Il Giornale, Atalanta-Everton 3-0. Quant’è bella la Dea. Con tre uomini di calcio in società e il miglior allenatore italiano, sempre spettacolare. Rooney a 31 anni è quasi un ex, i britannici sembrano la nazionale

Andreas Cornelius attaccante dell’Atalanta e della nazionale danese (gettyimages)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/latalanta-torna-europa-vera-dea-1441892.html

Vanni Zagnoli
Reggio Emilia
L’Everton è un po’ come l’Olanda e Ronald Koeman in particolare. Vulnerabile in difesa. Al Mapei non gioca malissimo, concede occasioni da metà primo tempo e viene punita. Masiello non trasforma da distanza ravvicinata, Stekelenburg è in forma, aveva già evitato l’autogol di Jagielka. Sul corner da sinistra, un rimpallo smarca ancora il difensore centrale squalificato per due anni e 5 mesi per il calcioscommesse, stavolta la palla entra. E’ apoteosi bergamasca. Ma quant’è bella questa Dea, mamma mia, proprio una Dea. Ritmo alto, non solo Papu Gomez, è l’esaltazione del gasperinismo, ovvero manovra avvolgente, fasce e talento, coralità negli inserimenti. E’ Gasperson, bellezza. E’ un assedio, si diceva una volta, Petagna ed Hateboer, Masiello si ritrova ancora a fare il centravanti. Gasperini, uno da mettere al posto di Ventura, al più presto. L’Everton in maglia grigia perde molto del fascino dei blues, non reagisce. Si era reso pericoloso con Rooney, da tempo sul viale del tramonto. E’ l’Atalanta dei gregari e debuttanti, neanche serve pressare. E’ una sera che Palomino e Castagne racconteranno ai nipotini, assieme a Freuler, che in effetti potrebbe essere il nipote di Urs, il grande velocista svizzero degli anni ’80. Quando Cristante scaglia il tris l’apoteosi è completa. Vai, Atalanta, vali la semifinale, come 29 anni fa in coppa delle Coppe.
Al Mapei città del Tricolore il tifo è epocale, come un anno fa, quando per il Sassuolo arrivarono i serbi della Crvena Zvezda o come i baschi dell’Athletic Bilbao, che avrebbero voluto nascondersi dietro i baschi, per analoga tripletta. Quando Papu Gomez spreca il poker, la curva che ospita Sassuolo e Reggiana canta a squarciagola. Mancano giusto i grandi orobici, i Facchinetti e i Gimondi, papà e figlia, che l’avranno vista dalla tv. Gasperinho (perchè neanche il Brasile gioca così, traversa di Freuler) era uscito ai gironi, con il Genoa. Indebitato al punto, due anni fa, da fargli saltare un’Europa league altrettanto strameritata. “Ma qui ci sono i Percassi, garanzia nel tempo. Pensate a dove avevano preso l’Atalanta…”. In B, certo, in Europa. Ai quarti con Frosio e poi il compianto Bruno Giorgi, gentiluomo reggiano. Da lassù si sarà commosso. Percassi è l’unico presidente ex calciatore di A, con il ds Zamagna e il dt Sartori assortisce un trio di calciofili, non di mercanteggiatori.
Atalanta-Everton 3-0
Atalanta (3-4-1-2): Berisha 6; Toloi 6.5, Palomino 6.5, Masiello 7 (31’ st Caldara 6), Hateboer 7, Cristante 7,5 (37’ st Kurtic sv), De Roon 6, Freuler 7, Castagne 6,5, Petagna 7 (35’ st Cornelius sv), Gomez 7.5. All. Gasperini 8.
Everton (4-2-3-1): Stekelenburg 5.5; Holgate 5, Jagielka 4.5, Keane 4.5, Baines 4,5; Besic 5, Schneiderlin 5 (21’ st Ramirez 5), Rooney 5,5 (21’ st Klaassen 5), Vlašić 5, Sigurdsson 5, Calvert-Lewin 4,5. All. Koeman 4.5 Arbitro: Bezborodov 6.
Reti: 27’ pt Masiello, 41’ pt Gomez, 44’ pt Cristante.
Note: ammoniti: Masiello, Sigurdsson per gioco falloso. 14mila spettatori.

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