Enordest.it. Al Menti per respirare la leggenda del Real Vicenza

https://www.enordest.it/2022/09/25/al-menti-per-respirare-la-leggenda-del-real-vicenza/

Vanni Zagnoli

Il nostro viaggio a Vicenza è stato nella notte della salvezza sperata, che poi a Cosenza si è trasformata in retrocessione, in serie B, dopo appena due stagioni.

C’era Sara Vivian, ufficio stampa, affascinante. Segue il proprietario Renzo Rosso dalla serie C2, dal Bassano, Virtus, al Lanerossi. Sara ci ha consentito di raccontare lo stadio Romeo Menti, nel giorno di una bella conferenza stampa di Stefano Rosso, il figlio di Renzo, con il direttore generale Andrea Bedin, ex serie B, che avevo conosciuto in quella veste.

Sono passate troppe settimane, restano le emozioni. Il piacere di assaporare il biancorosso. 

Sono entrato sul campo del Menti, sul manto, verde, alla vigilia di un evento organizzato da romagnoli. Ho girato per le tribune, quel che non avevo fatto, ma molto avevo percorso, nella notte del mio viaggio da Civitanova, Marche, Macerata, dallo scudetto numero 7 della Lube, nel volley, a Vicenza, appunto.

Le emozioni, dicevo, del Menti. Le mie sono state forti, andai nel ’98, direi, addirittura per il Corriere della Sera, comunque era un Vicenza-Bologna, con Signori protagonista, c’era Francesco Guidolin, sulla panchina biancorossa.

E andai la notte magica della coppa delle Coppe, contro il Chelsea, contro Vialli, Gianluca, che da anni non sta bene, il Gianduca, come lo chiamava Gianni Brera. Finì 1-0, direi, e giocò un giovanissimo Massimo Ambrosini, pesarese, commentatore di Dazn, ex Sky, sport.

C’erano anche, credo, forse, Giovanni Ratti e Giorgio Barbieri, de La Provincia di Cremona, Ratti è una grande penna, molto più di me, adesso in pensione, ama la Juve e i fumetti, è pittoresco, fiabesco, nello scritto.

Ebbene, Enrico Pirondini, reggiano, di Guastalla, già allo sport di Mediaset e direttore de La Nuova Ferrara, lo spedì inviato a Londra, al ritorno, al 3-1, ma era uno 0-2, se ci fosse stato il var, a convalidare il raddoppio di Luiso.

Il Menti, dunque, è tantissima roba, qualcosa devo ancora scoprire, su youtube, da vannizagnoli.it, le riprese nell’ultima notte cadetta, all’interno dello stadio.

Ho solcato i settori, camminato, quasi pianto, perchè il Lanerossi è tanta roba.

Un giorno convincerò Giorgio Carrera ad aprirmi casa sua, era il libero, reggiano, di Bagnolo, in Piano, del Real Vicenza, per raccontare la squadra vicecampione d’Italia, dietro la Juventus, nel 1977-’78, con Paolo Rossi centravanti e Giovan Battista Fabbri in panchina, ferrarese.

Ricordate che per la morte di Pablito ho raccontato, anche in video, la figlia, di Gb.

Erano biancorossi eroici, di cui ci sono poche immagini, l’anno successivo uscirono al primo turno, in Europa, in coppa delle coppe, mi pare, con il Dukla Praga, all’andata il ceco Maceda mise fuori causa Rossi, al ginocchio.

Giussy Farina era il presidente, vive ancora, l’ho raccontato in video per Mediaset premium, la tribù del calcio, anni fa, andai proprio al ristorante, mi pare, non a casa sua, e ci fermammo a cena con lui con la troupe della tv.

Adesso è in casa di riposo, ma lucido, l’ho chiamato un anno e mezzo fa, alla morte di Pablito, era desolato, con tutti.

Era un Vicenza da mandare a memoria.

Ernesto Galli, dunque, scomparso, fra i pali, e poi Lelj, anche alla Fiorentina, e Marangon, Luciano, poi campione d’Italia, Prestanti era lo stopper, Carrera il libero, Guidetti prima o dopo il mediano a sostegno, avrebbe detto Sandro Ciotti, la voce rauca di radioRai, scomparsa ormai 20 anni fa, dopo Enrico Ameri. Rosi, Faloppa, Filippi, Paolo Rossi, appunto, ma anche Salvi, dalla cintola in su.

Volutamente non guardo su wikipedia, sarebbe troppo facile.

Quella sera, allora, di maggio, direi, del playout, andata, sono stato al terzo tempo, modello rugby, sotto la curva dello stadio Romeo Menti, avevo molto timore, non ho filmato tanto, ho sempre paura di prenderle, gli ultras non accettano di finire su youtube, ma non ho corso rischi.

C’era gente fisicatissima, di successo con le donne, ma sempre a bere birra.

La leggenda del Lane.

Quella sera arrivo tardi, per la ripresa, prima però mi godo lo store, del Vicenza, incredibile, da Champions league, mi manca l’hospitality.

Il Menti è un signor stadio, bello, ma non dappertutto, ha alcune parti ancora fatiscenti, brutte.

Conta che ci sia la famiglia Rosso, con il marchio Diesel e un potenziale da serie A.

Aspetto il Vicenza in Europa, come con Francesco, Guidolin, il mio allenatore preferito assieme a Giampiero Gasperini. Sono due fra i più sottovalutati al mondo, il trevigiano a 63 anni ha deciso di smettere, dopo il Galles, a 64 il Gasp insegue ancora il secondo posto e la semifinale di Champions league, quest’anno peraltro neanche è in Europa ma è in testa, dopo un lustro da record.

Il Vicenza è da record, è stato grande negli anni ’60 e ’70. Il Lane, il Vicenza. Da brividi.

Un giorno, andate al Menti, vibra. Vibra tutto, vibra il cuore. Anche se la squadra ha iniziato con 7 punti in 4 gare, in serie C. Magari duetterà per la risalita con il Pordenone e il Padova, l’Arzignano difficilmente reggerà, Triestina e Virtus Verona per il momento sono dietro.

Da “Enordest.it”

Enordest.it. La sorpresa è l’Udinese. In B saltano panchine

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Vanni Zagnoli 

Il record dell’Arsenal, fa debuttare il trequartista dell’Inghilterra under 17 Ethan Nwaneri, che ha 15 anni e mezzo, è il primo sotto i 16 anni a giocare in Premier. Supera Harvey Elliott, esordiente nel Fulham a 16 anni e un mese.

E’ un esempio per l’Italia che centellina i giovani, escluso nei finali di campionato, quando esordiscono giusto per avere una soddisfazione, ragazzi che magari poi si perdono nelle categorie inferiori o addirittura smettono. Da notare che ai Gunners mancava il capitano Odegaard, 24 anni, norvegese, che arrivò al Real Madrid a 16 anni, senza peraltro sfondare, neanche in Olanda né alla Real Sociedad.

La tecnologia e lo sport. Luis Enrique fa allenare la Spagna con il walkie-talkie: “Così i giocatori mi sentono meglio, devo urlare di meno”. Il gps viene usato nel rugby, ma anche nel calcio.

Bologna-Empoli 0-1, gol di Bandinelli a un quarto d’ora dalla fine, era già stato decisivo un anno fa, a Reggio, con il Sassuolo. E’ il primo successo per Paolo Zanetti con i toscani. Al Venezia aveva ottenuto l’ultimo a febbraio, a Torino, venne poi esonerato a fine aprile. La penultima vittoria era stata a Bologna, a fine novembre. Comunque la sua ricerca del bel gioco adesso dovrebbe pagare, con gli arancioneroverdi aveva una rosa troppo debole, per salvarsi.

Alessio Tacchinardi esonerato dal Lecco, 4 anni fa da subentrato chiuse settimo, allora in serie D, adesso in C. Si era salvato anche alla Pergolettese, in serie D, nel 2015. A Crema in serie D, al suo paese, si dimise, e a Fano, da subentrato, retrocedette in D ai playout. Spesso il personaggio televisivo, opinionista di Mediaset dal 2014, quando allena va male. Come l’ultimo Aldo Agroppi, sferzante alla Domenica Sportiva contro Antonio Matarrese ma licenziato alla Fiorentina di Cecchi Gori mentre stava retrocedendo.

Le imprese di Udinese, 3-1 all’Inter, dopo il 4-0 alla Roma, è alla 5^ vittoria di fila, lassù, con un allenatore che dava spettacolo, in serie B, all’Ascoli, dopo un decennio eccellente, fra serie B e C. La prima vittoria del Monza in A è contro la Juve, la sorpresa di Raffaele Palladino, che infatti dà il merito ai giocatori, per i soli 5 giorni di allenamento. La caduta contemporanea di Juve e Inter, Milan e Roma, ovvero le favorite per lo scudetto, le più attese, anche Simone Inzaghi è un pizzico in discussione.

Il ritorno in nazionale di Manolo Gabbiadini, giocò titolare 5 anni fa a Milano, in Italia-Svezia 0-0, per oltre un’ora, poi lasciò il posto a Belotti. Ha 30 anni e con il suo sinistro conserva classe, nella Sampdoria non ha giocato tanto ma resta di interesse azzurro considerata la scarsità di grandi attaccanti.

Mercoledì sera è finita 0-0 l’amichevole fra San Marino e le isole Seychelles, ovvero 33mila abitanti contro 97mila, due posti turistici fra i più apprezzati al mondo, 211^ nel ranking Fifa San Marino, la peggiore nazionale in assoluto, a sorpresa, perchè in passato ha ottenuto anche risultati di prestigio, e il 198° posto per le isole nell’oceano indiano.

I 4 cambi in panchina in serie B, più i 3 già effettuati. Non ha senso sostituire Castori, con i suoi 10 campionati vinti, dopo appena 6 giornate. Se non piace il suo calcio, agli antipodi rispetto ad Alvini, passato in serie A alla Cremonese, il presidente Santopadre non doveva prenderlo, certo Silvio Baldini sarà più offensivo, con il Perugia. Si era dimesso dal Palermo, che poi aveva preso Corini. 

Più motivato il ritorno a Pisa di Luca D’Angelo, che meritava la serie A, dopo lo spareggio perso con il Monza, Maran è uscito male dalla coppa Italia e ha conquistato appena 2 punti in 6 gare.

A Benevento, il presidente Vigorito vuole licenziare Fabio Caserta, comunque buono la scorsa stagione, con semifinale playoff, per affidarsi a Fabio Cannavaro, che mai ha allenato in Italia e dunque sarebbe un rischio, fra l’altro ha ottenuto la clausola di un milione di penale in caso di esonero.

A Como il cambio è motivato con i problemi di salute di Giacomo Gattuso, il tecnico della promozione e della salvezza brillante, arriva Moreno Longo, retrocesso con l’Alessandria ma dopo la promozione storica. Il SudTirol aveva già rinunciato nel precampionato a Zauli, dopo 3 settimane con il vice Leandro Greco si è affidata al difensivo Pierpaolo Bisoli, con il quale può arrivare la salvezza.

Comunque 6 cambi in poco più di un mese di campionato sono molti.

Basket. La grandezza di Sergio Scariolo, vincitore di 4 ori e un bronzo agli Europei, con la Spagna. Più argento e bronzo olimpico, più l’oro mondiale. Il tecnico bresciano diventa l’allenatore più vincente di ogni tempo, del basket italiano, considerato anche il titolo Nba da vice, con Toronto.

Volley, le azzurre scelte da Davide Mazzanti, per il mondiale iniziato ieri con il Camerun. Rispetto all’oro europeo manca Sarah Fahr, che ad aprile si è rotta nuovamente i legamenti, al suo posto Marina Lubian, figlia di un pallanotista torinese. In banda torna Caterina Bosetti, che era infortunata, un anno fa, esce Sofia D’Odorico. Il secondo libero negli anni è cambiato spesso, ora tocca alla chioggiotta Eleonora Fersino, classe 2000, come Pietrini e Lubian

A Gardone Riviera, Marcell Jacobs ha sposato Nicole Daza, con parenti arrivati dagli States, ma non il padre. Elegantissimo nel suo smoking scuro, il campione olimpico dei 100 metri, anche mondiale indoor ed europeo, ha raggiunto in barca, da Desenzano, la location cara a D’Annunzio. Nozze e compleanno nella stessa giornata, per Nicole, splendida nel suo lungo velo, abbracciata dal piccolo Anthony. Coach Paolo Camossi era il testimone, molti gli azzurri: l’oro olimpico del salto in alto Gianmarco Tamberi, al compagno di staffetta a Tokyo Fausto Desalu, l’ostacolista Paolo Dal Molin, la staffettista Johanelis Herrera, la lunghista Laura Strati. E poi il presidente della Fidal Stefano Mei, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il vicepresidente federale e dt Fiamme Oro Sergio Baldo, fra i 150 invitati.

Boxe, la grandezza di Canelo Alvarez. Il messicano conserva il titolo dei supermedi e i titoli Wba, Wbc, Wbo e Ibf, batte il 40enne Golovkin, kazako per la seconda volta in 5 anni, la prima finì in parità: “Sono il miglior pugile al mondo”, aveva dichiato alla vigilia, probabilmente è vero.

L’Italia vince ai mondiali di subbuteo, a Roma, a cinecittà, su 26 nazioni, Luca Colangelo è il campione individuale, poi il titolo a squadre e l’argento fra i veterani e tra le donne.

Ciclismo, l’argento mondiale nella staffetta mista, le staffette miste portano medaglie all’Italia, nel nuoto, nell’atletica, nel tiro a volo e praticamente in tutti gli sport in cui vengono proposte.

Tre temi, intanto, dal festival della Gazzetta dello sport, a Trento.

Marcell Jacobs: “A Roma 2024, Europei, farò i 100 e i 200”. L’allenatore Paolo Camossi: “E’ una forzatura dire che ci alleniamo per battere Bolt”. “Io però ci penso, al record – dice Marcell -. Sono molto esplosivo, con buoni piedi, ottima velocità fin da subito e cerco di tenerla”. 

Camossi: “Le partenze sono diverse, in base anche al blocco, a Tokyo raggiunge la punta massima velocità agli 84 metri, nessuno fra i grandi ha quel valore. Il sogno è che raggiunga la maggior velocità all’arrivo. L’obiettivo per il 2023 sarà ripetere questa stagione, disputando però 15 gare”.

Jacobs: “Gli infortuni sono dipesi dal virus preso in Kenya, ero stato 3 giorni in ospedale, resta nei muscoli per 6 mesi. Mi presenterò agli Europei indoor a Istanbul da campione, mentre ai mondiali di Budapest cercherò la medaglia che mi manca. Mi sento giovanissimo, sino ai 20 anni mi sono divertito, non ho spremuto tanto il mio corpo, posso reggere altri 10 anni”.

Con Bruno Conti, Fulvio Collovati, Beppe Bergomi, Franco Causio e 

Altobelli, la rievocazione del mondiale del 1982. https://www.youtube.com/watch?v=Cl6Uk6Ou-bM

Video, ciclismo, Elia Viviani presenta il mondiale con arrivo stamane: “Van der Poel, Van Aert e Alaphilippe favoriti per il mondiale. Il circuito è duro. Bennati non è un ct troppo giovane”. 

Da “Enordest.it”

Il Gazzettino. Serie B, il Cittadella sconfitto a Reggio Calabria, il Venezia pareggia con l’ultima in classifica

Il Cittadella cade sul campo della Reggina, capolista, mentre il Venezia concede un punto al Pisa di Rolando Maran, ultimo.
Il primato della Reggina sorprende, a luglio era stato arrestato per bancarotta il presidente Luca Gallo, che aveva lasciato al 38enne Felice Saladini, imprenditore digitale. Per Filippo Inzaghi sembrava un passo indietro, invece è davanti assieme alle rondinelle. Il Cittadella lascia spazi in campo aperto, accadeva anche nell’èra Venturato, sblocca Gagliolo di testa, su punizione di Majer. Dopo un’ora segna Fabbian, padovano ex Inter, al terzo gol, assist di Ménez. Traversa di Tounkara per i granata, il tris è di Gori. La squadra di Gorini è in gruppo al 9° posto, insegue i playoff sfiorati a primavera.
Dopo le stagioni felici con Dionisi e con Zanetti, al di là del ritorno in B, il Venezia si sta battendo per la salvezza, come quando retrocedette con Cosmi e poi venne ripescato, nel 2019. Segna al 40’ con la girata all’incrocio del serbo Novakovich, un buon attaccante, per la serie B, pareggia Gliozzi, bravo a lasciare sul posto Ceccaroni, fra i 7 rimasti rispetto alla promozione in A. A venti minuti dal termine, il pisano Ionita entra in ritardo su Busio, e viene espulso, poi Ceccaroni reclama un rigore a contatto con Barba.“Meritiamo di più”, canta la curva lagunare, eppure Javorcic è soddisfatto.
Venerdì, il Brescia aveva superato il Benevento allo scadere, con Flavio Bianchi. Terzi il Frosinone, che batte il Palermo grazie al quotato Moro, con deviazione di Buttaro in autogol, e la matricola Bari, passata nel finale a Cagliari con il solito Cheddira. A fatica, il Genoa batte il Modena con Jagiello: il trevigiano Tesser resta penultimo, del resto non si era illuso per avere eliminato il Sassuolo, in coppa Italia. Si affaccia in zona playoff il Parma, 3-1 ad Ascoli, dove si avverte la differenza fra mister Sottil, in zona Champions con l’Udinese, e Bucchi. Segnano Tutino, il ritrovato Inglese e Man. A quota 9 la Spal, 3-3 a Como, reti di Maistro per Ferrara, doppietta di Cutrone (un assist dell’ex Barcellona Fabregas), 2-2 di Moncini, poi Ioannou ed Esposito. A Bolzano, Sudtirol avanti con Rover, pareggia il Cosenza con Kornvig.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Enordest.it. Quanto veneto nel mondialvolley

https://www.enordest.it/2022/09/18/quanto-veneto-nel-mondialvolley/

Vanni Zagnoli

Zizzaghiamo come sempre, fra il volley campione del mondo e il calcio e anche la ginnastica ritmica, questa settimana, con i mondiali.

Nel mondiale di pallavolo, italiano per la quarta volta nella storia, c’è tanto di veneto. Vicepresidente federale è Adriano Bilato, dal Valsugana, Padova, dov’è stato giocatore e allenatore giovanile, al secondo mandato, dopo la presidenza di Pietro Bruno Cattaneo adesso segue Giuseppe Manfredi, pugliese. 

Nella rosa dei 14 giocatori figura Mattia Bottolo, schiacciatore di 22 anni, nato a Bassano, cresciuto in giallorosso e da 6 stagioni a Padova. “E adesso – racconta – spicco il grande salto, alla Lube Civitanova, campione d’Italia”. Magari giocherà poco, come con la nazionale iridata, ma già il salto è emozionante. Studia biologia all’ateneo di Padova, è un esempio di doppia carriera, sport e studio, grazie all’accordo fra l’università e la Kioene. Gli ha telefonato la magnifica rettrice Daniela Mapelli, invitandolo a palazzo Bo.

E’ entrato in una gara della prima fase Leonardo Scanferla, 23 anni, padovano, ex Petrarca, a caccia dello scudetto con Piacenza dopo 3 stagioni non esaltanti, come squadra. E’ il libero di riserva, dietro l’altro patavino, Fabio Balaso, muscolarissimo, alto 1,82, come un italiano medio, premiato come migliore del ruolo. Questo è il nostro videoracconto, a caldo. https://www.youtube.com/watch?v=FdGshO-M65s&t=4s

Le altre videointerviste all’Italia mondiale sono a Yuri Romanò, opposto sorprendente 

A Simone Galassi, uno dei due centrali migliori, nonostante sia rimasto in panchina da metà del secondo set alla fine, a favore di Roberto Russo

> https://www.youtube.com/watch?v=l8-Wj-oYfpA&t=6s

E poi il ct De Giorgi https://www.youtube.com/watch?v=98uzInaOJ_k&t=2s

Ci sono allenatori che mai in carriera arrivano in serie A, pur avendo fatto benissimo in tante categorie, e altri, in genere ex grandi calciatori, che arrivano rapidissimamente. Thiago Motta aveva debuttato al Genoa, durando un paio di mesi, con il presidente Preziosi, che pure l’aveva scelto in quanto ex bandiera genoana. A La Spezia ha disputato una buonissima stagione, arrivando alla salvezza in anticipo, nonostante il mercato bloccato, adesso arriva presto a una panchina di notevole blasone, a Bologna. Infatti non era la prima scelta, era De Zerbi, che ha rifiutato per non subentrare a Mihajlovic, allenatore comunque malato, di leucemia, anche se sta meglio. 

Ranieri è infinito, ha 71 anni, di sicuro ha un’esperienza infinita, ma in questo senso la scelta del ds Giovanni Sartori va a premiare le idee, il futuro, la voglia di aprire un ciclo. Ma Thiago Motta difficilmente farà meglio di Sinisa Mihajlovic, che in queste 5 stagioni mai ha avuto un gruppo di livello superiore ai suoi piazzamenti comunque buoni, con affacci anche nella prima metà della classifica.

L’assurdità della scelta del Monza, per salvarsi al debutto in serie A. Esonera Giovanni Stroppa, che comunque meritava maggiore pazienza, considerata anche la promozione con il Crotone. Promuove Raffaele Palladino che mai ha allenato in carriera e ha solo 38 anni. I precedenti di Silvio Berlusconi con Seedorf (che poi ha allenato solo qualche mese lo Shenzhen in Cina, il Deportivo La Coruna e per due anni il Camerun, Filippo Inzaghi (comunque il migliore fra i 3 debuttanti) e Cristian Brocchi, che al Monza aveva solo avvicinato la serie A. Palladino ha sicuramente qualità da tecnico ma solo allenato una giovanile, l’under 15 e un anno la primavera. E poi ha una squadra completamente nuova, rispetto alla promozione. Il vicepresidente Adriano Galliani: “Mi ricorda Arrigo Sacchi, come scelta”.

Quando però Sacchi arrivò al Milan aveva già allenato 6 stagioni in Romagna fra i diletatnti, la primavera del Cesena, due anni a Rimini in serie C, uno le giovaniili della Fiorentina. E, soprattutto, due stagioni eccellenti a Parma, con promozione in B e un campionato cadetto di primo livello.

In Europa, sorprendono i 3 gol del Napoli, più un rigore sbagliato, a Glasgow, dopo le 4 reti al Liverpool. Inter e Milan onorano il pronostico vincendo contro avversarie inferiori, la Juve conferma il momento no, mai aveva perso le prime due gare nel girone di Champions. Ci sta di perdere a Parigi con il Psg ma non in casa con il Benfica, che avrebbe potuto andare oltre l’1-2. Per passare, Allegri dovrà battere due volte il Maccabi, vincere in Portogallo e almeno pareggiare con il Psg. Oppure battere i francesi e pareggiare in Portogallo. E potrebbe non bastare. Quel contratto da 9 milioni di euro a stagione è un deterrente all’esonero.

In Europa league, il 5-1 subito in Danimarca dalla Lazio, con il Midtjylland, ma la squadra di Sarri può passare. Più difficile per la Fiorentina, 3-0 in Turchia con il Basaksehir, con un punto in due gare e Vincenzo Italiano al momento più difficile della carriera anche in campionato. Strano perchè ha affrettato la preparazione per superare il preliminare e aveva chiuso la scorsa stagione avvicinando la Juve e la Champions league.

Nel tennis, Roger Federer annuncia l’addio, chiuderà con la Rod Lever cup, è una sfida a squadre fra Europa e resto del mondo, in programma la prossima settimana. E’ rimasto nel circuito per 24 anni, ne ha 41. Si è aggiudicato 20 tornei del grande slam, 8 a Wimbledon, e in totale 103 tornei nell’Atp. Per 310 settimane è stato numero uno al mondo, vi restò ininterrottamente per 237, dal febbraio 2004 a metà agosto 2008, record. Fra il 2004 al 2006 ha registrato un record di 247-15, con una percentuale di vittorie oltre il 94%.

Nel 2009 si aggiudicò il Roland Garros, completando il suo career gran slam. Nella Atp finals, 18 qualificazioni, 59 vittorie  e sei titoli, nei Masters 1000 28 titoli. Dopo aver subito un intervento al ginocchio nel 2016, è tornato vincendo altri 3 slam e nel ’18 è diventato il più anziano numero 1 al mondo, a 36 anni. Nel ’19 la sua ultima finale

in uno slam, persa a Londra contro il serbo Novak Djokovic, il suo grande rivale, assieme a Rafael Nadal, spagnolo.

Nella ginnastica ritmica, ai mondiali in Bulgaria Sofia Raffaeli si aggiudica 3 ori, alla palla, al cerchio e anche al nastro, più il bronzo alle clavette, nonostante due perdite. La ‘formica atomica’ è marchigiana, di Chiaravalle, Ancona, e porta la nona medaglia mondiale nella storia dell’Italia. A Sofia anche un bronzo alla palla, per Milena Baldassari, di Ravenna. 

Da “Enordest.it”

Udinese con vista Europa, con doppietta di Beto e Samardzic. Sassuolo in 10 rimontato

di Vanni Zagnoli

C’è anche l’Udinese, lissù, intrusa in zona Champions league, addirittura. Quattro vittorie di fila, 13 punti in 6 partite e quarto posto, a una lunghezza dal primato. Il 4-0 sulla Roma, insomma, non è stato casuale. A Reggio Emilia rimonta tre gol, anche grazie all’uomo in più, li segna nell’ultimo quarto d’ora, due nel recupero. Fa doppietta Beto, che ha la precisione dei grandi bomber, in mezzo il destro a giro di Samardzic, tedesco di 20 anni. A parità di uomini, probabilmente il Sassuolo avrebbe retto, nel finale riemerge nei limiti difensivi e in un rendimento casalingo che non è da parte alta della classifica. Magari i due gol di scarto sono eccessivi, non il successo dei bianconeri, in maglia gialla.

Si fa viva l’Udinese, in avvio, con una gran giocata di Pereyra, due volte con Success e con uno sprint di Udogie, che dalla prossima stagione giocherà nel Tottenham. Altre iniziative sono di Ebosse, una punizione di Deulofeu, una conclusione di Walace respinta. 

Grande attenzione sulla fase difensiva, per Alessio Dionisi, dopo le stagioni con troppi gol subiti, da Eusebio Di Francesco alle tre con Roberto De Zerbi, alla prima sua. Si cerca la verticalità, sì, ma anche l’equilibrio, come dimostrano gli 0-0 con il Milan, ma con rigore sbagliato da Berardi, e a Cremona. Il francese Laurientè e Frattesi fanno le prove del gol, il loro tandem funziona.

L’Udinese è abituata alle due stagioni e mezza con Luca Gotti, si chiude molto bene e riparte, Andrea Sottil era un difensore, in serie B e C ha sempre proposto un calcio molto piacevole, come per metà primo tempo.

Nel momento di controllo reciproco, al 32’, sbaglia il disimpegno Enzo Ebosse, franco camerunese arrivato dalla Ligue1, Laurientè si fionda sul pallone, Ebosse torna a contrasto, ma flebilmente, irrompe Frattesi dalla sua posizione, a destra, e dal fondo segna, senza trovare l’opposizione di Silvestri, reggiano dell’Appennino, meno efficace rispetto alle stagioni a Verona. 

E’ il 6° gol in serie A per Davide Frattesi, romano, ex Lazio e Roma e già molto vicino a ritornare in giallorosso e punta a essere titolare in nazionale. Il duo Laurientè-Frattesi si rende insidioso per la terza volta, stavolta il portiere friulano è attento. Si fa vedere Pinamonti, di testa, chiede il rigore per un tocco di mano di Becao, il check del Var non lo concede. 

Serve un altro controllo a tavolino sull’espulsione di Ruan Tressoldi, l’errore a centrocampo è di Matheus Henrique, Deulofeu ha quella velocità di pensiero e azione che lo rendono da grande squadra (Barcellona e Siviglia, Everton e Milan, nel suo passato) serve in corridoio Success e il difensore brasiliano lo tocca sulla spalla, sulla mano e anche sulle gambe, di quel tanto per sbilanciarlo. Siamo ai limiti, Ferrari forse avrebbe potuto recuperare, l’occasione da gol è chiara ma più spesso situazioni del genere vengono punite con l’ammonizione. Altro controllo al Var, per una mano nell’area neroverde, niente rigore, per Camplone.

Nell’intervallo Dionisi leva l’esterno offensivo Kyriakopoulos per il difensore Ayhan, Sottil ne cambia due, fa entrare Ehizibue, nigeriano olandese, nato in Germania, ha 27 anni ed è uno dei tanti giocatori scovati da Andrea Carnevale, mago degli scouting, con una rete unica, che in passato aveva anche Geronimo Barbadillo, come punto di riferimento.

Sospinti dal tambureggiare di 500 tifosi, i friulani attaccano, con la propulsione dello sloveno Lovric, Dionisi chiede di abbassare il ritmo, i neroverdi sono spettacolari e più avveduti, senza rinunciare all’affondo, con Henrique che fa ammonire Ehizibue, l’uomo dalle treccine, poco brillante. A metà ripresa Sottil fa entrare Nestorovski, reduce dai peggiori 3 anni di carriera, complici infortuni, e Beto. Il portoghese già autore di 13 gol nell’Udinese, in poco più di un anno, aziona Pereyra, sul cross la diagonale di Toljan è perfetta.

L’allenatore toscano al debutto in serie A ama i 3 centrali difensivi, li mantiene anche nel finale, attaccando peraltro anche con 5 uomini. Al 29’ Deulofeu non è chiuso da Rogerio, azzecca un bel pallone per Pereyra, il cross volante taglia fuori Ferrari e al centro svetta Beto, in anticipo su Toljan.

L’Udinese ha davvero pensieri europei, aumenta la gittata del giro palla, Samardzic centra Consigli, Lovric calcia alto. Concede un contropiede alla squadra marchiata Mapei, poi gira di testa ancora con Beto. Sottil chiede di non affrettare le giocate, è premiato all’inizio del recupero. Samardzic si conferma un grande tiratore, riceve palla al limite, Maxime Lopez lo aspetta in area, Toljan si fa saltare, il tedesco con la suola si sposta la palla sul destro e angola perfettamente. 

In tribuna ci rimane male Berardi, infortunato, a coccolare il figlio Luigi. Altri due minuti e arriva il tris, Lovric recupera palla sulla trequarti, invita in corridoio Beto, lasciato libero da Marchizza. 

Dal 2013, con Guidolin, l’Udinese manca dall’Europa, da allora non è mai andata oltre il 12° posto. Il patron Giampaolo Pozzo l’ha mantenuta in serie A ininterrottamente dal 1995, è una striscia record, per una provinciale. Ha ceduto il Granada, in Spagna, il figlio Gino è retrocesso con il Watford, in Inghilterra, ma il club friulano resta un simbolo di gestione oculata e di buon calcio. Sottil aveva vissuto la Uefa da calciatore, a Udine, all’inizio del millennio, meritava la serie A già da anni. E si gode anche il figlio Riccardo, alla Fiorentina.

Sassuolo-Udinese 1-3
Sassuolo (4-3-3): Consigli 5,5; Toljan 5,5, Tressoldi 5, Ferrari 6, Rogerio 5,5; Frattesi 7 (23’ st Harroui 5,5), M. Lopez 6, Henrique 5 (47′ st Alvarez sv), Laurientè 7 (23′ st Thorstvedt 5.5), Pinamonti 5 (36’ st Marchizza 5.5), Kyriakoupolos 5,5 (1’ st Ayhan 5.5). All. Dionisi 5,5. 
Udinese (3-5-2): Silvestri 5,5; Perez 6,5, Becao 6,5, Ebosse 5 (1′ st Ehizibue 5.5); Pereyra 7, Lovric 6,5, Walace 6 (22′ st Nestorovski 5.5), Arslan 5.5 (1′ st Samardzic 7), Udogie 6,5, Success 6.5 (22’ st Beto 7), Deulofeu 6,5 (36’ st Makengo 6). Allenatore: Sottil 7. Arbitro: Camplone di Pescara 6. 
Marcatori: 33′ Frattesi; st 30′ e 48′ Beto, 45′ Samardzic. 
Note: espulso al 41′ pt Tressoldi per fallo su chiara occasione da gol. Ammoniti: Ebosse, Becao, Lopez per gioco scorretto. Angoli 5-6. Spettatori: 8.694, incasso 70.905. Recupero: 2′ e 4′.

Enordest.it. Saltano le panchine spesso senza un motivo

https://www.enordest.it/2022/09/11/saltano-le-panchine-spesso-senza-un-motivo/

Vanni Zagnoli

Calcio e atletica nel nostro zizzagare settimanale.

Quella fretta dei dirigenti di cambiare, in avvio di stagione. 

Intanto Thomas Tuchel, esonerato dal Chelsea, incredibilmente, nonostante la Champions league vinta poco più di un anno fa. Aveva divergenze di vedute con il magnate americano Todd Boehly, l’erede di Abramovic, che non avrebbe disdegnato l’arrivo di Cristiano Ronaldo. “Avrebbe distrutto lo spogliatoio”, è il pensiero di Tuchel. E poi lo spogliatoio dei blues aveva visto di cattivo occhio la separazione da Sissi, dopo 13 anni di matrimonio, per la bellissima brasiliana Natalie Max, decisamente più giovane.

Il nuovo tecnico è Graham Potter, ha firmato per 5 anni, è costato la bellezza di 23 milioni di euro, probabilmente un record nella storia del calcio, per liberare un allenatore. Li ha voluti il Brighton, considerati anche i 5 uomini del suo staff.

In Germania, il Lipsia ha esonerato Domenico Tedesco, il calabrese ex anche Schalke 04. Paga la sconfitta in Champions con lo Shakhtar Donetsk, era subentrato a dicembre e veniva da due anni in Russia, allo Spartak Mosca.

A La Spezia, salta il ds Riccardo Pecini, che aveva firmato due brillanti salvezze, in serie A. Al suo posto Eduardo Macia, spagnolo, ex dt della Fiorentina, poi passato ai francesi del Bordeaux. E’ strana tanta impulsività nelle decisioni, dopo 5 giornate o il primo turno di Champions.

La notizia della settimana, nel calcio, resta la decisione del Bologna di esonerare Mihajlovic, che non accetta di dimettersi. 

Il difficile caso di coscienza, che tocca il presidente Joey Saputo e il ds Giovanni Sartori, arrivato a giugno, e lo stesso Mihajlovic, che era alla 5^ stagione – subentrò a Pippo Inzaghi – e ha comunque mantenuto il Bologna a un buon livello, nonostante i due attacchi della leucemia.

Il sostituto preferito, Roberto De Zerbi, ex Shakhtar Donetsk, non se la sente di subentrare a un allenatore malato, mentre Thiago Motta batte la concorrenza di Ranieri, del quale è più giovane di ben 33 anni. Motta debuttò con esonero al Genoa, a La Spezia ha disputato una buona stagione, di certo è molto acerbo per una panchina così prestigiosa.

L’errore è stato esonerare Sinisa adesso. La malattia non è stata ancora debellata completamente, il tecnico serbo peraltro spiega che di fatto non può solo restare al sole troppo a lungo. 

Si poteva rinunciare a lui la prima volta che si ammalò, poi il Bologna aveva già avuto altri cali. Si poteva considerare finito il ciclo in estate, anzichè congedarlo dopo appena 5 partite. 

Domenica, fra l’altro, in Spezia-Bologna, finita 2-2, c’era stata la doppietta di Arnautovic, 5 gol in 5 partite, a 33 anni era ancora molto richiesto, sul mercato, è stato a un passo dall’andarsene ma proprio Mihajlovic aveva contribuito a tenerlo. Dell’austriaco si ricorda il gol annullato per un fuorigioco minimo, agli Europei, a Roma, nell’ottavo di finale, sarebbe stato il vantaggio ospite.

Nello 0-0 fra Cremonese e Sassuolo, domenica, c’è stata l’emozione di Gianluca Vialli in tribuna, in maglia grigiorossa, e di Alvini, al debutto in serie A, sino a 10 anni fa lavorava ancora con il fratello: “Non sapevo che ci fosse, lo vorrei conoscere, è il calcio”. Quella voglia di grande calcio che ha Alvini, con Andrea Sottil dell’Udinese è l’unico debuttante, ma non è stato un calciatore di livello, al contrario dell’altro toscano.

E poi naturalmente l’Udinese, capace di strabattere la Roma, e di far sognare l’Europa, l’ultimo a centrarla fu Francesco Guidolin.

La morte di Cesare Pompilio, 73 anni, da fine agosto era ricoverato per un problema cardiaco. Era il pittoresco opinionista di Telelombardia. Juventino sfegatato, chiassoso, giornalista professionista, negli anni era diventato protagonista di Qui studio a voi stadio. Il ricordo del direttore Fabio Ravezzani: “Solo chi ha avuto la fortuna di frequentarlo dentro e fuori dagli studi televisivi sa che straordinaria persona fosse. Dire che ci mancherà non rende l’idea del vuoto che proviamo”. Anche Luciano Moggi lo ricorda: “Il tuo sostegno costante anche nei momenti più difficili”.

Nell’atletica, in Diamond league, Gianmarco Tamberi vince la finale di Zurigo, nel salto in alto, e alza al cielo il diamante per la seconda edizione consecutiva. Realizza la migliore misura stagionale, lasciando l’asticella in equilibrio a 2,34 m e battendo JuVaughn Harrison all’ultimo tentativo possibile. In questa stagione è stato bronzo mondiale indoor, quarto ai mondiali all’aperto, oro agli Europei e adesso anche nel grande circuito mondiale della Iaaf.

Da “Enordest.it”

Ilmessaggero.it. La Cremonese di Alvini fa il primo punto in A dopo 26 anni (con Gianluca Vialli sugli spalti)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/gianluca_vialli_massimiliano_alvini_ariedo_braida_cremonese_sassuolo_serie_a-6907851.html

di Vanni Zagnoli

Dalla primavera del ’96 la Cremonese non coglieva un punto, in serie A. Arriva con merito per il gioco, le occasioni più nitide però sono del Sassuolo.

Lo stadio Giovanni Zini è stato rinnovato in 3 mesi, merito della proprietà, di Giovanni Arvedi, 85enne re della siderurgia. Per la seconda gara casalinga c’è Gianluca Vialli, abbronzato, con maglietta grigiorossa e con coppola, alla Sinisa Mihajlovic, li accomuna la battaglia per la vita. Vialli era il Gianduca di Cremona, per Gianni Brera, oppure Stradivialli, iniziò la carriera qui, debuttando a 17 anni, nel 1981, mentre Ariedo Braida la stava terminando. Ha 75 anni e da due è il direttore generale grigiorosso, l’uomo che l’ha costruita per il ritorno in serie A e ora per una salvezza complicatissima.

E’ la prima partita delle 12,30 della stagione, il caldo si è attenuato, in Padania, si può giocare, è un peccato che lo stadio non sia pieno, sono arrivati 7346 abbonamenti, in questo dato è al 14° posto, in serie A, dunque da salvezza abbondante. Certo non manca l’accompagnamento dei tifosi: “Dai Cremoo, dai la Cremo…”, per evitare la quinta sconfitta stagionale. In avvio ci prova Pinamonti, per il Sassuolo, al terzo pareggio di fila. Il grigiorosso più intraprendente è Zanimacchia, uno degli uomini della promozione e autore di un buon primo tempo, con due conclusioni discrete. Alla Cremonese è annullato un gol a Dessers, per fuorigioco (accadrà anche a Pinamonti), il nigeriano ha buoni movimenti, insegue sempre la prima rete in serie A, a 28 anni è una scommessa, come attaccante salvezza. 

Altro uomo chiave per la promozione, arrivata con Fabio Pecchia, è Valeri, a sinistra, serve Ghiglione, che a propria volta appoggia a Zanimacchia, destro fuori non di tanto. Il Sassuolo ha Thorstvedt, norvegese figlio di un calciatore, cerca l’assist, non finalizzato. Pinamonti in acrobazia manda fuori, poi Kyriakopoulos, ora attaccante, chiama Radu all’opposizione laterale. Prima dell’intervallo Pinamonti libera Maxime Lopez solo all’ingresso dell’area, il francese cicca il calcio, sarà la migliore opportunità.

Senza Berardi, che rischia di rientrare dopo la pausa per il mondiale, Alessio Dionisi presenta subito Laurentiè, ha movimenti simili a Dessers, serve Kyriakopoulos che non trova la porta. E proprio Dessers finta e controfinta e ancora niente. E’ il turno di Pinamonti a calciare sul primo palo, Radu replica, e Frattesi non ne approfitta, il romano oggi ha inciso meno del solito. Il portiere di casa è attento su Laurienté, 23 anni, ex Lorient, che va sull’esterno e rientra e poi piazza un tiro notevole. Parato, come una conclusione di Frattesi. 

Nessun tiro in porta per la Cremo, 3-4 occasioni per il Sassuolo, anche senza Berardi. “Volontà e atteggiamento sono giusti – dice Dionisi -, non avere subito gol significa che stiamo migliorando. Meritavamo qualcosa in più per quanto abbiamo creato”.

“A noi è mancato solo il gol – obietta Chiriches, adesso alla Cremonese -, è stato un buon punto”. Ha ragione Alvini, ai grigiorossi è mancata la cattiveria sottoporta. Si emoziona quando su Dazn vede che c’era Vialli, in tribuna. “Non lo sapevo – si emoziona -, lo vorrei conoscere. E’ il calcio”. Massimiliano Alvini sino a 10 anni fa vendeva ancora suole delle scarpe, con il fratello, all’Olimpico di recente ha affrontato Mourinho. “Con me è stato molto gentile”. Vive la sua prima serie A con lo spirito di sempre, i risultati attraverso il gioco, ma gli basterà per arrivare quartultimo?

Da “Ilmessaggero.it”

Cremonese-Sassuolo 0-0
Cremonese (3-4-1-2): Radu 6,5; Aiwu 6, Chiriches 6,5, Lochoshvili 6; Ghiglione 6, Escalante 6, Pickel 5,5 (37’ st Ciofani sv), Valeri 6,5 (16’ st Quagliata 5,5); Zanimacchia 6,5 (15’ st Castagnetti 6); Dessers 6 (29’ st Buonaiuto 5,5); Okereke 5 (29’ st Tsadjout 5,5). All.: Alvini 6. 
Sassuolo (4-3-3): Consigli 6; Toljan 6, Erlic 6, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Frattesi 6 (29’ st Harroui 6), Maxime Lopez 6, Thorstvedt 5,5 (9’ st Henrique 6), Laurentiè 6,5 (36’st Alvarez ng), Pinamonti 6,5, Kyriakopoulos 6 (29’st Ayhan 6). All.: Dionisi 6. 
Arbitro: Pairetto di Nichelino 6,5.
Note: ammoniti Thorstvedt e Tsadjout per gioco falloso. Angoli: 3-2 per il Sassuolo. 

Enordest.it. Nuotatori a cui mancano solo le branchie

l’integralità del racconto dell’ultima settimana di sport

https://www.enordest.it/2022/09/04/nuotatori-a-cui-mancano-solo-le-branchie/

Vanni Zagnoli

Due settimane, oggi, dalla fine degli Europei di nuoto, a Roma, noi c’eravamo e qui ripercorriamo qualche notizia ed emozione. Notazioni anche da altri sport, come sempre, nel nostro zizzagare.

Intanto la notizia più drammatica è arrivata domenica scorsa, la morte di Roberto Minisini, il padre di Giorgio, 4 ori europei e due mondiali nel nuoto sincronizzato. Aveva 56 anni, era giudice internazionale, era a bordo vasca anche a Roma e l’aveva spinto a praticare questo sport quando ancora era pionieristico, a livello maschile. La mamma Susanna De Angelis è allenatrice, agli Europei guidava il Belgio, da tempo lavora in Svizzera.

Sempre nell’artistico, Linda Cerruti festeggia sui social mostrando le medaglie, le arrivano messaggi sessisti, lei replica così: “Sedere e gambe sono davvero ciò che resta dopo vent’anni di allenamenti?”. 

Aveva postato una foto in posa tipica da sincronette, con le medaglie, sono arrivati commenti inaccettabili. “Dopo più di 20 anni di allenamenti e sacrifici, trovo a dir poco vergognoso e mi fa davvero male al cuore leggere quest’orda di persone fare battute che sessualizzano il mio corpo”.

Nei tuffi, una regina d’Europa è marchigiana. Andrea Spendolini-Sirieix gareggia per l’Inghilterra, dov’è cresciuta, ha il papà francese e la mamma di Mercatello sul Metauro, Pesaro. E’ specialista della piattaforma, dai 10 metri, a Roma si è aggiudicata l’oro individuale e anche nel sincro, e poi il bronzo nella squadra mista. “Vengo da eccellenti giochi del Commonwealth – racconta -, con due ori e un argento, e dal bronzo mondiale di Budapest, di un mese fa”.

Ha 17 anni, studia all’highlevel, a Londra, dopo il primo oro si è commossa, su Sky, in diretta, ascoltando le parole di Francesca Dallapè, suo idolo da bambina: “Da piccola guardavo lei, Tania Cagnotto e tutti i tuffatori italiani, per me erano un esempio”. 

Nel nuoto, spicca come sempre Gregorio Paltrinieri: “Ho avuto dubbi, nel passaggio alle acque libere – ci spiega, prima di partire per il Messico, in vacanza con Rossella Fiamingo, ex fidanzata del padovano Luca Dotto -, ma almeno sino a Parigi porto avanti piscina e mare. Il mare alto come a Ostia mi penalizza, quando avrò sentore di gare del genere lo devo allenare, perchè sennò perdo i miei super poteri. Vorrei fare e vincere tutto e quando perdo resto ancora male. Acerenza meritava da tempo un oro. 

L’anno scorso la mononucleosi mi ha penalizzato, questa è stata una grande stagione. Con l’atletica facciamo un percorso parallelo. Tamberi? Mi basta uno sguardo per capire quando è al top”.

L’oro in staffetta mista è arrivato anche grazie a Rachele Bruni, una delle prime sportive italiane a fare outing, dopo la medaglia di Rio, è fidanzata con Diletta. “Mi alleno proprio in Brasile – ci rivela – e rispetto al podio olimpico di 6 anni fa sono cambiata tanto”. E’ fra i molti azzurri che si allenano all’estero.

Sempre a Ostia, siamo stati testimoni di una delle pagine più negative nella storia degli sport d’acqua, con la 25 km di nuoto in acque libere fermata per le onde pericolose, senza peraltro cristallizzare la classifica, mentre l’Italia aveva sul podio, virtualmente, 3 uomini e 2 donne.

“La giuria è stata incompetente – spiega Mario Sanzullo, uno dei fuggitivi, e il coordinatore tecnico Stefano Rubaudo -, bastava fermare la gara anche senza preavviso, fotografare l’ordine di arrivo di quel momento e non avvisare alcuna federazione della necessità dello stop”. 

Matteo Furlan da San Vito al Tagliamento ha 33 anni. “E non avrà tante altre occasioni – dice l’erede di Massimo Giuliani, come dt -. La Len si è scusata ma non basta. Con Paltrinieri e Wellbrock al via, il fondo muove campioni e grandi interessi, anche i giudici devono avere una professionalità superiore, nonostante la differenza di guadagni. In Italia i giudici sanno esattamente che fare e lo dimostrarono anni fa, a un campionato italiano”.

Agli Europei multidisciplinari, a Berlino, nell’atletica il personaggio è stato Yeman Crippa, vincitore dei 10mila. “I miei genitori – racconta – sono morti di una malattia infettiva in Etiopia. Vengo dall’orfanotrofio, sono stato adottato insieme a 8 fratelli: in Kenya vedo ancora i bambini in strada. Se l’Italia diventa più multiculturale è un bene”.

Sono iniziati gli Europei di basket, a Milano l’Italia strabatte l’Estonia. Il nuovo ct Gianmarco Pozzecco però inizia con il piede sbagliato, lasciando a casa il migliore dell’ultima serie A, Amedeo Della Valle, capocannoniere a sorpresa. L’ultima volta che un mvp italiano della serie A non andava a una grande manifestazione fu alla fine dello scorso millennio, quando Vincenzo Esposito non venne richiamato da Tanjevic, per l’Europeo e per le olimpiadi del 2000. Pozzecco parla di “scelta difficile, ma congeniale al gruppo”. In realtà è un errore, per una squadra che contro le grandi nazionali fatica tanto a segnare, andava costruita la nazionale attorno a lui e a Gallinari. Che nel frattempo si è infortunato gravemente e rischia di restare fermo per l’intera stagione di Nba. A maggior ragione, Della Valle meritava di essere richiamato.

Nel calcio, Giacomo Raspadori si è trasferito al Napoli, dal Sassuolo, non tutti sanno che ha un fratello maggiore fra i dilettanti, si chiama Enrico e ha pure cambiato squadra. A 25 anni lascia l’Anzola per restare sempre nel Bolognese e in Eccellenza, al Castenaso.

Siamo stati a Trigoria e nella sala stampa c’è una bella galleria di personaggi che hanno fatto la storia della Roma, alcuni dei quali del trapassato, di diffiicile riconoscimento. A partire dal primo presidente, Italo Foschi, in alto con gli occhiali. Questo video rappresenta una sorta di quiz

Da “Enordest.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Lo Spezia resiste al Sassuolo: gol di Frattesi, poi Dragowski sbaglia ma salva il 2-2

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/gol_di_frattesi_poi_dragowski_sbaglia_ma_volte_salva_2_2_spezia_resiste_al_sassuolo-6893512.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/gol_di_frattesi_poi_dragowski_sbaglia_ma_volte_salva_2_2_spezia_resiste_al_sassuolo-6894532.html

di Vanni Zagnoli

Meglio il Sassuolo, soprattutto negli ultimi 10’ e recupero, con l’uomo in più, ma lo Spezia resiste e conferma di avere tutto per la terza salvezza di fila in serie A. 

Un’occasione per gli aquilotti al 10’, cross profondo di Reca sul secondo palo, sponda di testa di Bastoni alle spalle, protegge palla e serve Nzola che calcia forte in porta, fuori di poco. Il Sassuolo inizia a giocare con la sua manovra avvolgente, Mathias Henrique ci prova da fuori, poi il gol. Berardi da fuori allarga sulla sinistra per Kyriakopoulos, al centro per Frattesi che insacca di testa: non è la sua specialità, resta l’uomo mercato del Sassuolo, anche per questi ultimi giorni. La replica ligure è pronta, Bastoni riceve palla da sinistra e insacca in maniera sporca. Il match è intenso, Luca Gotti mantiene lo Spezia a buon livello, anche grazie al Nzola, rivitalizzato, dopo una stagione al di sotto del potenziale. Nel recupero Ferrari allarga il gomito per colpire di testa, Ristov si fa pure male, al Var è un rigore che si può dare e Nzola lo trasforma, il Sassuolo conferma i propri limiti con le piccole squadre, subendo troppi gol.

La ripartenza neroverde è convinta, con la propulsione di Kyriakopoulos,  che Dionisi vede come dopo Raspadori, in attacco, proprio, dopo una carriera da esterno difensivo in cui convinceva tanto di più in avanti. Il 2-2 è peraltro frutto di un errore di Kiwior che lascia passare il pallone su cross lungo di Toljan e poi di Caldara e per ultimo del portiere, Dragowski esce a vuoto e Pinamonti realizza il suo primo gol in maglia Mapei.

Uno spunto di Berardi non è sfruttato da Kyriakopoulos, mentre Frattesi non gradisce il cambio, aveva ancora energie. Una palla persa da Toljan dà il via libera a Bastoni, Gyasi calcia di sinistro, fuori di poco. Il finale è a prevalenza modenese, con un’accelerazione di Berardi e la doppia ammonizione di Ekdal, entrato da un quarto d’ora. Nel finale Dragowski riscatta in parte l’errore dell’1-2 opponendo un ginocchio alla conclusione di Matheus Henrique. E anche nel recupero un’altra parata di Dragowski, sul colpo di testa ravvicinato di Defrel. 

Senza il salto di qualità con le squadre medio piccole, il Sassuolo resterà fermo all’unica Europa league, conquistata con Di Francesco.

Spezia-Sassuolo 2-2
Spezia (3-5-2): Dragowski 6; Hristov 6 (1’ st Caldara 5), Kiwior 5, Nikolaou 6; Gyasi 6, Agudelo 5.5 (24’ st Verde 5.5), Bourabia 6.5 (21’ st Ekdal 5), S. Bastoni 6,5 (33’ st Sala sv), Reca 7; Strelec 5 (13’ st Kovalenko 5.5), Nzola 6,5. A disposizione: Zoet, Zovko, Beck, Podgoreanu, Sanca, Ellertsson. Allenatore: Gotti 6.
Sassuolo (4-3-3): Consigli 6; Toljan 6, Erlic 6, Ferrari 5,5, Rogerio 5,5; Frattesi 7 (24’ st Thorstvedt 6), M. Lopez 6.5, M. Henrique 6.5; Berardi 6, Pinamonti 6 (32’ st Defrel 6), Kyriakopoulos 6,5 (33’ st Ceide 6). A disposizione: Pegolo, Russo, Marchizza, Ayhan, Harroui, Alvarez, Obiang, Tressoldi, Defrel. Allenatore: Dionisi 6,5.
Arbitro Cosso 6.
Marcatori: 27’ Frattesi, 30’ Bastoni, 49’ Nzola rig; 5’ st Pinamonti.
Note: ammonito Ferrari. Espulso Ekdal per doppia ammonizione al 36’ st. 7mila spettatori

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino, la serie B. L’Ascoli vince a Palermo, il Modena abbatte la Ternana, il Cagliari perde a Ferrara

Nelle terza giornata di serie B, il Modena dilaga per 4-1 sulla Ternana, con rigore di Diaw, un autogol e reti di Falcinelli e Tremolada. 
Al Barbera, Ascoli avanti con Gondo, che sfrutta un’incertezza fra Nedelcearu e il portiere Pigliacelli. Il Palermo pareggia con Brunori, il bomber della promozione, uno che già è richiesto in A, corregge in tuffo la sponda di Nedelcearu. Prima dell’intervallo Gondo è bravo in pallonetto dal limite.
Il Cagliari conferma le difficoltà evidenziate già con il Cittadella, non concretizza. A Ferrara è insidioso all’inizio, con Lapadula e Mancosu, in mezzo un’occasione per La Mantia, resta in 10 per l’espulsione di Di Pardo, gamba alta su La Mantia. E proprio l’attaccante della Spal segna al 37’, su cross di Zanellato. I sardi hanno l’occasione per pareggiare nella ripresa, con il rigore al Var, Lapadula se lo fa parare da Alfonso. 
Nel secondo tempo una bella giocata di Gondo vale il 3-1, poi accorcia Segre. 
Stasera il derby fra Cittadella e Venezia, il ds Marchetti dice tutto: “Cerchiamo la rivincita della finale playoff persa un anno fa”. L’allenatore lagunare Javorcic replica così: “Dobbiamo disinnescare il loro attacco”. Fra i granata fuori causa Embalo e altri sei giocatori, nel Venezia attesa per il nuovo arrivo Candela, mentre Busio è l’unico indisponibile.
Stasera, alle 20,45, su Dazn, Sky e radioRai, anche Pisa-Genoa, Perugia-Bari, Parma-Cosenza, Reggina-Sud Tirol e Benevento-Frosinone.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”