Verona-Genoa 1-0. Bessa inventa e Simeone arriva a 16 gol. L’Hellas infligge a Blessin la prima sconfitta italiana

(repubblica.it)

di Vanni Zagnoli

Un mese dopo, il Verona torna al successo e si porta a -6 dall’Atalanta, dalla linea della probabile ultima italiana che si qualifica per l’Europa. E’ la migliore stagione di Igor Tudor da allenatore, è nono e prova migliorare il nono e il decimo posto ottenuti da Juric nello scorso biennio, ma il sorpasso sulla Fiorentina è molto complicato. E’ per la prima sconfitta di Alexander Blessin sulla panchina rossoblù, dopo 7 pareggi e la vittoria sul Torino, il Genoa poteva anche pareggiare, non è mancato tantissimo però ha costruito pochino. 

Bessa gioca al posto di Barak, infortunato in extremis, e sarà il protagonista, soprattutto nel primo tempo. Il Grifone veniva da 4 partite senza subire reti, prende gol alla prima occasione: Ilic recupera palla a metà campo, Caprari serve di testa Bessa, l’appoggio a centro area per Simeone è perfetto e l’argentino infila, contrastato da Johan Vasquez. All’andata il cholito non aveva esultato, da ex, nel 3-3, stavolta lo fa, sotto la curva dei 2300 arrivati da Genova e dedica un pensiero a nonno Carlos, scomparso a fine mese. E’ a 16 reti, tutte su azione, è nella sua migliore annata, ritrova la verve dei primi mesi di campionato, è l’argentino più prolifico della stagione, fra i maggiori 5 campionati d’Europa. Sempre Simeone spreca un contropiede splendido, sbagliando la rifinitura in area.

Migliora la manovra genoana, Melegoni calcia centralmente e ancora di più Manuel Portanova impegna il portiere Montipò: a fine campionato il figlio di Daniele Portanova dovrà rispondere di violenza sessuale di gruppo, per un episodio dell’anno scorso.

Blessin chiede di giocare la palla in verticale, non con passaggi arretrati, e a Sturaro di inserirsi di più, è però Caprari con il suo classico movimento da sinistra a cogliere il palo, complice la deviazione di Sirigu, anche l’attaccante romano è alla migliore stagione, a 28 anni merita di ritornare in nazionale, dopo l’esordio del 2017.

E’ una bella partita, in cui il Verona fa capire perchè è la nona forza del campionato, da sinistra arriva spesso alla conclusione pericolosa. L’azione Simeone-Lazovic-Caprari trova l’opposizione di Sirigu, l’arbitro Fourneau neanche concede l’angolo. Lo svizzero Hefti non è aiutato da Gudmundsson sulla destra, dove Bessa è tornato ai livelli della penultima promozione dell’Hellas in serie A, con Fabio Pecchia, ora al vertice della serie B. Altro uomo forte è Faraoni, capitano di personalità, sulla destra.

Lo spettacolo è anche sugli spalti, nonostante la curva gialloblù chiusa per i cori contro i napoletani: un migliaio di tifosi liguri erano a Pegli per l’allenamento di sabato, lo svantaggio non smorza l’entusiasmo. Sono 15mila spettatori, dato notevole, considerato il giorno feriale.

Blessin leva i due ammoniti del primo tempo, Gudmundsson e Sturaro, per il cileno Galdames e per Kelvin Yeboah, nipote di Tony, mito del Ghana, ma attaccante dell’Italia under 21.

Alla ripresa Simeone manca la palla in una buona occasione. In fase di non possesso, l’Hellas diventa a 4, Lazovic resta avanzato e insidioso. il Genoa non riesce a ribaltare l’inerzia del match, che si spegne. Lo ravviva Amiri, tedesco di origine afghana, subentrato assieme a Piccoli. I due confezionano l’occasione per il pari, la conclusione dell’attaccante è deviata dall’onnipresente Lazovic e da Casale.

Il Genoa difende a zona, sugli angoli, riparte di slancio, serve Ceccherini per frustrarne una chance. Il camerunese Hongla si allarga per concludere, Sirigu si rifugia in angolo. Gunter chiude una situazione scabrosa nell’area gialloblù, tocca in angolo ma per la terza volta la terna arbitrale non lo concede. Sempre Koray Gunter, tedesco con cittadinanza turca, è perfetto nel fermare una controfuga insidiosa. Tudor fa entrare Frabotta, che per alcune settimane era stato titolare nella sua Juve, diretta da Pirlo, la scorsa stagione, i rossoblù non hanno più la forza di rendersi pericolosi.

Esultano Igor Tudor e il presidente Maurizio Setti in tribuna, è un buon Verona, partito come sempre a fari spenti. Nella lotta per la salvezza esultano il Venezia, che non subisce il sorpasso del Genoa, e il Cagliari, che resta a +3 nonostante 4 sconfitte di fila.

Verona-Genoa 1-0

VERONA (3-4-2-1): Montipò 6; Ceccherini 7, Gunter 7, Casale 6; Faraoni 7 (34′ st Sutalo 6), Tameze 6,5, Ilic 6, Lazovic 6,5 (25′ st Depaoli 6); Bessa 7 (25′ st Hongla 6,5), Caprari 7 (45′ st Frabotta ng); Simeone 7. All. Tudor 6,5.

GENOA (4-2-3-1): Sirigu 6,5; Hefti 5, Maksimovic 6, Vasquez 5, Frendrup 6; Sturaro 5,5 (1′ st Galdames 6), Badelj 5,5; Gudmundsson 5,5 (1′ st Yeboah 6), Melegoni 6 (33′ st Ekuban 6), Portanova 5,5 (18′ st Amiri 6); Destro 5 (18′ st Piccoli 5,5). All. Blessin 5,5.

Arbitro: Fourneau 5,5. Marcatore: 5’ Simeone. Note: ammoniti Sturaro, Ceccherini, Tameze, Gudmundsson, Bessa, Casale ed Hefti. 15mila spettatori. Angoli 2-5.

Simeone sbaglia due volte un rigore, il Verona pareggia a Empoli grazie al romano Cancellieri

(nebrodinews.it)

di Vanni Zagnoli

L’Empoli non vince da 100 giorni, dall’1-0 di Napoli, all’epoca era in zona Europa league, adesso veleggia abbastanza tranquillo verso la salvezza, con 11 punti di margine sul Venezia (che ha una partita in meno) e sul Genoa, in grande ripresa. Le gare senza vittorie diventano 13. Il Verona è quasi certo di finire nella prima metà della classifica e ai punti si è fatto preferire.

La squadra del presidente Maurizio Setti pressa, impedisce all’Empoli di giocare in mezzo al campo. Alla prima occasione passano però i toscani, Parisi fugge a sinistra, a Sutalo, Pinamonti chiama palla in area (Casale non lo contrasta) e invita al movimento Federico Di Francesco, lo serve di tacco lateralmente e il figlio dell’allenatore Eusebio infila la 5^ rete stagionale: Diego Coppola se l’è perso, tradisce i suoi 18 anni, del resto a Igor Tudor mancano 7 giocatori.

Palla a terra, la manovra gialloblù è sempre gradevole, con la propulsione di Bessa, uomo della penultima promozione, e con la fantasia di Barak, non arrivano però grandi occasioni. All’Hellas manca un pizzico di determinazione, non crede molto alla Conference cup, subìto il sorpasso del Sassuolo. Anche nel biennio con Juric, i gialloblù erano rimasti lì, sempre alle porte dell’Europa.

Il centrocampista dell’Empoli Asslani è convocato dall’Albania, dal 76enne Edy Reja, vale 10 milioni dopo appena 15 partite in serie A, mostra il suo valore procurandosi una punizione dal limite, non sfruttata. Si gioca tanto a centrocampo, Barak cerca il rigore, il tocco di Bandinelli non è sufficiente perchè Marcenaro fischi, è appena alla 2^ direzione in A ma non sbaglia.

Nell’intervallo Andreazzoli leva l’albanese Bajrami, uomo della promozione con Dionisi, per aggiungere un secondo attaccante puro, La Mantia, che darà poco. E’ il Verona a ripartire di slancio, con la punizione ottenuta da Tameze e con attacchi convincenti. L’Empoli resiste ma è poco preciso nei passaggi. Tudor leva Coppola per Cancellieri, un esterno offensivo che serve il pallone del rigore: Parisi tocca CaprariMarcenaro subito fa segno di proseguire poi fischia e il Var Manganiello non lo corregge perchè è una sua valutazione dal campo ed è accettabile. Dal dischetto Simeone, è la sua prima volta in stagione, Vicario para ma era entrato in area in anticipo Parisi, come evidenzia il Var; il cholito ha dunque una seconda chance, coglie il palo e Cancellieri manda fuori a porta quasi vuota. Il Verona aveva segnato gli altri 7 rigori, con Caprari e Barak. E’ comunque il pomeriggio di Matteo Cancellieri, romano di 20 anni, ex primavera giallorossa, parte da destra, Parisi lo lascia accentrare, Asllani non lo contrasta e il sinistro è imparabile.

L’Empoli fa argine e riparte, ha due occasioni per riprendersi i tre punti, con Asslani e soprattutto Viti, in effetti non ha combinato abbastanza per meritarli. Tudor finisce con il 3-5-2 con Filippo Terracciano, figlio di Antonio, nella rosa del Verona campione d’Italia nell’85. Andreazzoli fa entrare lo scozzese Henderson e il neozelandese Liberato Cacace, di origine italiana. Barak in spizzata sfiora il palo. All’andata il Verona si impose nel recupero, l’avrebbe meritato di più oggi.

L’Empoli è andato oltre i propri limiti per quasi metà campionato, non finirà come nel 2017, quando dilapidò il vantaggio sul Crotone, e nel 2018, quando con Andreazzoli avrebbe meritato di salvarsi al posto del Genoa. Che non a caso prese l’allenatore oggi 68enne.

E’ il più vecchio fra serie A e B: “Avevo già pensato di smettere – ci raccontava -, l’Empoli mi ha ricoinvolto”. E’ l’unico di serie A che non abbia vissuto di solo calcio, da allenatore: per 5 anni lavorò il ferro, in precedenza dava una mano nell’azienda di famiglia. Divenne professionista nel 2003, accompagnando Luciano Spalletti all’Udinese, aveva già 50 anni. E’ alla migliore stagione della carriera, come piazzamento, e il presidente Fabrizio Corsi dovrebbe già confermarlo perchè gli regalato bel gioco, il 3-3 all’Olimpico con la Lazio e 5 vittorie esterne, compreso il colpo storico iniziale, a Torino con la Juve. “Siamo fra le squadre meno attrezzate del campionato – ricorda Andreazzoli -, il vantaggio ci ha levato qualcosa, paradossalmente. Altre volte avremmo meritato di più. Stimo molto Tudor, per la schiettezza”.

Empoli-Verona 1-1
EMPOLI (4-3-2-1): Vicario 6,5; Fiamozzi 5,5, S. Romagnoli 6,5, Viti 6, Parisi 5 (41′ st Cacace ng); Zurkowski 6 (41′ st Henderson ng), Asllani 6,5, Bandinelli 6 (35’ st Tonelli ng), Bajrami 5,5 (1’ st La Mantia 5), Di Francesco 6,5 (23’ st Stulac 5,5); Pinamonti 6,5. A disp: Ujkani, Biagini, Verre, Cutrone, Luperto, Ismajli. All.: Andreazzoli 6.
VERONA (3-4-2-1): Montipò 6; Coppola 5 (15′ st Cancellieri 7), Günter 6,5, Casale 5,5; Sutalo 5,5, Hongla 6, Bessa 6 (39′ st Terracciano ng), Tameze 6,5; Barak 6, Caprari 6,5; Simeone 4,5. A disp.: Chiesa, Berardi, Pierobon, Flakus Bosilj, Turra, Praszelik. All.: Tudor 6,5.
Arbitro: Marcenaro di Genova 6.
Reti: 26′ Di Francesco, 26’ st Cancellieri.
Note: ammoniti Casale, Romagnoli, Simeone, Parisi e Cancellieri. Angoli 7-3 per il Verona. Recupero: pt 0’, st 3′. Spettatori 5445, incasso 47874.

Ilmessaggero.it. Tripletta di Barak e il Verona continua a volare: 4-2 al Sassuolo

(Massimo Paolone/LaPresse)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_verona_barak_tripletta-6443016.html

di Vanni Zagnoli

La tripletta di Antonin Barak – che da tre stagioni merita una grande squadra – fa esultare Igor Tudor, reduce da 4 sconfitte in 8 gare, e di gran lunga alla miglior stagione da tecnico in Italia. Con il terzo successo in quattro trasferte vince a Reggio 4-2, infliggendo la seconda battuta d’arresto nelle ultime 10 gare a un Sassuolo che conferma i limiti in casa: aveva già sofferto così in avvio di stagione contro il Torino

Settore ospiti chiuso e vendita dei biglietti vietata per i residenti in Veneto: così lo stadio Mapei è ancora più vuoto, al di là del limite dei 5mila spettatori. C’è tanto, sempre, del mondo Mapei, in tribuna, e del distretto delle ceramiche. 

La partita

L’avvio è dell’Hellas, ondeggiante sulle fasce – in particolare a destra: prima Ceccherini calcia alto, poi Simeone è chiuso da Chiriches. Il dominio Hellas è inatteso, fra i neroverdi si avverte l’assenza di Berardi, squalificato. Il vantaggio arriva meritato al 16’, ma annullato dal Var per fuorigioco: Lazovic centra con il destro, Gunter gira in porta, c’è anche una deviazione e il Var Mariani avvisa l’arbitro Prontera dell’irregolarità di posizione anche di un altro giocatore. Il pressing del Verona è feroce con Maxime Lopez fatica a costruire gioco. E’ sempre a destra che la squadra di Tudor elabora manovre palla a terra con DepaoliTameze e magari Barak. La palla arriva spesso verso Consigli, anche solo per alleggerimento. Raspadori cerca il rigore, la spintina è leggera. Sempre l’azzurro azzecca il pallonetto da 40 metri, Montipò – al rientro – fra i pali alza. 

Serve la voce di Dionisi per chiamare il pressing dei modenesi, in crescita dalla mezzora. Non si vedono molto i due romani, Caprari e Scamacca: proprio Caprari però segna, di sinistro, su azione di Barak, il Var stavolta controlla ma fa convalidare, giudicando il braccio del ceco involontario sul rimpallo a centroarea con Muldur. Il doppio mancino RogerioKyriakopoulos non dà molto al Sassuolo, da questa parte arriva anche il raddoppio di Barak su angolo e respinta di Maxime Lopez: il rimpallo è casuale, lo 0-2 sta persino stretto all’Hellas, pericoloso per tre volte anche nel recupero. 

Il monologo Hellas continua nella ripresa, con il tocco di Barak per poco fuori. Il Sassuolo ha però un lampo, su angolo di Kyriakopoulos da destra, con Scamacca che azzecca una girata splendida, dimenticato da Casale. Neanche il tempo di esultare che Chiriches tocca la palla con il pugno, in area: Prontera va a vedere e fischia il rigore, Barak dal dischetto segna con il brivido per il tocco di Consigli.

Kyriakopoulos fa il gioco di Berardi a destra: a piede invertito trova un bel tiro, deviato da Montipò. La squadra di Dionisi inizia a giocare come sa sull’1-3: anche Scamacca sfiora il bersaglio, l’ingresso di Defrel per Muldur ravviva un po’ e proprio il francese va a segno a metà ripresa di testa, per lui inconsueto, anticipando Depaoli, poi sostituito. Kyriakopoulos torna a sinistra, l’allenatore emiliano continua a incitare forte dalla panchina, sperando di completare la rimonta. Il Verona controlla e punge, anche con Faraoni: Tudor fa entrare il 18enne Diego Coppola, difensore che aveva debuttato un mese fa. Il finale è meno intrigante: i veneti sanno anche difendersi, spezzano il ritmo al Sassuolo costretto a calciare da lontano e non abbastanza preciso da meritare il pari. Anzi, arriva il 2-4: torsione sulla trequarti di Kalinic per Barak, a far esultare la parte gialloblù della tribuna.

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La squadra della famiglia Squinzi è ferma a un punto nelle ultime 3 gare in casa, dove ha battuto solo Salernitana e Venezia. Il Verona è lì, per qualche ora a due punti dalla Conference league. Segna tanto: 41 reti, quinto attacco, quasi due di media a partita. Meglio del Sassuolo, passato dall’1-5 conquistato a Empoli a questo 2-4, a vanificare il 2-3 del Bentegodi, all’andata. “Peccato per il primo tempo – spiega Alessio Dionisi -, poi è stata tutta una rincorsa”.

Sassuolo-Hellas Verona 2-4

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6; Toljan 5, Chiriches 5 (35’ st Ayhan 5.5), Ferrari 5,5, Rogerio 5; Frattesi 5 (35’ st Harroui ng), Maxime Lopez 5; Muldur 5,5 (18’ st Defrel 6.5), Raspadori 6, Kyriakopoulos 6.5; Scamacca 6.5. In panchina: Pegolo, Satalino, Mata, Aucelli, Netto, Abubakar, Paz, Pieragnolo. Allenatore: Dionisi 5,5.

VERONA (3-4-2-1): Montipò 6; Casale 6, Ceccherini 5.5 (35’ st Coppola 6), Gunter 6.5; Depaoli 6.5 (23’ st Faraoni 6), Tameze 7 (35’st Bessa ng), Veloso 6,5, Lazovic 7; Barak 8, Caprari 7 (41’ st Kalinic 6); Simeone 6 (23’ st Lasagna 6). In panchina: Pandur, Cancellieri, Ruegg, Berardi, Sutalo, Ragusa. Allenatore: Tudor 7,5.

ARBITRO: Prontera di Bologna 6.

Marcatori: 37’ Caprari, 44’ Barak; st 12′ rig e 49’ Barak, 9’ Scamacca, 22’ Defrel. Note: ammoniti Kyriakopoulos, Depaoli, Ceccherini, Ferrari, Montipò, Kalinic. Angoli: 9-7 per il Sassuolo. Recupero: 2′, 5′.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino. Serie A, Juric supera il Verona, la Fiorentina rimonta con il Sassuolo, l’Empoli domina a La Spezia

(toronews.it)

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Juric supera il Verona, che ha condotto per due campionati a metà classifica, e si posiziona al 10° posto. Realizza Pobega e all’Olimpico è il 6° successo in dieci partite, complice l’espulsione di Magnani a metà primo tempo, ma L’Hellas quasi meritava il pari. Juric rinuncia a Baselli e Zaza, da cedere, mentre i gialloblù perdono Barak, nel ripescaldamento. Magnani sbaglia il controllo e stende Sanabria lanciato a rete, Fabbri ammonisce, è richiamato dal Var Ghersini e al monitor cambia la decisione: punizione di Rodriguez, Sanabria devia con il fondoschiena e il giuliano Pobega infila. Nella ripresa palo di Faraoni, ma c’è fuorigioco, occasioni per Sutalo, Tameze e Faraoni.

A mezzogiorno, la rimonta della Fiorentina con il Sassuolo, avanti con le reti dell’azzurro Scamacca e di Frattesi, destinato alla nazionale. Nel secondo tempo segnano Vlahovic e Torreira, poi Italiano leva il capocannoniere, che non gradisce, anche perchè vuole battere il record di gol in un anno solare di Cristiano Ronaldo, nel 2020, per ora l’ha eguagliato, con 33 reti.

La Fiorentina è in zona Europa league, manca dal febbraio 2017, quando si fece battere al Franchi dal Borussia, superato a Monchengladbach, il potenziale non è inferiore a quello dell’Atalanta, non a caso battuta a Bergamo.

A La Spezia domina l’Empoli eppure si ferma sull’1-1, decidono le autoreti, dell’ex Marchizza dopo l’intervallo, su azione di Reca e deviazione di Maggiore, e di Nikolaou, su cross di Zurkovski. Infine il rigore concesso a Pinamonti e poi cancellato dal var per un tocco di fianco, di Amian, non di mano. E’ la migliore stagione nella storia dell’Empoli, in Europa 15 anni fa grazie a calciopoli ma ora già salvo, con 17 punti sulle terzultime, a un giornata dal giro di boa. I liguri con Thiago Motta rischiano di non salvarsi, il brasiliano dagli avi rodigini non meritava questa chance, nè di partire dal Genoa, dove fu esonerato.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. L’Atalanta ribalta il Verona ed è terza. Sassuolo show. Il Torino risale

(Alessandro Sabattini/Getty Images)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/l_atalanta_ribalta_il_verona_ed_e_terza_sassuolo_show_il_torino_risale-6380658.html

Lassù, c’è l’Atalanta, assolutamente, quest’anno davvero tra le favorite. Vince a Verona, infliggendo a Igor Tudor la prima sconfitta al Bentegodi, nella stagione migliore del tecnico che alla Juve era stato il primo collaboratore di Andrea Pirlo e che per due volte aveva salvato l’Udinese. Bergamo, dunque, festeggia con la sesta vittoria esterna di fila, primato societario, l’uscita dalla Champions league, in cui ha sprecato in Svizzera, a Vila-Real e a Manchester. 
Hellas avanti con Giovanni Simeone, 12 reti, è il vero capocannoniere dal momento che Vlahovic nelle 15 reti alla Fiorentina si è aiutato con la bellezza di 5 rigori. La rimonta è fra i due tempi, con l’ucraino Miranchuk e con l’olandese Koopmeiners, sono due fra i tanti sconosciuti scelti dal ds Giovanni Sartori, l’artefice del miracolo Chievo e ora delle 5 europe di fila della Dea. Gasperini lo attaccò in conferenza stampa nel preliminare di Europa league, 3 anni fa, con l’allenatore non ha mai ricomposto, eppure sono due fuoriclasse.
Ne ha due, nel loro piccolo, anche il Sassuolo, Berardi e Raspadori, che firmano la rimonta sulla Lazio, avanti con Zaccagni e tradita da Acerbi, che al Sassuolo aveva meritato la nazionale. Maurizio Sarri proprio non gira, la Lazio sarebbe fuori persino dalla Conference cup, eppure il tecnico meritava una considerazione diversa, dalla Juve, da Agnelli: “Il mio scudetto è stato sottovalutato – ci racconta -, il ciclo bianconero era alla fine, Khedira campione del mondo 2014 fece altre 4 partite all’Hertha Berlino e poi lasciò, in due sono andati negli Usa. Il miglior Sarri è stato a Empoli, dai playout in B a metà classifica in A”.
Buono anche il Torino, per ora a 4 punti dall’Europa, grazie al 2-1 sul Bologna. Vantaggio di Sanabria a metà primo tempo, raddoppio su autorete, di Soumaoro, poi il rigore di Orsolini. Il tecnico rossoblù Mihajlovic: “La nostra prestazione peggiore”. Juric, invece, chiede rinforzi per inseguire l’Europa, centrata solo da Ventura e da Mazzarri, nell’èra Cairo.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Fanno tutto Barak e Tameze: il Verona beffa l’Empoli 2-1 al 91′

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/barak_gol_assist_tameze_errore_gol_verona_beffa_empoli_la_migliore_base_al_costo-6338366.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/barak_gol_assist_tameze_errore_gol_verona_beffa_empoli_la_migliore_base_al_costo-6338473.html

di Vanni Zagnoli

Incontenibile Antonin Barak. Il biondo trequartista ceco decide il posticipo con l’Empoli, gol e assist. Dal triennio con l’Udinese è cresciuto tanto, è alla 12^ rete nel Verona, in una stagione e mezza. Il classico uomo mercato, con potenziale da Champions.

Barak, dunque, è alla quinta marcatura stagionale, trequartista prolifico e incidente: la città bagnata dall’Adige gli va stretta. L’Empoli piace, come a Reggio, dove rimontò il Sassuolo, ma stavolta il 2-1 non è a suo favore ma contro, nel recupero. 

Coglie la traversa con Henderson, esterno scozzese di movimento e tiro, a 25 anni stranamente non è in nazionale, magari il ct Steve Clark lo chiamerà per i playoff. Pinamonti spreca un cross: con un centravanti forte, i toscani sarebbero da metà classifica. L’unica fiammata scaligera del primo tempo è Caprari, brevilineo romano che innesca Gunter, davanti a Vicario, ma il tedesco di nazionalità turca colpisce male.

Il primo vantaggio è al 4’ della ripresa, Lazovic fugge a sinistra, il cross premia l’inserimento aereo di Barak. Il Verona insiste, il camerunese Tameze aziona Caprari, girata e interno destro sul palo lungo, Vicario vola, come nel Perugia, in serie B. Il pari arriva con il long line di Stulac, croato dal bel piede, Tameze è sorpreso da Pinamonti, dimenticato anche da Lazovic, tirocross e Simone Romagnoli azzecca la prima rete in A, vi era approdato nel Carpi, con Castori. L’Empoli a tratti dà spettacolo, Bajrami è un altro talento, anche fisico, recupera e smista, gira e calcia, Montipò respinge. 

Aveva accarezzato il sorpasso, proprio come a Reggio, nel recupero, invece, si riscattano le treccine di Tameze. Scambia con Barak e infila sul primo palo, complice la leggera deviazione di Bandinelli. Piace la squadra di Igor Tudor, il presidente Maurizio Setti ha azzeccato la scelta, di certo ha un buon ds, Tony D’Amico, a scovare  sconosciuti. 

Il Verona gioca bene, da Di Francesco (meritava più tempo) a Juric, a ritroso. Tudor insegue il 9° posto centrato dal serbo, adesso è lì, nono con 19 punti, tre di vantaggio sull’Empoli, che comunque non ha mai avuto una classifica così alta, a questo punto della stagione.

Verona-Empoli 2-1

Verona (3-4-2-1): Montipò 6; Ceccherini 6, Günter 5,5, Dawidowicz 5,5; Faraoni 6, Veloso 6, Tameze 6,5 (50′ st Sutalo ng), Casale 5,5 (1′ st Lazovic 6,5, 51′ st Magnani ng); Caprari 6,5, Barak 7,5; Simeone 4,5 (51′ st Hongla ng). All. Tudor 6,5.

Empoli (4-3-1-2): Vicario 6,5; Fiammozzi 6, Romagnoli 6,5, Luperto 6, Marchizza 6; Haas 6 (30′ st Asllani 6), Stulac 6,5 (30′ st Bandinelli 5,5), Henderson 6 (12′ st Ricci 6,5); Di Francesco 6 (39′ st Ismajli ng); Pinamonti 6, Mancuso 5 (12′ st Barjami 6). All. Andreazzoli 6.

Arbitro: Gariglio 6. Reti: st 6′ Barak (V), 22′ Romagnoli (E), 46′ Tameze. Note. Ammoniti: Simeone, Luperto, Di Francesco, Bandinelli. Angoli: 1-3. Recupero: 1’ pt, 7’ st.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Serie A, le goleade di Verona e Fiorentina, la discontinuità di Sarri e Mazzarri. Il cholismo di Giovanni Simeone: “Grazie alla meditazione”

(repubblica.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_e_stato_il_pomeriggio_delle_vittorie_con_tre_reti_di_scarto-6279538.html

E’ stato il pomeriggio delle vittorie con tre reti di scarto, del Verona sulla Lazio e della Fiorentina sul Cagliari.
Igor Tudor mantiene l’Hellas accanto al Toro di Juric, da cui l’ha ereditato, e al Sassuolo, è davanti all’Udinese che per due volte aveva salvato, mentre alla Juve aiutava molto Pirlo nelle decisioni. L’eroe della giornata è Giovanni Simeone, 4 gol alla Lazio: “In mattinata – racconta – guardavo proprio la squadra con cui papà Diego vinse il secondo scudetto, avevo sognato di fare 2 o 3 gol. Voglio conoscermi, faccio meditazione, mi guardo dentro, ero nervoso e ho controllato questa emozione”.
Alla Fiorentina e al Cagliari fece bene nelle prime stagioni, non nelle seconde, a Verona l’ha portato Di Francesco, esonerato presto. Nella Lazio, prima panchina per Romano Floriani Mussolini, 18 anni, figlio dell’ex parlamentare Alessandra, nipote del duce. Caprari punisce la difesa biancoceleste mal posizionata, premiando il taglio di Simeone. Il raddoppio è con un gran destro, su appoggio di Veloso. Alla ripresa Milinkovic serve Immobile, il cui rasoterra passa sotto il corpo del portiere Montipò. Sarri fa entrare Lazzari e Luis Alberto, che a gennaio potrebbe andare via, è però ancora Caprari, romano ed ex romanista, ad accendere Simeone. Montipò piazza due parate, Milinkovic coglie la traversa, infine il nuovo suggerimento di Veloso, per la testa del Cholito. La Lazio aveva già preso tre gol di scarto a Bologna, il presidente Lotito la manda in ritiro.
La Fiorentina torna a un punto dalla zona Champions, dopo due sconfitte, entusiasmando i 20mila dello stadio Franchi. Mano di Keita, segna Biraghi su rigore, richiamato dal Var, Vlahovic non si era sentito di calciarlo. Raddoppia Gonzalez, assist di Saponara, che aveva colto l’incrocio. Il tris è dello stesso attaccante serbo, che aveva rifiutato il rinnovo a 4,5 milioni a stagione, è al 7° gol, compresa la coppa Italia. E’ stata la peggior versone del Cagliari con Mazzarri.
Vanni Zagnoli

Impresa del Pordenone, davanti al ct Mancini. Pareggia allo scadere a Pisa, sul campo della capolista, Folorunsho approfitta dell’errore del portiere Nicolas, su retropassaggio di Caracciolo: è riportato in squadra da Tedino, per la terza volta sulla panchina dei ramarri. Match sospeso per l’infortunio all’arbitro Tremolada, si gioca sino al 100’. E’ il secondo punto per il Pordenone, al terzo allenatore in 9 giornate.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Tudor porta il Verona a metà classifica, Mihajlovic allontana Ranieri, che va al Watford, e Andreazzoli si fa battere da Mourinho

(sport.sky.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_rapidamente_il_verona_e_salito_a_meta_classifica-6235988.html

Rapidamente, il Verona è salito a metà classifica, ne fa 4 allo Spezia, in zona retrocessione. Magari è l’effetto Tudor, due salvezze con l’Udinese ma anche una mancata riconferma e un esonero, da subentrato a Di Francesco convince. A centrocampo c’è Bessa, primattore della penultima promozione in A. Sblocca il corner corto di Ilic, Zoet è indeciso e Simeone sovrasta Amian; il raddoppio è di Faraoni, servito da Caprari. Per i liguri la traversa aerea di Manaj. Il tris è sul recupero di Ilic, Simeone innesca Caprari che disegna un bellissimo tiro a giro, prima dell’intervallo, poi la punizione di Bessa, padrone del centrocampo come nella penultima promozione.
Il Bologna ha gli stessi punti di Juve e Lazio, non si capisce perchè il dt Sabatini non sia stato confermato e perchè Mihajlovic fosse in discussione, nonostante 10 gol subiti in due trasferte, Ranieri può aspettare. La Lazio ne prende tre, da Barrow, Theate e Hickey, paga l’assenza di Immobile, senza di lui ha conquistato appena 16 punti in 14 gare. Sul vantaggio, il belga Theate lancia Barrow che ruba il tempo a Felipe e trova il gol a giro. Poi l’angolo del gambiano per lo stacco di Theate, su Hysaj e Reina. La squadra di Sarri è irriconoscibile, Muriqi spreca due occasioni, di fronte al 3-4-1-2. Nella ripresa sinistro fuori di Barrow e azione Soriano-Arnautovic, chiude Hickey, destro dal limite. Nel finale l’espulsione di Acerbi, per proteste.
All’Olimpico, l’Empoli non demerita ma perde 2-0, Pellegrini festeggia il rinnovo del contratto con il gol, il raddoppio è di Mkhitaryan. Con Mourinho, la concretezza è al massimo, con Darboe in campo. Magari arriveranno più punti rispetto a Fonseca, lo spettacolo chissà per quanto latiterà, ancora.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, volley. Le superfinals a Verona, Valentina Vezzali: “Tifiamo Trento e Conegliano”. Le venete sono strafavorite, ma Giovanni Guidetti è un satanasso. La Lega, Massimo Righi: “La spalmatura dei trofei giova al movimento. Da 16 anni cambia la squadra scudettata”. Zaksa è davvero più forte di Trento? E su sportsenators.it

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/superfinals_verona_pallavolo_valentina_vezzali_trento_conegliano_news_oggi_15_aprile_2021-5900581.html

Di Vanni Zagnoli

Il covid non ferma lo sport, non ferma gli eventi mondiali organizzati in Italia. Le 4 partite dell’Europeo a Roma, con pubblico, il gran premio di formula uno a Imola, poi a Monza, la motogp, ma il nostro Paese fa incetta di eventi anche a sorpresa, per così dire, cioè si aggiudica quanti più eventi possibili, da organizzare, anche senza gli spettatori.

Le superfinals

Dunque, il 1° maggio sarà una festa dei lavoratori del volley, in particolare, con le superfinals a Verona, che aveva già ospitato la supercoppa della ripartenza, al maschile. Trento affronta i polacchi dello Zaksa, allenati da Nikola Grbic, il fratello di Vladimir, gli unici fratelli nella hall of fame del volley. Vlade è un personaggio controcorrente, Nikola ha allenato a lungo proprio a Verona. E poi le donne, con la sfida dell’Imoco Conegliano alle turche, allenate dal modenese Giovanni Guidetti, re della Champions, re delle nazionali: “Mi manca solo un podio olimpico”, ci confessava a Busto Arsizio, a margine del 3-0 con cui eliminava le farfalle, passate a sorpresa a Istanbul.

Gli errori condannano la Top, addio alla semifinale 

Alle trevigiane manca solo la Champions, sono favorite, con Paola Egonu e Sylla e la regista Wolosz, che per ogni trofeo si fotografa a caldo senza veli, da palleggiatrice estrosa, anche fuori dal parquet. Non perdono da 60 e passa partite, stravincono ogni trofeo, in Italia, almeno, faranno il triplete, aggiudicandosi lo scudetto su Novara.

L’evento si è presentato oggi al salone del Coni, con Valentina Vezzali emozionata, nel raccontare la magia del volley. E’ stata una delle prime uscente di Gianfranco Manfredi, pugliese, nuovo presidente federale, mentre Massimo Righi da un anno è passato da ad a presidente di Lega. E poi Malagò e poi la Cev. E’ un grande evento, anche per il Veneto governato da Zaia, per la città di Romeo e Giulietta del sindaco Sboarina. “Abbiamo 37mila tesserati nella pallavolo, in regione”.

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Orgoglio veneto

Già, è l’evento del Veneto, accanto all’Emilia Romagna collezionatrice di evento, questo evento è del Veneto, anche se è presentato a Roma. L’Italia mira a fare l’enplein, Trento è uscita in 4 gare, contro Civitanova, destinata a restare campione d’Italia, vincitrice ieri di gara1 a Perugia.

“Da 16 anni – spiega Righi – abbiamo una squadra scudettata differente, molto hanno vinto nelle ultime stagioni Perugia e Civitanova, ma appunto Trento è alle finals e Monza è stata semifinalista a sorpresa e Milano ha vinto la Challenge cup”.

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E Monza si è aggiudicata la Cev, la seconda per importanza, con le donne. Il volley italiano sta bene, al di là dell’organizzazione, della crisi per la pandemia, vinciamo molto, magari non tutto, quest’anno neanche si è disputato il mondiale per club, altrimenti Conegliano e Civitanova sarebbero state in poleposition per confermarsi.

Verona attende la prima semifinale scudetto o di coppa Italia della storia, intanto ospita. E’ felice anche Mauro Fabris, l’onorevole al vertice della Lega donne, da un ventennio: “Servono i ristori, per le società di base, in sofferenza. Bergamo e Casalmaggiore rischiano la chiusura, pur avendo vinto Champions league. E le palestre vanno riaperte”.

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Gli altri protagonisti

Ci sono sponsor, orchestrati dalla federazione, da Roberto Ghiretti, da Giovanni Carnevali con Mastergroup, Maschio, per esempio, nella proprietà di Conegliano. C’è un caleidoscopio di marchi, di interessi commerciali, che faranno da sfondo alla diretta, in contemporanea, su Raisport e su Sky, con Mediaset che invece da anni trasmette qualcosa di femminile. C’è una sinergia totale fra club, istituzioni, politici, appassionati, dirigenti, allenatori. “Tifiamo per la doppietta”, chiosa Valentina Vezzali, regina di fioretto, di olimpiadi e mondiali ed Europei. Già, dopo avremo la Nations league a Rimini, l’Olimpiade, gli Europei, l’Italia è forte al femminile, meno al maschile, però è competitiva. Il movimento cerca di superare il basket, di avvicinare il calcio, di respingere l’assalto agli sponsor di altre discipline. Federazione e leghe coinvolge le regioni, le province, le scuole. Hanno tonnellate di idee. “Siamo l’unico campionato con le partite in pari”, chiosa Righi. Dal 1° maggio tutta l’attenzione sarà per la nazionale, ma intanto aspettiamo il 4 su 6, nelle coppe. Le altre due sono sfuggite solo perchè non avevamo iscritte.

Da “Ilmessaggero.it”

Riportato su http://www.sportsenators.it/19/04/2021/volley-il-covid-non-ferma-le-superfinals-di-verona/

Il Gazzettino. Milinkovic Savic beffa il Verona al 92′, dopo il gol annullato a Caicedo. La 7^ vittoria in 9 gare per Gattuso, la doppietta di Zapata per l’Atalanta

(ilmessaggero.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/milinkovic_savic_beffa_il_verona_al_92-5892931.html

Con lo scudetto ormai dell’Inter, la lotta per la Champions avvince. Alle sue spalle hanno vinto tutte e 6. Anche l’Atalanta, a Firenze, con la doppietta di Zapata, con servizi di Malinovskyi: su angolo, segna di testa, poi su lancio a centro area. Nella ripresa altra doppietta, del viola Vlahovic, su cross di Biraghi con sponda di Caceres e sul numero di Kouamè. Risolve un attimo dopo il rigore di Ilicic, Sacchi punisce la mano di Martinez Quarta, poi Pasalic (due volte) e Zapata sfiorano il poker.
Il Verona, dunque, si arrende alla Lazio e stasera potrebbe essere superato dal Sassuolo, se passerà a Benevento. Al Bentegodi decide Milinkovic Savic a 3’ dalla fine, prende l’ascensore e mantiene la Lazio davanti alla Roma, che oggi sarebbe alla Conference league, la nuova coppa europea. L’Hellas perde una gara sporca, molto tattica, da 0-0. Simone Inzaghi è a casa con il covid, ha in panchina il secondo Farris, che ha una Lazio propositiva, in controllo del gioco, con palo di Immobile, su servizio aereo di Caicedo. Alla ripresa l’ecuadoregno salta Magnani e Lazovic, infila Silvestri, l’arbitro Chiffi grazie al Var vede una gomitata dell’attaccante e annulla. Il Verona non sfrutta un paio di contropiede, comunque resiste, sino allo stacco di Milinkovic su lancio di Radu. All’Olimpico vinsero i gialloblù, ora i valori sono più veritieri. 
Il Napoli, invece, con la Sampdoria bissa il successo d’andata, 2-0 a Marassi, per Gattuso fanno 7 vittorie nelle ultime 9 gare, ma difficilmente resterà. Segnano Fabian Ruiz, al 35’, su servizio di Zielinski, e Osimhen nel finale, grazie alla palla recuperata da Mertens su Keita. Gara sempre in mano ai partenopei, Audero è in giornata, vanificando 4 occasioni dopo il vantaggio. Per la Samp sono pericolosi Gabbiadini e Quagliarella, mentre a un quarto d’ora dalla fine Thorbsy si vede annullare il pari al Var, di testa, dopo una spinta a Koulibaly o forse di Keita su Ospina. Alla Roma bastano tre tiri in porta per battere il Bologna, che gioca bene ma in avanti fatica. Si rivedono Mkhitaryan e Pastore, deludono Pedro e Carles Perez, come Reynolds, arrivato a gennaio. Occasioni per Svanberg e Soriano, para l’ex Mirante, al 44′ Ibanez lancia Borja Mayoral che salta Danilo e infila.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”