Enordest.it. Il fenomeno Bagnaia e della “rossa” Ducati mondiale

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/13/il-fenomeno-bagnaia-e-della-rossa-ducati-mondiale/

Vanni Zagnoli

La straordinaria normalità di Francesco Bagnaia, rispetto ai personaggi Valentino Rossi Rossi e Max Biaggi, che peraltro mai riuscì a vincere il mondiale nella motogp. 

Il nuovo campione del mondo ha qualcosa in comune con Franco Uncini, che fra l’altro uscirà con questa stagione dal circus, in parte con Giacomo Agostini, è diversissimo anche da Marco Lucchinelli, che nei primi anni ’80 era guascone come sarebbe stato poi Valentino e come uno dei rivali, Graziano Rossi, il padre di Valentino.

Pecco ha grande fairplay, è stato bello osservarlo su Skysport, nel racconto dell’ansia del giorno prima, controllata nella clinica mobile: “Abbiamo riso insieme a Fabio Quartararo”. 

La Ducati a Valencia faceva proprio fatica: “Solo nel warmup della mattina ho ritrovato la moto abituale, c’era davvero il rischio di arrivare 15°. Ho scelto proprio di attaccare Quartararo all’inizio, perchè i primi se ne andassero”.

L’unico altro titolo della Ducati arrivò nel 2007, anche grazie all’ingegnere paraplegico Filippo Preziosi, che progettò la moto che avrebbe trionfato con l’australiano Casey Stoner. Si dimise nel 2013, ufficialmente per questioni di salute, in realtà pagò gli scarsi risultati del biennio con Valentino Rossi. Quattro anni fa si dedicava a immersioni subacquee, a Reggio Emilia, è fra i volontari all’ospedale di Montecatone, nel Bolognese, e aiuta i mielolesi. Comunque non parla più di motociclismo.

Il pluridecorato Giacomo Agostini è stato l’ultimo italiano a conquistare un titolo iridato nella classe regina a bordo di una moto italiana, era il 1972, in sella a una MV Agusta. “Bagnaia – racconta – ha gareggiato con intelligenza, perché doveva soprattutto arrivare in fondo e contemporaneamente controllare Quartararo, che era obbligato a vincere. Ha corso con la testa, accontentandosi del titolo mondiale, con il 9° posto. Ha iniziato la stagione con qualche difficoltà, da metà ha guidato con la testa.  Quartararo aveva una moto forse inferiore alla Ducati, ha guidato pure alla grande”.

Agostini trova similitudini con Bagnaia. 

“E’ un po’ come me nelle messe a punto delle moto, ha qualcosa che mi somiglia: lui quando prova, prova, studia, prepara la gara. Portare una moto al 100% in gara è un grande pregio. E’ un pilota sobrio, ha una vita davanti, è sulla strada giusta e sicuramente potrà ripetersi”.

A Valencia, Bagnaia è campione 13 anni dopo l’ultimo italiano, il fuoriclasse e

suo mentore Valentino Rossi. Quartararo ha chiuso quarto, mai dando l’impressione di poter cambiare una storia gia’ scritta e

lasciando quindi il testimone al giovane torinese. Che avrebbe potuto permettersi un 13° posto, in caso di vittoria del francese di origine siciliana, con i bisnonni di Calatafimi, Trapani.

Il futuro della MotoGp lascia intravedere

un dominio della Ducati, che solo nel team ufficiale del 2023 potrà contare su Bagnaia ed Enea Bastianini, bravo a prendersi

il terzo posto nella classifica.

Bagnaia era scivolato a 91 punti dalla vetta della classifica, ha centrato quattro vittorie consecutive tra Assen e Misano Adriano, raggiungendo le 7 in stagione.

Anche la Desmosedici, finalmente, dopo tante

rincorse, ha portato al team di Borgo Panigale un titolo piloti che neanche Andrea Dovizioso era riuscito a conquistare.

Il Gp di Valencia e’ stata vissuto nei box della Rossa con un altissimo livello di emotività, acuita dalla presenza in forze della famiglia Bagnaia, nonni compresi. La

fidanzata del pilota, Domizia Castagnini, ha sofferto più in silenzio del solito, in atteggiamento quasi di preghiera,

accanto alla ‘cognata’ Carola, media manager del team. 

La festa sul circuito si è allargata presto a Chivasso, cittadina natale del campione, dove una folla ha seguito la gara su un

maxi schermo in piazza d’Armi, e a Borgo Panigale, storica sede della Ducati, la Maranello del motociclismo. 

Dov’è arrivata qualche decina di persone anche dalla provincia di Rovigo, fra le oltre mille persone radunate. Un fiume di magliette e cappellini rossi composto dai dipendenti, dagli invitati e dai tanti ducatisti dei club. “Si tratta di una vittoria – ha esultato il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – della ricerca e dell’innovazione, dell’altissima capacità industriale e manifatturiera che la Ducati e la Motor valley esprimono da anni, grazie a tecnici, professionalità, lavoratori e lavoratrici eccezionali”. 

Riempie d’orgoglio i ducatisti, soprattutto se si confronta la dimensione dell’azienda felsinea con i giganti giapponesi Honda, Yamaha e Suzuki. Nata nel 1926 per lavorare nel mondo delle trasmissioni radio, la Ducati ha cominciato a fabbricare moto nel dopoguerra, la prima fu il mitico Cucciolo. Oggi è un’azienda con duemila dipendenti, che esporta, produce utili e fa un vanto delle relazioni sindacali e del trattamento dei lavoratori. Pur essendo uno dei simboli di un made in Italy epico e quasi artigianale, come la vicina Lamborghini oggi fa parte del gruppo tedesco Audi.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà Bagnaia e il team Ducati al Quirinale martedì a mezzogiorno, assieme al presidente del Coni, Giovanni Malagò, e al presidente della federazione motociclistica Giovanni Copioli. Per celebrare una Rossa che vince, a dispetto della Ferrari, ferma al mondiale di Kimi Raikkonen, nel 2007, negli ultimi 17 anni.

Da “Enordest.it”

Enordest.it. Il cuore di Sonny e Boranga il medico che parava i rigori

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/06/il-cuore-di-sonny-e-boranga-il-medico-che-parava-i-rigori/

Vanni Zagnoli

Automobilismo e ciclismo, basket, pallavolo e calcio, nel nostro zizzagare settimanale.

Addio a Mauro Forghieri, 87 anni, direttore tecnico della scuderia Ferrari, sette titoli costruttori in rosso fra il 1962 e ’71 e dal ’73 e l’84, quattro mondiali piloti, con il britannico John Surtees, due con l’austriaco Niki Lauda e l’ultimo con il sudafricano Jody Shechkter. Protagonista di tempi che Luca Cordero di Montezemolo ricorda come “anni meravigliosi”. Stretto collaboratore del Drake, è fra i grandissimi dell’automobilismo. “Le leggende durano per sempre – twitta la Ferrari -, 1935-2022. È stato un onore fare la storia insieme. Ferrari e il mondo del motosport non ti dimenticheranno mai”.

Il ricordo di Piero Ferrari, figlio di Enzo. “Forghieri metteva energia e passione in ogni attività. Era sanguigno, ricordo interminabili riunioni di gestione sportiva, iniziavano alla sera e finivano di notte, mi sono trovato a fare da mediatore tra lui e mio padre”.

A 27 anni venne nominato capo del team.

Ciclismo. Si ritira Sonny Colbrelli, dopo l’arresto cardiorespiratorio al giro di Catalogna di marzo. Rinuncia a levare il defibrillatore salvavita, sarebbe troppo rischioso. Soprattutto, rinuncia a chiedere l’idoneità sportiva all’estero. Ha 32 anni e un anno fa vinse la Parigi Roubaix e il campionato europeo. “Dalla famiglia e dagli amici – racconta – traggo la forza per accettare questo momento della mia carriera sportiva che mi vede rinunciare a poter aggiungere al mio palmares una tappa in un grande giro o un successo nelle Fiandre, il sogno di una vita”.

Basket, le convocazioni per Italia-Spagna e Georgia-Italia. Sei su 18 giocatori sono di origine straniera: Niccolò Mannion (Virtus Bologna), Paul Biligha (Milano), Mouhamet Diouf (Reggio Emilia), Nicola Akele (Brescia), Tomas Woldetensae (Varese) e John Petrucelli (Brescia). In più Guglielmo Caruso (Varese) è cresciuto al collega, in Usa. E’ il segno della multietnicità della nazionale, dei tanti oriundi che arricchiscono la pallacanestro e il nostro sport.

Sempre per il basket, domenica sera sono sceso fra i giornalisti nei posti migliori, a Reggio Emilia, in serie A1, per la partita con Brindisi. Dal secondo tempo sono davanti alla curva di Reggio, appunto, e Unahotels prende progressivamente il largo. Una prima frase è goliardica, a Perkins, centro di Brindisi: “Mangia meno”.  “M…”, urlano a un arbitro, una signora “f..”, non il massimo.  “Figlio di..”, a un giocatore di Brindisi, “ric..”, a un arbitro che fa ripetere un tiro libero.

Poi persino la telecamera della diretta su Elevensports viene invitata a non riprendere la curva, da uno dei capi, a torso nudo, e il cameraman tornerà a inquadrare solo a gara finita, per lo sfilare dei biancorossi verso i tifosi. Anche sul +19, un giovane alle mie spalle pronuncia un “vigliacco. Te’ un vigliàc, come dicono a Reggio”.

Partita tranquilla, Reggio ne aveva perse 5 di fila, compresa la coppa. Ecco, se questo avviene in una curva vicinissima al campo e in una città che da sempre vanta di essere una delle più civili al mondo, figurarsi altrove. E siamo in una piazza storica della pallacanestro.

Volley. La grande paura per Leon, il cubano naturalizzato polacco scivola dopo un punto, batte due volte la testa sul taraflex, un doppio tonfo tremendo, si resta per alcuni minuti con il fiato sospeso. Esce, è cosciente, resta in panchina, festeggia anche lui, era stato decisivo, sino al 12-5 del tiebreak. Ha vinto la sua Perugia, su Civitanova, e lui conferma: “Grande paura per me. Quando mi sono ripreso, avevamo vinto”. Pochi scambi, per la verità. Andrea Anastasi fa subito centro, al rientro in Italia dopo la bellezza di 17 anni, da allenatore

Volley, l’Ucraina protagonista. Oleh Plotnytskyi mvp della supercoppa. In Polonia, il Barkom Każany Lwów batte lo Skra Bełchatów, una grande del paese che vive per la pallavolo. E’ la prima vittoria del team ucraino, primo club straniero nella massima serie polacca.

Ancora pallavolo. A 97 anni scompare Alfa Casali Garavini, prima first lady del volley Italiano. È stata la presidentessa della Teodora Ravenna che ha vinto 11 scudetti consecutivi, 2 coppe dei Campioni, 6 coppe Italia e un mondiale per club. Un anno fa il suo record di 72 successi di fila venne battuto da Conegliano. Erano gli anni delle finali con Reggio Emilia, ora l’Imoco è a 4 scudetti in sequenza ma è quasi impossibile che superi quel record di titoli.

Il Flamengo vince la copa Libertadores, sfiderà il Real Madrid al mondiale per club. Decide Gabigol, che all’Inter si fermò a 9 presenze in due stagioni. E’ il club che fu di Zico, Junior, per due stagioni anche di Socrates, batte per 1-0 l’Atletico Paranaense allenato da Luis Felipe Scolari, 74 anni, campione del mondo 20 anni fa con il Brasile: Felipao aveva vinto la Champions del Sudamerica già nel ’95 con il Gremio e nel ’99 con il Palmeiras.

La peggiore stagione di Simeone, all’Atletico Madrid. Era già uscito nella fase a gironi di Champions nel 2017-18, allora però passò in Europa league e la vinse, stavolta è fuori da tutto. Con l’antigioco dell’argentino, i colchoneros ottengono fin troppo, già la scorsa stagione non avevano regalato un acuto, nella Liga sono terzi a pari merito: con Simeone non mai sono scesi sotto il terzo posto, escluso il quinto del primo anno, ma da subentrato, a fine 2011. Diego Pablo Simeone resta ispirato al vecchio calcio argentino, dagli scontri molti duri, peraltro ha cambiato la storia della seconda squadra di Madrid.

Domenica scorsa ha festeggiato 80 anni Lamberto Boranga, fu portiere del Perugia, dell’unico Cesena in Europa. Nel 2014 si laureò campione del mondo di salto in alto over 70. Ha tanti record di longevità, su facebook peraltro si è levato 20 anni. Detto Bongo, nella vita è medico. “Negli ultimi due anni ho fatto 12 mila visite. Sono vecchio, ma non invecchio”.

Infine una curiosità. Ogni anno per Ognissanti e per la giornata che ricorda i defunti il nostro pensiero corre a Terracielo. ”Il posto più bello dove dirsi addio”, a Modena.

La creatura è dell’ex dg del Modena calcio Gianni Gibellini, in carica per la verità appena tre mesi, con la squadra in serie B e poi comunque salva. La costruì 7 anni fa: “Per offrire una camera ardente bella a chi non può tenere i morti in casa”. E’ stato anche dirigente del Sassuolo, ma oltre 30 anni fa, faceva l’opinionista tv, per anni, nel modenese. E’ l’emblema l’imprenditoria funebre, impiega anche la figlia e la moglie e anche tante famiglie di sportivi a Modena e nelle province vicine si rivolgono a lui per i funerali dei parenti.

Da “Enordest.it”

Zizzagando. 21 titoli di sport

Vanni Zagnoli

Zizzaghiamo come da un anno a questa parte, fra analisi, retrospettive e prospettive, commenti e curiosità, il più spesso possibile in maniera originale.

Con Beccalossi e Pruzzo avremmo perso il mondiale del 1982? Non credo. Roberto Pruzzo poteva entrare nel finale, era più forte di Alessandro Altobelli, poteva essere utile nella prima fase, in cui Paolo Rossi non girava, anche soltanto negli ultimi minuti. Idem, Evaristo Beccalossi, non solo come alternativa ad Antognoni, che era regista, più arretrato, ma anche come cambio di Graziani, anche se non era un’ala, o di Bruno Conti. 

Nel calcio di oggi, con le 5 sostituzioni sempre ammesse, sarebbero state due armi tattiche potenziali, ma anche con i due cambi dell’epoca potevano risultare molto utili, soprattutto nel girone di Vigo e la Coruna. Credo che avrebbero accettato di far parte del gruppo, Beccalossi era più forte di Daniele Massaro, 21 anni, e anche di Beppe Dossena, 24enne. Naturalmente, fra Pruzzo e Franco Selvaggi non c’era paragone. Se Roberto Bettega non fosse stato infortunato, Pruzzo avrebbe meritato la chiamata più di Altobelli. Oppure di Franco Causio, che a 33 anni giocava già nell’Udinese e il meglio l’aveva dato.

L’ex capitano della Lazio Cristiano Bergodi vince la coppa di Romania, con il Sepsi. Da anni c’è una maria di tecnici italiani all’estero, anche in squadre di secondo piano e in molti sport.

Siamo tornati alle sette sorelle, come a fine dello scorso millennio, c’è il Napoli al posto del Parma e l’Atalanta cerca di precederne una, ma in teoria la distanza potrebbe aumentare, perchè Giampiero Gasperini da 6 stagioni fa miracoli.

Le due teste di maiale e le minacce davanti alla casa del presidente Sticchi Damiani. Il precedente al centro sportivo della Spal, anni fa per Lillo Foti, quando era proprietà della Reggina. I gesti da condannare, di tifosi di Avellino, Modena, nella storia.

La Clivense, società nata dalle ceneri del Chievo, di proprietà dell’ex capitano Sergio Pellissier, il prossimo anno parteciperà al campionato d’Eccellenza. Ha acquisito il 100% del San Martino Speme, formazione che lo scorso anno è retrocessa dal girone C della serie D. Rispetto alle diverse soluzioni ipotizzate l’operazione in questione non è una fusione, ma una acquisizione. Il ds resta Sergio Pellissier, salvo ribaltoni improvvisi.

La serie B, il calendario, le favorite sono Genoa, Cagliari e Parma. E’ il campionato più rappresentativo del sud, del nostro paese.

Antonio Conte è rimasto al Tottenham, viene da un quarto posto, ma merita molto più di un club ambizioso, con il ds Paratici, ma non da scudetto nè da finale di Champions, nonostante l’abbia centrata 3 anni fa.

Inghilterra-Norvegia finisce 8-0, l’Europeo di calcio femminile su Sky, come fosse il maschile. Bello, però non dimentichiamo mai il resto dello sport, anche non olimpico. Un punteggio così squilibrato è sinonimo di un movimento non ancora al top.

I 30 anni dal retropassaggio al portiere da non prendere con le mani, la regola ha cambiato il calcio, unitamente all’attitudine ad ammonire tempestivamente, ai primi falli, sempre e comunque, alle più espulsioni, sacrosante, per doppia ammonizione, mentre per anni gente durissima con Claudio Gentile non veniva quasi mai espulsa. Francesco Antonioli fu il primo portiere a dover gestire con i piedi un retropassaggio.

Le difficoltà dell’Italia nelle prime fasi di ogni grande manifestazione, anche nel calcio femminile, agli Europei: 5-1, ma era 5-0, dalla Francia, 1-1 in rimonta sull’Islanda, appena sotto, nel ranking mondiale. Rare le cavalcate iniziali per il nostro calcio, fra le eccezioni la prima fase degli Europei, vinti da Roberto Mancini, ma sino agli ottavi gli azzurri giocavano a Roma. Come con Azeglio Vicini a Italia ’90, al di là dell’uscita ai rigori, in semifinale.

Il 5-1 della Francia sull’Italia femminile – era 5-0, ripetiamo -, la lezione alle azzurre, la fase difensiva non da Europeo. Le transalpine sono terze nel ranking, le azzurre 14esime. Come ranking, l’Italia vale i quarti, è leggermente più forte di Islanda e Belgio, può passare, resta la figuraccia, il punto più basso nei 5 anni della ct Milena Bertolini, una goleada rarissima, per il nostro calcio, in generale.

Volley, Roma ha chiesto il ripescaggio in serie A1. ha presentato domanda all’a2 ma anche è pronta nel caso ci fosse la possibilità del ripescaggio. Al ritorno in A1 dopo 20 anni e passa, ha fallito.

La Ferrari da mondiale, è forse soltanto la seconda volta, del 2007, dal titolo di Raikkonen, il suo unico e ultimo delle rosse. Leclerc è secondo, Sainz quarto e ancora ha speranze di scavalcare anche il compagno, peraltro vincitore in Austria.

Rugby, il 6 nazioni. Con la sconfitta in Georgia, l’Italia meriterebbe l’uscita, dopo 36 sconfitte di fila, interrotte solo dal successo in Galles. Perlomeno, la federazione internazionale potrebbe passare l’ex torneo delle 5 nazioni, a 7, perchè la Georgia non lo merita meno degli azzurri, comunque disastrosi.

Il peso del pronostico, la differenza fra essere da finale, Marcell Jacobs a Tokyo, e l’oro olimpico, da difendere: “Vado per l’argento, è una bella consapevolezza”. Gianmarco Tamberi, idem: da campione olimpico, dovrebbe vincere da solo, è solo da podio, ha passato la qualificazione con l’ultima misura.

La magia dell’atletica leggera, torna lo show di Franco Bragagna, il migliore, in Rai. Laurea a Padova, moglie di Pordenone, per me è il miglior giornalista sportivo nella storia d’Italia. 

Il ct Antonio La Torre deve evitare di fare il Roberto Mancini, vincente quando era quarti di finale e non qualificato al mondiale.

L’obiettivo di portare quanti più italiani in finale e, nelle gare molto praticante, in semifinale, la cultura dei piazzamenti. La staffetta oro olimpico faticherà anche solo per il podio. Ci aspettiamo la controrisposta di Filippo Tortu, da simbolo a numero 2 della velocità, lontanissimo comunque dall’oro olimpico. Ma quanto vale il mondiale? Il 70% dell’olimpiade.

Atletica, i 36 anni di Allyson Felix, che lascia. Con il bronzo nella staffetta mista, che sabato mattina ha visto l’Italia settima. Le età di addio dei campioni, anche in atletica la media avanza? 

La sciabolatrice Martina Criscio passa nel tabellone principale della scherma, nella sciabola, ai mondiali al via a Il Cairo. La storia è inedita, è consigliera del circolo arcigay Foggia “Le bigotte”. Gli outing di altre azzurre: la fondista Rachele Bruni, dopo la medaglia di Rio, Paola Egonu – però suor Giovanna Saporiti mi disse che non si capiva bene -, la mantovana Lucilla Boari sul podio di Tokyo nel tiro con l’arco, ma poi criticò la federazione per averle mostrato in diretta la fidanzata in conferenza stampa, avrebbe preferito magari non dichiararsi.

Zizzagando. 9 titoli di sport

Con Giampaolo Dallara

(v.zagn) 1) La notte della serie A, a Cremona, il videoraccontone, le interviste a Casasola, a Daniel Ciofani, i tifosi, i cori, la città, gli stranieri. Sono stato a bordo del pullman, vuoto, c’è tantissimo di carino.
L’affresco dalla città del torrazzo. https://www.youtube.com/watch?v=k7aljuH9CBs
https://www.youtube.com/c/VanniZagnoliripreseeintervistecuriosecostume/search?query=cremonese%20in%20a

2) Massimiliano Allegri ha vinto 5 scudetti, altri trofei, vanta due finali di Champions league ma la sensazione è di mediocrità assoluta, come gioco spesso, come risutlati veniva da due anni di stop e questo è da 5,5, considerato il 4° posto e la finale di coppa italia, come gioco somiglia a Capello, molto equilibrio e poco spettacolo. Non merita la conferma, fra i tecnici che hanno vinto di più sono i meno spettacolari.

3) Calcio femminile, l’ennesimo trofeo per la Juve, scudettata, e la Roma qualificata in Champions.

4) Basket, Luca Vitali si è salvato con Napoli, in serie A, adesso scende in A2, per i playoff, con Cantù. Per regolamento si può fare, per carità, immaginiamolo nel calcio, salvarsi in A e passare in B, giusto per i playoff. Vitali ha 36 anni e aveva iniziato la stagione con Brescia, ma era fuori rosa.

5) Basket femminile, il triplete italiano della Famila Wuber Schio, in 25 anni di presidenza Marcello Cestaro ha conquistato l’11° scudetto, 13 sono le coppe Italia e 12 le supercoppe. Le coppe europee sono 3, manca l’Eurolega. In Italia ha perso solo una gara di semifinale con Ragusa, in casa, e gara3 a Bologna. Ora la più titolata è Giorgia Sottana, con 6 scudetti.

6) Volley, il 5° scudetto di Conegliano. Il videoracconto. Il tiebreak vinto dall’Imoco, come in gara2. Paola Egonu naturale mpv, la sua amicizia con Giuditta Lualdi, del Busto Arsizio di serie A2, alla fine tanti tifosi delle pantere si facevano fotografa con l’amica, con la coppa da mvp. Esistono bagarini anche nel volley, ho dovuto pagare a un gruppo di tifosi di Conegliano 50 euro per un biglietto che loro hanno pagato 7 e naturalmente le minacce perchè non lo dica. E poi la cena delle pantere al McDonald’s di Monza. E prima la birra bevuta da tanti giocatori di Monza maschile, al bar. Monza che insegue sempre il primo scudetto, fra maschi e femmine, mentre il Monza insegue la prima serie A, accanto al palaCandy.
https://www.youtube.com/watch?v=uEQDGuDvzzwhttps://www.youtube.com/watch?v=Kbzbs76UYm8 Naturalmente, tanti altri video del pubblico, nella serata, la festa infinita a palazzetto esaurito, caldo e altro che assembramenti.

7) Volley, Civitanova e Conegliano ancora e sempre regine d’Italia, 7° scudetto per i marchigiani, 3° di fila, e 5° per le pantere, 4° di fila. Zaytsev in mutande avvolto nel tricolore. https://www.youtube.com/watch?v=Z9wC_YiK5dk  al minuto 9’30” c’è zaytsev alle 4,15 in mutande e tricolore in strada, davanti al lungomare di Civitanova, naturalmente c’ero io da solo.
https://www.youtube.com/watch?v=j71_ZwRyqPI  qui ci sono mie domande ai campioni, Simon, Blengini, Lucarelli, Jant, Cormio, ds giornalista.

8) Formula 1, i 40 anni dalla morte di Gilles Villenueve, il racconto di Renè Arnoux, video: “Non è morto per la rabbia post Imola, non è colpa mia”.

9) Rugby, l’affrescone da Reggio Emilia, con Rovigo, il popolo del rugby, si va verso la finale a Parma, Calvisano-Rovigo. il colore, il costume, la passerelle di politici e istituzioni persino al rugby, le wags, gli ex, Diego Dominguez, Brunel, la religione dell’ovale, del terzo tempo. 9-16 è il punteggio.

Zizzagando. 15 titoli di sport

Con Filippo Baldi Rossi

(v.zagn) 1) Il flemmatico Carlo Ancelotti si riprende in una sola Champions la sfortuna della finale persa con il Liverpool nel 2005, da 3-0 e poi ai rigori, le 3 superrimonte con il meglio del calcio europeo, Psg, Chelsea e Real Madrid. L’innesto del franco-angolano Kamavinga, nel secondo tempo, è del novembre 2002, viene dal Rennes, e ha 19 anni e mezzo. E’ esempio di un giovane lanciato ai massimi livelli, un buon esterno, magari non si perderà, ai massimi livelli, a differenza del portoghese Renato Sanchez, avuto da Ancelotti al Bayern Monaco. L’abbraccio con il figlio Davide, si commuove, è l’immagine più bella, come all’Europeo fra Mancini e Vialli. E la sua filosofia minimal, non conta tanto la formazione iniziale quanto quella finale.

2) Villarreal-Liverpool da 0-2, il sottomarino giallo difficilmente porterà ai supplementari i reds, restano le due semifinali in Champions league, per la località più piccola, da 50mila abitanti.

3) Perchè il Milan è favoritissimo, a Verona contro una squadra eccellente ma senza obiettivi, in casa con il Genoa, che quel giorno potrebbe retrocedere in anticipo, e a Reggio con il Sassuolo, pure senza motivazioni. Il parallelo con i Milan meno spettacolari, la stella con Nils Liedholm con Stefano Chiodi attaccante, sono scomparsi entrambi, e il tricolore con Alberto Zaccheroni, con Helveg e N’gottyt titolari.

4) “Spogliatoio di vermi” è la frase che costa il licenziamento a Mazzarri, al Cagliari. Così il presidente Giulini cerca di non pagargli i prossimi mesi di stipendio e anche evitare il rinnovo automatico sino al 2024 previsto in caso di licenziamento non nelle ultime 3 posizioni di classifica. Sempre al Cagliari, Davide Ballardini vinse il licenziamento per giusta causa intentato dal presidente Massimo Celllino nel 2012, ebbe giustizia 5 anni più tardi. Sempre più presidenti cercano il licenziamento per giusta causa, così è stato per l’addio del ds Faggiano al Genoa, per insulti al presidente Preziosi, nell’autunno del 2020, mentre nel volley Modena ha dovuto sborsare quasi 200mila euro, il doppio di quanto offerto, mentre la richiesta di danni del tecnico bulgaro era di un milione: la società gli aveva messo contro i giocatori, anche nella trasmissione televisiva di Trc, a Modena, per uscire dalle ultime due stagioni di contratto. Nel basket, l’allenatore di Varese è stato esonerato a metà aprile dopo avere salvato miracolosamente la squadra, Johan Roijakkers aveva apostrofato Guglielmo Caruso e Justin Reyes, “Non fare la fighetta” e “Giochi di m…”, durante i timeout con Trieste e poi uno sfogo durissimo negli spogliatoi all’intervallo. Per eccessi verbali, a Varese era già stato esonerato Attilio Caja nel settembre 2020, adesso è ai playoff con Reggio Emilia, è stato finalista in Fiba Europe cup ma non sarà confermato.

5) Calcio, la coppa Italia Primavera va alla Fiorentina, 1-0 nel recupero all’Atalanta, decide Giovanni Corradini, umbro, centrocampista, è il capitano. Sono 7 coppe Italia per i viola, a una dal Torino, 4 di fila, record. Si è giocato a Venezia, bergamaschi più pericolosi nel primo tempo, qualcosa in più per i viola, per l’ex giallorosso Alberto Aquilani sono tre trofei di fila, da allenatore, a soli 38 anni.

6) Vicenza-Lecce e i 14′ di recupero, il portiere biancorosso Nikita Contini in ospedale, dopo un petardo esploso dalla curva salentina, sullo 0-1, poi la rimonta berica, con un rigorino fatto ripetere e una conclusione da fuori. Il Lecce comunque salirà, chiude con il Pordenone retrocesso, adesso il Monza è favorito, sulla Cremonese, battuta incredibilmente in casa dall’Ascoli. Davanti a Berlusconi e alla nuova moglie, la vittoria larga sul Benevento. La responsabilità oggettiva era un bel deterrente, il Vicenza ha battuto il Lecce nonostante l’uscita di Nikita Contini, avesse perso si sarebbe ottenuto altro che lo 0-2 a tavolino. La monetina di Alemao assegnò il secondo scudetto al Napoli.

7) L’arresto del presidente della Reggina Luca Gallo, romano, per autoriciclaggio e omesso versamento dell’Iva, con il quale ha acquisito la società sportiva, c’è stato il sequestro preventivo di beni per 7 milioni. Il club non è interessato dall’inchiesta, ha portato in serie B gli amaranto e a due salvezze. Quando il presidente finisce in carcere, a fine anno era capitato a Massimo Ferrero, della Sampdoria, che ha dovuto fronteggiare numerosi guai con la giustizia, negli anni.

8) Domani sera finisce la serie B, la stagione regolare, il Lecce è quasi certo di salire in A, il Monza è favorito sulla Cremonese e mai è stato in serie A, ha perso 4 volate di fila sul finire degli anni ’70. Il presidente è Paolo Berlusconi, dal 2019, naturalmente paga Silvio, l’ad è Adriano Galliani e vuole restare davanti all’amico Ariedo Braida, con cui ha vinto quasi tutti i trofei del Milan dall’86.

9) Basket, la retrocessione della Fortitudo Bologna, con una giornata d’anticipo, perde nel finale al Dozza con Napoli, matricola salva. In serie A2 finisce la fossa dei leoni, un popolo, i maragli, mentre i fighetti della Virtus Bologna sono campioni d’Italia e di supercoppa e di nuovo in semifinale in Eurocup. Il presidente Pavani si è disimpegnato, ha rischiato punti di penalizzazione per gli stipendi in ritardo, Repesa si dimise alla 5^ giornata, aveva capito in anticipo che la società non era più da ambizioni di semifinale scudetto, Antimo Martino ha fallito come a Reggio Emilia, dopo buone stagioni a Ravenna e due ottime nella F. Il videoraccontone.

10) Basket, le 17 vittorie di fila per Brescia, dopo l’avvio con 8 sconfitte e 3 successi, è la squadra che più meriterebbe lo scudetto, in base al budget, è al debutto in serie A Alessandro Magro, di Castelfiorentino, 37 anni, da capo allenatore solo due salvezze in A2, con Omegna, e in Polonia. Carriera tanto da vice, stupefacente, ora. Con un Amedeo della Valle di nuovo da Nba, anche più che negli anni delle due finali scudetto a Reggio Emilia.

11) Basket, la Virtus Bologna è la prima italiana finalista di Eurocup, da quando la seconda coppa è passata sotto l’egida della Fiba, 83-73, le V nere sono rimaste sempre avanti, anche grazie all’ex Tornik’e Shengelia, georgiano, arrivato grazie allo stop alle squadre russe. Fra una settimana ospiterà a Bologna il Bursaspor.

12) Volley, Civitanova va sul 2-0 nella finale scudetto con Perugia, 3-0 stasera, con la novità Yant, cubano di 21 anni, schiacciatore, convincente con 12 punti, in particolare nel secondo set, il più tirato. Domenica sera può già chiudere lo scudetto, a Perugia, sarebbe il quarto negli ultimi 5 e il 7°, dopo essere uscita in semifinale di supercoppa e avere mancato le semifinali di Champions e di coppa Italia.

13) Rugby, una delle rare vittorie delle zebre, a Parma, il racconto di Michele Dalai: “Ci sta più vicina la regione Emilia Romagna della città di Parma”, il videoaffrescone dal Lanfranchi.

14) Domenica sono 40 anni dalla morte di Gilles Villeneuve, lo posso far ricordare dall’ingegner Mauro Forghieri, 87 anni, ancora lucido.

15) Quella voglia di cambiare lo sport, per motivi discutibili. Il pentathlon moderno leva l’equitazione e la sostituisce con la corsa a piedi a ostacoli, come un percorso da combattimento. Solo per i maltrattamenti in gara a Tokyo di Saint Boy, il cavallo che la tedesca Annika Schleu e la sua allenatrice avevano maltrattato durante l’Olimpiade. Era in testa alla gara femminile ma aveva avuto difficoltà a controllare il cavallo, assegnato tramite sorteggio. L’animale si era rifiutato di saltare un ostacolo e Annika, incitata dalla ct Kim Reisner, lo aveva colpito con frustate e speronate per costringerlo a saltare. Poi qualche schiaffo della stessa Reisner, espulsa dai Giochi per crudeltà verso gli animali. Il pentathlon moderno assieme a sollevamento pesi e pugilato, se non opererà profonde trasformazioni. Si vuole cambiare una disciplina presente ai Giochi dal 1912, un non senso.

Zizzagando. 12 titoli di sport

(v.zagn) 1) Quegli allenatori scelti a caso. Alexander Blessin è stato un giocatore appena discreto, in Germania, come allenatore 8 anni di giovanili nel Lipsia. In prima squadra, solo all’Ostenda, in Belgio, era quindicesimo. Al Genoa arriva solo perchè il gm è tedesco, Johannes Spors. Una scelta assurda.

2) La morte di Alberto Michelotti, il racconto da casa sua, per due ore, l’anno scorso: “Portiere sino ai 25 anni, il tifo per l’Atalanta, i fratelli. Gonella mi rubò la finale mondiale del 1978, in Argentina”. https://www.youtube.com/c/VanniZagnoliripreseeintervistecuriosecostume/search?query=michelotti. E giusto un mese fa, a Parma, ero andato a casa del fratello Giorgio, che raccontava le trasferte insieme, la conoscenza dei grandi personaggi, l’arte del dialetto.

3) Il ritorno di Giampaolo, alla Sampdoria, lo rivoleva già Osti, che ha ripreso la responsabilità tecnica, e dunque ottiene l’esonero, mentre il ds Daniele Faggiano avrebbe difeso D’Aversa all’infinito.

4) L’esonero di Shevchenko, 3 punti in 9 partite, ma una buona prova contro il Milan. Non andava preso ma meritava un pizzico di tempo in più. La voglia di estero, adesso, con Bruno Labbadia, tedesco di Lenola, provincia di Latina, è un buon allenatore ma non ha mai lavorato fuori dalla Germania, è un rischio.

5) Vent’anni fa, l’errore di Gresko in Lazio-Inter 4-2, la Juve campione d’Italia. Movimento simile, da sinistra, di Alex Sandro, e i bianconeri perdono un trofeo. Pirlo aveva meritato supercoppa e coppa Italia, Allegri non sta facendo meglio.

6) Il primo trofeo italiano per Edin Dzeko, a quasi 36 anni, alla 7^ stagione in A. Il quarto per Simone Inzaghi, a 45 anni. Aveva allenato solo la Lazio, prima di subentrare a Pioli, in A, nel 2016, veniva da 6 stagioni nel settore giovanile, il percorso che dovrebbe fare ogni tecnico – meglio in serie C e B -, piuttosto che partire dall’alto come tanti, solo perchè erano noti da calciatori, in particolare perchè giocatori offensivi.

7) La morte di Francisco Gento, bandiera del Real Madrid, a 88 anni. Uno degli ultimi sopravvissuti della squadra leggendaria, dalle 5 coppe dei Campioni di fila. I 6 parenti calciatori, un record.

8) Sci, la rinascita di Giuliano Razzoli, a 37 anni, reggiano, dalla storia unica, 12 anni dopo l’oro olimpico insegue ancora l’olimpiade.

9) La vivacità del pattinaggio su ghiaccio, l’argento agli Europei di Daniel Grassl nel singolo uomini, miglior risultato a parte i due ori e un argento di Fassi, negli anni ’50. E poi il terzo posto nella danza di Guignard-Fabbri, sono allenati da Barbara Fusar Poli.

10) “Ho preso il virus – racconta Marco Melandri – perché ho cercato di prenderlo e, al contrario di molti vaccinati, per contagiarmi ho fatto una fatica tremenda. Mi sono dovuto contagiare per necessità, dovendo lavorare e non considerando il vaccino un’alternativa valida”.

11) Basket, il giocatore di Cantù Robert Johnson licenziato perchè no-vax. Gli sportivi congedati perchè rifiutano i vaccini. 

12) Due begli esempi. Scherma, l’allenamento congiunto fra olimpici e paralimpici, nella spada, a Tirrenia. Immaginiamo come sarebbe nei vari sport se si potessero allenare assieme le nazionali assolute e quelle dei paralimpici. Volley, il via al fondo per la maternità. Ai 1000 euro al mese a ciascuna mamma istituito dal Coni, sino a un massimo di 10 mesi, si aggiunge l’iniziativa della federazione, con 500 euro al mese.

Zizzagando. 23 titoli di sport

(Con Paolo Dal Soglio)

(v.zagn) 1) Quando il migliore si infortuna gravemente, Federico Chiesa. Le incognite poi della ripresa, Roberto Baggio è stato angustiato da ginocchia fragili, Alessandro Del Piero dopo l’infortunio del ’97 non è più tornato il talento del ’95-’96. Quando il migliore si infortuna, per fortuna c’è il mercato, ma la Juve davanti era già senza un centravanti per vincere la Champions. L’usura del calcio moderno, gli infortuni ai campioni d’Europa: Spinazzola a metà Europeo, Acerbi e il tumore al testicolo ma probabilmente non c’entra lo sport, Florenzi anni fa, Meret è fragilissimo, Chiellini perde tante partite a stagione. Idem Verratti, Belotti.

2) Roma-Juve, lo stadio Olimpico raccontato da chi lo vede raramente. I tempi degli spostamenti, il percorso infinito, il traffico. E poi perchè avevo il parcheggio stampa, alla carriera. Andare allo stadio, in una grande città, arrivando da lontano, è un mestiere. L’accredito arriva via mail, è già tantissimo, il parcheggio anche.

3) I secondi per scelta. Mauro Tassotti è il simbolo, al Milan, esclusa una parentesi con Cesare Maldini, poi con Shevchenko, in Ucraina e al Genoa. Marco Landucci, dal 2008 a Cagliari con Massimiliano Allegri: “Sono stato fortunato. Vice al Cagliari, poi ai portieri per il Milan, alla Juve di nuovo primo collaboratore. Eravamo in 4, in panchina, facevano un allenatore, Massimiliano. Il bel gioco? Il risultato fa cambiare molte valutazioni, conta solo il lavoro, sappiamo di dover migliorare”.

4) Mourinho è un allenatore normale, dal 2016 ha vinto solo una coppa di Lega e una Europa league con il Manchester United. Forse gioca persino meglio di quando vinceva, ma quando ha rose normali, non super, non rende più di tecnici comuni. La strategia di comunicazione è unica, non incide per nulla sui risultati, semmai tacita solo il malumore dei tifosi.

5) La bella lotta per la salvezza, i colpi esterni di Salernitana, Cagliari e Spezia, la crisi del Genoa, unica con appena un successo in 21 gare. Shevchenko è inadeguato al calcio di alto livello, come club.

6) Il calendario spezzatino in molti sport per il covid. Fra campionati e coppe, converebbe davvero avere una partita al giorno, massimo due, in maniera da diluire le emozioni, fra impianto sportivo e tv. Magari due la domenica, comunque non più di due, in un giorno. E’ bello avere calcio, basket e volley ogni giorno. E poi uniformare le coppe, le partecipazioni: nel calcio, sono 4 in Champions, 2 in Europa league e una in Conference, in Conference l’Italia potrebbe chiederne 4, l’Europa per Sassuolo (una sola partecipazione), per la Sampdoria (manca dal 2010-11, nel 2015-16 perse il preliminare) e Verona (ultima Uefa nell’87-88). Nel basket, sono una in Eurolega (solo Milano, inaccettabile), tre in Eurocup, tre in Champions league e Reggio Emilia in Fiba Europe cup. Nel calcio femminile ha solo la Champions, con le prime due della serie A, si studiano l’Europa league e il mondiale per club.

7) Il girone di ritorno schizofrenico, Sassuolo-Empoli c’è stata meno di 100 giorni fa, il 31 ottobre. Tanto varrebbe, ogni tanto, fare proprio andata e ritorno come di coppa, a breve distanza. Fare anche tre trasferte di fila e poi in casa di seguito, giusto per movimentare, far parlare della serie A, anche a sproposito.

8) E continuano a sceglierli solo per il nome. Fabio Cannavaro è vicino alla Polonia, pallone d’oro con l’Italia ma da allenatore ha lavorato solo in Cina, i polacchi hanno tradizione. Roberto Venturato è ripartito dalla Spal, dopo le 6 stagioni al Cittadella. A 58 anni, meritava una grande squadra, neanche solo la serie A, sarebbe infinitamente più affidabile di Cannavaro per una nazionale.

9) Il Sassuolo si riprende fuori casa quanto lascia al Mapei. Del resto l’effetto pubblico a Reggio non c’è. A Empoli l’1-4 è nella sfida fra le uniche squadre di serie A non espressione di capoluoghi di provincia, in B c’è unicamente il caro, vecchio Cittadella. A segno l’intero tridente azzurro della squadra degli Squinzi.

10) La coppa Italia. La formula può anche andare, va però rovesciato il fattore campo. Atalanta-Venezia, in laguna avrebbe un fascino diverso, idem se fosse Fiorentina-Napoli, non parliamo della battaglia epocale fra Genoa e Milan, giovedì, nonostante la crisi del grifone.

11) Gli stranieri a capo dei grandi club. A mio avviso sarebbero perfette le proprietà ricche abbinate ai nostri dirigenti, come socio di minoranza, o anche alla pari. Penso al Parma, Kyle Krause doveva farsi assistere a lungo, condividere con i 7 di Nuovo inizio. Il management italiano è vincente, ad, dg, ds, gli americani vanno benissimo come investitori ma spesso buttano soldi, il caso del Parma è eclatante, un anno e mezzo di contro risultati, nonostante investimenti da Europa league. E ha licenziato il manager Jaap Kalma, olandese.

12) Paolo Vanoli: “Vado in Russia, finalmente faccio il primo allenatore di un club. Gli anni da vice Conte e vice Ventura, in nazionale. Ero il mancino delle 3 coppe in 100 giorni, con Malesani. L’arte dell’allenamento.

13) Il modello Figc, preso a modello dal rugby. La supercoppa femminile a Latina e a Frosinone, la finale allo stadio Benito Stirpe. Formula vincente può essere la final 8 del basket, ma andrebbe disputata dove manca la grande pallacanestro, quindi non in una città di serie A, al massimo di A2, magari in 2-3 città vicine. Non a Pesaro o in passato a Forlì, per la coppa Italia. Va portato il grande sport dove quello sport manca completamente, per provare a cambiare la cultura. Quindi, supercoppa e coppa Italia nelle regioni inconsuete, non come fa il volley, in casa dei campioni d’Italia – magari vicino, a Teramo – e la coppa Italia non certo a Casalecchio di Reno o a Milano, ma in Calabria o in Sardegna, in Molise o in Val d’Aosta. Persino all’estero, come ha fatto la serie A, per anni. E poi sogno la sfida maschi contro femmine, presto farei Juventus donne contro Juve o Inter. Magari proprio all’estero o in provincia. Ne parlerebbe il mondo intero. Presto, Conegliano contro Perugia o chi vincerà la coppa Italia.

14) Calcio femminile. In tre anni e mezzo, solari, la Juventus femminile è un fenomeno unico, con 8 trofei: 4 scudetti, una coppa Italia e 3 supercoppa; ha lasciato solo la coccarda tricolore alla Fiorentina, sul Brescia, e alla Roma, sul Milan, e una supercoppa, alla Fiorentina.
Di testa, Cristiana Girelli evita i supplementari, la bresciana è alla 10^ supercoppa della carriera, record mondiale, a occhio, e al 24° trofeo, fra Bardolino, Verona, Brescia (con Milena Bertolini) e bianconere. Trentuno anni, come idolo ha Del Piero, è amata dalle ragazzine, come dimostra un mio video, a Frosinone. Se la vede con Carolina Morace per il trono di miglior calciatrice italiana di ogni tempo.

15) Basket, Armani da impazzire, finalmente, in Eurolega, la vittoria a Barcellona. Quando l’Italia vince in Spagna, è raro.

16) Basket, Luis Scola ha smesso e a 41 anni fa subito l’ad. Di Varese. Una delle società più blasonate d’Italia. I soldi del consorzio sono pochi, da anni, eppure lui non può avere l’esperienza di fare il dirigente di riferimento. Tant’è che ha sbagliato l’allenatore, Adriano Vertemati, 40 anni, solo vice e tecnico di giovanili, 10 sconfitte in 14 gare. E adesso sbaglia ancora, con uno straniero sconosciuto, un olandese, Johan Roijakkers. Non posso credere che tutti i tecnici che hanno già allenato in serie A non accettino Varese. Che già ad aprile ha rischiato la retrocessione.

17) Basket, la favola del Derthona, 5° in serie A, al debutto. Il racconto di Tortona, con l’allenatore Ramondino, irpino pure esordiente, e con l’ad Ferenc Bartocchi, ex tecnico. “Basta una vittoria per le final 8 di coppa Italia. Abbiamo solo 27mila abitanti e dobbiamo giocare a Casale Monferrato, il nostro impianto sarà pronto nel 2023, ma non saremo una meteora”.

18) Rugby, il videoraccontone da Visano, Brescia, Alfredo Gavazzi, 8 anni da presidente federale e 16 da vice: “La cecità e la federazione. Servirebbe la lega, avrei fatto anche il presidente del Coni. L’azienda Tiesse robot e i figli rugbysti, la Kawasaki ha il 25%. Il Gazzettino voleva un presidente veneto. Aspettiamo fine stagione, per giudicare il flop delle zebre e anche il primo anno di Innocenti, nuovo presidente. Se penso che uno sia uno stronzo, glielo dico in faccia, è un problema”. Sul finire, ho coinvolto Ivan Malfatto, de Il Gazzettino: “Il suo evidente conflitto di interessi, Calvisano ha vinto 5 scudetti, nei suoi 8 anni al vertice federale. 4 alla sua presidenza, 10 per quanto ha fatto per la società, 9 da imprenditore” L’ora in officina, i figli: “Le responsabilità, la crisi del 2009-10. La famiglia”.

19) Volley, in campo con la mascherina. Alcuni giocatori del Vibo Valentia, contro Modena, in settimana, per dare un segnale. Mascherina e vaccinazione, per tutti.

20) Volley, Conegliano vince sempre, in Italia, l’ultimo trofeo concesso fu la coppa Italia del 2018-19, da allora due scudetti, 3 coppa Italia, 3 supercoppa. Per Paula Egonu 53 punti in due giorni, naturale mvp.

21) I 17 tennisti azzurri nelle qualificazioni, agli Australian open, straordinario dato, della vitalità di questo sport nel nostro paese. Sono 11 uomini, più i 7 nel tabellone principale, c’è la possibilità di avere la bellezza di 18 uomini in gara, un dato unico, fra gli sport più popolari al mondo.

22) Scherma, a Milano per i mondiali del 2023. Videoracconti con Santarelli, con Fichera, atleta e capo dell’organizzazione. La vita dell’ex presidente federale Giorgio Scarso. L’incontro mio con Cipressa, sulla diatriba con Di Francisca.

23) Formula1, la Ferrari. Mattia Binotto, abitante nel Reggiano, a Canossa, per la 4^ stagione di fila a capo della gestione sportiva. A ritroso, magari con tabella, tutti i capi della Formula1, con il voto. Male come i predecessori, a occhio. Cosa facevano prima e cosa fanno oggi.

Zizzagando. 28 titoli di sport

(vzagn) 1) La Salernitana rischia di non finire il campionato di serie A, le altre squadre chiedono alla Figc di non levarla. Il problema è a monte, bisognerebbe impedire ai patron di avere partecipazioni anche solo di minoranza in altri club, anche di dilettanti. Il Bari prima o poi risalirà anche in serie A, De Laurentiis non può averlo. Esistono, eventualmente, le seconde squadre, da costruire, solo la Juventus l’ha creata. La Salernitana non doveva essere di Lotito, come il Bari di De Laurentiis.

2) Inter e Milan favorite, poi l’Atalanta, il Napoli con Spalletti potrebbe peggiorare rispetto a Gattuso.
Shevchenko da ct dell’Ucraina ha fatto bene, il problema è che le proprietà spesso scelgono un allenatore in base al nome. Mazzarri e Colantuono sempre peggio, con Cagliari e Salernitana, liggiù sono in 4 per 3 posti, le altre hanno qualità superiore, compresa la Sampdoria.

3) La Fiorentina al quinto posto, con i Della Valle era stata 5 volte quarta e una quinta, con Paulo Sousa. E’ il valore aggiunto di Vincenzo Italiano, basta poco per valutare un grande allenatore anche giovane, come Dionisi, o vecchio come Andreazzoli.

4) Inter-Cagliari è la partita di Walter Mazzarri. I limiti del suo gioco, non è più di moda, si fa rimontare alla Sardegna arena da Venezia e Salernitana, allo scadere, si può salvare ma è lontanissimo dal quarto di finale di Champions sfumato ai tempi supplementari, in Chelsea-Napoli, con gli inglesi poi vincitori.

5) Sì, l’Atalanta è da scudetto, gioca come nessuno, solo l’Inter, forse, è al suo livello. Sesta vittoria esterna di fila, record societario.

6) L’Empoli stupefacente, settimo o almeno ottavo, con Aurelio Andreazzoli, 68 anni, uno che ha persino lavorato, durante la carriera di allenatore. Ha sempre fatto giocare bene, al Genoa meritava maggiore pazienza.

7) Luca Gotti compra una pagina su Il Messaggero Veneto per ringraziare i tifosi, vorrei farlo anch’io… Si poteva non confermare, non meritava l’esonero, dall’Udinese. Chissà se ritornerà a fare il secondo, alla Mauro Tassotti. Esistono buoni allenatori che per scelta restano vice, a vita.

8) Il Messina fallisce, in serie D, a neanche fine girone di andata si ferma, in campionato.
In serie C, il Sud Tirol comanda il girone nord. Allo stadio Druso non si fuma, fu il primo a vietarlo, in Italia.

9) Torna Giuseppe Galderisi, in serie C, a Mantova, subentra.

10) La coppa Italia. Aspettiamo sorprese. Stasera per la serie B ci provano Cittadella e Benevento, domani il Lecce, sempre fuori casa: fossero eliminate, anche soltanto ai rigori, negli ottavi avremmo solo squadre di serie A.

11) Le sedute a porte aperte a Bologna, mentre persino il Modena, in serie C, le ipotizza a porte chiuse, di sicuro per le riprese. L’esempio virtuoso, di Mihajlovic, rispetto a tanti pretattici. E poi ci sarebbero i diritti di immagine, il Sassuolo di fatto mi impedisce di riprendere un allenamento, anche il Parma, a meno che non sia per testata autorevole, di tradizione. La Reggiana non ha avuto problemi, esclusa la rifinitura. Il Carpi in serie D naturalmente autorizza, anche la ripresa. In serie B, tutte le sedute della Spal sono a porte chiuse, da anni, credo sia assurdo. Studierei anche a livello nazionale.

12) Il 7-0 del Manchester City, il 5-0 del Bayern Monaco. Sono le squadre più spettacolari d’Europa, poi magari non vinceranno la Champions league, però generalmente sono le più prolifiche e più offensive.

13) Mls, New York vince il titolo del soccer, in Usa, rivive il mito dei Cosmos. Sarri: “Khedira dopo la Juve ha disputato solo 5 partite, il gruppo era a fine ciclo. A Empoli dai playout in serie B a metà classifica in A la mia espressione migliore”.

14) Le figuracce dello sport mondiale, ai sorteggi e non solo. Il sorteggio rifatto è unico, ma le palline riscaldate, i sospetti, i dubbi. Per non parlare dei corrotti fra i presidenti delle federazioni mondiali di vari sport.

15) Il mio Sarri sulla Juventus è finito su Sky, la mia domanda: “Era un gruppo a fine ciclo”. “L’Empoli il mio top”.

16) l ministro della cultura attribuisce 95 milioni per il restyling dello stadio Artemio Franchi, a Firenze. Già c’è il credito sportivo, capeggiato da Andrea Abodi, ex presidente della serie B, a foraggiare club e comuni per gli impianti sportivi, con quel metro tanti stadi possono rientrare negli investimenti pubblici, tanti sono in centri storici, il Mirabello.

17) Finale di partita, la rubrica di Giuseppe de Bellis in prima pagina, su Il Giornale, per anni. Il finale di mondiale, ho sbagliato a non vederlo, ero al Mapei a raccontare le professioni da stadio. Tutti i grandi titoli cambiati in extremis, dal pareggio di Baggio in Italia-Nigeria a Usa’94.

18) Samuel Eto’o presidente della federCamerun, allora all’Italia mettiamo Gianluca Vialli o comunque una bandiera, minimo come presidente onorario.

19) Basket, la crisi di Varese, Cremona e Brescia in serie A, mentre Cantù a primavera era retrocessa. La Lombardia fatica.

20) Basket, il primato di triple di Stephen Curry, con 2973 punti dalla lunga distanza, in Nba. La differenza con l’Italia, l’arco negli Usa è più lontano. L’idea del tiro da 4 punti. O persino da 5, potremmo mettere, con i tiri dalla propria metà campo. L’incidenza delle conclusioni pesanti in questo sport. Potremmo ipotizzare un punto che vale di più anche in altri sport. Premiare con il quarto punto, nel calcio, la differenza reti di un match sopra i 3 gol. Nel basket, il 3° punto arriva magari con molti assist, con molte schiacciate, con pochi falli, con la percentuale realizzativa superiore al 50%. Nel volley, per spettacolarizzare il gioco, premiare con un punto chi effettua le difese più spettacolari, almeno una per set, gli scambi più lunghi. Oppure, almeno 5 muri per set.

21) Il boicottaggio degli Usa a Pechino 2021, olimpiadi invernali. I boicottaggi nella storia, il primo fu dell’Africa a Montreal 1976, poi gli Usa per l’Urss, infine il blocco dell’est a Los Angeles 1984, esclusa la Romania.

22) Sci, Federica Brignone vince, la valanga rosa continua a imperversare. L’articolo a firma di lei, se riesco, di Maria Rosa Quario, da una vita firma de Il Giornale, premiata come articolo del 2020 dall’Ussi, ha preso il covid e Fede le faceva da infermiera. L’intervista al padre, sconosciuto, o al fratello, che mi pare abbia.

23) Paralimpici, Luca Pancalli rieletto all’Ipc, gli italiani che hanno incarichi internazionali, in tutti gli sport, abbiamo tanti grandi dirigenti.

24) Atletica, Nadia Battocletti, la conobbi a Modena, intervistai la mamma, pure, campionessa europea di cross under 23, a Dublino.

25) La longevità di Kimi Raikkonen, 19 stagioni di formula uno, le prime 9 di fila, poi 3 di stop e altre 10. Un discreto pilota, sostanzialmente sopravvalutato.

26) Max Verstappen campione del mondo. L’Olanda così sportiva: calcio (club e nazionale), volley, ora anche il primo iridato di formula uno, con appena 17 milioni e mezzo di abitanti.

27) Nuoto, il mondiale in vasca corta, a Dubai. Razzetti campione, a Riccione l’avevo raccontato in video, anche da solo.

28) Canoa, Stephanie Horn, la tedesca che abita a Brescia è passata dal 4° posto olimpico a un procedimento disciplinare, si parla di 6 mesi di stop, dalla marina militare. Propiziato dal ct Daniele Molmenti, le hanno persino impedito di partecipare alla presentazione del libro pubblicato da Italia sul podio, di Enrico Ghizolfi, a fine novembre aveva programmato un evento in provincia de La Spezia. Molmenti non ne parla, chissà cosa sarà successo

Zizzagando. 10 titoli di sport

(v.zagn) 1) La serie C, 7700 spettatori per la sfida da primato, Reggiana-Cesena 0-0. Spettacolo dei granata, Diana: “Non copio De Zerbi nè Dionisi, ma sono bravi”. Magari il punto sulla serie C e sui campionati di basket, volley.

2) La morte di Ermanno Pieroni, portò l’Ancona in serie A, posso ricordarlo tramite la moglie Mariolina Maggiori, che lavorò al Livorno, o con Vincenzo Guerini, l’allenatore di quella promozione.

3) Gian Piero Galeazzi, intervistona con Franco Bragagna: “Gli aneddoti più belli. Piaceva perchè non si preparava, sui nomi nei mercoledì di coppa storpiava a caso. Glentoran divenne Glen Grant. “Che tocca fa’ pe’ campa’”, sul suo avanspettacolo. Competente sul canottaggio, faceva i pezzi chiusi da inviato, alle olimpiadi invernali. Le gag più riuscite nelle riunioni olimpiche con Claudio Icardi: “Facciamo ridere?”. Pierluigi Pardo è in parte il suo erede.

4) Il rinculo dei trionfi dell’Italia, nel calcio. Dopo i mondiali, le difficoltà: niente qualificazione a Euro 84, uscita negli ottavi ai mondiali dell’86. Dopo il mondiale 2006, fuori ai quarti, ma ai rigori, con la Spagna, che arrivava al top, e fuori al primo turno al mondiale in Sudafrica. L’Irlanda del Nord, nella storia e il ’58, dell’italia, la mancata qualificazione ai mondiali.

5) Pioli incontra Scariolo, che allena i campioni d’Italia della Virtus Bologna, vincitori della supercoppa, sto copiando il video su vannizagnoli.it. Bel connubio, potremmo proporlo in ogni sport vario, fra i tecnici campioni.

6) Bolt dice che avrebbe battuto Jacobs: cosa ne pensano il nostro campione, il ct La Torre e l’allenatore Paolo Camossi. Sfida affascinante, potrebbe sfidarlo in meeting, tornare ad hoc.

7) Valentino lascia, dopo Federica. Resta solo Buffon, ma bene a proseguire. Valentino ha vinto 7 mondiali, l’ultimo nel 2009. Poteva continuare come Buffon, sino ai 45, persino 50 anni, battere ogni record. I nemici: Max Biaggi e Marc Marquez. Il business di Tavullia, il ranch.

8) L’Arabia Saudita lancia il campionato donne, lunedì 22. Svolta epocale, la facciamo commentare a Milena Bertolini o a un’azzurra.

9) Volley, Conegliano eguaglia il record mondiale di vittorie di fila, 73, come Vakifbank Istanbul, imbattuta per 14 mesi, sino al gennaio 2014.

10) Tennis, Matteo Berrettini si ritira per una contrattura agli addominali, subentrerà probabilmente Sinner, finisce in lacrime.

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Jason Dupasquier, il padre di Andrea Antonelli: «Sono morti di serie C. Pagavamo per farli correre, mio figlio voleva salvare la moto»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/moto/dupasquier_incidente_andrea_antonelli_intervista_news_oggi_30_maggio_2021-5992619.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/motori/dupasquier_incidente_andrea_antonelli_intervista_news_oggi_30_maggio_2021-5992685.html

di Vanni Zagnoli

Si fatica a trattenere le lacrime, ascoltando Arnaldo Antonelli e la moglie Rossella, i genitori di Andrea, morto nel 2013, a Mosca, nella supersport, anticamera della Superbike.

“Oggi – ricordano – avrebbe 33 anni. E’ sepolto a Sanfatucchio, qui in Umbria”.

Mamma Rossella, 61 anni, è impiegata, papà Arnaldo, 61 anni, insegna educazione fisica e fa il preparatore atletico, a Castiglione del Lago, Perugia, 15mila abitanti. E’ il paese natale dell’ex centravanti anche dell’Italia Stefan Okaka Chuka, dell’Udinese.

“Abbiamo gli amici della onlus Andrea Antonelli, supporters che lo ricordano su facebook e sulla rete. Anche mio figlio giocava a calcio, diciamo che faceva finta, era stato proprio compagno di Okaka”.

Antonelli, come perse la vita, in Russia?

“Lo colpì un altro pilota, Zanetti, di Bergamo. La moto era scivolata sull’asfalto per la pioggia, lui cadde a uscire dalla pista, era a un metro dalla salvezza, attraversò l’asfalto a piedi per andare a riprendere la sua Kawasaki. Era nel team Go eleven, oggi secondo con la Ducati, nella superbike, grazie al britannico Chaz Davies”.

Cosa lo accomuna alla morte di Jason Dupasquier?

“La condizione di partenza, ovvero anche i genitori dell’elvetico pagano per farlo gareggiare. Nella sua carriera noi abbiamo investito 500mila euro, in tutto, non tutti coperti dagli sponsor. I soldi arrivano da amici, tutto fatturato, era rischi, per loro, nel senso che il ritorno di immagine non era certo”.

Andrea studiava?

“Era l’unico pilota ufficiale a lavorare, era geometra allo studio tecnico Maurizio Esposti, gli suggerii di non abbandonare una seconda strada, almeno finchè non fosse stato pagato, per correre. Ha un fratello, Luca, di 25 anni, laureato in economia e commercio, e al lavoro”.

Ieri cos’ha provato nel vedere le immagini drammatiche della caduta dello svizzero?

“Ho pensato subito che sarebbe morto. Era in mezzo la pista, quando ti colpisce una moto, sul casco, come minimo ti rompe l’osso del collo. Jason è stato centrato al capo e sulle gambe, neanche voglio immaginarsi come sarà devastato quel corpo. L’ho visto casualmente, in tv, fu la stessa scena ultima di mio figlio”.

Le è arrivato un risarcimento?

“Sì, ma inferiore a quanto percepisce una famiglia di chi, magari, perde la vita su uno scooter: meno di 200mila euro, sono andati a suo fratello, sono serviti per comprargli un appartamento”.

Dove sarebbe arrivato, Andrea Antonelli?

“Otto anni fa, era il miglior giovane pilota d’Italia, avrebbe coronato il suo sogno”.

Ora cosa si sente di dire alla famiglia di Dupasquier?

“Che è morto per la cosa che gli piaceva. Leggiamo di omicidi per futili motivi, di morti per circostanze incredibile, i nostri figli hanno perso la vita felici, nel senso che vivevano per correre, per essere in moto”.

La federmoto l’ha dimenticata?

“Il presidente Paolo Sesti ci aiutò nel contenzioso fra l’assicurazione e la federazione, il pagamento arrivò due anni dopo la morte. Ma posso dirle una cosa?”.

Prego…

“A Mosca la superbike non è più stata disputata. Perchè quella gara doveva essere rinviata, per la pioggia eccessiva”.

Al Mugello vince la Yamaha di Quartararo, 2° Mir davanti a Oliveira. Valentino chiude 10°. Cadute per Bagnaia e Marquez

Suo figlio che idoli aveva?

“Nei supermotard, aveva battuto addirittura Marco Simoncelli e Valentino Rossi. Erano i suoi idoli.  Guido Meda di Skysport ci manda regolarmente saluti, quando lavorava a Mediaset aveva capito le  potenzialità di Andrea. Ero anche il suo mental coach, dai 14 anni, aveva grandi potenzialità, magari dalla supersport sarebbe passato alla superbike, era al livello di Danilo Petrucci, il ternano da tempo in motogp, l’aveva battuto”.

La famiglia era presente, alla gara che gli costò la vita?

“Io era sul palazzo dell’arrivo, ho intuito subito che difficilmente si sarebbe salvato. Escluso in Australia, l’abbiamo sempre seguito tutti e tre, in camper, in un centinaio di gare, in 6 anni, in tutta Europa, ne abbiamo consumati due…”.

E’ diventato amico di Paolo Simoncelli, il padre di Marco?

“Non abbiamo mai avuto contatti. I nostri morti sono di serie C. Abbiamo 10-15 supporters, che non ci dimenticano”. Neppure con altre famiglie che hanno perduto piloti in gara, anche in formula1? Da Senna e Gilles Villenueve? “Solo con la Sara, la moglie di Doriano Romboni, morto a Latina nella manifestazione per ricordare Simoncelli”.

Dal Coni ha ricevuto solidarietà?

“Il presidente Malagò mi aveva riconosciuti agli internazionali di tennis, a Roma, si era interessato con Sesti, per il risarcimento”.

Moto3, Dennis Foggia si prende il Gran Premio del Mugello. Solo sesto Fenati, ottavo il leader mondiale Acosta

Moto2, Gardner vince al Mugello e allunga nella corsa al mondiale. Terzo Bezzecchi, scivola Di Giannantonio

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”