Zizzagando. 17 titoli di sport

Con Marco Squinzi

Vanni Zagnoli

Zizzaghiamo verso l’estate, fra accenni di calcio mercato, storie, libri.

1) Alla Cremonese, debutta in serie A l’allenatore Massimiliano Alvini, toscano di Fucecchio. Ha rischiato di morire tre anni fa per un problema al cuore, quando allenava l’Albinoleffe, in serie C, fortunatamente si trovava in ospedale; il fratello continua a vendere suole per le scarpe, aveva iniziato Massimiliano e continuò sino a 10 anni fa. Alla Reggiana, al debutto in serie B, da neopromosso, dopo 21 anni di assenza granata, meritò un 5, al Perugia in questa stagione un bel 7.

2) Lo Spezia può riprendere a fare mercato, dopo due sessioni di stop, per i traffici illeciti di giovani africani operati dal precedente proprietario, Gabriele Volpi. Gli americani Platek, dunque, possono provare a investire tanto e migliorare il traguardo di base, andare molto oltre la salvezza, dopo due miracoli. Arriva Luca Gotti, ex Udinese, l’allenatore che voleva limitarsi a fare il vice, per abbassare lo stress, strana la rinuncia a Thiago Motta che ha centrato la salvezza anticipata, a soli 38 anni.

3) Il direttore sportivo Francesco Marroccu passa dal Brescia, in serie B, era un affezionato del presidente. 

4) Massimo Cellino, dal Cagliari, al Verona. Va a raccogliere l’eredità di Tony d’Amico, passato all’Atalanta, al posto di Giovanni Sartori, ora al Bologna. 

5) Il mercato dei ds, dunque, incidono tanto, sul mercato, a propria volta.

6) Andrea Pirlo va in Turchia, al Fatik Karabumruk. Meglio se avesse iniziato dalla serie B italiana, anzichè dalla Juve, lo aspettano ex azzurri, Emiliano Viviano e Fabio Borini, l’ex Genoa Biraschi. E’ in serie A, ma non in un campionato di primo piano e la squadra viene da due semplici ottavi posti, l’ultimo con Francesco Farioli, allenatore che piaceva anche al Sassuolo, un anno fa.

7) Il Cagliari chiede scusa a tutti, per la retrocessione. “Dobbiamo vendere, non sappiamo come ripartiremo. E’ stato un suicidio sportivo, non vincere a Venezia, dove prendevano gol da 26 partite”. Buona la scelta di Fabio Liverani, il tecnico che portò il Lecce dalla serie C alla quasi salvezza in serie A e che a Parma avrebbe meritato di poter fare il suo gioco, con serenità, anzichè essere costretto a diventare più difensivo, dal ds Marcello Carli, per salvare il posto. Venne esonerato nel gennaio del 2021.

8) I fondi anche nel rugby, dopo che nel calcio, uno va con la Nuova Zelanda, alla nazionale. E’ una scelta particolare, sarebbe bello se i grandi investitori mondiali non trascurasse nessuna disciplina sportiva.

9) Il voto di Stefano Pioli, da Parma al passo della Cisa, in bicicletta. Come Davide Nicola 4 anni fa, con il Crotone, per quella salvezza miracolosa.

10) Il presidente Danilo Iervolino si comporta da ingrato, come Fabrizio Corsi, all’Empoli. I presidenti congedano i “miracolatori”, quello della Salernitana induce all’addio il ds Walter Sabatini per divergenze sulle percentuali ai procuratori, il presidente dell’Empoli non conferma Aurelio Andreazzoli, autore del miglior campionato dell’Empoli nella storia, ai livelli di Gigi Cagni che arrivò in Europa grazie a calciopoli e al campionato di Maurizio Sarri.

11) Pallanuoto, la Champions league della Pro Recco. La religione di scudetti e coppe, la squadra più vincente nella storia dello sport italiano, la religione della pallanuoto, in Liguria, soprattutto.

12) L’Europeo vinto per caso, dall’Italia. Il 3-0 dall’Argentina, che aveva faticato parecchio a battere il Brasile, nella finale di copa America. Non abbiamo neanche più una grande difesa. Dopo l’Europeo, Italia da 5.

13) Il calcio italiano forma tecnici importanti, l’ex difensore centrale del Bari Lorenzo, del ’90, in serie A, diventa ct della Colombia.

14) “Zico o Austria”. Con l’ex manager Franco Dal Cin, il campione brasiliano è tornato a Udine, per 3 giorni, per il libro di chi lo portò in Friuli, a 30 anni, nel 1983, dopo due mondiali senza finali.

15) Mxit’aryan come Dzeko. Si arriva nel topclub in età tardi, all’Inter, a 35 anni il bosniaco, a a 33 anni e mezzo l’armeno, entrambi dalla Roma. Un trend di rilievo.

16) Ginnastica ritmica, l’oro anche domenica, per Sofia Raffaeli. Lo spettacolo della ritmica, la festa a Pesaro, su La7, non dt, proprio sul canale generalista. Il presidente Urbano Cairo e il direttore del tg e della rete Andrea Salerno si confermano lungimiranti.

17) Oggi si chiudono i playoff per le promozioni, nel calcio. In serie C, il Padova deve vincere con un gol di scarto per raggiungere i tempi supplementari e gli eventuali rigori. Il Palermo di Silvio Baldini è favorito, gioca allo stadio Renzo Barbera, nel tutto esaurito. Massimo Oddo cerca il colpo accarezzato già in stagione regolare, con la rimonta sul SudTirol, la squadra di Bolzano che debutterà in serie B.

Zizzagando. 23 titoli di sport

Con Veronica Squinzi

(v.zagn) 1) Re Carlo, magno, Ancelotti, dall’Emilia alle 4 Champions, con la sua bonomia. Potrei tornare a Parma e filmare il convento in cui è cresciuto, dai salesiani. Lì ha imparato a essere sereno, serio, ma anche grazie al padre agricoltore, mezzadro, a Reggiolo. La prima moglie è scomparsa un anno fa. Considerati i successi anche da calciatore, è il personaggio più vincente nella storia del calcio mondiale, fra campo e panchina. E ha il figlio Davide come vice, sempre più responsabilizzato, binomio unico nel calcio mondiale di alto llivello. Il presidente federale Gabriele Gravina dovrebbe offrirgli la panchina azzurra, anche subito, per preparare l’Europeo del 2024 e il mondiale del 2026. Comunque quando Roberto Mancini lascerà l’offerta va fatta, a Carlo, e con convinzione.

2) La geografia della serie A, è sempre più delle regioni ricche: Inter e Milan, Atalanta, Cremonese e Monza, potrebbe essere record, di ogni tempo. Con due squadre Lazio, Emilia, Toscana, Liguria (ha perso il Genoa), Campania e Piemonte, poi Puglia, Friuli e Veneto. La Sardegna non c’è più, in serie A.

3) Il miglior allenatore della serie A è stato Igor Tudor, al Verona, anche più di Stefano Pioli campione d’Italia, lascia perchè probabilmente il presidente Setti vuole vendere, anzichè investire, è anche proprietario del Mantova.

4) Rino Gattuso emigra in Spagna, al Valencia, 9^ in questa Liga. Il calcio italiano non può farselo sfuggire, penso alla 9^ di serie A, il Verona perde Tudor doveva provarci, almeno.

5) L’epica dei playoff, da provare almeno come playout salvezza, in serie A. O per un posto in Confederation cup.

6) Pisa-Monza 3-4 ai supplementari, 2-0, 2-2-3-2. Silvio Berlusconi in tribuna con gli occhiali, con la “moglie” Fascina, è il trionfo di Adriano Galliani, classe 1944. La prima serie A del Monza, dopo 4-5 assalti persi, soprattutto negli anni ’70. Partita epica, decisa anche dalla panchina lunga di Giovanni Stroppa. Che resterà e il Monza proverà a salvarsi.

7) Il Vicenza spera nel ripescaggio, in serie B, ma non ne parla. La Diesel e il presidente Stefano Rosso ripartono. Ma Federico Balzaretti è all’altezza di fare il ds?

8) Lascia il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, 5 finali playoff perse in serie C, una in B, la retrocessione di un anno fa, pur avendo vinto a Torino con la Juve. Era una perla del sud, re del fotovoltaico.

9) Padova-Catanzaro 2-1, Oddo in finale, con i biancoscudati, contro il Palermo.

10) Nel Lecce entra una banca italo-svizzera, si va sempre più verso le proprietà miste, modello Atalanta, è la soluzione migliore, soldi stranieri e management italiano che in buona parte resta.

11) Primavera, Roma-Juventus 2-0, da Sassuolo, le interviste video esclusive a Ndiayè, della Roma, e al centrale difensivo della Juve Fiumanò.

12) Roma, Alberto de Rossi lascia dopo 29 anni la primavera, resta alla Roma: “Avvisato per tempo, inizia un nuovo progetto. La delusione è per la sconfitta. Meglio la Conference, dovendo scegliere, meglio vincere con la prima squadra, dovendo scegliere, rispetto alle donne e alla giovanile”.

13) Omogeneizzare i campionati di vertice dello sport, almeno italiano. Si va dalle 20 squadre di serie A e B alle 6, sei, del rugby femminile. La superlega di volley è con appena 12 squadre, l’ultima era a 13. Il femminile è a 14, comunque poche, per uno sport tanto praticato e vittorioso.

14) Basket, l’ultimo capolavoro di Gianni Petrucci, 77 anni, licenzia il ct Meo Sacchetti che ha qualificato l’Italia vincendo in Serbia. Basta, basta eterni, basta chi domina anche in lega. Siamo in un paese gestito da vecchi, attaccati alla poltrona, gente che rovina il lavoro di campo. Meo Sacchetti ha dato spettacolo a Sassari, con lo scudetto e trofei, a Cremona, con la coppa Italia, con una squadra che poi ha rischiato di non iscriversi e adesso è retrocessa. Ha sbagliato solo a Bologna, Fortitudo, l’ansia di Pavani, presidente adesso fuori, ha voluto licenziarlo e quest’anno è retrocesso e indebitato.

15) Basket, Pozzecco era stato escluso ingiustamente da Repesa, alla Fortitudo Bologna, ha avuto problemi con tanti allenatori, da tecnico si è fatto notare per le bizzarrie, a Sassari per la verità ha avvicinato lo scudetto, perso contro la Reyer Venezia, però… Da qui a vederlo ct della nazionale… E’ un po’ come Mancini, solo che Mancini da tecnico è arrivato alla nazionale a 54 anni e con tanta più esperienza anche in panchina rispetto a Gianmarco. Curiosamente, sarà un politically scorrect ct, forse l’unico.

16) Basket, il videoraccontone da Bologna, nell’albergo di Tortona, 4 stelle con piscina, Chris Wright con la famiglia nella hall sino alle 2,30, aveva battuto un male terribile, a Torino.

17) Volley, manca un metro di altezza al palaBigi, Reggio deve emigrare, per l’A1. Scopelliti, uno degli eroi della promozione, arrivata dopo 27 anni: “Temo che la società venderà il titolo sportivo a Vibo Valentia”. Il patron Santini: “Non ha senso emigrare a Modena o Parma, città rivali a Reggio, mentre Mantova è lontana”. “E neanche a norma”, osserva il presidente di Lega Righi. Sponsorizzata Conad, come il rugby semifinalista scudetto, Reggio proverà a giocare in deroga, l’unico problema è sulle difese con la palla che inpenna, il soffitto è di 8 anzichè 9 metri.

18) Rugby, il videoaffresco da Parma, del doppio scudetto di Padova, Valsugana e Petrarca, con i racconti delle professione. “Ingegnera aerospaziale e contadina”. La religione del nordest e del rugby”.

19) Pallanuoto, il 34° scudetto della Pro Recco, arriva con l’allenatore Sandro Sukno, alla bella con Brescia, 5-2, punteggio da neanche tennis, si è segnato pochissimo, prevalgono la difesa ligure, la tattica, l’agonismo. Il patron Gabriele Volpi fa l’editore, de La Ragione, esce 5 giorni la settimana. Un anno fa lasciava lo Spezia all’americano Platek, con la condanna per illeciti con giovani stranieri a bloccare 4 sessioni di mercato di fila. In 20 anni, la Pro Recco ha concesso solo, a Brescia, due scudetti, 2003 e l’anno scorso, e una coppa Italia.

20) Ciclismo, il 4° posto di Vincenzo Nibali. Quando il podio sfiorato ha un valore inestimabile, a 38 anni resta il miglior italiano, peccato che non voglia imitare Valverde, lo spagnolo è ancora competitivo, a 42 anni, nè tantomeno Davide Rebellin, a 51 anni fermo solo per un grave infortunio.

21) Atletica, la Fantini, parmigiana, figlia di fidentino, direi, al record italiano del martello, super. Altra disciplina poco muliebre.

22) Tennis, la storia di Martina Trevisan, con lo youtube ha battuto l’anoressia.

23) La ginnastica su La7d è un bel segnale, si porta in tv il fascino, la coppa del mondo di Pesaro, bravi.

Zizzagando. 19 titoli di sport

Con Paolo Bianco

(v.zagn) 1) Stefano Pioli al primo trofeo, campione d’Italia nel segno di Carlo Ancelotti, come carattere. Il racconto del suo essere pramzan de sass, quindi di zona storica. La famiglia tutti di portalettere o ex e di allenatori.

2) Mourinho e il cattivo gioco, alla Simeone, quasi, ma è un vincente, assoluto, uno dei tecnici più titolati della storia. A 62 anni potrebbe passare a una nazionale, per vincere qualcosa fuori dai club, l’unica frontiera che gli manca.

3) Brescia, Cellino richiama Filippo Inzaghi per evitare di pagargli i danni, perchè l’ha esonerato. Corini meritava di restare, anche se è uscito in semifinale, non doveva neanche essere esonerato in serie A.

4) Fa bene Ariedo Braida, consulente della Cremonese, 76 anni, a non confermare Fabio Pecchia, in serie A al Verona, dopo la promozione, aveva completamente fallito, rischierebbe di nuovo la retrocessione.

5) Sassuolo, l’addio al calcio di Francesco Magnanelli, a 38 anni.

6) La bella passerella dello Spezia, le due salvezze al debutto in serie A, il mercato bloccato per gli illeciti dell’ex presidente Gabriele Volpi con gli africani.

7) La bella stagione di Thiago Motta, al secondo tentativo, dopo l’ingaggio al Genoa arrivato solo per il nome, per la riconoscenza dell’ex presidente Enrico Preziosi.

8) La serie C del Vicenza. Quest’anno la Diesel, di Renzo e Stefano Rosso era convinta di competere per la serie A, perde il playout a Cosenza, 2-0 (0-1 al Menti per i biancorossi) e paga le scelte sbagliate. Il ds Andrea Balzaretti va bene per la tv, Di Carlo era stato confermato con riserve, Brocchi – ne parlavo ieri sera con Stefano Pedrelli, nel calcio da un terzo di secolo – non era stato capace di portare in serie A un Monza ricchissimo. Continuano a scegliere allenatori e dirigenti solo per il nome, il carisma di quando erano calciatori. Francesco Baldini è arrivato tardi, comunque aveva portato i biancorossi per la prima volta in stagione fuori delle prime 3 posizioni. Ora il Pordenone ha problemi finanziari – alla Reggiana hanno impedito l’accesso agli atti, parola di Vittorio Cattani, ieri sera, voleva il ripescaggio -, mentre la Reggina ha il patron Luca Gallo in carcere.

9) Il Psg esonera Leonardo. Il brasiliano appartiene ai tanti sopravvalutati nel calcio, ovvero gente fuoriclasse in campo, ma non così incidente fuori. E’ stato un buon allenatore, fra Inter e Milan, tuttavia non ha fatto alcuna gavetta, neanche da dirigente. I soldi del Psg si possono spendere meglio.

10) L’immoralità delle cifre che dà il Psg a Mbappè, 300 milioni subito, sentivo ieri sera su radioRai1, e poi 100 per tre stagioni, non ho capito se a stagione, a prescindere sono cifre folli, il fairplay finanziario dovrebbe valere sempre, come il salary cap in Nba, serve per rendere le competizioni più eque. Il Manchester City è fermo a una finale, persa, di Champions, il Psg alla finale nell’anno del covid, e alle semifinali del ’95 (quando era lontano dalla proprietà dello sceicco) e della scorsa stagione.

11) Coppa Italia femminile, a Ferrara il successo della Juventus per 2-1 sulla Roma, la festa.

12) “Vai nei campi di cotone”, insulti razzisti ad arbitra under 15. Episodio a Piacenza, si evocano i lager e la schiavitù in una partita giovanile, addirittura a una minore e donna.

13) Le città con doppia squadra in serie A, maschile e femminile. Macerata arriva in A nel volley femminile, si affianca a Civitanova. In A con due squadre ci sono già Monza e Perugia, mentre Trento fra le donne è retrocessa.

14) Cosa fanno i presidenti delle federazione e magari delle leghe. Marzio Innocenti (rugby) è medico, a Vicenza, otorinolaringoiatra. Ha l’auto sponsorizzata, come federazione, ma non ha l’autista, che a Roma a gennaio abbiamo visto segue Gianni Petrucci, classe ’45, al basket, il veterano, assieme a Chimenti (golf).

15) Basket, l’Eurolega resta in Turchia, 58-57 al Real Madrid, la finale. E’ un punteggio da femminile, la prevalenza della difesa, della tattica, del gioco fisico, di uno sport che talvolta diventa rugby, per l’intensità, sul filo di tensione ed errori. Niente double, dunque, per i blancos, in finale di Champions di calcio fra una settimana. Rivince Ataman, passato per Siena e Fortitudo Bologna, a inizio millennio. Si è giocato a Belgrado.

16) Volley, il modello superfinals applicabile anche al resto dello sport mondiale, uomini e donne nello stesso giorno, a Lubiana, le Champions saranno assegnate in Slovenia, Conegliano non è favorita con il Vakifbank di Istanbul, che a occhio, avrà Paola Egonu, dopo 3 anni a nordest, da Novara. Trento è favorita su Zaksa, Polonia, campione ma indebolito, si disputano le stesse finali di un anno fa, a Verona.

17) Canoa, l’Italia si ritira dagli Europei per il covid. Volendo, racconto un medagliato olimpico, in long form video, appena riesco.

18) Sci, Daniela Ceccarelli ct Albania. La bellissima commentatrice Rai, campionessa olimpica di superG 20 anni fa, a Salt Lake City, a 47 anni, da Frascati, va ad allenare la nazionale di questo paese che non ha tradizione, nello sci.

19) Rugby, sabato le finali scudetto, a Parma, ci sarò, come per il volley, in Champions, da anni. Valsugana (Padova)-Villorba (Treviso), che è il club più titolato. Petrarca Padova-Rovigo, come la scorsa stagione, decisa a Padova allo scadere da una sporca, ultima mèta, polesana, nel fango.

Zizzagando. 9 titoli di sport

Con Giampaolo Dallara

(v.zagn) 1) La notte della serie A, a Cremona, il videoraccontone, le interviste a Casasola, a Daniel Ciofani, i tifosi, i cori, la città, gli stranieri. Sono stato a bordo del pullman, vuoto, c’è tantissimo di carino.
L’affresco dalla città del torrazzo. https://www.youtube.com/watch?v=k7aljuH9CBs
https://www.youtube.com/c/VanniZagnoliripreseeintervistecuriosecostume/search?query=cremonese%20in%20a

2) Massimiliano Allegri ha vinto 5 scudetti, altri trofei, vanta due finali di Champions league ma la sensazione è di mediocrità assoluta, come gioco spesso, come risutlati veniva da due anni di stop e questo è da 5,5, considerato il 4° posto e la finale di coppa italia, come gioco somiglia a Capello, molto equilibrio e poco spettacolo. Non merita la conferma, fra i tecnici che hanno vinto di più sono i meno spettacolari.

3) Calcio femminile, l’ennesimo trofeo per la Juve, scudettata, e la Roma qualificata in Champions.

4) Basket, Luca Vitali si è salvato con Napoli, in serie A, adesso scende in A2, per i playoff, con Cantù. Per regolamento si può fare, per carità, immaginiamolo nel calcio, salvarsi in A e passare in B, giusto per i playoff. Vitali ha 36 anni e aveva iniziato la stagione con Brescia, ma era fuori rosa.

5) Basket femminile, il triplete italiano della Famila Wuber Schio, in 25 anni di presidenza Marcello Cestaro ha conquistato l’11° scudetto, 13 sono le coppe Italia e 12 le supercoppe. Le coppe europee sono 3, manca l’Eurolega. In Italia ha perso solo una gara di semifinale con Ragusa, in casa, e gara3 a Bologna. Ora la più titolata è Giorgia Sottana, con 6 scudetti.

6) Volley, il 5° scudetto di Conegliano. Il videoracconto. Il tiebreak vinto dall’Imoco, come in gara2. Paola Egonu naturale mpv, la sua amicizia con Giuditta Lualdi, del Busto Arsizio di serie A2, alla fine tanti tifosi delle pantere si facevano fotografa con l’amica, con la coppa da mvp. Esistono bagarini anche nel volley, ho dovuto pagare a un gruppo di tifosi di Conegliano 50 euro per un biglietto che loro hanno pagato 7 e naturalmente le minacce perchè non lo dica. E poi la cena delle pantere al McDonald’s di Monza. E prima la birra bevuta da tanti giocatori di Monza maschile, al bar. Monza che insegue sempre il primo scudetto, fra maschi e femmine, mentre il Monza insegue la prima serie A, accanto al palaCandy.
https://www.youtube.com/watch?v=uEQDGuDvzzwhttps://www.youtube.com/watch?v=Kbzbs76UYm8 Naturalmente, tanti altri video del pubblico, nella serata, la festa infinita a palazzetto esaurito, caldo e altro che assembramenti.

7) Volley, Civitanova e Conegliano ancora e sempre regine d’Italia, 7° scudetto per i marchigiani, 3° di fila, e 5° per le pantere, 4° di fila. Zaytsev in mutande avvolto nel tricolore. https://www.youtube.com/watch?v=Z9wC_YiK5dk  al minuto 9’30” c’è zaytsev alle 4,15 in mutande e tricolore in strada, davanti al lungomare di Civitanova, naturalmente c’ero io da solo.
https://www.youtube.com/watch?v=j71_ZwRyqPI  qui ci sono mie domande ai campioni, Simon, Blengini, Lucarelli, Jant, Cormio, ds giornalista.

8) Formula 1, i 40 anni dalla morte di Gilles Villenueve, il racconto di Renè Arnoux, video: “Non è morto per la rabbia post Imola, non è colpa mia”.

9) Rugby, l’affrescone da Reggio Emilia, con Rovigo, il popolo del rugby, si va verso la finale a Parma, Calvisano-Rovigo. il colore, il costume, la passerelle di politici e istituzioni persino al rugby, le wags, gli ex, Diego Dominguez, Brunel, la religione dell’ovale, del terzo tempo. 9-16 è il punteggio.

Il Gazzettino, Rovigo, rugby. La semifinale playoff a Reggio Emilia, il racconto di colore dallo stadio Mirabello, senza accredito, con il divieto anche a comprare il biglietto e con una curiosa intrusione nella ripresa, sino a che le maschere se ne accorgono. L’impossibilità di entrare anche a gara finita: “Solo Raisport può riprendere”. Falso

Reggio Emilia
E’ stato un bel pomeriggio per passione rossoblù, come da striscione esposto in tribuna, allo stadio Mirabello. Questo era il tempio della Reggiana, del calcio di Pippo Marchioro, dalla serie C alla salvezza in A, con retrocessione del Piacenza tutto italiano, vittoria a San Siro con il Milan campione di tutto, nel ’94, adesso è lo scenario dell’ovale, del Valo rugby, supportato anche fisicamente dall’Emilia Romagna, con l’onnipresente segretario Gianmaria Manghi, del presidente Bonacini.
La sfida del tifo va ai tamburi di Reggio, sulla parte destra della tribuna, addirittura c’è l’esaurito per i biglietti venduti, forse, almeno per chi scrive, dal momento che filma tutto.
Grande entusiasmo anche per i rodigini arrivati nella città del primo tricolore, in pullman, anche sopra lo stendardo Amici di Boara. E’ uno spettacolo su Raisport e sui social di federugby, in diretta, trombette e rullare, trambustio e autorità emiliane, partendo dal questore. Il tifo prescinde dalle azioni, è sport vero, gente vera che, come per il Padova, segue il XV campione il più possibile e ovunque, magari capendo poco dello sport ma proprio per divertimento.
Ci sono bambini delle scuole locali, qualche momento è anche di relativo silenzio in quell’orgia di gioia di vivere. Si sogna una notte come un anno fa, a Padova, il popolo polesano trattiene il fiato per placcaggi e maulle, per ruck e dribbling, va beh, concedete una licenza pallonara. 
E poi c’è il terzo tempo, al pullman, con passaggio anche dei protagonisti, con il dopopartita al virtuale microfono dei tifosi, gli scambi di opinioni anche tattici, gli sguardi, la voglia di tricolore confermabile in una provincia non così ricca di sport ad alto livello, al contrario di Reggio.
E’ bella anche la difesa rovigotta, anche qui perdonate la licenza, le panchine trepidano, piovicchia sul nostro computer, di fronte alla tribuna, siamo entrati furtivamente, per qualche minuto, nel finale. Ci sono bellissime in tribuna, fidanzate di atleti o aspiranti tali, le wags che generalmente non vogliono essere inquadrate perchè troppo belle per finire su youtube. Il forcing finale di Reggio non porta al pareggio, “Rovigo, Rovigo” e “Forza Rovigo, forza Rovigo uè, uè, uè”. E’ stata una bella giornata di sport, anche nel coro finale: “Chi non salta padovano è, è”.
Tre i pullman di rodigini, 300 che finiscono in via Matteotti, in mezzo alla strada, alla fine. Il ritorno è dolce, come quello sportivo, fra una settimana. Calvisano aspetta, salvo sorprese, niente finale bis con Padova. C’era il Livorno, società gemellata, ci sono steward, Diego Dominguez e famiglia, argentini.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino” edizione di Rovigo