Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Sassuolo-Atalanta, le pagelle: Malinovskyi arabesca, Freuler, Gosens e Locatelli sono classe e potenza

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_atalanta_1_1_malinovskyi_arabesca_freuler_gosens_locatelli_classe_potenza-5934698.html

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di Vanni Zagnoli

SASSUOLO (4-2-3-1)

Consigli 7,5 Due grandi parate, su Hateboer e sul rigore e altri interventi buoni, anche nel finale. L’ex meriterebbe la nazionale per la continuità, a 34 anni difficilmente arriverà anche solo l’esordio.

Muldur 5,5 L’Atalanta domina, dalla sua parte.

42’ st Toljan 6 Minuti trepidanti, in cui tiene alta la squadra.

Chiriches 5,5 Imposta bene, come centrale puro, però, sul piano difensivo, resta impreciso e fisicamente non all’altezza. Di uno Zapata.

1’ st Ferrari 6,5 Un tempo in panca per rifiatare, ha speranze di andare agli Europei.

Marlon 5,5 Lì dietro balla anche lui, sul rigore si poteva anche sorvolare.

Kyriakopoulos 6 Smazza il long line che porta all’espulsione, a destra l’Atalanta gioca di meno.

Obiang 6 Alla Sampdoria era da Champions, tant’è che venne pagato dal West Ham 6,5 milioni, contro i 130mila euro di arrivo, a 16 anni. Negli anni si è perso, rispetto alle attese. Gira a vuoto, certo aveva di fronte gregari di pregio.

15’ st Bourabia 6 Argina come può, è alla peggiore di tre buoni stagioni a Sassuolo.

Locatelli 7 Alcune giocate sono da Champions abbondante, anche a destra è efficace. Merita una grande.

Berardi 6 Incide poco, meno del solito. E sbaglia un gol. Bell’esecuzione dal dischetto, 84 reti in A.

Traoré 6 La scorsa estate era spesso irrefrenabile, adesso è a volte da sostituzione. Basta però un’astuzia, infilarsi su un errore, rubare il tempo e prendersi un tocchetto, minimo, di Toloi. 

(33’ st Ayhan 6 Mestiere per alzare la Maginot finale)

Boga 6 Per la superiorità numerica procurata, poco altro.

Defrel 4,5 Era l’attaccante preferito da Eusebio Di Francesco, se lo portò anche alla Roma. E’ alla terza stagione su quattro imbelle.

Raspadori 6,5 Cambia faccia agli attacchi sassolesi e salva sulla gragnuola di tiri conclusivi. 

All. De Zerbi 6,5 Il voto tiene conto della forza dell’Atalanta. Più di così non può fare, se ne capirà la grandezza quando arriverà dove merita. In Champions.

ATALANTA (3-4-1-2)

Gollini 5 Paga con l’espulsione ma evita il gol, avrebbe dovuto essere meno impulsivo.

Toloi 5,5 Aggirato dal super controllo di Boga, che ha girato il match. Innocevole colpente, come diceva Benigni, sul rigore.

Romero 6,5 Primo tempo a fermare Defrel, secondo complicato, con Raspadori, che però era più in fascia.

Djimsiti 6 Lo svizzero albanese è una certezza, tetragono.

Hateboer 6,5 Guizzi, a destra, dell’olandese in una squadra che gioca come la grande Olanda, a tratti.

De Roon 6 Regia oscura e tergicristalli davanti alla retroguardia.

Freuler 7 Alziamo il voto per la percussione allo scadere. E’ il miglior giocatore elvetico di questi anni.

Gosens 7 Robin sembra Batman, quando si incunea. Finalmente è arrivato anche in nazionale. Fra i tedeschi non più campioni del mondo un esterno difensivo in doppia cifra può essere titolare.

Pessina 6 Scolastico, nel primo quarto.

24′ Sportiello 6 Nessuna parata di rilievo, magari eravamo distratti…) 

Malinovskyi 7,5 Il voto tiene conto delle intuizioni e della infinita inferiorità numerica.

Zapata 6,5 Si danna

15’ st Muriel 5,5 E non solo per il gol.

All. Gasperini 7. Fa rotolare il pallone che è un piacere. A Roma come a Reggio Emilia meritava di vincere, eppure rischia di finire in Europa league.

Arbitro Pairetto 5,5. Il rigore sanzionato a Toloi cambia il match, non c’era. Anche l’altro è discutibile.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. L’Inter ringrazia Consigli, che para il rigore a Muriel. Boga fa espellere Gollini, segna Gosens, il pari è con un rigorino

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_atalanta_diretta_live_risultato_diretta_formazioni_serie_a_calcio_news_oggi_2_maggio_2021-5934448.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_atalanta_diretta_live_risultato_diretta_formazioni_serie_a_calcio_news_oggi_2_maggio_2021-5934534.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/sassuolo_atalanta_diretta_live_risultato_diretta_formazioni_serie_a_calcio_news_oggi_2_maggio_2021-5934512.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/sassuolo_atalanta_diretta_live_risultato_diretta_formazioni_serie_a_calcio_news_oggi_2_maggio_2021-5934561.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/sassuolo_atalanta_diretta_live_risultato_diretta_formazioni_serie_a_calcio_news_oggi_2_maggio_2021-5934569.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/sassuolo_atalanta_diretta_live_risultato_diretta_formazioni_serie_a_calcio_news_oggi_2_maggio_2021-5934561.html

di Vanni Zagnoli

Ci sarebbe voluta la telecamera a casa degli interisti. “Vedremo la partita in famiglia”, diceva Antonio Conte. Pathos zero, certo, è solo una questione di orgoglio, di piccoli primati, magari personali, comunque lo scudetto dell’Inter arriva con 4 giornate di anticipo. Meritato ma con cifra tecnica spesso inferiore all’Atalanta. 

Dieci anni dopo, dunque, l’Inter è campione d’Italia, da Moratti a Suning, in mezzo c’era Thohir, che non ha vinto nulla. Antonio Conte potrà ritornare a dormire meglio, placando quella sua enorme voglia di vincere, totalizzante, quell’ossessione. Anzi, penserà se gli conviene restare.

Anyway. Il 19° scudetto, contro i 36 della Juve (“Meno 17, molto freddo”, avrebbero commentato a Bologna, nei derby di basket), si materializza già a metà primo tempo, con l’espulsione di Gollini, a Reggio Emilia. L’Atalanta è superiore, ma non abbastanza da vincere persino con l’uomo in meno per tre quarti di gara, e non importa che il sostituito sia Pessina.

Il Var leva ogni dubbio, il replay evidenzia la giocata da Champions di primo livello di Jeremy Boga, il francese fugge a sinistra, a Toloi, sul suggerimento di Kyriakopoulos, il portiere esce e lo trattiene di quel poco per impedirgli di calciare a porta semivuota. E’ chiara occasione da rete, Romero e Djimsiti non avrebbero fatto in tempo a coprire lo specchio.

Prima e dopo, sarà una partita palpitante, decisamente migliore di tante andate di Champions a eliminazione diretta, e con i nerazzurri meritevoli dei tre punti, per continuità e classe. 

L’avvio era stato a ritmi alti, con Zapata a puntare Chiriches, ammonito dopo Marlon, verso la mezzora. La Dea è insidiosa anche in 10, Zapata da fuori, Consigli blocca. Replica Locatelli da fuori, Sportiello in angolo. 

Zapata difende pure, si piazza a protezione della retroguardia, a centro area, a respingere un cross. 

Il Sassuolo insegue l’Europa, la Roma, intanto è a -2, avrebbe dovuto deve vincere e invece prende gol. Malinovskyi per Gosens, sinistro e 10° gol in campionato, complice la latitanza di Muldur e prima di Marlon. E’ un lampo, significativo della forza orobica, contro una delle squadre più in forma e più manovriera, priva peraltro del bomber Caputo. Non fa troppo caldo, sul piano fisico e della concentrazione l’Atalanta resiste senza eccessivi affanni, contiene la rapidità di Traorè e di Boga, gente da calcio a 5, negli assoli.

La manovra neroverde è orizzontale, De Zerbi si lamenta di Obiang: “Non deve vagare per il campo”. La palla del pari arriva dalla persa di Freuler, attaccato da Locatelli, che si gira e assiste Berardi, il sinistro è stranamente fuori. 

Malinovskyi si procura una punizione dalla sinistra, il fuorigioco di Hateboer vanifica il raddoppio, di Zapata, Pairetto azzecca anche questa decisione, ci sarebbe voluto il Var ai tempi del padre designatore, di calciopoli…

La fisicità atalantina si oppone alla velocità dei dezerbisti, vicini al pari su angolo, con deviazione fuori. Anzi, è il contrario, la rapidità è dei gasperiani, Malinovskyi prima dell’intervallo fa ammonire anche Obiang, dopo il giallo a Locatelli su Gosens. Il clou del weekend resta intrigante, con emozioni assortite.

Alla ripresa il pari è episodico, entra Raspadori per Defrel e propizia il contatto da rigore. Solo per Pairetto, perchè il tocco di Toloi su Traorè è davvero minimo, cercato. Ha ragione Gasperini a lagnarsi, con quel metro i rigori sarebbero almeno 3-4 a partita. L’Atalanta riprende a rutilare palloni, Hateboer rientra sul tracciante di Malinovskyi e calcia, in area, Consigli alza. 

Il Sassuolo segna ancora, ma Raspadori è in fuorigioco, a destra, l’intesa con Locatelli, a segno, è peraltro splendida. A 13’ dalla fine Marlon atterra Muriel, è un corpo a corpo passabile, Pairetto opta per la seconda ammonizione, dieci contro dieci ma arriva anche la respinta del pararigori Consigli sul destro dal dischetto del colombiano. Ci si chiede quando l’Atalanta vincerà lo scudetto, negli istanti che contano, nelle giocate chiave, non è forse neanche da primo posto potenziale sino all’ultima giornata. Idem, non è da semifinale di Champions, è l’ultimo step, difficillimo, senza indebitarsi.

Lì anche una squadra storicamente fragile come il Sassuolo, in fase difensiva, regge e non rischia più.

L’Atalanta è nel gruppo a quota 69, a tre giornate dalla fine non è affatto sicura di qualificarsi per il terzo anno di fila, di certo vorrebbe mantenere la seconda piazza, equivalente di un mini scudetto, già assaporato da Triestina e Udinese, in altri tempi. 

Il Sassuolo prova a impegnare la Roma sino alla fine, per il posto in Conference league, De Zerbi dovrebbe andare, pare alla Fiorentina, a sostituire Iachini, di cui aveva preso il posto già nel mondo Mapei. Contornato di imprenditori e sponsor, dal distretto emiliano delle ceramiche arrivano a decine, qui, come ospiti, fra tribuna e palchi dello stadio. E’ un modello di marketing e spettacolo alimentato dall’ad sassolino Giovanni Carnevali, re anche di Lega volley femminile e di basket, con la Mastergroup. Anche l’Atalanta ha lo stadio di proprietà e a Bergamo ha tutto più in grande. Gioco e osservatori, giovani e uomini di calcio. Gasperini e il ds Giovanni Sartori, che ieri era a Verona, a seguire lo Spezia, e oggi è qui. In tribuna ci sono anche Roberto D’Aversa e il ds Marcello Carli, impegnati domani sera a Torino. Chissà se resteranno, in serie B. Di sicuro il proprietario crociato Kyle Krause copierà il format Atalanta e Sassuolo. E anche l’Inter dovrebbe prenderlo ad esempio, per le emozioni, sul campo, per il livello di spettacolarità rituale. Con un bugdet infinitamente inferiore, si fa sport in maniera strepitosa. Certo strepitando come fa Gasperini di fronte a un torto arbitrale. Non sempre a ragione, oggi sì.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Sassuolo-Atalanta 1-1

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 7,5; Muldur 5,5 (41’ st Toljan 6), Chiriches 5,5 (1’ st Ferrari 6,5), Marlon 5,5, Kyriakoupolos 6; Locatelli 7, Obiang 6 (15′ st Bourabia 6); Berardi 6, Traorè 6 (33′ st Ayhan 6), Boga 6; Defrel 4,5 (1’ st Raspadori 6,5. All. De Zerbi 6,5.

Atalanta (3-4-2-1): Gollini 5; Toloi 5,5 (34′ st Palomino 6), Romero 6,5, Djimsiti 6; Hateboer 6,5, De Roon 6, Freuler 7, Gosens 7; Malinovskyi 7,5, Pessina 6 (25′ pt Sportiello 6); Zapata 6,5 (15’ st Muriel 5,5). All. Gasperini 7.

Arbitro: Pairetto 5,5.

Reti: 32’ Gosens, 5′ st Berardi rig.

Note: espulsi Gollini al 22′ pt per fallo su chiara occasione da gol e Marlon al 30′ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Chiriches, Locatelli, Obiang, Ferrari, Djimsiti per gioco falloso. Angoli 4-4.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Il Messaggero. Atalanta – Bologna 5-0, lo spettacolo della Dea, sempre e comunque. Il calcio rutilante di Gasperini, molto meglio dell’Inter. Il caracollare di Malinowskyi, da Ucraina di Lobanowskji. I voti sul cartaceo

(corriere.it/LaPresse)

Più di una partitina a poker, con la manita al Bologna l’Atalanta è lì, in pole position per la Champions league, e magari per chiudere con uno storico secondo posto. Gasperini lo meriterebbe, per la continuità del gioco, per quanto migliora i calciatori. 
Lo sparring partner resiste per un quarto di gara, il Cagliari ha raggiunto il Benevento e per ora anche il Torino a -7 dai rossoblù, a 5 giornate dalla fine il divario basterà, anche se i granata hanno due gare in meno. E’ un match aperto, come tanti in questa primavera, con la parata di Skorupski su Muriel. Petroniani con la difesa a 3, De Silvestri gioca a sinistra, inconsueto, perchè evidentemente Skov Olsen a destra incide di più, duettano, l’ex torinista però manca la deviazione. Gollini chiude sul danese e poi in tuffo. Il calcio arabescato di Gasperson è sublimato dal vantaggio, Malinovskyi parte da destra, trova Muriel al limite dell’area, spalle alla porta, assist di tacco (fra Danilo e Soriano) e sinistro angolato, per la 6. marcatura stagionale, dopo le 8 di un anno fa. L’ucraino da due mesi fa meglio di Ilicic, 4 gol e 5 assist. Muriel slalomeggia, ondeggia come un ballerino, piazza sul secondo palo e trova, appunto, il palo. 
Il Bologna non ha le individualità della Roma, non sa recuperare, i bergamaschi comunque sprecano. Aspettando la finale di coppa Italia, pressano, inseguono, serpentineggiano, per mostrare di essere vincenti anche senza Gomez. Il centrocampo è solido e dinamico, la copertura del campo è perfetta, la concentrazione elevata. Pesano le 7 assenze emiliane, contro il solo Gosens, squalificato. Il match si archivia prima dell’intervallo, con l’errore di Danilo, trattiene Romero, nel duello in area fra centrali: una trattenuta come tante, ma talmente evidente da non passare inosservata, tantomeno all’eventuale Var. Muriel si conferma preciso, dal dischetto, in carriera ha sbagliato solo un anno fa, contro l’Inter: raggiunge le 19 reti (e 8 assist), è il primato personale, a 30 anni. Alla ripresa Schouten è in ritardo su Romero, interviene con il piede a martello sul ginocchio, altra decisione azzeccata, arriva la quarta espulsione della stagione, per l’olandese è la seconda in A. Muriel continua a imperversare, comunque il Bologna è vivo. Sino al tris, di Remo Freuler, dal lavoro di Zapata spalle alla porta, con dribbling di Danilo. Giunge anche la rete di Zapata, liberato da Malinovskyi. Soumaro rischia il rigore sul centravanti, la cinquina è di Miranchiuk, su appoggio di Maehle. Il Bologna finisce in 4-4-1, con il gol della bandiera sbagliati da Baldursson e da Orsolini.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Atalanta-Bologna 5-0
ATALANTA (3-4-2-1): Gollini 6,5; Toloi 6 (26’ st Caldara 6), Romero 6,5, Djimsiti 6,5; Hateboer 6,5, De Roon 6,5, Freuler 7 (16’ st Pessina 6), Maehle 6,5; Malinovskyi 7,5 (26’ st Ilicic), Muriel 7,5 (16’ st Miranchuk 6,5); Zapata 7 (33’ st Lammers ng). Allenatore Gasperini 8.
BOLOGNA (3-4-1-2): Skorupski 6; Antov 5, Danilo 4,5, Soumaoro 5,5; Skov Olsen 6 (27’ st Orsolini 5,5), Schouten 4,5, Svanberg 5,5 (18’ st Mbaye 5,5), De Silvestri 5,5 (11’ st Vignato 5); Soriano 5 (11’ st Baldursson 5,5); Palacio 5,5, Barrow 5 (27’ st Poli 5,5). Allenatore Mihajlovic 4,5.
Arbitro: Fabbri 6,5.
Note: espulso Schouten al 4′ st per fallo pericoloso. Ammonito Danilo. Angoli 7 a 3 per l’Atalanta.

Sul cartaceo de Il Messaggero

Ilmessaggero.it. L’Atalanta come Barcellona e Bayern, cinquina per la quarta volta e seconda piazza. Il talento, la tecnica anche di elementi ignoti, lo scouting di Sartori e Zamagna, ex giocatori, come il presidente Percassi. Mihajlovic contro l’arbitro, è rituale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/l_atalanta_barcellona_bayern_cinquina_la_quarta_volta_malinovskyi_muriel_disorientano_bologna_seconda-5921973.html

di Vanni Zagnoli

E via, di goleada, l’ennesima del lustro di Giampiero Gasperini, cinquina al Bologna, che gioca e lascia giocare, aveva sistemato la difesa, ma contro i nerazzurri ricade nell’antica fragilità. L’allenatore piemontese esalta tutti, giocatori che prima e dopo di lui, lontano da Bergamo, non sono a questi livelli. E’ seconda da sola, tifa Lazio, perchè fermi il Milan e vuole chiudere non solo in Champions, ma al miglior piazzamento nella storia. Una qualificazione in Europa, la terza in Champions in arrivo, salvo crolli, una interpretazione collettiva di calcio spumeggiante. Ha gli accenti di Gigi Maifredi, al Bologna, di Corrado Orrico, che arrivò all’Inter, nel gioco offensivo, i due zonisti furono meteore, Gasperini ha un calcio particolare, ma stupefacente. E’ un calcio in faccia ad Agnelli, che in Champions league vorrebbe solo grandi che sceglie lui, in base alla ricchezza, al blasone, l’Atalanta varrebbe lo scudetto, bastano 43 milioni di monte ingaggi per furoreggiare, per far innamorare Bergamo alta e bassa. Manca solo un trofeo, la seconda finale di coppa Italia, contro la Juve, vedrà la Dea favorita, bella come mai. A Gasperini manca solo questo, dovrebbe allenare la nazionale, quando Mancini volesse lasciare.

Al Bologna Mihajlovic è tranquillo e come ogni tanto ripete: “Si poteva fare meglio, con questa squadra, ma anche molto peggio”. Aspetta milioni sul mercato dal presidente Saputo, per puntare all’Europa.

E’ la serata di Ruslan Malinovskyi, mancino caracollante, sarebbe stato all’altezza della migliore Ucraina, del colonnello Lobanovski, finalista agli Europei dell’88, a scapito dell’Italia, in semifinale. Ha la classe di Ilicic, lo stesso sprint, esagera anche nell’andare al tiro. Manca solo il pubblico, per fare festa, giorno e notte, nella provincia forse più operosa d’Italia, con la voglia di raggiungere una semifinale di Champions, nelle prossime stagioni, come la semifinale di coppa delle Coppe, un terzo di secolo fa, con Emiliano Mondonico in panchina.

Si finiscono gli aggettivi per il pallone rutilante di Gasperini, stizzoso quanto bravo, unico, nel rapporto emozioni-base di partenza, per continuità, da Crotone al Genoa, con un solo vero flop, a Palermo. Gasperini poteva cambiare la storia dell’Inter, dopo Mourinho, Moratti lo giudicò per un totale di 5 partite.

Questa si potrebbe anche non raccontare, all’andata finì 2-2, da 0-2, e fu uno dei tanti sprechi della Dea, stavolta è un crescendo, anche approfittando della demoralizzazione petroniana. Dunque a metà primo tempo sblocca Malinovskyi, scambia con Zapata, che gliela dà di tacco. Poi il palo di Muriel, piazzato sul secondo (palo). Prima dell’intervallo angolo di Muriel, Danilo trattiene Romero, Fabbri non può chiudere gli occhi, l’avesse fatto sarebbe intervenuto il Var. “Certo – osserva Mihajlovic – con quel metro ci sarebbero 10 rigori a partita. E nei primi 20’ poteva essere 2-0 per noi”. Muriel realizza dal dischetto.

Secondo tempo, 4’ e Schouten entra involontariamente a gamba alta sul ginocchio di Romero, il rosso è inevitabile. “Non è il primo – insiste Sinisa -, solo noi siamo penalizzati”.

Freuler recupera al limite, dribbla e piazza il destro, 3-0. Malinovskyi serpentineggia, assiste Zapata, è poker. Infine l’azione a sinistra di Maehle, per Miranchuk, subentrato.

Il Bologna si era fatto vivo all’inizio con Skov Olsen, nel finale con i subentrati Baldursson e Orsolini, un ex. “Ho chiesto a Saputo di tenere i migliori e inserire un centravanti e un difensore centrale, prima però dobbiamo vendere”.

Come fa sempre la famiglia Percassi, eppure scala i vertici del calcio nazionale. Merito del ds Sartori, del dt Zamagna, ex buoni calciatori, come il presidente Antonio. Un gran trio. Meglio del Leicester, come continuità, manca solo un trofeo assoluto. Lo scudetto. 

Nei 5 principali campionati d’Europa, solo 3 squadre hanno piazzato la cinquina in almeno 4 gare, le altre sono Barcellona e Bayern Monaco.

Da “Ilmessaggero.it”

Atalanta-Bologna 5-0
ATALANTA (3-4-2-1): Gollini 6,5; Toloi 6 (26’ st Caldara 6), Romero 6,5, Djimsiti 6,5; Hateboer 6,5, De Roon 6,5, Freuler 7 (16’ st Pessina 6), Maehle 6,5; Malinovskyi 7,5 (26’ st Ilicic), Muriel 7,5 (16’ st Miranchuk 6,5); Zapata 7 (33’ st Lammers ng). Allenatore Gasperini 8.
BOLOGNA (3-4-1-2): Skorupski 6; Antov 5, Danilo 4,5, Soumaoro 5,5; Skov Olsen 6 (27’ st Orsolini 5,5), Schouten 4,5, Svanberg 5,5 (18’ st Mbaye 5,5), De Silvestri 5,5 (11’ st Vignato 5); Soriano 5 (11’ st Baldursson 5,5); Palacio 5,5, Barrow 5 (27’ st Poli 5,5). Allenatore Mihajlovic 4,5.
Arbitro: Fabbri 6,5.
Note: espulso Schouten al 4′ st per fallo pericoloso. Ammonito Danilo. Angoli 7 a 3 per l’Atalanta.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Il Messaggero. L’Atalanta travolge il Crotone, Cosmi dura un tempo. Gosens è il miglior marcatore in Europa, fra i difensori, da 4 anni

(repubblica.it)

Il Crotone resta l’unica squadra in serie A a non avere mai vinto fuori casa, a Bergamo arriva la settima sconfitta di fila, in assoluto. Un tempo con tante occasioni sprecate dall’Atalanta e 3 concesse, poi gli orobici fanno tre gol in 10’ e conquistano la 5^ vittoria in 6 gare, coppe comprese, hanno perso solo con il Real. Bergamo è terza, con 49 punti in 25 giornate, primato societario, a 3 punti dal Milan. 
Gosens calcia dapprima fuori, poi trasforma il cross perfetto da destra di Ilicic, anticipando di testa Pedro Pereira. L’azione è avviata da un errore nel passaggio di Magallan. L’olandese è teoricamente un difensore, a sinistra copre l’intera fascia, è alla 22. rete nelle ultime 4 stagioni, alla 25. negli ultimi 31 mesi, fra tutte le competizioni è il difensore che segna di più nei 5 campionati principali, senza neanche calciare punizione e rigori. Alle sue spalle nell’ultimo quadriennio ci sono gli interisti Kolarov con 17 gol (ma 2 rigori) e De Vrij con 13. 
Cosmi parla molto, come sempre, dalla panchina, la sua eredità di Stroppa è complicatissima, dopo Perugia e la promozione al Genoa revocata a tavolino viene da una sequenza di esoneri o traguardi mancati, esclusa la super stagione a Trapani. Insomma a 62 anni il suo ritorno in A è una sorpresa. L’uomo è di prim’ordine, un passionale. Il Crotone lo illude, con il pareggio. Malinteso Freuler-Romero, Simy controlla e segna in pallonetto su Sportiello. Festeggia guardando lassù, ultimamente era finito in panchina a beneficio di Ounas e di Di Carmine, è a quota 8 gol. Un altro errore nerazzurro libera Messias, tra Romero e Palomino, stavolta il portiere di riserva dell’Atalanta chiude. 
Riprende campo la squadra di Gasperini, che dalla panchina chiede calma, negli attacchi, e di puntare sulle fasce, sposta Malinovskyi, Muriel a sinistra e Ilicic al centro. Lo sloveno e l’ucraino giocano uno contro uno, chiudendo fuori, Reca salva una situazione intricata, Cordaz si oppone con i piedi a Muriel. L’effetto Cosmi per un tempo si vede, come determinazione e opposizione, il 3-4-3 in chiave difensiva è 5-2-3, comunque il Crotone concede tanto, Malinovskyi di testa appoggia fuori. Il match è avvincente, Messias ha un’altra chance, Ilicic anche. Si procede anche a due tiri, pericolosi, ogni minuto. 
Djimsiti resiste nonostante la frattura del setto nasale. Il nuovo vantaggio è di un altro difensore, Palomino, su angolo da sinistra, anticipando Zanellato. Passano 2’ e arriva il tris, Golemic scivola, Muriel gli ruba palla e infila la 15. rete. Il resto non conta più, i calabresi non hanno la forza di recuperare due reti. Diventano tre di scarto con il sinistro da fuori di Ilicic, a giro e a spiovere. E’ la sua 5. rete. Cordaz gli negherà la doppietta su punizione, mentre Sportiello chiuderà su Messias. Infine la traversa di Zapata e il sinistro da fuori di Miranchuk.
Vanni Zagnoli
Atalanta-Crotone 5-1 
ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello 6,5; Djimsiti 6, Romero 5,5, Palomino 6,5; Maehle 6, Freuler 5,5 (18’ st Pasalic 6), Pessina 6,5, Gosens 6,5 (40’ st Ghislandi ng); Malinovskyi 6,5 (18’ st Miranchuk 7); Ilicic 6,5, Muriel 6,5 (24’ st Zapata 6,5). All. Gasperini 7,5.
CROTONE (3-4-3): Cordaz 7; Magallan 5 (6’ st Cuomo 5,5), Golemic 4,5, Luperto 5; Pedro Pereira 5, Zanellato 5, Eduardo Henrique 4,5 (34’ st Marrone 5,5), Reca 6 (1’ st Rispoli 5); Messias 6, Simy 5,5, Riviere 5 (15’ st Petriccione 5). All. Cosmi 4,5.
Arbitro: Sozza 6,5.
Reti: 12′ Gosens, 23′ Simy; st 3’ Palomino, 5’ Muriel, 13’ Ilicic, 39’ Miranchuk.
Note: ammoniti Magallan, Riviere (C). Angoli 4-3. 

Da “Il Messaggero”

Il Messaggero. Come Davide Ballardini ha bloccato l’Atalanta, a Bergamo: è all’8° punto in 5 gare, mentre Gasperini veniva da 7 successi in 8. Il Parma avvicina il colpo a Reggio, lo tradisce Busi. Il Benevento crea tanto a Crotone ma perde 4-1

(ilsecoloxix.it)

La versione integrale dell’articolo pubblicato su “Il Messaggero”

“A Genova credo di essere molto più amato di Ballardini”. Scherzava, Giampiero Gasperini, alla vigilia di Atalanta-Genoa. “Ha sempre dovuto affrontare situazioni complicate e compiuto piccoli miracoli, però quest’anno ha più tempo e una rosa valida”. E così il Grifone ha fermato la Dea, all’Azzurri d’Italia, è all’8° punto in 5 gare, da subentrato a Maran, ha perso solo a Reggio con il Sassuolo ma anche lì come gioco era piaciuto.

Bergamo resta alta, altissima potrà diventarlo mercoledì, nel recupero di Udine, intanto resta dietro a Napoli, Roma e Juve.

Sono rari gli 0-0 dell’Atalanta, quest’anno era già capitato a Cesena, con lo Spezia, un anno dopo il precedente, segno che anche la squadra più spregiudicata del nostro calcio ogni tanto rallenta, veniva da 7 vittorie in 9 gare, coppe comprese, e nell’inverno senza Europa riprende a puntare al secondo posto sfuggito all’Atalanta giornata, in estate. Il Genoa crea le occasioni più nitide con Shomurodov, il primo uzbeko a segno nel nostro calcio, scoperto dal ds Faggiano, licenziato da Preziosi prima di Maran, i bergamaschi recriminano sul legno colpito nella ripresa da Hateboer. Con i rossoblù Pjaca insegue il suo sè migliore, visto agli Europei del 2016, con la Croazia, in avvio si vede un cross morbido di Strootman, l’olandese senza i due infortuni gravi chissà dove sarebbe, intanto punta agli Europei e a ritornare ai livelli di Roma. Ililic non spaventa Perin, dopo le mirabilie dell’ultimo mese rifiata, Zapata manca due occasioni. Shomurodov, dunque, trova la risposta di piede di Gollini, che spera di essere il primo vice di Donnarumma, in nazionale. Toloi ha due chances, nella ripresa il Genoa spezzetta il gioco chiudendo le linee di passaggio. Hateboer coglie il palo esterno, Behrami aggancia Miranchuk, poteva starci il rigore per i nerazzurri. Perin si oppone al tirocross di Muriel, De Roon manda alto e Goldaniga salva.

Gasperini si lamenta per “le urla di alcuni genoani che si rialzano immediatamente, quando non si fischia qualcosa a favore. Vanno tutelate le squadre che non mettono in atto certi comportamenti, è un brutto esempio, occorre intervenire. Genoa superiore nella prima mezz’ora, comunque avremmo meritato di vincere”.

Anche D’Aversa la pensa così, per il suo Parma. Sassuolo fermato dall’incrocio dei pali con Kyriakopoulos, avanti con il gol di Caputo, in fuorigioco per una spalla, dunque il Var annulla. Segna di testa Kucka, servito da Pezzella. Nel secondo tempo Gervinho spreca tre contropiedi, allo scadere il belga Busi, 21 anni, tocca in area Gianmarco Ferrari, parmigiano, che dunque manda dal dischetto Djuricic. L’argine crociato aveva retto bene anche grazie al belga Dierckx, il primo 2003 della serie A, all’esordio, tantopiù da titolare.

Il Parma resta un punto avanti al Crotone, capace di superare il Benevento per 4-1 nella sfida tra matricole. Glik per anticipare Simy fa autogol, il Benevento calcia per 22 volte ma concede la doppietta a Simy: su azione di Rivière e poi di Pedro Pereira, che ruba palla a Sau. Il poker è di Vulic, serbo al primo gol in serie A, nel finale realizza Yago Falque.

Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Quotidianodipuglia.it. Romero salva Gasperini con il Midtjylland: all’Atalanta ora basta un pari

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/atalanta_gasperini_champions_midtjylland_ajax_champions_league-5619838.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/atalanta_gasperini_champions_midtjylland_ajax_champions_league-5619842.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/atalanta_gasperini_champions_midtjylland_ajax_champions_league-5619841.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/atalanta_gasperini_champions_midtjylland_ajax_champions_league-5619841.html

di Vanni Zagnoli

Arriva il pareggio dell’Atalanta e può bastare per presentarsi il prossimo mercoledì ad Amsterdam con due risultati utili su tre. Serve il colpo di testa di Romero, l’argentino ex Genoa, girato in prestito della Juve per riprende il Midtjylland, al 36’ st. Il finale è tutto nerazzurro, i tre punti avrebbero consentito di restare teoricamente in corsa per un difficile primo posto, considerato che al Liverpool comunque sarebbe bastato il pari, in Danimarca. Così gli inglesi sono qualificati con 12 punti e all’Atalanta (8) può bastare il pari contro l’Ajax a 7.

Ai danesi manca il giocatore di maggiore qualità, Pione Sisto, fuori per covid il brasiliano Evander, eppure si vedono manovre discrete. Hoege era dato in difesa, poi a centrocampo, in effetti è dietro. Il Midtjylland ha l’abitudine di calciare tanto verso la porta, lo farà anche stavolta per 9 volte (contro 18), in avvio serve una chiusura di Djimsiti. Poi due occasioni bergamasche, con Hateboer e Muriel, ma il ritmo scende di nuovo, al freddo di Bergamo. 

Il gol è dei biancorossi, al 13’, sponda di Kaba, attaccante di uno e 90, all’indietro per Scholz, il destro è all’incrocio, splendido. Atalanta prevedibile, Gasperini si lamenta, all’intervallo si arrabbierà perchè rischia di vanificare il colpo di Liverpool, unico lampo delle ultime settimane. 

I nerazzurri hanno un buon sprazzo, arrivano al tiro con Pessina, fuori, da buona posizione. Il Midtjylland palleggia e controlla. 

Al rientro Gasperini leva Papu Gomez per Ilicic, è un azzardo poichè il capitano non era in serata negativa. La squadra di Priske regge a lungo anche nel secondo tempo, inseguendo la prima vittoria in Champions nei suoi appena 21 anni di storia, il simbolo della sua opposizione è il canadese James. Si lascerò aggirare da Zapata che però poi si allunga la palla sul fondo. Kaba da distanza ravvicinata coglie la traversa di tacco ma è in fuorigioco.

Passano i minuti, aumenta l’ansia per i bergamaschi. Il Liverpool segna e questo comunque li agevola. I tre cambi in contemporanea a metà secondo tempo firmeranno la parziale svolta. Ilicic si guadagna una punizione dal limite, Gosens calcia alto, gli errori di misura sono numerosi. Lo sloveno libera Diallo, il portiere respinge, Zapata non trova la porta. L’Atalanta forza, Diallo esalta ancora Hansen. Hateboer fa partire una gran palla da destra, Romero stacca come in terzo tempo, la palla entra. 

Amad Traorè Diallo è micidiale nell’uno contro uno, si capisce perchè il Manchester United l’abbia pagato 25 milioni, a 18 anni. Si chiamava Traorè, prima dell’indagine che ha fatto cambiare cognome anche al fratello, del Sassuolo.

Con Pessina, l’ivoriano caratterizza il finale, Romero staziona in avanti, anzichè difendere, Gasperini non si fida del Liverpool, teme il pari finale ad Anfield Road, dove invece resiste l’1-0. E comunque vuole vincere, sempre. La torsione del centrale manda la palla alta, su cross di Ruggeri. E’ il primo punto per il Midtjylland in Champions, all’andata ne aveva presi 4 in casa. Assenti il portiere Gollini, Caldara e Pasalic per infortunio, più i positivi Miranchuk e Malinovskyi neanche i tifosi della Dea neanche debbono essere troppo delusi. Sperano di festeggiare fra una settimana, quando riaccoglieranno la squadra all’aeroporto, come un anno fa, da Donetsk. Allora serviva un successo esterno, era difficilissimo, stavolta basta lo 0-0 ma forse è più complicato, perchè l’Ajax nel 2-2 all’Azzurri d’Italia ha dimostrato di essere forte. E l’Atalanta passa dal 2-0 conquistato a Liverpool a questo punto, in campionato fatica, resta imperscrutabile ma può essere ancora bellissima.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Il Messaggero e Il Gazzettino, Parma-Atalanta 1-2. Malinovskyi cambia la partita, dopo un gran primo tempo crociato. Papu Gomez torna a segnare dopo un girone

(sportmediaset.mediaset.it)

Un tempo per il Parma, con lo strepitoso ex Kulusevski, e poi tanta Atalanta. Che sabato può davvero chiudere seconda, nel confronto diretto con l’Inter. Fanno due gol dei crociati contro 13 subiti, da quando sono tornati in A, contro la squadra di Bergamo: neanche al quarto tentativo il Parma spezza il sortilegio, avrebbe meritato il pari.
Come precocità, Kulusevski ricorda i grandi ex gialloblù Buffon, Cannavaro e Crespo, in tempi più lontani Ancelotti e Nicola Berti, caratterizza il match con il filtrante per Caprari che chiama al tiro Gagliolo (Gollini para), poi punta Caldara, rientra e con il sinistro coglie il palo. Lo svedese di origine macedone arriva al 10° gol che, abbinato ai 9 assist, ne fa il secondo miglior millennial, fra i 5 principali campionati d’Europa: solo l’inglese Jadon Sancho (Borussia Dortmund) ha uno score superiore. Prima dell’intervallo Gervinho salta Freuler, Kulusevski vince il rimpallo sul timido Sutalo e insacca con il sinistro. Si ispira ad Hazard e a Mbappè, la Juve l’ha pagato 35 milioni più 9 di bonus, chiude con il Parma in grande condizione. 
D’Aversa festeggia con il suo miglior primo tempo le 150 panchine in gialloblù: superato Donadoni, ha davanti solo Nevio Scala, che qua restò per 7 anni. 
La sua squadra aveva iniziato da Atalanta, l’unico squillo nerazzurro sino all’intervallo è di Gosens, punizione procurata. Problemi muscolari per Palomino, cercherà di recuperare per la Champions, fra due settimane c’è il Psg. Bergamaschi lunghi, senza pressing, il secondo invece è loro, con l’ingresso di Malinovskyi e la precisione nei passaggi. Il ritmo aumenta, anche le occasioni. Gomez è toccato da Kurtic al limite, batte l’ucraino, Kucka si apre in barriera e sfiora: 1-1. E’ l’8° gol per Malinovski, tanti, come vice Ilicic, ruolo per il quale è anche in ballottaggio con Pasalic. Il Papu non segnava dall’andata, fa 
tunnel a Kurtic e trova un sinistro angolatissimo, è la 7^ rete, abbinata ai 16 assist. “Meno tunnel e più sacrifici”, gli diceva Simeone, al Catania, si sono affermati entrambi. Il finale ha più occasioni nerazzurre ma pure il salvataggio sulla linea di Hateboer. L’Atalanta non perde da gennaio, 1-2 con la Spal, retrocessa. E’ il bello del calcio. 
Vanni Zagnoli
Parma-Atalanta 1-2

PARMA (4-3-3): Sepe 6; Darmian 5,5, Dermaku 6,5, Bruno Alves 6, Gagliolo 6 (38’ st Pezzella sv); Kucka 6,
Kurtic 5,5, Barillà 6 (38’ st Iacoponi sv); Kulusevski 7,5, Caprari 6 (34’ st Siligardi 5,5), Gervinho 6,5 (21’ st Karamoh 5,5). A disp.: Colombi, Regini, Laurini, Balogh, Kosznovszky, Sprocati, Adorante. All. D’Aversa 6.
ATALANTA (3-4-2-1): Gollini 6; Sutalo 5 (1’ st Djimsiti 6), Caldara 5,5 (16’ st Muriel 6), Palomino 6 (36’ pt Hateboer 6,5); Castagne 6,5, Freuler 6, De Roon 6, Gosens 6; Gomez 7 (40’ st Tameze sv), Pasalic 5 (1’ st Malinovskyi 7), Zapata 5.5. A disp.: Rossi, Sportiello, Guth, Czyborra, Bellanova, Da Riva, Colley. All. Gasperini 6,5.
Marcatori: 43’ Kulusevski; st 25’ Malinovskyi, 39’ Gomez.
Arbitro: Pairetto di Nichelino 6,5.
Note. Ammoniti: Sutalo, Darmian, Kucka. Angoli: 3-3. Recupero: 3′ pt, 5′ st.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. L’addio di Kulusevski è da big, D’Aversa: «Alla Juve sfonderà». Gasperini: «Ilicic salta il Psg»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/l_addio_di_kulusevski_da_big_d_aversa_juve_sfondera_gasperini_ilicic_fuori_psg-5373281.html

di Vanni Zagnoli

I record dell’Atalanta si aggiornano con la 25^ gara di fila con reti, fanno 98 in campionato, ne arrivassero due anche con l’Inter, sabato, sarebbe una cifra tonda incredibile, per celebrare il miglior quadriennio nella storia del club.

A Parma vince 2-1 in rimonta, dopo un primo tempo senza nerbo, in cui gli emiliani vanno persino troppo forte, considerato il caldo. 

Al Tardini Kulusevski fu il miglior giocatore della finale scudetto Primavera, vinta dall’Atalanta sull’Inter, Gasperini lo lasciò andare in prestito (“Da noi avrebbe fatto panchina”), lui aveva risposto: “Ero già pronto anche per l’Atalanta”. Lo svedese di Macedonia avvia l’azione che porta alla parata di Gollini su Gagliolo, coglie il palo e segna sull’incursione di Gervinho. 
“Impressionare nel campionato Primavera è una cosa – spiega l’allenatore Roberto D’Aversa -, in serie A un’altra. Dejan quando è arrivato qui impressionava. Ha quantità, corre 12 km e qualità. Può migliorare, ma se capisce che quando arriva vicino all’area il difensore non interviene perché il rischia il rigore può fare ancora meglio. È un mentalizzato, quelli che crescono nell’Atalanta partono con una marcia in più. Può fare la differenza anche alla Juventus“.

Il Parma aveva cominciato con un bel movimento di Kucka (conclusione fuori) e la volata di Gervinho sul croato Sutalo, che a 20 anni non ha il passo per controllarlo e uscirà all’intervallo. L’ingresso di Malinowskyi per Pasalic cambia faccia al match, nel secondo tempo attacca l’Atalanta, con il destro fuori di Muriel e la girata alta di Zapata. Gagliolo calcia fuori, non trasforma la fuga di Kulusevski.

Gervinho vorrebbe restare in campo, prende male la sostituzione, dimenticando che sarebbe voluto andare in Qatar e perciò era finito fuori rosa. Rientrò e segnò subito, con il Sassuolo, prima del lockdown. 

Arriva il pareggio, di Malinovskyj, su punizione, poi la punizione di Caprari che per poco non sorprende Gollini, il romano poi uscirà per problemi a una caviglia. 
Decide il tunnel di Gomez su Kurtic, a 6’ dalla fine. Poi le parate di Sepe su Zapata e su Muriel. In mezzo l’assalto di Kulusevski, il tocco di Dermaku è respinto da Hateboer. 

Resta la voglia del Parma di chiudere all’8° posto, è dura considerando la chiusura a Lecce e l’opportunità che domani hanno Sassuolo, Verona e Bologna di staccarlo. 
“Abbiamo creato tanto – sostiene Roberto D’Aversa -. C’è ingenuità nel primo gol, la palla è passata in mezzo alla barriera. Già il pareggio sarebbe stato stretto, commentiamo una sconfitta”.
Questa era l’ultima stagione, per il Parma in casa. Ha sognato l’Europa, come nel 2014, quando la ottenne con il 6° posto di Donadoni, salvo restare escluso per i debiti. Adesso la società è forte, con i 7 di Nuovo Inizio, e presto avrà anche i 63 milioni in arrivo dal Qatar.

Gasperini, invece, si avvia a preparare il quarto di Champions senza Ilicic. “Non so, viaggiamo alla giornata – spiega -, ma la vedo difficile… Siamo stati per molti mesi senza Zapata e adesso purtroppo è arrivata questa assenza pesante. Non abbiamo un giocatore con le caratteristiche di Ilicic, davanti dobbiamo adeguarci un po’ con Pasalic, un po’ con Malinovskyj, un po’ con Gomez, che sta facendo tutti i ruoli. Per noi Ilicic è fondamentale, sino a marzo era stato devastante sia in campionato sia in coppa, è come se mancassero Dybala alla Juve, Immobile alla Lazio o Lukaku all’Inter”.

Dopo la mancata vittoria a Torino con la Juve il furore dell’Atalanta è sceso.
“Ci capita spesso di partire adagio, oggi abbiamo fatto tanti errori in difesa, in attacco non siamo riusciti a essere pericolosi. Forse è stato il primo tempo peggiore della stagione. Ma “mola mia” è il motto dei bergamaschi, quindi una reazione doveva esserci. E anche i cambi hanno aiutato molto. Verso Lisbona, la testa dovrà ricaricarsi di sicuro, ma anche le gambe. Dopo 12 partite con questa frequenza un po’ di scarico c’è, ma se nel secondo tempo usciamo in modo così evidente vuol dire che le gambe ci sono”. 

Resta da superare l’Inter.
“Per noi il secondo posto sarebbe il miglior piazzamento di sempre, dopo il terzo dell’anno scorso. In questi anni siamo arrivati davanti a tutte le grandi, a turno. Tranne la Juventus, ovviamente. La testa di questi ragazzi è veramente forte, ci abbiamo costruito la maggior parte dei risultati”.

Prima del match un momento commovente. Un parmigiano di 93 anni, Arrigo, vive a Brescia da tempo, è guarito dal Covid e voleva vedere il Parma dal vivo. A porte chiuse non è possibile e allora il club manager Alessandro Lucarelli gli ha telefonato prima della partita, avrà la maglia numero 93 e quando gli stadi riapriranno al pubblico tornerà al Tardini.

Da “Ilmessaggero.it”

(Ziz)zagando. Atalanta, il trio di ex giocatori: Percassi, Sartori e Zamagna. Le rimonte del Cagliari. Tramezzani subentra al Livorno, la sua prima volta nel calcio italiano. Nuoto, Quadarella e Martinenghi qualificati per le olimpiadi

Con Stefano Paraluppi

(v.zagn) 1) Gasperini da grande, da tempo. Il trio di ex calciatori dell’Atalanta, unico: presidente, ds e dt hanno tutti giocato, Percassi, Sartori e Zamagna. La marcatura spesso a uomo di Gasperini, come in serie A solo Juric, suo allievo. I meriti di Gasperini. L’arbitraggio favorevole, raro, tantopiù fuori casa, ricordiamocelo, per tante volte negative: la mancata espulsione di Muriel (ma il primo giallo non era netto), l’espulsione di Dodò magari eccessiva. Ringraziamo il Var. Passa l’Atalanta, non l’Inter, ma il girone dei bergamaschi era più facile.

2) Ma Gattuso ha fatto poi così bene al Milan da meritare questa chance al Napoli?

3) Prima di Parma-Milan, avevo trovato per caso all’hotel Baglioni, cercando il Milan, Valeri con tutta la squadra arbitrale, sabato sera: in un 4 stelle. Dove alloggiano gli arbitri, quanto spendono? Chi li paga? Stava guardando Fiorentina-Lecce sul telefonino.

4) Le rimonte del Cagliari, la serie sorprendente, Maran, Joao Pedro come Gigi Riva, 10 gol in 15 giornate.

5) La permanenza di Semplici alla Spal, del resto in questi anni ha fatto il massimo, pur spesso non giocando benissimo.

6) Tramezzani subentra al Livorno, la sua prima volta nel calcio italiano (è reggiano), dopo essere stato anche vice di Gianni De Biasi, con l’Albania. Ottimo commentatore televisivo, fra l’altro.

7) Volley, l’arresto per molestie sessuali di Earvin Ngapeth, in Brasile. Dopo il mondiale per club, aveva iniziato a sculacciare una ragazza in un locale di Betim, arresto in flagranza. I precedenti: era fuggito dopo avere investito tre persone, a Modena, patteggiò un anno di pena. In Francia aveva aggredito un controllore, venne condannato a 3 mesi.

8) Pallanuoto, la polemica sulla coppa Italia femminile vinta da Padova. Martina Miceli, allenatrice di Catania: “Padova è solo boxe e simulazione”. Martina è sempre stata molto diretta, ricordo un video in cui insultava una sua atleta anni fa.

9) Nuoto, la qualificazione per le olimpiadi di Martinenghi e Quadarella.