Concorso Ussi: ”Lo sport senza sport: storie dal virus”. Primo classificato per il reportage radio e video. Spezia-Frosinone, il capo ultras: “Se sei del Secolo o di Repubblica vai via”.

(LaPresse – Tano Pecoraro)

E’ come se la Centese – la scorsa stagione in prima categoria ma nel 46-47 in serie B – avesse vinto lo scudetto. Concorso Ussi: ”Lo sport senza sport: storie dal virus”. Primo classificato per il reportage radio e video. Spezia-Frosinone, il capo ultras (di fianco ha una signora pittoresca): “Se sei del Secolo o di Repubblica vai via”. Video su Youtube. https://www.youtube.com/watch?v=dysMlWBaCp0&t=33s

Incredibile performance per vannizagnoli.it – testata, non blog -, su cui lavoro gratis e a mie spese. Per videoracconti con cui ho pregiudicato rapporti con centinaia di persone, forse migliaia, e perso una collaborazione pagata e mezza, per me importantissime. Anni di umiliazioni e di esclusioni, irrisioni e minacce, alcune volte botte. Per raccontare il costume, quel che vedo, sempre alla ricerca di spunti trascrivibili su testate importanti.

Questo video di ferragosto, come molti, non è andato oltre la nostra testata. Non avete idea delle decine di stop ricevuti da steward istruiti ad hoc, che controllano solo me, anche fuori dagli eventi sportivi. Essere evitato, vedere gente che mi conosce da molti anni e che finge di ricevere una telefonata per dribblarmi. Ecco, in questo contesto matura questa soddisfazione, che è una consolazione. A La Spezia, nella finale playoff.

Altrove mi sarebbe stata impedita a priori, fisicamente, anche solo vietandomi di spostarmi o di entrare. Tutto quanto dal ’90 al 2016, diciamo, ha fatto la differenza in positivo, con lo smartphone è diventato un problema. Senza contratto, escluso per due mesi in 31 anni di professione, con la percentuale di pezzi su testate importanti precipitata, raccogliendo da freelance e proponendo.

L’ex ct del volley, grande narratore, Mauro Berruto, era in commissione del concorso: “Personalmente l’ho votato perchè era il più in tema e dimostrava un vero e genuino realismo. Da reportage, appunto”.

Sapete che cosa vivo da anni, essere arrivato davanti a colleghi e testate importanti è irreale. 2) pari merito: Marco Tripisciano (Tennis e Covid-19 – Rai TGR) e Andrea Pressenda (Sport, storie dal lockdown ZwebTV). Pari merito anche per Giuseppe Gallozzi (Intervista a Giuseppe Bergomi – Punto Biancorosso) e Dario Ricci (Effetto Giorno – Radio24-Il Sole 24 Ore). A quasi 50 anni. Chissà, dovrei avere il coraggio di fermarmi qui, con i videoracconti.

Quella sera a La Spezia feci solo ilmessaggero.it – che divenne anche ilgazzettino.it e ilmattino.it. Era l’intervallo e mentre raccontavo avevo l’esatta percezione che fosse memorabile. Senza le sbarre, avrei avuto una paura terribile, un pizzico anche del covid, era poco dopo ferragosto. Non sapevano fossi di Reggio, sennò…Naturalmente non ho tagliato nulla, sapete che cerco di farlo mai. Da Pieve Modolena, dal ’97 Canalina, Reggio Emilia, 31^ stagione di solo giornalismo, ridotto a quel che sono ora. Professionalmente, un morto che cammina, con conseguenze psicofisiche dirette. Ovviamente, senza tutto il resto, senza tutte le interviste, i videoracconti, le domande singolari, da show televisivo o radiofonico, non ci sarebbe stato neanche questo. Resta impossibile avere un taglio, un pensiero il più nazionale possibile, rappresentando meno di se stessi. L’ilarità, l’intimismo, i grandi temi li accetti solo dal volto, dalla firma o dalla testata di tradizione.

Sapessi fare altro, sarebbe il momento di ritirarmi. Oltre a mia moglie, ai genitori, avrei tante persone da ringraziare, soprattutto fra quanti ascoltano i miei infiniti messaggi vocali, ne scelgo una. Franco Colombo, il direttore con cui su Tuttosport scrissi credo anche 70 contributi, nel mese top. Sempre partendo da Reggio. A 25 anni. Colombo, scomparso nel ’97, giovanissimo.

Quando sai che nulla ti restituisce gli spazi persi…

Vanni Zagnoli

Il Gazzettino, finita la stagione regolare in serie B. La Cremonese promossa in A, Vicenza ai playout

L’integralità dell’articolo pubblicato su “Il Gazzettino”

Finisce la stagione regolare, in serie B. Il Vicenza vince ad Alessandria con Di Maio, su angolo, destro dalla media distanza, a metà primo tempo, va ai playout grazie agli scontri diretti con i grigi, retrocessi in C. Gli spareggi sono con il Cosenza, vincente sul Cittadella grazie a Zilli, era a -5 dall’Alessandria a 3 giornate dalla fine e un anno fa ripescato per l’esclusione del Chievo.

La Cremonese segna a Como alla mezzora e su rigore dopo l’intervallo con Di Carmine e soffia la serie A al Monza, rimediando a 3 sconfitte in 4 gare, mancava dal ‘96. A Frosinone, il Pisa passa con Puscas e Sibilli, per un quarto d’ora è promosso, sino al gol della Cremo, è terzo. Il Perugia va ai playoff al posto del Frosinone, a 5’ dalla fine Ferrarini batte il Monza, salvato dal portiere Di Gregorio e dalla traversa su Manuel De Luca; prima del gol, due parate dell’umbro Chichizola. 

Il patron Silvio Berlusconi ha mandato allo stadio Curi il fratello Paolo, presidente, e il vice Galliani, che qui festeggiò lo scudetto di Zaccheroni al Milan, nel ‘99. Il Monza fallì 4 volate per la serie A a fine anni ’70, un anno fa uscì in semifinale con il Cittadella. Il Lecce sblocca solo alla ripresa con Mayer, contro il Pordenone, è primo, un anno fa perse la semifinale con il Venezia, è alla 10^ promozione. A Benevento, 3 pali Spal e 1-2, il Brescia scavalca i sanniti. L’Ascoli invece guadagna una posizione con la tripletta di Tsadjout.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it. La Salernitana torna in Serie A dopo 23 anni: battuto il Pescara da metà ripresa. Il Brescia vince a Monza, esclude la Spal dai playoff. Chievo ottavo. Pordenone salvo senza playout

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/salernitana_pescara_serie_b_promozione_risultati_giornata_campionato_calcio_news_oggi_10_maggio_2021-5950956.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/salernitana_pescara_serie_b_promozione_risultati_giornata_campionato_calcio_news_oggi_10_maggio_2021-5950977.html

di Vanni Zagnoli

Si resta lì, appesi, aspettando il gol della Salernitana, a Pescara. Perchè prima o poi arriverà, è tipico del castorismo. Neanche il Monza lo trova e allora la situazione per la promozione resta a lungo quella della vigilia. Il Brescia resiste, allo Upower stadium, addirittura dopo un’ora resta in 10 il Monza, per l’espulsione di Bellusci, difensore particolarmente focoso, doppia ammonizione. E’ un bel lunedì, un bel duello a distanza, fra Salernitana e Monza. In avvio c’era stato l’omaggio, il saluto dei giocatori campani al tecnico di casa Grassadonia, dopo l’aggressione subita dalla moglie, per la retrocessione. Nel primo tempo un palo, per il Pescara, con Ceter, poi un rigore reclamato dalla Salernitana.

A metà secondo tempo, dunque, arriva il gol promozione, Andrè Anderson gira a rete, molto forte, il braccio di Guth è largo, si può punire con il rigore, dal dischetto il brasiliano è freddo. Due minuti dopo segna il Brescia, a Monza, con Ayè, e così sfumano le ultime speranze per la famiglia Berlusconi di risalire immediatamente. La squadra di Brocchi replica con una traversa. Con il 2-0 di Casasola, da anni fra i migliori, in Serie B, arriva la certezza del ritorno in A della Salernitana, dopo 23 anni. Nel finale il tris granata e anche il raddoppio del Brescia. E’ il secondo miracolo di Castori, dopo la serie A con il Carpi, che aveva quasi salvato: è la decima promozione in carriera per il tecnico marchigiano, a 66 anni.

Dal Canto è il nuovo allenatore della Viterbese: ufficiale l’ingaggio dell’ex tecnico dell’Arezzo

SALERNITANA IN SERIE A! PIC.TWITTER.COM/59RHHU03YT— FRANCESCO PIETRELLA (@FRAPIETRELLA) MAY 10, 2021

Per i playoff, il Chievo supera l’Ascoli con la doppietta di Canotto, si assicura il settimo posto. All’ottavo c’è il Brescia, grazie ai confronti diretti, dal momento che la Spal a 10’ dal termine non supera la Cremonese, tranquilla, e dunque manca gli spareggi. C’è delusione a Ferrara, la rosa era di notevole qualità.

Per la salvezza, il Pordenone resiste, evitando i playout con il Cosenza. Ai calabresi serviva vincere a Lignano Sabbiadoro, non dispiacciono ma concedono una traversa, nella ripresa. Nel finale l’assist di Ciurria per Butic, che leva gli ultimi affanni. Poi l’espulsione diretta di Tiritiello, per i silani.

Serie B, Maria Marotta è la prima arbitro donna in campo: oggi dirigerà Reggina-Frosinone

Nei piazzamenti di contorno, il Lecce non riesce a risalire di una posizione, avesse vinto a Empoli, l’avrebbe guadagnata, a scapito del Monza. Anche senza pubblico, il vantaggio del ritorno in casa, nei playoff, può fare la differenza.

Il Venezia difende la quinta piazza sul Cittadella, pareggia il confronto diretto. A Reggio Calabria, il debutto in serie B di una donna arbitro, Maria Marotta.

Il gol di Turone compie 40 anni, ma non li dimostra

Ultima giornata.

Pescara-Salernitana 0-3: st 22’ Anderson rig, 28’ Casasola, 36’ Tutino.

Monza-Brescia 0-2: st 24’ Ayè, 32’ Mangraviti.

Pordenone-Cosenza 2-0: st 33’ Butic, 49’ Crecco aut.

Chievo-Ascoli 3-0: 19’ e 12’ st Canotto; 35’ st Garritano.

Spal-Cremonese 1-0: 37’ st Segre.

Cittadella-Venezia 1-1: 33’ Bocalon, 5’ st Baldini.

Empoli-Lecce 2-1: 24’ Rodriguez (L); st 6’ La Mantia, 23’ Matos.

Pisa-Entella 3-2: 25’ Koutsouplas (E), 38’ Belli (P); st 26’ Marsura (P) rig, 31’ Palombi (P), 32’ Dragomir.

Reggina-Frosinone 0-4: 28’ e 38’ Novakovich, st 31’ Ciano, 33’ Novakovich.

Vicenza-Reggiana 2-1: 13’ Giacomelli (V), 37′ Yao (R); 46′ st Jallow (V).

Classifica: Empoli 73, Salernitana 69; Monza 64, Lecce 62, Venezia 59, Cittadella 57, Chievo, Brescia (qualificate ai playoff) e Spal 56; Frosinone e Reggina 50, Vicenza, Cremonese e Pisa 48, Pordenone 45, Ascoli 44; Cosenza 35, Reggiana 34, Pescara 32, Entella 23.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Messaggero. Volley femminile, L’Acqua e Sapone promossa in serie A1 con una giornata di anticipo, su Mondovì. Il budget e i dirigenti, l’allenatore Cristofani andrà a Firenze. La rosa giovane e le esperte. “Vorremmo giocare al palaEur, con 3-4 mila spettatori”

(volleyball.it)

E’ la festa dell’Acqua e Sapone. Non nel calcio a 5, nella coppa Italia di Rimini, sfuggita in semifinale, ai rigori, per la squadra di Pescara, si concreta nel volley femminile, a Roma, con il successo di Cutrofiano. La serie A1 arriva con una giornata di anticipo, su Mondovì. Le lupe giallorosse dall’autunno saranno avversarie delle campionesse del mondo e d’Europa, di Conegliano, saranno sfide di alto livello.
Il 3-0 in Puglia, nel Leccese, è facile, con parziali a 12, 23 e ancora 12, spiccano Sofia Rebora e Ilaria Spirito, fa il pieno di successo, sui social, per una società che in comune con i maschi ha una parte di comunicazione ma che sul piano dei risultati non è paragonabile, primo posto in A2 contro nono in A3, che ha amareggiato il presidente al maschile, Antonello Barani. Peccato soltanto che l’allenatore Luca Cristofani lascerà, si è già accordato con Firenze, dopo avere esordito la scorsa stagione in serie A1, nella rivale Scandicci.
Romano, 51 anni, iniziò a 25 in serie B2, alla Gierre, poi 7 stagioni a Casal de’ Pazzi, in B, l’A2 alla Virtus e alla Lamaro Appalti, sempre a Roma, e anche a Vigna di Valle e ad Aprilia. Poi Pomezia e Caserta.
La capitale mancava dalla pallavolo di vertice da un quarto di secolo, deve ringraziare il direttore generale Roberto Mignemi, ad di Cybertech (cyber security)
e il presidente Pietro Mele (impianti di riscaldamento), partiti quattro anni fa, con il Volley Group, unendo Olimpia, Pomezia, Palocco e Divino Amore, compresa la collaborazione con il Volleyrò Casal de’ Pazzi. La ds Barbara Rossi passò dalla serie B all’A1 con Pesaro, è alla terza stagione a Roma. Mixa le giovani Adelusi e Bucci, Consoli, Diop e Giugovaz, Guiducci e Purashaj (alcune al minimo di stipendio, 5mila euro) e l’esperienza di Arciprete e Cogliando, di Spirito e Rebora, di Decortes e Valeria Papa, che giocò in Brasile, come Piccinini e Diouf: l’ingaggio top è sui 40mila.
L’Acqua e Sapone ha sempre galleggiato fra le prime due posizioni, fra regular season e pool promozione, traguarda i 64 punti (21 vittorie, 6 sconfitte), uno in più di Mondovì, che ha già chiuso la stagione, a 63, mentre Roma ha un’altra gara, ora ininfluente.
Il dg Mignemi sintetizza il percorso: “E’ un sogno che si avvera, un progetto innovativo e virtuoso che raggiunge il primo obiettivo. L’A1 rappresenta ai massimi livelli oltre 20mila tesserati Fipav e 120 società della provincia di Roma. Speriamo di avere prima possibile una casa per noi, magari il PalaTiziano, quando sarà pronto. Se le istituzioni ci aiuteranno, porteremo il grande volley donne subito al PalaEur, la passione ci consentirebbe di gremirlo, con la fine del covid. Puntiamo a 3-4mila spettatori di media e magari ad avvicinare la capienza massima, di 12mila, contro Conegliano”. 
“Il nostro simbolo è Alessia Arciprete – spiega coach Cristofani -, cresciuta nel Volleyrò e passata dal Club Italia. E’ ritornata la scorsa stagione, in questo gruppo creato per la promozione”.
Che entusiasma anche il presidente provinciale della Fipav, Claudio Martinelli: “La società merita un plauso perchè in poco tempo ha raggiunge l’altissimo livello”. 
La stagione è costata meno di 800mila euro, all’incirca quanto ha speso Brescia in A1, senza evitare la retrocessione. La prossima stagione scenderanno in due: “Noi non ci accontentiamo di salvarci – sottolinea Mignemi -. Dopo Roma e Lazio, siamo la società sportiva di livello più alto, nella capitale”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

La Nuova Bussola Quotidiana. Alessandro Spanò lascia il calcio a 26 anni, per girare il mondo con una borsa di studio: “Per un ragazzo è normale studiare. Quella vacanza in Africa, 4 anni fa, per costruire un ospedale in Africa, feci volontariato”

(lanuovabq.it)

https://www.lanuovabq.it/it/io-speciale-no-e-normale-per-un-ragazzo-studiare

di Vanni Zagnoli

A ben guardarlo, Alessandro Spanò aveva un’espressione speciale, prima e dopo i festeggiamenti per la promozione della Reggiana in serie B. Era il capitano, l’avevamo incontrato nella notte dopo il suo gol al Novara, valso la semifinale con il Bari. Non è fidanzato, parlava con una ragazza, assieme al compagno Varone, ma senza la sbruffoneria tipica dei calciatori di oggi. E anche il suo sguardo era particolare, mentre alzava la coppa dei playoff di serie B. Non era tanto perchè l’indomani all’1-0 al Bari, dopo avere dormito appena un’ora, si era laureato con il massimo dei voti a Unicusano, l’università proprietaria della Ternana, altro club di serie C.

Spanò, cos’ha deciso?
“Di lasciare il calcio – risponde fra il messaggio letto alla stampa e per iscritto, via mail -. Due mercoledì fa è stata la mia ultima partita, come nelle migliori sceneggiature di un film a lieto fine”.

Quando ha deciso?
“Ci stavo pensando da tempo, non ne parlavo in spogliatoio per non distrarre nelle tre partite di playoff. Seguo il cuore, altre parti di me sgomitano, prendo un’altra strada che mi porterà lontano dal calcio. Ho ottenuto una borsa di studio e l’ammissione in una business school internazionale, il mondo mi aspetta. Sono sicuro sia la scelta giusta».

Ha 26 anni, per un difensore centrale neanche è l’età della maturità, il commentatore di Sky Costacurta nel Milan arrivò a 42…
“Forse sono un po’ matto, lo so, ma la ragione non ha sempre ragione”.

Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, si era complimentato con lei per la laurea telematica in economia e management.
“La tesi è stata su “la democratizzazione degli investimenti: l’evoluzione partecipativa del Private Equity e del Venture Capital. Ha scritto sui social che sono un esempio”.

Ora va alla Hult international business school.
“E’ un progetto di 20 mesi, su due master, fra Londra, Shanghai e San Francisco”.

Dopo 6 stagioni nella Reggiana, compresi il fallimento e una serie D, con ripescaggio in C.
“Il mio destino si è intrecciato con quello della città. Mi ha chiesto di fare con lei un viaggio, di accompagnarla dove merita. Ci siamo presi per mano e siamo arrivati in vetta. Mi auguro di aver lasciato qualcosa, in campo, ma soprattutto fuori, perché ho ricevuto tantissimo. Dopo una settimana di gioia, ai tifosi chiedo di continuare a sorridere, sarebbe l’ultimo regalo, enorme”.

Su instagram racconta in video di quando era bambino, con la musica Wherever you will go, dei The Calling.
“Avevo già la maglia del Milan e la palla tra i piedi. Iniziai all’oratorio di Giussano, nel Milanese, il mio piccolo grande stadio. Si passava dai ritiri d’agosto alla neve, aspettavo il treno per tornare a casa. Arrivò il primo contratto, preparavo le valigie per andare via di casa”.

Com’è la sua famiglia?
“Molto unita. Papà ha lavorato tutta la vita come ragioniere, da poco è pensionato, vive con mamma in Brianza. Un fratello lavora, mia sorella che studia. Mi hanno sempre sostenuto in ogni scelta. Dalle giovanili nella Pro Vercelli alla serie C1, nella Pro Patria, e poi appunto alla Reggiana. Le ho restituito tutto ciò che posso, dentro e fuori dal campo. I valori saranno l’eredità più importante”.

A 22 anni, fece una vacanza speciale, rispetto al cliché sui calciatori. Non in una località trendy ma in Africa.
“Già, non è il mestiere che fa la persona. Era un progetto dell’Umbria, per la costruzione di un ospedale, feci volontariato in un villaggio”.

Nelle ultime due stagioni due operazioni alle ginocchia, lascia anche per questioni fisiche?
“No, proprio per una sfida nuova. Anzi, dopo i due interventi c’è stata la voglia di rialzarsi”.

E adesso?
“Quel fuoco di curiosità mi porta alla scoperta del mondo. Forse sono matto, ma tutti i bambini sono un po’ folli”.

I suoi procuratori hanno cercato di dissuaderla?
“No, Matteo Coscia e Francesco Iovino hanno capito la mia scelta, mi supportano in questo passaggio”.

Come l’ha presa l’allenatore Massimiliano Alvini? Sino al 2012 vendeva suole delle scarpe, a Fucecchio, con il fratello Walter, e un anno fa rischiò la vita per un problema cardiaco, dopo il ricovero per un malore in panchina.
“Rispetta la mia decisione, anche per lui è stato bello condividere un’annata così intensa e piena di emozioni”.

Esclude di ritornare al calcio, magari terminata la borsa di studio?
“Al momento non rientra nei miei piani”.

Che messaggio dà ai giovani che puntano solo sullo sport, trascurando gli studi?
“Ognuno ha il suo percorso. Prendete le vostre scelte senza curarvi dei giudizi altrui. Ma una volta scelto, date tutto per raggiungere i vostri obiettivi. Spero di trasmettere i valori giusti, dello sport: passione, dedizione, voglia di migliorarsi”.

Il direttore sportivo Doriano Tosi lascia le porte aperte: “Ci ha colti di sorpresa, l’aspettiamo”. Tornerà nel calcio? Da dirigente o da tecnico?
“Mi auguro di aiutare la società in tanti modi. Non ci si improvvisa allenatori, io mi preparo per altri ruoli”.

Quando comincia?
«Già a settembre. Mi attende un anno e mezzo fra Londra, Shanghai e San Francisco. Non vedo l’ora di partire, desidero proprio studiare”.

Era in scadenza di contratto, valeva 250mila euro, come valore di mercato stava per rinnovare per due stagioni. Cosa le mancherà del calcio?
“Le emozioni della partita, la condivisione di gioie e dolori con gli amici e i compagni”.

Si sente speciale?
“Per nulla. A me pare perfettamente normale che un ragazzo studi”.

Da “La Nuova Bussola Quotidiana.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it. E’ la notte dell’Hellas, 3-0 al Cittadella e serie A. Zaccagni, Di Carmine con l’uomo in più e Laribi con due in più

Di Carmine esulta dopo il gol (Claudio Martinelli/Lapresse)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/hellas_verona_3_0_al_cittadella_serie_zaccagni_di_carmine_laribi_gol-4532797.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/hellas_verona_3_0_al_cittadella_serie_zaccagni_di_carmine_laribi_gol-4532803.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/hellas_verona_3_0_al_cittadella_serie_zaccagni_di_carmine_laribi_gol-4532800.html

di Vanni Zagnoli

Viene mal di testa allo stadio Bentegodi, il tifo Hellas è impressionante, fuori ricordano quando la squadra rischiò la serie C2, una dozzina di anni fa. Pazzesco. Al Wanda metropolitano non c’era così tanto frastuono. Pazzesco. Pazzesco.

Sul campo, è Hellas, niente Citta, niente favola del Cittadella, in 10 per mezz’ora e dunque incapace di difendere il golletto di margine dopo l’1-0 di metà primo tempo di Zaccagni, uno dei più bravi del Verona, arrembante in tutta la stagione.

Era il derby di nordest, Benevento e Pescara si sono perse a sorpresa, Alfredo Aglietti è stato capace di centrare l’impresa, favorito da quel frastuono incredibile, da tappi nelle orecchie. Pazzesco.

Pazzesco è il Cittadella, vicino alla serie A, con la stessa famiglia, i Gabrielli, al comando, dalla fondazione, nel 1973. L’(arc) Angelo Gabrielli, il presidentissimo che teneva una nostra intervista in ufficio, la copia di un giornale, sarà comunque felice, lassù, il figlio presidente è andato al cimitero.

Il sogno termina al 25’ della ripresa, con il tocco ravvicinato di Samuel di Carmine. Era entrato da poco Pazzini, non si capisce perchè a 35 anni non possa essere titolare. Il verdetto è giusto perchè già al Tombolato i gialloblù meritavano infinitamente più del 2-0, per una volta Roberto Venturato era stato fortunato. Il tecnico nato in Australia ha la squadra costata di meno della serie B, meritava la promozione a prescindere, ma un po’ della serie A è anche di Fabio Grosso, che a Bari aveva fatto meglio e si è fatto esonerare dal presidente Maurizio Setti, che aveva sempre rinunciato a cacciare Pecchia, nonostante i disastri dello scorso campionato. E adesso Filippo Fusco vuole portare Pecchia all’under 23 della Juve, se ne potrebbe fare volentieri a meno.

La cosa più bella della serata non sono le parate di Paleari, del Cittadella, alla Paleari della Pro Cavese, anni ’80, nè l’attaccare incessante degli scaligeri, nè miss Rolando Bianchi in tribuna stampa, ma è il contesto, i cori, quell’atmosfera da scudetto, da “You’ll never walk alone”.

Vengono i brividi al 28’ st quando la curva a destra e a destra alza forte quel coro: “Hellas, Hellas”, viene da commuoversi, vale il prezzo del biglietto, del viaggio. Qui vinsero lo scudetto nell’85, con Osvaldo Bagnoli, il mago della Bovisa, adesso è di nuovo serie A.

Mentre il Chievo è in B e in questo millennio aveva fatto ombra, il quartiere. E’ la grande serata di una signora città, in cui De Zerbi viene a pranzo spesso, il lunedì, in cui è arrivato il giro, in cui tutti vivono per lo sport, anche Damiano Cunego, l’ex principino del ciclismo.

Il campionato dell’Hellas è stato in salita, favorita dal grande budget, dal paracadute per la retrocessione.

Il presidente Setti è felice, assaporerà la sfida a Cristiano Ronaldo. Questa è una tifoseria di livello mondiale come i figgi do Zena, del Genoa.

La reazione granata al 2-0 è timida, per l’espulsione di Parodi che, già ammonito, entra su Vitale. A 13’ dalla fine finisce proprio, interviene in ritardo e il Cittadella termina in 9. Non sono mai i playoff dei giallogranata, quarta partecipazione, prima finale. Ci riproveranno. Aspettiamo solo di capire se Pazzini resterà, quanto giocherà. Che importa se non difende, cambia le partite. E’ l’Altafini del 20° secolo. L’Hellas avvicina il terzo, lo sigla Laribi a 7’ dal termine. 

Negli ultimi minuti i padovani pastrocchiano. Arriva il dato degli spettatori, 25248 paganti. Ripartono i cori. Mamma mia, che notte, a Verona. E’ la notte dell’Hellas, strameritata: bastava eguagliare il 2-0, è 3-2 globale, ma era più giusto un 5-2, complessivo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it. Entra Pazzini e il Verona passa a Pescara: 1-0 e finale con il Cittadella. Il pareggio divorato da Bellini

Giampoalo Pazzini (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/risultati_playoff_serie_b_verona_pescara-4517402.html

https://sport.ilmattino.it/serie_b/risultati_playoff_serie_b_verona_pescara-4517425.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/risultati_playoff_serie_b_verona_pescara-4517434.html

di Vanni Zagnoli

E’ tutta veneta la finale dei playoff di serie B, giovedì a Cittadella, domenica a Verona. Anche l’Hellas rovescia il pronostico, anzi conferma sul campo di avere un organico migliore del Pescara, che al Bentegodi era stato bloccato sullo 0-0, offrendo la sensazione di essere superiore, come gioco. Il centrosud esce bocciato dai playoff, Benevento e Pescara erano favorite dal piazzamento in regular season e anche dal risultato di gara1, nella storia dei playoff sono rari i verdetti rovesciati. Il Pescara è troppo attendista, regala il primo tempo, è convinto di tenere la parità, neanche ci sarebbero i supplementari, invece si arrende a un quarto d’ora dalla fine, al rigore di Samuel Di Carmine, strepitoso la scorsa stagione a Perugia e in questa penalizzato da infortuni. A cambiare il match è l’ingresso di Pazzini, che inventa l’assist per l’altro attaccante, trattenuto da Scognamiglio. 

Le occasioni erano state per Laribi (tre, la migliore su cross di Henderson) e per Matos. Al 35’ segna Di Carmine, in fuorigioco. Il secondo tempo è più biancazzurro, Sottil è vivace, in tandem con Memushaj. Abbatista ricorre al Var per decrittare il contatto tra Faraoni e Sottil, nell’area gialloblù, lascia correre. Silvestri nega il vantaggio a Mancuso, poi l’azione decisiva e per la 7^ volta in carriera Di Carmine segna al Pescara. Dawidowicz devia in angolo la conclusione di Mancuso, poi Bellini manca il tocco ravvicinato su cross di Marras. E’ l’unica azione da urlo per il potenziale pari. Festeggiano i 400 arrivati da Verona, il pubblico dello stadio Adriatico comunque applaude per la bella stagione. Pillon merita la conferma, a 63 anni, Aglietti da subentrato si giocherà la promozione in serie A. Come Venturato, del Cittadella, sarebbe all’esordio. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Non sono mai i playoff del Cittadella, da 1-0 a 1-2 con il Benevento. La quarta avventura granata, la seconda dei sanniti, promossi con Baroni. Insigne junior fa gol e assist

(gazzetta.it/lapresse)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/serie_b_playoff_benevento_cittadella-4506625.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/serie_b_playoff_benevento_cittadella-4508020.html

di Vanni Zagnoli

Neanche quest’anno sarà del Cittadella, al quarto playoff della storia e mai finalista. I granata si fanno rimontare dal Benevento, complice l’uomo in meno per 40’, la seconda ammonizione è per Proia, che in precedenza aveva sbloccato il match. Da 1-0 a 1-2, grazie a Roberto Insigne, alla ricerca della seconda promozione, dopo la salita del Parma. Gol (propiziato dall’errore di Rizzo) e assist per il fratello di Lorenzo, napoletano che a Latina era piaciuto ancora di più. Pareggia e serve Massimo Coda, cannoniere che sorprende Paleari.

E’ l’anno meno fiammeggiante per la squadra di Venturato, nato in Australia e destinato a un ciclo nel Padovano simil Foscarini. Non sbaglia mai, promozione in B e tre playoff in sequenza. Di più non si può chiedere alla formazione della famiglia Gabrielli. Al Benevento, basterà perdere con un gol di scarto, allo stadio Vigorito con qualsiasi punteggio, per rigiocare la finale, due anni dopo la storica promozione sul Carpi. Bucchi comunque fatica, convinceva più al Perugia, due anni fa, che con i sanniti. Saliti all’epoca con Marco Baroni. 

Il match è sussultante, se ci passate il termine. Coda colpisce subito il palo, l’arbitro Ghersini ferma per fuorigioco, che il replay non evidenzia.  Altro offside dell’attaccante e poi un altro palo, controllo e tiro in area. Al 10’ il vantaggio veneto: punizione, Tello e Volta si scontrano, Proia si avventa sulla palla vagante e infila di prima intenzione. Caldirola evita il raddoppio di Finotto, lanciato in verticale, mentre Paleari è plastico sul sinistro del giallorosso Viola. Schenetti si vede solo con tiro da fuori, bloccato Montipò. Branca piace, in fascia, gli scontri si inaspriscono, nel Benevento si fa vedere Letizia.

Ripresa, con Ricci vivace fra i campani, anche prima dell’espulsione di Proia, per fallo su Viola, sempre attivo. Armenteros non aggancia, per due volte, mentre Finotto quasi raddoppia, con un colpo di testa fuori equilibrio. A un quarto d’ora dalla fine, Rizzo prova ad appoggiare di petto a Paleari, non si accorge di Insigne, che insacca con un sinistro al volo. Risolve il cross da destra di Insigne per Coda, al 22° gol stagionale. Al 43’ l’espulsione di Armenteros, intervento a forbice su Iori.

Il ritorno è sabato, alle 21. Non sono previsti i supplementari, ora il pronostico dice 85% Benevento. Domani sera Verona-Pescara, alle 21.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Corriereadriatico.it. Il Lecce torna in A, il Foggia scende in C. La salvezza del Livorno, Breda fa meglio di Nesta, che ingiustamente l’aveva sostituito un anno fa, a Perugia, alla vigilia dei playoff. La Cremonese era stata vicina ai playout, è stata inferiore allo Spezia. Benevento e Pescara possibile finale per la serie A

La gioia dei giocatori del Lecce (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/serie_b_il_lecce_promosso_in_serie_a-4484830.html

https://sport.ilmattino.it/serie_b/serie_b_il_lecce_promosso_in_serie_a-4484857.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/serie_b_il_lecce_promosso_in_serie_a-4484868.html

di Vanni Zagnoli

Il Lecce batte lo Spezia 2-1 (2-0) nella 38^ e ultima giornata di serie B e conquista la promozione diretta in serie A. In gol per i pugliesi nel primo tempo Petriccione (9′) e La Mantia (27′), nella ripresa Capradossi (38′) per gli ospiti.

E’ la serie A del Lecce, 7 anni dopo, non del Palermo, che anzi per i problemi contabili potrebbe retrocedere. Si salva il Venezia, capace di rovesciare il Carpi, già retrocesso, con la tripletta di Zigoni, torna in C dopo due stagioni il Foggia, che senza la penalizzazione sarebbe rimasto a metà classifica. Il playout sarà tra Salernitana, sconfitta a Pescara, e il Venezia: ai campani non basta il ritorno di Menichini, appena subentrato a a Gregucci, che sostituì il dimissionato Colantuono.

Ai playoff lo Spezia, nonostante la sconfitta in Puglia, il Verona e il Cittadella, da 2-0 a 2-2 a Palermo. Fuori la Cremonese e il Perugia, nonostante il successo in questo scontro diretto. Salvo il Crotone. I verdetti sono tutti equi, nel senso che negli occhi resta il merito, di continuità o tasso di spettacolarità, con l’eccezione del Foggia, talvolta davvero convincente.

Il Venezia evita la C dopo due stagioni, il presidente Joe Tacopina aveva levato all’Inter primavera Stefano Vecchi, tecnico campione d’Italia, ha avuto troppa fretta nel licenziarlo, Zenga aveva impattato bene, poi è andato in crisi. Con Serse Cosmi la situazione è peggiorata, come gioco, e anche oggi i rischi sono stati enormi. E’ la salvezza di Roberto Breda, subentrato a Lucarelli, al debutto in B, nella sua Livorno. Un anno fa, il tecnico veneto fu licenziato dal presidente del Perugia Santopadre, ingiustamente, Nesta non ha fatto meglio, mentre Breda non sbaglia mai. 

Spezia e Cittadella meritano i playoff per avere sempre ricercato il gioco, la Cremonese aveva rischiato la C.

Il quadro dei playoff: venerdì 17 maggio alle 21 Verona-Spezia (chi passa è atteso dal Palermo), sabato 18 Pescara-Cittadella (la vincente contro il Benevento).

Brescia-Benevento 2-3: 4’ Di Chiara (Ben) aut, 9’ Armenteros (Ben), 30’ Bisoli (Br), 36’ Insigne (Ben); 7’ st Armenteros. 

Le rondinelle restano con appena un punto sul Lecce, il Benevento si candida alla promozione tramite i playoff, spera di superare il Palermo, sul campo, in attesa magari che il verdetto del campo sia modificato a tavolino, per i rosanero. Nel finale, Bandinelli tocca Torregrossa, Graziano Gori a 39 anni respinge il rigore. Alla fine è la festa per il ritorno in A del Brescia.

Carpi-Venezia 2-3: 16’ Cissé (C) rig; st 2’ Coulibaly (C), 19’, 43’ e 47’ Zigoni (V).

Castori ha fatto il possibile per salvare i biancorossi, da sostituto dell’esordiente Chezzi. Il vantaggio è su rigore procurato da Marsura. Nel secondo tempo è determinante l’espulsione al 4’ di Buongiorno, la seconda ammonizione è per il fallo su Bruscagin. Con Inzaghi, il Venezia era arrivato in semifinale playoff, disputerà i playout da favorita, con la Salernitana. La tripletta è di Zigoni, da subentrato, assist di Modolo e Bentivoglio. 

Crotone-Ascoli 3-0: 40’ Simy; st 3’ Pettinari, 12’ Benali.

I calabresi hanno un potenziale da serie A, ci riproveranno la prossima stagione, bastava che il presidente Vrenna pazientasse, anzichè sostituire Stroppa con Massimo Oddo e poi richiamare il tecnico che segnò in una finale di coppa Intercontinentale, con il Milan. Il primo suggerimento vincente è di Molina, sul raddoppio sbaglia Ardemagni, l’assist è di Simy.

Lecce-Spezia 2-1: 9’ Petriccione (L), 27’ La Mantia (L); 38’ st Capradossi.

Dunque è la serie A di Liverani, che firmò l’ultima salvezza in B della Ternana. In sovrappeso, rispetto a quando debuttò in nazionale e da quando gestiva il centrocampo della Lazio, Fabio Liverani è stato confermato sino al 2022, aveva debuttato in A al Genoa, da ex, ma il presidente Preziosi lo licenziò dopo sole 5 gare, ha solo 43 anni.
I giallorossi firmano il doppio salto, come il Cesena di Bisoli e il Novara di Tesser, e come gli stessi salentini, con Ventura, da metà anni ’90. Regolano lo Spezia, sempre insidioso. Il Palermo si era fatto rimontare dal Cittadella, al Lecce sarebbe bastato anche il pari. I due assist sono di Falco, Venuti evita l’1-1, sulla parata di Vigorito.
Commossi Liverani e La Mantia. all’8° gol di testa della stagione. Il sud avrà una seconda squadra, dietro al Napoli, nella serie A 2019-2020.

Padova-Livorno 1-1: 32’ Giannetti (L); 21’ st Mazzocco. 

Pregevole il vantaggio amaranto, di testa, sul cross da destra di Agazzi, il pari è di uno fra i meno brillanti, Mazzocco, su servizio di Ceccarelli: è tra i protagonisti della risalita dei biancoscudati e magari resterà per riprovarci. Difficile che resti il tecnico Centurioni, arrivato dalla primavera, al posto del Bisoli bis, nonostante i 5 risultati utili finali.

Palermo-Cittadella 2-2: 21’ Nestorovski (P), 23’ Trajkovski (P); st 20’ Diaw (C), 37’ Adorni.

Il raddoppio è in fuorigioco, sul lancio rasoterra da metà campo di Nestorovski, uscito per infortunio. I granata pareggiano dal ritorno in B sono sempre davanti ai playoff. La rimonta è con il senegalese Diaw, da subentrato, impatta Adorni con un tocco ravvicinato.

Perugia-Cremonese 3-1: 5’ Vido (P), 44’ Piccolo (C); st 40’ Koaun, 48’ Vido.

Segna subito Luca Vido, il pari di Piccolo è splendido, da fuori, risolve l’ivoriano Kouan.  Nesta dovrebbe restare, Rastelli è subentrato a Mandorlini, aveva rischiato l’esonero, sarà confermato.

Pescara-Salernitana 2-0: st 33’ Bettella, 46’ Ciofani.

E’ il primo gol da professionista per Bettella, classe 2000, con il destro dalla media distanza, arriva dall’Inter e poi dall’Atalanta primavera. Raddoppia Matteo Ciofani.

Verona-Foggia 2-1: st 8’ Iemmello (F), 21’ e 35’ rig Di Carmine. 

Firme d’autore per i gol al Bentegodi, Samuel Di Carmine salva la stagione gialloblù. Colombatto conquista il rigore grazie al tocco di Martinelli, errato. Aglietti è riuscito a stimolare la reazione, da subentrato a Grosso. Ha sbagliato il presidente rossonero Lucio Fares a licenziare Grassadonia, l’interregno dell’altro ex Padalino è stato negativo. A 7′ dalla fine l’espulsione di Almici, per doppia ammonizione.

Classifica: Brescia 67, Lecce 66; Palermo 63, Benevento 60, Pescara 55, Verona 52, Spezia e Cittadella 51; Perugia 50, Cremonese 49, Cosenza 46, Crotone e Ascoli 43, Livorno 39; Venezia e Salernitana 38; Foggia (-6) 37, Padova 31, Carpi 29. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Corriereadriatico.it”

Ilmessaggero.it, Leggo.it. Serie B, il Lecce rimanda la festa, il Palermo torna a un punto. Pescara raggiunto con due rigori

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_lecce_rimanda_la_festa_palermo_torna_un_punto_pescara_raggiunto_rigori-4469601.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/il_lecce_rimanda_la_festa_palermo_torna_un_punto_pescara_raggiunto_rigori-4469622.html

di Vanni Zagnoli

Non è ancora la serie A del Lecce, sarebbe stato promosso senza giocare, con una giornata di anticipo (oggi riposava), se il Palermo fosse stato battuto, invece vince e costringe i salentini ad aggiudicarsi l’ultima gara. Sarà contro lo Spezia, non ancora certo dei playoff, nonostante il successo sul Crotone, mentre i rosanero riceveranno il Cittadella, altra concorrente per gli spareggi. Delio Rossi vince la sua prima partita sulla panchina siciliana il giorno dopo l’insediamento della nuova proprietà e anche la lettera dei 9 club in cui chiedono di escludere subito dalla classifica i rosanero, per gli imbrogli che hanno accompagnato le iscrizioni degli ultimi tre anni.
Già promosso, il Brescia tiene il pareggio nel derby di Cremona, mettendo a rischio i playoff dei grigiorossi. Il pari allo scadere del Venezia mantiene i lagunari in zona playout, mentre il Pescara manca l’opportunità di avvicinare la quarta posizione.

Ascoli-Palermo 1-2: st 15’ Moreo (P), 18’ Addae (A), 41’ Haas (P)
E’ Moreo il palermitano più attivo, allo stadio Del Duca. Il portiere Lanni lo chiude su assist di Murawski, poi manda alto di poco su cross di Trajkovski, stessa cosa Puscas, servito sempre dal macedone. I marchigiani controllano e si fanno vivi con Chajia. Sempre Moreo coglie in pieno D’Elia, prima dell’intervallo. L’uno (siciliano) contro tutti (i bianconeri) prosegue nel secondo tempo, quando Lanni si oppone a una sua conclusione. Poi Trajkovski serve Szyminski, diagonale respinto in tuffo dal portiere, Puscas è in fuorigioco ma evita di partecipare all’azione (resta il dubbio sulla posizione non attiva) e Moreo dall’altra parte segna.
Il pareggio su traversone di Casarini, sul secondo palo la deviazione di Addae. Che poi manca la porta di poco. Entra Falletti, nel Palermo, ma è ancora insidioso Moreo. Segna Trajkovski, su fuorigioco però dell’uruguagio. Finchè Jajalo finta, serve Haas che fa sedere il portiere e infila sotto la traversa. Lo svizzero arriva dall’Atalanta, in prestito, realizza sotto la curva intitolata oggi a Carlo Mazzone, autore di strepitose salvezze in A, nell’Ascoli.

Cremonese-Brescia 0-0 
Su azione di Castrovilli, Mogos dalla destra, il portiere di riserva Andrenacci respinge. Sempre il romeno ha una buona chance alla ripresa, non calcia al momento giusto. Replicano le rondinelle, Tremolada manda alto e poi para Agazzi. Strefezza entra e fa volare il portiere delle rondinelle. Claiton è il più volitivo nel finale, la formazione di Corini però regge.

Spezia-Crotone 2-0: 25’ Galabinov, 36’ st Bidaoui. 
Partita equilibrata, fra gli aquilotti, manovrieri come sempre, e i calabresi, tra i più in forma ma non ancora salvi. Gyasi da sinistra aziona Augello, cross che Galabinov trasforma di testa. Prima dell’intervallo Mora tenta il raddoppio dal limite, la palla esce di poco. Lamanna nega il pari a Milic, poi il palo da fuori di Maggiore, per i liguri. Entra Bidaoui e tocca in porta, sull’assist ancora del ghanese Gyasi, azionato da Ricci.

Venezia-Pescara 2-2: 21’ Brugman (P), 30’ Domizzi (V) rig; st 30’ Mancuso (P), 51’ Domizzi rig.
Brugman non segnava da un girone, realizza di testa, su apertura di Mancosu per Sottil. La replica della squadra di Cosmi è con Segre, da fuori, Fiorillo alza in angolo. Sulla battuta, Balzano allunga la maglia di Bocalon, trattenuta inutile ma evidente, dal dischetto Domizzi, è il quinto gol di fila su palla inattiva per gli arancioneroverdi.
Mancuso è in fuorigioco nell’occasione dell’1-2, il Pescara attacca ma con determinazione inferiore rispetto alle scorse settimane, ha una chance in area piccola, Scognamiglio è chiuso.
Il Venezia si fa vivo da 25 metri con Besea, Fiorillo tocca oltre il palo. Poi Sottil per gli abruzzesi, che invece con Perrotta salvano sul colpo di testa di Besea. Passano con Leonardo Mancuso, su contropiede di Brugman e cross tagliato di Balzano. Vicario nega il tris a Brugman e a Monachello, Marras lo spreca. A un minuto e mezzo dalla fine, Pimenta di tacco per Segre, Scognamiglio lo tocca, Piccinini fischia il rigore e Domizzi fa doppietta dal dischetto, con molti giocatori all’interno dell’area. Cosmi esulta: “Ma sono troppe emozioni, dovrei smettere”, aveva sussurrato in panchina.

Cittadella-Verona 3-0: 20’ Diaw, 31’ Moncini, 40’ Iori.
I granata venivano conquistano il 5° punto in 5 gare, dominando l’Hellas del nuovo allenatore Alfredo Aglietti con tre gol nel primo tempo. Come con Fabio Grosso, i gialloblù sono vulnerabili al centro della difesa e sulle fasce, subiscono Branca e Benedetti. A metà primo tempo Adorni stacca da angolo, la palla arriva a Diaw, stop e sinistro imprendibile. Poi Branca crossa e Moncini sovrasta Balkovec, confermandosi attaccante da serie A, per questo girone di ritorno. Sul corner di Benedetti, Iori di controbalzo anticipa Colombatto e insacca sul primo palo. Solo un’occasione per i veronesi, Paleari si oppone. 
Nella ripresa il Cittadella cerca il quarto gol, con Schenetti e Proia, per eguagliare il 4-0 d’andata: in caso di arrivo a pari punti, sarebbe davanti l’Hellas. Nel finale la contestazione dei tifosi arrivati dalla città di Romeo e Giuletta, per nulla consolati dalla figuraccia del Chievo con la Spal.

Domani: alle 15, su Dazn, Benevento-Padova e Livorno-Carpi; dalle 21 Salernitana-Cosenza. Lunedì alle 21 Foggia-Perugia.

Classifica: Brescia 67, Lecce 63; Palermo 62, Benevento 56, Pescara 52, Spezia 51, Cittadella 50, Verona e Cremonese 49; Perugia 47, Cosenza e Ascoli 43, Crotone 40, Salernitana 38; Livorno e Venezia 35; Foggia (-6) 34, Carpi e Padova 29.

Ultima giornata, sabato 11 maggio alle 15: 
Brescia-Benevento, Carpi-Venezia, Crotone-Ascoli, Verona-Foggia, Lecce-Spezia, Padova-Livorno, Palermo-Cittadella, Perugia-Cremonese e Pescara-Salernitana. Riposa il Cosenza.

Da “Ilmessaggero.it”, “Leggo.it”