Il Gazzettino. Crisi Verona, contro il Monza l’ottava sconfitta consecutiva. Il Bologna è già a metà classifica, la Fiorentina risale a Genova con la Sampdoria

(dazn.com)

La crisi del Verona è senza fine, raggiunge le 8 sconfitte di fila, record in serie A, perde 2-0 a Monza e resta solo in coda. Un punto avanti c’è la Sampdoria, battuta dalla Fiorentina, mentre il Bologna con il terzo successo in sequenza raggiunge la metà della classifica.
Il Monza si riprende dopo 3 battute d’arresto, perde tuttavia l’azzurro Sensi per frattura al malleolo e al perone, fallo duro di Sulemana. A metà primo tempo Mota Carvalho anticipa Magnani ai 25 metri, l’arbitro Cossa ammonisce poi, richiamato dal Var, espelle il difensore veronese, poteva bastare il giallo dal momento che la palla ormai era fuori dalla portata del brasiliano. Il Monza segna a metà ripresa, Ciurria prende il fondo destra e scarica, Carlos Augusto trova un destro potente. Il raddoppio nel recupero è di Colpani, servito da Petagna, poi l’unica parata di Di Gregorio, su Terracciano. Il ds gialloblù Marroccu conferma l’allenatore Salvatore Bocchetti, cambierà probabilmente dopo la sosta.
Fra Conference league e campionato, sono 4 in sequenza le vittorie della Fiorentina, la Sampdoria a Marassi non gira, comunque ci stava il pari. Decidono il cross di Ikone per Bonaventura, al 5° gol ai blucerchiati, e Milenkovic, liberato da Mandragora: in mezzo anche un rigore fischiato da Marinelli a favore del viola Jovic e poi revocato al Var. A Bologna, Torino avanti al 26’, il portiere Milinkovic Savic lancia Miranchuk, Lucumì valuta male la traiettoria e stende il russo, Lukic trasforma il rigore. Nella ripresa Thiago Motta azzecca 4 cambi, Vignato crossa per Orsolini che pareggia. A al 28’ azione Orsolini-Lykogiannis-Soriano e tocco dell’austriaco Posch.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Udinese con vista Europa, con doppietta di Beto e Samardzic. Sassuolo in 10 rimontato

di Vanni Zagnoli

C’è anche l’Udinese, lissù, intrusa in zona Champions league, addirittura. Quattro vittorie di fila, 13 punti in 6 partite e quarto posto, a una lunghezza dal primato. Il 4-0 sulla Roma, insomma, non è stato casuale. A Reggio Emilia rimonta tre gol, anche grazie all’uomo in più, li segna nell’ultimo quarto d’ora, due nel recupero. Fa doppietta Beto, che ha la precisione dei grandi bomber, in mezzo il destro a giro di Samardzic, tedesco di 20 anni. A parità di uomini, probabilmente il Sassuolo avrebbe retto, nel finale riemerge nei limiti difensivi e in un rendimento casalingo che non è da parte alta della classifica. Magari i due gol di scarto sono eccessivi, non il successo dei bianconeri, in maglia gialla.

Si fa viva l’Udinese, in avvio, con una gran giocata di Pereyra, due volte con Success e con uno sprint di Udogie, che dalla prossima stagione giocherà nel Tottenham. Altre iniziative sono di Ebosse, una punizione di Deulofeu, una conclusione di Walace respinta. 

Grande attenzione sulla fase difensiva, per Alessio Dionisi, dopo le stagioni con troppi gol subiti, da Eusebio Di Francesco alle tre con Roberto De Zerbi, alla prima sua. Si cerca la verticalità, sì, ma anche l’equilibrio, come dimostrano gli 0-0 con il Milan, ma con rigore sbagliato da Berardi, e a Cremona. Il francese Laurientè e Frattesi fanno le prove del gol, il loro tandem funziona.

L’Udinese è abituata alle due stagioni e mezza con Luca Gotti, si chiude molto bene e riparte, Andrea Sottil era un difensore, in serie B e C ha sempre proposto un calcio molto piacevole, come per metà primo tempo.

Nel momento di controllo reciproco, al 32’, sbaglia il disimpegno Enzo Ebosse, franco camerunese arrivato dalla Ligue1, Laurientè si fionda sul pallone, Ebosse torna a contrasto, ma flebilmente, irrompe Frattesi dalla sua posizione, a destra, e dal fondo segna, senza trovare l’opposizione di Silvestri, reggiano dell’Appennino, meno efficace rispetto alle stagioni a Verona. 

E’ il 6° gol in serie A per Davide Frattesi, romano, ex Lazio e Roma e già molto vicino a ritornare in giallorosso e punta a essere titolare in nazionale. Il duo Laurientè-Frattesi si rende insidioso per la terza volta, stavolta il portiere friulano è attento. Si fa vedere Pinamonti, di testa, chiede il rigore per un tocco di mano di Becao, il check del Var non lo concede. 

Serve un altro controllo a tavolino sull’espulsione di Ruan Tressoldi, l’errore a centrocampo è di Matheus Henrique, Deulofeu ha quella velocità di pensiero e azione che lo rendono da grande squadra (Barcellona e Siviglia, Everton e Milan, nel suo passato) serve in corridoio Success e il difensore brasiliano lo tocca sulla spalla, sulla mano e anche sulle gambe, di quel tanto per sbilanciarlo. Siamo ai limiti, Ferrari forse avrebbe potuto recuperare, l’occasione da gol è chiara ma più spesso situazioni del genere vengono punite con l’ammonizione. Altro controllo al Var, per una mano nell’area neroverde, niente rigore, per Camplone.

Nell’intervallo Dionisi leva l’esterno offensivo Kyriakopoulos per il difensore Ayhan, Sottil ne cambia due, fa entrare Ehizibue, nigeriano olandese, nato in Germania, ha 27 anni ed è uno dei tanti giocatori scovati da Andrea Carnevale, mago degli scouting, con una rete unica, che in passato aveva anche Geronimo Barbadillo, come punto di riferimento.

Sospinti dal tambureggiare di 500 tifosi, i friulani attaccano, con la propulsione dello sloveno Lovric, Dionisi chiede di abbassare il ritmo, i neroverdi sono spettacolari e più avveduti, senza rinunciare all’affondo, con Henrique che fa ammonire Ehizibue, l’uomo dalle treccine, poco brillante. A metà ripresa Sottil fa entrare Nestorovski, reduce dai peggiori 3 anni di carriera, complici infortuni, e Beto. Il portoghese già autore di 13 gol nell’Udinese, in poco più di un anno, aziona Pereyra, sul cross la diagonale di Toljan è perfetta.

L’allenatore toscano al debutto in serie A ama i 3 centrali difensivi, li mantiene anche nel finale, attaccando peraltro anche con 5 uomini. Al 29’ Deulofeu non è chiuso da Rogerio, azzecca un bel pallone per Pereyra, il cross volante taglia fuori Ferrari e al centro svetta Beto, in anticipo su Toljan.

L’Udinese ha davvero pensieri europei, aumenta la gittata del giro palla, Samardzic centra Consigli, Lovric calcia alto. Concede un contropiede alla squadra marchiata Mapei, poi gira di testa ancora con Beto. Sottil chiede di non affrettare le giocate, è premiato all’inizio del recupero. Samardzic si conferma un grande tiratore, riceve palla al limite, Maxime Lopez lo aspetta in area, Toljan si fa saltare, il tedesco con la suola si sposta la palla sul destro e angola perfettamente. 

In tribuna ci rimane male Berardi, infortunato, a coccolare il figlio Luigi. Altri due minuti e arriva il tris, Lovric recupera palla sulla trequarti, invita in corridoio Beto, lasciato libero da Marchizza. 

Dal 2013, con Guidolin, l’Udinese manca dall’Europa, da allora non è mai andata oltre il 12° posto. Il patron Giampaolo Pozzo l’ha mantenuta in serie A ininterrottamente dal 1995, è una striscia record, per una provinciale. Ha ceduto il Granada, in Spagna, il figlio Gino è retrocesso con il Watford, in Inghilterra, ma il club friulano resta un simbolo di gestione oculata e di buon calcio. Sottil aveva vissuto la Uefa da calciatore, a Udine, all’inizio del millennio, meritava la serie A già da anni. E si gode anche il figlio Riccardo, alla Fiorentina.

Sassuolo-Udinese 1-3
Sassuolo (4-3-3): Consigli 5,5; Toljan 5,5, Tressoldi 5, Ferrari 6, Rogerio 5,5; Frattesi 7 (23’ st Harroui 5,5), M. Lopez 6, Henrique 5 (47′ st Alvarez sv), Laurientè 7 (23′ st Thorstvedt 5.5), Pinamonti 5 (36’ st Marchizza 5.5), Kyriakoupolos 5,5 (1’ st Ayhan 5.5). All. Dionisi 5,5. 
Udinese (3-5-2): Silvestri 5,5; Perez 6,5, Becao 6,5, Ebosse 5 (1′ st Ehizibue 5.5); Pereyra 7, Lovric 6,5, Walace 6 (22′ st Nestorovski 5.5), Arslan 5.5 (1′ st Samardzic 7), Udogie 6,5, Success 6.5 (22’ st Beto 7), Deulofeu 6,5 (36’ st Makengo 6). Allenatore: Sottil 7. Arbitro: Camplone di Pescara 6. 
Marcatori: 33′ Frattesi; st 30′ e 48′ Beto, 45′ Samardzic. 
Note: espulso al 41′ pt Tressoldi per fallo su chiara occasione da gol. Ammoniti: Ebosse, Becao, Lopez per gioco scorretto. Angoli 5-6. Spettatori: 8.694, incasso 70.905. Recupero: 2′ e 4′.

Ilmessaggero.it. La Cremonese di Alvini fa il primo punto in A dopo 26 anni (con Gianluca Vialli sugli spalti)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/gianluca_vialli_massimiliano_alvini_ariedo_braida_cremonese_sassuolo_serie_a-6907851.html

di Vanni Zagnoli

Dalla primavera del ’96 la Cremonese non coglieva un punto, in serie A. Arriva con merito per il gioco, le occasioni più nitide però sono del Sassuolo.

Lo stadio Giovanni Zini è stato rinnovato in 3 mesi, merito della proprietà, di Giovanni Arvedi, 85enne re della siderurgia. Per la seconda gara casalinga c’è Gianluca Vialli, abbronzato, con maglietta grigiorossa e con coppola, alla Sinisa Mihajlovic, li accomuna la battaglia per la vita. Vialli era il Gianduca di Cremona, per Gianni Brera, oppure Stradivialli, iniziò la carriera qui, debuttando a 17 anni, nel 1981, mentre Ariedo Braida la stava terminando. Ha 75 anni e da due è il direttore generale grigiorosso, l’uomo che l’ha costruita per il ritorno in serie A e ora per una salvezza complicatissima.

E’ la prima partita delle 12,30 della stagione, il caldo si è attenuato, in Padania, si può giocare, è un peccato che lo stadio non sia pieno, sono arrivati 7346 abbonamenti, in questo dato è al 14° posto, in serie A, dunque da salvezza abbondante. Certo non manca l’accompagnamento dei tifosi: “Dai Cremoo, dai la Cremo…”, per evitare la quinta sconfitta stagionale. In avvio ci prova Pinamonti, per il Sassuolo, al terzo pareggio di fila. Il grigiorosso più intraprendente è Zanimacchia, uno degli uomini della promozione e autore di un buon primo tempo, con due conclusioni discrete. Alla Cremonese è annullato un gol a Dessers, per fuorigioco (accadrà anche a Pinamonti), il nigeriano ha buoni movimenti, insegue sempre la prima rete in serie A, a 28 anni è una scommessa, come attaccante salvezza. 

Altro uomo chiave per la promozione, arrivata con Fabio Pecchia, è Valeri, a sinistra, serve Ghiglione, che a propria volta appoggia a Zanimacchia, destro fuori non di tanto. Il Sassuolo ha Thorstvedt, norvegese figlio di un calciatore, cerca l’assist, non finalizzato. Pinamonti in acrobazia manda fuori, poi Kyriakopoulos, ora attaccante, chiama Radu all’opposizione laterale. Prima dell’intervallo Pinamonti libera Maxime Lopez solo all’ingresso dell’area, il francese cicca il calcio, sarà la migliore opportunità.

Senza Berardi, che rischia di rientrare dopo la pausa per il mondiale, Alessio Dionisi presenta subito Laurentiè, ha movimenti simili a Dessers, serve Kyriakopoulos che non trova la porta. E proprio Dessers finta e controfinta e ancora niente. E’ il turno di Pinamonti a calciare sul primo palo, Radu replica, e Frattesi non ne approfitta, il romano oggi ha inciso meno del solito. Il portiere di casa è attento su Laurienté, 23 anni, ex Lorient, che va sull’esterno e rientra e poi piazza un tiro notevole. Parato, come una conclusione di Frattesi. 

Nessun tiro in porta per la Cremo, 3-4 occasioni per il Sassuolo, anche senza Berardi. “Volontà e atteggiamento sono giusti – dice Dionisi -, non avere subito gol significa che stiamo migliorando. Meritavamo qualcosa in più per quanto abbiamo creato”.

“A noi è mancato solo il gol – obietta Chiriches, adesso alla Cremonese -, è stato un buon punto”. Ha ragione Alvini, ai grigiorossi è mancata la cattiveria sottoporta. Si emoziona quando su Dazn vede che c’era Vialli, in tribuna. “Non lo sapevo – si emoziona -, lo vorrei conoscere. E’ il calcio”. Massimiliano Alvini sino a 10 anni fa vendeva ancora suole delle scarpe, con il fratello, all’Olimpico di recente ha affrontato Mourinho. “Con me è stato molto gentile”. Vive la sua prima serie A con lo spirito di sempre, i risultati attraverso il gioco, ma gli basterà per arrivare quartultimo?

Da “Ilmessaggero.it”

Cremonese-Sassuolo 0-0
Cremonese (3-4-1-2): Radu 6,5; Aiwu 6, Chiriches 6,5, Lochoshvili 6; Ghiglione 6, Escalante 6, Pickel 5,5 (37’ st Ciofani sv), Valeri 6,5 (16’ st Quagliata 5,5); Zanimacchia 6,5 (15’ st Castagnetti 6); Dessers 6 (29’ st Buonaiuto 5,5); Okereke 5 (29’ st Tsadjout 5,5). All.: Alvini 6. 
Sassuolo (4-3-3): Consigli 6; Toljan 6, Erlic 6, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Frattesi 6 (29’ st Harroui 6), Maxime Lopez 6, Thorstvedt 5,5 (9’ st Henrique 6), Laurentiè 6,5 (36’st Alvarez ng), Pinamonti 6,5, Kyriakopoulos 6 (29’st Ayhan 6). All.: Dionisi 6. 
Arbitro: Pairetto di Nichelino 6,5.
Note: ammoniti Thorstvedt e Tsadjout per gioco falloso. Angoli: 3-2 per il Sassuolo. 

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it. Berardi fa 100 in serie A, segna anche Scamacca: poker Sassuolo allo Spezia

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572396.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572430.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_spezia_4_1_berardi_100_gol-6573690.html

di Vanni Zagnoli

Cento gol in serie A per Domenico Berardi, al Sassuolo dai 16 anni, e la squadra targata Mapei prosegue l’inseguimento al settimo posto che probabilmente varrà la Conference cup. Segnano anche Ayhan Scamacca, sino a domenica il Verona è dietro, al 10° posto: i 43 punti impongono di sperare che si fermi una tra Lazio, Atalanta e Roma ma dovrebbe stopparsi anche la Fiorentina, coincidenze improbabili. Meno improba resta la seconda salvezza dello Spezia, a +7 sul Venezia, lì in fondo sono le uniche a non avere cambiato allenatore. 

Anche Davide Frattesi meritava la convocazione in nazionale, è fra in centrocampisti migliori della serie A, più continuo del tridente neroverde chiamato da Mancini. Al quarto d’ora lo aziona Berardi, ruba il tempo a Kovalenko che lo stende, capitan Ferrari chiede l’espulsione, al posto dell’ammonizione. Dal dischetto il numero 25 conferma la ritrovata precisione, è all’8^ trasformazione di fila, gli errori restano 7 sui 48 calciati. Frattesi vola di nuovo, a destra, la conclusione è prevedibile e Provedel si oppone. In arancione, lo Spezia inizia a giocare, fa girare palla con pazienza, come quando Thiago Motta era regista. Nikolau fa correre Gyasi, il destro è pronto, Consigli respinge, comunque era fuorigioco. 

Il Sassuolo controlla anzichè affondare, al 37’ Kovalenko taglia per Simone Bastoni, Frattesi è in ritardo e Muldur non chiude: il cross è perfetto, Daniele Verde aggancia, Kyriakopoulos è lontano e teme di toccare con le mani, Traore non accorcia e l’esterno può piazzare un sinistro raro, per precisione: è abbonato ai gol pesanti o di prestigio, è il 6° della stagione, nella scorsa ne fece 3 alla Roma, in 3 gare, fa sorridere i Platek, in tribuna.

Dionisi lascia Scamacca in panchina per scelta tecnica, gioca Defrel ma quando c’è da attaccare manca la fisicità del centravanti prenotato dall’Inter. Maxime Lopez finta in area, la conclusione è sporcata.

Il resto sono cori dei 900 tifosi liguri arrivati al Mapei stadium, non mancano gli sfottò alla Reggiana, antagonista storica ai tempi della serie C. Entusiasmo mortificato alla ripresa. Frattesi soffia palla a Verde senza fallo, Maxime la allunga a Defrel, inventato centravanti da Eusebio Di Francesco, lì dimostra la sua utilità a difesa schierata, prolunga per Domenico Berardi che segna di destro, resistendo all’attacco di Reca, vulnerabile nell’opposizione. Serve l’uscita di Provedel ad anticipare Frattesi, per evitare il tris.

Una bella combinazione porta in area Kovalenko, Kyriakopoulos lo tocca fuori, Ferrari lo sbilancia appena, l’arbitro Volpi fa bene a non fischiare il rigore. Traore, invece, perde il tempo per il 3-1, rispetto al triennio con De Zerbi il Sassuolo non sa congelare il gioco, quando il ritmo scende diminuisce lo spettacolo e aumentano le possibilità avversarie di creare pericoli. Con Gyasi centravanti, peraltro, le aquile creano poco. E’ il ghanese a servire Kovalenko, Frattesi gli fa perdere il passo e anche Maxime Lopez evitano il rigore. Per l’ultimo quarto di gara c’è la staffetta programmata, Defrel-Scamacca, Motta cambia due attaccanti su tre ma il gol lo trova ancora il Sassuolo. Angolo da sinistra di Traore, sostituto dello squalificato Raspadori, Reca sfiora in acrobazia e il turco Ayhan realizza la prima rete in due stagioni neroverdi. Il poker arriva su punizione di Scamacca, la barriera si apre, con Manaj, e il coccodrillo così serve a poco. Fanno 13 in questo campionato, e così può debuttare in serie A Oddei, ghanese naturalizzato italiano, ed entra anche il norvegese Ceide.

Senza quel colpo allo scadere a San Siro con il Milan, complice l’errore dell’arbitro Serra, lo Spezia sarebbe solo a +4 sulla zona retrocessione, è probabile che quei tre punti facciano la differenza. Da quando è in serie A, aveva incassato più gol solo dalla Lazio (6) e dall’Atalanta (5), sempre in questo campionato. Dopo l’esonero al Genoa, Thiago mostra di meritare la serie A, nonostante i 4 punti in 7 gare.

Sassuolo-Spezia 4-1 Sassuolo (4-3-3) Consigli 6,5; Muldur 6, Ayhan 7, Ferrari 6,5, Kyriakopoulos 7; Frattesi 7,5 (39’ st Magnanelli ng), Maxime Lopez 7, Henrique 6,5 (39′ st Harroui ng); Berardi 7,5 (45’ st Ceide ng), Defrel 6 (23′ st Scamacca 6,5), Traore 6,5 (45′ st Oddei ng). All.: Dionisi 7,5.

Spezia (4-3-1-2): Provedel 6; Amian 5, Erlic 5, Nikolaou 5, Reca 5; Maggiore 5,5, Kiwior 5, S. Bastoni 6; Kovalenko 5,5, Gyasi 6 (29′ st Manaj 5), Verde 7 (29′ st Agudelo 5). All.: Thiago Motta 5.

Arbitro: Volpi di Arezzo 6,5.

Marcatori: 17′ Berardi rig, 35′ Verde; st 3′ Berardi, 33′ Ayhan, 36′ Scamacca. Note: angoli 6-2 per il Sassuolo.

Recupero: pt 0’, 3′. Ammoniti: Kovalenko, Henrique, Maggiore, Berardi, Erlic per gioco falloso. Spettatori: 6130, incasso di 56mila 923 euro

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Thiago Motta dal quasi esonero a 4 vittorie in 5 gare. Joao Pedro gol, rigore sbagliato e nazionale italiana. Insigne raggiunge Maradona. I 4 gol in 13′ della Roma a Empoli. I tre legni del Torino, ma il Sassuolo recupera

(Ansa/Ilsecoloxix.it)

Liggiù, in classifica, vince solo lo Spezia. Il Venezia attende il 3-0 a tavolino con la Salernitana, con cui si riporterebbe a +4 sul Cagliari, in ripresa, in zona retrocessione. Mazzarri aveva evitato l’esonero per lo 0-4 con l’Udinese, prima e dopo è in ripresa e ieri meritava di battere la Fiorentina. In avvio Bellanova travolge Odriozola, rigore per i viola, Biraghi se lo fa parare da Radunovic. Al 13’ il ricordo di Astori, grande doppio ex scomparso. I sardi colgono il palo con Joao Pedro e la traversa su deviazione all’indietro di Milenkovic. Nel secondo tempo angolo di Pereiro, Joao Pedro segna il decimo gol in campionato e festeggia la prima chiamata con l’Italia. Poi di testa procura il fallo di mano e l’espulsione di Odriozola, salvo farsi parare il rigore da Terracciano; anche un anno fa sbagliò un rigore contro i viola. Entra Sottil, ruba palla a Marin a centrocampo, segna ed esulta polemicamente verso il pubblico di casa, da ex, è ammonito e Italiano lo toglie per evitare l’espulsione.

In coda, la Salernitana proverà a riprendere almeno il Genoa, con Colantuono non ha cambiato marcia, rispetto a Castori. Al Maradona è falcidiata dal covid, perde 4-1 pur avendo ben figurato. Si arrende alle reti dei difensori centrali Juan Jesus e Rrahmani (il 3-1) e ai rigori di Mertens a fine primo tempo (tocco di Veseli su Elmas) e di Insigne a inizio ripresa: seconda ammonizione per Veseli, fallo di mano su conclusione del capitano, che raggiunge Maradona a 115 gol, nella classifica dei marcatori azzurri di ogni tempo. L’1-1 era stato di Bonazzoli, capace di trafiggere il friulano Meret su azione Obi-Keckrida: in panchina con i granata debutta il nipote del presidente Danilo Iervolino, Antonio Pio, arrivato dall’Imolese, dalla serie C.

Con il successo a tavolino sulla Salernitana, il Venezia supererebbe la Sampdoria, cui non basta il ritorno di Giampaolo per evitare la quarta sconfitta in sequenza. Sono gli aquilotti a vivere il miglior momento in un anno e mezzo di serie A, con la terza vittoria di fila, quarta in 5 gare. Thiago Motta era virtualmente esonerato, prima del colpo a Napoli, e ora supera l’Udinese, portandosi a +8 sulla terzultima. Decide a metà ripresa Daniele Verde, il servizio non trattenuto da Falcone è opera del colombiano Agudelo, subentrato nella ripresa, come a San Siro. Quattro minuti dopo espulso Ekdal, doppia ammonizione. 

In zona Europa, la Roma supera momentaneamente la Fiorentina con il 2-4 di Empoli, doppietta dell’inglese Abraham e reti di Oliveira e Zaniolo. Nella ripresa per i toscani Pinamonti e Bajrami, che rischiano di perdere Marchizza per mesi, per un brutto infortunio a un ginocchio. Il Torino domina, segna al 14’, cross di Praet e testa di Sanabria, coglie il palo con Mandragora, la traversa con il paraguayano e con Bremer. Nel finale il contropiede di Berardi su Rodriguez e Raspadori pareggia.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Roberto D’Aversa rischia la panchina, la Sampdoria sconfitta

(lecceprima.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_roberto_d_aversa_rischia_la_panchina_la_sampdoria_sconfitta-6308515.html

Roberto D’Aversa è lì, appeso al ds Daniele Faggiano. Sono forti della doppia promozione con il Parma e delle due salvezze in A, mentre il presidente della Sampdoria Ferrero in estate spingeva per richiamare Giampaolo. Ovvero il bel gioco contro l’attesa di D’Aversa, 9 punti in 12 gare e 25 gol subiti. Il casting prevederebbe Iachini, promosso in A nel 2012, con i blucerchiati, e poi Di Biagio (che in A è solo subentrato alla Spal, retrocedendo male) e Corini, che vanta due salvezze al Chievo ma pure due esoneri, immeritati.
“Con il Bologna – spiega D’Aversa – Avevamo rimediato allo svantaggio e dopo nemmeno un minuto siamo andati di nuovo sotto. Per un tempo avevamo creato tanto, ora lavoriamo sulla nostra fragilità”.
La terza sconfitta in sequenza con i gol di Svanberg e Arnautovic, in mezzo il pari di Thorsby. Parate di Skorupski su Ekdal e su Caputo, palo di Askildsen, ma anche 4 occasioni per il Bologna. Sblocca il match nella ripresa il triangolo di Soriano con Dominguez, il pari parte dalla punizione di Candreva spizzata da Yoshida. L’1-2 è su cross di Svanberg; per il doriano Audero anche due parate.
Al Genoa subentra Shevchenko, contratto sino al 2024, eppure ha allenato solo l’Ucraina, e bene, la scelta è azzardata, nonostante abbia un signor vice, Tassotti. 
La Lazio, invece, è lì, a un punto dalla zona Champions, ne fa tre alla Salernitana, l’altra squadra del presidente Lotito. Con l’Inter, è l’unica imbattuta in casa nel 2021, considerando anche i campionati di Germania e Inghilterra, di Francia e Spagna. Immobile al 31’ raggiunge la doppia cifra realizzativa in campionato, dietro solo a Lewandowski del Bayern, a quota 13: Milinkovic-Savic da destra, Pedro corregge per il centravanti. Lo spagnolo ruba il pallone a Gyomber e raddoppia di destro. A metà ripresa Felipe Anderson serve Luis Alberto, che non perdona.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. L’Empoli rimonta a Reggio, come il Sassuolo aveva rovesciato la Juve. La sfida fra gli unici paesi della serie A è decisa da Zurkowski grazie alla goal line tecnology

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_empoli_1_2_tonelli_autogol_pinamonti_zurkowski_serie_a-6292890.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_empoli_1_2_tonelli_autogol_pinamonti_zurkowski_serie_a-6292907.html

di Vanni Zagnoli

Empoli all’ultimo respiro, con merito. Si aggiudica la sfida fra le uniche squadre di Serie A non espressioni di capoluoghi di provincia: in B, c’è solo il Cittadella.
Perde il Sassuolo anche per il pubblico, si sentono di più i 300 arrivati da Empoli, soprattutto per la pazienza nel gioco di Andreazzoli, nonostante i tanti innesti estivi, rispetto alla promozione, che ha la meglio sulla manovra collaudata di De Zerbi che Dionisi fa sua, al netto degli innesti di Scamacca per Caputo e di Frattesi per Locatelli.

Aurelio si impone nella sfida fra gli opposti: Dionisi è classe 1980 (solo Thiago Motta è più acerbo), lui è il più anziano e per 5 anni aveva lavorato il ferro e anche lavorato in famiglia, quando non faceva il professionista del pallone. A 68 anni è arzillo, ha fan personali arrivati da Massa, per seguirlo, ne magnificano l’umanità e l’intellettualità, ha fermato il tempo. Per mezz’ora fa gioco, a parte le occasioni iniziali con Traore e il tunnel di KiriakopoulosConsigli replica a Di FrancescoVicario si oppone a Traore. Pinamonti segna ma in posizione irregolare. All’intervallo Frattesi conduce un buon contropiede libera a sinistra Traore, Tonelli è in ritardo e devia, comunque anche Vicario è sorpreso, 1-0.

Nella ripresa il 4-2-3-1 di Dionisi fatica ancora, contro il 4-3-2-1 biancoblù. Ferrari salva di testa sulla linea, sul destro di Henderson, Traore manca il raddoppio di pochissimo, al pari di Scamacca, con deviazione di BandinelliStojanovic rischia l’espulsione con un fallo plateale su Frattesi, trascinante come in Serie B nel Monza. I neroverdi fiammeggiano in contropiede, con Toljan. Persino il pari va stretto all’Empoli, intanto arriva l’1-1, Chiriches tocca Cutrone, rigore, e Pinamonti spiazza Consigli, specialista.

Saltano i desperados, Aurelio dà una piccola lezione ad Alessio, entrambi avevano vinto a Torino. È una partita bella, sino alla fine, da 7 e passa, per intensità. L’Empoli ha la forza nei gregari, giovani e meno, con Andreazzoli avrebbe strameritato la salvezza, stavolta ce la dovrebbe fare. Anche perchè sbanca Reggio. Lo scozzese Henderson fila via a sinistra a a Lopez, crossa basso e teso sul primo palo, arriva il polacco Zurkowski e di prima intenzione infila di forza, la palla è dentro per centimetri, convalidata dalla goal line tecnology. 

Sassuolo-Empoli 1-2

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6; Toljan 6,5 (40’ st Harroui sv), Chiriches 5, Ferrari 6, Kyriakopulos 6; Frattesi 7 (40′ st Muldur 5,5), Lopez 7; Berardi 5,5, Traore 7 (25′ st Boga 6), Raspadori 5,5 (25’ st Henrique 5,5), Scamacca 5 (17′ st Defrel 6). All. Dionisi 6.

EMPOLI (4-3-2-1): Vicario 6,5; Stojanovic 6,5, Tonelli 6, Viti 6, Marchizza 6 (35′ st Parisi sv); Haas 7 (35′ st Zurkowski 6,5), Stulac 6 (35′ st Asllani 6), Bandinelli 5,5 (17′ st Cutrone 6,5); Henderson 7, Di Francesco 6,5 (42′ st Romagnoli sv); Pinamonti 7. Allenatore: Andrezzoli 7.

Arbitro: Massimi di Termoli 6,5. Marcatori: 43’ Tonelli aut; st 37′ Pinamonti rig, 47′ Zurkowski. Note: ammoniti Scamacca, Stojanovic, Raspadori, Defrel, Lopez e Pinamonti. Angoli: 4-6. Paganti 3539, incasso di 32475

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Atalanta di rimonta, Sarri torna a sorridere

(sport.sky.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/atalanta_di_rimonta_sarri_torna_a_sorridere-6286290.html

L’Atalanta vola in trasferta, la Roma recupera e vince a Cagliari, la Lazio risale. Il resto del mercoledì vede la crisi della Sampdoria, D’Aversa resta in discussione, il ds Daniele Faggiano l’aveva valorizzato a Parma, due promozioni e due salvezze in A, ha convinto il presidente Ferrero a non riprendere Giampaolo eppure sta faticando, con il suo gioco difensivo che talvolta perde anche compattezza.
Bergamo è alla quarta vittoria esterna in sequenza, rimontano il vantaggio del 34enne Caputo, favorito dall’errore di Palomino a centrocampo e dall’assist di Thorsby. Doppietta di Zapata con cross di Zappacosta, complice Askildsen sul pari, mentre il 1-3 è di Ilicic, nel recupero. I blucerchiati si erano aggiudicati il derby con lo Spezia, non si acconterebbero della semplice salvezza, dopo i due splendidi campionati con Ranieri. Nel secondo tempo Gasperini impiega il 2003 Scalvini, in difesa. 
La sfida tra pragmatici premia Mazzarri su Mourinho. A Cagliari il primo tempo è con poche emozioni, occasioni sarde con Bellanova, compresa una traversa, e replica di Cristante, di testa su angolo. Picciono Lykogiannis e Ceppitelli fra i rossoblù, Zaniolo e Vina nella Roma. Ripresa, all’8’ cross dalla sinistra di Marin, Vina manca l’intervento di testa, la palla sbatte addosso a Bellanova che involontariamente serve davanti alla porta Pavoletti, destro facile. Chances per Felix, per Pavoletti e Zaniolo, in acrobazia, parata di Cragno. Traversa di Pellegrini, ancora Pavoletti. Il pari è su corner di Pellegrini, svetta Ibanez. Il sorpasso è sul fallo di Lykogiannis su Zaniolo, Lorenzo Pellegrini aggira la barriera e disorienta Cragno. Mourinho si dimena rabbioso, come quando rimontò a Torino con il Manchester United, in Champions. Mazzarri chiude con 4 attaccanti, resta ultimo da solo, in teoria non è tanto inferiore al gruppo dal 10° posto in più. 
Sorride anche l’altra metà di Roma, ovvero la Lazio di Sarri, dopo il poker di Verona, la Fiorentina si ridimensiona, certo è migliorata rispetto all’ultimo triennio però manca sempre il salto di qualità. Le palle gol sono per Immobile e Vlahovic, Lazzari e Torreira. All’8’ st risolve lo scambio Milinkovic-Savic per Immobile, apertura a sinistra per Pedro e sberla mancina. Vincenzo Italiano è mago nel gioco d’attesa, nell’attacco ragionato, resta flebile la reazione allo svantaggio, tantopiù esterno. Stasera il Bologna a Napoli, per un giorno non più capolista.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Serie A, le goleade di Verona e Fiorentina, la discontinuità di Sarri e Mazzarri. Il cholismo di Giovanni Simeone: “Grazie alla meditazione”

(repubblica.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_e_stato_il_pomeriggio_delle_vittorie_con_tre_reti_di_scarto-6279538.html

E’ stato il pomeriggio delle vittorie con tre reti di scarto, del Verona sulla Lazio e della Fiorentina sul Cagliari.
Igor Tudor mantiene l’Hellas accanto al Toro di Juric, da cui l’ha ereditato, e al Sassuolo, è davanti all’Udinese che per due volte aveva salvato, mentre alla Juve aiutava molto Pirlo nelle decisioni. L’eroe della giornata è Giovanni Simeone, 4 gol alla Lazio: “In mattinata – racconta – guardavo proprio la squadra con cui papà Diego vinse il secondo scudetto, avevo sognato di fare 2 o 3 gol. Voglio conoscermi, faccio meditazione, mi guardo dentro, ero nervoso e ho controllato questa emozione”.
Alla Fiorentina e al Cagliari fece bene nelle prime stagioni, non nelle seconde, a Verona l’ha portato Di Francesco, esonerato presto. Nella Lazio, prima panchina per Romano Floriani Mussolini, 18 anni, figlio dell’ex parlamentare Alessandra, nipote del duce. Caprari punisce la difesa biancoceleste mal posizionata, premiando il taglio di Simeone. Il raddoppio è con un gran destro, su appoggio di Veloso. Alla ripresa Milinkovic serve Immobile, il cui rasoterra passa sotto il corpo del portiere Montipò. Sarri fa entrare Lazzari e Luis Alberto, che a gennaio potrebbe andare via, è però ancora Caprari, romano ed ex romanista, ad accendere Simeone. Montipò piazza due parate, Milinkovic coglie la traversa, infine il nuovo suggerimento di Veloso, per la testa del Cholito. La Lazio aveva già preso tre gol di scarto a Bologna, il presidente Lotito la manda in ritiro.
La Fiorentina torna a un punto dalla zona Champions, dopo due sconfitte, entusiasmando i 20mila dello stadio Franchi. Mano di Keita, segna Biraghi su rigore, richiamato dal Var, Vlahovic non si era sentito di calciarlo. Raddoppia Gonzalez, assist di Saponara, che aveva colto l’incrocio. Il tris è dello stesso attaccante serbo, che aveva rifiutato il rinnovo a 4,5 milioni a stagione, è al 7° gol, compresa la coppa Italia. E’ stata la peggior versone del Cagliari con Mazzarri.
Vanni Zagnoli

Impresa del Pordenone, davanti al ct Mancini. Pareggia allo scadere a Pisa, sul campo della capolista, Folorunsho approfitta dell’errore del portiere Nicolas, su retropassaggio di Caracciolo: è riportato in squadra da Tedino, per la terza volta sulla panchina dei ramarri. Match sospeso per l’infortunio all’arbitro Tremolada, si gioca sino al 100’. E’ il secondo punto per il Pordenone, al terzo allenatore in 9 giornate.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. L’Atalanta maramaldeggia a Empoli, Mazzarri vince la prima partita e D’Aversa è in discussione. Scamacca non basta al Sassuolo

(sportmediaset.mediaset.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_l_atalanta_inizia_a_fare_l_atalanta_ovvero_a_segnare_tanto-6264562.html

L’Atalanta inizia a fare l’Atalanta, ovvero a segnare tanto, mentre il Cagliari ottiene la prima vittoria stagionale e il Genoa recupera nuovamente due gol.
A tre giorni dal Manchester United in Inghilterra, i bergamaschi passano a Empoli per 4-1, sprecando fra l’altro un rigore con Ilicic (altissimo) ma anche appoggiandosi al centrale difensivo Demiral, due salvataggi vicino alla linea. La squadra di Gasperini è alla quinta vittoria in 6 trasferte, grazie alla doppietta di Ilicic e all’incontenibile Zapata, entrato a inizio ripresa. Il vantaggio è dello sloveno, grazie allo scambio con Pasalic, poi il sinistro a giro di Muriel. L’1-2 è su lancio di Stulac per Di Francesco. 
Nel secondo tempo l’autorete di Viti, propiziata da Zapata, e il contrasto di Bandinelli su Zappacosta, con rigore sbagliato. Infine la rete del colombiano Zapata. L’andamento dei toscani è schizofrenico, al Castellani sono stati battuti da Venezia, Sampdoria (0-3) e adesso dai bergamaschi, eppure sono stati capaci di vincere a Torino con la Juve e a Cagliari e di maltrattare il Bologna.
I tre punti di Mazzarri, in Sardegna, portano la firma di Joao Pedro, doppietta, al 4’ del primo tempo e del recupero. In mezzo ci sono il raddoppio di Caceres e la rete della possibile rimonta della Sampdoria con Thorsby. Finisce in discussione D’Aversa, il presidente Ferrero vorrebbe Iachini ma il ds Faggiano lo difenderà, come fece a Parma, intanto l’allenatore viene espulso per un possibile rigore negato a Quagliarella. Le tre reti vengono da errori difensivi, con seconde palle prese dal Cagliari, gli assist sono di Keita e Nandez; di Caputo per i doriani, che all’attivo hanno anche il palo di Candreva.
A Marassi il Sassuolo si fa rimontare, come a Roma e con l’Inter. L’ex Scamacca si vede annullare un gol in fuorigioco millimetrico, fa doppietta in 20’, sui cross di Berardi e Toljan. Il 3-5-2 del Genoa è in difficoltà di fronte al 4-2-3-1 di Dionisi, la riscossa arriva con Destro, servito da Fares, e con il debuttante messicano Vasquez al 90’, su angolo di Rovella.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”