Verona-Genoa 1-0. Bessa inventa e Simeone arriva a 16 gol. L’Hellas infligge a Blessin la prima sconfitta italiana

(repubblica.it)

di Vanni Zagnoli

Un mese dopo, il Verona torna al successo e si porta a -6 dall’Atalanta, dalla linea della probabile ultima italiana che si qualifica per l’Europa. E’ la migliore stagione di Igor Tudor da allenatore, è nono e prova migliorare il nono e il decimo posto ottenuti da Juric nello scorso biennio, ma il sorpasso sulla Fiorentina è molto complicato. E’ per la prima sconfitta di Alexander Blessin sulla panchina rossoblù, dopo 7 pareggi e la vittoria sul Torino, il Genoa poteva anche pareggiare, non è mancato tantissimo però ha costruito pochino. 

Bessa gioca al posto di Barak, infortunato in extremis, e sarà il protagonista, soprattutto nel primo tempo. Il Grifone veniva da 4 partite senza subire reti, prende gol alla prima occasione: Ilic recupera palla a metà campo, Caprari serve di testa Bessa, l’appoggio a centro area per Simeone è perfetto e l’argentino infila, contrastato da Johan Vasquez. All’andata il cholito non aveva esultato, da ex, nel 3-3, stavolta lo fa, sotto la curva dei 2300 arrivati da Genova e dedica un pensiero a nonno Carlos, scomparso a fine mese. E’ a 16 reti, tutte su azione, è nella sua migliore annata, ritrova la verve dei primi mesi di campionato, è l’argentino più prolifico della stagione, fra i maggiori 5 campionati d’Europa. Sempre Simeone spreca un contropiede splendido, sbagliando la rifinitura in area.

Migliora la manovra genoana, Melegoni calcia centralmente e ancora di più Manuel Portanova impegna il portiere Montipò: a fine campionato il figlio di Daniele Portanova dovrà rispondere di violenza sessuale di gruppo, per un episodio dell’anno scorso.

Blessin chiede di giocare la palla in verticale, non con passaggi arretrati, e a Sturaro di inserirsi di più, è però Caprari con il suo classico movimento da sinistra a cogliere il palo, complice la deviazione di Sirigu, anche l’attaccante romano è alla migliore stagione, a 28 anni merita di ritornare in nazionale, dopo l’esordio del 2017.

E’ una bella partita, in cui il Verona fa capire perchè è la nona forza del campionato, da sinistra arriva spesso alla conclusione pericolosa. L’azione Simeone-Lazovic-Caprari trova l’opposizione di Sirigu, l’arbitro Fourneau neanche concede l’angolo. Lo svizzero Hefti non è aiutato da Gudmundsson sulla destra, dove Bessa è tornato ai livelli della penultima promozione dell’Hellas in serie A, con Fabio Pecchia, ora al vertice della serie B. Altro uomo forte è Faraoni, capitano di personalità, sulla destra.

Lo spettacolo è anche sugli spalti, nonostante la curva gialloblù chiusa per i cori contro i napoletani: un migliaio di tifosi liguri erano a Pegli per l’allenamento di sabato, lo svantaggio non smorza l’entusiasmo. Sono 15mila spettatori, dato notevole, considerato il giorno feriale.

Blessin leva i due ammoniti del primo tempo, Gudmundsson e Sturaro, per il cileno Galdames e per Kelvin Yeboah, nipote di Tony, mito del Ghana, ma attaccante dell’Italia under 21.

Alla ripresa Simeone manca la palla in una buona occasione. In fase di non possesso, l’Hellas diventa a 4, Lazovic resta avanzato e insidioso. il Genoa non riesce a ribaltare l’inerzia del match, che si spegne. Lo ravviva Amiri, tedesco di origine afghana, subentrato assieme a Piccoli. I due confezionano l’occasione per il pari, la conclusione dell’attaccante è deviata dall’onnipresente Lazovic e da Casale.

Il Genoa difende a zona, sugli angoli, riparte di slancio, serve Ceccherini per frustrarne una chance. Il camerunese Hongla si allarga per concludere, Sirigu si rifugia in angolo. Gunter chiude una situazione scabrosa nell’area gialloblù, tocca in angolo ma per la terza volta la terna arbitrale non lo concede. Sempre Koray Gunter, tedesco con cittadinanza turca, è perfetto nel fermare una controfuga insidiosa. Tudor fa entrare Frabotta, che per alcune settimane era stato titolare nella sua Juve, diretta da Pirlo, la scorsa stagione, i rossoblù non hanno più la forza di rendersi pericolosi.

Esultano Igor Tudor e il presidente Maurizio Setti in tribuna, è un buon Verona, partito come sempre a fari spenti. Nella lotta per la salvezza esultano il Venezia, che non subisce il sorpasso del Genoa, e il Cagliari, che resta a +3 nonostante 4 sconfitte di fila.

Verona-Genoa 1-0

VERONA (3-4-2-1): Montipò 6; Ceccherini 7, Gunter 7, Casale 6; Faraoni 7 (34′ st Sutalo 6), Tameze 6,5, Ilic 6, Lazovic 6,5 (25′ st Depaoli 6); Bessa 7 (25′ st Hongla 6,5), Caprari 7 (45′ st Frabotta ng); Simeone 7. All. Tudor 6,5.

GENOA (4-2-3-1): Sirigu 6,5; Hefti 5, Maksimovic 6, Vasquez 5, Frendrup 6; Sturaro 5,5 (1′ st Galdames 6), Badelj 5,5; Gudmundsson 5,5 (1′ st Yeboah 6), Melegoni 6 (33′ st Ekuban 6), Portanova 5,5 (18′ st Amiri 6); Destro 5 (18′ st Piccoli 5,5). All. Blessin 5,5.

Arbitro: Fourneau 5,5. Marcatore: 5’ Simeone. Note: ammoniti Sturaro, Ceccherini, Tameze, Gudmundsson, Bessa, Casale ed Hefti. 15mila spettatori. Angoli 2-5.

Destro gol da nazionale, pareggia Berardi. Il Sassuolo domina, ma il Genoa tiene l’1-1

(repubblica.it)

di Vanni Zagnoli

Quando Defrel vola verso la porta del Genoa, a inizio ripresa, Sirigu si oppone due volte e si capisce che di nuovo non è la serata del Sassuolo.

A Reggio Emilia il grande freddo è passato, non quello dei neroverdi, di nuovo sotto in casa. Però alla successiva azione pareggiano, con Domenico Berardi, che quando disse no alla Juve e poi all’Inter, per restare con Di Francesco, e ora che vuole andare a tutti i costi almeno alla Fiorentina l’ad Giovanni Carnevali non lo vende per meno di 40 milioni. 

Non festeggia Andriy Shevchenko, al 3° punto in 7 gare, ha battuto il covid, è tornato in panchina, la conferenza stampa di vigilia era stata retta da Mauro Tassotti, secondo a vita per scelta.

Il Genoa non rischia neanche tanto, la fase difensiva è discreta, manca qualcosa davanti, la rosa è numericamente ampia, la qualità non eccelsa e rispetto a Davide Ballardini il rendimento è peggiorato. L’atmosfera è rilassata, ieri sera in ritiro erano in 4 a un tavolo, dello staff, il rischio è di retrocedere con il sorriso, con gli americani appena arrivati, come avvenuto al Parma, con Krause. Il Cagliari vale di più, può superare lo Spezia, il Venezia per ora è stato superiore, Sampdoria e Udinese sono lontane 8 punti, sarà dura coinvolgerle nella lotta per evitare le ultime tre posizioni.

Il Sassuolo è sempre lì, palla a terra ma non pedalare, senza Scamacca e Frattesi fermati dal covid. Dionisi conta 9 assenti, il Genoa 7, di cui 3 positivi.

Il grifone passa al 7’, suggerimento del ghanese Ekuban, colpo di tacco di Mattia Destro a beffare Consigli. L’ex romanista è a 8 reti, sul piano realizzativo torna da nazionale, come in avvio di carriera, ma non offre altri lampi. Gli emiliani dominano il possesso palla, avvicinano il pari con Rogerio e due volte con Berardi, toccato da Bani, Manganiello evita di andare al var. L’1-1 alla ripresa, Rogerio, Raspadori approfitta di un rimpallo fortuito, Berardi non può sbagliare. Defrel manca il sorpasso per due volte, il finale non è palpitante, a parte il contatto di Fares su Defrel.

C’è silenzio, al Mapei, è un peccato perchè la famiglia Squinzi investe da 20 anni, da Marassi arrivano appena 200. E’ serie A, i 4700 spettatori sono da C, la Reggiana ha un seguito decisamente superiore, da capolista. Però, certo, nel rapporto abitanti, 40mila, pubblico, il Sassuolo resta un fenomeno. Dionisi entusiasma ormai solo contro le grandi, il Genoa respira, bissa il pari tenuto con l’Atalanta.

Fra i modenesi debutta Luigi Samele, 2002, foggiano e omonino del vicecampione olimpico della spada, tesserato alla Virtus Bologna scherma. Il Genoa è grigio, come l’Alessandria, la holding 777 partners dovrà pazientare, con la sua cinquantina di azionisti. Potenzialmente merita l’Europa, da 15 anni di fila è in serie A, rischia tantissimo.

Sassuolo-Genoa 1-1

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6; Toljan 6, Chiriches 5,5, Ferrari 6, Rogerio 6,5; Harroui 5.5, Lopez 5.5; Berardi 6,5, Raspadori 5.5,  Kyriakopoulos 6 (39’ st Muldur ng); Defrel 5 (43′ st Samele ng). All. Dionisi 6.

GENOA (3-5-2): Sirigu 6,5; Vanheusden 6, Bani 6, Vasquez 6,5; Hefti 5,5 (19′ st Fares 6), Hernani 6.5 (19’ st Melegoni 5.5), Badelj 6, Portanova 6 (39′ st Cassata ng), Cambiaso 6,5; Destro 7 (29′ st Pandev 5.5), Ekuban 6.5 (39’ st Caicedo). All. Shevchenko 5,5.

Arbitro: Manganiello 6,5.

Reti: 7′ Destro, 19’ st Berardi. Note: ammoniti Raspadori, Rogerio e Lopez. Angoli: 7-4 per il Sassuolo Recupero: pt 1’, st 3’. Spettatori: 4696 paganti, incasso 44.822 euro

Il Gazzettino. L’Atalanta maramaldeggia a Empoli, Mazzarri vince la prima partita e D’Aversa è in discussione. Scamacca non basta al Sassuolo

(sportmediaset.mediaset.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_l_atalanta_inizia_a_fare_l_atalanta_ovvero_a_segnare_tanto-6264562.html

L’Atalanta inizia a fare l’Atalanta, ovvero a segnare tanto, mentre il Cagliari ottiene la prima vittoria stagionale e il Genoa recupera nuovamente due gol.
A tre giorni dal Manchester United in Inghilterra, i bergamaschi passano a Empoli per 4-1, sprecando fra l’altro un rigore con Ilicic (altissimo) ma anche appoggiandosi al centrale difensivo Demiral, due salvataggi vicino alla linea. La squadra di Gasperini è alla quinta vittoria in 6 trasferte, grazie alla doppietta di Ilicic e all’incontenibile Zapata, entrato a inizio ripresa. Il vantaggio è dello sloveno, grazie allo scambio con Pasalic, poi il sinistro a giro di Muriel. L’1-2 è su lancio di Stulac per Di Francesco. 
Nel secondo tempo l’autorete di Viti, propiziata da Zapata, e il contrasto di Bandinelli su Zappacosta, con rigore sbagliato. Infine la rete del colombiano Zapata. L’andamento dei toscani è schizofrenico, al Castellani sono stati battuti da Venezia, Sampdoria (0-3) e adesso dai bergamaschi, eppure sono stati capaci di vincere a Torino con la Juve e a Cagliari e di maltrattare il Bologna.
I tre punti di Mazzarri, in Sardegna, portano la firma di Joao Pedro, doppietta, al 4’ del primo tempo e del recupero. In mezzo ci sono il raddoppio di Caceres e la rete della possibile rimonta della Sampdoria con Thorsby. Finisce in discussione D’Aversa, il presidente Ferrero vorrebbe Iachini ma il ds Faggiano lo difenderà, come fece a Parma, intanto l’allenatore viene espulso per un possibile rigore negato a Quagliarella. Le tre reti vengono da errori difensivi, con seconde palle prese dal Cagliari, gli assist sono di Keita e Nandez; di Caputo per i doriani, che all’attivo hanno anche il palo di Candreva.
A Marassi il Sassuolo si fa rimontare, come a Roma e con l’Inter. L’ex Scamacca si vede annullare un gol in fuorigioco millimetrico, fa doppietta in 20’, sui cross di Berardi e Toljan. Il 3-5-2 del Genoa è in difficoltà di fronte al 4-2-3-1 di Dionisi, la riscossa arriva con Destro, servito da Fares, e con il debuttante messicano Vasquez al 90’, su angolo di Rovella.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. L’Atalanta meno formidabile del solito, la Lazio supera il Parma solo allo scadere. Le 4 salvezze anticipate. Lo Spezia può restare davanti al Benevento

(pianetagenoa1893.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_dea_vola_lazio_in_extremis-5957148.html

Il Benevento perde a Bergamo ma non è ancora retrocesso. Con l’Atalanta i sanniti mantengono il pari sino a metà primo tempo, dopo un’occasione per Pessina la rete arriva su scambio nello stretto fra Muriel e Malinovskyi, il colombiano chiede l’uno-due all’ucraino e anticipa l’uscita di Montipò, con la suola. Piove, all’Azzurri d’Italia, i nerazzurri sono meno pimpanti del solito, merito anche della difesa giallorossa. Il raddoppio è dei nuovi entrati, Miranchuk inventa il corridoio per Zapata e Pasalic finalizza il suggerimento del colombiano. La squadra di Pippo Inzaghi reagisce con Barba, che trova l’opposizione di Zapata. Caldirola fra i campani subisce due ammonizioni in due minuti, interviene duro e poi sbraccia su Zapata.
In alto vincono tutte, anche la Lazio, uno a zero al Parma, al 95’. Primo tempo a ritmi bassi, con la sola occasione per Luis Alberto, traversa. Nella ripresa un gol annullato al Var ai biancocelesti, poi due occasioni per il Parma. Allo scadere Hernani prende un palo e sul ribaltamento di fronte Immobile segna il gol vittoria sparando in rete un pallone vacante in area. La Lazio deve recuperare la gara con il Torino, mantiene un pizzico di speranza Champions, potrebbe salire a -2 dalla Juve. 
E’ la sera della salvezza matematica per il Bologna e l’Udinese, per la Fiorentina e il Genoa. Non ancora per il Cagliari, comunque a +5 sul Benevento, grazie allo 0-0 con i viola. Il Grifone passa a Bologna con Zappacosta e con il rigore di Scamacca. Lo Spezia sale a +4 sui sanniti con il 2-2 di Genova, con la Sampdoria: avanza con Pobega, pareggio di Verre, altra rete dell’ex Pordenone, il 2-2 è di Keità Baldè a 10’ dalla fine. Il Torino deve sempre recuperare la gara con la Lazio, solo un miracolo può salvare il Benevento di Pippo Inzaghi, che come a Bologna tradisce i limiti del suo gioco, in serie A, con il solo successo a Torino, con la Juventus, da una ventina di gare. 
Domani sera chiuderà il turno Crotone-Verona, entrambe peraltro sono senza obiettivi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, ilgazzettino.it. Sforbiciata di Pellè, poi la doppietta del romano Scamacca. Il Parma si butta via, 1-2 Genoa, con Zappacosta re della fascia. Ballardini: “Il più brutto primo tempo, con me”. D’Aversa: “9 occasioni contro 3”

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sforbiciata_di_pelle_poi_la_doppietta_romano_scamacca_parma_si_butta_via_1_2_genoa-5842624.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/sforbiciata_di_pelle_poi_la_doppietta_romano_scamacca_parma_si_butta_via_1_2_genoa-5843897.html

di Vanni Zagnoli

La doppietta di Gianluca Scamacca, 22 anni, azzera la gran rovesciata di Graziano Pellè. L’1-2 vale il 12° posto accanto al Bologna e il ritorno a +9 sul Cagliari. Il Parma si è illuso, una volta di più. Il campionato l’ha aspettato, certo, ma alla vittoria sulla Roma non è stato capace di abbinare il successo sul Genoa, nonostante la prodezza dell’ex azzurro, che in Italia non segnava dal 2012, da un Sampdoria-Nocerina di coppa Italia. 

Al 16’ Pezzella centra da destra, torre di Kucka, il centravanti stoppa di petto al volo e in sforbiciata infila. “Oh”, si rinfranca Roberto D’Aversa, in panchina, resterà a quota 19. Il Cagliari ha 22 punti e domani gioca il confronto diretto a La Spezia, il Torino è a 23 con due partite in meno, anche i liguri e il Benevento sono prendibili, a 26, però restano solo 11 gare. E la Fiorentina a 29 è lontana.

Il Parma è aumentato di intensità, rispetto al girone d’andata con Liverani, i movimenti difensivi sembrano sincronizzati, come nelle scorse stagioni, la qualità si era già vista nei vantaggi maturati contro l’Udinese, a La Spezia e a Firenze, di nuovo la squadra è incapace di difendere il vantaggio, di concedere meno occasioni limpide. Tre anni fa, Davide Ballardini venne esonerato dopo l’1-3 di Marassi con il Parma, non vinceva da un mese e mezzo, dal 2-1 al Napoli, l’effetto post Maran non è sparito. 

Il Genoa aveva concesso una conclusione a Man, all’inizio, e un cross a Kucka. Si sistema nella metà campo emiliana nel finale di tempo, Zappacosta costringe Karamoh sulla difensiva, sale Strootman. Brugman arretra a impostare, nella posizione di Osorio. Un cross da sinistra del biondissimo Czyborra è girato sul fondo, di testa, da Destro. Cresce la pressione rossoblù, manca la giocata chiave in area, di Zajc e compagni. Prima dell’intervallo si rivede la tattica di D’Aversa, il congelamento del possesso palla, per difendere il vantaggio, ne nasce anche una buona triangolazione palla a terra.

Alla ripresa Ballardini leva Shomurodov, stranamente fuori partita, e Czyborra, per Pjaca e Scamacca, che il Parma voleva per salvarsi ma il Sassuolo gli aveva imposto il riscatto obbligatorio, anche in caso di retrocessione. Destrocrossa da sinistra, Pezzella esce in ritardo su Zappacosta, confermandosi abile in fase offensiva, meno quando deve chiudere. L’esterno ex romanista calcia verso la porta, sempre Scamacca è sulla traiettoria e quasi spostandosi tocca in porta. Destro interviene su Man, evita anche l’ammonizione, Doveri comunque gli urla contro.

Il match si apre per un attimo, Kucka arriva al tiro rapidamente. Il Parma riprende il controllo delle operazioni, Ballardini aspetta, il vice Carlo Regno illustra la posizione a Behrami, che entra al posto di Destro, per fare argine. Il Parma meriterebbe il vantaggio, su gran lancio di Brugman Pellè fa da torre, Karamoh colpisce in maniera imperfetta e Perin para. Entra Biraschi e va a destra, Behrami passa nella posizione di Strootman. A metà ripresa il velo di Scamacca su Osorio, scambio in velocità con Pjaca e il centravanti romano ha lo spazio da fuori, con un destro angolato, anche qui Pezzella è lontano ma la copertura spettava soprattutto a Bani. Ballardini l’ha tenuto fuori per alcune partite e adesso Scamacca fa capire perchè lo volesse la Juve. A 16 anni lasciò la Roma per l’Olanda, nel 2017 lo comprò il Sassuolo, dal Psv, fra Ascoli e Genoa è diventato uomo mercato, con quella fisicità alla Cristiano Ronaldo, è alla 4^ rete stagionale. Bani prende poi un colpo al volto, esce per Gagliolo.

Radovanovic spende un’ammonizione sulla trequarti su Pellè, colpito da una pedata al naso. Il presidente Kyle Krause è preoccupato, in tribuna, la partita è lo specchio del Parma di questa stagione, anche quando piace non sa vincere. Pure Brugman si becca un giallo, per l’irruzione su Biraschi, e sulla punizione Scamacca di testa avvicina di testa il tris. “Volevamo tornare alla vittoria – racconterà il centravanti che in un tempo ha segnato quanto nel resto del campionato -. Siamo in 5, in avanti, il mercato di gennaio non mi ha distratto. Dedico i gol alla famiglia e adesso penso al girone con l’under 21, durante la sosta”. Con il ct Paolo Nicolato, giocherà con Rovella, subentrato nel finale.

Il triplo cambio per D’Aversa non migliora il Parma, il gesto di stizza di Kurtic all’uscita fa capire la difficoltà del momento. Busi crossa morbido per Man, che anticipa Zappacosta ma la traiettoria è centrale. Biraschi interviene su Busi mentre erano già fuori dal campo, l’ammonizione è inevitabile, anche per le urla del belga. Il raid di Zappacosta nel finale lo conferma come migliore in campo, assieme al bomber della serata. Zirkzee, ex Bayern Monaco, sembra sempre troppo lezioso, per il nostro calcio, si procura una punizione, non sfruttata da Hernani. Dal successo di andata, con Liverani, il Parma ha battuto solo la Roma. Nelle ultime 6 gare ha fatto 6 punti, spera in una quota salvezza bassa, per evitare il ritorno in B dopo 3 stagioni. “Non c’è stata partita – sostiene D’Aversa -, con 9 occasioni contro 3. Perin è stato il migliore, serviva più determinazione sui 2 gol subiti. Escluso con il Bologna, la prestazione c’è sempre stata”. “Il primo tempo – chiude Ballardini – è stato il più brutto da quando sono qua, poi abbiamo giocato alla pari, sono contento della reazione”.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino. La Roma soffre col Genoa, Cosmi batte il Toro

(corrieredellosport.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_roma_soffre_col_genoa_cosmi_batte_il_toro-5816563.html

La Roma si riprende il quarto posto regolando il Genoa con molta fatica, grazie al colpo di testa di Gianluca Mancini a metà primo tempo, su angolo di Lorenzo Pellegrini. Occasioni genoane per Destro e Cassata, giallorosse con Pedro e Villar (palo esterno) e proteste per il tocco di mano di Masiello, dei liguri.
C’è un rimescolamento, in fondo alla classifica. A Genova, il Cagliari coglie allo scadere il 7° punto in 3 gare con Semplici. Avanza all’11’, sponda aerea di Pavoletti, Joao Pedro in due tempi infila. Rigore per la Sampdoria, Keita spinto da Rugani, il Var lo leva per fuorigioco di Quagliarella. Il finale è pirotecnico, al 34’ st Ramirez illumina per Bereszynski, il polacco piazza all’incrocio. Gabbiadini due minuti dopo azzecca un gran sinistro defilato. Allo scadere un’altra gran botta, di Nainggolan, per il 2-2 e Cagliari a -4 da Spezia, Fiorentina e Benevento, quintultime.
Per la terza volta in 4 gare, il Parma non sa difendere il vantaggio. Rimonta due volte la Fiorentina, la supera al 90’ ma allo scadere sono i viola a prendersi il 4° punto in 6 partite, grazie all’autogol di Iacoponi. Al Franchi squadre con limiti e infortuni (vanno ko Amrabat e Bani), Prandelli non va meglio di Iachini. Primo tempo con due tiri e due gol toscani, su palla inattiva, sblocca l’argentino Martinez Quarta, di testa su angolo di Pulgar. Il Parma pareggia su rigore, mano di Pulgar sul dribbling di Gervinho: segna Kucka. Dragowski respinge con un piede il tiro dell’ivoriano, ripassa la Fiorentina con Milenkovic, su uscita sbagliata di Pepe. Nella ripresa D’Aversa cambia l’attacco, pareggia al 27’ l’ex Kurtic e sfiora il sorpasso. Poi Quarta coglie la traversa, passano però gli emiliani, contropiede di Inglese, per Mihaila. Il 3-3 su cross di Pezzella, l’autorete. Serse Cosmi dopo i 5 gol presi a Bergamo ne fa 4 al Torino e si riporta a -5 dai granata, attesi dai recuperi con Sassuolo e Lazio. Dal Crotone il sostituto di Stroppa
ottiene ferocia, al 27’ la mano di Ansaldi causa il rigore, trasformato da Simy. All’intervallo traversone di Vojvoda, Ansaldi calcia, assist per l’ex Mandragora che infila. Traversa granata di Bonazzoli alla ripresa, poi il 2-1: tiro di Petriccione deviato sul palo, ribattuta di Messias parata da Sirigu, Simy realizza la 56. rete con i calabresi, miglior bomber della storia. Palo dei pitagorici con Magallan e il sinistro di Reca da fuori, al 35’. Accorcia Sanabria (3-2), il trevigiano Cordaz manda sulla traversa il tiro del pari di Gojak. Nel recupero chiude Ounas.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Messaggero. Come Davide Ballardini ha bloccato l’Atalanta, a Bergamo: è all’8° punto in 5 gare, mentre Gasperini veniva da 7 successi in 8. Il Parma avvicina il colpo a Reggio, lo tradisce Busi. Il Benevento crea tanto a Crotone ma perde 4-1

(ilsecoloxix.it)

La versione integrale dell’articolo pubblicato su “Il Messaggero”

“A Genova credo di essere molto più amato di Ballardini”. Scherzava, Giampiero Gasperini, alla vigilia di Atalanta-Genoa. “Ha sempre dovuto affrontare situazioni complicate e compiuto piccoli miracoli, però quest’anno ha più tempo e una rosa valida”. E così il Grifone ha fermato la Dea, all’Azzurri d’Italia, è all’8° punto in 5 gare, da subentrato a Maran, ha perso solo a Reggio con il Sassuolo ma anche lì come gioco era piaciuto.

Bergamo resta alta, altissima potrà diventarlo mercoledì, nel recupero di Udine, intanto resta dietro a Napoli, Roma e Juve.

Sono rari gli 0-0 dell’Atalanta, quest’anno era già capitato a Cesena, con lo Spezia, un anno dopo il precedente, segno che anche la squadra più spregiudicata del nostro calcio ogni tanto rallenta, veniva da 7 vittorie in 9 gare, coppe comprese, e nell’inverno senza Europa riprende a puntare al secondo posto sfuggito all’Atalanta giornata, in estate. Il Genoa crea le occasioni più nitide con Shomurodov, il primo uzbeko a segno nel nostro calcio, scoperto dal ds Faggiano, licenziato da Preziosi prima di Maran, i bergamaschi recriminano sul legno colpito nella ripresa da Hateboer. Con i rossoblù Pjaca insegue il suo sè migliore, visto agli Europei del 2016, con la Croazia, in avvio si vede un cross morbido di Strootman, l’olandese senza i due infortuni gravi chissà dove sarebbe, intanto punta agli Europei e a ritornare ai livelli di Roma. Ililic non spaventa Perin, dopo le mirabilie dell’ultimo mese rifiata, Zapata manca due occasioni. Shomurodov, dunque, trova la risposta di piede di Gollini, che spera di essere il primo vice di Donnarumma, in nazionale. Toloi ha due chances, nella ripresa il Genoa spezzetta il gioco chiudendo le linee di passaggio. Hateboer coglie il palo esterno, Behrami aggancia Miranchuk, poteva starci il rigore per i nerazzurri. Perin si oppone al tirocross di Muriel, De Roon manda alto e Goldaniga salva.

Gasperini si lamenta per “le urla di alcuni genoani che si rialzano immediatamente, quando non si fischia qualcosa a favore. Vanno tutelate le squadre che non mettono in atto certi comportamenti, è un brutto esempio, occorre intervenire. Genoa superiore nella prima mezz’ora, comunque avremmo meritato di vincere”.

Anche D’Aversa la pensa così, per il suo Parma. Sassuolo fermato dall’incrocio dei pali con Kyriakopoulos, avanti con il gol di Caputo, in fuorigioco per una spalla, dunque il Var annulla. Segna di testa Kucka, servito da Pezzella. Nel secondo tempo Gervinho spreca tre contropiedi, allo scadere il belga Busi, 21 anni, tocca in area Gianmarco Ferrari, parmigiano, che dunque manda dal dischetto Djuricic. L’argine crociato aveva retto bene anche grazie al belga Dierckx, il primo 2003 della serie A, all’esordio, tantopiù da titolare.

Il Parma resta un punto avanti al Crotone, capace di superare il Benevento per 4-1 nella sfida tra matricole. Glik per anticipare Simy fa autogol, il Benevento calcia per 22 volte ma concede la doppietta a Simy: su azione di Rivière e poi di Pedro Pereira, che ruba palla a Sau. Il poker è di Vulic, serbo al primo gol in serie A, nel finale realizza Yago Falque.

Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Boga è risorto, gol e assist, per Raspadori: Sassuolo-Genoa 2-1, in mezzo il pari di Shomurodov

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/boga_risorto_gol_assist_raspadori_sassuolo_genoa_2_1_dopo_pari_shomurodov-5684837.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/boga_risorto_gol_assist_raspadori_sassuolo_genoa_2_1_dopo_pari_shomurodov-5684889.html

Il tabellino e i voti sono sul cartaceo

di Vanni Zagnoli

Al Mapei il Sassuolo fatica sempre, a tratti però ritorna la brillantezza, nel secondo tempo raggiunge il vantaggio, si fa riprendere e rimette la freccia con Raspadori, azzurrino di 21 anni, bolognese. Resiste in Europa league (anzi, quarto prima di Napoli-Spezia), da inizio stagione non è mai uscito dalla zona Europa, ha speranze di ripetere la qualificazione ottenuta con Di Francesco.

Non poteva essere tutta colpa di Maran, licenziato nonostante avesse rischiato di battere il Milan. Il Genoa con Ballardini ha migliorato in solidità, eppure dopo il derby vinto a La Spezia e il pari con la Lazio subisce la prima sconfitta con il tecnico scelto dal ds di ritorno, Francesco Marroccu. Resta penultimo, dal Bologna in giù sono comunque ancora tutte alla portata.

L’avvio è del Sassuolo, il Genoa resiste contenendo i rischi, pagando solo con due ammonizioni. I neroverdi sono vulnerabili sulla sinistra, è da lì che si crea il palo del Grifone, con l’azione insistita di Zappacosta a destra, sul cross rasoterra tocca debolmente Shomurodov, si trasforma in assist per Scamacca che sottomisura incrocia e colpisce la base del palo, ma era probabilmente in fuorigioco. De Zerbi inverte Berardi e Boga, sono però ancora i liguri a essere insidiosi, con il filtrante di Badelj per Scamacca, Ferrari oppone il corpo. La migliore palla gol del primo tempo per gli emiliani è da angolo, la respinta della difesa porta alla conclusione da fuori Muldur, Perin vola all’incrocio. Si fa male Berardi, alla coscia destra, e una volta di più salterà la Juve. 

Shomurodov a destra è scatenato, l’uzbeko è uno dei migliori giovani del campionato, ruba palla a Magnanelli sulla trequarti, crossa per Scamacca, disturbato da Ayhan. Il centravanti romano è di proprietà del Sassuolo, a cui servirebbe proprio, quando Caputo manca oppure, come oggi, si fa vivo solo due volte all’inizio e nell’appoggio per Djuricic, chiuso da Criscito.

Alla ripresa il Sassuolo corona la pressione, Locatelli ruba palla a Zajc, cambia campo con un lancio di 40 metri, Boga aggira con l’esterno Masiello e infila. L’ad Carnevali in tribuna sbollisce la tensione, per la serie negativa casalinga, con le vittorie solo sul Crotone e, sofferta, sul Benevento.

Il Genoa ne cambia 3, entrano Rovella (per Badelj), Ghiglione per Masiello (va a sinistra Zappacosta) e Pjaca per Czyborra, il Sassuolo ne inserisce due, esce Caputo e al centro va Defrel, Magnanelli lascia invece a Bourabia: a Marassi con la Sampdoria il capitano ha festeggiato le 500 partite in neroverde, a 36 anni non smette.

Il pari arriva al 19’, palla persa da Locatelli, Ghiglione a destra ha spazio (Rogerio conferma i limiti difensivi), Shomurodov stacca tra Ayhan e Ferrari. L’uzbeko è stata una scelta dell’ex Daniele Faggiano, licenziato da Preziosi per giusta causa, diventa subito uomo mercato.

Il Genoa con il 3-5-2 rischia poco. Esce Djuricic, che aveva saltato una partita per questioni disciplinari, per Raspadori, entra Obiang, passato da uomo mercato con la Sampdoria a pochi minuti per gara per gli emiliani, dopo l’Inghilterra. La palla match è sul sinistro di Defrel, la girata è pronta ma sul palo. Dai e dai arriva il vantaggio, Boga da sinistra, volo d’angelo di Giacomo Raspadori, al terzo gol in serie A. Criscito era fuori posizione. Pareggia Mattia Destro ma in fuorigioco evidente, nel recupero.

De Zerbi conferma il piacere di giocare palla a terra, Boga è alla migliore prova stagionale. La tattica di attesa di Ballardini stavolta non è premiante, l’organico non è da serie B ma anche quest’anno la rincorsa sarà molto complicata. 

Sassuolo-Genoa 2-1

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6; Muldur 6,5, Ayhan 5,5, Ferrari 5,5, Rogerio 5; Magnanelli 6 (12’ st Bourabia 6), Locatelli 6,5 (29’ st Obiang 6), Berardi 6 (35′ pt Defrel 6,5), Djuricic 6 (29′ st Raspadori 7), Boga 7,5; Caputo 5,5 (12’ st Traorè 6). All.: De Zerbi 6,5.

Genoa (3-5-2): Perin 6; Masiello 5 (12′ st Ghiglione 6,5), Radovanovic 5,5, Criscito 5,5; Zappacosta 6, Zajc 5,5 (37’ st Destro ng), Badelj 5,5 (12’ st Rovella 6), Lerager 5,5, Czyborra 5,5 (12′ st Pjaca 5,5); Scamacca 6 (26’ st Goldaniga 5,5), Shomurodov 7. All.: Ballardini 6.

Arbitro: Fabbri di Ravenna 6,5.

Marcatori: st 7′ Boga, 19′ Shomurodov (G), 38′ Raspadori. Note: ammoniti Criscito, Masiello, Ayhan, Bourabia, Muldur e Goldaniga per gioco scorretto. Angoli: 8-2 per il Sassuolo. Recupero: pt 2’, st 4′.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Ballardini IV: il Genoa vince dopo 12 gare, 1-2 a La Spezia: Destro e rigore procurato da Behrami

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/ballardini_iv_genoa_vince_dopo_12_gare_1_2_la_spezia_destro_rigore_procurato_da_behrami-5663362.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/ballardini_iv_genoa_vince_dopo_12_gare_1_2_la_spezia_destro_rigore_procurato_da_behrami-5663367.html

di Vanni Zagnoli

Lo Spezia arriva al derby con il Genoa davanti, incredibilmente, considerato il blasone, lo perde e gli resta un punto sui rossoblù e sulla zona retrocessione. Era da parità, considerato il gioco.

Si è giocato al Picco, è solo la seconda partita davvero in casa, del primo campionato di serie A dello Spezia, vi aveva debuttato pareggiando 2-2 con il Bologna. L’allenatore Vincenzo Italiano era stato scelto dal ds Faggiano per il Genoa, è rimasto perchè il progetto di Volpi, il patron della Pro Recco pallanuoto, è più solido rispetto ai rivolgimenti di Preziosi, per ultimo il richiamo di Ballardini. 

A La Spezia hanno congedato il ds della promozione, Guido Angelozzi, ora al Frosinone, a caccia della sua quarta serie A, mentre il Genoa ha già licenziato il direttore sportivo per giusta causa (per risparmiare, visto che in spogliatoio ha parlato male del presidente) e anche Maran. E’ un derby che dal ’71 si è disputato solo una volta in serie C1 e una volta in B, più una in coppa Italia. Senza il covid, lo stadio Picco, ammodernato e comunque da completare, sarebbe stato strapieno e festante, in queste settimane il sindaco di Spezia Peracchini ha pensato bene di chiudere alla circolazione anche i viali che portano allo stadio, per impedire gli assembramenti visti la notte della promozione, dietro la curva ferrovia

In avvio, due spezzini ammoniti, al 10’ il vantaggio degli aquilotti, con Nzola, servito sul primo palo da Gyasi, è l’intesa tra il francoangolano e il ghanese, protagonisti anche della promozione in A. M’Bala Nzola, 24 anni, ha una fisicità strabordante, alla Lukaku, ama muoversi da sinistra, a La Spezia qualche giornalista lo chiama Gianfranco, come Zola, e fra l’altro ha piedi discreti.

Il pari è immediato, Pandev parte palla al piede, a 37 anni si incunea in area e centra, da destra, Mattia Destro di prima intenzione trasforma il rasoterra.

L’iniziativa resta dei bianchi, con Ballardini comunque l’opposizione è convincente, la fase difensiva migliora, rispetto a Maran, chiude gli spazi. Il ritmo si abbassa, si cerca il guizzo che sblocchi lo stallo. Neanche c’è recupero e ormai la circostanza è rara.

Allo Spezia manca un pizzico del brio della scorsa stagione, in cui passò rapidamente dalla zona playout anche al secondo posto, in B. Manovra, Maggiore ha uno spiraglio e calcia, Perin blocca a terra. Il tedesco Chabot è un buon centrale, l’argentino Estevez è oscuro, nel contributo, perde il tempo per calciare, sul suggerimento di Gyasi. 

Il ritmo non sale, l’ossigenato Cziborra nel Genoa appoggia l’azione, a tratti. Al 28’ c’è il gol da tre punti, fallo di Terzi su Behrami, il contatto è in parte accidentale ma punibile, Provedel intuisce soltanto la battuta di Criscito.

Il Genoa gestisce il possesso palla, Scamacca è in fuorigioco sulla ricezione da Zajc. L’unica palla della parità per lo Spezia è con il tiratore Bartolomei, fuori, mentre Provedel impedisce il tris a Scamacca.

La quarta volta di Davide Ballardini al Genoa, dunque, è fortunata, due anni e un mese fa il presidente Preziosi lo cacciò bollandolo come scarso, nonostante tre salvezze da subentrato e complicate, aveva 12 punti in 7 gare. “Forse il presidente è geloso perchè sono bello”, scherzava il tecnico ravennate, dopo avere perso in casa con il Parma. Preziosi è al 27° cambio nelle 18 stagioni rossoblù, ha sostituito Zamparini, fuori dal calcio e agli arresti domiciliari, nella top tre fra i presidenti che licenziano di più. Cellino resta scatenato, Pozzo all’Udinese nelle ultime stagioni ha ripreso a cambiare molto.

Maran aveva rischiato di battere il Milan, considerato quanto aveva fatto a a Cagliari avrebbe meritato maggiore pazienza. Certo il Grifone veniva da 12 gare senza vittoria, la proverbiale scossa si è avvertita. “Non vedevamo l’ora di riprendere ad allenare – racconta Ballardini, riferendosi allo staff -, mischiamo giovani e meno. Cerchiamo velocità e profondità, aggressione sulla palla. Servono aggiustamenti. L’umiltà di stasera fa ben sperare”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

SPEZIA-GENOA 1-2  
SPEZIA (4-3-3): Provedel 5; Vignali 5,5, Erlic 5, Chabot 5, Marchizza 6; Estevez 6 (30’ st Bartolomei 6), M. Ricci 6 (39’ st Piccoli ng), Maggiore 6,5 (30’ st Deiola ng); Farias 5,5 (16’ st Mastinu 5,5), Nzola 7, Gyasi 6,5. All. Italiano 5,5.
GENOA (3-5-2): Perin 6; Masiello 6, Radovanovic 5,5, Criscito 7; Ghiglione 6 (18’ st Zappacosta 5,5), Lerager 6 (18’ st Zajc 6), Badelj 5,5, Behrami 5,5 (29′ st Rovella 6), Czyborra 6; Pandev 7 (29’ st Scamacca 6), Destro 7 (39’ st Pjaca ng). All. Ballardini 6,5.
Arbitro: Massa di Imperia 6,5.
Marcatori: 10′ Nzola (S), 16′ Destro (G); 28’ st Criscito (G) rig.
Note: ammoniti Erlic, Chabot, Pandev, Ghiglione, Destro, Terzi, Zajc.

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. De Paul batte il Genoa, 1-0 Udinese, gol e traversa. Crisi Maran, espulso Perin

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/de_paul_batte_genoa_1_0_udinese_gol_traversa_crisi_maran_espulso_perin-5601703.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/de_paul_batte_genoa_1_0_udinese_gol_traversa_crisi_maran_espulso_perin-5601709.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/de_paul_batte_genoa_1_0_udinese_gol_traversa_crisi_maran_espulso_perin-5601723.html

di Vanni Zagnoli

Siamo lontani dal Genoa che ha in mente Rolando Maran, vince l’Udinese e i rossoblù restano in crisi. Il ds Daniele Faggiano si sarà pentito di non avere chiamato in Liguria Roberto D’Aversa, l’allenatore di due promozioni e di due salvezze larghe, nel suo Parma, magari lo chiamerà se Maran continuerà a deludere. Il presidente Enrico Preziosi aveva svoltato, con un direttore sportivo giovane, per dare stabilità al progetto, anzichè continuare a cambiare dirigenti e poi allenatori, per ora è un flop e dispiace per Maran, che a Cagliari non meritava l’esonero ma in rossoblù quasi sì.

Vince l’Udinese, dunque, capace prima della sosta di bloccare il Sassuolo a domicilio, decide De Paul, il miglior giocatore, probabilmente, fra le squadre che si battono per la salvezza per la tranquillità. I friulani sono alla 26^ stagione di fila in serie A, un record per le provinciali, sono lontane la Champions league con Spalletti e i due preliminari conquistati da Guidolin, resta la dignità di una terra, di una regione che punta tanto su stranieri, su giovani, un progetto che la famiglia Pozzo ha esportato in Spagna, al Granada, rivenduto, e in Inghilterra, con il Watford affidato a Gino Pozzo e reduce da retrocessione, comunque solido.

Solida è anche la squadra di Luca Gotti, fraseggia palla a terra, controlla, difende, con esperienza. Il Genoa non riesce a scatenare i cavalli di Scamacca, centravanti azzurrino.

I bianconeri superano dunque sul campo e pure in classifica il Grifone, con forza difensiva e applicazione. Inutile il cambio di modulo di Maran, il passaggio al 3-5-2, senza il giovane Rovella, fermato da un problema intestinale. Si gioca a specchio, la partita è bloccata, le squadre hanno paura, dividono il possesso palla. 

Al rientro dopo 4 mesi, Sturaro segue De Paul, cerca di limitarlo ma quando gli concede un minimo di spazio l’argentino colpisce. Minuto 34’,  palla in avanti di Zeegelaar, bel mancino, Okaka la difende bene e passa a Pereyra che vede l’argentino. Sturaro è in ritardo, il destro all’incrocio è da Champions, da anni è da Champions. 

I liguri spingono con Pellegrini sulla sinistra, crossa per Bani che da ottima posizione colpisce tra Becao e Nuytinck, ma fuori. Esce Biraschi per una botta alla spalla destra.

La ripresa è molto simile al primo tempo, Udine fa la partita, Genova aspetta. Esce Pandev per Zajc, qualcosa di meglio si vede. E’ però De Paul a cogliere la traversa su punizione. L’ingresso di Destro migliora un pizzico i rossoblù, pareggia Scamacca ma in fuorigioco, annullato. Infine Perin stende Larsen e viene espulso.

Udinese-Genoa 1-0

Udinese (3-5-2): Musso 6,5; Becao 6,5, Nuytinck 7, Samir 6,5; Stryger Larsen 6, De Paul 7, Arslan 6 (23′ st Mandragora 6), Pereyra 6 (46’ st Makengo sv), Zeegelar 6,5; Okaka 6,5, Pussetto 5,5 (23’ st Lasagna 6). A disp.: 96 Scuffet, 31 Gasparini, 5 Ouwejan, 14 Bonifazi, 16 Molina, 18 Ter Avest, 87 De Maio, 45 Forestieri, 64 Palumbo). All.: Gotti 6. Genoa: Perin 5; Biraschi 6 (1′ st Goldaniga 6), Bani 5,5, Masiello 5,5 (43′ st Destro sv), Ghiglione 5,5; Lerager 5,5, Badelj 5,5, Sturaro 5,5 (23′ st Zajc 6) Pellegrini 5,5 (37’ st Parigini sv); Pandev 5 (23′ st Shomurodov 5,5). Scamacca 5,5. A disp.: 22 Marchetti, 32 Paleari, 11 Behrami, 21 Radovanovic, 24 Melegoni, 99 Czyborra). All.: Maran 5,5. Arbitro: Calvarese di Teramo 6. Marcatore: 34′ De Paul. Note: angoli 8-4 per il Genoa. Recupero: pt 1’, st 8′. Espulso Perin per fallo su chiara occasione da rete, nel recupero. Ammoniti: Arslan, Baselj, Masiello, Musso, Scamacca per gioco falloso.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”