Il racconto di Paola Bonacini: “Perdersi della bellezza degli abissi per il terrore dell’acqua; il rimedio l’ho trovato tramite la scuola Padi “Scuba & Sail Adventures“ di Reggio”.

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Subacqueo

La mia paura patologica dell’acqua era causata da un trauma infantile.

A quell’età sarei riuscita a superare bene la paura, avendo il sistema nervoso più plastico e facilmente modificabile, ma non lo feci.

La paura dell’acqua che il mio cervello aveva memorizzato era corretta, ma se volevo prendere il brevetto da subacquea, dovevo convincerlo a lottare contro quella paura, innescante ansia e terrore inconscio, lanciando un segnale di pericolo.

Misi nelle mani della scuola Scuba & Sail Adventures di Reggio tutta la mia fobia per l’acqua che tanto amavo, ma per la quale nutrivo un sacro terrore.

Con tanta pazienza e passione per il suo lavoro, l’ istruttore Marco Cagni, in breve ma concentrato tempo, è riuscito nel suo intento.

Una volta plasmato il cervello primitivo e aver realizzato la possibilità di cancellare parte di quel terrore, il gioco era fatto. Riuscii nel mio intento di ottenere il brevetto da subacquea.

Finalmente nel blu.

Le coste del mar Rosso sono bordate dalla barriera madreporica costituita da coralli duri e molli. Un’ enorme varietà di pesci abita gli anfratti e le scogliere rivestite di spugne ed alcionacei dai mille colori.

Il blu elettrico, il giallo, l’oro, il rosso, l’azzurro, il viola si fondono con una morbidezza squisita nelle loro molteplici tonalità.

Le pareti scoscese, che si alternano a bianchi pianori sabbiosi, sembrano la tavolozza di un pittore. Tra questi colori brillanti l’occhio si perde estasiato su tale spettacolo.

Ho colto anche l’attimo in cui il pesce pappagallo si scaglia in un branco di pesci luna, facendosi un lauto pasto. Un’ aquila di mare morbida e flessuosa, con i suoi volteggi e la sua danza volteggiava sullo sfondo bianco della sabbia corallina.

L’acqua che mi circonda non è oppressione, ma un dolce e morbido abbraccio che mi porta ad esplorare, aiutandomi, sollevandomi, ammaliandomi con le bellezze che mai avrei pensato di poter vedere.

Amare l’acqua e ritrovarsi finalmente in essa è come rinascere.

Riappropriarsi del primo atavico legame con il nostro “crescere” è meraviglioso.

Amavo il mare nella sua bellezza e ad essa mi univo con sacro terrore, ma ora l’ho penetrato definitivamente.

Paola Bonacini

 

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