Miti, Pierpaolo Marino. Gazzetta di Parma, ottobre 201, era l’ad dell’Atalanta, intervista

Pierpaolo Marino sarà dt dell’Atalanta fino al 5 agosto 2015

Vanni Zagnoli
Ieri pomeriggio seduta a porte chiuse dell’Atalanta, a Zingonia, di oltre un’ora. Colantuono insiste su Moralez alle spalle di Denis, sulla sinistra Bonaventura, il migliore nello 0-0 con l’Udinese. Unica variante rispetto a domenica Capelli al posto dell’infortunato Manfredini, indisponibile anche Ferreira Pinto; recuperati per la panchina Brighi e l’azzurrino Gabbiadini. Stamane la rifinitura, sempre off limits, nel pomeriggio ritiro a Parma.
Dopo la promozione, dt bergamasco è Pierpaolo Marino, 57 anni, dirigente calcistico dal ’77. “Iniziai nell’Avellino – ricorda -, appena 23enne. Nell’83 portai Franco Colomba, passato dalla serie A alla C1, con il Bologna, da calciatore. Restò in Irpinia per 5 stagioni, diventando il capitano. Si fece amare, tra noi è rimasta un’amicizia incommensurabile”.
Nell’84 scese ad Avellino anche Giacomo Murelli, da San Secondo. “Lo presi dal Parma di Riccardo Sogliano, fu l’unico terzino che non fece mai segnare Maradona”.
A Napoli Marino prese Santacroce, dal Brescia. “E’ un fenomeno, sul piano tecnico e atletico. Marca indifferentemente attaccanti di peso e veloci, Pazzini, Trezeguet e Cassano con la stessa disinvoltura.
Blasi arrivò dalla Juve disputando un campionato straordinario, centrammo l’Europa League, ignoro perchè sia calato nelle ultime stagioni”.
L’Atalanta ha subito 7 reti, il Parma ne ha segnate 3 nelle ultime 2 gare.
“Mi ha colpito lo spirito di gruppo, la voglia di far risultato a Napoli, so quanto sia difficile. Al fischio finale Colomba ha disposto tutti in cerchio, vuole stupire, nei rapporti interpersonali offre grande umanità. Anche noi abbiamo bisogno delle stesse motivazioni, contro Floccari e Giovinco, veloci e tecnici”.
Per il dt orobico, il Parma è da salvezza tranquilla. “Con Ghirardi sono amico, al Napoli gli acquistai Contini, poi la metà di Cigarini, per 5,5 milioni, altrettanti andarono proprio all’Atalanta. Ottimo anche il rapporto con Leonardi, mio erede a Udine”.

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