Zizzagando. 30 titoli di sport

A destra, Giuseppe Gibilisco, al centro Andrea Longo

(v.zagn) 1) Il solito squagliarsi delle italiane in Europa. L’Atalanta va agli ottavi, la Juve faticherà con il Villarreal nonostante il 2-2 in Spagna, la Lazio è uscita senza neanche raggiungere i supplementari, il Napoli ha preso 4 gol allo stadio Maradona in un’ora, dal Barcellona, teoricamente in crisi.

2) Il minimo di pareggi, 3 in 26 partite, per la Fiorentina. Sopra gli 8 pari ci sono soltanto il Genoa con 14, l’Udinese con 11, il Cagliari con 10 e il Sassuolo con 9. Nella lotta per la salvezza, sarebbero comunque utili, si gioca davvero sempre per vincere.

3) La voglia di scudetto della Juve, la rimonta analoga al 2015-16 è possibilissima, ora, con quel potenziale, unico, per la serie A.

4) Giovanni Simeone re di marcature multiple: 3 al Venezia, 4 alla Lazio, sempre al Venezia e alla Juve. Nella prima stagione in una squadra fa sempre benissimo, è nella seconda che si siede. Con il colpo del Cagliari a Torino, il Venezia diventa la terza candidata alla retrocessione, anche se deve recuperare la partita con la Salernitana.

5) Il campionato più bello, con 4 in lotta per lo scudetto, persino la Fiorentina, 8^ e potenzialmente in corsa per la Champions, dal Sassuolo in su per il 7° posto da Conference cup. Dall’Udinese in giù, dunque sono in 7, per tentare di salvarsi, con il Venezia in crisi.

6) La finale di coppa Italia del 1976-77. A metà ripresa gol di Aldo Maldera, scomparso, nel finale Giorgio Braglia. Fu l’addio al calcio di Mazzola e del paron Nereo Rocco, che allenava il Milan. Le formazioni: Albertosi; Sabadini, Maldera III; Giorgio Morini (12′ Boldini), Bet, Turone; Bigon, Biasiolo, Calloni, Rivera, Braglia. All. Rocco. Inter: Bordon; Canuti (70′ Guida), Fedele; Oriali, Gasparini, Facchetti (scomparso); Pavone, Merlo (76′ Grosselli), Anastasi, Mazzola, Marini. All. Chiappella. Angiolino Gasparini, dunque, titolare, nell’81 venne arrestato per detenzione di cocaina, era nel ritiro dell’Ascoli e fu la prima volta che quella droga entrava ufficialmente nel calcio. E la storia di Maurizio Grosselli, 3 partite in coppa Italia, nessuna in campionato, aveva 18 anni, ai tempi della finale, poi non andò oltre la serie C1, è un esempio di Carneade, assoluto, giocatore che nessuno ricorda ma titolare nell’unico derby di finale di coppa Italia.

7) Fiorentina-Juve, la provocazione di David Pizarro, ex viola: “Credo che i tifosi viola ricorderanno uno a uno chi sono i familiari di Vlahovic (ride)”. Ma è possibile che Dusan avesse un fratello morto durante la guerra. Sto controllando da mezz’ora, esce lifebogger, da donnaglamour.it, ma non c’è il nome di questo presunto fratello. In ogni caso non è una bella frase, anche se scherzosa, a radio Bruno Toscana.

8) Gli 80 anni di Dino Zoff, il mito, la serenità, il rapporto con Enzo Bearzot. La scelta di dimettersi da ct per la critica del premier Berlusconi.

9) La Cremonese sola in testa alla serie B. E’ il secondo capolavoro di Fabio Pecchia, dopo la promozione in A con il Verona, per il resto non ha mai completamente convinto, pur portando a casa la coppa Italia di serie C, con la Juve under 23, nell’anno del lockdown. I meriti di Ariedo Braida nella costruzione dei grigiorossi, a quasi 76 anni.

10) Parma, il rinnovo di Buffon, sino al 2024, per una stagione, sino ai 46 anni e mezzo: “Sarebbe stato un peccato tirarmi indietro. È una bella giornata – racconta -. È successo quello che volevo io, il presidente, i tifosi e spero tutta la città. Se non credessi in quello che stiamo facendo non avrei accettato il rinnovo. Questa per me è una sfida ancora molto entusiasmante. Sento di poter dare una grande mano. Non c’è niente di meglio che poterlo fare qui a Parma. Il presidente Krause ha molto entusiasmo, è ambizioso e ha ben chiaro dove vuole arrivare, anche se in questa prima fase ci sono stati colpi di assestamento”. Il Parma in questo momento è 9 punti dai playoff. “Il mio ritorno a Parma è stato condizionato da un legame profondo che ho sempre avuto con la gente di Parma e la città. In questo momento era importante compiere un atto di responsabilità dando la mia totale apertura a questo prolungamento”.

11) Le terne dei premiabili da Assocalciatori, ci sono anche per il calcio femminile, mancano giusto le 3 possibili allenatrici e i 3 arbitri della serie A femminile, per il resto c’è par condicio totale. Tanta Atalanta, giustamente, della Juve solo Chiesa e Cristiano Ronaldo.

12) Arbitro donna denuncia insulti sessisti, squalificato un allenatore nel campionato Under 14 alla Spezia. La società presenta ricorso. “Numerose frasi offensive e discriminatorie per motivo di sesso da parte dell’allenatore, di sostenitori e calciatori non meglio identificati”.

13) Finisce dopo 54 partite la striscia di imbattibilità della Juventus Women, battuta per 2-1 a Empoli. Dove è riuscito l’Empoli maschile (13 risultati utili per i bianconeri) sono riuscite le azzurrine, seguite da Rebecca Corsi, figlia del presidente. Quasi 3 anni senza sconfitte, la striscia è iniziata nel marzo del 2019 con Rita Guarino in panchina e proseguita quest’anno con Joe Montemurro. Due gol presi nel primo quarto d’ora, poi uno segnato e nel finale un rigore sbagliato.

14) La via di fuga degli sportivi dall’Ucraina è la Romania, ci sono arrivati l’ex arbitro Luciano Luci, designatore in Ucraina, Roberto De Zerbi con il suo staff, e anche per l’ex allenatore della Roma Fonseca, prima che poi ritornino nei rispettivi paesi. E l’ex designatore Nicola Rizzoli è consulente arbitrale in Ucraina.

15) Chi sono le 3 vittime sportive in Ucraina, il biathleta Malyshev, 19 anni, e due calciatori: Vitalii Sapylo (21 anni), del Karpaty, terza divisione ucraina, e Dmytro Martynenko, attaccante 25enne dell’Fc Hostomel, seconda divisione, di cui è stato miglior giocatore e anche capocannoniere.

16) L’ex campionessa di pallavolo Ekaterina Gamova, russa, contro Putin, su instagram. “Questa pagina vergognosa rimarrà per sempre nella storia del mio paese… Non avrei mai immaginato che la Russia avrebbe attaccato uno stato europeo, bombardato e sparato. Il mondo intero ora è contro la Russia, impone sanzioni. Non vogliono vederci nei loro paesi, vogliono isolarci. Il nostro governo deve fermarsi il prima possibile. Avrei potuto tacere? Avrei potuto. Ma mi vergogno e ho paura. Sappiate che in Russia ci sono molte persone contrarie a ciò che sta accadendo… Mi dispiace…”

17) Ezio Gamba, bresciano, si è naturalizzato russo, è stato oro a Mosca nel judo e argento a Los Angeles ’84. E’ stato maestro di judo di Putin. Csi, comunità stati indipendenti, era la sigla della Russia dopo l’Urss, dopo la disgregazione, e con quella dicitura partecipò agli Europei del ’92. Adesso si chiamerà Rfu.

18) Basket, la guerra riporta anche un campione in Italia. Daniel Hackett alla Virtus Bologna, l’esclusione dalle coppe di volley e di basket delle squadre russe può portare altri campioni. Per la Segafredo è un colpo in stile Zanetti, come Teodosic, Mannion e Belinelli, anche se i piccoli sono fin troppi. Hackett è stato a Treviso, Pesaro, Siena e Milano, dove vinse lo scudetto del 2014, alla 7^, su Siena, da allora è passato in Grecia, con un titolo all’Olympiacos, e poi l’Eurolega ’19 Mosca. Con la nazionale mai un buon rapporto con Petrucci e allora si è fermato nel 2019. Contratto sino al 2024, quindi due stagioni e mezza.

19) Basket, la sconfitta dell’Italia in Islanda dopo due tempi supplementari, le figuracce del nostro sport nella storia. Quando l’Inter perse in casa con i finlandesi del Turun Palloseura, nell’87. L’olimpica battuta dallo Zambia nella finale per il 3° posto all’olimpiade di Seul ’88. La sconfitta della nazionale di volley di Berruto con l’Australia, in World league, al punto che il coach chiese scusa.

20) Basket, i 60 anni Antonello Riva, il mito di Cantù e poi Milano. Ha il record di punto con la nazionale, da anni pubblicizza su facebook integratori: “Non mi piaceva più fare il dirigente”. Ne compie 90 Luis Vinicio, o’Lione, ex Napoli e da allenatore anche all’Avellino.

21) Volley, ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione della coppa Italia. Il presidente di Lega Righi: “I 15 secondi per ogni servizio, abbiamo due ore su Rai2, sulle 2 ore la palla è in gioco solo 33′, mediamente. C’è la videocheck room, per abbassare la pressione ambientale su chi riguarda le immagini”. Insomma sarà diverso rispetto a Spezia-Roma, all’arbitro vicino ai tifosi e ai giocatori.
“Chi vince va in coppa Cev e a disputare la supercoppa della prossima stagione”. Le semifinali sono sabato, Piacenza-Perugia, con Perugia favoritissima, e Milano-Trento.
Leon: “Per l’ucraino Plotnisky la situazione è molto particolare, è concentrato su quanto deve fare, ha il supporto della squadra, per quanto vive l’Ucraina. A me non pesa essere considerato il migliore al mondo, da anni. Mi manca la Champions league, non ho tutti i trofei ma ogni giorno prego per restare in salute e inseguirli.
Lorenzetti: “La guerra riaccende il dolore nei miei genitori. Certe situazioni lasciano segni per sempre.
Piazza, allenatore di Milano: “Destabilizzare le solite 4 che si contendevano i trofei fa bene al movimento. Ci sono squadre per acchiappare tutti i trofei, nel volley è più difficile che ci sia il Verona di Osvaldo Bagnoli del 1985”.
Matteo Piano: “Quando ho scelto Milano, anni fa, ero conscio di non essere più da ogni finale, ma resto un sognatore e c’è la forza per provare a raggiungerle. Sono le stesse sensazioni che muovono le società a investire”.

22) Volley femminile, la 3^ sconfitta stagionale di Conegliano, a Novara. Aveva perso il mondiale per club e poi in casa con Monza. Le pantere non sono più invincibili e solo terze, in serie A1, dopo quei due anni perfetti.

23) Scherma. Daniele Garozzo ha finito gli esami, a 29 anni, fra un mese sarà medico. E’ la dimostrazione che sport e studio possono combaciare, il catanese nel fioretto vanta l’oro di Rio e l’argento di Tokyo: “Ho impiegato 10 anni e 5 mesi, ma neanche un minuto di quello studio è andato perduto”.

24) Scherma, il primo podio di Davide Filippi, padovano, nel fioretto, in coppa del mondo, al Cairo, a 23 anni.

25) Scherma, Olga Kharlan è alla Virtus Bologna, ucraina, è la moglie di Luigi Samele, l’argento azzurro a Tokyo. Lei super ai mondiali, non altrettanto alle olimpiadi.

26) Ad Ancona meglio che ad Aubière: un altro primato italiano per Sveva Gerevini, con 4451 punti nel pentathlon, diciassette in più di un mese fa in Francia. La cremonese di 25 anni piazza due risultati eccellenti, i 60 ostacoli in 8.38 e il lungo in 6,34.

27) Atletica, ai campionati di Ancona, il record italiano sui 60 indoor di Zaynab Dosso, 7”16, è di Rubiera, Reggio Emilia, originaria della Costa d’Avorio. Il flop di Larissa Iapichino del lungo, tre nulli, il terzo inizialmente è stato dato, a 6,50, poi invalidato in una sorta di Var postumo. 6″55 per Jacobs, dovrebbe scendere verso i 6”40 per essere da oro al mondiale indoor di Serbia, dal 18 al 20 marzo.

28) Coppia nella vita e sul ghiaccio, lanciano la sfida sui pattini a Milano-Cortina. Sara Conti, milanese, e Niccolò Macii, bergamasco, vengono dal 7° posto agli Europei di pattinaggio artistico di figura, hanno sfiorato la qualificazione a Pechino e diventano la nostra coppia per Milano-Cortina.
Alle olimpiadi di Pechino c’era un altro italiano, Richardson Viano, 19 anni, gareggia per Haiti, è stato adattato da una coppia torinese e è arrivato 34° nel gigante, primo haitiano alle olimpiadi.

29) Ogni tv valorizza gli sport di cui ha i diritti. La nazionale di rugby è su Sky e su tv8 e allora Rai2, la Domenica sportiva, dà solo il risultato. Le Zebre Parma sul 20, di Mediaset, e allora sui tg di Mediaset c’è il pezzo sui multicolor, anche se perdono regolarmente.

30) L’anno non è bisestile, come si festeggia chi è nato martedì 29 febbraio? Fra i nati del 29 febbraio, Ofelia Malinov, la pallavolista, e Sylvie Lubamba, con cui ho una bella intervista, a personaggio.

Zizzagando. 12 titoli di sport

(v.zagn) 1) Quegli allenatori scelti a caso. Alexander Blessin è stato un giocatore appena discreto, in Germania, come allenatore 8 anni di giovanili nel Lipsia. In prima squadra, solo all’Ostenda, in Belgio, era quindicesimo. Al Genoa arriva solo perchè il gm è tedesco, Johannes Spors. Una scelta assurda.

2) La morte di Alberto Michelotti, il racconto da casa sua, per due ore, l’anno scorso: “Portiere sino ai 25 anni, il tifo per l’Atalanta, i fratelli. Gonella mi rubò la finale mondiale del 1978, in Argentina”. https://www.youtube.com/c/VanniZagnoliripreseeintervistecuriosecostume/search?query=michelotti. E giusto un mese fa, a Parma, ero andato a casa del fratello Giorgio, che raccontava le trasferte insieme, la conoscenza dei grandi personaggi, l’arte del dialetto.

3) Il ritorno di Giampaolo, alla Sampdoria, lo rivoleva già Osti, che ha ripreso la responsabilità tecnica, e dunque ottiene l’esonero, mentre il ds Daniele Faggiano avrebbe difeso D’Aversa all’infinito.

4) L’esonero di Shevchenko, 3 punti in 9 partite, ma una buona prova contro il Milan. Non andava preso ma meritava un pizzico di tempo in più. La voglia di estero, adesso, con Bruno Labbadia, tedesco di Lenola, provincia di Latina, è un buon allenatore ma non ha mai lavorato fuori dalla Germania, è un rischio.

5) Vent’anni fa, l’errore di Gresko in Lazio-Inter 4-2, la Juve campione d’Italia. Movimento simile, da sinistra, di Alex Sandro, e i bianconeri perdono un trofeo. Pirlo aveva meritato supercoppa e coppa Italia, Allegri non sta facendo meglio.

6) Il primo trofeo italiano per Edin Dzeko, a quasi 36 anni, alla 7^ stagione in A. Il quarto per Simone Inzaghi, a 45 anni. Aveva allenato solo la Lazio, prima di subentrare a Pioli, in A, nel 2016, veniva da 6 stagioni nel settore giovanile, il percorso che dovrebbe fare ogni tecnico – meglio in serie C e B -, piuttosto che partire dall’alto come tanti, solo perchè erano noti da calciatori, in particolare perchè giocatori offensivi.

7) La morte di Francisco Gento, bandiera del Real Madrid, a 88 anni. Uno degli ultimi sopravvissuti della squadra leggendaria, dalle 5 coppe dei Campioni di fila. I 6 parenti calciatori, un record.

8) Sci, la rinascita di Giuliano Razzoli, a 37 anni, reggiano, dalla storia unica, 12 anni dopo l’oro olimpico insegue ancora l’olimpiade.

9) La vivacità del pattinaggio su ghiaccio, l’argento agli Europei di Daniel Grassl nel singolo uomini, miglior risultato a parte i due ori e un argento di Fassi, negli anni ’50. E poi il terzo posto nella danza di Guignard-Fabbri, sono allenati da Barbara Fusar Poli.

10) “Ho preso il virus – racconta Marco Melandri – perché ho cercato di prenderlo e, al contrario di molti vaccinati, per contagiarmi ho fatto una fatica tremenda. Mi sono dovuto contagiare per necessità, dovendo lavorare e non considerando il vaccino un’alternativa valida”.

11) Basket, il giocatore di Cantù Robert Johnson licenziato perchè no-vax. Gli sportivi congedati perchè rifiutano i vaccini. 

12) Due begli esempi. Scherma, l’allenamento congiunto fra olimpici e paralimpici, nella spada, a Tirrenia. Immaginiamo come sarebbe nei vari sport se si potessero allenare assieme le nazionali assolute e quelle dei paralimpici. Volley, il via al fondo per la maternità. Ai 1000 euro al mese a ciascuna mamma istituito dal Coni, sino a un massimo di 10 mesi, si aggiunge l’iniziativa della federazione, con 500 euro al mese.

Zizzagando. 23 titoli di sport

(Con Paolo Dal Soglio)

(v.zagn) 1) Quando il migliore si infortuna gravemente, Federico Chiesa. Le incognite poi della ripresa, Roberto Baggio è stato angustiato da ginocchia fragili, Alessandro Del Piero dopo l’infortunio del ’97 non è più tornato il talento del ’95-’96. Quando il migliore si infortuna, per fortuna c’è il mercato, ma la Juve davanti era già senza un centravanti per vincere la Champions. L’usura del calcio moderno, gli infortuni ai campioni d’Europa: Spinazzola a metà Europeo, Acerbi e il tumore al testicolo ma probabilmente non c’entra lo sport, Florenzi anni fa, Meret è fragilissimo, Chiellini perde tante partite a stagione. Idem Verratti, Belotti.

2) Roma-Juve, lo stadio Olimpico raccontato da chi lo vede raramente. I tempi degli spostamenti, il percorso infinito, il traffico. E poi perchè avevo il parcheggio stampa, alla carriera. Andare allo stadio, in una grande città, arrivando da lontano, è un mestiere. L’accredito arriva via mail, è già tantissimo, il parcheggio anche.

3) I secondi per scelta. Mauro Tassotti è il simbolo, al Milan, esclusa una parentesi con Cesare Maldini, poi con Shevchenko, in Ucraina e al Genoa. Marco Landucci, dal 2008 a Cagliari con Massimiliano Allegri: “Sono stato fortunato. Vice al Cagliari, poi ai portieri per il Milan, alla Juve di nuovo primo collaboratore. Eravamo in 4, in panchina, facevano un allenatore, Massimiliano. Il bel gioco? Il risultato fa cambiare molte valutazioni, conta solo il lavoro, sappiamo di dover migliorare”.

4) Mourinho è un allenatore normale, dal 2016 ha vinto solo una coppa di Lega e una Europa league con il Manchester United. Forse gioca persino meglio di quando vinceva, ma quando ha rose normali, non super, non rende più di tecnici comuni. La strategia di comunicazione è unica, non incide per nulla sui risultati, semmai tacita solo il malumore dei tifosi.

5) La bella lotta per la salvezza, i colpi esterni di Salernitana, Cagliari e Spezia, la crisi del Genoa, unica con appena un successo in 21 gare. Shevchenko è inadeguato al calcio di alto livello, come club.

6) Il calendario spezzatino in molti sport per il covid. Fra campionati e coppe, converebbe davvero avere una partita al giorno, massimo due, in maniera da diluire le emozioni, fra impianto sportivo e tv. Magari due la domenica, comunque non più di due, in un giorno. E’ bello avere calcio, basket e volley ogni giorno. E poi uniformare le coppe, le partecipazioni: nel calcio, sono 4 in Champions, 2 in Europa league e una in Conference, in Conference l’Italia potrebbe chiederne 4, l’Europa per Sassuolo (una sola partecipazione), per la Sampdoria (manca dal 2010-11, nel 2015-16 perse il preliminare) e Verona (ultima Uefa nell’87-88). Nel basket, sono una in Eurolega (solo Milano, inaccettabile), tre in Eurocup, tre in Champions league e Reggio Emilia in Fiba Europe cup. Nel calcio femminile ha solo la Champions, con le prime due della serie A, si studiano l’Europa league e il mondiale per club.

7) Il girone di ritorno schizofrenico, Sassuolo-Empoli c’è stata meno di 100 giorni fa, il 31 ottobre. Tanto varrebbe, ogni tanto, fare proprio andata e ritorno come di coppa, a breve distanza. Fare anche tre trasferte di fila e poi in casa di seguito, giusto per movimentare, far parlare della serie A, anche a sproposito.

8) E continuano a sceglierli solo per il nome. Fabio Cannavaro è vicino alla Polonia, pallone d’oro con l’Italia ma da allenatore ha lavorato solo in Cina, i polacchi hanno tradizione. Roberto Venturato è ripartito dalla Spal, dopo le 6 stagioni al Cittadella. A 58 anni, meritava una grande squadra, neanche solo la serie A, sarebbe infinitamente più affidabile di Cannavaro per una nazionale.

9) Il Sassuolo si riprende fuori casa quanto lascia al Mapei. Del resto l’effetto pubblico a Reggio non c’è. A Empoli l’1-4 è nella sfida fra le uniche squadre di serie A non espressione di capoluoghi di provincia, in B c’è unicamente il caro, vecchio Cittadella. A segno l’intero tridente azzurro della squadra degli Squinzi.

10) La coppa Italia. La formula può anche andare, va però rovesciato il fattore campo. Atalanta-Venezia, in laguna avrebbe un fascino diverso, idem se fosse Fiorentina-Napoli, non parliamo della battaglia epocale fra Genoa e Milan, giovedì, nonostante la crisi del grifone.

11) Gli stranieri a capo dei grandi club. A mio avviso sarebbero perfette le proprietà ricche abbinate ai nostri dirigenti, come socio di minoranza, o anche alla pari. Penso al Parma, Kyle Krause doveva farsi assistere a lungo, condividere con i 7 di Nuovo inizio. Il management italiano è vincente, ad, dg, ds, gli americani vanno benissimo come investitori ma spesso buttano soldi, il caso del Parma è eclatante, un anno e mezzo di contro risultati, nonostante investimenti da Europa league. E ha licenziato il manager Jaap Kalma, olandese.

12) Paolo Vanoli: “Vado in Russia, finalmente faccio il primo allenatore di un club. Gli anni da vice Conte e vice Ventura, in nazionale. Ero il mancino delle 3 coppe in 100 giorni, con Malesani. L’arte dell’allenamento.

13) Il modello Figc, preso a modello dal rugby. La supercoppa femminile a Latina e a Frosinone, la finale allo stadio Benito Stirpe. Formula vincente può essere la final 8 del basket, ma andrebbe disputata dove manca la grande pallacanestro, quindi non in una città di serie A, al massimo di A2, magari in 2-3 città vicine. Non a Pesaro o in passato a Forlì, per la coppa Italia. Va portato il grande sport dove quello sport manca completamente, per provare a cambiare la cultura. Quindi, supercoppa e coppa Italia nelle regioni inconsuete, non come fa il volley, in casa dei campioni d’Italia – magari vicino, a Teramo – e la coppa Italia non certo a Casalecchio di Reno o a Milano, ma in Calabria o in Sardegna, in Molise o in Val d’Aosta. Persino all’estero, come ha fatto la serie A, per anni. E poi sogno la sfida maschi contro femmine, presto farei Juventus donne contro Juve o Inter. Magari proprio all’estero o in provincia. Ne parlerebbe il mondo intero. Presto, Conegliano contro Perugia o chi vincerà la coppa Italia.

14) Calcio femminile. In tre anni e mezzo, solari, la Juventus femminile è un fenomeno unico, con 8 trofei: 4 scudetti, una coppa Italia e 3 supercoppa; ha lasciato solo la coccarda tricolore alla Fiorentina, sul Brescia, e alla Roma, sul Milan, e una supercoppa, alla Fiorentina.
Di testa, Cristiana Girelli evita i supplementari, la bresciana è alla 10^ supercoppa della carriera, record mondiale, a occhio, e al 24° trofeo, fra Bardolino, Verona, Brescia (con Milena Bertolini) e bianconere. Trentuno anni, come idolo ha Del Piero, è amata dalle ragazzine, come dimostra un mio video, a Frosinone. Se la vede con Carolina Morace per il trono di miglior calciatrice italiana di ogni tempo.

15) Basket, Armani da impazzire, finalmente, in Eurolega, la vittoria a Barcellona. Quando l’Italia vince in Spagna, è raro.

16) Basket, Luis Scola ha smesso e a 41 anni fa subito l’ad. Di Varese. Una delle società più blasonate d’Italia. I soldi del consorzio sono pochi, da anni, eppure lui non può avere l’esperienza di fare il dirigente di riferimento. Tant’è che ha sbagliato l’allenatore, Adriano Vertemati, 40 anni, solo vice e tecnico di giovanili, 10 sconfitte in 14 gare. E adesso sbaglia ancora, con uno straniero sconosciuto, un olandese, Johan Roijakkers. Non posso credere che tutti i tecnici che hanno già allenato in serie A non accettino Varese. Che già ad aprile ha rischiato la retrocessione.

17) Basket, la favola del Derthona, 5° in serie A, al debutto. Il racconto di Tortona, con l’allenatore Ramondino, irpino pure esordiente, e con l’ad Ferenc Bartocchi, ex tecnico. “Basta una vittoria per le final 8 di coppa Italia. Abbiamo solo 27mila abitanti e dobbiamo giocare a Casale Monferrato, il nostro impianto sarà pronto nel 2023, ma non saremo una meteora”.

18) Rugby, il videoraccontone da Visano, Brescia, Alfredo Gavazzi, 8 anni da presidente federale e 16 da vice: “La cecità e la federazione. Servirebbe la lega, avrei fatto anche il presidente del Coni. L’azienda Tiesse robot e i figli rugbysti, la Kawasaki ha il 25%. Il Gazzettino voleva un presidente veneto. Aspettiamo fine stagione, per giudicare il flop delle zebre e anche il primo anno di Innocenti, nuovo presidente. Se penso che uno sia uno stronzo, glielo dico in faccia, è un problema”. Sul finire, ho coinvolto Ivan Malfatto, de Il Gazzettino: “Il suo evidente conflitto di interessi, Calvisano ha vinto 5 scudetti, nei suoi 8 anni al vertice federale. 4 alla sua presidenza, 10 per quanto ha fatto per la società, 9 da imprenditore” L’ora in officina, i figli: “Le responsabilità, la crisi del 2009-10. La famiglia”.

19) Volley, in campo con la mascherina. Alcuni giocatori del Vibo Valentia, contro Modena, in settimana, per dare un segnale. Mascherina e vaccinazione, per tutti.

20) Volley, Conegliano vince sempre, in Italia, l’ultimo trofeo concesso fu la coppa Italia del 2018-19, da allora due scudetti, 3 coppa Italia, 3 supercoppa. Per Paula Egonu 53 punti in due giorni, naturale mvp.

21) I 17 tennisti azzurri nelle qualificazioni, agli Australian open, straordinario dato, della vitalità di questo sport nel nostro paese. Sono 11 uomini, più i 7 nel tabellone principale, c’è la possibilità di avere la bellezza di 18 uomini in gara, un dato unico, fra gli sport più popolari al mondo.

22) Scherma, a Milano per i mondiali del 2023. Videoracconti con Santarelli, con Fichera, atleta e capo dell’organizzazione. La vita dell’ex presidente federale Giorgio Scarso. L’incontro mio con Cipressa, sulla diatriba con Di Francisca.

23) Formula1, la Ferrari. Mattia Binotto, abitante nel Reggiano, a Canossa, per la 4^ stagione di fila a capo della gestione sportiva. A ritroso, magari con tabella, tutti i capi della Formula1, con il voto. Male come i predecessori, a occhio. Cosa facevano prima e cosa fanno oggi.

Zizzagando. 13 titoli di sport

(v.zagn) 1) La lezione di Gasperini a Spalletti, la lezione di Gasperini al calcio mondiale. E pensare che l’ex allenatore Marco Falsettini ha il coraggio di criticarlo: “Litiga con i campioni”. Prima e dopo di lui, tanti giocatori sono molto lontani dai vertici di rendimento che toccano con Gasperini. Resta molto migliore di Mancini, vale 3 Allegri, 2 Pioli e 2 Spalletti.

2) Roma-Inter, il videoracconto dello stadio Olimpico, dopo la partita, vuoto, la curva, i distinti, i bagni molto sporchi.

3) La pioggia di gol, rituale, 2-3 a Bologna, 2-2 del Sassuolo, il terzo nelle ultime 4 gare, il 3-4, addirittura, in Venezia-Verona. La serie A raramente delude, nelle partite di medio livello.

4) Bologna-Fiorentina, Ivan Dall’Olio, era il 1989 e si prese la bottiglia molotov addosso, lanciata da 4 viola alla stazione di Firenze Rifredi. Il volto è sfigurato, ha forza, si ferma al limite a parlare con i giornalisti per la strada ma informalmente. Il pezzo di scrittura, la storia, il simbolo della follia ultrà.

5) D’Aversa e il calcio di attesa, fatica, in serie A, e raramente convince appieno.

6) Essere Shevchenko, anche con Tassotti. Al Genoa faticherà di sicuro, è stato Pallone d’oro, da allenatore è inferiore a Foscarini e a decine di tecnici che sono passati dalla serie B, è stato scelto solo per il nome.

7) Il Lipsia ha finito i soldi, nonostante la Red Bull. Il sottomarino giallo dall’Europa league al rischio di Bergamo. Gotti magari forzato a dare le dimissioni. Tudor cresciuto in maniera esponenziale.

8) Basket, il videoraccontone con Nicolò Melli, la giornata a Reggio Emilia, gli arriva il primo tricolore dal sindaco: “La voglia di Eurolega e Milano. A 13 anni mi affacciai in panchina a Reggio, in A2. Non penso al dopo carriera perchè significherebbe non avere più motivazione per giocare”. Le domande dei bimbi, la famiglia, il papà Leo fa il nonno.

9) Nuoto, fondo, la mezza retromarcia di Massimo Giuliani, ex sindaco ed ex ct, da 30 anni: “Scusa al Coni”, ma aveva ragione. A occhio il presidente Paolo Barelli non gli avrà riconosciuto qualcosa, da anni è bersagliato dall’amico Francesco Grillone, ma anche da Repubblica: “La federazione mondiale sconfessa Barelli” e anche da L’Espresso, se ricordo bene.

10) Scherma, la rivincita di Samele sul magiaro che l’ha battuto alle olimpiadi. Il videoracconto. L’intervistina all’unico vincitore di 3 ori olimpici, nella storia della scherma. Michele Maffei. La moglie di Gigi Samele, ucraina.

11) Finisce Quelli che il calcio, durava dal ’93, posso sentire uno dei grandi della prima ora: Idris Sanneh, Marino Bartoletti, Carlo Sassi. Fabio Fazio e Simona Ventura è più difficile. Luca Bottura che fu autore.

12) Rugby, Alvise Rigo, la mia intervista all’uscita con Ballando con le stelle. Ha giocato a Padova, è il sex symbol di Ballando con le stelle.

13) L’evento andato in scena venerdì, a San Marino, con grande visibilità su Tuttosport, il richiamo in prima pagina per Massimo Boccucci, re dei freelance, umbro, ha scritto il libro insieme a Lorenzo Giardi, redattore di San Marino tv, che ha nel giornalista umbro l’opinionista fisso, da anni. Il racconto delle tre medaglie olimpiche è firmato dal direttore di Infopress, firma da 9 piazze per il Corriere dello sport, direttore di Vivo Gubbio, sito e quindicinale e capo della comunicazione del Coni di San Marino. Serata con Franco Bragagna, che ha dato lustro su Raisport, e con il messaggio di Xavier Jacobelli. Fra gli ospiti, Angelo Morelli e Chiara Fatai, artefici del premio Fairplay Menarini, a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo.Tanti i dibattiti organizzati da Boccucci in questi mesi, fra Umbria e San Marino, con attenzione sulle donne, anche le sue prefazioni a libri di colleghi.

Zizzagando. 10 titoli di sport

Con Tomáš Kyzlink

(v.zagn) 1) Atletica, la tripletta giamaicana sui 100 femminili arriva dagli allenamenti a Lignano Sabbiadoro. Elaine Thompson con il record olimpico, in 10”61”, Shelly Ann Fraiser, che era la favorita, e la Jackson sono tutte testimonial della località friulana e di quel meeting. Mentre i sudafricani si allenano a Gemona del Friuli.

2) Scherma. Aida Mohamed, riserva nell’Ungheria, del fioretto, è alla 7^ olimpiade, ha 45 anni.

3) Tiro a volo, nella fossa olimpica, Alessandra Perilli è bronzo, prima medaglia nella storia di San Marino, a 33 anni. I grandi sportivi della repubblica del Titano, Manuel Poggiali e Massimo Bonini, la vincitrice del campionato di San Marino disputa la Champions league. Il San Marino anche in serie C.

4) Le olimpiadi dei fidanzati, a medaglia Daniele Garozzo e Alice Volpi, Enrico Garozzo con l’estone campionessa olimpica a squadre.

5) La 19enne martellista cubana Alegna Osorio morta per le ferite alla testa riportate in un incidente in allenamento in aprile, quando era stata colpita da un martello. Le morti durante gli sport, uno schermidore 40 anni fa. Non morì, ma un giavellotto si conficcò in una spalla, al golden gala di Roma.

6) La fidanzata di Lucilla Boari, di nuovo tutte le azzurre fidanzate con una donna: Rachele Bruni medagliata a Rio, Martina Criscio nella scherma, Paola Egonu era fidanzata con Skorupa, la judoka Alice Bellandi.

7) La staffetta 4×400 mista, nell’atletica e 4×100 mista mista nel nuoto: mischiare i generi diventa spettacolare, anche negli sport di squadra, almeno come esibizione. Quali sono gli sport che hanno già le competizioni miste, di genere: nuoto, atletica, triathlon, judo, equitazione, tuffi, tennis, tiro a volo, tiro a segno.

8) Atletica: il record italiano eguagliato da Daisy Osakue, nel disco, a 63,66, l’episodio di razzismo di tre anni fa: alla vigilia degli Europei di Berlino, poi terminati con un prestigioso quinto posto, a Moncalieri, fu vittima di un’aggressione notturna a sfondo razziale con lancio di uova, le procurò una lesione alla cornea di un occhio.

9) Il portiere di pallamano nell’Angola femminile, Teresa, pesa 98 chili, è alta uno e 70. “Felice – racconta – anche come donna. Sono solo più complicati i movimenti”.

10) Boxe, l’anomalia dei due bronzi, che favorisce anche Irma Testa, sconfitta in semifinale. Non si disputano le finali per il 3° posto. Anche nel judo sono due bronzi, ma da due finali, con possibilità di arrivarci tramite ripescaggio. Se non si disputano le finali per il bronzo, molti quarti posti sarebbero terzi.

Zizzagando. 12 titoli di sport

Con Monica Matano

(v.zagn) 1) Argentina-Brasile, la finale più classica, della copa America, gli argentini ai rigori sulla Colombia (il gol nei regolamentari era stato di Lautaro Martinez), i carioca solo 1-0 al Perù.

2) Difficile ipotizzare di vincere due gare ai rigori, l’Italia dovrebbe vincere fuori casa entro i supplementari. Le analogie (speriamo) con la semifinale mondiale in Germania.

3) Chi gioca il giorno prima, in semifinale, dal 2012 al 2018 ha sempre vinto anche la finale.

4) Il rigore troppo generoso all’Inghilterra. I favoritismi alle squadre di casa, nelle grandi manifestazioni, Argentina 1978, Corea del Sud 2002. Eccezione, Euro 1980, con l’Italia, penalizzata con il Belgio da un fallo di mano che era punibile.

5) Le outsider vincenti o in finale: l’Urss finalista nel ’72, la Cecoslovacchia nel ’76, battuta ai rigori, il Belgio nell’80: le vincenti: la Danimarca nel ’92, la Grecia nel 2004, il Portogallo nel 2016, non era così quotato.

6) Il rischio dello Spezia, affida la panchina a Thiago Motta, ha allenato soltanto l’under 19 del Psg e il Genoa per 9 partite. Certe scelte sono davvero misteriose.

7) Ero naturalmente ala presentazione di Alessio Dionisi, al Sassuolo: “La mia scalata dalla serie D alla A, in 4 anni. Il grazie all’Empoli, tengo per me i pensieri sull’uscita. Con il Sassuolo è stato innamoramento e poi ci siamo sposati, in mezzo c’è stato l’interesse della Sampdoria. Cerco sempre di vincere attraverso il bel gioco. Con De Zerbi c’è già stata una lunga telefonata, mi aiuta a capire. L’eredità è difficile, per una squadra che ha una identità precisa. Sarebbe folle non dare continuità al passato, l’obiettivo è fare meno danni possibili. Da giocatore ho cambiato poco, da allenatore da 5 anni cambio sempre, ma non sono irrequieto. Carnevali: “Sarebbe piaciuto a Squinzi, ogni volta che scegliamo un allenatore ci chiediamo se gli sarebbe piaciuto. Non abbiamo necessità di cedere, il mercato è soprattutto straniero”.

8) L’ex laziale Sebastiano Siviglia, calabrese, diventa allenatore del Carpi, in serie C. In categoria aveva allenato solo Monterotondo e Potenza.

9) Il Chievo ha tempo sino a martedì per fare ricorso e iscriversi alla serie B. L’ex allenatore della Reggiana Alvini era il prescelto, ha rinunciato perchè aveva capito le difficoltà. Tre anni fa rischiò una penalizzazione esemplare per le plusvalenze false. La favola del quartiere di Verona che si sta perdendo, nonostante gli sforzi del presidente Luca Campedelli.

10) Equitazione, la figlia di Bruce Springsteen alle olimpiadi con la squadra degli Usa. Cercando figli di personaggi di spettacolo che siano andati alle olimpiadi.

11) Atletica, a Montecarlo è terzo Jacobs, in 9”99, dietro a Baker e a Simbine, Tortu fa 10”17, primato stagionale, settimo. La kenyota Kipyegon sui 1500 va a un secondo dal record del mondo, in 3’51”07. Nell’alto, Tamberi e Fassinotti non vanno oltre il 2,21.

12) La conferenza alla vigilia della partenza della sciabola, dunque. Per Andrea Cipressa è la prima olimpiade da padre, la figlia Erika, 25 anni, è la riserva del fioretto a squadre, grazie allo stop di Elisa Di Francisca: “All’inizio lei era in imbarazzo, adesso è una donna, la devo cazziare o elogiare. Valentina Vezzali era unica, sapevi già di partire con l’oro sicuro o quasi, più ancora che con Elisa. Com’è finita con Arianna Errigo e la sua voglia di essere alle olimpiadi in due armi? “Si concentra sul fioretto, non so per sempre, la delusione a Rio era fortissima, le è rimasto il rammarico per l’ultima stoccata con Elisa”. Che ha scelto la maternità. “Non me la sarei mai aspettato, pensavo avesse voglia di tenere duro, non ce l’hanno fatta altri atleti, chissà se abbia voglia di tornare ancora, dopo”. Mai visto così carico il ct Sirovich, della sciabola. “Con tutti e 6 gli atleti siamo da podio, con poche gare le sorprese sono dietro l’angolo. Ho esordienti,: Berrè, Curatoli, Martina Criscio, Samele mai ha disputato l’individuale, alle olimpiadi. E’ la cosa più bella della vita, hanno risposto, hanno sudato con un entusiasmo inedito”. Sandro Cuomo, ct della spada: “L’avvicinamento è incoraggiante, nonostante la pandemia. Il 5° posto delle donne, a Kazan, ha interrotto una lungissima serie di podi. Le squadre sono da podio, Federica Isola potrebbe farci una bella sorpresa, a livello giovanile è stata straordinaria. Santarelli ci ha già regalato medaglie fra mondiale ed europei, è 5° nel ranking, Fichera e Garozzo possono sorprendere. Santarelli e Rossella Fiamingo con problemi alla schiena, Navarria e Fiamingo hanno già vinto tanto”.

Zizzagando. 14 titoli di sport

Con Arlind Ajeti

(v.zagn) 1) I 30 anni dallo scudetto della Sampdoria. Cosa fanno oggi i protagonisti, è stato l’ultimo non metropolitano, chissà quanto irripetibile. Soprattutto i gregari, Invernizzi, Katanec, Mannini che fu anche in nazionale.

2) Sassuolo, la commozione di Raspadori per la nazionale: “I valori del Sassuolo aiutano a diventare uomini”. La presentazione del progetto generazione S con le società giovanili.

3) Chiesa voleva smettere a 13 anni: “Fui costretto a scendere di un anno, per giocare”. Giaccherini voleva lasciare a 23. Tutti quelli che hanno rischiato di smettere prima di diventare campioni.

4) Il pareggio del Crotone allo scadere, a Benevento. La sportività di chi è già retrocesso e non regala la partita. Quando la Roma perse lo scudetto in casa con il Lecce, dopo essere passata in vantaggio, nell’86. Quando chi è senza obiettivi leva punti chiave per un obiettivo.

5) Davide Nicola l’uomo delle salvezze difficili: il Crotone all’ultima giornata grazie al crollo dell’Empoli, con il Genoa grazie agli errori difensivi del Lecce, che era piaciuto molto di più, e adesso con il Torino. Al Crotone era rimasto ma poi si dimise a dicembre, di nuovo non sarà confermato.

6) Il sud perde una squadra, in serie A. Retrocedono Benevento e Crotone, sale la Salernitana, si ferma il Lecce, che sino a un mese fa era la più forte, dietro l’Empoli. Sale una veneta, il nordest supera l’Emilia Romagna, all’Udinese e al Verona si affianca Venezia o Cittadella.

7) L’americano di Venezia, contrapposto alla famiglia Gabrielli, dal ’74 al vertice della società, la proprietà più longeva del calcio ad alti livelli, dietro solo agli Agnelli. Cittadella ha 20mila abitanti e la maschera di Roberto Venturato, mai sorridente, il personaggio più sereno, anonimo che ci sia, fuori dal campo. Passa in finale e dice: “Sappiamo fare meglio”. I poco personaggi come lui.

8) Il flop del Monza, ricchissimo ma eliminato in semifinale, Brocchi inadeguato alla serie A, solo giocate individuali. Balotelli dignitoso.

9) Basket, lo scudetto femminile della Reyer Venezia, dopo 75 anni. La possibilità per Venezia di fare doppietta, anche se fra i maschi è favorita Milano.

10) Atletica, la morte di Alessandro Talotti, friulano, a 40 anni, l’ex saltatore in alto.

11) I due ori a squadre nella marcia europea, l’argento di Eleonora Giorgi, il bronzo di Agrusti. Il record italiano di Roberta Bruni, con 4,60, nell’asta è la seconda d’Europa, in stagione.

12) Scherma, Elisa Di Francisca diventa mamma di Brando, per lui ha rinunciato all’olimpiade.

13) I videoracconti. Volley, il ritorno in serie A di Taranto dopo 11 stagioni, con l’allenatore Di Pinto, anche ds: “I bed and breakfast di famiglia, la malattia di mia moglie mi fece restare in Puglia. 41 di volley quasi ininterrotti”

14) I portabandiera mancati, stavolta e nella storia, gente che avrebbe meritato ugualmente e che non lo farà mai. Penso a Clemente Russo.

Zizzagando. 10 titoli di sport

Con Vincenzo Di Pinto

(v.zagn) 1) La morte di Dante Crippa, dava spettacolo, negli anni ’60: Fanfulla, Brescia, Padova, un anno di Juve, Spal, l’apice fu alla Reggiana. Fondò il club Azzurri, a Brescia.

2) Il Verona ha perso solo con l’Inter, fra le grandi. Ha fermato due volte la Juve, battuto Lazio e Atalanta, la Roma a tavolino, il Napoli, pareggiato a San Siro con il Milan.

3) Brescia, la richiesta dei domiciliari per Cellino, per reati finanziari. Le tante volte in cui è stato indagato. Si parla persino di Ghirardi che potrebbe succedergli alla presidenza del Brescia.

4) Gosens 21 gol nelle ultime 4 stagioni, fra i difensori, 24 gol negli ultimi 31 mesi, fra tutte le competizioni E’ il difensore che segna di più nei 5 campionati principali, neanche calcia le punizioni. 17 gol Kolarov ma con 2 rigori, 13 per De Vrij, adesso sono nell’Inter.

5) Suning chiude il Jiangsu, in Cina, aveva vinto il campionato. Il capo del settore giovanile era Fulvio Pea, l’ex allenatore del Sassuolo, già alla primavera di Sampdoria e Inter, e poi anche al Padova, ma dubito che ne parli.

6) Sannino in Beozia, torna al Levadiakos, in Grecia. Camoranesi esonerato dal Maribor, in Slovenia, nonostante il secondo posto in classifica.

7) Nabouhane segna a San Siro per la Stella Rossa. E’ nazionale delle isole Comore, 130 della classifica Fifa, simbolo del calcio che piace al presidente Infantino.

8) Atletica, Eyob Faniel fa il record della mezza maratona, dopo quello di maratona, sottratto a Baldini. Ha 29 anni, è figlio di partigiani eritrei, fuggiti da Asmara, e sino al 2015 faceva le pulizie all’alba in una piscina a Bassano del Grappa. Ha levato il record al siciliano Rachid Berradi, neo cavaliere della repubblica.

9) Volley, i 54 punti di Diouf, con 106 palloni attaccati, in Corea, tantissimo

10) Scherma, il nuovo presidente è Paolo Azzi, un passionale, che conobbi ai mondiali. Qui ha perso l’ex grande atleta, Michele Maffei.

Ilmessaggero.it. Di Francisca diventerà di nuovo mamma: «Niente Olimpiadi, ma…»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/elisa_di_francisca_diventera_di_nuovo_mamma_maggio_2021_magari_torno_dopo_tokyo-5561732.html

di Vanni Zagnoli

Elisa Di Francisca ha scelto la vita, anzichè la scherma. Diventerà mamma per la seconda volta, alla vigilia dell’olimpiade di Tokyo, a maggio del 2021, però lascia aperta la porta per ritornare in pedana.

Elisa, dunque Ettore avrà un fratellino…

“Beh, spero sia femmina, dal momento che abbiamo già un maschio. Sarebbe bello, altrimenti ho la scusa per cercare il terzo figlio”.

Con suo marito Ivan Villa, produttore televisivo, ha già scelto il nome?

“Li stiamo passando in rassegna adesso”.

Viene da due ori a Londra 2012, da debuttante olimpica a 29 anni, e dall’argento individuale a Rio, solo perchè la prova a squadre non era prevista. Vanta 7 titoli mondiali e addirittura 13 europei. Perchè ha scelto di rinunciare a Tokyo?

“Abbraccio i valori dei genitori, mi hanno inculcato l’importanza della famiglia. Papà Giacomo è insegnante di biologia marina, a Jesi, in pensione, mamma Ombretta fa la commessa. E mai come in questo momento penso alla salute, all’amicizia: assieme al lavoro sono le situazioni più importanti”.

In famiglia c’è ancora chi fa scherma?

“Mio fratello Michele la praticava, a 27 anni vorrebbe diventare maestro, sta compiendo il percorso tecnico. Mia sorella Martina lavora con i bimbi, ha una figlia, Zoe, già molto brava con il fioretto, a 11 anni”.

Elisa, sulla carta era da finale olimpica, di nuovo con la russa Inna Deriglazova, campionessa in carica. Non valeva la pena attendere un anno?

“Con Ivan ero combattuta, già prima del covid. Durante il lockdown ho sentito il bisogno di stare più tempo insieme, nonostante le brutture del periodo c’era la voglia di allargare la famiglia”.

Per questo ha smesso la pillola?

“Magari il figlio non sarebbe venuto subito, per il periodo stressante, per l’organismo, invece è arrivato e ora sono felice”.

Come l’ha presa il presidente del Coni Giovanni Malagò?

“Ha usato parole tenere e umane, è una persona molto comprensiva, è felice per me, mi ha fatto gli auguri. Da un lato ovviamente gli dispiace: “Ma ti capisco, so come sei fatta…”.

Esclude di rientrare per fine luglio?

“Quella corsa proprio no…”.

E’ proprio l’addio alle pedane?

“Per dopo Tokyo, non ho ancora detto niente. Non sappiamo se verranno rimandate, annullate, magari verranno disputate a porte chiuse. Non mi sento di dire stop in maniera definitiva, non ho chiuso con il fioretto”.

Come trascorrerà questi mesi?

“Mangiando. Scherzo, ovviamente. Diciamo in tranquillità, con la famiglia, come ogni donna incinta è il bello di restare in serenità, a casa. Abitiamo a Roma, nel quartiere nord”.

Ci sono mamme sportive a cui si ispira? E a sua volta lei ispira aspiranti madri?

“Ammiro tutte le mamme, chi sceglie per il bene del figlio. E’ sempre difficile conciliare con il lavoro, so che ogni donna fatica, avvertiamo sempre quel senso di colpa, nel lasciare il figlio ai nonni e alla babysitter. Con Tania Cagnotto e Flavia Pennetta ci confrontiamo molto”.

Il momento più bello della carriera è stato naturalmente Londra?

“Sì, non solo per il doppio exploit. Furono le olimpiadi dell’incoscienza e della vittoria, individuale e a squadre”.

Rifarà “Ballando con le stelle”, su Rai1?

“Perchè no? Adoro Milly Carlucci, sono in contatto con Raimondo Totaro, con cui vinsi nel 2013. Mi piacerebbe, dal momento che è una famiglia. Ballare incinta? Non credo”.

Che eredità lascia, alle altre schermitrici?

“Intanto faccio l’in bocca al lupo ad Arianna Errigo, positiva al covid, e a tutte le ragazze. Le giovani sono davvero forti, la squadra sarà ancora più in armonia, non c’è più quel divario generazionale che io stessa ho vissuto, gareggiando con Giovanna Trillini e Valentina Vezzali: erano talento e forza, ma anche armonia inferiore”. 

L’argento dei mondiali di Budapest 2019 arrivò con Errigo e con Alice Volpi, Francesca Palumbo era la riserva. Ora a chi toccherà?

“Credo a Martina Batini, accanto alle prime due, poi se la giocheranno Palumbo e Camilla Mancini, dipenderà anche dal ranking, deciderà come sempre il ct Andrea Cipressa”.

Senza di lei sono ancora da oro?

“Assolutamente sì, restano forti. Io stessa magari avrei potuto vincere, in fondo mi ero imposta nell’ultima gara di coppa del mondo, a Kazan, a febbraio”.

Sarà a Tokyo almeno da invitata?

“Non mi muoverò di certo, le seguirò dal divano, comodamente da casa”.

Ha un futuro la grande scuola di scherma di Jesi?

“Alice Volpi ogni tanto si allena lì, con Giovanna Trillini. Ci sono bimbe interessanti”.

Arianna Errigo coronerà il suo sogno di essere azzurra sia nella sciabola che nel fioretto?

“Io non entro nel merito, anche perchè c’è una causa aperta, con la federazione. Diventa faticoso reggere due armi, a me ne bastava e avanzava una. Non è facile, se ci riesce è Mandrake”.

A proposito, Gigi Proietti era il Mandrake della risata. Lo conosceva?

“Non di persona. Lo ammiravo, sono dispiaciutissima. E’ nato e morto lo stesso giorno. Come Shakespeare”.

Da “Ilmessaggero.it”

Zizzagando. 12 titoli di sport

Con Nicola Salsi

(v.zagn) 1) La morte di Gigi Simoni, ha ragione Moratti, quello scudetto era suo. Ha vinto anche il torneo angloitaliano, con la Cremonese, era il re delle promozioni.

2) La morte di Claudio Ferretti, di radio Rai, e poi la tv. Era il quarto uomo di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, poi il programma in tv con Emanuela Falcetti, per i mondiali. Tanta tv, quel che ora fanno Bruno Gentili, Antonello Orlando e Giulio Delfino. Il ritratto.

3) La curiosità in Bundesliga, i cartonati personali, è divertente avere con 19 euro la propria sagoma, da abbonato. La Triestina, con i Fantinel, in serie B, mise qualcosa del genere, solo per non far sembrare vuoto il settore distinti.

4) I medici di serie C confermano le loro perplessità: “Non si può ripartire, con i tamponi ogni 3 giorni, rifuggiamo la responsabilità penale”

5) Basket, Toti vende la Virtus Roma, che rischia di autoretrocedere, come dopo la finale scudetto, mentre Reggio va avanti, con Landi, che ha 4 soci e lascia la proprietà, restando comunque in consiglio.

6) Le curiosità, il protocollo del baseball per la ripartenza: vietato masticare tabacco e semi e sputare, inumidirsi la mano con la saliva per lanciare la palla.

7) Scherma, la laurea della spadista catanese Rossella Fiamingo, in dietistica. Non è più fidanzata con Luca Dotto, resta la più bella della scherma italiana. E’ l’allieva di Gianni Sperlinga, il maestro più anziano della scherma mondiale, sempre contro i privilegi del calcio e dei calciatori.

8) Boxe, Tyson contro Holyfield, che hanno 53 e 57 anni. Le sfide dei più vecchi, nel pugilato, ma anche negli altri sport. Totti sarebbe ancora in grado di giocare, a 44 anni, magari non titolare in serie A.

I videoracconti

1) Pallanuoto, Marco Del Lungo: “La sudditanza psicologica esiste anche da noi. Il var sarebbe gradito, aiuterebbe arbitraggi che magari sono a favore della più blasonata, ovvero la Pro Recco, ma dovrebbe essere limitato, come nel tennis. Certo non basta la tecnologia per il gol fantasma, sulla linea di porta. Il mestiere di portiere da noi è unico, diverso dalla preparazione dei numeri uno di altri sport, l’acqua cambia tutto. Per riprendere serve un mese e mezzo di allenamenti intensi, perderemo oltre il 30% della condizione, con 11 settimane di stop. La sfida di Tempesti, all’inseguimento della 6^ olimpiade, ma dal 2017 non è più in nazionale. Venne richiamato per un Europeo per il morbillo mio e di altri due”.

2) Volley, Franco Bertoli: “Il vincolo, i giocatori in tanti sport non sono professionisti. Mi batto contro l’obesità, soprattutto dei bimbi. Consigliere federale, ex Coni Modena. Tornai in panchina, a Genova, in A2, ma la società era in crisi”.

3) Andrea Vidotti e l’arte delle pr sportive: “Le emozioni con i campioni, le relazioni. la poliedricità, le lezioni universitarie”.

4) Carlo Alberto Cova, scrittore e vicepalleggiatore della Parma che vinceva tutto, nel volley: “Quando si vince e c’è la tv, si avvicinano alla società persone che soltanto vogliono farsi riprendere e fotografare assieme ai campioni”. Avveniva nel ’90, oggi ancora di più.