Enordest.it, Sportsenators.it, Derbyderbyderby.it. La Juve passa la mano anche nel calcio femminile

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/13/la-juve-passa-la-mano-anche-nel-calcio-femminile/

http://www.sportsenators.it/08/11/2022/calcio-femminile-la-roma-vince-la-supercoppa-ai-rigori-sulla-juve-che-non-e-piu-favorita-dobbligo/

https://www.derbyderbyderby.it/notizie-calcio/femminile-tifo-bianconero-ma-supercoppa-giallorossa/

Vanni Zagnoli

Forse è davvero cambiata la leadership del calcio femminile. La Roma vince ai rigori la supercoppa, per una volta forse era favorita sulla Juve, in campionato è davanti, a fatica si è aggiudicata il trofeo, sotto i nostri occhi.

La Juventus ha lasciato pochissimo, in 4 anni e mezzo, solari, resta un fenomeno unico, con 10 trofei: 5 scudetti, 2 coppa Italia e 3 supercoppa; ha lasciato solo una coppa Italia alla Fiorentina, in finale sul Brescia, e una alla Roma, sul Milan; poi una supercoppa, alla Fiorentina, e quella di sabato scorso, a Parma, alla Roma.

Difesa bianconera a 4, linea perfetta, la norvegese Haavi è comunque pericolosa sulla destra, con un cross e poi con lo scambio decisivo, su rimessa laterale serve Valentina Giacinti che gira a rete. Nella chiusura mancata si avverte l’assenza di Sara Gama, alle prese con un affaticamento muscolare, al centro giocano l’azzurra Salvai e Sembrant.  La reazione è in un punizione da destra, la mancina Lisa Boattin calcia contro la traversa. Il gioco è spesso fermo, per scontri non leggeri, la squadra di Montemurro prende il comando delle operazioni dopo mezzora, manca sempre un pizzico di precisione. Nelle partenze, sembra un po’ la Juve di Allegri.

Anche fra le donne c’è l’invasione delle straniere, con 5 titolari a testa. L’incitamento allo stadio Tardini è come fosse per una partita di serie C maschile, via, con i tamburi e la prevelanza piemontese: “Oh, bianconere alè, bianconere alè”. Sono chiuse entrambe le curve, il colpo d’occhio nei distinti è buono, larghi vuoti invece nella tribuna.

Miglior calciatrice dell’ultima stagione, Lisa Boattin soffre, a sinistra, Serturini la punta, crossa per Giacinti, la conclusione è scolastica. La Roma controlla Caruso, abile nei movimenti fra le linee. All’intervallo sul cross di Beerensteyn, olandese di colore, Girelli perde il suo abituale tremendismo delle finali e calcia alto: aveva deciso la precedente supercoppa, a Frosinone, con il Milan, evitando i tempi supplementari.

La Juve meriterebbe pure il pari, per quanto ci prova, un sinistro di Beerensteyn è fuori, certo la Roma difende con intensità e concedendo il meno possibile. L’allenatore Alessandro Spugna fa pressare alto, gli accenni sono di 4-2-4, la tattica è come fosse al maschile, con relative perdite di tempo.

Al femminile non c’è il Var, l’arbitra Maria Marotta vede comunque bene una punizione dal limite per il tocco della giapponese Minami su Bonansea. Da quella sorta di angolo corto pareggia Lisa Boattin, direttamente su punizione, a sorprendere il portiere romeno Ceasar.  Resta mezz’ora e c’è aria di supplementari. Anzi, la Juve continua a percuotere, da destra Girelli incrocia fuori. Arrivano due cambi juventini, uno fra le romaniste. Caruso segna ma in netto fuorigioco, la Roma replica con una traversa, altrettanto in posizione irregolare. Esce Bonansea, l’ala sinistra della Juve che aveva fatto entusiasmare l’Italia, ai mondiali, ora ha perso smalto. Non la pressione bianconera, con conclusioni di Cantore e Bonfantini, subentrate, controllate a fatica a Ceasar. Dalla sinistra, Boattin imposta, attacca, lascia sguarnita però la sua fascia, Glionna non ne approfitta, calciando alto. A 25 anni Boattin è comunque davvero trascinante. Ha 25 anni, è di Portogruaro, cresciuta nel Venezia, giocava già titolare in serie A a 14 anni, poi due stagioni a Pordenone, altrettante a Brescia, con scudetto, una a Verona e l’approdo alla Juve nel 2017, per animare questo ciclo straordinario.

 Il forcing torinese vede due parate di Ceaser, la Juve è stata superiore.

Anche in avvio di supplementari, poi il match si riequilibra e anche Peuraud-Magnin è chiamata a un intervento difficile, su Glionna. Il finale è in parte giallorosso, con splendide inquadrature di La7, da un drone altissimo. Le ultime sostituzioni sono per i rigori, effettuate da John Montemurro, australiano di origine lucana, e da Spugna, il torinese che ha portato la Roma in Champions league e adesso al comando della serie A.

Dal dischetto il primo errore è di Glionna, altissimo, la rimette in sesto per la Roma Camelia Ceasar, parando su Cristiana Girelli, che poi piangerà. Nell’ultima serie, Haavi segna, mentre Cantore si fa ipnotizzare da Ceasar: vince la Roma 5-4, 1-1 i tempi regolarmentari e supplementari. A festeggiare c’è anche il pupazzo con la scritta Romolo.

Spugna ammette: “La Juve ha avuto qualche occasione in più e il predominio a inizio secondo tempo. Non domini e vinci certe gare, determinate dagli episodi. A mio avviso non era fallo il contatto che ha portato al gol della Juve, senza quella punizione magari la partita sarebbe finita prima. In realtà noi avremmo meritato la coppa Italia a Ferrara, a maggio”.
Con questa sconfitta, la Juve non è più regina incontrastata del nostro calcio.  “Ci sono più squadre in lotta per lo scudetto, quest’anno si alza tanto il livello”.

Era il primo trofeo con il professionismo femminile, nel calcio, la Figc sta spingendo molto sulle donne, lo spettacolo è stato più che discreto.

Da “Enordest.it”, “Sportsenators.it”, “Derbyderbyderby.it”

Il Gazzettino. Sassuolo-Juventus 1-2, Raspadori impressiona la sua futura squadra? Dybala pareggia, ci starebbe la vittoria neroverde arriva invece la girata di Kean. La curva bianconera per Andrea Agnelli

(eurosport.it)

Reggio Emilia
Il 2-1 del Mapei è lo specchio dell’Allegri bis, lampi ma anche mediocrità. La vittoria a due minuti dalla fine firmata Kean porta di fatto a +9 sulla Roma, considerato lo scontro diretto, e a +10 sulla Fiorentina, che ha una gara da recuperare e anche da ospitare la Juve, all’ultima giornata, ma ormai il quarto posto è blindato e anzi si può superare il Napoli, a un punto. Come occasioni, il Sassuolo non è stato inferiore.
La Juve inizia a fare la partita, senza grande ritmo, Danilo è interno, accanto a Zakaria. Le prime fiammate sono con Raspadori, destro da fuori vicino alla porta, e su cross di De Sciglio, allontanato di pugno da Consigli. Torna Rugani, a sorpresa, e fa argine nella difesa in maglia gialla con bande blu, anzichè bianconera. Raspadori piace alla Juve, è nel vivo della manovra, al contrario di Scamacca, altrettanto conteso dalle grandi. L’altro azzurro di casa, Berardi, sfiora la traversa direttamente dall’angolo. La curva bianconera incita e si schiera con Andrea Agnelli: “C’è solo un presidente, un presidente”, alludendo a un possibile cambio. 
I movimenti difensivi chiamati da Allegri sono attenti, a tratti la linea è a 5. Un errore di Dybala in disimpegno serve Berardi, il calabrese trova lo spiraglio da fuori e con un destro molto forte non sorprende Szczesny. E’ a destra che la Juve punge, il cross di Bernardeschi trova Dybala, la girata è pronta ma scentrata e Zakaria manca il tapin. Rabiot fa il regista, da dietro, le verticalizzazioni ci sono, manca precisione. I raid modenesi sono più saettanti, Muldur chiama al tiro Scamacca, la replica del portiere polacco è adeguata. Alvaro Morata arretra a prendersi palla e scambia con Dybala, che ha la tendenza a scivolare. La Juve gioca palla a terra, il ritmo diventa frenetico e premia il Sassuolo, più insidioso. Scamacca leva palla a Morata, Maresca non sanziona il fallo, l’azione poi prosegue, Kyriakopoulos serve Berardi che inventa il 12° assist, un colpo di tacco a liberare Raspadori: il sinistro dell’attaccante esterno sorprende Szczesny, che poteva fare di più. L’arbitro usa lo stesso metro sul pareggio bianconero, Morata interviene su Kyriakopoulos, si potrebbe fermare l’azione, la palla arriva poi a Dybala che azzecca un sinistro prepotente. Prima dell’intervallo un colpo di testa di Morata, fuori di poco. 
Si ricomincia con gli affondi a destra di De Sciglio, da nazionale. Batte l’angolo per Morata, la girata area è eccellente e Consigli si supera nell’opposizione per evitare che la palla entri, evitando anche l’irrompere di Bonucci. La squadra di Alessio Dionisi costruisce, Muldur da fuori mette in difficoltà Szczesny. Allegri leva Dybala per Vlahovic e cambia un centrale difensivo, con Chiellini per Rugani. Si vedono poco Zakaria, Danilo, Rabiot, piace invece anche l’intesa fra Vlahovic e Morata, vicino al vantaggio. Il pressing torinese è applicato, la palla resta più tra i piedi neroverdi e quando la perdono Vlahovic è fulmineo nel lanciarsi. Colpisce l’umiltà della Juve nei duelli, l’applicazione al limite dell’area a contenere il tridente marchiato Mapei. De Sciglio crossa per Kean, è Chiriches con il petto a deviare e a esaltare di nuovo Consigli. Che addomestica una conclusione di Rabiot. Il posticipo si decide con un lancio lungo sulla sinistra, Alex Sandro svetta di testa e serve Kean, che si appoggia con il corpo a Chiriches e gira, Consigli si lascia perforare fra le gambe. 
Vanni Zagnoli

Sassuolo-Juventus 1-2
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6,5, Chiriches 5,5, Ayhan 6, Kyriakopoulos 6,5; Frattesi 5,5 (43’ st Henrique ng) Maxime Lopez 6; Berardi 7 (34’ st Defrel ng), Raspadori 7,5, Traore 6 (34’ st Djuricic ng); Scamacca 6. All. Dionisi 6,5.
Juventus (4-4-2): Szczesny 6; De Sciglio 7, Bonucci 6, Rugani 6 (10’ st Chiellini 6), Alex Sandro 6.5; Bernardeschi 6 (43’ st Miretti ng), Zakaria 6, Danilo 5,5, Rabiot 6; Dybala 7 (10’ st Vlahovic 6,5), Morata 6,5 (22’ st Kean 6,5). All. Allegri 6,5.
Arbitro: Maresca 6.
Reti: 38’ Raspadori, 45’ Dybala; 43’ st Kean.
Note: ammoniti Scamacca, Maxime Lopez, De Sciglio. 16mila spettatori. Angoli 6-4. Recupero: pt 1’, st 4’.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Vlahovic segna il gol più veloce fra i debuttanti della Juventus in Champions league. Il gol non più doppio in trasferta complica il ritorno con il Villarreal. Gli infortunati

(donnaglamour.it)

«Se non si distrae, la Juve ha il 60% di probabilità di raggiungere i quarti di Champions», sostiene giustamente Antonio Cabrini. L’1-1 di Vila-Real imporrà comunque di vincere, a Torino, dal momento che il gol in trasferta non vale più doppio. Con la nuova regola, due anni fa Sarri sarebbe arrivato ai supplementari, contro il Lione, e Pirlo ai rigori, con il Porto, l’anno scorso, sempre nelle gare di ritorno. In campionato Allegri è a -9 dal Milan, a un potenziale -10 dall’Inter e a 7 punti dal Napoli, dovesse vincere 11 delle ultime 12 gare avrebbe chances di giocarsi lo scudetto sino alla fine, nonostante gli infortuni.
Intanto si gode il debutto da record in Europa di Dusan Vlahovic, in Spagna il serbo ha segnato dopo 32”, migliorando il record di Omar Sivori, a segno in coppa dei Campioni dopo 2’, nel 1958, contro gli austriaci del Wiener, ovviamente di sinistro. Realizzarono all’esordio in bianconero in Europa anche Quagliarella, con il Chelsea, dopo 5 minuti, nel 2012, Del Piero a Dortmund dopo 37’, nel ’95, e Platini dopo 44, in Danimarca, nel 1982-83, contro il Hvidovre, e nel 2016 Mandzukic al 70’, sul campo del Manchester City. Solo Konoplyanka (Siviglia) fu più rapido nel trovare il primo gol in Champions, sette anni fa gli bastarono 19”, nel Siviglia.
«Che emozione la prima in Champions, peccato per l’1-1 – scrive Vlahovic -. Mancano 90 minuti e saranno a casa nostra, con i nostri tifosi, nel nostro stadio, ci giochiamo tutto». Il ritorno sarà il 16 marzo e il governo ha speranze di portare la capienza al 100%, prima dello spareggio mondiale dell’Italia, contro la Macedonia. Vlahovic arrota un bel destro, non è il suo piede e nell’esultare fa “bla bla”, a chi critica, ma poi nega: «Era per un familiare». 
Ha il mancino di Vieri e del norvegese Haaland, che però sono più potenti, e qualcosa di Ibrahimovic. «Può diventare uno dei più forti al mondo», sostiene Ravanelli, vincitore della seconda Champions bianconera, nel ’96.
«Il pareggio rimanda tutto alla partita di ritorno. A casa nostra, con i nostri tifosi», twitta Bonucci. «Ci giochiamo tutto al ritorno, fino alla fine», aggiunge Chiellini, che spera di rientrare. «Volevamo la vittoria, ma abbiamo tutte le possibilità di ottenere il nostro obiettivo a Torino. Non si molla mai», scrive su Danilo su Instagram. E De Ligt non fa drammi: “E’ solo il primo tempo”. L’olandese si assume la responsabilità del gol di Parejo: «Ero fuori posizione, uscivo dall’area per anticipare e invece è arrivato un traversone lungo. Sono sempre aggressivo sull’uomo, dovevo seguire l’inserimento, insieme ai centrocampisti». 
Il primo colpevole, peraltro, è Rabiot, che non ha chiuso, sul passaggio di Capoue. «Errore decisivo – spiega Allegri -: ci siamo fermati e Parejo si è trovato in mezzo all’area da solo. Andava seguito. Loro cercavano solo queste imbucate, non dovevamo consentirle perché sappiamo che giocano così».
Il problema sono gli infortuni, tre seri, nelle ultime ore. Weston McKennie si è fratturato secondo e metatarso del piede sinistro, resterà fuori due mesi, per lo sgambetto di Estupinian, che andava espulso, al pari di Rabiot. Alex Sandro ha un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra, salterà l’Empoli, Firenze in coppa Italia e lo Spezia. Sono sempre fuori Dybala, Bernardeschi, Rugani e Chiesa, che tornerà nella prossima stagione. Rischia analogo stop Cajo Jorge, per la probabile lesione al tendine rotuleo del ginocchio destro, appoggiato male nell’under 23, contro la Pro Patria. Fuori lista in Champions, è fermo a un totale di 124’ fra campionato e coppa Italia, più due presenze in serie C, nella seconda squadra bianconera.
Intanto i tifosi sono in trepidazione per Beppe Furino, 76 anni, colpito da emorragia cerebrale. «Ringrazio tutti per la ola di affetto – scrive la figlia Federica -. Mi raccomando, continuate a tifare». 
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Calcio femminile, la supercoppa a Frosinone

(oasport.it)

Vanni Zagnoli

Sono stato a Frosinone, per la supercoppa femminile, di calcio, vinta dalla Juve per 2-1, in rimonta, sul Milan. E anche lì capisco perchè la Figc sia presa a modello dal rugby. 

La supercoppa è stata a Latina, allo stadio Francioni, e a Frosinone, per le semifinali, la finale allo stadio Benito Stirpe, in Ciociaria. Formula vincente può essere la final 8 del basket, ma andrebbe disputata dove manca la grande pallacanestro, quindi non in una città di serie A, al massimo di A2, magari in 2-3 città vicine. Non a Pesaro o in passato a Forlì, per la coppa Italia. Va portato il grande sport dove quello sport manca completamente, per provare a cambiare la cultura. Quindi, supercoppa e coppa Italia nelle regioni inconsuete, non come fa il volley, in casa dei campioni d’Italia – magari vicino, a Teramo – e la coppa Italia non certo a Casalecchio di Reno o a Milano, ma in Calabria o in Sardegna, in Molise o in Val d’Aosta. Persino all’estero, come ha fatto la serie A, per anni. E poi sogno la sfida maschi contro femmine, presto farei Juventus donne contro Juve o Inter. Magari proprio all’estero o in provincia. Ne parlerebbe il mondo intero. Presto, Conegliano contro Perugia o chi vincerà la coppa Italia.

Tornando invece all’accadimento sportivo, in tre anni e mezzo, solari, la Juventus femminile è un fenomeno unico, con 8 trofei: 4 scudetti, una coppa Italia e 3 supercoppa; ha lasciato solo la coccarda tricolore alla Fiorentina, sul Brescia, e alla Roma, sul Milan, e una supercoppa, alla Fiorentina.

Risolve di testa Cristiana Girelli, evitando i tempi supplementari, la bresciana è alla 10^ supercoppa della carriera, record mondiale, a occhio, e al 24° trofeo, fra Bardolino, Verona, Brescia (con allenatrice Milena Bertolini) e le bianconere. Trentuno anni, Alex Del Piero come idolo, è amata dalle ragazzine, come dimostra un mio video, a Frosinone. Se la vede con la veneziana Carolina Morace, per il trono di miglior calciatrice italiana di ogni tempo.

Peccato che in serie A il nordest sia rappresentato solo dall’Hellas Verona, ultimo con un punto in 13 gare. Negli anni ’70, ci furono i due scudetti della Gamma3 Padova e della Diadora Valdobbiadene, a inizio millennio due anche per la Foroni Verona. Senza dimenticare il titolo del ’95-’96 al Verona Gunther.

Ilmessaggero.it. Harrouoi gol e il Sassuolo si guadagna la Juve. Cagliari da supplementari, pari annullato dal Var Serra

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/harrouoi_gol_sassuolo_si_guadagna_la_juve_cagliari_da_supplementari_pari_annullato_var_millimetrico-6449507.html

di Vanni Zagnoli

Sono quarti storici, per il Sassuolo, mai ci era arrivato e affronterà la Juve, mercoledì 9 febbraio, a Torino. Il Cagliari meritava i supplementari, ha costruito parecchio, peraltro senza impegnare tanto Pegolo, in campo con la maglia nera, vecchia maniera, e autore di due sole parate.

Mazzarri impiega solo Pavoletti,  Nandez e Zappa, fra i giocatori più noti, il resto sono giovani o seconde linee. Dionisi limita il turnover,  Ruan Tressoldi è il nuovo del Sassuolo, sceglie bene il tempo, nei primi interventi. Su cross da destra di Zappa, Dalbert di testa ha una buona occasione, incrocia fuori. Il match è vero, Raspadori lavora bene, alle spalle di Scamacca. Il gol neroverde arriva al 18’: cross mancino di RogerioKyriakopoulos fa velo e Abdou Harroui tocca in porta, il marocchino d’Olanda è alla 29^ rete in carriera, bel bottino, per un centrocampista di 24 anni. 

Mazzarri fa giocare palla a terra, come sempre, Gagliano però accanto a Pavoletti dà poco. Sull’altro fronte pressa alto Magnanelli, il capitano di 37 anni, impiegato raramente e non a caso sostituito all’intervallo. Lo spettacolo si rianima con le fiammate emiliane sulle fasce, regge la difesa del Cagliari a tratti a 5 e proprio un esterno, Zappa, manca il pari, in acrobazia. Duettano i due azzurri di casa, Scamacca e Raspadori, in età da under 21 ma in azzurro, il guizzante bolognese coglie il palo in allungo caparbio. Pavoletti, Scamacca, le conclusioni si susseguono, ci sarebbe anche un rigorino da Var, per il Sassuolo, il colpo alla schiena di Dalbert su Ferrari, l’arbitro Marchetti usa il buon senso e opta per l’involontarietà, anche se non esisterebbe, in area. Raspadori ha davvero voglia di giocare, impegna Radunovic a terra. I sardi insistono sulla destra, rincorrono la vetrina dei quarti, non sarà affar loro.

Nella ripresa il Cagliari attacca, segna Dalbert ma in offside. Il Sassuolo ha tre occasioni in una, per iniziativa di Defrel, il portiere serbo si oppone bene e poi Scamacca gira fuori. Il match resta interessante, peccato solo per i 1300 spettatori, alla 9^ stagione di fila in serie A la squadra Mapei fatica a catturare nuovi spettatori, fuori dal distretto ceramico, lontano comunque 25 chilometri. Il pari arriva e meritato, ma in fuorigioco per la spalla di Nandez. Traversone da destra dell’uruguagio, non contrastato da RogerioFerrari non arriva, Pavoletti anticipa Tressoldi e insacca. Senza il Var, mai sarebbe stato annullato, e in postazione c’è l’arbitro Serra, di Milan-Spezia. 

In maglia azzurra, gli isolani aumentano il pressing, Dalbert si accentra. Entra Pereiro, per Gagliano, mentre Kourfalidis in assolo dà un saggio del potenziale tecnico. In campionato era finita 2-2, con il calcio rutilante di Mazzarri premiato, in coppa non bastano neppure attacchi con 6 uomini, il Sassuolo resiste. Finisce con il 3-5-2, Dionisi rispetto a De Zerbi chiede più di congelare il gioco, quando in vantaggio, al Mapei era in striscia negativa.

Entra Jacopo Desogus, unico sardo in rosa, classe 2002, non basta a segnare a una formazione che prendeva gol da 16 gare, ultima da inviolata fu con la Salernitana, di Castori. La luna piena non illumina le ultime azioni cagliaritane, su 6 ottavi solo la Fiorentina ha rovesciato il fattore campo. 

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino. Chelsea-Juventus 4-0. Ahian chapee la bala. Dybala, invece, doveva essere titolare. L’autunno del calcio italiano

(sport.sky.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/dura_giusto_25_lo_0_0_della_juve_sul_campo_della_squadra_campione_d_europa_aveva-6341852.html

Dura giusto 25’ lo 0-0 della Juve sul campo della squadra campione d’Europa. Aveva battuto il Chelsea a Torino, risoluzione di Chiesa, per un quarto di gara si era illusa di avere speranze di vincere la Champions, per la proprietà transitiva, invece…  Abbiamo sperato che restasse inviolata, come all’Olimpico con la Lazio, invece ne beccherà tre in mezzora, da una squadra tosta, non così prolifica, e pure un quarto. A San Pietroburgo al Chelsea basterà eguagliare il risultato della Juve per essere primo, senza preoccuparsi della differenza reti, mentre i bianconeri ospiteranno il Malmoe. 

E’ di nuovo autunno, per il calcio italiano, dopo l’Europeo dei doppi rigori premianti. I blues sono primi, Massimiliano Allegri secondo, serviva il 3-2, per avere le migliori chances nell’ultimo turno, il sorteggio degli ottavi sarà problematico, in grande partita fuori casa la fase difensiva funziona poco e in avanti si costruisce ancor meno. Ad Alvaro Morata arrivano fischi, ingenerosi, giocò un biennio a Londra, è un discreto attaccante, certo inferiore a Cristiano Ronaldo, a 29 anni non dovrebbe essere titolare in una squadra che dal ’96 punta alla terza Champions league. Due sono anche le coppe ex dei Campioni nella bacheca del presidente Roman Abramovich, in entrambe non era per nulla favorito, nella prima venne portato ai supplementari dal Napoli di Walter Mazzarri, oggi ultimo in serie A con il Cagliari. “Ho fatto una pazzia, a venire in Sardegna”, ci risponde l’ex allenatore anche dell’Inter. 

Nessuna pazzia, invece, fanno i bianconeri, concentrati ma poi imperfetti, nell’opposizione. Da trequartista, Allegri meritava un’altra carriera, rispetto alle mirabilie di Pescara, da allenatore trascura lo spettacolo. Boniperti è scomparso, teorizzava “l’unica cosa che conta è vincere”, questo 3-0 leva il primato. Con lo Zenit nel girone, c’era il rischio di fare come con Antonio Conte, uscito per tre volte nella fase a gruppi, una con la Juve e due all’Inter.

La formazione di Tuchel è armonica, centrale, negli attacchi, sospinta anche da Rudiger, fra i tanti romanisti venduti da Pallotta, come ha evidenziato Mourinho, ex del Chelsea, come Conte, e in fondo anche Allegri piaceva, alla patrona Marina Granovskaia, ad dal 2014. Anche Cuadrado è stato lassù e prova a difendere. Neanche senza Lukaku, infortunato, Bonucci trascorre una serata tranquilla. Szczesny è sollecitato dal destro da fuori di James, si piega sul destro frontale di Chalobah, c’era peraltro il fallo di mano di Rudiger: siamo ai limiti, il tocco si può anche non punire, al pari della spinta di Jorginho su Bonucci. 

Locatelli replica subito, scucchiaia per Alvaro Morata, il pallonetto non è abbastanza forte da evitare il salvataggio di Thiago Silva, 37 anni, il difensore forse più longevo della storia, se rapportiamo il rendimento e l’età, assieme a Paolo Maldini. 

James insiste, a destra, stop e calcio, il portiere polacco della Juve conferma di essere più forte di Buffon, professionista da 26 anni, tornato nel Parma dove debuttò nel ’95, a fine novembre.

La Juve traccheggia e perde palla, Rabiot non brilla, resta il punto debole e neanche l’infortunio di Kantè alleggerisce la pressione britannica. Jorginho era un trequartista, nel Chelsea è capitano e difensivo, al limite ruba palla a McKennie senza fallo. 

E’ alto il baricentro inglese anche nella ripresa, Ziyech sbaglia la rifinitura, il raddoppio arriva comunque: al 10’, Alex Sandro è fuori posizione, sul cross da sinistra spizzato, in area, e il destro di James è imparabile. La terza marcatura è umiliante, per Allegri, molti tecnici non farebbero peggio di lui, oggi, non solo Gasperini. Una bella azione, con i bianconeri inermi, di fronte a 6 passaggi precisi e al destro di Hudson-Odoi. L’unico sussulto è un tiro di McKennie alzato da Mendy. E Ziyech si fa parare il poker e poi lo propizia. Umiliazione rara, per la Juve.

Vanni Zagnoli

Chelsea-Juventus 4-0

Chelsea (3-4-3): Mendy 6; Chalobah 7, Thiago Silva 7, Rudiger 7; James 7,5, Kante 6 (37’ pt Loftus-Cheek 7), Jorginho 6,5 (31′ st Saul Niguez 6), Chilwell 6,5 (26′ st Azpilicueta 7); Ziyech 7,5, Pulisic 6 (26′ st Werner 6), Hudson-Odoi 7 (31′ st Mount 6). All. Tuchel 8. A disp. Kepa, Bettinelli, Alonso, Christensen, Lukaku, Barkley, Sarr.

Juventus (4-4-2): Szczesny 6,5; Cuadrado 6 (35′ st De Winter 5), Bonucci 5,5, De Ligt 5, Alex Sandro 4,5; McKennie 5,5, Locatelli 6 (22′ st Arthur 5,5), Bentancur 5 (14′ st Dybala 5), Rabiot 5; Chiesa 5 (35′ st Kulusevski sv), Morata 5,5 (22′ st Kean 4,5). All. Allegri 4,5. A disp. Pinsoglio, Perin, Rugani.

Arbitro: Jovanović (Serbia) 6,5

GOL: 25′ Chalobah, st 10′ James, 13′ Hudson-Odoi, 50’ Werner.

Note: ammoniti Cuadrado. 40mila spettatori. Angoli 12-3.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Juventus-Atalanta 3-1, tris bianconero con Dybala, Bernardeschi e Morata nell’ultima amichevole pre campionato

(tuttosport.com)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/torino_di_juve_atalanta_resta_impresso_il_caldo_i_due_cooling_break_sono_lunghi-6139946.html

Di Juve-Atalanta resta impresso il caldo, a Torino, siamo testimoni, i due cooling break lunghi, magari sarà così anche nelle prime due giornate di campionato. L’amichevole anticipo di serie A va più o meno come negli ultimi anni, in campionato, equilibrata, stavolta vince la Juve, per 2-1, davanti a un pubblico a scacchiera, a prezzi impegnativi, anche a 70 euro.
Manovrano i bergamaschi (traversa schieggiata da Gosens), i bianconeri replicano in contropiede, De Ligt recupera palla, Cristiano avanza, allarga per Chiesa che libera Dybala dall’altra parte, l’argentino timbra, del resto con Allegri incideva e stava meglio, rispetto al biennio con Sarri e Pirlo: da capitano, accelera, anche verso il rinnovo del contratto.
La squadra di Gasperini riattacca, arabesca pallone, Bonucci ferma Pessina senza rigore ma tocca nettamente Freuler e allora si va dal dischetto e Muriel segna. E’ tutta gente che in estate è stata protagonista, fra Europei e copa America, i nerazzurri rubano l’occhio, Allegri magari proverà a giocare meglio del suo lustro onusto, ovvero zeppo di trofei e anche di turni in Europa, sperando di vincere la Champions. Demiral è passato agli orobici, Ramsey lascerà il posto a Locatelli quando l’affare sarà chiuso, Bernardeschi sarà utile, la Juve allena la fase difensiva, dopo le due stagioni balbettanti, soprattutto allo Stadium, con Pirlo. Bentancur piazza un bel recupero e allungo, serve di più da Alex Sandro, servirebbe anche qualche rinforzo, per abbassare le distanze dal Psg e non solo. Palla a terra, Gasperini conferma di essere da Juve, ma da tempo, serviva un coraggio diverso, di Andrea Agnelli, di andarselo a riprendere, dal momento che a Torino si aggiudicò un torneo di Viareggio. Resta da chiedersi come l’Atalanta giochi meglio, spendendo magari un terzo, magari neanche arriverà in Champions, perchè prima o poi il fenomeno finirà. Anche perchè non è concreta, sull’1-1 Muriel si fa respingere il destro da Szcesny e Ilicic non ribadisce in gol.
Lo sloveno resta, Gosens ha battuto da solo il Portogallo, ecco, sarebbe perfetto al posto di Alex Sandro.
Dybala ha movimenti gasperiani, Cuadrado a 33 anni è alla 7^ stagione di fila, al pari di Dybala, duettano in sudamericano. Da sudamericano è anche il sinistro a uscire, fortissimo, di Federico Bernardeschi, da fuori, imparabile per Musso, più bravo di Gollini, preso al Tottenham dall’ex ds Paratici. Questa è ancora la sua Juve. 
E’ meno Juve alla ripresa, soprattutto dopo le sostituzioni, serve Demiral per evitare il tris, di Ramsey. Cristiano Ronaldo calcia dal limite (Musso para), esce al 18’ st, chissà se il Psg lo prenderà davvero, 36 anni non sono i 34 di Messi. Nel finale entra Pinsoglio, terzo portiere quasi debuttante e ora dietro il rientrante Perin. La rosa piemontese è più profonda, così la gestione del vantaggio è agevole.
Vanni Zagnoli

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny 6,5 (37’ st Pinsoglio sv); Cuadrado 6, Bonucci 5,5 (25’ st Chiellini 6), De Ligt 6,5 (26′ st Rugani 6), Alex Sandro 5,5 (26’ st Pellegrini 5,5); Chiesa 6,5 (9’ st Kulusevski 6,5), Bentancur 6,5 (37’ st F. Ranocchia sv), Ramsey 6 (33’ st Fagioli sv), Bernardeschi 6,5 (18′ st De Sciglio 6); Dybala 6,5 (9’ st Morata 6), Ronaldo 5,5 (18’ st McKennie 6). All. Allegri 6,6.
ATALANTA (3-4-2-1): Musso 6 (37′ st Sportiello sv); Djimsiti 5,5 (14’ st Toloi 6), Demiral 6 (37′ st Lovato sv), Palomino 6 (37′ st Da Riva); Maehle 6,5 (26’ st Sutalo 5,5), Pasalic 5,5 (37’ st Delprato sv), Freuler 6 (14’ st De Roon 6), Gosens 6,5 (26′ st Pezzella 6); Ilicic 6 (26’ st Piccoli 5), Pessina 6,5 (37’ st Scalvini sv); Muriel 6 (14′ st Malinovskiy 5,5). All. Gasperini 6.
Arbitro: Abisso 6,5.
Note: ammonito Djimsiti.

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it. Juve-Atalanta 2-1, Chiesa da stella azzurra, Pessina opaco. Kulusevski e Malinovskyi mancini imprendibili

(sportmediaset.mediaset.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/atalanta_juve_le_pagelle_finale_coppa_italia_reggio_emilia_19_maggio_2021-5970230.html

di Vanni Zagnoli

Le pagelle dell’Atalanta

Gollini 6,5 La parata su Kulusevski a inizio ripresa rinvia il nuovo sorpasso della Juve, sui gol può fare poco.

Toloi 5,5 Un recupero splendido, avanza con piacere ma si perde Chiesa sul gol partita. 

31’ st Djimsiti ng 

Romero 5 Dovrebbe passare interamente alla Dea, lì in mezzo si balla, quando Chiesa si accentra.

Palomino 5,5 Tre minuti e lo straripante Zapata gli serve un buon pallone, centra Buffon: in 12 anni di carriera ha segnato appena 13 gol, questo sarebbe stato il più importante.

Hateboer 6 Impensierisce il portiere con un colpo di testa, è meno propositivo del solito, comunque trova l’assist per il pari.

31’ st Ilicic ng Fatica a incidere quando la partita è andata, una giocata buona ma anche nervosismo.

De Roon 6 Sempre in pressione sul centrocampo juventino, un unico errore per sfinimento.

Freuler 6 Altro inesauribile. Ma quando il match è sull’1-1 non si oppone alla mareggiate bianconere.

Gosens 5,5 Confronto asperrimo con Cuadrado, lo juventino più in forma. Sul vantaggio l’intervento del colombiano è probabilmente oltre i limiti. Niente gol per l’esterno difensivo più prolifico d’Europa, nell’ultimo quinquennio.

38’ st Miranchuk ng

Malinovskyi 7 Il sinistro del pari entusiasma i bergamaschi, che vorrebbero entrare in campo, a festeggiare. Ammonito per trattenuta, cala prima di uscire.

23’ st Muriel 6 Incide relativamente, una serpentina è chiusa dal colpo di tacco di McKennie, ha sul destro l’unica opportunità vera di pari, manda fuorissimo. 

Pessina 5,5 Tra le linee, sbatte contro i difensori piemontesi. Chiude e riparte, come tanti perde brillantezza nella ripresa.

23’ st Pasalic 6 Appena meglio, non riesce però a cambiare l’inerzia di un match che stava per prendere la via di Torino.

Zapata 6,5 Il duello con De Ligt entusiasma, l’olandese si piega per due volte, è salvato da Buffon. Nelle ultime 5 stagioni nessuno ha castigato la Juve come lui.

Allenatore: Gasperini 6 E’ la quarta finale della carriera, vinse solo il torneo di Viareggio, nel 2003, con la Juve. Ritarda il cambio di Pessina, non è un allenatore da sfida secca.

Le pagelle della Juventus

Buffon 6,5 Bel riflesso su Palomino, controlla il colpo di testa di Hateboer. Lascia la Juve con la 6^ coppa Italia, è record.

Cuadrado 6,5 Raddoppia su Gosens, sul vantaggio Massa poteva anche fischiargli il fallo contro.

de Ligt 6,5 Entusiasma il duello con Zapata, tiene botta con un’ammonizione. 

Chiellini 6 Cartellino giallo per fallo su Pessina al limite, fa pesare l’esperienza. In tribuna c’è il fratello Giorgio, altro laureato. Potrebbe essere al passo d’addio.

Danilo 5,5 Perde palla sul pari. A sinistra per Alex Sandro, squalificato, è troppo elementare.

McKennie 6 Deve contenere Gosens, si distrae in avvio su Pessina. Sull’assist a Kulusevski è fortunato, serve a fargli ritrovare intensità.

Bentancur 6,5 In area si fa sfuggire Freuler, offre filtro e ha continuità, per una volta evita l’ammonizione. 

Rabiot 6 Rischia su Pessina, è timido sul pari. Per il resto è all’altezza di un collettivo superiore.

Chiesa 7,5 Palo e quinto gol all’Atalanta, sarebbe dovuto uscire un attimo prima. Ha i numeri per essere la stella azzurra all’Europeo.

29’ st Dybala 6 Si mette al servizio della squadra.

Kulusevski 8 Gol, gran parata di Gollini e assist per Chiesa. Da ex, zittisce tutti. La migliore prestazione in una prima stagione juventina opaca.

38’ st Bonucci ng

Ronaldo 6 Il tacco per Chiesa, corre per gli altri, per una sera.

Allenatore Pirlo 7,5 Arrivasse anche la qualificazione in Champions, lascerebbe con dignità, con due coppe. L’intesa con Baronio e Tudor funziona, chissà se i collaboratori resteranno. L’interpretazione della serata è perfetta, contro la squadra più spettacolare ritrova energie insospettabili.

Arbitro Massa 5 Prime due reti annullabili, ci stava un rigore per l’Atalanta in avvio, per il contatto su Rabiot su Pessina. Troppo permessivo all’inizio, la finale si incattivisce.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Timvision cup, la finale Juve-Atalanta sarà con 4300 spettatori: vaccinati, tamponati o guariti. Totti: “Bellissima notizia”

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/coppa_italia_finale_juventus_atalanta_news_oggi_13_maggio_2021-5957787.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/coppa_italia_finale_juventus_atalanta_news_oggi_13_maggio_2021-5957947.html

di Vanni Zagnoli

Gli spettatori ritornano allo stadio, al di là delle centinaia di invitati, soprattutto legati agli sponsor, delle partite di questi mesi. Per la finale di coppa Italia di mercoledì 19, fra Atalanta e Juve, ci saranno 4300 persone, il 20% della capienza del Mapei stadium, di proprietà della famiglia Squinzi, di Marco e Veronica, i figli di Giorgio, scomparso un anno e mezzo fa. Potranno accedere vaccinati, chi farà il tampone 48 ore prima dell’evento e guariti dal Covid.

Dal 2008, la finale di coppa si è sempre disputata all’Olimpico di Roma, sarà a Reggio perchè il giorno prima si recupera Lazio-Torino e anche per preparare lo stadio della capitale verso la prima gara degli Europei, dell’11 giugno. Si giocherà alle 21, nell’impianto che ha già ospitato la supercoppa vinta dalla Juve, a gennaio, sul Napoli. La presentazione è andata in scena nella stessa cornice, nella sala del primo tricolore, sede del municipio di Reggio, e viene impreziosita da tre messaggi di prestigio, video. “Ritornano i tifosi, i nostri tifosi: è un bellissima notizia” dice Francesco Totti. “Saremo emozionati a rivedere la gente sugli spalti”, aggiunge Marco Materazzi, l’altro campione del mondo. 

“Finalmente assisteremo a una partita con il pubblico – si accoda Gigi Di Biagio, ex ct dell’under 21 e la scorsa stagione subentrato alla Spal, retrocessa -, è come se fosse una prima volta”.

“È bello che Reggio Emilia possa consolidarsi come punto di riferimento dello sport italiano – sostiene il sindaco Luca Vecchi -. Ci candidiamo a ospitare altre occasioni di questo spessore anche in futuro”. 

L’Emilia Romagna ospita più eventi possibili, con il Covid: a Imola due gp di F1 e il mondiale di ciclismo, a Misano Adriatico i motogp, la coppa Italia di calcio a 5 e di volley femminile a Rimini, a Bologna la coppa di volley maschile, a Salsomaggiore la pallamano.

“Questo evento con l’ingresso della gente è un primo importate passo – argomenta Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna -. I proventi dei 150 biglietti assegnati alla Regione saranno destinati agli operatori sanitari per tutto quanto hanno fatto”.

Saranno 200 le nazioni collegate su Rai 1. “Sarà la prima volta in cui la finale di coppa verrà riprodotta da 30 telecamere, come fosse un Clasico, fra Real Madrid e Barcellona – chiarisce Luigi De Siervo, ad della Lega calcio -, dalle micro negli spogliatoi al drone che sorvola il campo, l’anno scorso gli spettatori furono 10,2 milioni. Il ritorno della gente allo stadio sarà una prova generale per capire come torneremo a muoverci. Ci sarà a disposizione una app, Mitica, in cui potranno essere registrati i biglietti, l’ingresso sarà concesso previo tampone 48 ore prima dell’evento. I tagliandi non saranno gratuiti, dipenderà da Atalanta e Juventus come adoperarsi”. La Lega spera di rivedere spettatori già all’ultima giornata, domenica 23. “E’ una ipotesi plausibile, abbiamo fatto richiesta al governo, sarebbe un’ulteriore passo per un ritorno alla normalità”.

Luigi Gubitosi, Amministratore di TIM ha dichiarato: “Questa partnership rafforza ancora una volta il nostro impegno nel mondo del calcio che è parte integrante della cultura e della tradizione del Paese. È per noi motivo di orgoglio poter dare ad un trofeo così prestigioso il nome di TIMVISION, la nostra TV, che siamo certi giocherà un ruolo sempre più centrale, soprattutto nel mondo dello sport in cui crediamo fortemente per i valori che esprime: passione, rispetto, sana e corretta competizione”.

Lunedì, dalle 18, al teatro Ariosto di Reggio un webinar coinvolgerà personaggi istituzionali e dello sport di alto livello. Martedì, alle 15, al punto vaccinale di Mancasale due legends di Juventus e Atalanta, l’ex attaccante Trezeguet e l’ex portiere Pelizzoli. 

Il Napoli si era aggiudicato l’ultima edizione, ai rigori sulla Juve di Sarri, e fu l’inizio della fine del tecnico toscano. L’ultimo trofeo dei bianconeri è datato 2018, sono alla 20^ finale, 13 vinte. L’Atalanta è alla 5^ finale, l’ultima due anni fa: vanta la vittoria del 2 giugno 1963.

Infine il parere di De Siervo sulla Superlega: ”Mi auguro che non si arrivi all’esclusione della Juventus dalla serie A. Nel merito si è già espresso il presidente Gravina. Lunedì 17 è il termine limite per le iscrizioni ai tornei, si riunirà il consiglio federale e verranno fatte tutte le verifiche. Le diplomazie delle parti sono al lavoro, resto ottimista”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Gazzettino. La Fiorentina resiste sino a due minuti dalla fine, al Cagliari basta un gol con il Bologna. Il 3-3 tra Sassuolo e Napoli, il pari nel derby di Genova. Il Benevento non vince da due mesi

(Fabio Rossi – LaPresse)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/atalanta_esagerata_verona_ok-5808101.html

L’Atalanta affianca la Juve, al terzo posto, il Crotone resiste giusto un tempo, con Cosmi al debutto in panchina. Al 12’ segna Gosens, tra i difensori si conferma il migliore d’Europa, come cannoniere, nell’ultimo quadriennio, il pareggio è a metà primo tempo di Simy, con l’incertezza di Freuler, nel secondo tempo Bergamo dilaga, con Palomino e Muriel (errore di Golemic) in due minuti, con la conclusione a giro di Ilicic e poi con Miranchuk. E’ a 4 punti dal Milan.
A Firenze, la Roma fatica per un tempo. Viola insidiosi con Vlahovic, respinge Pau Lopez, Dragowski invece si oppone al sinistro di Pellegrini. Alla ripresa segna Spinazzola, servito da Mancini. Che salverà su Ribery. L’1-1 è su autogol di Spinazzola, su cross del francese. Sbaglia un gol Mayoral, Ribery invece calcia sul fondo, poi Pau Lopez chiude su Vlahovic. A 2’ dalla fine risolve Diawara, servito da Karsdorp: 1-2. A Benevento, il Verona realizza due gol in nove minuti, a metà primo tempo, con Faraoni e l’autorete di Foulon. Nella ripresa Lasagna arrotonda e sfiorerà la 4^ rete.
Il Cagliari ottiene la seconda vittoria di fila, con Semplici, contro il Bologna decide Rugani al 19’, di testa. Emiliani poco incisivi, perdono Dominguez per infortunio e reclamano il rigore per una mano di Nandez.
Senza pubblico, il derby di Genova offre poche emozioni. L’intuizione di Ranieri funziona a metà, solida la difesa a tre, deludente l’apporto di Verre sulla trequarti. Il primo tempo è su ritmi bassi, Zajc sbaglia il cross ma coglie la traversa. Al 7’ st segna Zappacosta, lanciato da Strootman, la Sampdoria reagisce con Candreva, tiro e poi l’angolo che al 32’ Tonelli trasforma di testa.
Sassuolo-Napoli 3-3, neroverdi a lungo superiori. Meret para in avvio su Berardi, Insigne realizza con il destro ma in fuorigioco, servono 2’ al Var per annullare. Il Sassuolo avanza con la punizione di Berardi, su cui Maksimovic di testa inganna Meret. Pareggia 4’ dopo il Napoli con azione Demme-Zielinski, il polacco infila con tiro a giro. Prima dell’intervallo Rogerio per Caputo, colpito alle spalle da Hysaj, rigore, realizzato da Berardi. Che nella ripresa coglie una traversa, poi il palo con Caputo. Al 27’ il 2-2 con Di Lorenzo, da distanza ravvicinata, poi Consigli salva il pari. Si arrende al 90’, il fallo è di Haraslin su Di Lorenzo, dal dischetto Insigne aveva già ritrovato sicurezza, proprio con la Juve. Allo scadere Manolas tocca Haraslin, il contatto è leggero ma punibile, Caputo trasforma.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”