cross Barba fa autorete per anticipare Raspadori. Finchè ha il doppio playmaker, Magnanelli-Locatelli, il Sassuolo manovra tanto anche nella ripresa, di fronte a un pressing più alto. Montipò salva su Boga, che poi coglie la traversa piena, servito da Raspadori. Haraslin vola per Djuricic, che spreca. Consigli intercetta il sinistro di Lapadula e la conclusione di Gaich. Iago Falque sbaglia a centrocampo, Raspadori va solissimo ma calcia fuori. Glik chiude da centravanti, la pressione non porta al pari. E Consigli piazza due grandi parate, nel recupero, su Glik. Con Barba, è l’ultimo ad arrendersi.
Vanni Zagnoli
Benevento-Sassuolo 0-1
Benevento (5-3-2): Montipó 6,5; Depaoli 5, Tuia 5 (20’ st Caprari 6), Glik 6,5, Barba 5,5, Improta 5; Hetemaj 5,5 (11’ st Letizia 6,5), Schiattarella 6 (20’ Viola 6), Ionita 6; Sau 5 (11’ st Lapadula 6), Gaich 6 (31’ st Iago Falque 5). All. F. Inzaghi 6.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 7,5; Muldur 6 (33’ st Toljan 6), Ferrari 6,5, Marlon 6, Kyriakopoulos 6 (33’ st Rogerio 6); Locatelli 7, Magnanelli 6,5 (24’ st Obiang 6); Djuricic 6 (37’ st Chiriches 6), Maxime Lopez 6,5 (24’ st Haraslin 6), Boga 7; Raspadori 5,5. All. De Zerbi 6,5.
Arbitro: Marini 6,5.
Rete: 46’ pt Barba aut.
Note: ammoniti Ferrari, Tuia, Schiattarella, Caprari, Magnanelli. Angoli 3-8.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Il Sassuolo spreca, il Benevento è fermato da 4 parate. Boga propizia l’autorete e coglie una traversa: 0-1

(ilmattino.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/benevento_sassuolo_risultato_autorete_di_barba_vince_de_zerbi_inzaghi-5894086.html

di Vanni Zagnoli

Il Sassuolo tiene ad arrivare ottavo, dopo una partenza da secondo posto, per una sera non prende gol. Sembra padrone del posticipo, passa grazie al numero di Boga e su autorete, spreca e rischia, il Benevento è fermato da un un totale di 4 belle parate di Consigli.

Il possesso palla è neroverde, dopo il tiro concesso a Depaoli, Maxime Lopez spreca il regalo di Barba a Raspadori. La squadra di Pippo Inzaghi tradisce qualche limite tecnico, difende a zona sugli angoli, contro i lunghi centrali. Il ritmo resta buono, quando Locatelli si gira avvicina l’incrocio, è un bel movimento ma non ha l’agilità di un attaccante. Senza Berardi e Caputo, il gioco di De Zerbi è più prevedibile, Raspadori a lungo dà poco.

Serve l’affondo di Boga, dal nulla, prima dell’intervallo, dalla sinistra, dalla sua posizione, va via in sequenza a Schiattarella e a Ionita, poi Tuia e Glik non chiudono e sul cross Barba anticipa Raspadori in autorete.

Nella ripresa, Sau e Gaich danno poco e Boga torna il re dei dribbling con un altro numero e poi per poco non brucia Montipò in uscita, con un inserimento centrale. Entrano Letizia e Lapadula, a vivacizzare gli stregoni, il pressing alto allunga il match. Raspadori fa i movimenti giusti, migliora come partecipazione alla manovra, al tiro però è troppo prevedibile. Oppure si fa chiudere da Montipò. 

Il Sassuolo azzecca le coperture preventive, soffre un po’ Lapadula, Gaich sul suo assist si fa anticipare da Muldur. Inzaghi passa al 4-3-3 con Caprari accanto a Lapadula e a Gaich, mentre Viola dà geometria a centrocampo, al posto di Schiattarella. Haraslin lancia Djuricic, alto. Lapadula e Gaich non sorprendono Consigli, sono le prime due parate. Caprari va in assolo, viene contrato, comunque aumenta il potenziale offensivo. Subentrato a Gaich, Iago Falque imita Traorè in Parma-Milan, nel recupero finisce con il servire Raspadori, che però non chiude il match, a differenza di Leao. Ferrari e compagni allentano la pressione, Glik chiude da centravanti e fa volare Consigli poi devia la conclusione di Iago Falque e trova ancora il portiere prontissimo. Esattamente come all’andata.

Ecco, nelle due partite, il Benevento meritava forse 4 punti, ne ha raccolti 0, sempre con le parate di Consigli. Filippo Inzaghi è ritornato alla tattica di attesa, a contenere per un’ora, del resto quando si è scoperto ha rischiato per tre volte di subire il raddoppio. La salvezza resta vicina, con 8 punti sul Cagliari, a 8 giornate dalla fine, e 10 sul Parma, ma in casa nel 2021 non ha ancora vinto. “Consigli è stato il migliore in campo – spiega il fratello di Simone -, come all’andata. Fosse entrata la conclusione iniziale di Depaoli, sarebbe stata un’altra partita. Se difende l’Inter, possiamo farlo anche noi. Avremmo dovuto subire il gol in un’altra maniera. Ora servono altri 7-8 punti, da inizio stagione non siamo mai stati fra le ultime 3”. 

L’ultima volta che la formazione modenese era rimasta inviolata era proprio all’andata.

“Quando andrò via – dice Roberto De Zerbi -, avrò sempre la sensazione che la squadra avrebbe potuto segnare di più e subire di meno. Siamo stati quasi sempre nella metà campo di casa senza però chiudere il match”. 

Da “Ilmessaggero.it”

Il Messaggero. Il Sassuolo resiste in 10 e torna secondo. Rigore per un tocco simile a quello di Ayhan a Roma, costato lo stop all’arbitro Maresca

(ilmessaggero.it)

Reggio Emilia
E intanto il Sassuolo ritorna lassù, solo al secondo posto. Habituè del venerdì, batte il Benevento, dopo le occasioni perse con Torino e Udinese, per il primato momentaneo. 
Era la prima di campionato con l’omaggio a Paolo Rossi, campione del mondo è stato anche Pippo Inzaghi, che aveva impostato la partita come nello 0-0 di Parma, aspettare e ripartire, il progetto con il rigore per mano larga di Tuia, sul cross di Maxime Lopez. Domenica alla Roma ne è stato negato uno simile da Maresca (fermato), proprio contro i neroverdi, braccio di Ayhan sull’iniziativa di Spinazzola, senza che nemmeno l’arbitro ricorresse al Var. Berardi ha ritrovato precisione, dal dischetto. Il match diventa avvincente, con le trame modenesi palla a terra (Djuricic centravanti) e con le iniziative delle streghe, trascinate da Letizia, non sempre preciso, protetto da Hetemaj. La riconquista di palla dei giallorossi è convincente, Caprari ci prova da fuori, sull’angolo Lapadula manca la porta con un tocco sporco. Ionita contiene a destra, Improta protegge Caprari. Entra Roberto Insigne, Haraslin viene espulso per fallo su Letizia alla ripresa e piange. Insigne calcia al volo, Consigli ha un buon riflesso, anche su Caprari. Che poi è respinto da tre. Il Benevento meritava almeno il pari, tantopiù con la traversa di Iago.

Vanni Zagnoli

Sassuolo-Benevento 1-0
SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 7,5; Toljan 6 (11′ st Ayhan 6), Marlon 6,5, G. Ferrari 6, Kyriakopoulos 6; Bourabia 5,5, Locatelli 6; Berardi 6, Lopez 6 (11’ st Raspadori 5,5), Haraslin 5; Djuricic 5,5 (11’ st Boga 6). All. De Zerbi 6. 
BENEVENTO (4-3-2-1): Montipò 6; Letizia 6,5, Tuia 5,5, Glik 6, Barba 6; Hetemaj 6,5 (1’ st R. Insigne 6), Schiattarella 6,5 Improta 6,5; Ionita 6 (11′ st Dabo 5,5), Caprari 6,5; Lapadula 6. All. F. Inzaghi 6,5.
Arbitro: Sozza di Seregno 6,5.

Marcatore: 8′ Berardi rig.
Note: ammoniti Hetemaj, Ionita, Berardi, Barba. Espulso Haraslin al 4’ st

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Il Benevento domina, il Sassuolo con l’uomo in meno per un tempo. Le 4 grandi parate di Consigli, i 36 tiri sanniti

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_benevento_domina_ma_il_sassuolo_vince_in_inferiorita_numerica_1_0_e_secondo_posto-5639740.html

di Vanni Zagnoli

Sono rarissime le partite in cui il Sassuolo vince e meriterebbe di perdere, accade con il Benevento, 1-0 e la bellezza di 36 tiri effettuati dai campani, record, tantopiù senza reti. 

Il Sassuolo è secondo, in 5 nelle  ultime 6 gare non ha subito reti, il particolare è sorprendente, considerato che da Di Francesco a De Zerbi ha sempre incassato tanti gol. E insomma la squadra targata Mapei sta diventando grande, proprio per compattezza, è dietro soltanto al Milan e si sta attrezzando per la seconda Europa della sua storia.

Il Benevento ha raccolto un punto a Parma costruendo quasi nulla, rispetto alla traversa di Iago Falque e alle 4 parate di Consigli.

Al gelo del Mapei, va in onda il solito venerdì del Sassuolo, stavolta però finisce con tre punti, dopo i pareggi con Torino e Udinese e la sconfitta di sabato con l’Inter. Superata momentaneamente assieme a Napoli e a Juventus.

Decide un rigore analogo a quello negato alla Roma domenica, contro il Sassuolo, Maresca è stato fermato, per quel tocco con la mano di Ayhan non sanzionato, sulla giocata di Spinazzola, Sozza di Seregno fischia, invece, sulla mano destra di Tuia sul cross di Maxime Lopez. Dalla tribuna sembra rigore, al replay di meno, stava levando la mano, guantata di nero, per il freddo.

Era la prima gara di campionato con l’omaggio a Paolo Rossi, con la sua immagine sul tabellone e le voci di Enrico Ameri, dalla radio, e poi di Nando Martellini di “Campioni del mondo”, a rimbombare nel Mapei vuoto.

Campione del mondo è stato anche Pippo Inzaghi, che aveva impostato la partita come nello 0-0 di Parma, aspettare e ripartire, il progetto però naufraga presto perchè presto, dopo il colpo di testa fuori di Lapadula.

Subito il rigore (Berardi dal dischetto è in sequenza positiva), le streghe recuperano palla e forzano le giocate, sospinte da Letizia, non sempre preciso, e protetto da Hetemaj, quando avanza. Caprari ci prova da fuori, sull’angolo Lapadula manca la porta con un tocco sporco. Ionita contiene a destra, a Parma aveva fatto il regista, alla Schiattarella, che a sua volta è diventato un ottimo playmaker, dopo una prima carriera da esterno. Improta si sacrifica dietro Caprari, sarebbe un attaccante.

All’intervallo entra Roberto Insigne nel Benevento, la partita abbastanza tranquilla del Sassuolo diventa di sofferenza rara e pura, con l’inferiorità numerica. Al 4’ Haraslin entra in ritardo su Letizia, non voleva fargli male, Sozza lo ammonisce, è richiamato dal Var e deve cambiare il colore del cartellino.

De Zerbi effettua un triplo cambio, resiste con il 4-4-1. Soffre a destra, concede un tiro a Insigne (troppo centrale) e uno a Caprari (sarebbe andato alto), in entrambi i casi comunque Consigli si esalta. Inzaghi leva Barba, un difensore, per una punta, Sau, si rivede anche Iago Falque, dopo l’infortunio, e coglie la traversa da fuori, con quel suo sinistro effettato. Consigli nega il pari a Lapadula con un volo da nazionale e poi schiaccia lontano la palla, come fosse volley. Il Benevento meriterebbe di vincere, neanche di pareggiare, finisce con Glik centravanti. Improta gira in porta e il portiere di nuovo si oppone. “Qualche parata mi permette di scaricarmi un po’”, sorride Consigli.

Senza Caputo, fermato da pubalgia, De Zerbi ha dovuto impiegare Djuricic come falso nueve, nel secondo tempo il giovane Raspadori, in difficoltà nel tenere palla, in avanti, si è fatto notare in positivo solo per il salvataggio vicino alla linea.

De Zerbi aveva impostato la squadra meno offensiva, come Maxime Lopez sulla linea dei trequartisti, Bourabia nella sua posizione, accanto a Locatelli. Il subentro di Boga dà poco, dietro piace sempre Gianmarco Ferrari. Berardi ha rischiato l’espulsione quando, già ammonito, reagisce a contatto con Iago Falque. Ha ragione De Zerbi: «Non stiamo benissimo, sul piano fisico. Nel primo tempo rispetto alle ultime gare siamo migliorati, torneremo a essere brillanti. Creare gioco con il Benevento non è facile per nessuno». «Avevamo il predominio anche nel primo tempo – conferma Inzaghi -, abbiamo perso sull’unico cross concesso nella partita».

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it. Parma-Benevento 0-0 in tutto. E’ Liverani ma sembra D’Aversa. Miniserie positiva per Pippo Inzaghi

(Massimo Paolone/LaPresse/ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_benevento_0_0_tutto_liverani_ma_sembra_d_aversa_miniserie_positiva_inzaghi-5629472.html

di Vanni Zagnoli

Questo 0-0 somiglia tanto a Parma-Fiorentina, per quanto è bloccato tatticamente, il giro palla crociato è troppo lento, il Benevento resiste senza trepidare. In un anno e mezzo di serie A, mai aveva inanellato tre risultati utili, al successo di Firenze seguono il super 1-1 con la Juve e questo pari, che lo mantiene un punto avanti al Parma. Manca la verve di Kucka, sino a oggi sempre titolare, si ferma alla vigilia per un problema a un polpaccio. Pippo Inzaghi deve inventarsi il centrocampo, arretrando Improta. In difesa debutta da titolare in serie A Alessandro Tuia, 30 anni, che Delio Rossi fece esordire alla Lazio.

Occasioni iniziali per Lapadula (in orbita Parma quando l’ad era Leonardi) e per Gervinho, che rischierà l’espulsione per un fallo a palla lontana non ravvisato neanche dal Var. Il match non decolla, il palleggio è spesso orizzontale, Liverani a Parma per salvare la panchina si è snaturato, ha perso l’impronta spettacolare di Lecce, in una squadra che con D’Aversa aveva grande attitudine difensiva. La stessa di Inzaghi a Bologna, quando fu esonerato, ora invece a Benevento è vicino a metà classifica e al Tardini avrebbe potuto osare.

Faticano i crociati a destra, con Maxime Busi (belga arrivato da poco), Hernani e Karamoh prima dell’intervallo Liverani farà scaldare Brunetta, per cambiare l’attaccante. Il tecnico emiliano chiede a Bruno Alves di velocizzare la manovra: “Due tocchi e via”. Con Scozzarella, il Parma di D’Aversa trovò le espressioni di gioco più convincenti, ora è solo alla seconda da titolare, incide poco. Scarso è anche il costrutto offensivo di entrambe, con conclusioni mancine di Kurtic (deviata) e di Lapadula. 

Nella ripresa serve il fallo tattico di Scozzarella per fermare il nazionale peruviano. Sale l’intensità sannita, Improta da fuori impensierisce Sepe, complice il terreno scivoloso. Brunetta è chiuso da Letizia, Liverani chiederà all’argentino maggiore determinazione. Sull’altro fronte non trova la deviazione giusta Roberto Insigne, autore di gol decisivi per il ritorno in A del Parma. A 20’ dalla fine arriva l’occasione migliore, Hernani alimenta il contropiede sulla trequarti di Gervinho, Ionita salva. 

Lapadula manda fuori una chance per gli stregoni, che sui cambi perdono tempo. Brunetta si procura una punizione dal limite, ma defilata, un’altra gli era stata negata dall’arbitro Sacchi. Inzaghi fa entrare Giuseppe Di Serio, 19 anni, che fa ammonire Kurtic. Il finale si scalda per altri due falli, Barba avrebbe la palla buona per il Benevento, manda fuori, era in offside. Il successo di Genova e questo punto portano il Parma a +4 sulla zona retrocessione, ci fosse stato il pubblico però avrebbe fischiato. Come avveniva con anche D’Aversa. La svolta tecnica voluta dal ds Marcello Carli per ora non appaga. 

“Sapevamo che il Benevento sarebbe venuto con 10 uomini dietro la palla – confessa Fabio Liverani -, Lapadula lavorava sul nostro play, dovevamo essere più veloci. Il primo tempo lo abbiamo fatto un pochino meglio. Karamoh ha fatto una gara ordinata ma poco pulita tecnicamente. Brunetta? Per far giocare i giovani, soprattutto stranieri, ci vuole pazienza. Gervinho va trovato velocemente, non ricevere dopo 10 passaggi, partendo da tutti gli uomini della difesa e del centrocampo“.

Da capodanno, Kyle Krause si occuperà solo della società ducale, lasciando al figlio Tanner le redini del gruppo Kum&Go, 400 supermercati in stazioni di servizio di 11 stati americani. Nel tempo, proverà a riportare il Parma in Europa, a gennaio serve qualcosa per far risbocciare l’entusiasmo. Basterebbe il Liverani della salvezza della Ternana in serie B e delle due promozioni e quasi salvezza in A con il Lecce. 

Parma-Benevento 0-0

Parma (4-3-1-2): Sepe 6; Busi 5 (43′ st Gagliolo sv), Osorio 6, Alves 6, Iacoponi 6,5; Hernani 5,5, Scozzarella 6 (29′ st Brugman 5,5), Kurtic 5,5; Karamoh 5 (1′ st Brunetta 6); Cornelius 6 (43′ st Inglese sv), Gervinho 5,5. A disp.: Colombi, Balogh, Dezi, Valenti, Ricci, Hate Bane, Radu, Nicolussi Caviglia. All.: Liverani 5,5.

Benevento (4-3-2-1): Montipò sv; Letizia 6,5, Glik 6, Tuia 6,5 (35’ st Foulon sv), Barba 6; Hetemaj 6, Ionita 6,5, Improta 6,5 (43′ st Dabo sv); Caprari 5 (25’ st Sau 5,5), R.Insigne 5 (35′ st Tello sv); Lapadula 6 (43′ st Di Serio sv). A disp.: Manfredini, Lucatelli, Del Pinto, Basit, Sanogo, Masella, Pastina. All. F.Inzaghi 6.

Arbitro: Sacchi di Macerata 5,5. Note: angoli 6-3 per il Parma. Recupero: pt 0’, st 4′. Ammoniti: Hernani, Ionita, Scozzarella, Barba, Brunetta, Improta, Kurtic e Tello per gioco scorretto.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it. Coppa Italia, fuori Benevento e Crotone, al 4° turno le altre squadre di Serie A

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/coppa_italia_risultati_terzo_turno_torino_spezia_cagliari_cosenza_genoa_benevento_eliminato-5551881.html

di Vanni Zagnoli

Oggi dodici partite del terzo turno di Coppa Italia. Passano Torino, Cagliari e Spezia, più il Cosenza, squadra di serie B. 

Torino-Lecce 3-1 suppl (1-1): 22’ Stepinski (L), 39’ Lyanco; sts 4’ rig e 7’ Verdi.

La doppietta di Simone Verdi evita ai rigori, i pugliesi li avrebbero meritati. I tempi regolamentari sono caratterizzati da due gol di testa, Stepinski su cross di Mancosu per il Lecce, Lyanco su angolo di Verdi. Nel Toro debutta il bosniaco Gojak (uscirà per infortunio), non dispiace Federico Bonazzoli, che impensierisce Vigorito. Turnover anche per Corini, che in serie B ha iniziato vincendo una sola partita su 5. La sua squadra paga leggerezze difensive tipiche dell’èra Liverani, Rossettini nel secondo supplementare sbaglia un disimpegno e poi una incredibile incomprensione su punizione a favore chiude il match. Sarà dunque il Torino a ospitare l’Entella.

Cagliari-Cremonese 1-0: 24’ st Faragò.

Molti rischi per i sardi, che pure fanno valere il fattore campo. Di Francesco cambia tanto e dopo 14 mesi dà spazio a Pavoletti, che al Sassuolo non aveva valorizzato: il centravanti arrivato anche in nazionale viene da due operazioni al ginocchio sinistro. Esordio da titolari anche per Vicario (eccellente in due campionati di serie B), per Tripaldelli, per il giovane francese Tramoni e per Ounas, che al Napoli non si è imposto. Bisoli cambia di meno, utilizza Ciofani e Strizzolo ma dopo mezz’ora perde capitan Terranova. Rossoblù insidiosi con Pavoletti di testa e con Tramoni, servito da Ounas. Vicario, invece, para il contropiede di Ciofani. Nel secondo tempo, Volpe devia il tiro di Ounas. Sale di consistenza la Cremonese, Vicario si supera su Crescenzi, poi i pali di Nardi e Gaetano. Risolve il tiro di Ounas, sulla respinta Faragò è pronto, segna il 26° gol in carriera: tanti, per un difensore che gioca anche a centrocampo.

Cittadella-Spezia 0-2: st 4’ Verde, 18’ Benedetti aut.

Il primo tempo è equilibrato, fra squadre per anni rivali in serie B. Sblocca l’assolo di Daniele Verde, ex romanista. Anche l’autorete è propiziata dall’esterno alto uno e 68, che aveva trovato spazio anche nel Real Valladolid (Spagna) e nell’Aek Atene, in Grecia. Lo Spezia affronterà il Bologna.

Cosenza-Monopoli 2-1: 15’ Petrucci (C); st 24’ Idda aut (C), 40’ Kone (C).

I calabresi fanno valere la categoria superiore, il Monopoli aveva perso ai rigori nel secondo turno, a Reggio, con la Reggiana, era passato a tavolino, poichè Kargbo aveva giocato nonostante una vecchia squalifica, non scontata. 

Al quarto d’ora il romeno Petre innesca il francese Bahlouli, che lancia Petrucci verso il vantaggio. Il pari su cross di Guiebre, deviato in autogol. Quando c’è aria di supplementari, il sinistro Kone scavalca Pozzer: è ivoriano, il Torino l’ha ridato in prestito al Cosenza.

Brescia-Perugia 3-0: 10’ Bisoli, 25’ Aye rig, 26’ st Mangraviti.

Retrocessi in serie C ai playout, gli umbri pagano le assenze: con Fabio Caserta in panchina, sono nel gruppo delle terze, nel girone B. Al Rigamonti, Dimitri Bisoli trova l’incrocio da fuori, tornava in campo dopo sette mesi. Poi Tozzuolo atterra il finlandese Skrabb, è rigore, trasformato da Aye, originario del Benin. Chiude il match Mangraviti, bresciano.

Benevento-Empoli 2-4: st 2’ Olivieri (E), 12’ Maggio (B), 15’, 20’ e 40’ Mancuso (E), 46’ Moncini (B).

La prima sorpresa di questo terzo turno è firmata dall’Empoli di Alessio Dionisi, capolista in B. Primo tempo tattico, a inizio ripresa, Bajrami salta Schiattarella e invita al gol Marco Olivieri, ex Juventus. Il pari su angolo di Sau, di capitan Maggio. Poi si scatenerà Leonardo Mancuso, con la tripletta, da subentrato, con due assist di Bajrami, giocatore da serie A: conclusione dal limite, poi di testa e il poker con la complicità di Manfredini. A 10’ dalla fine espulso Schiattarella, fra i sanniti. Chiude il cross di Letizia, per la testa di Moncini. L’Empoli affronterà il Brescia.

Genoa-Catanzaro 2-1: 8’ e 20’ st Scamacca, 39’ st Fazio.
I rossoblù non si lasciano sfuggire l’occasione di un derby di coppa, con la Sampdoria. Fa doppietta il centravanti romano Gianluca Scamacca, su traversone di Lerager e poi di testa, su corner. Per i calabresi, squadra di serie C, la soddisfazione di un gol, nel finale. Nel Grifone altri rientri dopo il covid, a partire da Criscito e da Lerager.

Fiorentina-Padova 2-1: 10’ Venuti (F), 32’ Callejon (F), 10’ st Santini.

Questa gara inizia con mezzora di ritardo perchè è positivo un componente dello staff medico del Padova. E’ tipico della mentalità di Beppe Iachini non rilassarsi mai, provare a fare strada in coppa, dal momento che un 7° posto in campionato, per l’Europa league, è comunque complicato. Il vantaggio è su cross di Saponara da destra, Venuti incrocia di testa. Cutrone manca il raddoppio. Lo trova Callejon, in tandem con Duncan. I veneti migliorano nel secondo, nonostante le due categorie inferiori segnano con Santini. Raddoppierà, ma in fuorigioco. Per il Padova anche un palo, di Nicastro, la respinta di Terracciano su Germano e la spinta di Duncan su Pelagatti, non punita dall’arbitro.

Verona-Venezia 6-4 (2-2; 3-3): 40’ Ilic (Ver), st 14’ Salcedo (Ver), 39’ Johnsen (Ven), 41’ Capello (Ven); 8’ pts Modolo (Ven), 5’ sts Vieira.

Il derby veneto è davvero spettacolare, merito di due tecnici offensivi. Assist di Barak e conclusione da fuori di Ilic, 19enne serbo, arrivato dal Manchester City. Capitan Lazovic propizia il raddoppio, di Salcedo. E’ il 22enne Johnsen a riportare in carreggiata il Venezia, formazione cadetta: salta Lazovic e con un tiro potente segna il 2-1. Poi Amione sbaglia il retropassaggio verso Empereur, il danese sulla destra serve Capello che con la coscia appoggia in porta. Ai supplementari, due reti da angolo: la squadra di Paolo Zanetti mette la freccia con Modolo, pareggia l’Hellas con Vieira, Nei secondi finali Johnsen fallisce il 3-4 in contropiede tre contro zero, l’appoggio di Di Mariano però era stato imperfetto.
Ai rigori, due errori arancioneroverdi. La sequenza: Modolo (Ven) parato, Lazovic gol; Johnsen parato, Barak gol; Fiordilino e Colley gol; Capello alto.

Crotone-Spal 4-5 dcr (0-0; 1-1): sts 4’ Cigarini (C) rig, 9’ Seck.

Dopo il Benevento, esce un’altra squadra di serie A, il Crotone, Giovanni Stroppa è sempre più in bilico.
Palo dei calabresi con Cuomo, poi la Spal si fa viva con il destro al volo di Sernicola e il colpo di testa di Murgia. Okoli limita Simy, nel duello fra giganti. Ai supplementari, vantaggio su rigore procurato da Messias, pari dopo 5’ del senegalese Seck.
La sequenza dal dischetto: Sa. Esposito (S) e Siligardi (C) gol; Missiroli gol e Crociata parato; Sala parato, Molina gol; Seb. Esposito e Golemic gol; Ranieri gol, Cigarini parato.

Udinese-Vicenza 3-1: 21’ Forestieri; st 15’ Deulofeu, 20’ Pussetto, 43’ Gori (V).

I friulani si aggiudicano facilmente il derby di nordest.
Deulofeu serve Nestorovski, il macedone calcia, Perina respinge e Forestieri insacca. Nella ripresa Deulofeu offre un saggio della classe che aveva mostrato al Milan, nel girone di ritorno del 2017, inscena una serie di finte e segna sotto le gambe del portiere. Poi l’assist di De Paul per l’altro argentino, Pussetto. Per i biancorossi segna Gori, in forma, in questo avvio di stagione.

Parma-Pescara 3-1: 25’ e 43’ Karamoh; st 24’ Adorante, 47’ Nzita (Pe).

Gli abruzzesi confermano la fragilità evidenziata in serie B, con il ritorno di Massimo Oddo, mentre Liverani ritrova ottimismo. Il vantaggio è per iniziativa dello svizzero Sohm, 19 anni, con pallonetto di Karamoh, ad Alastra, di proprietà ducale. L’altro assist è di Nicolussi Caviglia, sempre per il franco-ivoriano. Il tris con un tiro a giro di Adorante, 20enne ex Inter. Nel recupero il gol del Pescara.

Il tabellone del quarto turno, sempre in gara unica, nella settimana del 25 novembre. Cagliari-Verona (la vincente contro l’Atalanta, negli ottavi); Parma-Cosenza (Lazio); Empoli-Brescia (Napoli); Spezia-Bologna (Roma); Udinese-Fiorentina (Inter); Torino-Entella (Milan); Spal-Monza (Sassuolo); Sampdoria-Genoa (Juventus).

Da “Ilmessaggero.it”