Il Messaggero. Volley, tanta solidarietà a Paola Egonu. Draghi: “E’ un orgoglio dello sport italiano”

(ilmessaggero.it)

Tanta Italia chiede a Paola Egonu di restare con l’Italia. Telefona il premier uscente, Mario Draghi, esprimendole “piena solidarietà. L’atleta azzurra è un orgoglio dello sport italiano, avrà future occasioni per vincere altri trofei indossando la maglia della nazionale”. Paola deciderà a gennaio, magari dopo il mondiale per club con il Vakifbank, raggiungerà Istanbul già in settimana, per iniziare il campionato turco, a fine mese.
L’Italia le chiede di essere presente anche la prossima estate, per la Nations league, che potrebbe avere le finali da noi, e per gli Europei, con la gara inaugurale nel nostro Paese: 4 le città organizzatrici, con il match di apertura, il girone delle azzurre, alcuni ottavi di finale e magari due quarti.
Ha toccato le coscienze quella frase choc pronunciata dall’opposta al procuratore Marco Raguzzoni, rientrato ieri sera dall’Olanda, a Modena. “Mi hanno chiesto perchè sono italiana”. Lui pensava che l’avesse udita da un tifoso passante, non poteva essere, gli italiani presenti ad Apeldoorn erano poche centinaia e veri appassionati di volley. Ma neanche sbandati avrebbero forse il coraggio di pronunciare qualcosa di tanto razzistico di fronte a una campionessa. Difficile è scovare su google quella insinuazione, firmata con un nickname e poi magari cancellata. Paola l’ha letta venerdì, dopo l’1-3 di semifinale con il Brasile, magari sul telefonino di una compagna. Di certo gli insulti sono rituali, quando la nazionale di pallavolo non vince. Nel 2019 fu bronzo agli Europei, a Egonu arrivò un “Tornatene al tuo paese”, lei replicò sulla Rai: “Guardassero la loro vita, prima di parlare”.
Un insieme di frasi l’ha fatta piangere, in parallelo alla delusione per la finale sfumata e al sovraccarico nervoso legato a un anno senza stop. Agosto 2021, olimpiadi in Giappone, uscita ai quarti. Settembre, Europei in Serbia, oro. Ottobre, supercoppa a Modena, vinta, Conegliano-Novara 3-1. Epifania, supercoppa a Roma, 3-2 in rimonta, sempre sulle piemontesi. Maggio, a Monza, 3 partite a 1 e scudetto. Sempre con l’Imoco, allenata da Daniele Santarelli, oro mondiale con la Serbia, 3-0 al Brasile. E poi una infinita Nations league con quel 3-0 illusorio in finale, con il Brasile. Amichevoli e poi questo mondiale dalle 12 partite, una sola in panchina.
Una telefonata affettuosa le arriva dal presidente del Coni Malagò: “Non prendere decisioni affrettate, ti siamo accanto, ci vediamo al rientro dalle tue meritate vacanze”. Trascorrerà pochi giorni magari con Giuditta Lualdi, l’amica del cuore, che ora gioca a Busto Arsizio, in A1. Malagò potrebbe andare in Turchia per convincerla a non levarsi l’azzurro. Il presidente della Fipav Giuseppe Manfredi conferma che “è stato sfogo a caldo, determinato da quattro imbecilli da social. Con 5 mesi di ritiro, era normale che fosse stressata”. Ci sono passati tanti campioni, su tutte la ginnasta Simon Biles, a Tokyo, a 24 anni, gli stessi che Paola compirà a dicembre. “La prossima convocazione è ad aprile 2023, ci sarà. La pallavolo propone integrazione piena. Paola ha sensibilità incredibile, va lasciata tranquilla. Fece 4 anni di club Italia, ha l’azzurro cucito”. Abituata alle interviste dai 13 anni, preferisce la tv, è stata anche conduttrice de Le Iene, per due puntate. Il presidente di Lega Fabris ricorda: “Un altro veneto, Roberto Baggio, sbagliò il rigore ai mondiali del ’94, sempre contro il Brasile, subì di tutto, anche perchè buddista, cacciatore e con il codino”. La vicenda Egonu unisce la politica, il Pd con l’ex ct Berruto, Letta, Orlando e Zan, la Lega (Salvini) e i 5 stelle (Conte e Fico). Ha ragione il presidente dell’Alto Adige Kompatscher: “E’ stupido nazionalismo, accadeva anche agli altoatesini di lingua tedesca e ladina”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Enordest.it, Sportsenators.it. Italvolley è bronzo. Ma è caos e la Egonu forse lascia

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/10/16/italvolley-e-bronzo-ma-e-caos-e-la-egonu-forse-lascia/

http://www.sportsenators.it/19/10/2022/volley-femminile-il-bronzo-mondiale-il-caso-egonu-e-il-ct-mazzanti-in-discussione/

Vanni Zagnoli

Al di là del terzo posto mondiale, può essere stata l’ultima partita di Davide Mazzanti alla guida dell’Italia. “Ha il contratto sino al 2024, sino a Parigi – dice il presidente federale Giuseppe Manfredi, pugliese -, con calma in consiglio eventualmente apporteremo qualche correttivo, ma in agenda non c’è il cambio della panchina, nè dello staff”.

Difesa di prammatica, anche meritata, per il ct marchigiano.

Il contraccolpo della semifinale persa dall’Italia con il Brasile è assorbito molto meglio del previsto. L’Italia è di bronzo, almeno, batte 3-0 gli Usa campioni olimpici, come in Nations league, e coglie la terza medaglia nella storia dei mondiali: oro nel 2002, con il secondo boom del volley italiano femminile (il primo fu dagli anni ’80, con la Teodora Ravenna primatista di successi di fila e vincitrice anche di un mondiale per club e di due coppe dei Campioni) e argento nel 2018, con Lucia Bosetti al posto della sorella Caterina in sestetto e Lubian in panchina, anzichè in campo per Chirichella, come nelle ultime 4 gare, solo nella prima l’ex capitana non era a disposizione per problemi agli addominali.

L’Italia ha perso entrambe le gare con il Brasile, l’unica pesante è stata la semifinale. “Non dimentichiamo che il Brasile ci ha sempre battuto – sottolinea il presidente Manfredi -, escluso nella finale di Nations league”.

Quel successo, dopo l’oro europeo, ha illuso e reso le azzurre favorite, con l’obbligo di vincere, come dall’argento i 4 anni fa, quando la Serbia si impose al tiebreak, complice qualche errore di Sylla, la migliore l’altra sera in semifinale.

Se davvero il presidente federale Manfredi deciderà di cambiare ct, sceglierà fra Giovanni Guidetti, il modenese che avrebbe meritato la panchina azzurra già dopo l’addio di Massimo Barbolini, dopo i quarti di Londra 2012, ma ha un temperamento molto forte, difficilmente gestibile, peraltro solo stavolta con la Turchia ha deluso. 

Allenerà Egonu già nel Vakifbank Istanbul, vincitore di mondiale per club e Champions league, e proprio Paola potrebbe magari fermarsi per un anno, con la nazionale, saltando l’Europeo del 2023 che l’Italia organizzerà con Belgio, Estonia e Germania, ma di sicuro ci sarà, per Parigi ‘24.

La prima alternativa può diventare un altro duro, Stefano Lavarini, ct della Polonia, portata ai quarti iridati dopo 60 anni e capace di raggiungere una incredibile semifinale olimpica con la Corea del Sud. Allena Novara, che un anno e mezzo fa fece scricchiolare l’impero di Conegliano, in Italia. Come Guidetti, sa portare le ragazze  sistematicamente molto oltre i propri limiti, cosa che a Mazzanti non riesce più, con l’Italia.

E poi c’è Daniele Santarelli, con la Serbia da quest’anno, subito in finale, raggiunta con il brivido sulle polacche. Guida Conegliano, è difficile che lasci così rapidamente il progetto serbo, con la nazionale più continua degli ultimi anni. Mazzanti fra l’altro è a contratto solo con la federazione, sino al 2024, al contrario di questi altri 3 grandi ct.

Della finale per il bronzo, resta l’abbraccio di Monica De Gennaro, la veterana della compagnia, 35 anni, a Egonu. Lacrime per entrambe, dopo la semifinale avevano colpito quelle di Alessia Gennari, la meno impiegata. “Ci vorrebbe una bacinella, per raccogliere le lacrime di tutti”, sorride Mazzanti. 

Nel frattempo un video scatena il panico nelle redazioni e anche fra gli appassionati di volley. E’ verticale, Paola Egonu parla con il procuratore, si guarda le mani, quelle mani d’oro, con cui attacca ogni pallone possibile, con forza e precisione. Nelle partite importanti sparacchia fuori o lungo, dovrebbe affinare la tecnica, variare un po’ il repertorio, i pallonetti le riescono bene, le traiettorie di potenza sono talvolta esagerate.

“Non puoi capire, non puoi capire. Mi hanno chiesto perché sono italiana… Questa è l’ultima partita con la Nazionale”. 

Dopo il punto della vittoria, messo a segno da Anna Danesi, l’opposta azzurra è rimasta a lungo in campo abbracciata ad altre compagne, subito dopo però ha corretto il tiro spiegando di essere “stanca” e volersi prendere “solo una pausa”

“Vorrei apprezzare ancora di più quello che faccio, resta una cosa bellissima”.

In serata la precisazione, a Sky. “Ogni volta vengo presa di mira, fa male essere attaccata perché io ci metto sempre il cuore e non manco mai di rispetto”.

A Sky, spiega. “Vorrei avere un’estate libera per staccare -. Mi fa ridere pensare di aver letto persone che mi hanno chiesto perché sono italiana. Mi chiedo perché io rappresento persone del genere”.

In questo ha ragione, accade a tanti campioni di origine straniera, anche molto meno forti di lei.

Ancora Egonu. “Sono fiera della squadra, del gruppo, di me stessa perché oggi non era facile scendere in campo -. È sempre un onore portare la maglia azzurra, vorrei tanto avere un’estate libera per riposare come persona e per la testa. È brutto da dire, non vorrei togliere meriti o rispetto alle mie compagne, ma quella presa di mira sono sempre io. Si va sempre a vedere come io ho sbagliato, come io potevo fare meglio. Non so quand’è iniziata tutta questa stanchezza”. 

Accade a decine di sportivi, il rigetto, la voglia di staccare. Tanti sono troppo sotto pressione.

“Ovviamente la nazionale è bellissima, mi prendo sempre il peso e da quando sono in nazionale il risultato l’abbiamo sempre fatto. Ringrazio sempre le mie compagne con cui abbiamo fatto questo lavoro ma quando poi avviene la parte negativa e si perde… Io ci metto l’anima, ci metto il cuore, non manco mai di rispetto a nessuno e fa male leggere quelle cose”.

A 23 anni è normale avere questa sensibilità. Lei adesso si consolerà con l’amica di sempre, Giuditta Lualdi, con cui va anche in discoteca. E’ già finita la storia con Michael Filip, polacco, che gioca in Turchia. E’ durata solo da fine luglio. Lei stessa si era dichiarata single alla Domenica Sportiva, su Rai2. E poi ha parlato solo con Sky. Questo dispiace, soprattutto a La Gazzetta dello Sport, presente dalla seconda fase, in Olanda, e poi a Repubblica, che si è aggiunta dai quarti, e a La Stampa, dalla semifinale. E soprattutto loro hanno scatenato il toto ct.

Sabato sera, certo, è passata in mixed zone per precisare se resta in nazionale, c’erano la federvolley e Repubblica. Non la Gazzetta, dal momento che ne aveva attaccato un giornalista, facendo il nome nell’intervista a Sky. Che poi da domenica non ne ha più riproposto quel brano.

E sabato sera a oggi hanno commentato la vicenda un po’ tutti i quotidiani, compresi La Verità e Il Fatto, Il Foglio e persino Il Quotidiano del sud.

Noi abbiamo chiesto un commento al presidente mondiale di Fivb Ari Graca, la risposta è arrivata dall’ufficio stampa, a nome della federazione mondiale e di Volleyballworld organizzatori dei mondiali, su Egonu. “Paola Egonu è ammirata da milioni di fan in tutto il mondo. Ha indossato la maglia della sua nazionale italiana con dedizione regalando prestazioni atletiche incredibili che l’hanno resa una delle migliori giocatrici di questo sport. Mentre la selezione dei giocatori della Nazionale è responsabilità della Federazione Italiana Pallavolo, ci auguriamo che Paola decida di continuare la sua carriera di successo nella Nazionale italiana e di emozionare i suoi numerosi tifosi in tutto il mondo”.

Da “Enordest.it”, “Sportsenators.it”

Il Messaggero. Volley, mondiali femminili: Italia di bronzo, battuti gli Stati Uniti per 3-0

(lastampa.it)

E’ il bronzo delle lacrime, per l’Italia. Il 3-0 agli Stati Uniti campioni olimpici è facile per due set, 25-20 e 25-15, molto meno nel 27-25 che evita il rischio della terza sconfitta ai mondiali.
A fine partita inquieta lo sfogo di Paola Egonu, la più forte giocatrice italiana, top scorer di questo mondiale, si avvicina a bordo campo e parla con il procuratore, Marco Raguzzoni, che gestisce anche il ct Davide Mazzanti.
“Non puoi capire, non puoi capire. È la mia ultima in Nazionale – ripete -. Mi hanno chiesto perché fossi italiana… Sono stanca”. 
Il video fa il giro del web, l’opposto guadagnerà un milione di euro e andrà a giocare nel Vakifbank Istanbul, in Turchia, nel club che ha levato alla sua Conegliano il mondiale (per club, appunto) e la Champions.
Egonu reagisce così alle provocazioni online, di pseudotifosi che non digeriscono errori gratuiti, quando perde la misura della schiacciata, lunga o fuori, è successo in semifinale con il Brasile ma anche nelle altre sconfitte chiave della sua Italia, agli Europei del 2017 e del ’19 e alle olimpiadi di un anno fa. Sui social arriva di tutto, in genere con pseudonimo, Paola a 23 anni dapprima si abbraccia con Monica De Gennaro, sul taraflex, e già piange, replica umanamente ad accuse razzistiche, tipiche di certi giovani. Le azzurre ritirano il bronzo e lei ritrova la calma: “Sono molto stanca adesso, potrei prendermi una pausa dalla nazionale, non dico però di lasciarla”.
Ipotizza di saltare gli Europei 2023, che l’Italia organizzerà con Belgio, Estonia e Germania, ma di sicuro tornerebbe per la sua terza olimpiade, con quell’atletismo potrebbe reggere sino al 2036 e battere i record di longevità, disputarne 6, magari in parallelo all’altro fenomeno, Simone Giannelli.
Egonu è esasperata dagli attacchi personali, era già accaduto tre anni fa, dopo la semifinale persa agli Europei, mentre l’oro europeo in Serbia arrivò anche come riscossa di fronte alla valanga di critiche piovute sui social, dopo l’uscita ai quarti alle olimpiadi, con la stessa Serbia. Proprio nella lunga attesa di Tokyo, in tempo di covid, era favorita come portabandiera, il vessillo andò poi a Jessica Rossi, del tiro a volo, con Elia Viviani, ciclismo. Simbolo di integrazione, Paola nasce a Cittadella, Padova, da nigeriani. Il padre Ambrose faceva il camionista a Lagos, mamma Eunice era infermiera a Benin City. Ha due fratelli, Angela e Andrea, e pallavolista è anche la cugina Terry Enweonwu. Il procuratore Raguzzoni minimizza: “Si è sentita molto attaccata dalle critiche dopo una partita non positiva, non sono arrivate alla finale, è stato uno sfogo di nervi. E’ in difficoltà, non sta bene. Quando gioca male, è messa sotto l’occhio del ciclone, non ce l’ha con la federazione nè con le compagne. E’ umana, non un robot, stanca di essere criticata come avesse ucciso qualcuno”. E’ provata anche dalla decisione di essere ritornata single, dopo la storia con il pallavolista Michal Filip, polacco che gioca in Turchia: è durata pochissimo, da fine luglio.
In serata è lei a precisare, su Sky: “Ogni volta che perdiamo vengo presa di mira, vorrei avere un’estate libera per staccare e apprezzare ancora di più quello che faccio. Mi hanno chiesto come mai sono italiana, mi chiedo perchè rappresento persone del genere. Fa male essere attaccata, ci metto sempre il cuore e non ho mai mancato di rispetto. Spero di essere un punto di riferimento per la nazionale. Quella presa di mira sono sempre io, si va sempre a vedere come ho sbagliato, come potevo fare meglio. Mi prendo sempre il peso e da quando sono in azzurro abbiamo sempre fatto risultato e per questo ringrazio le compagne”.
Da Apeldoorn, Olanda, resta un dubbio diverso, che sia stata l’ultima partita per Mazzanti, ha il contratto sino all’olimpiade di Parigi 2024: “Questo bronzo è un misto di amarezza e soddisfazione”. Il presidente Giuseppe Manfredi lo riconferma: “Adesso festeggiamo il terzo posto”, taglia corto il ct, commosso quanto le ragazze. Le alternative sono Stefano Lavarini, che ha portato Novara, la Corea del Sud e la Polonia ben oltre i loro limiti, Giovanni Guidetti da 20 anni il più continuo e ha fallito solo qui, con la Turchia, e Daniele Santarelli, ex vice di Mazzanti a Conegliano, dove ha vinto tutto, e ora finalista con la Serbia.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Volley, bronzo mondiale per l’Italia, 3-0 agli Usa. Mazzanti ha il contratto sino a Parigi 2024, ma la federazione ha 3 grandi alternative

(fivb.org)

di Vanni Zagnoli

Il contraccolpo della semifinale persa dall’Italia con il Brasile è assorbito molto meglio del previsto. L’Italia è di bronzo, almeno, batte 3-0 gli Usa campioni olimpici, come in Nations league, e coglie la terza medaglia nella storia dei mondiali: oro nel 2002, con il secondo boom del volley italiano femminile (il primo fu dagli anni ’80, con la Teodora Ravenna primatista di successi di fila e vincitrice anche di un mondiale per club e di due coppe dei Campioni) e argento nel 2018, con Lucia Bosetti al posto della sorella Caterina in sestetto e Lubian in panchina, anzichè in campo per Chirichella, come nelle ultime 4 gare, solo nella prima l’ex capitana non era a disposizione per problemi agli addominali.

L’Italia è di bronzo eppure può essere stata l’ultima partita sulla sua panchina per Davide Mazzanti. Ha il contratto sino al 2024, a Parigi, il presidente federale Giuseppe Manfredi ieri aveva evidenziato qualche dissapore nel gruppo, oggi invece l’ha difeso. “Ne rifletteremo a bocce ferme, in consiglio, come sempre, non deciderò da solo, sugli eventuali correttivi da apportare. Al momento comunque non è in agenda il cambio di allenatore. Non dimentichiamo che il Brasile ci ha sempre battuto, escluso nella finale di Nations league”.

Quel successo, dopo l’oro europeo, ha illuso e reso le azzurre favorite, con l’obbligo di vincere, come dall’argento i 4 anni fa, quando la Serbia si impose al tiebreak, complice qualche errore di Sylla, la migliore l’altra sera in semifinale.

Mazzanti ha meritato la panchina azzurra per lo scudetto a Bergamo, vinto a 35 anni, per quello a Casalmaggiore, con la moglie Serena Ortolani, per il primo a Conegliano, con annessa finale di coppa dei Campioni. Dopo l’uscita al primo turno alle olimpiadi di Rio, con Marco Bonitta, venne nominato nel marzo 2017, negli ultimi mesi in cui era all’Imoco. Mancò le semifinali nell’Europeo di quell’anno, colse poi l’argento in World Grand prix e ai mondiali, il bronzo a Euro 2019 (e fu una delusione, con i soliti errori di Egonu), uscì ai quarti dell’olimpiade, male. Ha vinto gli Europei un anno fa, la Nations e adesso questo bronzo. Può non bastare, è in bilico perchè lo spogliatoio è diviso e Paola Egonu fa un po’ categoria a parte. Anche nelle interviste, decidendo di privilegiare la tv. Per carità, chiude da top scorer però continua a sbagliare troppo nelle occasioni chiave e oggi non lo era.

Se davvero il presidente federale Manfredi deciderà di cambiare ct, sceglierà fra Giovanni Guidetti, il modenese che avrebbe meritato la panchina azzurra già dopo l’addio di Massimo Barbolini, dopo i quarti di Londra 2012, ma ha un temperamento molto forte, difficilmente gestibile, peraltro solo stavolta con la Turchia ha deluso. Allenerà Egonu già nel Vakifbank Istanbul, vincitore di mondiale per club e Champions league, e proprio Paola potrebbe magari fermarsi per un anno, con la nazionale, saltando l’Europeo del 2023 che l’Italia organizzerà con Belgio, Estonia e Germania, ma di sicuro ci sarà, per Parigi ‘24.

La prima alternativa è un altro duro, Stefano Lavarini, ct della Polonia, portata ai quarti iridata dopo 60 anni e capace di raggiungere una incredibile semifinale olimpica con la Corea del Sud. Allena Novara, che un anno e mezzo fa fece scricchiolare l’impero di Conegliano, in Italia. Come Guidetti, sa portare le ragazze  sistematicamente molto oltre i propri limiti, cosa che a Mazzanti non riesce più, con l’Italia.

E poi c’è Daniele Santarelli, con la Serbia da quest’anno, subito in finale, raggiunta con il brivido sulle polacche. Guida Conegliano, è difficile che lasci così rapidamente il progetto serbo, con la nazionale più continua degli ultimi anni. Mazzanti fra l’altro è a contratto solo con la federazione, sino al 2024, al contrario di questi altri 3 grandi ct.

Oggi, intanto, a stemperare la delusione per la quinta occasione persa (due agli Europei, una al mondiale 2018 e soprattutto l’olimpiade, un anno fa), arriva il terzo posto, almeno a evitare la 3^ sconfitta. E lui svicola sull’argomento esonero, dopo la commozione: “Facciamo un po’ di festa, che ne abbiamo bisogno, e poi parliamo, vediamo”.

Dall’ace di Egonu, sul 5-3, gli Usa passano sul 9-13, con errore di Caterina Bosetti. 15-14, con la free ball di Orro, non passano più: ace di Bosetti, pipe di Egonu, 21-17; sino al primo tempo di Danesi per il 25-20.

Dall’11 pari, nel secondo parziale, l’Italia vola via con due muri di Egonu e uno di Bosetti, a dominare il parziale anche due aces, di Lubian e Danesi, che con il Brasile aveva sbagliato l’unica partita iridata. Il 25-15 è anche frutto della scelta del ct Karch Kiraly di impiegare la seconda alzatrice, Carlini: lui era il mito di Ravenna, 30 anni fa, e con il marchio Messaggero vinse tutto, prima di darsi al beach e vincere l’oro nel ’96, ad Atlanta, anno del debutto a cinque cerchi della sabbia.

Mazzanti insiste con le titolari, con Caterina Bosetti e non con Pietrini, anche nel terzo set, in cui le azzurre sono avanti 9-7 ma poi si attardano, complici le difficoltà in attacco di Lubian. Dal 15-19 sono le americane a bloccarsi, il pallonetto da seconda linea di Egonu dà il -1. Poi un errore al servizio, l’ace di Drews e il muro di Washington su Sylla significano 20-24, complice un errore arbitrale. L’Italia però non accetta i rischi di un prolungamento della partita, la rimette in sesto: mano out di Sylla, pallonetto di Egonu, un ace, il mano fuori di Paola e 24 pari. Un sussulto di Wilhite ma ancora Sylla, la fast fuori di Washington, sino al muro di Anna Danesi su Robinson, 27-25. E’ giusto che l’ultimo punto sia della più continua della nazionale, a un passo dalla seconda laurea.

Resta l’immagine dell’abbraccio di Monica De Gennaro, la veterana della compagnia, 35 anni, a Egonu. Lacrime per entrambe, dopo la semifinale avevano colpito quelle di Alessia Gennari, la meno impiegata. “Ci vorrebbe una bacinella, per raccogliere le lacrime di tutti”, sorride Mazzanti. 

Ma se anche non arrivasse a Parigi 2024, di sicuro troverebbe una nazionale all’estero per il prossimo mondiale, nel 2026 sarà in Giappone e a 32 squadre. Dipenderà anche da lui.

Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino. Volley, Italia triturata dal Brasile in semifinale, 1-3. Egonu sbaglia tanto, come in troppe partite chiave. Sylla non basta a evitare lo 0-8 del quarto set. Finale Serbia-Brasile, sarà complicata anche per il bronzo, con gli Usa

(Galbiati/Fipav, today.it)

Dal velodromo di Apeldoorn, Olanda, partì l’ultimo grande giro conquistato da Vincenzo Nibali, nel 2016, il Giro d’Italia, appunto, e qui si ferma la corsa dell’Italia, sconfitta 3-1. Domani sera la finale alle 20, su Rai e Skysport arena, sarà fra Brasile e Serbia, che aveva battuto 3-1 gli Usa. L’Italia se la vedrà con le americane per il bronzo, dalle 16, è una enorme delusione, considerato il 3-0 nella finale di Nations. Trionfano le verdeoro come nella seconda fase, in cui le azzurre erano arrivate almeno al tiebreak. Non è la tensione, dissimulata dall’euforia di Sylla, nel prepartita, è la forza del Brasile, che non era favorito, sono anche gli errori gratuiti di Egonu, come in passato, nelle occasioni chiave, colpisce troppo lungo o esterno. 
Mazzanti conferma le 7 dei due successi sulla Cina, con un solo set lasciato. Al palleggio Orro, opposta Egonu, quasi commossa nel prepartita nel vedere Francesca Piccinini, titolare in 4 olimpiadi, al centro Danesi e Lubian, non Chirichella, che ha perso il posto per problemi agli addominali, dopo l’Argentina. In banda Bosetti e Sylla, non Pietrini, non più titolare dopo l’avvio della seconda fase, e libero la migliore al mondo, De Gennaro, surclassata a distanza dalle difese brasiliane.
L’Italia se ne va sul 14-11, contrattacco di Sylla ed ace di Caterina Bosetti. Mazzanti chiede di picchiare forte, di non avere paura, e Paola Egonu lo accontenta. L’errore dell’opposto significa però 15 pari. Paola firma un altro break, in un attimo tuttavia il set vira, con 3 punti di fila carioca. Si affaccia Malinov in regia, paga un muro della più fisica sul taraflex, Caroline Gattaz, affascinante centrale di 41 anni. Svetta anche Carol da Silva, su Egonu, e conduce a due palleset. Sylla piazza un pallonetto, Egonu manda fuori, è il 23-25. Quattro muri in più per le sudamericane e 6 errori delle azzurre. 
Rosamaria è imperante, a muro e negli scambi lunghi, nel secondo parziale, Mazzanti leva Bosetti per Pietrini. “Un bel respiro – chiede nel timeout, sul 5-8 -. Stiamo correndo dietro a loro, siamo totalmente aperte, in zona 4 e in 2”. Cambia l’inerzia del set, Egonu svetta, anche a muro, Gaby e la ricezione imprecisa di Sylla vanificano comunque il vantaggio azzurro. La musica sparata, anche carioca, caratterizza ogni fine punto, il pallonetto di Miriam Sylla e un salvataggio di Lubian danno il 17-16. Egonu sbaglia un’altra palla facile, Carol da Silva mura Sylla, ma si resta lì, fra +1 e parità. Gaby sbaglia il diagonale, è 24-22, chiude Sylla, la più scatenata, quando serve, si era risparmiata un po’, nei mesi scorsi.
Le sudamericane ripartono di slancio nel terzo, 4-7, Mazzanti: “Andiamo fuori giri. Cambiate zona dove battere, se non funziona”.
Rosamaria autografa il rally più bello, cioè il punto più lungo. Mazzanti: “Aggressive in attacco, pallonate, non si vince gestendo”. Il match è di alta intensità, come la difesa brasilera. La sparacchiata di Egonu è il suo 7° errore punto della serata, Sylla reagisce con il 13-15 ma non riesce a scuoterla, sbaglia ancora. Lorenne mura Pietrini, sul 14-18 il set sfugge via. L’errore di Macris ridà speranza, Zè Roberto ferma il gioco, forte dei suoi 68 anni e l’oro olimpico del ’92 con i maschi e i due con le donne. Sylla dà il -1, una difesa di Bosetti vale il 21 pari. Danesi su Carol da Silva centra il muro del sorpasso. Egonu ha il contrattacco per chiudere, sbaglia ancora. Lubian è murata da Carol Gattaz e Lorenne fa esultare i sudamericani. La ricezione azzurra faticherà anche nel quarto. “Più aspettiamo più arrivano”, dice Mazzanti. Il 3-6 arriva con uno scambio infinito, è un altro segnale negativo. Restiamo lì per un attimo, con la crescita di Egonu. Dal 7-9, con Carol Gattaz al servizio il Brasile raggiunge il +9, è finita. 19-25 e niente doppietta iridata, fra maschi e femmine, passano le vicecampionesse olimpiche, grazie a 20 muri. Serviva l’oro iridato, in attesa della prima semifinale a cinque cerchi. Manca sempre l’ultimo step.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”, “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Volley. Ai mondiali il Brasile ferma sempre l’Italia. Sylla non basta, 1-3 e finale per il bronzo con gli Usa

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_ai_mondiali_brasile_ferma_sempre_italia_sylla_non_basta_1_3_finale_bronzo_usa-6987631.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_ai_mondiali_brasile_ferma_sempre_italia_sylla_non_basta_1_3_finale_bronzo_usa-6988847.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/volley_ai_mondiali_brasile_ferma_sempre_italia_sylla_non_basta_1_3_finale_bronzo_usa-6988828.html

di Vanni Zagnoli

Le ragazze più amate dagli italiani si fermano in semifinale, contro il Brasile che aveva rischiato l’eliminazione con il Giappone. Era sotto 2-0, in parità a quota 11 nel tiebreak. La stessa Serbia, l’altra finalista, era indietro nel 5° set, con la Polonia e fuori casa, insomma le finaliste in campo domani sera, dalle 20, hanno rischiato infinitamente di più nei quarti che in semifinale, chiuse entrambe per 3-1. Saranno di fronte le vicecampionesse olimpiche, le brasiliane, e le campionesse del mondo, le serbe guidate da Daniele Santarelli, il marito di Monica De Gennaro.

L’Italia faticherà enormemente anche con gli Usa di Karch Kiraly, perchè ha solo due giorni per riprendersi dal contraccolpo psicologico, si gioca domani alle 16,m sempre ad Apeldoorn, Olanda. Era favorita, era il suo mondiale, dice tutto Anna Danesi, quasi commossa: “Lavoravamo da 4 anni per questo obiettivo”. 

Il 3-1 peggiora il 3-2 della seconda fase, con le verdeoro. “Grande merito al Brasile – spiega la centrale cresciuta nel Volleyro’, a Casal de’ Pazzi, Roma -, per avere replicato la partita dell’altro giorno. Hanno difeso tantissimo, abbiamo commesso troppi errori, faremo un esamino di coscienza. Ora c’è una medaglia da andare a prendere, non quella che volevamo, ma ci si prova”.

L’Italia ha avuto un setpoint nel terzo parziale. “E averlo sprecato ci ha affossate. Avevamo comunque faticato sempre, non esprimendo il nostro gioco. Non mi aspettavo un quarto set così brutto, adesso recuperiamo le energie mentali”.

Marina Lubian è la meno esperta del sestetto azzurro, ha giocato benino per tre set, Mazzanti ha preferito lei a Chirichella, che era stata la meno appariscente delle titolari, prima di accusare un problema agli addominali dopo il successo sull’Argentina. 

“Loro sono state più brave – sospira l’altra centrale – e a loro è anche andato tutto bene, ma hanno lavorato anche forte. La loro correlazione muro-difesa è stata eccellente, quando non ci prendevano sopra la rete lo facevano con i salvataggi. Potevamo fare meglio ma era difficile mettere giù la palla”.

“Conosciamo il nostro valore, quel che vogliamo, andiamo a prenderci il bronzo sul quadrato del campo”, conclude Lubian. Ma quella frase “Conosciamo il nostro valore e sappiamo quel che vogliamo” è stato il mantra di questo mondiale lunghissimo, in cui l’Italia era favorita per gli ori all’Europeo e in Nations league e in cui non è arrivata al top della forma.

Davide Mazzanti sperava in un’altra partita, ma i prodromi si erano visti in varie gare della competizione, spesso in altalena di rendimento.

“E’ stata una partita sempre a inseguire – spiega il ct -, mai siamo rimasti comodi sul campo, a differenza del solito. Mi aspettavo una partita punto a punto ma in cui riuscire a fare il nostro gioco. Si è faticato in cambio palla e poi nel sistemarci in contrattacco punto che in genere viene naturale. Abbiamo vissuto il match con affanno, senza la lucidità necessaria”.

Resta quel muro di Danesi, nel terzo set, che aveva portato al setpoint. “Avevamo la grande possibilità di andare noi sul 2-1, l’abbiamo sprecata, è diventata ancora più difficile e abbiamo visto allontanarsi la finale. Avevamo terminato idee e lucidità, dispiace non essere stati in campo come volevamo”.

L’Italia si aspettava la schiacciatrice Gaby, invece è stata dominata dalle due Carol, le centrali, a muro. “Il Brasile è abilissimo nel giocare anche in situazioni difficili, ha molta qualità nel ricostruire, non siamo però stati dentro la partita come volevamo. Per domani rimettiamo insieme la nostra consapevolezza, perchè ha subito un colpo importante”.

C’erano i sorrisi abituali, nel prepartita, un po’ per dissimulare la tensione, si sono ripetuti gli errori gratuiti di Paola Egonu, come nelle occasioni in cui l’Italia non ha vinto, ovvero esclusi gli Europei e la Volley Nations league. L’opposto di famiglia nigeriana sale in cielo più di ogni altra ma ancora perde il controllo dei colpi, lunghi o fuori, soprattutto nelle gare più tirate. Ha 23 anni ma a 17 era già titolare a Rio 2016, le manca quell’ultimo step, il più difficile. Nel riscaldamento entra su Sky per salutare Francesca Piccinini, titolare in 4 olimpiadi, era il suo mito, dovrà aspettare il 2026 per emularla, ovvero l’unico campionato del mondo vinto dall’Italia femminile, 20 anni fa. 

Al palleggio c’è Alessia Orro, faceva la schiacciatrice e ogni tanto ama chiudere di persona il punto, non sarà la serata giusta. 

Al centro Danesi incide meno del solito, Lubian combatte. In banda Bosetti uscirà dopo un set e qualcosa, Syllasarà trascinante nel secondo e nel terzo, non basterà. E i tuffi di Monica De Gennaro spesso non bastano a portare punti, la dirimpettaia Nyeme farà imprevedibilmente meglio.

L’Italia va a più 3 a metà del primo set, Egonu inizia a sbagliare qualcosa. Malinov in regia fatica a entrare solo per alzare il muro, avrebbe bisogno di partire titolare, per incidere nel gioco come sa, ha perso il posto da un anno, dall’Europeo in Serbia. Il suo ingresso coincide con uno dei 21 muri del Brasile, tantissimi per questo sport e in 4 set e in un match teoricamente molto equilibrato. Lo mette Caroline Gattaz, centrale di 41 anni: ha sempre giocato in Brasile, escluso un anno e mezzo in Azerbaijan ed è inconsueto, in un volley femminile che da una ventina d’anni porta le migliori in più nazioni, inseguendo ingaggi migliori ed esperienze di vita in campionati anche inconsueti.

Svetta anche l’altra Carol, da Silva, su Egonu, e porta a due palle set. Sylla piazza un pallonetto, Egonu manda fuori, è il 23-25. Accadde anche al cubano Herrera negli ottavi contro l’Italia maschile, il più forte sbaglia conclusioni in apparenza facili. Manca il controllo del polso, a volte, o si cerca il tocco del muro che non arriva. 

Nel Brasile spicca Rosamaria, Mazzanti deve cambiare qualcosa, nel secondo parziale leva Bosetti per Pietrini, il cambio più logico. 

Dal 5-8 Egonu progredisce, Gaby e la ricezione imprecisa di Sylla vanificano lo sforzo. Però la capitana aumenta i giri, pallonetto, schiacciate di potenza come nei giorni migliori, sino a un anno e mezzo fa. Lubian si tuffa, Egonu sbaglia, Carol da Silva mura. L’Italia però resta davanti, al massimo è pari. Gaby spreca il diagonale, è 24-22, e chiude Sylla, la tigre.

Terzo set, ancora Brasile, +3, Mazzanti invita a non incaponirsi nelle stesse destinazioni di battuta. Il punto più lungo è conquistato da Rosamaria, altro segnale negativo. Il ct invita ancora a prenderle a pallonate. “Chi tira la palletta, peste la colga”, disse in semifinale di Champions league Angelo Lorenzetti, alla Trento maschile. Era stato ascoltato, contro Perugia. Egonu gli dà retta ma sbaglia ancora, Sylla dà il -2 e la guarda. Nei tre anni condivisi a Conegliano hanno vinto tutto, ma anche perso una Champions e un mondiale per club. Lorenne mura Pietrini, -4, sembra andato il set che spesso nel volley fa la differenza. Sbaglia Macris, Sylla e una difesa di Bosetti regalano la parità a 21. Quando Danesi mura Carol da Silva, è il sorpasso, da non credere. Egonu mette il vecchio cambio palla ma non il contrattacco del 2-1. Carol Gattaz battezza il primo tempo di LubianLorenne contrattacca sulla ricezione a mani aperte di Pietrini, è il suo punto debole. Il terzo set è fatto di 5 muri verdeoro e di 8 errori punto azzurri.

Esultano i brasiliani in tribuna, sono in prevalenza, e fra loro c’è anche il presidente dell’Fivb Ari Graça

La ricezione azzurra fatica, il quarto set sarà mortificante. A quota c’è l’unica parità, un parziale di 0-8 con Carol Gattaz è schiacciante. C’è il classico rilassamento di chi ormai sa di aver vinto, solo per questo finisce 19-25. 

Spuntano lacrime, fra le azzurre, in mezzo al campo resta il presidente federale Manfredi, con i vice Bilato e Cecchi, a interrogarsi su un oro assoluto che non arriva, fra olimpiadi e mondiali, per questa generazione comunque fenomenale. Quattro anni fa arrivò la finale, persa al tiebreak con la Serbia, nel 2014 il Brasile ci privò del bronzo ma l’Italia non era così forte. E per Parigi 2024 tornerà il timore di non raggiungere la prima semifinale olimpica, al femminile la parte psicologica incide tanto. Ma queste azzurre resisteranno altri due anni, perlomeno.

“Neanche nei migliori sogni avrei pensato di battere l’Italia in semifinale”, ammette Zè Roberto, oro olimpico del ’92 con i maschi e due con le donne. Le allena quasi ininterrottamente dal 2003, è un record, per lo sport ai massimi livelli. Ha 68 anni e gli manca solo l’oro mondiale. Vinse anche due scudetti a Pesaro, femminile.

L’Italia femminile mai ha battuto il Brasile ai mondiali. Perse nel 1990 (3-0 negli ottavi), nel 2010 (3-0 nella prima fase, ma determinante per l’esclusione dalle semifinale), nel 2014 e ieri sera. 

Il tabellino della semifinale.

Italia-Brasile 1-3: 23-25, 25-22, 24-26, 19-25.
Italia: Sylla 17, Danesi 10, Egonu 30, Bosetti 5, Lubian 8, Orro 1; De Gennaro (l); Pietrini 7. Ne: Gennari, Bonifacio, Fersino, Chirichella, Nwakalor. All. Mazzanti.
Brasile: Gabi 20, Carol 17, Lorenne 14, Rosamaria 11, Carol Gattaz 11, Macris 2; Nyeme (l); Kisy 2; Pri Daroit, Roberta. Ne Kudiessm Lorena, Tainara, Natinha (L). All. Zé Roberto. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “ilgazzettino.it”

Il Messaggero. Mondiale di volley femminile, Cina battuta per la seconda volta, Italia in semifinale

(repubblica.it)

Un altro passo verso il paradiso. L’Italia batte la Cina per 3-1, è in semifinale, domani dalle 20, sempre ad Apeldoorn, in Olanda. Tre set azzurri buoni, il terzo è un passaggio a vuoto pericoloso, perchè le asiatiche dominano ma nel quarto vengono riallontanate con personalità.
L’Italia resta favorita, ha perso solo al tiebreak con il Brasile, è imperfetta eppure molto competitiva e la tensione è normale, in un quarto di finale.
Chirichella è recuperata dal problema agli addominali, eppure Mazzanti conferma Lubian, eccellente sabato con la stessa Cina. Bizzarria di una formula che comunque consente all’Italia di non muoversi dall’Olanda. Le azzurre servono benissimo e scappano sul 10-3 con il primo tempo di Danesi. Egonu è devastante, Sylla meno ispirata. Le rosse (di maglia) arrivano al massimo sul 18-14, il 25-16 è agevole, con bella distribuzione, 5 punti di Lubian e di Danesi, le centrali che Orro ha la bella abitudine di coinvolgere. Ricezione e difesa sono di notevole livello e a muro si tocca tanto.
Si riparte con 3 battute eccellenti di Marina Lubian, torinese, figlia di un pallanotista, che la fisicità di chi combatte in acqua, lei lo fa in aria. Con un muro di Sylla si allunga sull’8-4, con Wang la Cina pareggia a quota 15. Altro allungo azzurro, sul 20-16 entra Malinov per Orro, ad alzare il muro, la scelta non paga e si va sul 21-20. La difesa di Sylla evita i vantaggi, assieme al mani fuori di Egonu: 25-22. Lì l’Italia si perde, doppiata sull’8-16. Al muro subito da Sylla arriva il cambio, dentro per un po’ Elena Pietrini, che durante la seconda fase aveva perso il posto. L’invasione aerea a Orro segna la resa parziale, sul 21-10 l’ingresso anche di Gennari per Bosetti. Le azzurre ritrovano un pizzico di continuità prima del quarto set, l’ace di Li su Pietrini dà ulteriore carica al chiassoso pubblico asiatico. Il 13-25 rappresenta il set perso più nettamente dalla squadra di Davide Mazzanti in tutto il torneo. Contrattacco cinese a percentuale altissima e cambio palla azzurro al minimo.
I volti sono meno distesi, Bosetti viene murata all’inizio del quarto, dal 9-8 l’Italia se ne va, in progressione, come fosse una fuga nel ciclismo. Una difesa di Sylla è da tigre, della Costa d’Avorio, come da sua famiglia: 4 anni fa ha perso mamma Salimata e da allora le dedica le vittorie più belle. Miriam autografa anche il 19-12 a muro. Il resto è una cavalcata verso la semifinale, un altro passo verso la gloria. Bosetti e poi Egonu chiudono. Naturalmente Egonu, 29 punti a buone percentuali.
Chirichella neanche è entrata ma sorride e dà il cinque alle compagne, assieme a De Gennaro è l’unica al terzo mondiale, arrivarono quarte otto anni fa a Milano, seconde nel 2018, al tiebreak perso con la Serbia.
Per il ct Mazzanti c’è uno striscione in primo piano, “Forza Marotta”, è il suo paese, nelle Marche, vicino a Fano. “E’ il traguardo che volevamo – racconta -, bellissimo in una partita meno bella tecnicamente. Tatticamente la squadra è stata precisa, ha però affrettato certe soluzioni. Nel terzo abbiamo lasciato spazio in battuta alle cinesi, soffrendo in ricezione”.
Nel volley non si riesce a fare quanto è tipico del calcio, ovvero congelare il ritmo, far passare il tempo, cioè limitarsi al vecchio cambio palla. “Quando diventiamo conservativi è un problema, serve creatività per sentirci bene. Sul campo non eravamo comodi come nel 3-0 di sabato. Il pubblico merita di vedere la migliore versione di noi, ancora non si è ammirata. In attacco si è faticato per un set non solo in posto 4, c’erano colpi non lucidi”. 
Alessia Orro è stata meno impeccabile, in regia: “Mancavano un po’ le intese – ammette -. Chi se ne frega, abbiamo vinto”.
Caterina Bosetti attacca poco. “Non devo pensare tanto a quello, il mio ruolo è un altro. E’ stato difficile ritrovare i tempi giusti, fra ricezione e palleggio, nel quarto con Alessia ci siamo ritrovate. Siamo uscite dalle difficoltà con l’unità”.
In un quarto, a Gliwice, Polonia, Stati Uniti-Turchia 3-0, stavolta niente miracoli di Giovanni Guidetti, il ct modenese.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattinoi.it. Volley, i mondiali, Italia-Cina 3-1. Non solo Egonu, la semifinale arriva anche con muro e difese

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_mondiali_italia_cina_3_1_non_solo_egonu_la_semifinale_arriva_muro_difese-6983014.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_mondiali_italia_cina_3_1_non_solo_egonu_la_semifinale_arriva_muro_difese-6983093.html

di Vanni Zagnoli

Lo scoglio dei quarti di finale è superato, era costato la zona medaglie in 4 olimpiadi su 6 (nel 2000 e nel 2016 l’Italia si arresa prima) e allora si può guardare con fiducia agli ultimi due step verso il titolo mondiale. L’unico al femminile è arrivato vent’anni fa, con Marco Bonitta in panchina, passato più volte fra uomini e donne e adesso ct della Slovenia femminile.

Ad Apeldoorn, Olanda, le azzurre ribattono la Cina, 3-0 sabato, 3-1 oggi, sbagliando solo il terzo set e unicamente nel secondo le asiatiche sono state davvero vicine. Alla semifinale di giovedì, sempre nella città olandese, dove sabato è in programma anche la finale, l’Italia arriva senza avere speso troppo sul piano nervoso e in buona condizione fisica, il 25-16, 25-22, 13-25 e 25-17 racconta di un match ripreso dal 9-8 del quarto set e con la solita Paola Egonu dominante, 30 punti compresi 2 muri e non tante palle troppo lunghe o fuori.

Chirichella ha smaltito il dolore agli addominali, Mazzanti però conferma Marina Lubian come seconda centrale e difficilmente cambierà anche giovedì, per la sua efficacia in battuta, in attacco e l’aiuto a muro.

Due set sono di livello elevato, con Lubian a caratterizzarne l’avvio, Paola Egonu nel primo va di pallonetto, poi riprende a martellare. Neanche servono i muri di Anna Danesi, ne basta uno. Un altro monster block, come viene chiamato dal pubblico del volley, arriva a chiudere il primo set, è di Sylla.

Nel secondo Paola Egonu risponde a distanza alle bordate dell’altro opposto, Gong Xiangyu. Sbaglia due volte ma piazza 8 punti, uno è sul 14-13 e poi caratterizza il finale, centrando la linea di fondo, colpendo Wang di potenza e poi trovando il mani fuori per i 3 setpoint. Nel terzo set funziona quasi nulla, 8-16, 9-19, è un rilassamento mentale, interrotto in parte dagli ingressi di Elena Pietrini per Sylla e di Alessia Gennari per Caterina Bosetti.

Nel quarto le azzurre faticano all’inizio, il muro subito da Bosetti è un cattivo segnale, si rianimano e dal 9-8 non corrono più grandi rischi. De Gennaro eccelle in difesa, come nel secondo parziale, in cui aveva offerto due salvataggi spettacolari nella stessa azione, un tuffo prodigioso è di Sylla, che autografa anche il 19-12 a muro.

Sul più bello va via il segnale internazionale dell’Fivb e così Rai2 e Sky anticipano la pubblicità. La Cina è troppo lontana per rientrare e in quei minuti per i telespettatori non c’è grande pathos. 

“Anche nei momenti complicati c’eravamo tutte”, sostiene Marina Lubian, che sarà titolare a Conegliano, da dove sono andate via Sylla ed Egonu.

Miriam la capitana sorride: “Ci eravamo spente, per un set, ma avevamo di fronte un gigante, nei quarti, non era una partitella”.

Bosetti analizza con razionalità. “La Cina è una delle squadre più forti al mondo, riaffrontarla subito è una complicazione ulteriore. Per due set il ritmo nostro è stato tale che non hanno retto, poi abbiamo subito un grosso calo, il quarto è rifilato via liscio”.

Si è rivisto qualche balbettio delle prime due fasi, unicamente nel terzo e in parte del secondo set. “Abbiamo sbucciato tante palle, vari tempi non giusti fra palleggiatrice e attaccanti però abbiamo fatto la differenza nel tenere alto il cambio palla, in ricezione e in difesa. A muro siamo una grande squadra, abbiamo giocato proprio da squadra. Se l’attacco non andava, le altre dietro sistemavano le cose”.

Con la miglior attaccante al mondo, Egonu, centrali di livello, Bosetti e talvolta anche Sylla ricevono pochi palloni.

“Io – riflette Caterina, in passato penalizzata da due gravi infortuni – devo provare a trasformare quelli che mi arrivano, almeno non sbagliarli. Non è sempre facile”.

Davide Mazzanti ha mantenuto la calma, esattamente come Fefè De Giorgi, nel momento complicato.

“Dal finire del secondo set – spiega – abbiamo levato un po’ di ritmo. In battuta e negli altri fondalmentali abbiamo sporcato quanto stavamo facendo. Nel quarto tatticamente siamo tornati agli incroci giusti, complessivamente ci è mancata la qualità della partita precedente.

Quando le avversarie fanno qualcosa di più, noi cercando di adeguarci peggioriamo. Restiamo al nostro ritmo, grazie al quale abbiamo la capacità di controllo della situazione”.

Il ct pesarese parla di elettricità. “E’ la connessione che abbiamo, oggi e anche sabato. Le sensazioni giuste arrivano, mio compito è alimentarle perchè fanno la differenza. Questo gruppo vive emozioni già amplificate, non serve toccare proprio quelle, l’ho imparato negli anni. Le ragazze hanno solo bisogno di percepirsi”.

Il tabellino delle azzurre: Orro 1, Egonu 30, Bosetti 6, Sylla 12, Danesi 11, Lubian 9; De Gennaro (l). Malinov, Pietrini 1, Gennari. Ne: Nwakalor, Fersino, Bonifacio e Chirichella. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Messaggero. Mondiali di volley: il ct Mazzanti: “Contro la Cina la miglior partita”

(corriere.it)

Dice tutto Davide Mazzanti, il ct dell’Italia che passa ai quarti da prima del girone di Rotterdam. 
“Contro la Cina, è stata la miglior partita, le ragazze sono state creative. Nel primo set erano un po’ conservative e per assurdo diventano più fallose. Siamo stati aggressivi in battuta e il muro-difesa ha funzionato veramente bene”.
Il 3-0 detronizza le asiatiche dalla seconda posizione, perdessero oggi con il Belgio potrebbero finire quarte e riaffrontare l’Italia. Chirichella ha problemi agli addominali, gioca Lubian, sorprendente nella fast, con Egonu è la migliore.
L’unico set equilibrato è il primo, le azzurre faticano regolarmente in avvio, chiudono 26-24. Nel secondo si vede la specialità del libero De Gennaro, l’alzata in bagher, Egonu limita gli errori e arriva il 25-16. Squilli di Bosetti, Sylla e Orro nel terzo, 25-20. Da Lodz passeranno la Serbia di Santarelli, gli Usa, la Turchia di Guidetti che rischia il sorpasso dalla Polonia di Lavarini.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Mondiali di volley, con la Cina l’Italia migliore, 3-0 e primo posto. Brillano Egonu e Lubian

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/mondiali_di_volley_la_cina_italia_migliore_3_0_primo_posto_brillano_egonu_lubian-6976839.html

di Vanni Zagnoli

L’Italia cresce, dopo due settimane alterne, ai quarti di finale arriva da prima del girone, battendo la Cina per 3-0, 26-24, 25-16 e 25-20. E’ a 25 punti, ne ha persi solo due, al tiebreak con il Brasile, solo la Serbia, in Polonia, è imbattuta.

Nello splendido palazzetto di Rotterdam, con luci blu e viola, qualche decina di tifosi in più per le cinesi, che domani dovranno battere il Belgio, per evitare di finire quarta.

Chirichella ha problemi agli addominali, in sestetto c’è Marina Lubian, torinese, figlia di un ex pallanotista. L’Italia parte lenta, come sempre, sul 4-7, la rimonta è con la regia di Orro, con la precisione di Egonu e un ace di Bosetti. Il muro di Egonu e un attacco di Lubian portano al 15-13. Caterina Bosetti sbaglia, anche Egonu, un tocco agevole, ha quell’unico limite di non trasformare palle in apparenza facili. “Non facciamoci prendere dalla frenesia”, dice il ct Davide Mazzanti, in timeout.

Lubian azzecca 5 servizi importanti, capovolgendo il set, dal -2 al 22-19, con un giro anche della seconda palleggiatrice, Malinov. Gong forza e sbaglia ancora ma si rifà annullando tre setpoint. Si affaccia Pietrini, Egonu chiude 26-24, non l’aveva fatto nelle due occasioni precedenti.

I volti delle azzurre si rasserenano, con il primo set vinto, la Cina si perde un po’ nel secondo, sul 6-3 con un pallonetto di Egonu. L’esultanza di Bosetti per una schiacciata e due aces del nostro opposto certificano la giornata positiva, al servizio non era stata così incisiva, in questi mondiali.

Lubian martella anche meglio di Chirichella, Bosetti azzecca due servizi vincenti, sul 14-6 il margine è sorprendente, peraltro la Cina era stata battuta 3-1 nei quarti di Nations league. Un’azione lunga è risolta a muro da Danesi, un’alzata di Orro alla Bruninho approfondisce la confusione delle asiatiche. Che non hanno la fuoriclasse Zhu, in arrivo a Scandicci.

De Gennaro è perfetta, in ricezione, Lubian altrettanto in fast. Egonu gioca con una fasciatura alla coscia destra e con la maglia della salute, sale altissima per il 23-16.

“Continuiamo a mettere pressione sulla seconda linea – auspica Mazzanti – e ad andare agevolmente al cambio palla. E possiamo migliorare ancora”.

Anche Egonu in occasioni facili, come in apertura del terzo parziale quando chiude troppo il diagonale. Molte sue conclusioni restano spettacolari, è la nigeriana di Cittadella a dare il primo, doppio vantaggio.

Gli attacchi prevalgono sulle difese, la Cina azzecca un parzialino di 3-0, restando incollata al match, il livello di gioco è pregevole. Con Bosetti e Sylla le azzurre ripartono, sul 16-13. Lee sbaglia e sul +4 la nazionale pregusta il primato, legittimato dalla schiacciata di Sylla. Mazzanti argina la rimonta con il timeout, sul 19-17, per tre errori in sequenza. L’ace di Alessia Orro la fa sorridere con una linguetta. L’alzata in bagher rovesciata di De Gennaroporta a 5 matchpoint. 

L’Italia arriva ai quarti al top, era quanto sperava, i probabili accoppiamenti per i quarti sono Italia-Cina e Brasile-Giappone. Da Lodz passeranno la Serbia di Santarelli, unica a punteggio pieno, gli Stati Uniti, la Turchia di Guidetti che rischia il sorpasso della Polonia di Lavarini, comunque qualificata

Da “Ilmessaggero.it”