Il Gazzettino. Sassuolo-Milan. Un anno di Generazione S, con Raspadori. Dionisi ha espresso a Venezia il suo calcio migliore. La Mapei e la famiglia Squinzi, lo stadio privato e i tifosi

Reggio Emilia
Anche il Sassuolo ha fatto il suo mediaday, come la Roma. Solo che i neroverdi sono a metà classifica, senza reali obiettivi da mesi, sono unicamente arbitri dello scudetto. Vent’anni dopo, l’Inter spera in un 5 maggio al contrario, dal pianto di Ronaldo all’Olimpico con la Lazio, da 1-2 a 4-2, con scudetto alla Juve, che vinceva facilmente a Udine, con Lippi allenatore bis e Ventura con la famiglia Pozzo, alla speranza di un capitombolo Milan, per mantenere il tricolore.
In questo millennio il diavolo ha vinto appena due scudetti, con Ancelotti e Allegri, Pioli è parmigiano come Carlo, che poi magari festeggerà una nuova Champions con il Real Madrid, cui aveva regalato la decima, prima delle tre con Zidane, suo ex allievo.
Tutto questo è ambientato nel primo stadio privato d’Italia, a Reggio Emilia, venne costruito nel ’94 da Franco dal Cin, trevigiano, per una vita nel calcio a nordest, portò Zico all’Udinese e poi Futre in questa città, neanche il ricco Sassuolo ha mai avuto un campione del genere, vice pallone d’oro. “Il Sassuolo è una falsa piccola – ci disse Maurizio Sarri, quando al debutto in serie A portò l’Empoli a metà classifica -, perchè dietro ha la Mapei”. Già, la multinazionale dei calcestruzzi per l’edilizia, per gli interni. Il patron Giorgio Squinzi era tifoso del Milan, non ha avuto il coraggio di prenderlo, rifiutò anche il Verona e il Bologna, ai figli Veronica e Marco ha ordinato di portare avanti il progetto pallone, anche con i giovani, generazione S, presentato martedì sera, al primo anno di attività. Nel distretto emiliano delle ceramiche, al confine con Modena, aspettano società affiliate anche dalle nostre regioni, ha preso la parola persino un campano.
Questa è la fabbrica dei campioncini, del tridente re del mercato, Berardi che disse no alla Juve e all’Inter, mentre l’ad Carnevali l’ha negato alla Fiorentina, dopo il titolo Europeo dell’Italia, e poi Scamacca, vicino all’Inter, e Raspadori, che piace alla Juve.
“Nasco tifoso bianconero – spiega l’attaccante originario del Bolognese, che De Zerbi volle capitano contro la Roma, un anno fa -, non ho preferenze fra Inter e Milan”.
Questo finale di campionato regala emozioni agli sportivi, in parte ricompensati dall’assenza dell’Italia al mondiale in Qatar. “Non basterebbe neppure uno spareggio, che non si disputa più – osserva Raspadori -, per restituire quanto abbiamo perso a Palermo, con la Macedonia. In nazionale arrivo prima dell’Europeo, tocchiamo l’apice a Wembley e poi entro nel finale del playoff, semifinale”. Per cancellare la delusione, servirebbe minimo una semifinale a Euro 2024, oppure vincere la Nations league, che ha il sapore della Confederation cup per la Roma.
Sulla barca nera e verde c’è Alessio Dionisi, toscano ma non tifoso della Fiorentina, simpatizzante della Juve, un giocoliere, ha vinto a San Siro con Milan e Inter, all’andata e al ritorno, e a Torino con la Juve. Il massimo, eppure chiuderà probabilmente all’11° posto. “Vorremmo proprio salire nella parte sinistra della classifica”, auspica Raspadori, brevilineo tonicissimo. Dionisi era esordiente in serie A: “Sono stato un ex difensore in C, mai avrei immaginato di scalare il calcio così rapidamente, dai dilettanti”.
Al Venezia dava spettacolo, spesso, Zanetti è partito dal suo grande lavoro, per la promozione, che Dionisi ha colto a Empoli. “Vogliamo vincere per noi stessi, per i tifosi, per la famiglia Squinzi, non per l’Inter”, dicono Dionisi e Giacomo Raspadori. “Pensaci, Giacomino!”, si chiama una commedia di Luigi Pirandello. Ecco, l’Inter spera che ci pensi lui, fra assist e gol o anche penultimo passaggio vincente, con o senza Scamacca o Berardi. Frattesi è già da nazionale, Maxime Lopez è un piccolo Jean Tiganà, il mito degli anni ’80, campione d’Europa con la Francia di Platini. Comunque vada, sarà uno spot per la Mapei. Mentre Kerakoll sponsorizza il Modena, appena tornato in B. La ricchissima Emilia Romagna ha una concentrazione di sport che sembra il nordest vecchia maniera, con i Benetton padroni di basket, volley e rugby. Qui si fa la storia, Milan al 95%, Inter al 5%, anche se è più forte. Simone Inzaghi ha già supercoppa e coppa Italia, le aveva già vinte alla Lazio, Pioli è a zero titoli, non perderà l’occasione.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it. Berardi fa 100 in serie A, segna anche Scamacca: poker Sassuolo allo Spezia

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572396.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572430.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_spezia_4_1_berardi_100_gol-6573690.html

di Vanni Zagnoli

Cento gol in serie A per Domenico Berardi, al Sassuolo dai 16 anni, e la squadra targata Mapei prosegue l’inseguimento al settimo posto che probabilmente varrà la Conference cup. Segnano anche Ayhan Scamacca, sino a domenica il Verona è dietro, al 10° posto: i 43 punti impongono di sperare che si fermi una tra Lazio, Atalanta e Roma ma dovrebbe stopparsi anche la Fiorentina, coincidenze improbabili. Meno improba resta la seconda salvezza dello Spezia, a +7 sul Venezia, lì in fondo sono le uniche a non avere cambiato allenatore. 

Anche Davide Frattesi meritava la convocazione in nazionale, è fra in centrocampisti migliori della serie A, più continuo del tridente neroverde chiamato da Mancini. Al quarto d’ora lo aziona Berardi, ruba il tempo a Kovalenko che lo stende, capitan Ferrari chiede l’espulsione, al posto dell’ammonizione. Dal dischetto il numero 25 conferma la ritrovata precisione, è all’8^ trasformazione di fila, gli errori restano 7 sui 48 calciati. Frattesi vola di nuovo, a destra, la conclusione è prevedibile e Provedel si oppone. In arancione, lo Spezia inizia a giocare, fa girare palla con pazienza, come quando Thiago Motta era regista. Nikolau fa correre Gyasi, il destro è pronto, Consigli respinge, comunque era fuorigioco. 

Il Sassuolo controlla anzichè affondare, al 37’ Kovalenko taglia per Simone Bastoni, Frattesi è in ritardo e Muldur non chiude: il cross è perfetto, Daniele Verde aggancia, Kyriakopoulos è lontano e teme di toccare con le mani, Traore non accorcia e l’esterno può piazzare un sinistro raro, per precisione: è abbonato ai gol pesanti o di prestigio, è il 6° della stagione, nella scorsa ne fece 3 alla Roma, in 3 gare, fa sorridere i Platek, in tribuna.

Dionisi lascia Scamacca in panchina per scelta tecnica, gioca Defrel ma quando c’è da attaccare manca la fisicità del centravanti prenotato dall’Inter. Maxime Lopez finta in area, la conclusione è sporcata.

Il resto sono cori dei 900 tifosi liguri arrivati al Mapei stadium, non mancano gli sfottò alla Reggiana, antagonista storica ai tempi della serie C. Entusiasmo mortificato alla ripresa. Frattesi soffia palla a Verde senza fallo, Maxime la allunga a Defrel, inventato centravanti da Eusebio Di Francesco, lì dimostra la sua utilità a difesa schierata, prolunga per Domenico Berardi che segna di destro, resistendo all’attacco di Reca, vulnerabile nell’opposizione. Serve l’uscita di Provedel ad anticipare Frattesi, per evitare il tris.

Una bella combinazione porta in area Kovalenko, Kyriakopoulos lo tocca fuori, Ferrari lo sbilancia appena, l’arbitro Volpi fa bene a non fischiare il rigore. Traore, invece, perde il tempo per il 3-1, rispetto al triennio con De Zerbi il Sassuolo non sa congelare il gioco, quando il ritmo scende diminuisce lo spettacolo e aumentano le possibilità avversarie di creare pericoli. Con Gyasi centravanti, peraltro, le aquile creano poco. E’ il ghanese a servire Kovalenko, Frattesi gli fa perdere il passo e anche Maxime Lopez evitano il rigore. Per l’ultimo quarto di gara c’è la staffetta programmata, Defrel-Scamacca, Motta cambia due attaccanti su tre ma il gol lo trova ancora il Sassuolo. Angolo da sinistra di Traore, sostituto dello squalificato Raspadori, Reca sfiora in acrobazia e il turco Ayhan realizza la prima rete in due stagioni neroverdi. Il poker arriva su punizione di Scamacca, la barriera si apre, con Manaj, e il coccodrillo così serve a poco. Fanno 13 in questo campionato, e così può debuttare in serie A Oddei, ghanese naturalizzato italiano, ed entra anche il norvegese Ceide.

Senza quel colpo allo scadere a San Siro con il Milan, complice l’errore dell’arbitro Serra, lo Spezia sarebbe solo a +4 sulla zona retrocessione, è probabile che quei tre punti facciano la differenza. Da quando è in serie A, aveva incassato più gol solo dalla Lazio (6) e dall’Atalanta (5), sempre in questo campionato. Dopo l’esonero al Genoa, Thiago mostra di meritare la serie A, nonostante i 4 punti in 7 gare.

Sassuolo-Spezia 4-1 Sassuolo (4-3-3) Consigli 6,5; Muldur 6, Ayhan 7, Ferrari 6,5, Kyriakopoulos 7; Frattesi 7,5 (39’ st Magnanelli ng), Maxime Lopez 7, Henrique 6,5 (39′ st Harroui ng); Berardi 7,5 (45’ st Ceide ng), Defrel 6 (23′ st Scamacca 6,5), Traore 6,5 (45′ st Oddei ng). All.: Dionisi 7,5.

Spezia (4-3-1-2): Provedel 6; Amian 5, Erlic 5, Nikolaou 5, Reca 5; Maggiore 5,5, Kiwior 5, S. Bastoni 6; Kovalenko 5,5, Gyasi 6 (29′ st Manaj 5), Verde 7 (29′ st Agudelo 5). All.: Thiago Motta 5.

Arbitro: Volpi di Arezzo 6,5.

Marcatori: 17′ Berardi rig, 35′ Verde; st 3′ Berardi, 33′ Ayhan, 36′ Scamacca. Note: angoli 6-2 per il Sassuolo.

Recupero: pt 0’, 3′. Ammoniti: Kovalenko, Henrique, Maggiore, Berardi, Erlic per gioco falloso. Spettatori: 6130, incasso di 56mila 923 euro

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Destro gol da nazionale, pareggia Berardi. Il Sassuolo domina, ma il Genoa tiene l’1-1

(repubblica.it)

di Vanni Zagnoli

Quando Defrel vola verso la porta del Genoa, a inizio ripresa, Sirigu si oppone due volte e si capisce che di nuovo non è la serata del Sassuolo.

A Reggio Emilia il grande freddo è passato, non quello dei neroverdi, di nuovo sotto in casa. Però alla successiva azione pareggiano, con Domenico Berardi, che quando disse no alla Juve e poi all’Inter, per restare con Di Francesco, e ora che vuole andare a tutti i costi almeno alla Fiorentina l’ad Giovanni Carnevali non lo vende per meno di 40 milioni. 

Non festeggia Andriy Shevchenko, al 3° punto in 7 gare, ha battuto il covid, è tornato in panchina, la conferenza stampa di vigilia era stata retta da Mauro Tassotti, secondo a vita per scelta.

Il Genoa non rischia neanche tanto, la fase difensiva è discreta, manca qualcosa davanti, la rosa è numericamente ampia, la qualità non eccelsa e rispetto a Davide Ballardini il rendimento è peggiorato. L’atmosfera è rilassata, ieri sera in ritiro erano in 4 a un tavolo, dello staff, il rischio è di retrocedere con il sorriso, con gli americani appena arrivati, come avvenuto al Parma, con Krause. Il Cagliari vale di più, può superare lo Spezia, il Venezia per ora è stato superiore, Sampdoria e Udinese sono lontane 8 punti, sarà dura coinvolgerle nella lotta per evitare le ultime tre posizioni.

Il Sassuolo è sempre lì, palla a terra ma non pedalare, senza Scamacca e Frattesi fermati dal covid. Dionisi conta 9 assenti, il Genoa 7, di cui 3 positivi.

Il grifone passa al 7’, suggerimento del ghanese Ekuban, colpo di tacco di Mattia Destro a beffare Consigli. L’ex romanista è a 8 reti, sul piano realizzativo torna da nazionale, come in avvio di carriera, ma non offre altri lampi. Gli emiliani dominano il possesso palla, avvicinano il pari con Rogerio e due volte con Berardi, toccato da Bani, Manganiello evita di andare al var. L’1-1 alla ripresa, Rogerio, Raspadori approfitta di un rimpallo fortuito, Berardi non può sbagliare. Defrel manca il sorpasso per due volte, il finale non è palpitante, a parte il contatto di Fares su Defrel.

C’è silenzio, al Mapei, è un peccato perchè la famiglia Squinzi investe da 20 anni, da Marassi arrivano appena 200. E’ serie A, i 4700 spettatori sono da C, la Reggiana ha un seguito decisamente superiore, da capolista. Però, certo, nel rapporto abitanti, 40mila, pubblico, il Sassuolo resta un fenomeno. Dionisi entusiasma ormai solo contro le grandi, il Genoa respira, bissa il pari tenuto con l’Atalanta.

Fra i modenesi debutta Luigi Samele, 2002, foggiano e omonino del vicecampione olimpico della spada, tesserato alla Virtus Bologna scherma. Il Genoa è grigio, come l’Alessandria, la holding 777 partners dovrà pazientare, con la sua cinquantina di azionisti. Potenzialmente merita l’Europa, da 15 anni di fila è in serie A, rischia tantissimo.

Sassuolo-Genoa 1-1

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6; Toljan 6, Chiriches 5,5, Ferrari 6, Rogerio 6,5; Harroui 5.5, Lopez 5.5; Berardi 6,5, Raspadori 5.5,  Kyriakopoulos 6 (39’ st Muldur ng); Defrel 5 (43′ st Samele ng). All. Dionisi 6.

GENOA (3-5-2): Sirigu 6,5; Vanheusden 6, Bani 6, Vasquez 6,5; Hefti 5,5 (19′ st Fares 6), Hernani 6.5 (19’ st Melegoni 5.5), Badelj 6, Portanova 6 (39′ st Cassata ng), Cambiaso 6,5; Destro 7 (29′ st Pandev 5.5), Ekuban 6.5 (39’ st Caicedo). All. Shevchenko 5,5.

Arbitro: Manganiello 6,5.

Reti: 7′ Destro, 19’ st Berardi. Note: ammoniti Raspadori, Rogerio e Lopez. Angoli: 7-4 per il Sassuolo Recupero: pt 1’, st 3’. Spettatori: 4696 paganti, incasso 44.822 euro

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Segna sempre Beto, l’Udinese vince con il modulo del Sassuolo, 3-2

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/segna_sempre_beto_udinese_vince_modulo_sassuolo_3_2-6307205.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/segna_sempre_beto_udinese_vince_modulo_sassuolo_3_2-6307214.html

di Vanni Zagnoli

Il pragmatico Luca Gotti si aggiudica il duello con il creativo Alessio Dionisi. L’Udinese si conferma bestia nera del Sassuolo, lo prende a 14 punti, in zona tranquillità. Segna presto, subisce due eppure ha la forza di rovesciarla nuovamente. Neanche quest’anno i neroverdi torneranno in Europa, non sono continui, soprattutto contro le squadre di medio livello dovrebbero essere più cinici, si sono fatti rimontare nel recupero dall’Empoli, vincitrice, e dal Genoa, battere a Reggio dal Torino e si sono fatti imporre lo 0-0 dalla Sampdoria. Difficilmente Dionisi eguaglierà i due ottavi posti di Roberto De Zerbi, ha perso Locatelli ma ha Frattesi, potenzialmente già da nazionale, e preferito Scamacca (entrato solo al 27’ st) a Caputo.

La terza Udinese di Gotti proverà a migliorare il 12° e il 13° posto raggiunto, dal 2013-14 i bianconeri non sono mai andati oltre la 12^ posizione, appunto. Sono in serie A dal ’95, ininterrottamente, serie record per le provinciali, superiore anche a quella dell’Atalanta, sono 26 stagioni consecutive, contro le 25 di tutto il resto della storia, la famiglia Pozzo limita gli esborsi, non piazza più le grandi cessioni di inizio millennio.

I gol, dunque, dello stadio Friuli. All’8’, azione prolungata, Becao sfonda a destra, crossa per Deulofeu che prende il tempo alla difesa emiliana e segna. Passano 6’ e Silvestri in fase di rinvio, serve ne approfitta da posizione ravvicinata. I salvattaggi di Becao sul tiro di Defrel e di Nuytinck su Berardi. Al 28’ il sorpasso, Rogerio traversa per Frattesi, il sinistro è perfetto, sotto la traversa. Il pari dalla distanza è di Molina, decisiva peraltro la deviazione in autorete di Frattesi. Consigli, invece, nega il 2-2 a Beto.

Il sorpasso definitivo è al 7’ st, tocco all’indetro di Pereyra, Norberto Beto appoggia in rete, il var convalida, è la 4^ rete del portoghese, in poche settimane.

Nel finale Makengo allontana la palla e viene ammonito, poi ferma la ripartenza di Berardi e viene espulso. L’unica parata vera di Silvestri è sul colpo di testa di Ferrari. Discreto l’esordio dell’argentino Perez, arrivato a Udine in prestito dall’Atletico Madrid. L’Udinese non vinceva da 8 turni, prevale grazie al 4-2-3-1 che il Sassuolo proponeva con De Zerbi, ora Dionisi vira sul 4-3-3, mantiene il possesso palla ma esce a mani vuote. Prevale la fisicità dei furlani, i “mapeisti” pagano l’assenza di Maxime Lopez, squalificato.

Udinese-Sassuolo 3-2

UDINESE (4-2-3-1): Silvestri 5; Perez 5,5, Becao 6,5, Nuytinck 6,5, Samir 5,5 (36′ pt Udogie 6,5); Arslan sv (16′ pt Makengo 5,5), Walace 6; Molina 7, Pereyra 6,5, Deulofeu 7; Beto 7 (42′ st Success sv). A disposizione: Padelli, Carnelos, Zeegelaar, Jajalo, Samardzic, Nestorovski, Forestieri, De Maio, Soppy. All. Gotti 6,5.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli 6; Muldur 5,5, Chiriches 5,5, Ferrari 5,5, Rogerio 6 Frattesi 7 (41′ st Harroui sv), Magnanelli 6 (26′ st Matheus Henrique 5,5), Traore 6,5 (21′ st Scamacca 5,5); Berardi 6,5, Defrel 5,5, Raspadori 5,5. A disposizione: Pegolo, Satalino, Goldaniga, Ayhan, Peluso, Toljan, Kyriakopoulos. All. Dionisi 6.

Arbitro: Dionisi 6. Reti: 8′ Deulofeu, 15′ Berardi, 28′ Frattesi, 39′ aut. Frattesi; 7′ st Beto. Note: ammoniti Arslan, Ferrari, Muldur, Consigli, Beto, Makengo. Espulso al 42’ st Makengo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it. Al Sassuolo basta l’assist di Boga per Berardi. Castori: «Gran partita della Salernitana». Fabiani e Lotito sino a quanto resisteranno alla tentazione dell’esonero? I granata costruiscono tanto

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/al_sassuolo_basta_berardi_castori_resta_bilico_gran_partita_salernitana-6220095.html

di Vanni Zagnoli

Un punto in sei partite, il bilancio della Salernitana è deludente eppure non demerita, a Reggio ci stava tranquillamente il pari. Il Sassuolo migliora nella gestione del vantaggio, nel finale concede solo un colpo di testa a Simy, che dovrebbe essere titolare al posto di Djuric, per i gol delle scorse stagioni a Crotone ma che per ora incide poco.

È strano vedere la Salernitana non concedere completamente il possesso palla, giocare a lungo, per un’ora, sullo 0-0, tantopiù fuori casa, e meritare persino il vantaggio, in genere il calcio di Castori è tanto di attesa, di ripartenza, di scaltrezza e invece a sorpresa i granata palleggiano. Senza Locatelli De Zerbi, con Alessio Dionisi in panchina, il Sassuolo lascia anche l’iniziativa, il dato del possesso palla del primo tempo, 62 a 38%, per i neroverdi, è bugiardo, perchè spesso è stato un titik titok fine a stesso. Il 42% finale della palla ai campani è quasi il doppio rispetto al 22% della stagione della promozione del Carpi in A, con Castori.

Sassuolo-Salernitana 1-0, la cronaca del match

Le occasioni sono più granata, a entusiasmare i duemila tifosi nella curva ospite, è come si giocasse allo stadio Arechi. Gyomber da posizione defilata, Consigli smanaccia, Gondo in rovesciata, Ferrari si oppone. Gli emiliani replicano con Maxime LopezBelec in angolo, e con Boga, alto. La parata migliore è di Consigli, sul sinistro improvviso e angolato di Mamadou Coulibaly, peraltro c’era fuorigioco. Sale il Sassuolo, Frattesi punta Gagliolo che lo tocca, Giua fischia il rigore poi è richiamato al Var da Mazzoleni e lo leva. Ci sono due dubbi: che neanche fosse sulla linea e che non fosse fallo, l’esterno di fiducia di Castori tocca probabilmente la palla, sarebbe stato troppo fiscale, come penalty.

Il Sassuolo riparte di slancio, Castori resta abile nella rottura, con 6-7 giocatori in area, ma proprio quelli non bastano a evitare il vantaggio: Boga fila via a sinistra, a Mamadou Coulibaly e a Gyomber, il cross libera Berardi sull’altro palo, Gagliolo può farci poco. L’azzurro voleva essere ceduto, è rimasto ma a 27 anni resta motivato e aveva già ritrovato il gol a Bergamo, dopo le esclusioni nelle prime due giornate, magari gli ritornerà anche la fascia di capitano, per ora a Gian Marco Ferrari. Il match si apre, la Salernitana riprende a far girare palla, si inaspriscono gli scontri. L’asse Frattesi-Raspadori avvicina il raddoppio, Belec oppone i piedi alla conclusione del campione d’Europa e poi viene anticipato dall’uscita del portiere.

Castori ne cambia tre, l’occasione per il pari arriva subito a uno dei subentrati, sull’errore in retropassaggio Bonazzoli tocca sul secondo palo, troppo lentamente, così Rogerio salva. Entrano Traorè, che con De Zerbi giocava tanto, e Scamacca, non ancora titolare, esplode un destro potente, Belec si oppone.

Lo spettacolo resta nella curva salernitana, anche sotto la pioggia, la reazione granata è farraginosa, lì emergono i limiti del gioco di Castori. Rispetto a De Zerbi, Dionisi è più speculativo, nella gestione, continua a incitare dalla panchina, per evitare di perdere punti in extremis, come a Roma. A Empoli e all’Imolese entusiasmava ogni volta che poteva, un po’ di sano pragmatismo non fa male. 

Joel Obi si piglia un gomitata, finisce con il turbante. Resta la colonna sonora della gente granata, arrivata dal nord Italia, la curva è esaurita, per il 50% della potenziale capienza attuale. Chissà se Claudio Lotito avrà pazienza, assieme al ds Angelo Fabiani, già nell’orbita di Luciano Moggi. Castori potrebbe resistere un’altra settimana, ospitare il Genoa. Lì dovrebbe rientrare Ribery, fermato alla vigilia da un affaticamento muscolare, anche Aya e Ruggeri e Capezzi erano assenti. A 67 anni, Castori ha riportato la Salernitana in A dopo 22 stagioni, il suo calcio antico aveva sfiorato la salvezza in A con il Carpi e magari sarebbe arrivata se per 6 giornate non fosse stato sostituito da Sannino.

Tecnicamente manca qualcosa, il mercato di riparazione è lontano, è difficile immaginare che Ribery a 38 anni possa salvare una rosa molto volitiva ma con limiti. Per una rivoluzione completa della mentalità, più offensiva, servirebbero comunque settimane di lavoro. L’intensità di Fabrizio Castori è ammirevole, sempre, con pazienza porta risultati. Raramente entusiasma, anche dialetticamente. «Abbiamo giocato una grande partita – argomenta il tecnico marchigiano -, pressando il Sassuolo alto, dall’inizio. Sono arrivati 8 angoli, è mancato solo il gol. Qualche giocatore non è al 100%, siamo in crescita, il ritmo non è uniforme. Creiamo di più e rischiamo meno, concretizziamo di più, sennò si perde».

Video

Sassuolo-Salernitana 1-0

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 7; Muldur 6, Chiriches 6, Ferrari 6, Rogerio 6,5; Frattesi 6 (36′ st Harroui ng), Lopez 6,5; Berardi 6,5 (36’ st Defrel ng), Djuricic 5,5 (45’ st Kyriakoupolos ng), Boga 6,5 (25’ st Traorè 5,5), Raspadori 6 (25′ st Scamacca 6). A disp.: Vitale, Pegolo, Goldaniga, Magnanelli, Ayhan, Peluso, Henrique. All: Dionisi 6.

SALERNITANA (4-3-1-2): Belec 6,5; Gyomber 6 (39′ st Zortea ng), Strandberg 6, Gagliolo 5,5, Ranieri 5,5 (29’ st Jaroszynski 6); Coulibaly M. 6,5, Di Tacchio 6 (19’ st Obi 5,5), Coulibaly L. 6; Kastanos 5,5; Djuric 6 (19′ st Simy 5), Gondo 5,5. (19′ st Bonazzoli 6). A disp: Fiorillo, Veseli, Schiavone, Kechrida, Bogdan, Delli Carri, Vergani. All.: Castori 6.

Arbitro: Giua di Olbia 6. Marcatore: 9′ st Berardi. Note: ammoniti Lopez, Ranieri, Ferrari, Gondo, Scamacca, Bonazzoli. Angoli: 8-4 per la Salernitana. Spettatori paganti 5177, incasso di 68595.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Messaggero. Parma-Sassuolo 1-3, De Zerbi: “Vado via”. Vuole lasciare con l’Europa ma è quasi impossibile, al sesto tentativo ha battuto D’Aversa

(corrieredellosport.it)

Parma
Dice tutto Roberto De Zerbi, alla fine. “Nessuna volontà di infierire sugli avversari, volevamo segnare più gol possibili per migliorare la differenza reti e avere più chances in caso di successo nell’ultimo turno sulla Lazio e di pari della Roma. Con questo 1-3, saremmo dietro”.
Già, al Sassuolo servirebbero 5 gol di scarto sulla Lazio, mentre con il 4-0 (quasi impossibile) abbinato allo 0-0 si andrebbe al sorteggio per la qualificazione in Conference league. I neroverdi sperano che lo Spezia, già salvo, superi i giallorossi, per raggiungere la seconda qualificazione in Europa, dopo il girone raggiunto 4 anni fa da Eusebio Di Francesco.
De Zerbi ammette che andrà via: “L’ho comunicato alla squadra prima della partita di Genova, dopo 3 anni di mia gestione martellante, non potrei dare più di questi due ottavi posti”. Il tecnico bresciano andrà allo Shakhtar Donetsk, secondo nel campionato ucraino e in Champions.
Al sesto tentativo, batte d’Aversa, ultimo e all’8^ sconfitta di seguito. Conclusione di Berardi e fallo di Busi su Raspadori, dal dischetto Locatelli. Pareggio al volo di Bruno Alves, sorpasso di Defrel, azionato da Berardi, e tris di Boga, lanciato da Ferrari. Per Berardi anche un palo. Nel finale 4 parate di Consigli.
Vanni Zagnoli

Parma-Sassuolo 1-3
Parma (3-5-1-1): Sepe 6,5; Dierckx 5 (25′ st Zagaritis 5,5), Bruno Alves 6, Valenti 5,5; Laurini 5 (33′ st Bani ng), Sohm 5 (11′ st Brugman 6), Kurtic 5, Hernani 6,5, Busi 5; Brunetta 5,5 (25′ st Gervinho 6); Cornelius 5 (33′ st Pellè 6). Allenatore: D’Aversa 5,5.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6 (12′ st Toljan 6,5), Chiriches 6,5, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Locatelli 7, Lopez 6,5 (19′ st Traore 6); Berardi 7,5, Defrel 6,5 (19′ st Caputo 6), Boga 7 (34′ st Obiang ng); Raspadori 6 (12′ st Djuricic 5,5). Allenatore: De Zerbi 7.
Arbitro: Piccinini 6,5
Marcatori: 25′ Locatelli rig, st 18′ Defrel, 25′ Boga, 32′ Bruno Alves.
Note: ammonito Kurtic. Angoli 2-12.

Da “Il Messaggero”

Il Messaggero. Sassuolo-Atalanta 1-1, lo scudetto è dell’Inter. Pairetto largheggia nei rigori, il contatto su Traorè era minimo. Le parate di Consigli, il caracollare bergamasco

(ansa – Serena Campanini)

Reggio Emilia
Il 19° scudetto dell’Inter arriva grazie a Boga e a Consigli, dunque grazie al Sassuolo, l’ad Giovanni Carnevali fa involontariamente un favore a Marotta, di cui è stato testimone di nozze. Partita spettacolare, indirizzata a metà primo tempo dal lancio a sinistra di Kyriakopoulos per Boga, Toloi è in ritardo, Gollini esce in maniera avventata e commette fallo, Pairetto lo espelle e al Var conferma, è chiara occasione da gol, il francese poteva calciare in porta, vuota, i centrali non avrebbero recuperato. L’Atalanta avanza comunque, grazie alla classe di Malinovskyi, Muldur è sorpreso e Gosens infila la 10^ rete in campionato, da esterno difensivo segna più di tante seconde punte. Il pari è su rigore, contatto minimo di Toloi su Traorè, l’arbitro figlio d’arte non doveva punirlo: dal dischetto, Berardi. Qualche dubbio anche sul corpo a corpo fra Muldur e Muriel, in genere si sorvola, comunque Consigli respinge con il piede il destro del colombiano. Ogni volta che l’Atalanta non vince, resta la sensazione di una cifra tecnica senza eguali, in serie A. Manca solo il cinismo. Dell’Inter.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Leggo.it. Il Sassuolo insidia la Roma. Rovesciata di Berardi e -3: 1-0 alla Sampdoria, con un legno a testa. La differenza è nei cross, 11 a 1

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_sassuolo_insidia_la_roma_rovesciata_di_berardi_14_gol_3_ma_la_sampdoria_ci_stava_pari-5920102.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/il_sassuolo_insidia_la_roma_rovesciata_di_berardi_14_gol_3_ma_la_sampdoria_ci_stava_pari-5920112.html

di Vanni Zagnoli

Meno tre, con la rovesciata di Berardi, e il Sassuolo è lì, incredibilmente, a insidiare la Roma, pur avendo perso vagonate di punti per leggerezze. Molto più frequenti rispetto al massimo risultato con il minimo sforzo, tipico magari di Ranieri. La quarta vittoria di fila è risicata, come con la Fiorentina, con un pizzico di sofferenza, nel primo tempo e, naturalmente, nel finale

Sassuolo e Sampdoria sono in bella forma, i blucerchiati non segnano, entrambe giocano naturalmente a viso aperto. E’ una notte triste, per Sassuolo, piange il vicepresidente Sergio Sassi, uno dei primattori del distretto delle ceramiche, fondamentale nel passaggio della società da una modesta serie C2 o D alla Mapei, alla famiglia Squinzi. Minuto di raccoglimento, cordoglio unanime per il dirigente di 63 anni, ricordando anche il padre Claudio, di Edilceramica

Dunque, Berardi si vede subito, calcia al volo, Audero si tuffa. Gli esterni difensivi neroverdi sono a tutta fascia, Traorè rientra a centrocampo, Ranieri ha Keita di punta, Jankto va a sinistra e avvicina il gol sulla girata di Keita, con la palla sull’esterno del palo. Su sponda di Colley, Chiriches salva quasi sulla linea. Damsgaard sta dietro le punte, Candreva retrocede fra i centrali difensivi per avviare l’azione, calcerà dalla distanza, impegnando il portiere a terra. Segna Traorè, ma in leggero fuorigioco, piatto destro angolato, annullato.

De Zerbi usa la difesa a tre, inconsueta, all’intervallo leva Marlon per Boga, ripassando al 4-2-3-1 più consueto. Il francese innesta Berardi, sinistro a botta sicura, Yoshida in scivolata salva. L’allenatore dei modenesi cambia gli esterni bassi, Ranieri cambia Gabbiadini, titolare con la Svezia nel playoff mondiale con Ventura, nel 2017, per La Gumina. L’arbitro debuttante Gariglio non punisce il fallo duro di Jankto su Berardi, ai 40 metri, poi il calabrese è chiuso. Il gol arriva su cross di Locatelli, Colley non libera, Berardi rovescia da copertina: vanta 5 reti e 2 assist in 4 gare, può essere titolare all’Europeo, a 27 anni spiccherà il volo verso la Champions o resterà a vita?

Ranieri si sgola, nel finale. Dalla tribuna si pensa al rigore per il braccio di Ferrari sulla splendida girata di La Gumina, era effettivamente attaccato al corpo. La Sampdoria veniva da 3 vittorie in 6 gare, comunque può precedere il Verona, anche un 9° posto è buono, considerato il clima che accompagna la presidenza Massimo Ferrero, dall’inizio. La superiorità è nei cross, 11-1, raro.

Da “Ilmessaggero.it”, “Leggo.it”

SASSUOLO-SAMPDORIA 1-0
SASSUOLO (3-5-2): Consigli 6,5; Marlon 5,5 (1’ st Boga 6,5), Chiriches 6,5, Ferrari 6; Toljan 6 (17’ st Muldur 6), Maxime Lopez 6,5, Locatelli 6, Traoré 6, Kyriakopoulos 6 (17’ st Rogerio 6); Berardi 7 (35’ st Magnanelli ng), Defrel 5,5 (32’ st Obiang 6). All. De Zerbi 6,5.
SAMPDORIA (4-4-2): Audero 6,5; Bereszynski 6, Yoshida 6,5, Colley 5,5, Augello 6; Candreva 6,5, Thorsby 6, Damsgaard 5,5 (35’ st Askildsen ng), Jankto 5,5 (35’ st Leris ng); Keita 6, Gabbiadini 6 (19’ st La Gumina 5,5). All. Ranieri 5,5.
Arbitro: Gariglio 6.
Rete: 24’ st Berardi.
Note: nessun ammonito. Angoli 8 a 3 per il Sassuolo. 

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Il Messaggero. Sassuolo-Udinese 0-0, gli emiliani mancano la vetta

(Ilmessaggero.it)

Reggio Emilia
Non è la notte del Sassuolo, l’Udinese tiene lo 0-0 e riprende il Torino al penultimo posto. I granata avevano fatto saltare il progetto di primato solitario neroverde, due venerdì fa, rischiando di vincere, sull’1-3. La squadra di Roberto De Zerbi patisce l’opposizione friulana, il miglior attacco del campionato va in bianco, come ad agosto, quando qui chiuse perdendo.
Non ci sono parate vere, le occasioni sono minime, come in qualche finale. Ayhan sta a destra, dietro, il tedesco-turco è uno dei tre nuovi emiliani, l’altro titolare è Maxime Lopez, franco-algerino e pure spagnolo, uno e 67, tecnica. Anche l’Udinese ha due innesti, argentini peraltro di ritorno, dal Watford dei Pozzo. I bianconeri fanno valere la fisicità sulle palle inattive, difendono a 5, con la forza dei brasiliani Becao e Samir. Lasagna è in panchina come con il Milan, domenica l’Udinese ha riavuto un rigore dopo 48 partite, stavolta crea poco, giusto l’accelerazione di Zeegelaar per De Paul, contrato.
Il Sassuolo preferisce la sinistra, sempre palla a terra, il ritmo sale dopo il primo terzo di partita. Aumentano il pressing e la durezza dei contrasti, meno la pericolosità, con le conclusioni di Berardi e Ferrari. Che perde palla sulla trequarti, De Paul non trasforma il capovolgimento. 
Il palleggio è fine a se stesso, entra Muldur per Traorè e 3-5-2, e il turco vola in fascia una sola volta. Locatelli perde palla e poi chiude in area, è più viva l’Udinese, il match risale di tono per un attimo. Dopo il covid, Boga non è ancora lui, esce dopo un’ora. Come Pussetto per Deulofeu. Dalla tribuna si sentono urla in tante lingue, è mancato il linguaggio del gol. La banda Mapei suona meglio fuori casa.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, ilmattino.it. Berardi e il primo gol di Haraslin, Bologna-Sassuolo 1-2. Mihajlovic se la prende persino con Sky

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/bologna_sassuolo_serie_a_31_giornata_cronaca_commento-5335012.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/bologna_sassuolo_serie_a_31_giornata_cronaca_commento-5335023.html

di Vanni Zagnoli

Da dicembre, il Bologna va meglio in trasferta che allo stadio Dall’Ara. Battuta l’Atalanta, a metà di quel mese, non è più riuscito a vincere in casa, i blitz di Marassi con la Sampdoria e di San Siro con l’Inter vengono vanificati dall’1-1 con il Cagliari e dall’1-2 con il Sassuolo. E così addio velleità di Europa. Meno 8 dal Milan, -10 dalla Sampdoria, il Napoli è già in Europa, dunque è quasi impossibile anche per il Sassuolo, che peraltro ha due punti in più dei rossoblù. 

La squadra marchiata Mapei è a 24 punti in 12 partite, in cui ha perso solo con il Parma (dominato) e a Bergamo, può aggiudicarsi un 8° posto che comunque sarebbe il miglior risultato, a parte la qualificazione europea arrivata con Di Francesco, 4 anni fa. Se manterrà la posizione, De Zerbi potrebbe andare su una panchina più prestigiosa, pur avendo appena rinnovato il contratto, con la promessa che non gli vendano troppi dei migliori.

Anche al Dall’Ara la musica di Ennio Morricone emoziona, tantopiù senza pubblico. Rodrigo Palacio conferma di avere meritato il prolungamento di contratto, a 38 anni, è il quarto giocatore più vecchio della serie A, dopo Buffon e Pegolo (i secondi portieri di Juve e Sassuolo, in realtà l’ex azzurro gioca tanto, mentre il bassanese va in campo di rado) e dopo Bruno Alves, del Parma. Coglie una bella traversa da fuori, subito, da fermo, quasi. Non dimentichiamo che ha giocato tanto, al mondiale del 2014, con l’Argentina finalista.

Il Sassuolo ha più voglia di vincere del Bologna, si fa vivo con Rogerio, che aveva portato il punto allo scadere con il Verona, da fuori, Skorupski respinge, poi Berardi manda alto. Defrel calcia di destro, Haraslin non arriva. Il difensore Bani calcia a rete da un metro, per il Bologna, Chiriches salva sulla linea, evidenziando la bontà del turnover operato da De Zerbi. Si fa vivo anche Haraslin, il rinforzo di gennaio, poi Berardi al volo. Dopo l’impresa di San Siro, Mihajlovic neanche ha la forza di arrabbiarsi con i rossoblù, peraltro tenuti in scacco dalle trame del doppio regista, Magnanelli-Locatelli. Il gioco neroverde è prevalente anche in trasferta, il turco Muldur vive il miglior momento della carriera, sogna di arrivare alla Juve come il suo amico Demiral, crossa verso sinistra, Berardi sterza, manda fuori giri Tomiyasu e scaglia il destro all’incrocio: a 26 anni il calabrese migliora la percentuale realizzativa. Caputo ha l’occasione per raddoppiare, la palla passa fra le gambe di Bani, il portiere devia.

Barrow si fa vivo alla ripresa, sull’altro fronte incide Defrel, calcia, il portiere respinge e Haraslin tocca in porta: è il 14° marcatore stagionale degli emiliani, solo Inter (17) e Napoli (15) sono più cooperativa del gol.

La reazione si limita a un cross di Palacio, al colpo di testa di Denswil, Rogerio però è ben appostato e impedisce il pari. Mihajlovic si fa espellere, non ha condiviso le ammonizioni di Fourneau e si era già lamentato dell’arbitraggio con il Cagliari: “Abbiamo perso meritatamente – le accuse del tecnico serbo -. Mi sono rotto le palle, sembriamo una squadra di killer, in campo, eppure abbiamo tanti millennials. E’ più facile ammonire un ragazzino di un giocatore affermato. E Sky domenica sera ha parlato solo della sconfitta dell’Inter e non dei nostri meriti”.

La fase difensiva però è da rivedere, concedendo almeno un gol da 25 gare consecutive, due dei 4 cambi iniziali portano poco: Medel in mediana e Svanberg per lo squalificato Soriano. De Zerbi muta 6 elementi, rispetto al 4-2 sul Lecce, prende l’1-2 solo nel recupero, di Barrow, su azione di Tomiyasu.

“Abbiamo battuto una nostra sorella – sorride De Zerbi -, dispiace solo avere preso il gol con la difesa a 3. All’Olimpico, con la Lazio, avremo acciaccati. Farò altri cambi”. Dopo il lockdown, i “sassolini” hanno segnato 16 reti, persino più dell’Atalanta. “Il pressing è premiante”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”