Enordest.it. L’imbattibile Pro Recco e la Samp dello sceicco

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/27/limbattile-pro-recco-e-la-samp-dello-sceicco/

Vanni Zagnoli

Il nostro zizzagare settimanale esce dal mondiale, naturalmente, e tocca gli sport vari.

Pallanuoto, il 16-8 della Pro Recco con il Barcellona, il terzo quarto è stato di 5-0. I liguri centrano il grande slam avendo già conquistato nel 2022 la Champions league, lo scudetto e la coppa Italia, è la 5^ volta che si aggiudicano tutto, anche questa supercoppa europea.

Miglior marcatore Di Fulvio, l’allenatore da questa stagione è il croato Sukno, 32 anni, già vincitore di 6 trofei, a Genova. Conegliano ha perso il mondiale per club e la Champions, nel volley femminile, la Pro Recco è il club imbattibile del nostro sport e ha il patron Gabriele Volpi, che ha lasciato lo Spezia un anno e mezzo fa.

Volley. Secondo Repubblica, è Giovanni Guidetti il ct individuato per il dopo Davide Mazzanti, che sta trattando l’uscita. L’allenatore modenese da una quindicina d’anni è il più continuo, in campo femminile, ha un palmares invidiabile e allena già Paola Egonu, adesso, al Vakifbank. Ha appena rescisso con la Turchia, uscita ai quarti ai mondiali, contro gli Usa. Poi il presidente federale Manfredi cercherà di fargli rinunciare al club di Istanbul, dal 2023-24, per averlo solo con la nazionale. Salvo che proprio non voglia fare un’eccezione per lui. E’ semplicemente il migliore. L’ipotesi che noi stessi auspichiamo è invece confutata da Gian Luca Pasini, su La Gazzetta dello sport, nel suo blog dal15al25.it: “Mazzanti dovrebbe arrivare agli Europei italiani”. Contrariamente proprio alla previsione di Pasini, alla vigilia del bronzo mondiale.

Volley, la bella idea della federazione, promuove il club Italia del sud femminile, è un modello per ogni federazione. Seleziona giovani nate dal 2006 in poi, in Campania e Basilicata, Puglia e Molise, Calabria e Sicilia, sotto la la direzione tecnica di Marco Mencarelli, plurimedagliato tecnico giovanile. Il sud è da sempre in sofferenza, nello sport ai massimi livelli, il presidente Manfredi e il segretario Bellotti tentano una soluzione pilota.

Taekwondo, l’oro mondiale del pugliese Vito Dell’Aquila, il primo millennial a essersi aggiudicato anche l’oro olimpico. Ha perso il primo round della finale con il coreano Jun Jang e poi l’ha dominato, nella sfida fra numero 1 e numero 2 del ranking dei 58 chili. E’ stata l’unica medaglia italiana a Guadalaxara, in Messico.

Tennis. A Torino c’è stato il pienone per le Atp finals, con i migliori 8 tennisti al mondo. Dal gruppo verde sono passati il norvegese Ruud e l’americano Fritz, terzo posto per il canadese Auger-Aliassime, ultimo per Nadal, che a 36 anni imbocca il viale del tramonto. Nell’altro raggruppamento, naturalmente primo Djokovic, il favorito, davanti a Rublev, fuori l’altro russo Medvedev e il greco Tsitsipas. 

In semifinale, doppio tiebreak per Djokovic su Fritz e successo più netto di Ruud su Rublev. Il norvegese si è battuto bene nel primo set, contro Djokovic, meno nel secondo.

E poi c’è la coppa Davis, con l’Italia che batte gli Usa a Malaga, nei quarti. Successo di Sonego, torinista, su Tiafoe, e sconfitta di Musetti, nel doppio Bolelli e Fognini superano Paul e Socks.

La Davis adesso è rapida, si giocano solo due singolari più il doppio, si è perso tanto del fascino tradizionale dell’insalatiera.

E poi il basket. In Eurolega è crisi per l’Olimpia Milano, alla 6^ sconfitta di fila, le ultime in casa, contro le turche. Ventinove punti subiti dall’Efes Pilsen, vincitore delle ultime due edizioni, una decina dalla capolista Fenerbahce. Messina rimette il mandato, se non ci sarà una reazione rapida. L’Armani è l’ultima con Berlino, con 3 vittorie e 7 sconfitte. Va meglio Bologna, a metà classifica, nonostante la sconfitta nel finale ad Atene con il Panathinaikos.

La Sampdoria è ormai nelle mani della famiglia Al Thani, Khalid Faleh è parente con i regnanti del Qatar. E’ confermato il finanziamento da 250 milioni per salvare la società che nel ’91 vinse lo scudetto. Gianluca Vialli si congratula. I 40 milioni andranno sul conto escrow, l’iter verrà completato con una rapida confermatoria, due diligence (con l’esclusiva concessa dal trustee Vidal) e quindi le firme sul contratto di compravendita della Sampdoria, dal trust allo sceicco.

Da “Enordest.it”

Enordest.it. Campioni dietro le quinte. Così li ho visti a Trento

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/10/09/campioni-dietro-le-quinte-cosi-li-ho-visti-a-trento/

Vanni Zagnoli

Sono passate due settimane dalla fine del festival della Gazzetta dello Sport, a Trento. Vale sempre la pena ritornarci, riassaporarlo. Cinquantamila spettatori, complessivamente, nei 4 giorni di eventi, ovvero presenze ai 130 momenti che abbracciano un po’ tutti gli sport.

Trecento gli ospiti, all’insegna del leit motiv “Momenti di Gloria”, fra i teatri e le sale trentine. In quei giorni già 16 milioni di visualizzazioni sui siti gazzetta.it e ilfestivaldellosport.it. 

“Lo sport è un esempio di come ci si deve comportare nella vita – dice il presidente di Rcs group, Urbano Cairo -, di come si deve agire nelle situazioni difficili, di come siano importanti la disciplina, l’impegno e la perseveranza. A Trento sembrava di essere nel villaggio olimpico”.

Il calcio ha portato sul palco Maldini, Zanetti, Batistuta, Ranieri, Sacchi e Capello. 

Abbiamo assistito al racconto di Jurgen Klinsmann, in particolare: “Ho visto la Juve di Allegri, gioca male. L’Inter può vincere lo scudetto. Il calcio italiano non è così lontano dalla Champions”.  In coda, le nostre domande

In Usa giocava fra gli amatori con un nome falso. Qui racconta di gag con Trapattoni. 

“Non c’è mondiale, senza Italia, la mia favorita è la Spagna”

Il passaggio chiave di Clarence Seedorf, sul fatto che dopo il Milan non ha più avuto offerte, nel nostro calcio.

“In Italia il sistema è più razzista delle persone, non c’è un vero e proprio razzismo, andrebbe cambiata la cultura, da scuola. Ci sono poche spiegazioni per le quali gli allenatori che hanno allenato il Milan dopo di me hanno subito trovato una squadra, anche in Italia, mentre io non ho ricevuto alcuna proposta. Qualcuno mi ha detto: “Ti farei una proposta irriguardosa”. E allora io direi fammela”.

In effetti, come media punti, al posto di Allegri, era andato molto bene, tantopiù che non aveva mai allenato.

Gullit è stato sul palco assieme a Sacchi, e pensare che i due al Milan non andavano propriamente d’accordo, al di là di quanto hanno vinto.

Ruud: “Ancelotti è unico, anche con il figlio allenatore, vince con il Real Madrid. Maldini mi ha sorpreso, è un grande dirigente”. https://www.youtube.com/watch?v=zDdTfLNzSIA

Alberto Cerruti ha incontrato cinque campioni del mondo del 1982, Bergomi e Collovati, Causio e Bruno Conti. Il più ciarliero era Spillo Altobelli. Hanno rievocato Enzo Bearzot, in parterre c’era anche la figlia

Per l’atletica, i miti Bob Beamon e Sara Simeoni, ma anche i campioni olimpici Desalu e Stano, il campione d’Europa Crippa, l’ormai ex Andrea Howe e Stefano Tilli, uno dei velocisti di punta degli anni ’80 e ’90.

Marcell Jacobs: “Agli Europei di Roma 2024 farò 100 e 200. Il record non è un’ossessione”.

L’allenatore Paolo Camossi: “E’ una forzatura dire che ci alleniamo per battere Bolt”. “Io però ci penso, al record – dice Marcell -. Sono molto esplosivo, con buoni piedi, ottima velocità fin da subito e cerco di tenerla”. 

Camossi: “Le partenze sono diverse, in base anche al blocco, a Tokyo raggiunge la punta massima velocità agli 84 metri, nessuno fra i grandi ha quel valore. Il sogno è che raggiunga la maggior velocità all’arrivo. L’obiettivo per il 2023 sarà ripetere questa stagione, disputando però 15 gare”.

Jacobs: “Gli infortuni sono dipesi dal virus preso in Kenya, ero stato 3 giorni in ospedale, resta nei muscoli per 6 mesi. Mi presenterò agli Europei indoor a Istanbul da campione, mentre ai mondiali di Budapest cercherò la medaglia che mi manca. Mi sento giovanissimo, sino ai 20 anni mi sono divertito, non ho spremuto tanto il mio corpo, posso reggere altri 10 anni”.

Anche le nostre domande. 

La nostra intervista a Filippo Tortu, con quel suo tono di voce e garbo unici.

“Papà mi allena non perchè è papà. E’ giusto che un bicampione olimpico come Jacobs adesso abbia i riflettori al posto mio”.

Qui è con Sky

Gli sport invernali hanno offerto una vetrina sui Giochi di Milano-Cortina 2026 e il consueto campionario d’assi: da Paris e Brignone alle leggende Compagnoni e Svindal, e poi Fontana, Lollobrigida, Moioli-Visintin. 

La chiusura è stata con Lindsay Vonn e con Sofia Goggia.

Anche le nostre domande. https://www.youtube.com/watch?v=2-fESlwMVLU&t=2s

Il tennis ci ha regalato una serata esilarante con tre dei quattro eroi della Davis ‘76 – Panatta, Bertolucci e Barazzutti – e un’ora di gustoso revival con Yannick Noah. 

Qui la nostra intervista, a parlare anche del figlio Noah, ex Nba, nel basket.

Gli amanti del basket hanno potuto lustrarsi gli occhi con le leggende Morse, Jura, Djordjevic, Riva, Peterson e con la coppia da panchina Messina-Pozzecco. 

Qui il nostro incontro con Chuck Jura, che giocò anche a Venezia

E poi Antonello Riva, che oggi reclamizza integratori alimentari.

E uno dei più grandi della pallacanestro, Djordjevic, fra giocatore e allenatore

Il volley ha fatto il pieno di applausi con gli azzurri neocampioni del mondo e il veterano Zaytsev. 

Il nuoto ha sbancato con la Divina Pellegrini e ha dato la ribalta a due dei grandi protagonisti dell’estate azzurra, i ranisti Pilato e Martinenghi, con Dibiasi-Cagnotto a rappresentare i tuffi, e Campagna punto di riferimento della pallanuoto. 

Questa la nostra intervista a Echeniche, uno dei campioni del mondo: “Gli oriundi in nazionale. E non c’è più nessuno in azzurro fra i primi campioni del mondo con il ct Campagna”

E poi il ciclismo con Nibali, Viviani, Colbrelli e i grandi del passato Adorni, Basso, Moser, Saronni, Bugno, Fondriest e Ballan.

Qui Elia Viviani faceva le carte al mondiale, poi vinto da Evenepoel.

“Van der Poel, Van Aert e Alaphilippe i favoriti. Il circuito è duro. Bennati non è un ct troppo giovane”. 

I motori con Binotto e Giovinazzi, Todt, Berger e Bayliss; l’alpinismo con i mostri sacri Wielicki, Caldwell e Barmasse; la vela con Soldini, Pedote e Tita; il golf con Rocca, Chimenti e Montali a parlare di Ryder Cup; la scherma con Montano, Garozzo-Volpi, Samele-Kharlan, Errigo e Navarria.

Questa è la mamma, di Alice Volpi, è brasiliana. 

Centinaia di persone, come sempre, sono salite in Trentino dal Veneto. Almeno per un selfie con i campioni.

Da “Enordest.it”

Zizzagando. 23 titoli di sport

Con Veronica Squinzi

(v.zagn) 1) Re Carlo, magno, Ancelotti, dall’Emilia alle 4 Champions, con la sua bonomia. Potrei tornare a Parma e filmare il convento in cui è cresciuto, dai salesiani. Lì ha imparato a essere sereno, serio, ma anche grazie al padre agricoltore, mezzadro, a Reggiolo. La prima moglie è scomparsa un anno fa. Considerati i successi anche da calciatore, è il personaggio più vincente nella storia del calcio mondiale, fra campo e panchina. E ha il figlio Davide come vice, sempre più responsabilizzato, binomio unico nel calcio mondiale di alto llivello. Il presidente federale Gabriele Gravina dovrebbe offrirgli la panchina azzurra, anche subito, per preparare l’Europeo del 2024 e il mondiale del 2026. Comunque quando Roberto Mancini lascerà l’offerta va fatta, a Carlo, e con convinzione.

2) La geografia della serie A, è sempre più delle regioni ricche: Inter e Milan, Atalanta, Cremonese e Monza, potrebbe essere record, di ogni tempo. Con due squadre Lazio, Emilia, Toscana, Liguria (ha perso il Genoa), Campania e Piemonte, poi Puglia, Friuli e Veneto. La Sardegna non c’è più, in serie A.

3) Il miglior allenatore della serie A è stato Igor Tudor, al Verona, anche più di Stefano Pioli campione d’Italia, lascia perchè probabilmente il presidente Setti vuole vendere, anzichè investire, è anche proprietario del Mantova.

4) Rino Gattuso emigra in Spagna, al Valencia, 9^ in questa Liga. Il calcio italiano non può farselo sfuggire, penso alla 9^ di serie A, il Verona perde Tudor doveva provarci, almeno.

5) L’epica dei playoff, da provare almeno come playout salvezza, in serie A. O per un posto in Confederation cup.

6) Pisa-Monza 3-4 ai supplementari, 2-0, 2-2-3-2. Silvio Berlusconi in tribuna con gli occhiali, con la “moglie” Fascina, è il trionfo di Adriano Galliani, classe 1944. La prima serie A del Monza, dopo 4-5 assalti persi, soprattutto negli anni ’70. Partita epica, decisa anche dalla panchina lunga di Giovanni Stroppa. Che resterà e il Monza proverà a salvarsi.

7) Il Vicenza spera nel ripescaggio, in serie B, ma non ne parla. La Diesel e il presidente Stefano Rosso ripartono. Ma Federico Balzaretti è all’altezza di fare il ds?

8) Lascia il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, 5 finali playoff perse in serie C, una in B, la retrocessione di un anno fa, pur avendo vinto a Torino con la Juve. Era una perla del sud, re del fotovoltaico.

9) Padova-Catanzaro 2-1, Oddo in finale, con i biancoscudati, contro il Palermo.

10) Nel Lecce entra una banca italo-svizzera, si va sempre più verso le proprietà miste, modello Atalanta, è la soluzione migliore, soldi stranieri e management italiano che in buona parte resta.

11) Primavera, Roma-Juventus 2-0, da Sassuolo, le interviste video esclusive a Ndiayè, della Roma, e al centrale difensivo della Juve Fiumanò.

12) Roma, Alberto de Rossi lascia dopo 29 anni la primavera, resta alla Roma: “Avvisato per tempo, inizia un nuovo progetto. La delusione è per la sconfitta. Meglio la Conference, dovendo scegliere, meglio vincere con la prima squadra, dovendo scegliere, rispetto alle donne e alla giovanile”.

13) Omogeneizzare i campionati di vertice dello sport, almeno italiano. Si va dalle 20 squadre di serie A e B alle 6, sei, del rugby femminile. La superlega di volley è con appena 12 squadre, l’ultima era a 13. Il femminile è a 14, comunque poche, per uno sport tanto praticato e vittorioso.

14) Basket, l’ultimo capolavoro di Gianni Petrucci, 77 anni, licenzia il ct Meo Sacchetti che ha qualificato l’Italia vincendo in Serbia. Basta, basta eterni, basta chi domina anche in lega. Siamo in un paese gestito da vecchi, attaccati alla poltrona, gente che rovina il lavoro di campo. Meo Sacchetti ha dato spettacolo a Sassari, con lo scudetto e trofei, a Cremona, con la coppa Italia, con una squadra che poi ha rischiato di non iscriversi e adesso è retrocessa. Ha sbagliato solo a Bologna, Fortitudo, l’ansia di Pavani, presidente adesso fuori, ha voluto licenziarlo e quest’anno è retrocesso e indebitato.

15) Basket, Pozzecco era stato escluso ingiustamente da Repesa, alla Fortitudo Bologna, ha avuto problemi con tanti allenatori, da tecnico si è fatto notare per le bizzarrie, a Sassari per la verità ha avvicinato lo scudetto, perso contro la Reyer Venezia, però… Da qui a vederlo ct della nazionale… E’ un po’ come Mancini, solo che Mancini da tecnico è arrivato alla nazionale a 54 anni e con tanta più esperienza anche in panchina rispetto a Gianmarco. Curiosamente, sarà un politically scorrect ct, forse l’unico.

16) Basket, il videoraccontone da Bologna, nell’albergo di Tortona, 4 stelle con piscina, Chris Wright con la famiglia nella hall sino alle 2,30, aveva battuto un male terribile, a Torino.

17) Volley, manca un metro di altezza al palaBigi, Reggio deve emigrare, per l’A1. Scopelliti, uno degli eroi della promozione, arrivata dopo 27 anni: “Temo che la società venderà il titolo sportivo a Vibo Valentia”. Il patron Santini: “Non ha senso emigrare a Modena o Parma, città rivali a Reggio, mentre Mantova è lontana”. “E neanche a norma”, osserva il presidente di Lega Righi. Sponsorizzata Conad, come il rugby semifinalista scudetto, Reggio proverà a giocare in deroga, l’unico problema è sulle difese con la palla che inpenna, il soffitto è di 8 anzichè 9 metri.

18) Rugby, il videoaffresco da Parma, del doppio scudetto di Padova, Valsugana e Petrarca, con i racconti delle professione. “Ingegnera aerospaziale e contadina”. La religione del nordest e del rugby”.

19) Pallanuoto, il 34° scudetto della Pro Recco, arriva con l’allenatore Sandro Sukno, alla bella con Brescia, 5-2, punteggio da neanche tennis, si è segnato pochissimo, prevalgono la difesa ligure, la tattica, l’agonismo. Il patron Gabriele Volpi fa l’editore, de La Ragione, esce 5 giorni la settimana. Un anno fa lasciava lo Spezia all’americano Platek, con la condanna per illeciti con giovani stranieri a bloccare 4 sessioni di mercato di fila. In 20 anni, la Pro Recco ha concesso solo, a Brescia, due scudetti, 2003 e l’anno scorso, e una coppa Italia.

20) Ciclismo, il 4° posto di Vincenzo Nibali. Quando il podio sfiorato ha un valore inestimabile, a 38 anni resta il miglior italiano, peccato che non voglia imitare Valverde, lo spagnolo è ancora competitivo, a 42 anni, nè tantomeno Davide Rebellin, a 51 anni fermo solo per un grave infortunio.

21) Atletica, la Fantini, parmigiana, figlia di fidentino, direi, al record italiano del martello, super. Altra disciplina poco muliebre.

22) Tennis, la storia di Martina Trevisan, con lo youtube ha battuto l’anoressia.

23) La ginnastica su La7d è un bel segnale, si porta in tv il fascino, la coppa del mondo di Pesaro, bravi.

Zizzagando. 21 titoli di sport

(v.zagn) 1) L’ennesima impresa del cholismo, la vittoria dell’Atletico Madrid a Manchester, con lo United. Simeone è il miglior interprete al mondo del vecchio gioco all’italiana, della vecchia Argentina e dell’Uruguay, l’attesa, la rottura del gioco avversario.

2) Messi e Cristiano Ronaldo escono anche quest’anno agli ottavi di finale, incidono sempre meno nelle partite chiave, a 35 e a 37 anni.

3) La fiaba del sottomarino giallo, il Villarreal, dal rigore sbagliato da Riquelme, nella semifinale di Champions, una quindicina d’anni fa, al rigore parato da Rulli al portiere De Gea del Manchester United, nella finale di Europa league dello scorso anno. 50mila abitanti, solo 10mila in più del Sassuolo. Capitale della ceramica, pure, il Villarreal. Si parte dall’1-1 con la Juve, a Torino.

4) Il Chelsea difende in Francia il 2-0 d’andata. In campionato è terzo, ormai fuori dal discorso scudetto, ha vinto il mondiale per club ma adesso Abramovich prova a vendere il club, ha fissato il prezzo in 3,4 miliardi di euro ma secondo gli analisti vale 2,3 miliardi. L’incasso andrebbe alle vittime della guerra in Ucraina, c’è l’interesse di una cordata svizzero-americana.

5) I parametri sempre più stringenti per l’ammissione delle società ai campionati, l’indice di liquidità fra percentuali e coefficienti da definire ma è un bel segnale per evitare fallimenti in corsa e vicende che si trascinano come quella del Catania.

6) La morte di Juergen Grabowski, a 77 anni, era l’ala della Germania Ovest campione del mondo nel ’74, fu in campo anche a Città del Messico nel leggendario 4-3 conquistato dall’Italia in semifinale. Chi è ancora in vita della nazionale tedesca che conquistò il secondo mondiale.

7) Chi è Lorenzo Casini, l’avvocato romano di 45 anni nuovo presidente di Lega calcio. E’ capo di gabinetto del ministero della cultura e professore agli alti studi di Lucca.

8) Gli eterni, Francesco Ghirelli a 73 anni diventa vicepresidente della Figc, rappresenta la Lega Pro dal dopo Macalli e ha sempre portato equilibrio. Umberto Calcagno sarà invece il vicepresidente vicario, è il presidente dell’assocalciatori.

9) I 7 pareggi di fila del Genoa, i 16 totali in 29 partite, il nuovo allenatore Blessing, belga, convince ma resta a -6 dalla zona salvezza, a 9 giornate dalla fine è durissima.

10) Giampaolo alla prova della Juventus. Nel 2009-10 fu molto vicino proprio ai bianconeri. La Sampdoria con lui fatica ancora, è solo a +4 sulla zona retrocessione.

11) La giornata di squalifica per la curva dell’Hellas Verona, i precedenti. Come al solito una minoranza che fa cori contro, discriminatori condiziona una società. E non hanno considerato lo striscione gravissimo, esposto all’esterno e rimasto per fortuna per poco.

12) Lo striscione assurdo all’esterno dello stadio Bentegodi, firmato curva sud, con le bandiere di Russia e Ucraina e poi una serie di numeri che rappresentano le coordinate di Napoli, come una indicazione a ‘colpire’ la città mentre infuria la guerra. Le diatribe storiche fra tifosi di Verona e Napoli, dal “Vesuvio lavali col fuoco” alla risposta curiosa: “Giulietta era ‘na zoccola”. Molto nasce dal trasferimento di Dirceu dal Verona al Napoli: “Dirceu, ora non sei più straniero, Napoli ti ha accolto nel continente nero”.

13) La curiosità, l’under 17 della Vis Pesaro rifiuta di giocare a Masone, in casa della Reggiana, perchè il palo è storto, per 3 centimetri. La terna arbitrale ha avallato la richiesta, la Vis Pesaro spera di avere la vittoria a tavolino, di sicuro non è un bell’esempio per i giovani.

14) Tiro a segno, il ritorno in Italia di Niccolò Campriani, tre ori olimpici, ha smesso presto ed è stato dirigente del Cio, si occuperà di strategia e innovazione.

15) Atletica, Zane Weir raggiunge Leonardo Fabbri come secondo pesista di sempre, all’aperto, con 21,99, eccellente anche Nick Ponzio, a 21,99.

16) Sci, le mie domande a Federica Brignone. “Quando smetterò, anche se è molto lontano il giorno, rimarrò nell’ambito dello sci. Voglio trasmettere la passione per la natura, insegnare lo sport ai bambini e quanto ti insegna nella vita. Ho tante idee da coltivare. Penso a un bel viaggio a qualche anno in cui mi costruisco una vita diversa. Dai 15 anni, la mia vita è stata un susseguirsi di trasferte, di viaggi, di impegni. Me la sono goduta alla grande, mi sono veramente divertita, prima di costruirmi una famiglia vorrei avere maggiore libertà di azione prima di entrare nel mondo del lavoro. Vorrei dedicare tempo agli sponsor che in questi anni ho trascurato per gli impegni, adesso torneremo a festeggiare in presenza. Mi verranno un sacco di idee, appena avrò smesso. Farò sempre sport, surf, bici, sport acquatici”.
Sulla coppa del mondo, invece. “Mi serve una regolarità superiore, quest’anno ho fatto 4 buchi in gigante e in discesa non ho raccolto molto, mi mancano fra l’altro i punti dello slalom. Comunque a questa stagione do 8”.

17) Sci, Sofia Goggia vince la coppa del mondo di discesa libera, tenterei per il pezzo a firma sua, considerato anche l’argento olimpico.

18) Volley, Trento passa in Germania, è in semifinale di Champions, 3-0 all’andata, 2-0 e poi 2-2 e qualificazione, a Berlino. Affronterà Perugia.  L’uscita di Civitanova, in Polonia, contro il Jastrwebski, 0-3 nelle Marche e 0-2, terzo set anche con vantaggi della Lube e poi il 2-2. L’ex ct Blengini aveva già perso la supercoppa in semifinale, il mondiale per club in finale e la coppa Italia uscendo ai quarti. Gli resta lo scudetto, da difendere, è secondo, dietro Perugia, il calo dei vecchi Juantorena e Zaytsev è inevitabile, la conferma che un anno fa De Giorgi non meritava l’esonero, dalla Lube.

19) Pallanuoto, la 16^ coppa Italia per la Pro Recco, a Genova, riprende a vincere, naturalmente su Brescia, che le aveva levato lo scudetto. Decide un rigore parato dal portiere azzurro Marco Del Lungo, a 3’ dalla fine, impedisce la possibile rimonta dei campioni d’Italia, sono otto coppe Italia di fila, mentre nel 2020 non venne disputata per il covid.

20) Tennis, a Bologna un girone di coppa Davis di quest’anno, la conferenza stampa con il presidente federale Binaghi e la Vezzali.

21) Rugby, il terzo tempo dei tifosi di Rovigo, in trasferta a Reggio, con i giocatori campioni d’Italia, il videoracconto.

Ilmessaggero.it. Pallanuoto, la 9^ Champions della Pro Recco, sul Ferencvaros. Volpi e il club più titolato al mondo. Terza Brescia, scudettata

(ilmessaggero.it)

di Vanni Zagnoli

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/pallanuoto_la_9_champions_pro_recco_domina_ferencvaros-6004793.html

Fra i maschi, è l’impresa dell’anno, per lo sport italiano. La Pro Recco si aggiudica la Champions League di pallanuoto battendo 9-6 gli ungheresi del Ferencvaros Telekom. A Belgrado arriva il 9° titolo per i genovesi nella massima competizione europea, sono i primatisti al mondo, con anche 6 supercoppe Len e una Lega adriatica.

Aggiungiamo i 33 scudetti, non l’ultimo, vinto da Brescia, la scorsa settimana, per 3-1. E lì l’allenatore Alessandro Bovo e i giocatori lombardi ci avevano confermato: “Recco resta la favorita, per final8, dal momento che in Champions, non c’è limite al numero di stranieri in acqua”.

La semifinale con il Barceloneta è stata più impegnativa della finale con i magiari, che ieri avevano superato di due reti proprio Brescia. I lombardi oggi si sono aggiudicato il terzo posto.

E’ il successo del presidente Maurizio Felugo, già consigliere della serie B di calcio, del presidente Gabriele Volpi, che ha firmato promozione e salvezza in serie A, con lo Spezia, salvo venderlo a due terzi di stagione agli americani.

Recco festeggia sul podio, con Francesco di Fulvio, figlio d’arte, due anni fa premiato come miglior pallanotista al mondo, e con la leggenda Eraldo Pizzo, il caimano, l’immortale, il simbolo di questo sport in Italia. La diretta Sky è con il ct Sandro Campagna, mister palombella, della vittoria all’olimpiade di Barcellona ’92, con Ratko Rudic in panchina. E’ campione del mondo in carica, aveva già vinto il titolo un decennio fa, a Tokyo vuole riverberare la leggenda dell’italico waterpolo.

E’ festa per la Liguria intera, per la regione simbolo di questo sport che in Italia non ha il seguito che meriterebbe, comunque molto di più della pallamano, di cui rappresenta la variante in acqua. Gioisce l’allenatore Gabriel Hernandez, spagnolo, che aveva messo in bacheca il primo titolo di recente, la coppa Italia, ha 46 anni ed era una scelta sorprendente, per il dopo Rudic.

Recco, dunque, sollevò la prima Champions nel ’65, con Pizzo in acqua, la seconda nell’84, 4 nel primo decennio del nuovo millennio e solo due nello scorso, nel 2012 e nel 2015. Volpi ha speso tanto, per gli uomini in calottina, si aggiudicava lo scudetto dal 2006, da allora ha perso solo la coppa Italia del 2012 e il campionato a Brescia. Gli va stretta la pallanuoto, a 78 anni ha la nazionalità anche nigeriana, è proprietario dell’Arzachena, club sardo di calcio, in serie D. Dispone di un patrimonio di 3 miliardi di euro e si occupa di logistica petrolifera, è stato il secondo azionista di banca Carige e anche proprietario del Rjieka calcio, in Croazia.

E’ stato giocatore di pallanuoto e operaio, lavorò a Lodi e come propagandista medico per la Carlo Erba, è in Africa da 45 anni. E’ stato anche indagato per varie vicenda, resta il più grande magnate nella storia della pallanuoto italiana. Peccato che non esistano la supercoppa italiana e il mondiale per club, perchè diversamente i biancocelesti avrebbero un palmares ancora più smisurato. E’ talmente generoso che per anni non ha fatto pagare, alla piscina di Punta Sant’Anna, per le gare interne, per fare proselitismo: “Solo nei playoff”.

Se Conegliano vince tutto, nel mondo, ma da pochi anni, la Pro Recco è al top, in questo millennio e ci resterà anche quando Volpi dovesse lasciare. Ai figli.

Da “Ilmessaggero.it”

Zizzagando. 15 titoli di sport

Con Alex Cordaz

(v.zagn) 1) Panchine girevoli, ai massimi livelli, continuamente. Zidane lascia il Real Madrid, Koeman il Barcellona, Conte l’Inter, Pirlo la Juve, Gattuso il Napoli, ma tantissime, situazione unica.

2) I 50 anni dalla morte di Armando Picchi, Gianfranco Bedin mi diceva che era già un grande allenatore.

3) La scelta spiazzante del Parma, Enzo Maresca allenatore, ha vinto la Premier league 2 con il Manchester City, anni fa era stato esonerato dall’Ascoli, aveva debuttato dalla serie B, eccessivo, come per tanti allenatori. E’ una scelta azzardata.

4) Paratici lascia la Juve, dunque. Paga l’affaire Suarez, la scelta di Sarri, il mercato che non convince. In realtà il presidente Agnelli dovrebbe salutare se stesso per la superlega e tutti gli errori eventuali avallati. Così torna Allegri e ritorniamo al suo calcio sparagnino, modello Conte.

5) Gli scudetti non più monolitici: in Italia l’Inter interrompe la serie della Juve, in Francia il Lille sul Psg.

6) La morte di Tarcisio Burgnich, naturalmente, ricordato da ex compagni dell’Inter e della nazionale.

7) Gli 80 anni di Gianpaolo Pozzo, seguono di 8 giorni quelli della moglie, Giuliana Linda (il cognome). E’ il patron più longevo, dall’86, esclusa naturalmente la famiglia Agnelli. Il nordest, lo stadio di quasi proprietà, il pubblico, Zico e i due preliminari di Champions league. In serie B, i Gabrielli sono al Cittadella dal ’73, come da mio racconto per Libero di un decennio fa, intervistona al patron Angelo, che andava allo stadio con il respiratore.

8) Gattuso alla Fiorentina, per ora è un lusso, può cambiare la storia viola, finalmente di patron Commisso. De Zerbi in Ucraina dispiace, meritava una grande, fra Napoli, Fiorentina, la stessa Inter, addirittura.

9) Una società professionistica, la Sambenedettese, in serie C, si può portare a casa da fallimento con appena 540mila euro, avessi soldi ne piglierei una, per prendermi soddisfazioni. L’immobiliarista Renzi dovrà però fronteggiare il debito, almeno in parte, è romano, di adozione, e ha battuto un coreano, si partiva da 400mila euro.

10) L’uscita anche del Bari, di Laurentiis, agli ottavi di finale, di fatto della serie C. Fuori anche il Modena, a sorpresa, 0-2 con l’Albinoleffe dall’89’ e poi un rigore.

11) Le proprietà che investono soldi negli stadi: gli americani al Picco e al Tardini. Ma gli stadi non sono privati.

12) La fiaba del sottomarino giallo, dunque, il Villarreal, dal rigore sbagliato da Riquelme, nella semifinale di Champions, una quindicina d’anni fa, al rigore parato da Rulli al portiere De Gea. 50mila abitanti, solo 10mila in più del Sassuolo. Capitale della ceramica, pure, il Villarreal.

13) Nuoto, Benedetta Pilato, il record sui 50 rana, disciplina non olimpica, la precocità superiore a Federica Pellegrini, lo stile non così popolare e il personaggio non glamour.

14) Pallanuoto, l’affrescone su Brescia, c’ero, anche dopo, alla cena dello scudetto, è il secondo. La Pro Recco perde dopo 14 anni. “Ma resta più favorita di noi, in Champions”. Videoracconto.

15) Tiro a volo, Chiara Cainero oro nello skeet, da due volte mamma.

Zizzagando. 14 titoli di sport

Con Giovanni Lombardi

(vzagn) 1) La promozione della Salernitana in serie A, dopo 23 anni, 3-0 nel finale. Il Monza resta davanti al Lecce. Spal fuori dai playoff, vanno Chievo e Brescia. Il Pordenone salvo senza playout. Il secondo grande miracolo di Castori, dopo la serie A a Carpi e la quasi salvezza, a Carpi.

2) La probabile maledizione per il Monza, le promozioni in serie A perse in volata negli anni 70. Il focus sull’arbitra, Maria Marotta, a Reggio Calabria, la prima donna in serie B.

3) Le fiabe del calcio. Quando il Bari, dalla serie C1, con Bolchi allenatore, arrivò in semifinale, di coppa Italia. Quando il Giarre affrontava una grande, di serie A. Adesso non sarà più possibile. Forlì-Milan, C2 contro i campioni, raccontai Franco Varrella, poi vice di Arrigo Sacchi.

4) Le partite no della Juve di Pirlo, i due 0-3 interni, con Fiorentina e Milan, lo 0-1 con il Benevento. L’1-1 di Crotone, con il Verona, a Benevento, l’uscita con il Porto.

5) La Juve si consola con lo scudetto femminile, il 4° di fila, il Milan può arrivare in Champions. La serie A è solo a 12 squadre, in coda il Bari ha solo 3 punti, una vittoria in 20 gare, fa mal figurare lo sport italiano.

6) Le proprietà straniere in difficoltà, in Italia, per mancanza di liquidità, esattamente come Zhang: l’indonesiano Thohir all’Inter non ha investito molto e ha venduto. Il cinese del Parma Lizhang non ha pagato e ha perso la società, Lorenzo Sanz (scomparso da poco) perse 8 milioni, ai tempi del dopo Parmalat; Pallotta alla Roma ha soprattutto venduto; Tacopina aveva preso il Catania, nei mesi scorsi, da poco ha rinunciato. Il cinese Yongyong Li aveva preso il Milan, affidandosi a Fassone e a Mirabelli, è risultato inadempiente, con Berlusconi. Il Venezia era fallito con il magnate russo Korablin.

7) Neymar, dunque, resta al Psg sino al 2025. Però il bilancio in Europa non è ancora appagante, con la finale di un anno fa e la semi di quest’anno.

8) Hanno ragione Real, Barcellona e Juve: “Pressioni inaccettabili per chiudere la superlega”.

9) I 9 scudetti di fila del Bayern, i tedeschi eguagliano la Juventus. Le serie da record nei principali campionati europei.

10) Basket, Marco Baldi era nel roster di Milano, nell’ultima final4 di Eurolega. “Il mestiere di scouting, in Nba, appagante, ma meno rispetto a quando ero gregario. Trinchieri sarà il prossimo allenatore italiano in Nba. Gioco per voi Olimpia-Barcellona, la semifinale, con i 5 confronti”. Videoraccontone.
Professione scouting, ai massimi livelli, in tanti sport c’è e sono figure anche mi pare ben pagate e considerate.

11) Pallanuoto, il fenomeno della Pro Recco, 15 coppe Italia, battuta l’antagonista del millennio, in Italia, Brescia, che ne ha vinta una, in un decennio di finali. Dal 2011, solo Savona, nel ’13, disputò l’ultimo atto, al posto dei lombardi.

12) Volley, la morte per covid del re dei procuratori, Pietro Peja, il primo, praticamente, sottorete. Poi presidente di Modena.

13) Il tas boccia il ricorso di Schwazer, di sicuro la Wada non ci sta a passare per fessa, per scorretta, e allora si muove per evitare di riabilitare Alex e il grande Donati. Unico. E Bragagna, che non parla più di Schwazer?

14) Canoa, gli Europei a Ivrea, i due podi: Giovanni De Gennaro e le squadra, argenti. Le barche qualificate per Tokyo.

Zizzagando. 16 titoli di sport

Con Kyle Krause

(v.zagn) 1) Oggi compie 40 anni Samuel Eto’o, l’attaccante del triplete dell’Inter, che si adattò a fare l’esterno, a difendere, a Barcellona.

2) Gli stadi intitolati a viventi, il Maracanà diventa Pelè, in Paraguay; ad Asuncion, uno stadio si chiama Roberto Bettega. A chi si potrebbero intitolare i grandi stadi italiani, il Sardegna arena a Gigi Riva, il Bentegodi a Osvaldo Bagnoli, sono i presidenti onorari, il Tardini a Nevio Scala, esempi. Per l’Olimpico scegliamo una bandiera di Roma e Lazio.

3) Gli insulti razzisti su instagram al francoalgerino Adam Ounas, per avere segnato al Torino, con il Crotone: “Figlio di… devi svegliarti morto domani, devi morire, coglione, sei un cancro del c..”. Una raffica incredibile, rarissima.

4) I Veron come i Maldini, nell’Estudiantes nonno, padre e figlio. Cercherei altri casi.

5) La parabola di Low alla guida della Germania, la lascerà dopo gli Europei. Ha vinto il mondiale del 2014 ma ha anche perso parecchio, è il ct più longevo, in carica dal 2006.

6) I Rangers tornano sul tetto di Scozia dopo 10 anni, ne sono passati 9 dal fallimento, con ripartenza dalla quarta serie. E’ il titolo numero 55 nella storia del club, dal fallimento aveva sempre vinto il Celtic, l’altra squadra di Glasgow. Rangers imbattuti da 32 giornate e sempre vincenti nelle 16 gare.
Le strisce più lunghe: 15 scudetti di fila per il Tafea (Vanuatu, dal 1994 al 2008-09); 14 per il Lincoln (Gibilterra) dal 2002-03 al 15-16 e lo Skonto Riga (Lettonia) dal ’91 al 2004; 13 Rosenberg (’92-2004, Norvegia) e Bate Borisov (Bielorussia, 2006-2018); 11 Dinamo Zagabria (Croazia, 2005-06/2015-16), 10 Dynamo Tbilisi (Georgia, 1990-1999) e Dynamo Berlino (Germania dell’Est 78-79-87-88), seguono Juve e Celtic, la striscia juventina è aperta, quella degli scozzesi si è fermata. I club più scudettati d’Europa. 55 scudetti Rangers (Scozia), 53 Linfield (Irlanda del Nord), 51 Celtic (Scozia), 45 Olympiacos (Grecia), 37 Benfica (Portogallo) e 36 Juventus (Italia).

7) La nazionale di calcio a 5 qualificata con due giornate di anticipo per gli Europei dell’anno prossimo, in Olanda, grazie al successo sul Belgio.

8) Sir Alex Ferguson, la biografia: “Dopo l’emorragia non riuscivo a parlare, nel 2018. Mi è sempre dispiaciuto lasciar partire i giovani dal Mancheter United, spezzare i loro sogni”. Fra questi c’era il talento di Giuseppe Rossi.

9) Volley, mamma e figlia contro, nella serie B2, a Garlasco. E’ accaduto un mese fa, in realtà, vedo ora, Katarina Kovacova, con Garlasco, contro la 16enne Carolina, della seconda squadra di Busto Arsizio. Per il giorno della festa della donna.

10) Tuffi, quanto è potente la romana Chiara Pellacani, campionessa italiana di tuffi. Raro, a 18 anni, nello sport che privilegia magre e definitissime, tantopiù considerata la giovane età, ufficialmente è data 155 cm per 53 chili. Una panoramica delle sportive non magre, a partire da Chiara Rosa, del peso.

11) Il quarto posto nel triplo, agli Europei di Torun, in Polonia, di Tobia Bocchi, parmigiano, 24 anni, per 2 negli Usa, alla Ucla Bruins, con una borsa di studio. Le borse di studio negli Usa per gli sportivi italiani o comunque chi va negli Usa all’università. Nel basket, Alessandro Lever, ex Reggio, ma pure Davide Moretti, figlio di Paolo, ora all’Armani Milano. Amedeo Della Valle è stato al college.

12) Damiano dei Maneskin e Gianmarco Tamberi, sono i personaggi che piacciono tanto ai giovani italiani. Magri, istrionici, ambigui, magnetici. Zaniolo, Gimbo. Tutti e 3 hanno oltre 100mila follower su instagram. E poi dovrei pensare ad altri personaggi del genere, che piacciono alle giovani. Io preferisco Bonera, 40 anni quest’anno, fra i collaboratori di Pioli. 785 follower su instagram. Intendo che lo sport è fatto anche di normalità, di anonimato, non per forza di personaggi che con le foto e i video e la bellezza diventano milionari.

13) Sci, la coppa del mondo di Marta Bassino, di gigante. Unito all’oro nel parallelo mondiale, il personaggio.

14) Pallanuoto, cambia ancora il ct, arriva Carlo Silipo, che ha 3 pizzerie, una a Malta. Me lo raccontava al festival della Gazzetta, un anno e mezzo fa, nel secondo youtube che da lunedì è chiuso e chissà se e quando ritornerà. Subentra a Paolo Zizza, che paga la mancata qualificazione alle Olimpiadi ed è durato solo un anno e mezzo, metà mandato fermato dal covid.

15) Showboard, la grandezza di Fischnaller, a 40 anni la coppa di gigante, dopo l’argento iridato. Gli altri grandi longevi degli sport invernali, a partire da Armin Zoeggeler nello slittino.

16) Il ritorno sul podio di Arianna Fontana, argento ai mondiali di short track, dunque la portabandiera dell’ultima Olimpiade della neve non ha smesso.

Il Messaggero. Pallanuoto, le vittorie di Martina Miceli: sul podio come campionesse di parità (ma quanta fatica)

(Ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/donna/mind_the_gap/pallanuoto_le_vittorie_di_martina_miceli_podio_campionesse_di_parita_sport_donne_mind_the_gap-5733463.html

di Vanni Zagnoli

«No, non sono mai stata molestata. Ma quando mi hanno detto: Che colpa ne ho io se siete nate donne? È stata come una molestia». Martina Miceli, 47 anni, romana, è la pasionaria della pallanuoto italiana, la più nota fra le nostre allenatrici di sport di squadra, dietro a Milena Bertolini e a Carolina Morace. Sin da quando era giocatrice si è battuta per la parità dei diritti.

La nazionale di pallanuoto maschile ha fatto il suo debutto nel 1920, mentre il Setterosa ha debuttato solo agli Europei del 1989…

«Però vincemmo due mondiali e l’olimpiade del 2004, ad Atene. Allora ci fu anche un’interrogazione parlamentare perché le medaglie del nostro sport fossero pagate allo stesso modo e non la metà, rispetto ai podi maschili. Andammo più volte al Maurizio Costanzo show, ci furono scioperi, interviste e colloqui a livello istituzionale. Alla fine abbiamo ottenuto l’equiparazione, come già accadeva per le nuotatrici».

Come convinse il presidente Paolo Barelli, tuttora in carica?

«La battaglia fu senza esclusione di colpi, come in acqua. L’equiparazione forse oggi per le nuove leve è scontata, ma per la nostra generazione non lo fu affatto. Tuttavia non riuscimmo mai a far riconoscere lo stesso trattamento economico per le borse di studio delle nazionali».

In realtà adesso per le atlete è garantita la stessa cifra dei pallanuotisti.

«E questo mi rincuora».

A occhio era lei la sindacalista di quel Setterosa…

«Eravamo tutte molto compatte, e questo ha rappresentato la nostra forza; avevamo vinto tutto, nessuna si è mai tirata indietro. È normale che una squadra maschile abbia più sponsor, le istituzioni però dovrebbero tentare di equiparare i generi, dal momento che noi non facciamo meno fatica o sacrifici inferiori, in vasca».

Da allenatrice ha avvertito discriminazioni?

«In panchina è diverso. L’unica distinzione non importa se sei allenatore o allenatrice – è essere credibile. Il mio disagio è verso chi pensa che le allenatrici siano lì perché donne, e non perché capaci e tecnicamente preparate. Non mi piace essere una specie protetta, se alleno ad alti livelli è perché ottengo risultati, non perché devo rientrare nelle quote rosa».

In che senso?

«Quando ho ottenuto dalla federazione il compito di allenare la nazionale universitaria mi hanno dato veramente fastidio i messaggi del tipo: finalmente una donna, finalmente le quote rosa rispettate. Mi piace pensare di essere lì non perché donna ma perché valgo. Se raggiungerò ulteriori traguardi, sarà solo per quello che avrò dimostrato in piscina».

Da chi le sono arrivati questi apprezzamenti?

«Sa più di uno, anche sui social. Da allenatori non si bleffa, si va avanti solo con la qualità».

Ha faticato per raggiungere questi livelli?

«Come sempre, anche da atleta, è il bello dello sport».

Mai subito molestie?

«No. All’epoca delle nostre battaglie ci dissero Non abbiamo colpa se siete nate donne».

E chi glielo disse?

«Non lo rivelo, ma chi lo pronunciò se lo ricorda».

Dov’è cresciuta?

«A Ostia. A 18 anni andai a Catania, per giocare, e poi anche Pescara e Firenze, per poi riavvicinarmi a Roma».

I genitori osteggiarono la sua scelta?

«No, anzi, mi incoraggiarono anche perché loro stessi praticavano il nuoto. Mio padre Enrico, oggi 84 anni, fece mille sacrifici, per assecondare la mia passione».

Cosa manca allo sport al femminile per colmare il gender gap?

«Dovremmo auto-rappresentarci. Non ci sono tante donne fra i dirigenti, e nessuna in ruoli decisionali».

Da “Il Messaggero”

Zizzagando. 17 titoli di sport

Con Berat Djimsiti dell’Atalanta

(v.zagn) 1) Phil Neville lascia l’Inghilterra, semifinalista mondiale femminile, per l’Inter Miami, del suo amico Beckham. Quando il calcio maschile, anche non di primo piano, conserva un fascino, un peso superiore, rispetto al femminile.

2) Davide Nicola, allora, un altro ex della squadra viene scelto per la panchina, il Torino. Gli altri sono Pirlo, Simone Inzaghi, Prandelli che aveva già allenato la Fiorentina, D’Aversa tornato a Parma. Ballardini per la quarta volta. Nicola, torinese, della provincia, alla guida del Toro, è l’unico allenatore di serie A, comunque abbastanza raro.

3) Roberto Stellone riparte dal basso, dall’ultimo posto in serie C, con l’Arezzo, aveva firmato due promozioni con il Frosinone, restando in corsa per la salvezza in serie A sino a una giornata dalla fine. Poi gli esoneri di Bari, Palermo (dopo la finale playoff persa con il Frosinone) e Ascoli.

4) Dierckx (Parma) è il primo 2003 a esordire in A, tantopiù dall’inizio.

5) Bilbao vince la supercoppa di Spagna, è la 3^ della sua storia, la prevalenza di giocatori baschi, il budget dunque molto più basso rispetto alle Barcellona, Real Madrid e anche all’Atletico Madrid.

6) La prima espulsione al Barcellona di Messi, dopo 753 partite. Ne aveva presa solo una in nazionale, nella finale del 2019 di copa America, per il terzo posto, fu comunque bronzo, sul Cile. Le espulsioni dei supercampioni.

7) Yeferson Soteldo porta il Santos in finale di Libertadores, è alto uno e 60, come Rui Barros, è venezuelano. I piccoli e il calcio.

8) Federico Zanchetta (Spal), figlio dell’ex del Chievo, oggi allenatore dell’under 17 dell’Inter. Gabriele Artistico (Parma) nipote dell’ex centravanti Edoardo, che segnò in tutte le categorie, dalla serie A alla D. E poi Mattia Pagliuca (Bologna), il figlio di Gianluca. C’è un Bia, devo controllare se è il figlio di Giovanni, procuratore.

9) Basket, l’outing di Lehmann, svizzero, di Zurigo: “Molti giovani hanno smesso di fare sport di squadra quando hanno scoperto di essere gay. Nel dicembre 2019 iniziai ad accusare attacchi di panico. Ora mi concentrerò più serenamente sulle qualifcazioni della Svizzera alle Olimpiadi del 2024″.

10) I videoracconti, la storia di Vincenzo Di Pinto, il veterano del volley fra A1 e A2, è a Taranto, secondo in A2: “I bed and breakfast, mia figlia e mio genero a Londra, io stesso ne ho condotto uno per qualche anno. La malattia di mia moglie mi fece optare per restare in Puglia. La semifinale scudetto a Macerata. La gestione dello stress, il tempo di recupero giocando due volte la settimana, i lunghi viaggi. Non andiamo in aereo per timore del covid, negli aeroporti. Qui sono anche ds. Sono 41 anni di volley quasi ininterrotti. Quell’ottavo ai mondiali con la Spagna, il mio unico doppio incarico”.

11) I videoracconti, Vincenzo Mastrangelo, allievo di Vincenzo Di Pinto, che l’ha battuto: “Ero già d’accordo di restare a Castellana, si è inserito Gubinelli. Ciascuno pensa per sè, non c’è solidarietà, rispetto, nella categoria. Ero violinista: la Rai aveva 4-5 orchestre di musica classica, ora forse una. Sappiamo cosa va in tv in Italia. Mi sono diplomato in conservatorio, poi ho scelto di giocare e allenare, la cultura non paga, cioè non si monetizza con la cultura”.

12) Atletica, il primato del mondo indoor di Fabrice Zango, con 18,07, prima volta oltre i 18 metri, nel salto triplo. E’ il primo del Burkina a stabilire un record mondiale e il primo africano primatista nei salti.

13) Motociclismo, la morte dello spagnolo Arturo Tizon, a 36 anni, aveva disputato il mondiale 250 per 3 stagioni. Stava andando in moutain bike in montagna, vertigini e caduta.

14) Pallanuoto, il preolimpico a Trieste, di qualificazione per l’Italia femminile. Con la Francia, poi l’Olanda, più difficile, la Slovacchia. Venerdì i quarti, poi semifinali e finali. Probabile la semifinale con Ungheria o Grecia, si qualifica solo chi vince le semifinali, due in tutto, non è facile.

15) Pallamano, Gauthier Mvumbi il pivot del Congo enorme, totalmente antiatletico e antiestetico, eppure efficace. Esempi di stazza e sovrappeso. Nel peso, Valerie Adams, Nuova Zelanda, 1,93 per 120 chili, due ori olimpici e 4 mondiali.

16) Il climber che scala il grattacielo in sedia a rotelle. Paralizzato da 10 anni, è arrivato sino a 250 metri, su torre NIna, a Honk Kong, in 10 ore, è il primo paraplegico a riuscire nell’impresa.

17) Rugby, l’esonero in avvio di settimana, con 5 mesi di anticipo per Crowley, a Treviso: paga la doppia sconfitta con le Zebre, è alla quinta stagione nella Marca. Pensiamo a cosa avverrebbe in altri sport proseguire con un allenatore che si sa destinato a lasciare.