Udinese con vista Europa, con doppietta di Beto e Samardzic. Sassuolo in 10 rimontato

di Vanni Zagnoli

C’è anche l’Udinese, lissù, intrusa in zona Champions league, addirittura. Quattro vittorie di fila, 13 punti in 6 partite e quarto posto, a una lunghezza dal primato. Il 4-0 sulla Roma, insomma, non è stato casuale. A Reggio Emilia rimonta tre gol, anche grazie all’uomo in più, li segna nell’ultimo quarto d’ora, due nel recupero. Fa doppietta Beto, che ha la precisione dei grandi bomber, in mezzo il destro a giro di Samardzic, tedesco di 20 anni. A parità di uomini, probabilmente il Sassuolo avrebbe retto, nel finale riemerge nei limiti difensivi e in un rendimento casalingo che non è da parte alta della classifica. Magari i due gol di scarto sono eccessivi, non il successo dei bianconeri, in maglia gialla.

Si fa viva l’Udinese, in avvio, con una gran giocata di Pereyra, due volte con Success e con uno sprint di Udogie, che dalla prossima stagione giocherà nel Tottenham. Altre iniziative sono di Ebosse, una punizione di Deulofeu, una conclusione di Walace respinta. 

Grande attenzione sulla fase difensiva, per Alessio Dionisi, dopo le stagioni con troppi gol subiti, da Eusebio Di Francesco alle tre con Roberto De Zerbi, alla prima sua. Si cerca la verticalità, sì, ma anche l’equilibrio, come dimostrano gli 0-0 con il Milan, ma con rigore sbagliato da Berardi, e a Cremona. Il francese Laurientè e Frattesi fanno le prove del gol, il loro tandem funziona.

L’Udinese è abituata alle due stagioni e mezza con Luca Gotti, si chiude molto bene e riparte, Andrea Sottil era un difensore, in serie B e C ha sempre proposto un calcio molto piacevole, come per metà primo tempo.

Nel momento di controllo reciproco, al 32’, sbaglia il disimpegno Enzo Ebosse, franco camerunese arrivato dalla Ligue1, Laurientè si fionda sul pallone, Ebosse torna a contrasto, ma flebilmente, irrompe Frattesi dalla sua posizione, a destra, e dal fondo segna, senza trovare l’opposizione di Silvestri, reggiano dell’Appennino, meno efficace rispetto alle stagioni a Verona. 

E’ il 6° gol in serie A per Davide Frattesi, romano, ex Lazio e Roma e già molto vicino a ritornare in giallorosso e punta a essere titolare in nazionale. Il duo Laurientè-Frattesi si rende insidioso per la terza volta, stavolta il portiere friulano è attento. Si fa vedere Pinamonti, di testa, chiede il rigore per un tocco di mano di Becao, il check del Var non lo concede. 

Serve un altro controllo a tavolino sull’espulsione di Ruan Tressoldi, l’errore a centrocampo è di Matheus Henrique, Deulofeu ha quella velocità di pensiero e azione che lo rendono da grande squadra (Barcellona e Siviglia, Everton e Milan, nel suo passato) serve in corridoio Success e il difensore brasiliano lo tocca sulla spalla, sulla mano e anche sulle gambe, di quel tanto per sbilanciarlo. Siamo ai limiti, Ferrari forse avrebbe potuto recuperare, l’occasione da gol è chiara ma più spesso situazioni del genere vengono punite con l’ammonizione. Altro controllo al Var, per una mano nell’area neroverde, niente rigore, per Camplone.

Nell’intervallo Dionisi leva l’esterno offensivo Kyriakopoulos per il difensore Ayhan, Sottil ne cambia due, fa entrare Ehizibue, nigeriano olandese, nato in Germania, ha 27 anni ed è uno dei tanti giocatori scovati da Andrea Carnevale, mago degli scouting, con una rete unica, che in passato aveva anche Geronimo Barbadillo, come punto di riferimento.

Sospinti dal tambureggiare di 500 tifosi, i friulani attaccano, con la propulsione dello sloveno Lovric, Dionisi chiede di abbassare il ritmo, i neroverdi sono spettacolari e più avveduti, senza rinunciare all’affondo, con Henrique che fa ammonire Ehizibue, l’uomo dalle treccine, poco brillante. A metà ripresa Sottil fa entrare Nestorovski, reduce dai peggiori 3 anni di carriera, complici infortuni, e Beto. Il portoghese già autore di 13 gol nell’Udinese, in poco più di un anno, aziona Pereyra, sul cross la diagonale di Toljan è perfetta.

L’allenatore toscano al debutto in serie A ama i 3 centrali difensivi, li mantiene anche nel finale, attaccando peraltro anche con 5 uomini. Al 29’ Deulofeu non è chiuso da Rogerio, azzecca un bel pallone per Pereyra, il cross volante taglia fuori Ferrari e al centro svetta Beto, in anticipo su Toljan.

L’Udinese ha davvero pensieri europei, aumenta la gittata del giro palla, Samardzic centra Consigli, Lovric calcia alto. Concede un contropiede alla squadra marchiata Mapei, poi gira di testa ancora con Beto. Sottil chiede di non affrettare le giocate, è premiato all’inizio del recupero. Samardzic si conferma un grande tiratore, riceve palla al limite, Maxime Lopez lo aspetta in area, Toljan si fa saltare, il tedesco con la suola si sposta la palla sul destro e angola perfettamente. 

In tribuna ci rimane male Berardi, infortunato, a coccolare il figlio Luigi. Altri due minuti e arriva il tris, Lovric recupera palla sulla trequarti, invita in corridoio Beto, lasciato libero da Marchizza. 

Dal 2013, con Guidolin, l’Udinese manca dall’Europa, da allora non è mai andata oltre il 12° posto. Il patron Giampaolo Pozzo l’ha mantenuta in serie A ininterrottamente dal 1995, è una striscia record, per una provinciale. Ha ceduto il Granada, in Spagna, il figlio Gino è retrocesso con il Watford, in Inghilterra, ma il club friulano resta un simbolo di gestione oculata e di buon calcio. Sottil aveva vissuto la Uefa da calciatore, a Udine, all’inizio del millennio, meritava la serie A già da anni. E si gode anche il figlio Riccardo, alla Fiorentina.

Sassuolo-Udinese 1-3
Sassuolo (4-3-3): Consigli 5,5; Toljan 5,5, Tressoldi 5, Ferrari 6, Rogerio 5,5; Frattesi 7 (23’ st Harroui 5,5), M. Lopez 6, Henrique 5 (47′ st Alvarez sv), Laurientè 7 (23′ st Thorstvedt 5.5), Pinamonti 5 (36’ st Marchizza 5.5), Kyriakoupolos 5,5 (1’ st Ayhan 5.5). All. Dionisi 5,5. 
Udinese (3-5-2): Silvestri 5,5; Perez 6,5, Becao 6,5, Ebosse 5 (1′ st Ehizibue 5.5); Pereyra 7, Lovric 6,5, Walace 6 (22′ st Nestorovski 5.5), Arslan 5.5 (1′ st Samardzic 7), Udogie 6,5, Success 6.5 (22’ st Beto 7), Deulofeu 6,5 (36’ st Makengo 6). Allenatore: Sottil 7. Arbitro: Camplone di Pescara 6. 
Marcatori: 33′ Frattesi; st 30′ e 48′ Beto, 45′ Samardzic. 
Note: espulso al 41′ pt Tressoldi per fallo su chiara occasione da gol. Ammoniti: Ebosse, Becao, Lopez per gioco scorretto. Angoli 5-6. Spettatori: 8.694, incasso 70.905. Recupero: 2′ e 4′.

Ilmessaggero.it. La Cremonese di Alvini fa il primo punto in A dopo 26 anni (con Gianluca Vialli sugli spalti)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/gianluca_vialli_massimiliano_alvini_ariedo_braida_cremonese_sassuolo_serie_a-6907851.html

di Vanni Zagnoli

Dalla primavera del ’96 la Cremonese non coglieva un punto, in serie A. Arriva con merito per il gioco, le occasioni più nitide però sono del Sassuolo.

Lo stadio Giovanni Zini è stato rinnovato in 3 mesi, merito della proprietà, di Giovanni Arvedi, 85enne re della siderurgia. Per la seconda gara casalinga c’è Gianluca Vialli, abbronzato, con maglietta grigiorossa e con coppola, alla Sinisa Mihajlovic, li accomuna la battaglia per la vita. Vialli era il Gianduca di Cremona, per Gianni Brera, oppure Stradivialli, iniziò la carriera qui, debuttando a 17 anni, nel 1981, mentre Ariedo Braida la stava terminando. Ha 75 anni e da due è il direttore generale grigiorosso, l’uomo che l’ha costruita per il ritorno in serie A e ora per una salvezza complicatissima.

E’ la prima partita delle 12,30 della stagione, il caldo si è attenuato, in Padania, si può giocare, è un peccato che lo stadio non sia pieno, sono arrivati 7346 abbonamenti, in questo dato è al 14° posto, in serie A, dunque da salvezza abbondante. Certo non manca l’accompagnamento dei tifosi: “Dai Cremoo, dai la Cremo…”, per evitare la quinta sconfitta stagionale. In avvio ci prova Pinamonti, per il Sassuolo, al terzo pareggio di fila. Il grigiorosso più intraprendente è Zanimacchia, uno degli uomini della promozione e autore di un buon primo tempo, con due conclusioni discrete. Alla Cremonese è annullato un gol a Dessers, per fuorigioco (accadrà anche a Pinamonti), il nigeriano ha buoni movimenti, insegue sempre la prima rete in serie A, a 28 anni è una scommessa, come attaccante salvezza. 

Altro uomo chiave per la promozione, arrivata con Fabio Pecchia, è Valeri, a sinistra, serve Ghiglione, che a propria volta appoggia a Zanimacchia, destro fuori non di tanto. Il Sassuolo ha Thorstvedt, norvegese figlio di un calciatore, cerca l’assist, non finalizzato. Pinamonti in acrobazia manda fuori, poi Kyriakopoulos, ora attaccante, chiama Radu all’opposizione laterale. Prima dell’intervallo Pinamonti libera Maxime Lopez solo all’ingresso dell’area, il francese cicca il calcio, sarà la migliore opportunità.

Senza Berardi, che rischia di rientrare dopo la pausa per il mondiale, Alessio Dionisi presenta subito Laurentiè, ha movimenti simili a Dessers, serve Kyriakopoulos che non trova la porta. E proprio Dessers finta e controfinta e ancora niente. E’ il turno di Pinamonti a calciare sul primo palo, Radu replica, e Frattesi non ne approfitta, il romano oggi ha inciso meno del solito. Il portiere di casa è attento su Laurienté, 23 anni, ex Lorient, che va sull’esterno e rientra e poi piazza un tiro notevole. Parato, come una conclusione di Frattesi. 

Nessun tiro in porta per la Cremo, 3-4 occasioni per il Sassuolo, anche senza Berardi. “Volontà e atteggiamento sono giusti – dice Dionisi -, non avere subito gol significa che stiamo migliorando. Meritavamo qualcosa in più per quanto abbiamo creato”.

“A noi è mancato solo il gol – obietta Chiriches, adesso alla Cremonese -, è stato un buon punto”. Ha ragione Alvini, ai grigiorossi è mancata la cattiveria sottoporta. Si emoziona quando su Dazn vede che c’era Vialli, in tribuna. “Non lo sapevo – si emoziona -, lo vorrei conoscere. E’ il calcio”. Massimiliano Alvini sino a 10 anni fa vendeva ancora suole delle scarpe, con il fratello, all’Olimpico di recente ha affrontato Mourinho. “Con me è stato molto gentile”. Vive la sua prima serie A con lo spirito di sempre, i risultati attraverso il gioco, ma gli basterà per arrivare quartultimo?

Da “Ilmessaggero.it”

Cremonese-Sassuolo 0-0
Cremonese (3-4-1-2): Radu 6,5; Aiwu 6, Chiriches 6,5, Lochoshvili 6; Ghiglione 6, Escalante 6, Pickel 5,5 (37’ st Ciofani sv), Valeri 6,5 (16’ st Quagliata 5,5); Zanimacchia 6,5 (15’ st Castagnetti 6); Dessers 6 (29’ st Buonaiuto 5,5); Okereke 5 (29’ st Tsadjout 5,5). All.: Alvini 6. 
Sassuolo (4-3-3): Consigli 6; Toljan 6, Erlic 6, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Frattesi 6 (29’ st Harroui 6), Maxime Lopez 6, Thorstvedt 5,5 (9’ st Henrique 6), Laurentiè 6,5 (36’st Alvarez ng), Pinamonti 6,5, Kyriakopoulos 6 (29’st Ayhan 6). All.: Dionisi 6. 
Arbitro: Pairetto di Nichelino 6,5.
Note: ammoniti Thorstvedt e Tsadjout per gioco falloso. Angoli: 3-2 per il Sassuolo. 

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Lo Spezia resiste al Sassuolo: gol di Frattesi, poi Dragowski sbaglia ma salva il 2-2

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/gol_di_frattesi_poi_dragowski_sbaglia_ma_volte_salva_2_2_spezia_resiste_al_sassuolo-6893512.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/gol_di_frattesi_poi_dragowski_sbaglia_ma_volte_salva_2_2_spezia_resiste_al_sassuolo-6894532.html

di Vanni Zagnoli

Meglio il Sassuolo, soprattutto negli ultimi 10’ e recupero, con l’uomo in più, ma lo Spezia resiste e conferma di avere tutto per la terza salvezza di fila in serie A. 

Un’occasione per gli aquilotti al 10’, cross profondo di Reca sul secondo palo, sponda di testa di Bastoni alle spalle, protegge palla e serve Nzola che calcia forte in porta, fuori di poco. Il Sassuolo inizia a giocare con la sua manovra avvolgente, Mathias Henrique ci prova da fuori, poi il gol. Berardi da fuori allarga sulla sinistra per Kyriakopoulos, al centro per Frattesi che insacca di testa: non è la sua specialità, resta l’uomo mercato del Sassuolo, anche per questi ultimi giorni. La replica ligure è pronta, Bastoni riceve palla da sinistra e insacca in maniera sporca. Il match è intenso, Luca Gotti mantiene lo Spezia a buon livello, anche grazie al Nzola, rivitalizzato, dopo una stagione al di sotto del potenziale. Nel recupero Ferrari allarga il gomito per colpire di testa, Ristov si fa pure male, al Var è un rigore che si può dare e Nzola lo trasforma, il Sassuolo conferma i propri limiti con le piccole squadre, subendo troppi gol.

La ripartenza neroverde è convinta, con la propulsione di Kyriakopoulos,  che Dionisi vede come dopo Raspadori, in attacco, proprio, dopo una carriera da esterno difensivo in cui convinceva tanto di più in avanti. Il 2-2 è peraltro frutto di un errore di Kiwior che lascia passare il pallone su cross lungo di Toljan e poi di Caldara e per ultimo del portiere, Dragowski esce a vuoto e Pinamonti realizza il suo primo gol in maglia Mapei.

Uno spunto di Berardi non è sfruttato da Kyriakopoulos, mentre Frattesi non gradisce il cambio, aveva ancora energie. Una palla persa da Toljan dà il via libera a Bastoni, Gyasi calcia di sinistro, fuori di poco. Il finale è a prevalenza modenese, con un’accelerazione di Berardi e la doppia ammonizione di Ekdal, entrato da un quarto d’ora. Nel finale Dragowski riscatta in parte l’errore dell’1-2 opponendo un ginocchio alla conclusione di Matheus Henrique. E anche nel recupero un’altra parata di Dragowski, sul colpo di testa ravvicinato di Defrel. 

Senza il salto di qualità con le squadre medio piccole, il Sassuolo resterà fermo all’unica Europa league, conquistata con Di Francesco.

Spezia-Sassuolo 2-2
Spezia (3-5-2): Dragowski 6; Hristov 6 (1’ st Caldara 5), Kiwior 5, Nikolaou 6; Gyasi 6, Agudelo 5.5 (24’ st Verde 5.5), Bourabia 6.5 (21’ st Ekdal 5), S. Bastoni 6,5 (33’ st Sala sv), Reca 7; Strelec 5 (13’ st Kovalenko 5.5), Nzola 6,5. A disposizione: Zoet, Zovko, Beck, Podgoreanu, Sanca, Ellertsson. Allenatore: Gotti 6.
Sassuolo (4-3-3): Consigli 6; Toljan 6, Erlic 6, Ferrari 5,5, Rogerio 5,5; Frattesi 7 (24’ st Thorstvedt 6), M. Lopez 6.5, M. Henrique 6.5; Berardi 6, Pinamonti 6 (32’ st Defrel 6), Kyriakopoulos 6,5 (33’ st Ceide 6). A disposizione: Pegolo, Russo, Marchizza, Ayhan, Harroui, Alvarez, Obiang, Tressoldi, Defrel. Allenatore: Dionisi 6,5.
Arbitro Cosso 6.
Marcatori: 27’ Frattesi, 30’ Bastoni, 49’ Nzola rig; 5’ st Pinamonti.
Note: ammonito Ferrari. Espulso Ekdal per doppia ammonizione al 36’ st. 7mila spettatori

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Capolavoro di Berardi, bandiera del Sassuolo, Lecce sconfitto 1-0

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/capolavoro_di_berardi_bandiera_sassuolo_lecce_ancora_battuto-6881030.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/capolavoro_di_berardi_bandiera_sassuolo_lecce_ancora_battuto-6882065.html

di Vanni Zagnoli

Vince il Sassuolo, ma come con l’Inter il Lecce poteva portare a casa un punto. Decide il capolavoro di Berardi, al 39’, un gol da fuoriclasse, da uno a cui la zona tranquillità va stretta eppure ha deciso di restare a Sassuolo firmando un quinquennale. Sull’angolo da sinistra di Kyriakopoulos, la palla arriva al calabrese al limite dell’area, la calcia di prima, in girata, per uno dei gol più belli della sua carriera. Berardi è il giocatore bandiera del mondo Mapei, a 28 anni ha deciso di restare praticamente a vita, dopo avere detto no alla Juve e all’Inter, anni fa. Il Sassuolo lo cederebbe solo per 40 milioni, lui resta volentieri. “Tempo fa – racconta – ho avuto occasione di andare via, per paura del cambiamento sono rimasto, non ero ancora maturato, non mi sono mai buttato, a compiere quel passo in avanti. Da tre stagioni a questa parte ho sempre cercato di lasciare questo club ma non ho avuto le possibilità, non ho mai trovato la squadra giusta che mi volesse e poi ho deciso di rinnovare con questa famiglia, che mi ha cresciuto fin da bambino. Sognavo di fare le coppe”.

Il Lecce gioca bene, come già in serie B, come con Eugenio Corini, che un anno e mezzo fa visse mesi splendidi, sulla panchina salentina, si rende pericoloso con Strefezza e poi con Di Francesco. Il primo squillo di Berardi è fuori, di poco. La migliore occasione sullo 0-0 è per Ceesay, il gambiano ruba palla a Ferrari e calcia a giro, Erlic devia. Dopo quello splendido vantaggio, Pinamonti serve Henrique, il brasiliano tenta lo scavetto ma Falcone gli blocca il tiro.

Nel secondo tempo il Lecce attacca con Banda al posto di Federico Di Francesco e con la vivacità di Strefezza, fra i migliori esterni del nostro calcio, come aveva già dimostrato alla Spal e anche alla Cremonese. 

Il Sassuolo controlla, con Dionisi impara a gestire, allo stadio Mapei, dove generalmente ottiene meno di quanto meriti, si fa vivo con Berardi, costruendo peraltro poco, rispetto al solito.

Sassuolo-Lecce 1-0

SASSUOLO (4-3-3): Consigli 6,5; Toljan 6, Erlic 6, Ferrari 5,5, Rogerio 6; Frattesi 6 (35’ st Harroui sv), Maxime Lopez 6,5, M. Henrique 6 (19’ st Thorstvedt 6); Berardi 7, Pinamonti 6 (19’ st Defrel 5,5), Kyriakopoulos 6 (51’ st Ayhan. A disp.: Ruan, Marchizza, Obiang, Alvarez, Ceide, Russo, Pegolo. All. Dionisi 6.

LECCE (4-3-3): Falcone 6,5; Gendrey 6, Blin 6, Baschirotto 6, Gallo 5,5; Bistrovic 6 (26’ st Helgason 5,5), Hjulmand 6, Gonzalez 5,5 (35’ st Askildsen sv); Strefezza 6,5 (44’ st Listkowski sv), Ceesay 6,5, Di Francesco 6 (1’ st Banda 6). A disposizione: Tuia, Ciucci, Lemmens, Frabotta, Persson, Rodriguez, Colombo, Brancolini, Bleve. All. Baroni 6.

Marcatore: 39’ Berardi.

Note: ammoniti Henrique, Berardi, Rogerio, Gonzalez, Frattesi, Toljan. Spettatori 6mila

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Sassuolo-Milan. Un anno di Generazione S, con Raspadori. Dionisi ha espresso a Venezia il suo calcio migliore. La Mapei e la famiglia Squinzi, lo stadio privato e i tifosi

Reggio Emilia
Anche il Sassuolo ha fatto il suo mediaday, come la Roma. Solo che i neroverdi sono a metà classifica, senza reali obiettivi da mesi, sono unicamente arbitri dello scudetto. Vent’anni dopo, l’Inter spera in un 5 maggio al contrario, dal pianto di Ronaldo all’Olimpico con la Lazio, da 1-2 a 4-2, con scudetto alla Juve, che vinceva facilmente a Udine, con Lippi allenatore bis e Ventura con la famiglia Pozzo, alla speranza di un capitombolo Milan, per mantenere il tricolore.
In questo millennio il diavolo ha vinto appena due scudetti, con Ancelotti e Allegri, Pioli è parmigiano come Carlo, che poi magari festeggerà una nuova Champions con il Real Madrid, cui aveva regalato la decima, prima delle tre con Zidane, suo ex allievo.
Tutto questo è ambientato nel primo stadio privato d’Italia, a Reggio Emilia, venne costruito nel ’94 da Franco dal Cin, trevigiano, per una vita nel calcio a nordest, portò Zico all’Udinese e poi Futre in questa città, neanche il ricco Sassuolo ha mai avuto un campione del genere, vice pallone d’oro. “Il Sassuolo è una falsa piccola – ci disse Maurizio Sarri, quando al debutto in serie A portò l’Empoli a metà classifica -, perchè dietro ha la Mapei”. Già, la multinazionale dei calcestruzzi per l’edilizia, per gli interni. Il patron Giorgio Squinzi era tifoso del Milan, non ha avuto il coraggio di prenderlo, rifiutò anche il Verona e il Bologna, ai figli Veronica e Marco ha ordinato di portare avanti il progetto pallone, anche con i giovani, generazione S, presentato martedì sera, al primo anno di attività. Nel distretto emiliano delle ceramiche, al confine con Modena, aspettano società affiliate anche dalle nostre regioni, ha preso la parola persino un campano.
Questa è la fabbrica dei campioncini, del tridente re del mercato, Berardi che disse no alla Juve e all’Inter, mentre l’ad Carnevali l’ha negato alla Fiorentina, dopo il titolo Europeo dell’Italia, e poi Scamacca, vicino all’Inter, e Raspadori, che piace alla Juve.
“Nasco tifoso bianconero – spiega l’attaccante originario del Bolognese, che De Zerbi volle capitano contro la Roma, un anno fa -, non ho preferenze fra Inter e Milan”.
Questo finale di campionato regala emozioni agli sportivi, in parte ricompensati dall’assenza dell’Italia al mondiale in Qatar. “Non basterebbe neppure uno spareggio, che non si disputa più – osserva Raspadori -, per restituire quanto abbiamo perso a Palermo, con la Macedonia. In nazionale arrivo prima dell’Europeo, tocchiamo l’apice a Wembley e poi entro nel finale del playoff, semifinale”. Per cancellare la delusione, servirebbe minimo una semifinale a Euro 2024, oppure vincere la Nations league, che ha il sapore della Confederation cup per la Roma.
Sulla barca nera e verde c’è Alessio Dionisi, toscano ma non tifoso della Fiorentina, simpatizzante della Juve, un giocoliere, ha vinto a San Siro con Milan e Inter, all’andata e al ritorno, e a Torino con la Juve. Il massimo, eppure chiuderà probabilmente all’11° posto. “Vorremmo proprio salire nella parte sinistra della classifica”, auspica Raspadori, brevilineo tonicissimo. Dionisi era esordiente in serie A: “Sono stato un ex difensore in C, mai avrei immaginato di scalare il calcio così rapidamente, dai dilettanti”.
Al Venezia dava spettacolo, spesso, Zanetti è partito dal suo grande lavoro, per la promozione, che Dionisi ha colto a Empoli. “Vogliamo vincere per noi stessi, per i tifosi, per la famiglia Squinzi, non per l’Inter”, dicono Dionisi e Giacomo Raspadori. “Pensaci, Giacomino!”, si chiama una commedia di Luigi Pirandello. Ecco, l’Inter spera che ci pensi lui, fra assist e gol o anche penultimo passaggio vincente, con o senza Scamacca o Berardi. Frattesi è già da nazionale, Maxime Lopez è un piccolo Jean Tiganà, il mito degli anni ’80, campione d’Europa con la Francia di Platini. Comunque vada, sarà uno spot per la Mapei. Mentre Kerakoll sponsorizza il Modena, appena tornato in B. La ricchissima Emilia Romagna ha una concentrazione di sport che sembra il nordest vecchia maniera, con i Benetton padroni di basket, volley e rugby. Qui si fa la storia, Milan al 95%, Inter al 5%, anche se è più forte. Simone Inzaghi ha già supercoppa e coppa Italia, le aveva già vinte alla Lazio, Pioli è a zero titoli, non perderà l’occasione.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Sassuolo-Juventus 1-2, Raspadori impressiona la sua futura squadra? Dybala pareggia, ci starebbe la vittoria neroverde arriva invece la girata di Kean. La curva bianconera per Andrea Agnelli

(eurosport.it)

Reggio Emilia
Il 2-1 del Mapei è lo specchio dell’Allegri bis, lampi ma anche mediocrità. La vittoria a due minuti dalla fine firmata Kean porta di fatto a +9 sulla Roma, considerato lo scontro diretto, e a +10 sulla Fiorentina, che ha una gara da recuperare e anche da ospitare la Juve, all’ultima giornata, ma ormai il quarto posto è blindato e anzi si può superare il Napoli, a un punto. Come occasioni, il Sassuolo non è stato inferiore.
La Juve inizia a fare la partita, senza grande ritmo, Danilo è interno, accanto a Zakaria. Le prime fiammate sono con Raspadori, destro da fuori vicino alla porta, e su cross di De Sciglio, allontanato di pugno da Consigli. Torna Rugani, a sorpresa, e fa argine nella difesa in maglia gialla con bande blu, anzichè bianconera. Raspadori piace alla Juve, è nel vivo della manovra, al contrario di Scamacca, altrettanto conteso dalle grandi. L’altro azzurro di casa, Berardi, sfiora la traversa direttamente dall’angolo. La curva bianconera incita e si schiera con Andrea Agnelli: “C’è solo un presidente, un presidente”, alludendo a un possibile cambio. 
I movimenti difensivi chiamati da Allegri sono attenti, a tratti la linea è a 5. Un errore di Dybala in disimpegno serve Berardi, il calabrese trova lo spiraglio da fuori e con un destro molto forte non sorprende Szczesny. E’ a destra che la Juve punge, il cross di Bernardeschi trova Dybala, la girata è pronta ma scentrata e Zakaria manca il tapin. Rabiot fa il regista, da dietro, le verticalizzazioni ci sono, manca precisione. I raid modenesi sono più saettanti, Muldur chiama al tiro Scamacca, la replica del portiere polacco è adeguata. Alvaro Morata arretra a prendersi palla e scambia con Dybala, che ha la tendenza a scivolare. La Juve gioca palla a terra, il ritmo diventa frenetico e premia il Sassuolo, più insidioso. Scamacca leva palla a Morata, Maresca non sanziona il fallo, l’azione poi prosegue, Kyriakopoulos serve Berardi che inventa il 12° assist, un colpo di tacco a liberare Raspadori: il sinistro dell’attaccante esterno sorprende Szczesny, che poteva fare di più. L’arbitro usa lo stesso metro sul pareggio bianconero, Morata interviene su Kyriakopoulos, si potrebbe fermare l’azione, la palla arriva poi a Dybala che azzecca un sinistro prepotente. Prima dell’intervallo un colpo di testa di Morata, fuori di poco. 
Si ricomincia con gli affondi a destra di De Sciglio, da nazionale. Batte l’angolo per Morata, la girata area è eccellente e Consigli si supera nell’opposizione per evitare che la palla entri, evitando anche l’irrompere di Bonucci. La squadra di Alessio Dionisi costruisce, Muldur da fuori mette in difficoltà Szczesny. Allegri leva Dybala per Vlahovic e cambia un centrale difensivo, con Chiellini per Rugani. Si vedono poco Zakaria, Danilo, Rabiot, piace invece anche l’intesa fra Vlahovic e Morata, vicino al vantaggio. Il pressing torinese è applicato, la palla resta più tra i piedi neroverdi e quando la perdono Vlahovic è fulmineo nel lanciarsi. Colpisce l’umiltà della Juve nei duelli, l’applicazione al limite dell’area a contenere il tridente marchiato Mapei. De Sciglio crossa per Kean, è Chiriches con il petto a deviare e a esaltare di nuovo Consigli. Che addomestica una conclusione di Rabiot. Il posticipo si decide con un lancio lungo sulla sinistra, Alex Sandro svetta di testa e serve Kean, che si appoggia con il corpo a Chiriches e gira, Consigli si lascia perforare fra le gambe. 
Vanni Zagnoli

Sassuolo-Juventus 1-2
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6,5, Chiriches 5,5, Ayhan 6, Kyriakopoulos 6,5; Frattesi 5,5 (43’ st Henrique ng) Maxime Lopez 6; Berardi 7 (34’ st Defrel ng), Raspadori 7,5, Traore 6 (34’ st Djuricic ng); Scamacca 6. All. Dionisi 6,5.
Juventus (4-4-2): Szczesny 6; De Sciglio 7, Bonucci 6, Rugani 6 (10’ st Chiellini 6), Alex Sandro 6.5; Bernardeschi 6 (43’ st Miretti ng), Zakaria 6, Danilo 5,5, Rabiot 6; Dybala 7 (10’ st Vlahovic 6,5), Morata 6,5 (22’ st Kean 6,5). All. Allegri 6,5.
Arbitro: Maresca 6.
Reti: 38’ Raspadori, 45’ Dybala; 43’ st Kean.
Note: ammoniti Scamacca, Maxime Lopez, De Sciglio. 16mila spettatori. Angoli 6-4. Recupero: pt 1’, st 4’.

Da “Il Gazzettino”

Sportsenators.it e derbyderbyderby.it. Doppietta di Traore per il Sassuolo, l’Atalanta distratta scivola fuori dall’Europa

(sport.sky.it)

di Vanni Zagnoli

Rutilante e avvolgente è Sassuolo-Atalanta, esattamente come nelle previsioni. Vincono 2-1 gli emiliani e da 15 partite di fila non ci riuscivano con la squadra di Bergamo, sono a punti 7 dal settimo posto, ma Fiorentina e Atalanta hanno una gara in meno e ora i toscani superano Gasperini. Per quasi tutte le squadre mancano 6 partite, solo la matematica tiene in corsa i modenesi per l’Europa, mentre l’Atalanta rischia di finire ottava.

E’ il girone di ritorno di Hamed Traore, l’esterno ha pure la cittadinanza italiana (il suo primo tesseramento è stato al centro di un’inchiesta, ha chiesto il patteggiamento e pagato 48mila euro di multa), il ct Mancini doveva evitare che disputasse partite ufficiali (già 4) con la Costa d’Avorio, il suo talento era evidente anche prima dei 22 anni.

Palla a terra i bergamaschi piacciono sempre, vanno al tiro di frequente, dopo la deviazione iniziale di Sportiello sulla conclusione di Maxime Lopez a sua volta deviata. 

Maglia bianca, i nerazzurri dominano metà tempo come gioco e occasioni, culminate nella traversa di Pasalic, è lo spettacolo già visto a Lipsia, un po’ meno a Leverkusen, adesso che è rientrato Zapata la profondità c’è e la differenza si vede, proprio nella capacità di creare occasioni. Il Sassuolo segna con Berardi ma in evidente fuorigioco, il Var annulla in pochi istanti, e passa un attimo dopo. Pezzella sbaglia un passaggio in avanti, i neroverdi partono in 6, Kyriakopoulos pesca Traore che infila, dimenticato da Toloi e da Hateboer. “Ci siamo posizionati male in due fuori area quando eravamo in attacco – spiega Gasperini -, andava evitato il contropiede”.

Raro vedere la squadra marchiata Mapei in difficoltà (era avvenuto con il Torino), ancor più raro vedere un vantaggio non così meritato al riposo, al di là del destro a giro sempre di Hamed Traore deviato sul palo da Sportiello, preferito a Musso. Che sporca anche la deviazione aerea di Chiriches, aiutandosi con la traversa per evitare il raddoppio.

Il ritmo scende, Hateboer crossa, Pezzella ributta palla in area, Pasalic va a colpo sicuro, alto. Da anni l’Atalanta è primatista di occasioni create e non concretizzate, la vulnerabilità difensiva resta e fa parte dei rischi; da De Zerbi a Dionisi il Sassuolo impara ad abbassare il ritmo, a reggere la pressione altrui e ripartire. 

All’intervento cambio a destra con Zappacosta per Hateboer e Koopmeiners per Miranchuk, invisibile. Come Raspadori sul fronte emiliano. L’azzurro si vede alla ripresa, con l’assist per Traore, contrato dall’uscita di Sportiello.

Mentre esce, Toloi scaglia a terra una bottiglietta, aveva saltato per infortunio la Macedonia, avverte sempre lo stesso problema muscolare. Fuori anche Boga, che qui sino alla scorsa stagione aveva lampi da Champions.

Il Sassuolo viaggia in contropiede che è un piacere, Maxime Lopez serve in corridoio Traore, Demiral è in ritardo, la battuta non troppo angolata è sufficiente alla doppietta. Si riprende con l’attaccare improduttivo atalantino, con la parata di Consigli su Muriel. 

L’Atalanta si arrende in anticipo nella lotta per il quarto posto (Juve ora a +12, con una partita in più), anzi rischia per la prima volta di restare fuori dall’Europa da quando c’è Gasperini. 

Rullano i tamburi, nella curva di casa, una dozzina di tifosi sta a torso nudo, sventano alcune bandiere orobiche, in un finale spento, in cui la Dea non crede abbastanza alla rimonta e anzi concede un palo in controfuga a Defrel. Zappacosta in assolo è insidioso ma poi prende l’ammonizione per simulazione. Muriel infila il 2-1 a mezzo minuto dal fischio finale, su lancio di Malinovskyi l’errore è di Ruan Tressoldi.

Giovedì c’è il ritorno con il Lipsia, l’1-1 non offre garanzie, la partita è comunque da vincere, c’è da bissare la semifinale di coppa delle Coppe raggiunta da Emiliano Mondonico nell’87-’88, l’Europa league di oggi vale all’incirca quel trofeo. La vera semifinale è questa, a Glasgow i Rangers partono dall’1-0 subito in Portogallo, dal Braga, se elimina la squadra della Red Bull Bergamo può volare direttamente in finale. Basterebbe maggiore attenzione difensiva, lo stesso Scalvini tradisce i suoi 18 anni.

«Speriamo di recuperare Freuler e Djimsiti – auspica Gasperini -, Toloi è il più in dubbio. Oggi non avere realizzato è colpevole, c’erano tutte le condizioni per poterlo fare, inizialmente c’erano spazi. E’ un momento di difficoltà, lo paghiamo con risultati che non arrivano”. Tre vittorie in 14 gare. «Per restare in Europa tramite il campionato serve una chiusura importante».

Il tabellino su Il Messaggero

Sassuolo-Atalanta 2-1

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6; Muldur 6,5, Chiriches 7, Ayhan 6,5, Kyriakopoulos 6,5 (33’ st Ferrari ng); Maxime Lopez 7, Henrique 6 (1′ st Magnanelli 6); Berardi 6 (25′ st Defrel 6), Raspadori 5,5, Traore 7,5 (25’ st Rogerio 6); Scamacca 6 (33′ st Ruan 5). A disp.: 56 Pegolo, 30 Vitale, 13 Peluso, 6 Rogerio, 22 Toljan, 15 Ceide, 11 Ciervo, 7 Oddei. All.: Dionisi 7.

Atalanta (3-4-2-1): Sportiello 6,5; Toloi 5 (12′ st Palomino 6), Demiral 5,5, Scalvini 5,5; Hateboer 5,5 (1’ st Zappacosta 6), Pessina 5,5, Pasalic 6 (33′ st Malinoviskyi 6), Pezzella 5,5; Miranchuk 5,5 (1’ st Koopmeiners 6), Boga 6,5 (12’ st Muriel 6,5); Zapata 5,5. (1 Musso, 31 Rossi, 46 Cittadini, 3 Maehle, 20 Mihaila). All.: Gasperini 6.

Arbitro: Sacchi di Macerata 6,5.

Marcatori: 24’ Traorè; st 16’ Traore, 48’ Muriel. Note: ammoniti Henrique, Muldur, Dionisi, Zappacosta. Angoli: 6-7. Spettatori: 7mila.

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it. Berardi fa 100 in serie A, segna anche Scamacca: poker Sassuolo allo Spezia

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572396.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572430.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_spezia_4_1_berardi_100_gol-6573690.html

di Vanni Zagnoli

Cento gol in serie A per Domenico Berardi, al Sassuolo dai 16 anni, e la squadra targata Mapei prosegue l’inseguimento al settimo posto che probabilmente varrà la Conference cup. Segnano anche Ayhan Scamacca, sino a domenica il Verona è dietro, al 10° posto: i 43 punti impongono di sperare che si fermi una tra Lazio, Atalanta e Roma ma dovrebbe stopparsi anche la Fiorentina, coincidenze improbabili. Meno improba resta la seconda salvezza dello Spezia, a +7 sul Venezia, lì in fondo sono le uniche a non avere cambiato allenatore. 

Anche Davide Frattesi meritava la convocazione in nazionale, è fra in centrocampisti migliori della serie A, più continuo del tridente neroverde chiamato da Mancini. Al quarto d’ora lo aziona Berardi, ruba il tempo a Kovalenko che lo stende, capitan Ferrari chiede l’espulsione, al posto dell’ammonizione. Dal dischetto il numero 25 conferma la ritrovata precisione, è all’8^ trasformazione di fila, gli errori restano 7 sui 48 calciati. Frattesi vola di nuovo, a destra, la conclusione è prevedibile e Provedel si oppone. In arancione, lo Spezia inizia a giocare, fa girare palla con pazienza, come quando Thiago Motta era regista. Nikolau fa correre Gyasi, il destro è pronto, Consigli respinge, comunque era fuorigioco. 

Il Sassuolo controlla anzichè affondare, al 37’ Kovalenko taglia per Simone Bastoni, Frattesi è in ritardo e Muldur non chiude: il cross è perfetto, Daniele Verde aggancia, Kyriakopoulos è lontano e teme di toccare con le mani, Traore non accorcia e l’esterno può piazzare un sinistro raro, per precisione: è abbonato ai gol pesanti o di prestigio, è il 6° della stagione, nella scorsa ne fece 3 alla Roma, in 3 gare, fa sorridere i Platek, in tribuna.

Dionisi lascia Scamacca in panchina per scelta tecnica, gioca Defrel ma quando c’è da attaccare manca la fisicità del centravanti prenotato dall’Inter. Maxime Lopez finta in area, la conclusione è sporcata.

Il resto sono cori dei 900 tifosi liguri arrivati al Mapei stadium, non mancano gli sfottò alla Reggiana, antagonista storica ai tempi della serie C. Entusiasmo mortificato alla ripresa. Frattesi soffia palla a Verde senza fallo, Maxime la allunga a Defrel, inventato centravanti da Eusebio Di Francesco, lì dimostra la sua utilità a difesa schierata, prolunga per Domenico Berardi che segna di destro, resistendo all’attacco di Reca, vulnerabile nell’opposizione. Serve l’uscita di Provedel ad anticipare Frattesi, per evitare il tris.

Una bella combinazione porta in area Kovalenko, Kyriakopoulos lo tocca fuori, Ferrari lo sbilancia appena, l’arbitro Volpi fa bene a non fischiare il rigore. Traore, invece, perde il tempo per il 3-1, rispetto al triennio con De Zerbi il Sassuolo non sa congelare il gioco, quando il ritmo scende diminuisce lo spettacolo e aumentano le possibilità avversarie di creare pericoli. Con Gyasi centravanti, peraltro, le aquile creano poco. E’ il ghanese a servire Kovalenko, Frattesi gli fa perdere il passo e anche Maxime Lopez evitano il rigore. Per l’ultimo quarto di gara c’è la staffetta programmata, Defrel-Scamacca, Motta cambia due attaccanti su tre ma il gol lo trova ancora il Sassuolo. Angolo da sinistra di Traore, sostituto dello squalificato Raspadori, Reca sfiora in acrobazia e il turco Ayhan realizza la prima rete in due stagioni neroverdi. Il poker arriva su punizione di Scamacca, la barriera si apre, con Manaj, e il coccodrillo così serve a poco. Fanno 13 in questo campionato, e così può debuttare in serie A Oddei, ghanese naturalizzato italiano, ed entra anche il norvegese Ceide.

Senza quel colpo allo scadere a San Siro con il Milan, complice l’errore dell’arbitro Serra, lo Spezia sarebbe solo a +4 sulla zona retrocessione, è probabile che quei tre punti facciano la differenza. Da quando è in serie A, aveva incassato più gol solo dalla Lazio (6) e dall’Atalanta (5), sempre in questo campionato. Dopo l’esonero al Genoa, Thiago mostra di meritare la serie A, nonostante i 4 punti in 7 gare.

Sassuolo-Spezia 4-1 Sassuolo (4-3-3) Consigli 6,5; Muldur 6, Ayhan 7, Ferrari 6,5, Kyriakopoulos 7; Frattesi 7,5 (39’ st Magnanelli ng), Maxime Lopez 7, Henrique 6,5 (39′ st Harroui ng); Berardi 7,5 (45’ st Ceide ng), Defrel 6 (23′ st Scamacca 6,5), Traore 6,5 (45′ st Oddei ng). All.: Dionisi 7,5.

Spezia (4-3-1-2): Provedel 6; Amian 5, Erlic 5, Nikolaou 5, Reca 5; Maggiore 5,5, Kiwior 5, S. Bastoni 6; Kovalenko 5,5, Gyasi 6 (29′ st Manaj 5), Verde 7 (29′ st Agudelo 5). All.: Thiago Motta 5.

Arbitro: Volpi di Arezzo 6,5.

Marcatori: 17′ Berardi rig, 35′ Verde; st 3′ Berardi, 33′ Ayhan, 36′ Scamacca. Note: angoli 6-2 per il Sassuolo.

Recupero: pt 0’, 3′. Ammoniti: Kovalenko, Henrique, Maggiore, Berardi, Erlic per gioco falloso. Spettatori: 6130, incasso di 56mila 923 euro

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Tre rigori fuori casa per il Sassuolo, il Venezia perde 4-1. Pairetto espelle Paolo Zanetti ma poi concede un penalty ai lagunari

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/tre_rigori_fuori_casa_sassuolo_venezia_perde_4_1_pairetto_espelle_paolo_zanetti_ma_poi_si_corregge_al_var-6546299.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/tre_rigori_fuori_casa_sassuolo_venezia_perde_4_1_pairetto_espelle_paolo_zanetti_ma_poi_si_corregge_al_var-6546467.html

di Vanni Zagnoli

Tre rigori per il Sassuolo, rarissimo, il Venezia si lamenta ma ci stavano e poi sbaglia il suo. L’1-4 comunque segue il trend stagionale: i neroverdi sono alla 6^ vittoria esterna, su 9 complessive, i lagunari restano a 10 punti interni in 14 gare.
Probabilmente è tardi, per la seconda Europa del Sassuolo, con il -8 da Atalanta e Roma e i 7 punti dalla Lazio, poi di mezzo ci sono anche Fiorentina e Verona, però è bel segnale il successo su una squadra decisamente inferiore. Gli uomini targati Mapei avevano faticato decisamente più a Reggio, all’andata, 3-1 dopo il vantaggio del Venezia, oggi è andata al contrario, con tre gol in mezzora, compresi due rigori. La rete arancioneroverde arriva prima dell’intervallo la rimonta è impossibile per la matricola.


Il secondo tempo è per un po’ lagunare, la fase difensiva non è il punto forte degli emiliani eppure resistono e chiudono.La squadra di Paolo Zanetti raramente delude come gioco, eppure ha vinto una delle ultime 13 gare di campionato e rischia di essere superata anche dal Genoa, prima della fine. Certo il Cagliari è lì, a 3 punti, lo Spezia e la Sampdoria a 4, ma già l’Udinese a 29 appare fuori dalla portata della rosa rivoluzionata, rispetto alla promozione, conquistata dal presidente americano Duncan Niederauer. 


La tensione, la paura di retrocedere induce a sbagliare. Svoboda lo fa dopo un minuto e 27”, perde il rimpallo con Raspadori che si autolancia con questa finta, poi disorienta Mateju e calcia sul primo palo, ingannando anche Romero. Il bolognese è alla 9^ rete in questo campionato, fuori casa va molto meglio.Traore è un altro in formissima, ha due occasioni in 10’, sulla seconda Romero respinge e Berardi calcia alto. In mezzo il primo squillo veneto, di Okekere, conclusione respinta. Il raddoppio è episodico, su punizione di Traore, al 13’, Frattesi gira di testa e il portiere controlla. Passa un minuto e Pairetto è chiamato al Var, punisce il braccio largo di Aramu, evidentissimo, al replay. Segna Berardi. Un gol del Venezia arriva, di Fiordilino, ma in fuorigioco, sul cross di Aramu.
Minuto 27’, Kyriakopoulos avanza a sinistra e rientra sul destro, cross profondo, Romero va contro Berardi, certo il rigore è cercato dall’attaccante azzurro, molto abile, ma si può dare, anche se è il secondo. Dionisi cambia l’esecutore, anche Scamacca realizza. Al 34’, bello scambio a destra fra Okereke e Mateju, Henry schiaccia di testa alle spalle di Consigli, 1-3. Il poker è di Traore, rasoterra ma in fuorigioco.


Nella ripresa c’è naturalmente il forcing veneziano, Fiordilino calcia di destro, Ferrari devia. Svoboda precede l’uscita di Consigli ma spedisce alto. Il Sassuolo riparte, destro dal limite di Traore, Romero si distende. A metà tempo il terzo penalty, Svoboda scivola e aggancia Raspadori, stavolta non ci sono dubbi, Berardi angola e fa doppietta.
Le emozioni proseguono, filtrante di Ampadu per Nsame, destro violento, di nuovo annullato per offside.A 6’ dalla fine, Ayhan ostacola Nsame con il ginocchio, Pairetto fa proseguire ed espelle l’allenatore del Venezia Paolo Zanetti, va comunque al Var e concede il rigore, non nettissimo, per la verità, dal momento che il franco-camerunese strascina un po’ il ginocchio destro. Comunque si può dare, Aramu calcia e Consigli lo para, è il primo salvataggio della stagione, dal dischetto, è fra i migliori specialisti della serie A.


Se il Venezia non si salverà, sarà anche per questa gara, in teoria alla portata. Il Sassuolo spera di fare come la Juve, all’inseguimento dello scudetto, spera in extremis di reinserirsi nella lotta per la Confederation cup. Alessio Dionisi può essere felice della stagione, al debutto in serie A. Esordì in B con il Venezia e oggi rischia di avere contribuito ad affossarlo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Venezia-Sassuolo 1-4

VENEZIA (4-3-1-2): Romero 5; Mateju 6, Svoboda 4.5, Ceccaroni 5.5, Haps 5.5; Kiyine 5.5 (19’ st Ampadu 6), Vacca 5.5 (30’ st Tessmann 5.5), Fiordilino 6.5; Aramu 4.5 (41’ st Sigurdsson sv); Okereke 5.5 (41’ st Nani sv), Henry 6 (29’ st Nsame 6). Allenatore: Zanetti 5.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 7; Muldur 6 (37’ st Tressoldi sv), Ayhan 6, Ferrari 6.5, Kyriakopoulos 6.5; Frattesi 6.5 (37’ st Harroui sv), Henrique 6; Berardi 7 (45’ st Magnanelli sv), Raspadori 7.5, Traorè 6.5 (45’ st Ceide sv); Scamacca 7 (27’ st Defrel 6). Allenatore: Dionisi 7.

Arbitro: Pairetto di Nichelino 5.5.

Marcatori: 2’ Raspadori, 17’ Berardi rig, 29’ Scamacca rig, 34’ Henry; 26’ st Berardi rig.

Note: ammoniti Aramu, Fiordilino, Vacca, Scamacca e Svoboda. Espulso l’allenatore del Venezia Zanetti al 39’ st per proteste. Angoli: 8-6. Spettatori 5732.

Ilmessaggero.it. Harrouoi gol e il Sassuolo si guadagna la Juve. Cagliari da supplementari, pari annullato dal Var Serra

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/harrouoi_gol_sassuolo_si_guadagna_la_juve_cagliari_da_supplementari_pari_annullato_var_millimetrico-6449507.html

di Vanni Zagnoli

Sono quarti storici, per il Sassuolo, mai ci era arrivato e affronterà la Juve, mercoledì 9 febbraio, a Torino. Il Cagliari meritava i supplementari, ha costruito parecchio, peraltro senza impegnare tanto Pegolo, in campo con la maglia nera, vecchia maniera, e autore di due sole parate.

Mazzarri impiega solo Pavoletti,  Nandez e Zappa, fra i giocatori più noti, il resto sono giovani o seconde linee. Dionisi limita il turnover,  Ruan Tressoldi è il nuovo del Sassuolo, sceglie bene il tempo, nei primi interventi. Su cross da destra di Zappa, Dalbert di testa ha una buona occasione, incrocia fuori. Il match è vero, Raspadori lavora bene, alle spalle di Scamacca. Il gol neroverde arriva al 18’: cross mancino di RogerioKyriakopoulos fa velo e Abdou Harroui tocca in porta, il marocchino d’Olanda è alla 29^ rete in carriera, bel bottino, per un centrocampista di 24 anni. 

Mazzarri fa giocare palla a terra, come sempre, Gagliano però accanto a Pavoletti dà poco. Sull’altro fronte pressa alto Magnanelli, il capitano di 37 anni, impiegato raramente e non a caso sostituito all’intervallo. Lo spettacolo si rianima con le fiammate emiliane sulle fasce, regge la difesa del Cagliari a tratti a 5 e proprio un esterno, Zappa, manca il pari, in acrobazia. Duettano i due azzurri di casa, Scamacca e Raspadori, in età da under 21 ma in azzurro, il guizzante bolognese coglie il palo in allungo caparbio. Pavoletti, Scamacca, le conclusioni si susseguono, ci sarebbe anche un rigorino da Var, per il Sassuolo, il colpo alla schiena di Dalbert su Ferrari, l’arbitro Marchetti usa il buon senso e opta per l’involontarietà, anche se non esisterebbe, in area. Raspadori ha davvero voglia di giocare, impegna Radunovic a terra. I sardi insistono sulla destra, rincorrono la vetrina dei quarti, non sarà affar loro.

Nella ripresa il Cagliari attacca, segna Dalbert ma in offside. Il Sassuolo ha tre occasioni in una, per iniziativa di Defrel, il portiere serbo si oppone bene e poi Scamacca gira fuori. Il match resta interessante, peccato solo per i 1300 spettatori, alla 9^ stagione di fila in serie A la squadra Mapei fatica a catturare nuovi spettatori, fuori dal distretto ceramico, lontano comunque 25 chilometri. Il pari arriva e meritato, ma in fuorigioco per la spalla di Nandez. Traversone da destra dell’uruguagio, non contrastato da RogerioFerrari non arriva, Pavoletti anticipa Tressoldi e insacca. Senza il Var, mai sarebbe stato annullato, e in postazione c’è l’arbitro Serra, di Milan-Spezia. 

In maglia azzurra, gli isolani aumentano il pressing, Dalbert si accentra. Entra Pereiro, per Gagliano, mentre Kourfalidis in assolo dà un saggio del potenziale tecnico. In campionato era finita 2-2, con il calcio rutilante di Mazzarri premiato, in coppa non bastano neppure attacchi con 6 uomini, il Sassuolo resiste. Finisce con il 3-5-2, Dionisi rispetto a De Zerbi chiede più di congelare il gioco, quando in vantaggio, al Mapei era in striscia negativa.

Entra Jacopo Desogus, unico sardo in rosa, classe 2002, non basta a segnare a una formazione che prendeva gol da 16 gare, ultima da inviolata fu con la Salernitana, di Castori. La luna piena non illumina le ultime azioni cagliaritane, su 6 ottavi solo la Fiorentina ha rovesciato il fattore campo. 

Da “Ilmessaggero.it”