Il Corriere della Sera. Nel ’96, Zola lascia il Parma per il Chelsea: Ancelotti non ama i trequartisti, come Sacchi, nel 4-4-2. Il fantasista affida il suo articolo a Zagnoli, dopo la conferenza stampa di addio all’Italia.

zola

Gianfranco Zola

La mia esclusiva più importante, a 25 anni. Era il 1996, Gianfranco Zola lasciava il Parma per il Chelsea. Raccolsi il suo articolo per Corriere della Sera, ma non aggiunsi la dicitura testo raccolto da Vanni Zagnoli. Me ne sono sempre pentito.

http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml <http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml>

– LETTERA D’ ADDIO, di Gianfranco Zola, testo raccolto da Vanni Zagnoli.

– – – – – – – – – – – – – Me ne vado in Inghilterra, al Chelsea, parto lunedi’ . Ho sperato fino all’ ultimo di restare in Italia, ma poi ho capito che questa soluzione era ideale per tutti. Chiunque restasse fuori squadra, infatti, tra me, Crespo e Chiesa, avrebbe avuto da ridire. E allora ho deciso di intraprendere questa nuova avventura. Imparero’ una lingua, l’ inglese, finalmente. Con le audiocassette restavo sempre a meta’ . Faro’ un’ esperienza importante, sul piano umano e culturale. A Parma sono stato bene, tre anni ricchissimi, ma questo mondo del calcio e’ fatto cosi’ .

Mi ha dato tante soddisfazioni e altrettante botte morali ho preso. Ricordo con piacere il giorno dell’ esordio in serie A, mentre la delusione piu’ cocente e’ stata il rigore sbagliato in Inghilterra, contro la Germania. Ora, comunque, stavo iniziando a dimenticarlo. Questo calcio sta cambiando, agli uomini concede sempre di meno, eppure i giocatori di qualita’ serviranno anche in futuro. Non dite che noi trequartisti siamo una razza in via d’ estinzione. A trent’ anni ho ancora tanto da dare. Per emergere ho sempre perseguito le mie idee, in maniera quasi maniacale. E anche stavolta e’ stato cosi’ .

Giocare all’ ala non mi entusiasma. Sono convinto di essere piu’ utile, di esprimermi al meglio in altre zone del campo. Ancora una volta ho voluto mantenere fede ai miei principi. Me ne vado senza rancori, nei confronti di nessuno, e voglio ringraziare soprattutto i tifosi per i tre anni che ho trascorso in Emilia. Confesso di non amare molto i cambiamenti, soprattutto quando mi trovo bene, e allora sarei rimasto volentieri a Parma. Spero tuttavia che l’ Inghilterra mi regali le stesse emozioni della mia prima emigrazione, dalla Sardegna a Napoli. A Parma ritornero’ a fine mese, il 27, per disputare un’ amichevole con il Chelsea.

Sembrera’ strano, ma garantisco che in queste settimane non ho ricevuto una sola offerta, da parte di una squadra di serie A italiana. Tifosi e giornalisti mi imputano di non essermi saputo imporre, nei confronti della societa’ . Forse avrei dovuto chiedere che venisse acquistato un attaccante di mio gradimento, perche’ io sono Zola e ho diritto a scegliere il partner. Ma io penso che nella vita ciascuno debba fare il proprio mestiere, cosi’ alla fine siamo tutti contenti.

 

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it e Ilmattino.it. Calcio femminile, il terzo bronzo mondiale della Svezia, 2-1 all’Inghilterra. Il pari annullato dal Var. I britannici hanno il miglior calcio, con la doppia semifinale iridata e le 4 finaliste nelle coppe maschili. Le scandinave Asllani e Fridolina, nome da filmino…

Svedesi in festa per il bronzo (AP Photo/Claude Paris)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/terzo_bronzo_la_svezia_2_1_inghilterra_pari_annullato_var-4603089.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/terzo_bronzo_la_svezia_2_1_inghilterra_pari_annullato_var-4603112.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/terzo_bronzo_la_svezia_2_1_inghilterra_pari_annullato_var-4603108.html

di Vanni Zagnoli

E viva viva l’Inghilterra, dunque, come da canzone di Claudio Baglioni, come un anno fa, quando celebrammo il bronzo mondiale. Le femmine peraltro non eguagliano i maschi, è terza la Svezia, con questo 2-1, come gli inglesi un anno fa sul Belgio. La finale per il podio è a mente libera, come tutte le finaline, come Italia-Inghilterra di Italia ’90, la consolazione è per le scandinave, che avevano portato l’Olanda ai supplementari, resistendo per un centinaio di minuti sullo 0-0. Il miglior calcio del mondo resta britannico, adesso anche come nazionali, dopo anni di oblio, pure con i club. Gli inglesi sono i migliori nella doppia veste, tradizionale e muliebre, terzo e quarto posto, più le finali di Champions e di Europa league monopolizzate, solo peraltro al maschile. 

A Nizza, l’Allianz riviera è semivuoto, il caldo non penalizza lo spettacolo, il finale è all’ombra. Le gialloblù segnano all’11’ con Asllani, la centrocampista offensiva sfrutta la respinta errata di Greenwood. Il raddoppio è a metà tempo, con il gran destro di Jakobsson, da sinistra, a giro sul secondo palo. Si fa male Fridolina (il nome più curioso del mondiale) Rolfo, l’Inghilterra accorcia al 31’ con la palla filtrante di Scott per Kurby, rientro da destra, palo e 2-1. Il pari arriva subito, di White, viene annullato tramite il Var per un controllo sospetto, di mano, a centrocampo. 

Anche il secondo tempo è emozionante, con azioni su ambo i fronti, alla ricerca dello spettacolo, ovvero difensivo per la Svezia, con il 4-4-2 di attesa, nell’ultima mezz’ora. Le bianche strameriterebbero persino di vincere, costruiscono tanto, eppure le bionde resistono e per la terza volta sono terze. Domani sempre alle 17, a Lione, culla delle Champions league, la finale, con gli Usa favoritissimi sull’Olanda. Inseguono la quarta stella, dopo i titoli del 1991, del ’99 e del 2015, per migliorare il record assoluto. All’attivo anche 4 ori olimpici, mentre i maschi sono fermi al quarto mondiale del 2002. Per i Paesi Bassi è la prima finale, sempre una storia straordinaria, per una nazione di 17 milioni di abitanti, 160mila dei quali tesserati nel calcio femminile. 

Non è detto che sia il miglior mondiale di questa disciplina per le donne, di certo è il più mediatico, con le dirette di Raisport (e Sky) e radio Rai. La par condicio richiesta dalla capitana Gama e dal presidente della Repubblica Mattarella si vede anche alla stazione Termini, con gigantografie di questo pallone. Sta cambiando la cultura, vediamo anche se un’europea sarà in grado di fermare le americane. Non ci riuscì la Norvegia, 28 anni fa, neanche la Cina (ai rigori), nè il Giappone, 4 anni fa. Anzi, le nipponiche furono le uniche a sconfiggere gli Usa in finale, ai rigori, nel 2011. Aspettiamo il primo podio italiano, neanche Francia e Spagna l’hanno mai ottenuto, al femminile. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Gazzettino, la nazionale. La prima volta contro l’Arabia Saudita, sarà a San Gallo: i verdi sono ai mondiali per la 5^ volta in 7 edizioni

Majed Abdullah con 67 reti è il miglior marcatore della nazionale Saudita (resetera.com)

L’Arabia Saudita ha sempre un qualcosa di magico. Fa pensare agli sceicchi, ai petrolieri, all’Islam, insomma è un altro mondo, rispetto all’Italia. Questo mondo incrocierà per la prima volta la nazionale lunedì 28 maggio, alle 20,45, a San Gallo. Chissà perchè al Kybunpark, in Svizzera, e non magari in uno stadio di provincia romantico, da Aosta al Molise. Perchè la scelta elvetica non è meno curiosa, è naturalmente anche la prima azzurra lassù.
E’ la prima di una serie di amichevoli di fine stagione: venerdì 1 giugno a Nizza c’è la Francia, lunedì 4 allo Juventus stadium di Torino l’Olanda. Quelle due sono amichevoli di prestigio, neanche gli orange saranno ai mondiali e avevano già saltato gli Europei, però in Brasile 2014 furono semifinalisti e diedero spettacolo. Insomma è una bella sfida fra nazionali in crisi, azzurri e orange, mentre i transalpini inseguono la seconda finale mondiale del calcio moderno. L’Arabia, invece, è alla 5. partecipazione iridata in 7 edizioni, nel ’94 passò addirittura il turno, nelle ultime due rassegne non si era qualificata. E’ stata campione d’Asia per tre volte e due volte finalista, nelle ultime due peraltro è uscita al primo turno. Fu seconda nella prima Confederations, fra l’altro ospitata, e quarta in Messico ’99.
Al di là della romanticheria, di un antipasto dei mondiali in Qatar, dove l’Italia “deve” essere presente, è battaglia fra Usa e Marocco per l’assegnazione dell’edizione 2026 e non si può che tifare per il nuovo, l’Africa, sede di appena un campionato del mondo (2010, Sudafrica) e mai di olimpiadi.
Per l’Italia, sono mesi di traghettamento, con Di Biagio ct. Discreto come gioco con l’under, dignitoso come risultati (uscito al primo turno due Europei fa, con esclusione dalle olimpiadi, semifinalista l’anno scorso) e anche nelle amichevoli con Argentina e Inghilterra.
Come successore reale di Ventura, Ancelotti non si capisce perchè preferisca allenare un club, sognava la Roma, ma si fa a rifiutare la nazionale? Resta Mancini, raramente però ha convinto come gioco. Conte aveva optato per il Chelsea, resta una garanzia, ma non è bello abbandonare e poi tornare. Solo per Lippi, campione del mondo, era doverosa un’eccezione. Ranieri va per i 67 anni, sembra Ventura…
Fra i giocatori, c’è la fascia intermedia che preme, gente di Atalanta e Sampdoria, del Genoa. E poi Roma, Lazio e Juve, ovvero chi ha fatto più strada in Europa.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, a Firenze la hall of fame del calcio. Nasce il premio Davide Astori. Bruno Conti: “Senza l’Italia il mondiale sarà meno emozionante. Ricominciamo dai vivai e dagli istruttori”. Del Piero e il mondiale: “Ero fra gli anziani, temevo la Germania”. Gullit: “Il mio Milan nato nel 5-0 di Como, in 10”. Entrano anche Ferlaino e Bagnoli, Betty Vignotto e Campana. Commozione per Vicini, Farina e Allodi

Osvaldo Bagnoli è entrato oggi nella Hall of Fame del calcio italiano (Claudio Villa/ Getty Images)

La hall of fame del calcio ricorderà Davide Astori con un premio speciale. A palazzo Vecchio, a Firenze, il pomeriggio è punteggiato dal ricordo del capitano viola. Bruno Conti: “Quattro giorni prima di morire, si era sentito con mio figlio Daniele, erano compagni a Cagliari. La Fiorentina è compatta, secondo quanto aveva saputo dare lui”. Bruno si commuove facilmente, a 63 anni è responsabile del settore giovanile della Roma, è insignito come veterano. Per pochi mesi era subentrato alla guida dei giallorossi, è nella capitale dal ’79-’80: sbagliò un rigore nella finale dell’83, all’Olimpico, contro il Liverpool. Vicino a passare in semifinale, al contrario degli “eusebisti”. “Sappiamo le difficoltà anche della Juve, contro le grandi, ma occorre fare qualcosa di importante. Sul 3-1 si poteva pensare di rimontare, 2 gol erano alla portata”. Senza l’Italia, per gli italiani il mondiale sarà meno emozionante. “Quando si avvicina, si comincia a sentire questa mancanza. Siamo tifosi anche noi, c’è grande rammarico. Ricominciamo dai vivai e dagli istruttori, occorre coraggio nel lanciare i giovani, anche in azzurro”. Uno striscione lo definì MaraZico: “Ma io davo una mano in
copertura…”.
A Firenze è stata la giornata di Alessandro Del Piero, l’ex Padova era fra gli insigniti. “Un passaggio del turno – spiega – è ancora possibile, perché Juve e Roma sono grandissime squadre. A livello psicologico, chi ha vinto in maniera netta può considerarsi già passato e quindi metterci meno impegno, mentre chi ha perso vuole riscattarsi e gli episodi possono sorridere, a differenza dell’andata, per cui crederci è un dovere”.
Quando la Juve si aggiudicò la seconda e ultima Champions, nel ’96, il 43enne trevigiano, di San Vendemiano, aveva ammaliato l’Europa con il destro a giro sul secondo palo. Si parlava di gol alla Del Piero, come i movimenti inventati da Cassina alla sbarra, nella ginnastica: “Alla rovesciata di Cristiano Ronaldo, resto a bocca aperta. Sono felice che gli juventini abbiano omaggiato il gesto tecnico straordinario e pure il campione. Io ho rincorso con ambizione il sogno fin da piccolo e forse il gol in contropiede alla Germania in semifinale è stato il più bello. La notte prima avevo dormito bene, ero fra gli anziani, davo il buon esempio, però anch’io avevo paura”.
Come allenatore entra Osvaldo Bagnoli, scudettato con il Verona nell’84-‘85, unico titolo in non capoluogo di regione nel dopoguerra. “Vado al Bentegodi con la moglie, grazie alle tessere omaggiate dal presidente Setti, ma guardo l’Hellas volentieri in tv: ho perso la memoria, non ricordo tutto. Sono milanese, marito di una veronese, grato ai tifosi dell’Hellas e anche per questo inserimento fra i grandi”.
Ruud Gullit: “Lascio come cimelio la maglia del Milan scudettato. E’ cambiato tutto, spero che i rossoneri rivincano. Avevamo sempre fame di successi, mi sono reso conto dei successi a fine carriera. Un 5-0 in 10 a Como ci diede consapevolezza”.
Come dirigente, insignito Corrado Ferlaino, due scudetti e 3 coppe da presidente del Napoli. “E spero arrivi il 3° tricolore, con la fortuna di domenica. Nostra avversaria era il Milan”. Riconoscimenti a Betty Vignotto, di San Donà, al bassanese Campana (assente), alla memoria dell’ex arbitro Farina, del ds Italo Allodi, dell’ex bolognesi Renato Dall’Ara e Arpad Weisz e di Azeglio Vicini.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, qualificazioni mondiali. Il tabellone di oggi, entro martedì finiscono i gironi e avremo i playoff. L’Olanda è quasi fuori, come dagli Europei

Un villaggio alle Isole Far Oer (eviaggi.info)

Domani, lunedì e martedì la 10^ e ultima giornata delle qualificazioni ai mondiali. Oggi, invece, si giocano 9 partite.
Alle 18 Bosnia-Belgio (Skysport3), Svezia-Lussemburgo (4); diretta gol (Skysport1): Far Oer-Lettonia, Gibilterra-Estonia.
Alle 20,45, Bulgaria-Francia (Skysport3) e Bielorussia-Olanda (Skycalcio4). Diretta Gol (Sky Sport1): Andorra-Portogallo, Svizzera-Ungheria e Cipro-Grecia.
Sono già qualificate, oltre alla Russia, il Belgio, la Germania e l’Inghilterra, l’Iran, la Corea del Sud e Arabia Saudita, il Giappone, il Messico e il Brasile.
Fra le big rischia tanto l’Olanda, perchè ha già saltato l’Europeo e deve battere la Bielorussia, mentre le prime del girone, Francia e Svezia, saranno impegnate con Bulgaria e Lussemburgo. Bulgaria-Francia è sempre una signora sfida, ricordando il mondiale del ’94, quando i rossoverdi vinsero a Parigi impedendo alla nazionale di Cantona e Papin di raggiungere gli Usa.
Il Portogallo campione d’Europa può ancora raggiungere il primo posto, affronta la modesta Andorra, mentre martedì avrà lo scontro diretto con la Svizzera e ha differenza reti a favore.
Ieri, Georgia-Galles 0-1, gol di Lawrence al 4’ st. I gallesi salgono a 17 punti, secondi nel girone D. Nel gruppo dell’Italia, è passata, naturalmente, la Spagna, con il successo sull’Albania. L’incognita riguarda il futuro, quando sarà eventualmente varata in maniera ufficiale la Catalogna, perchè così si creereanno due nazionali molto forti.
Vanni Zagnoli

Il Gazzettino, la stagione del calcio al via con la coppa Italia. Passa la Triestina, ripescata.

Il capitano amaranto, Moscardelli (lanazione.it)

(v.zag.) Inizia già la stagione ufficiale del calcio, con il primo turno di coppa Italia, con quasi tutta la C e le migliori di serie D. Ieri, Arezzo-Triestina 0-1, gol di Mensah, passano i giuliani allenati da Sannino: stanno per essere ripescati in C, assieme ai cosentini del Rende, mentre gli altri 3 posti sono vacanti. Oggi: alle 18 Vicenza-Pro Piacenza, dalle 20,30 Padova-Rende, il Pordenone ospita i maceratesi del Matelica. Alle 20,45 Juve Stabia-Bassano.

Il Gazzettino, Russia 2018 è molto lontana dalla Cina di Lippi, il 3° posto da spareggio è a 7 punti e mancano 3 giornate. Un’autorete allo scadere fa vincere la Svezia in Portogallo, da metà ripresa la Spagna vince in Francia

L’Iran ha battuto la Cina davanti a 100mila tifosi (tuttosport.com)

La Cina è quasi fuori dai Mondiali. Lippi perde 1-0 a Teheran contro l’Iran, di fronte a 100mila spettatori e a 3 giornate dalla fine del girone asiatico è 7 a punti dal 3° posto (occupato dall’Uzbekistan), che dà diritto a disputare il playoff.
Nelle amichevoli di ieri, la Croazia perde a sorpresa per 3-0 in Estonia e di nuovo si fa male Pjaca. Lo juventino si era infortunato al perone, in ottobre, con la nazionale, stavolta esegue un brutto movimento con il ginocchio e si accascia a terra con le mani sul volto: “Un guaio serio”, dice il ct Cacic. Francia-Spagna 0-2, segnano David Silva su rigore e Deulofeu. La Bosnia vince 2-1 in Albania, con gol di Lulic e rigore di Dzeko. La Russia pareggia 3-3 con il Belgio, avanti 3-1 grazie alla doppietta di Benteke. Portogallo-Svezia 2-3, con gol di Cristiano e doppietta nella ripresa di Claesson e autorete allo scadere. Irlanda-Islanda 0-1, Austria-Finlandia 1-1.
Vanni Zagnoli

Assocalciatori.it, Quarta Categoria, il torneo a 7 per ragazzi con ritardi cognitivi e relazionali, all’Aldini Bariviera (Milano). Le 8 squadre di A e le “adozioni”, la finale a Ponte Lambro (Como), al paese del presidente Tavecchio

Foto di gruppo con Javier Zanetti e Giancarlo Antognoni alla presentazione del torneo

http://www.assocalciatori.it/news/quarta-categoria

“Un calcio ai pregiudizi contro i disabili”, dice il presidente del Senato Piero Grasso. È la definizione migliore per «Quarta categoria», il torneo di calcio a 7 dedicato a ragazzi con ritardi cognitivi e difficoltà relazionali, presentato mercoledì a Roma, alla sala Capitolare al Chiostro del convento di Santa Maria sopra Minerva del Senato.
L’iniziativa Calcio e disabilità inizia domani e viene promossa dalla Figc, dalle tre leghe calcio e dall’assoallenatori e parte dall’Asd Calcio 21, che ha sede al centro Aldini Bariviera di Quarto Oggiaro. “E’ una bella pagina nella storia del calcio italiano – sostiene il presidente Grasso -, contribuisce a promuovere la cultura dell’integrazione, infrange il muro del pregiudizio e gli ostacoli alla partecipazione piena delle persone con disabilità alle attività sportive. In questo modo contribuiamo a realizzare l’articolo 3 della Costituzione, garantendo pari opportunità a tutti i cittadini”.
Il presidente federale Carlo Tavecchio ribadisce l’impegno della Figc in campo sociale: “Il calcio è utilissimo a favorire l’inclusione sociale. L’esperimento sarà allargato a tutto il territorio nazionale, diventerà una operazione di grossa portata”.
Dice bene Franco Carraro, ex presidente di Coni e Figc: “Lo sport è straordinario per tutti ma è molto più importante per le persone fisicamente deboli”.
Entusiasta il numero uno del comitato paralimpico, Luca Pancalli: “Manteniamo alta l’attenzione sul diritto allo sport delle persone disabili. Grazie a questa iniziativa da oggi abbiamo un’opportunità in più nel panorama della dimensione sportiva praticata da persone disabili”.
Tutti gli incontri avverranno al centro del Football City, in Piazza Tirana 17, a Milano. Durano 30 minuti (l’intervallo è di 5’) e si giocano al sabato pomeriggio e andranno avanti sino al 29 aprile, mentre la finale si giocherà il 13 maggio, al campo dell’Asd Pontelambrese, in provincia di Como. Ponte Lambro proprio è il paese Tavecchio.
Otto squadre di serie A hanno «adottato» le partecipanti a Quarta Categoria, donando anche le loro maglie: il Milan è abbinato alla Briantea84 di Cantù, l’Inter allo Sporting4E (agli impianti della Forza e Coraggio, a Milano); Genoa/ASD Calcio 21; Cagliari/Fuorigioco (Canneto sull’Oglio, Mantova); Fiorentina/Ossona (Milano); Sassuolo/Tukiki Minerva (Milano); Lazio/Gea Ticinia Novara; Udinese/Vignareal (Monza-Brianza).
Il simbolico calcio d’inizio è stato dato dal vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti e dal dirigente della Fiorentina Giancarlo Antognoni, dal presidente della Lazio Claudio Lotito e dall’ad del Sassuolo Giovanni Carnevali.
Sono previsti corsi specifici per tecnici che vogliano allenare atleti diversamente abili, per garantire ai ragazzi una formazione qualificata.
Il calcio in Italia va dalla serie A alla Terza Categoria, poi ci sono gli amatori e adesso c’è anche la Quarta Categoria, con la naturale organizzazione del Csi, mentre l’Aia fornirà gli arbitri.
“Il calcio – spiega la presidente dell’Asd21, Valentina Battistini – è uno sport di gruppo, insegna l’importanza del gioco di squadra e la bellezza dello stare insieme, la necessità del rispetto di piccole regole quotidiane e la gestione delle emozioni. La risposta alla nostra idea è stata rapida e positiva da parte di tutti”.
L’Asd Calcio 21 conta 21 giocatori, divisi in 3 squadre (maschile, femminile e giovanissimi) in base al loro profilo cognitivo, motorio e medico.
Una prima presentazione era stata il 10 ottobre, al campo dell’Aldini Bariviera”, la società dove responsabile del settore giovanile è Piero Frosio, ex capitano del Perugia, in serie A. La serata era stata condotta da Cristina De Pin, presentatrice di “Tacco12!… e non solo” in onda su La7d. Avevano partecipato il direttore generale della Lega Serie A, Marco Brunelli, l’ad della Juve Beppe Marotta e il vicepresidente del Milan Adriano Galliani, il ds dell’Inter Piero Ausilio e il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, più il membro onorario della Figc Antonio Matarrese e l’assessore allo Sport della Lombardia Antonio Rossi.
Altra anteprima era stata a inizio dicembre, per volontà della Lega dilettanti, su tutti i campi di serie A è stato esposto uno striscione a centrocampo, al momento dell’ingresso sul terreno di gioco. Sui maxischermi, negli stadi, è stato trasmesso un video di presentazione sull’iniziativa. E adesso si parte.
Vanni Zagnoli

La morte di Gino Corioni, per Libero una delle tre interviste, del 2010. “Nessun italiano ha i movimenti di Diamanti. Sino al 2008 giocava solo per divertimento”

Era il settembre 2001, quando Gino Corioni portò a Brescia Pep Guardiola. Credit: Grazia Neri/ALLSPORT
Era il settembre 2001, quando Gino Corioni portò a Brescia Pep Guardiola.
Credit: Grazia Neri/ALLSPORT

(v.zagn.) In questo mese è scomparso Gino Corioni, uno dei presidenti più veri del calcio italiano, sul piano giornalistico. Ripesco dall’archivio le inteviste pubblicate. Questa era per Libero, sul Brescia di Iachini neopromosso, nel 2010, e inizialmente fra le prime

 

Gino Corioni, oggi il Brescia potrebbe essere primo in classifica. Impensabile.
“Intanto bisogna vincere a Bari e Ventura ha una buona squadra”.
Lei è presidente di società di calcio dal ’67, ininterrottamente: Ospitaletto, Bologna prima delle rondinelle. Era già stato così in alto?
“Secondo in A mai, dopo 4 partite però non è significativo. Comunque mi piacciono molto squadra e allenatore”.
Da matricola, l’obiettivo non è più la salvezza?
“Non abbandono l’idea di arrivare in fretta ai 40 punti”.
E tutto quel rumore per il 2-1 sulla Roma?
“Uscendo dallo stadio ero convinto che l’arbitro avesse trattato male noi, almeno un rigore per la Roma mi era sfuggito. Tutti i giornali hanno mostrato il fallo di Mexes un metro fuori area, per me si è concretizzato dentro. Se a lamentarsi fosse stato il Brescia, l’arbitro avrebbe preso 6,5, anziché 3 o 4. Sono i pericoli della moviola”.
Non la vorrebbe in campo?
“Non su tutte le azioni. La vorrei intelligente, che faccia capire quando la palla ha oltrepassato la riga di porta. Sul gioco è uno strumento pericoloso”.
Cioè?
“Sui rigori il padrone delle tv la gira come vuole, in base alle inquadrature un contatto si può punire o meno, sarebbe determinante la scelta delle immagini. E poi il calcio è anche discussioni, eviterei l’abuso”.
Mazzone sostiene che il suo Brescia era più esperto.
“Nei punti di forza. Baggio non si può paragonare a nessuno, come Guardiola, Toni era arrivato da poco in A. Arrivammo settimi e alla finale di Intertoto, magari ripetessimo quel piazzamento, oggi la sorpresa sarebbe superiore”.
Questo Brescia quanto le è costato?
“Ero abituato all’attivo, siccome in B non ho incassato per quanto speso, in estate ho sborsato 8 milioni”.
In questi 43 anni nel pallone, quanto ha messo fuori?
“Fra i 50 e i 100 milioni. Con quelli sarei un industriale di maggiore successo, comunque ho un’azienda rispettabile. Le risorse che avevo le ho buttate nel calcio, dà emozioni, è il sale della vita: anche quando sono negative, basta essere preparati”.
Iachini dove arriverà?
“E’ un grande professionista, impegnatissimo. Mazzone era solo psicologia, un vecchio papà, non faticava così, sul campo”.
Il dt Maifredi cos’ha portato?
“Vicino a lui il mister è migliorato. Si potessero fondere, uscirebbe un grandissimo tecnico. Gigi è nato allenatore, non ha la cultura del lavoro per fare successo. Beppe ha bisogno della sua fantasia, di quel rischio che in Maifredi era esagerato”.
A parte Buffon, Sereni è il miglior portiere d’Italia?
“E’ sempre stato il numero due, dal carattere particolare. Con i problemi di una volta non l’avrei ripreso, adesso è un altro uomo. Era libero, ho pagato caro solo l’ingaggio”.
A Parma la sconfitta per 2-0 ha indotto Iachini a cambiare tutto il centrocampo.
“E’ il settore meno forte. Siamo ancora messi male in difesa: oggi debuttano Zambelli e l’italo-svizzero Daprela, classe ’91, il più bravo fra i giovani europei. Mancano Zebina e Mareco, più titolari di Martinez e Bega”.
E Diamanti?
“Un fenomeno. A Bari manca per un indolenzimento, tre partite in otto giorni pesano. Si è dedicato seriamente al football solo a 25 anni, dopo il matrimonio del 2008, prima giocava per divertimento. Ha una classe incredibile, come movimenti in campo nessun italiano è al suo pari, basta progredisca in potenza”.
Brescia come ha risposto alle vostre 3 vittorie in 4 gare?
“Con 5mila abbonati, la gente qui non si lancia tanto. Nei miei 20 anni, siamo stati in A per 10, altrettanti in B. Ce ne sono voluti 5 per riemergere, l’auspicio è di resistere qui per 50, anche se io ne ho già 73”.

Vanni Zagnoli

Il Gazzettino, Europa League. La Fiorentina dovrà vincere a White Hart Lane, dopo l’ 1-1 con il Tottenham. Il Villarreal è premiato da una punizione, ma il Napoli meritava di vincere

Jaume Costa, difensore del Villarreal in pressione su Josè Maria Callejon, numero 7 partenopeo
Jaume Costa, difensore del Villarreal in pressione su Josè Maria Callejon

Vanni Zagnoli

Se i gironi di Europa league erano facili, i 16esimi sono complicatissimi, per il calcio italiano. La Fiorentina un anno fa aveva battuto il Tottenham, stavolta dovrà vincere a Londra, per eliminare la seconda della Premier, dopo l’1-1 del Franchi. Fatica anche il Napoli, sconfitto 1-0 a Vilareal, quando meritava di vincere: Mazzarri in Europa league venne eliminato dagli spagnoli, si rifece nella fase a gironi e stavolta la sfida è equilibratissima. Il problema è che la quarta della Liga è forse più forte della seconda di serie A…

FIORENTINA-TOTTENHAM 1-1: 38’ pt Chadli rig., 14’ st Bernardeschi.

I viola attaccano, Sousa è bravino, come Montella però il vantaggio non arriva. Bernardeschi si danna, Ilicic da un mese è tornato sulle terra, gli Spurs reggono senza affanni, a parte una pallagol alla mezz’ora. Mentre i tifosi gigliati cantano, alla prima offensiva il Tottenham si procura il rigore, perchè Tomovic sbaglia ad affondare il tackle su Davies e Chadli dal dischetto spiazza Tatarusanu, ma in precedenza doveva essere espulso per un calcio a Tomovic. Lo svantaggio confonde la Fiorentina, Borja Valero uscirà alla distanza, Tino Costa gira a vuoto e Zarate è inutile, davanti: con il destro sbaglia un gol, su cross di Blasczykovski. I britannici fanno girare palla ma si arrendono all’azione del polacco, ai 25 metri Bernardeschi trova la deviazione di Mason e l’incrocio dei pali. I toscani meriterebbero anche più di un gol di scarto, Zarate fa allungare il portiere e Rodriguez di testa accarezza il palo.

VILLARREAL-NAPOLI 1-0: 38’ st Suarez.

La partita è vibrante, le emozioni rarefatte, per un tempo, nella tipica gara d’andata, interlocutoria. Hamsik e Gabbiadini non pungono, manca sempre l’ultimo passaggio. Il “sottomarino giallo” furoreggia sulle fasce, Reina rimedia a un errore chiudendo su Soldado, che a inizio ripresa manca la deviazione ravvicinata su un cross veloce da destra. Con Chiriches e Strinic, David Lopez, Valdifiori e Mertens, gli azzurri resistono, il mancino croato salva una situazione scabrosa. Dopo un’ora il momento migliore del Napoli con Callejon, destro incrociato fuori e diagonale ravvicinato che esce di poco. La gara entusiasma, c’era un mani da rigore di Soriano. Decide la punizione potente e precisa di Denis Suarez, solo sfiorata da Reina.

A cura di Alessandro Mazzarino