Il Gazzettino, Sassuolo-Milan 0-2. Montella allontana Conte, eppure Mirabelli vorrebbe subito l’ex ct. Deve farlo rompere con il Chelsea e convincerlo a entrare. E vincere la concorrenza della nazionale. L’unico errore di Zapata, la ripresa di Bonucci

Scontro fra Kalinic e Consigli (tuttosport.com)

Sassuolo-Milan 0-2
GOL: 40’ Romagnoli, 22’ st Suso.
SASSUOLO (4-3-3): Consigli 5,5; Gazzola 5,5, Cannavaro 6, Acerbi 6, Peluso 5,5; Mazzitelli 6, Missiroli 6,5, Cassata 5,5 (11’ st Matri 5); Politano 6,5, Falcinelli 5, Ragusa 5 (24’ st Pierini 5,5). All.: Bucchi.
MILAN (3-4-1-2): Donnarumma 6,5; Zapata 6,5, Bonucci 6,5, Romagnoli 6,5; Calabria sv (15’ pt Abate 6), Kessie 6,5, Montolivo 6, Borini 6; Calhanoglu 5 (20’ st Locatelli 6); Suso 7, Kalinic 6. All.: Montella.
Arbitro: Damato di Barletta 6,5.
Note: ammoniti Acerbi, Romagnoli, Bonucci, Montolivo. 12mila spettatori. Recupero: pt 4’, st.
Reggio Emilia
Montella vince facile e bene, per ora allontana Conte. Al di là delle smentite del ds Massimiliano Mirabelli, il Milan vorrebbe avere subito l’ex ct, evitando che torni in nazionale. Spera che si liberi dal Chelsea, peraltro l’unica volta che Antonio subentrò, all’Atalanta, diede poi le dimissioni. Il Diavolo è premiato da Romagnoli, alla seconda occasione della serata, e poi va sul velluto o quasi. Sino alla prodezza di Suso, rituale.
Al Mapei neanche le grandi fanno più l’esaurito, rifulgono il patron Squinzi (felice per il Milan), con la moglie Adriana Spazzoli, unica vicepresidentessa fra serie A e B, e nell’altro palco Fassone e Mirabelli. Con Eusebio Di Francesco, i neroverdi accendevano, per un lustro da favola, adesso sono una squadra imbelle. Quasi come il Milan. Che costruisce nulla per oltre mezz’ora e anzi concede una chance a Mazzitelli, annientata da Donnarumma. A Reggio, il Sassuolo è fragile, eppure a Cagliari e Ferrara si è imposto. Il Diavolo è senza le corna, Montella arriva comunque alla 5^ vittoria nelle ultime 14 gare, Europa compresa. Dove ha un girone facile, mentre in campionato vanta 6 punti in 7 partite. Media da ceramici, con Bucchi. Abate (subentrato subito a Calabria, infortunato alla caviglia sinistra) e Borini sono indomiti, Kessie trova il tremendismo di Bergamo solo verso l’intervallo, come tutti. Cassata alla seconda stagione da professionista è abile nel contenimento, ad Ascoli con Orsolini dava spettacolo. La paura di perdere è tale che entrambe aspettano, ma se il pari al presidente Carlo Rossi andava bene, i cinesi non accettavano le 4 gare su 5 senza reti. Calhanoglu gira a vuoto, Kalinic viene da una stagione negativa, a Firenze, è isolato. Manca Berardi, sino a fine mese, il Milan avrebbe bisogno di uno così, per uscire dalla banalità di trame elementari. I tre centrali sono inutili, contro questo Falcinelli, super solo a Perugia e Crotone. Bonucci alla Juve impostava che era un piacere, in rossonero al massimo chiude. Consigli oppone i pugni a Borini, si esalta sulla girata aerea di Kalinic, complice Cannavaro. Sul corner da destra, Calhanoglu centra, Romagnoli anticipa il portiere senza fallo. Sbloccato il match, il Milan ha gioco facile, come la Juve, qui, perchè il Sassuolo mai recupera. Si riparte con un tiretto di Kessie, il 4-4-2 geminiano con Matri, un salvataggio di Cannavaro, la parata di Consigli su Kessie e un pericolo per il Milan. Sale Montolivo, Suso bissa il gioco di prestigio di Verona: Borini lancia lungo, lo spagnolo da destra salta Peluso spostando palla sul sinistro e trova l’incrocio opposto. Lì il club italiano più titolato al mondo dà spettacolo, con Kalinic, Kessie e sicurezza difensiva.
Vanni Zagnoli

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