Il Gazzettino, la serie B.

(cosenzachannel.it)

La versione integrale dell’articolo pubblicato su “Il Gazzettino”

di Vanni Zagnoli

La serie B riprende dopo un fine settimana di sosta, il Venezia passa a Palermo, non vinceva da due mesi e per Vanoli sono i primi punti, meritati, con la zona playout a 3 lunghezze. Nella ripresa Manganiello fischia il rigore al rosanero Brunori per l’uscita di Joronen, al Var giustamente ci ripensa. Al 19’ risolve Pohjanpalo, servito da Candela. Tre minuti e Di Mariano crossa, un tocco di mano di Wisniewski è punito dall’arbitro con il rigore per il Palermo, Joronen lo respinge a Brunori, che sbaglia anche il tapin. Nel finale il pareggio di Bettella, annullato per fuorigioco di Soleri. 

Il Cittadella resta lì, appena un punto sopra la zona playout, in un centroclassifica molto affollato, con i playoff a 5 punti. Contro il Cosenza parte forte, con la traversa in girata aerea di Tounkara. Il vantaggio arriva al 25’, con l’assist rasoterra del senegalese per Mirko Antonucci, che incrocia sul palo opposto. Prima dell’intervallo su rimessa lunga di Rispoli, Brescianini intercetta e Kastrati devia in angolo, salvando il vantaggio. Nella ripresa punizione di Calò per i calabresi e Vaisanen coglie la traversa. Nel finale il pari, Zilli pesca di testa Brignola, che svirgola con l’esterno, Kastrati per una volta sbaglia la presa e fa perdere due punti. Poi evita il sorpasso di Kornvig, dopo un tentativo di Antonucci. Le assenze di Baldini, Embalo e Asencio limitano il potenziale offensivo e un anno e mezzo dopo la finale playoff con il Venezia il primo obiettivo diventa la salvezza diretta.

In vetta, il Frosinone rischia la sconfitta con il Cagliari, dov’è arrivato il nuovo ds, Nereo Bonato. Sardi avanti con Luvumbo, complice l’indecisione del portiere Turati. Pareggia Rohdén, poi Moro manca il 2-1. Lo trova Roberto Insigne, con un gol all’incrocio. Il 2-2 è su rigore, di Lapadula, colpito al volto da 

Mazzitelli. Il Var annulla per fuorigioco la rete allo scadere del cagliaritano Pavoletti.

Resta il +5 sulla Reggina, fermata sul 2-2 dal Benevento, nella sfida fra i campioni del mondo Pippo Inzaghi e Fabio Cannavaro. Cross di Pierozzi e mano di Pastina, al Var, per il vantaggio su rigore dei calabresi, con Hernani. Che raddoppia su assist di Menez. La rimonta con Improta, poi l’arbitro Zufferli dà e leva un rigore alla Reggina, per tocco di Improta. Il pari è di Acampora, nel recupero una rissa a centrocampo.

Cade il Genoa a Perugia, con un altro gol splendido, di Olivieri, eppure gli umbri restano ultimi. Il Brescia regola la Spal per 2-0, con Ayè e Mangraviti, l’effetto De Rossi a Ferrara è già svanito. A Como, rigore lariano per fallo di Folorunsho su Iovine, Caprile portiere del Bari respinge la battuta di Cerri, Sanchez segna ma era entrato in area in anticipo. 

Il nuovo rigore arriva prima dell’intervallo, per il braccio di Pucino, Cerri stavolta segna. Nella ripresa tante occasioni, il pari arriva per l’errore di Arrigoni, che stoppa con il braccio in area, dal dischetto Botta per i pugliesi.

A Bolzano, l’Ascoli passa subito, con Ciciretti, pareggia il Sudtirol su rigore di Casiraghi, procurato da Nicolussi Caviglia. Altro vantaggio marchigiano con Caligara, nel finale impatta Rover. Sabato, il Modena aveva vinto il derby di Parma, mentre il 3-1 del Pisa sulla Ternana costa ingiustamente il posto a Lucarelli.

Da “Il Gazzettino”

Enordest.it. In tv i mondiali sono belli (anche senza l’Italia…)

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/27/in-tv-i-mondiali-sono-belli-anche-senza-litalia/

Vanni Zagnoli

Visti in tv, i mondiali sono belli, anche senza l’Italia. Poi, per carità, sui social si discute su tutto.

Spesso, verso l’una di notte, sfoglio Repubblica e ogni giorno c’è la rubrica di Antonio Dipollina, fuoriclasse della critica televisiva, raccoglitore della frasi più singolari o della situazioni più particolari della tv italiana, adesso Rai, con i mondiali.

Intanto le telecronache, le trovo di buon livello, come sempre. Le coppie sono Alberto Rimedio con Antonio di Gennaro, come con la nazionale, Dario di Gennaro (voce anche della pallanuoto) con Andrea Stramaccioni, il più entusiasta dei commentatori, in particolare per il colpo dell’Arabia Saudita, Stefano Bizzotto esperto di Germania con Daniele Adani, il commentatore tecnico che piace tanto ai giovani.

Piacciono anche le pause, dei telecronisti, rispetto all’orgia consueta di parole, di moda su Sky e su Dazn.

Questi sono 3 video di una serie di 8 con cui abbiamo raccontato la storia di Stefano Bizzotto, il giornalista della redazione calcio (e tuffi) più preparato in Rai.

Qui, invece, una nostra domanda a Daniele Adani, sull’esclusione dalle convocazioni di Giappone e Corea del Sud 2002. E’ stato solo riserva a casa, con Trapattoni, che comunque lo valorizzò alla Fiorentina

Un’altra coppia di buon livello è Luca de Capitani con Sebino Nela, commentatore tecnico compassato, ironico, che ha battuto un tumore, pochi anni fa, De Capitani è anche la voce dell’under 21

In studio si alternano Marco Lollobrigida, stranamente non più impegnato nelle telecronache, la bellissima Simona Rolandi, e Alessandro Antinelli, che interviene spesso anche la sera. https://www.youtube.com/watch?v=ZOZC7KNQ12c

Questa è la storia dell’altro giornalista romano.

Le voci di Rairadio1. Giuseppe Bisantis, catanzarese,

https://www.youtube.com/watch?v=uakfJEqzU0c&feature=youtu.be e di nuovo Sabino Nela

Cristiano Piccinelli e  Katia Serra Francesco Repice e Fulvio Collovati

Daniele Fortuna https://www.youtube.com/watch?v=UROOr3I69P0&t=1s

Beppe Dossena

Manuel Codignoni

e Massimo Orlando

Diego Carmignani

Giovanni Scaramuzzino, Sebastiano Franco e Massimo Barchiesi

Sono, di fatto, le voci di Tutto il calcio minuto per minuto, compreso Franco, in onda in genere dal nordest.

Tornando alla tv, fa discutere il Circolo dei Mondiali.

Sara Simeoni si presenta in genere con un vestito eccentrico, con le bandiere delle 32 partecipanti, frou frou, li definisce Antonio Dipollina di Repubblica. Dice anche cose sensate: “Ricordiamo Nico Fidenco, scomparso due giorni fa”.

Con la Bobo tv il clima è più ilare del solito, lo show travalica il calcio. Ci sono le storie di Gianfelice Facchetti, come a La Domenica sportiva di pochi anni fa, piccole pieces da teatro portate in tv, e poi ci sono approfondimenti belli, come il viaggio a San Severino Marche, di cui è originaria la famiglia di Messi, e in cui in tanti hanno quel cognome.

Soprattutto gag in studio, fra Yuri Chechi, Sara Simeoni e l’ospite che ruota. Cristian Vieri, poi Enrico Mentana, direttore de la7 che pure va ospite in Rai, da dove partì, il ct del volley Fefè de Giorgi, campione del mondo con l’Italia.

Il tutto è voluto dalla direttrice Alessandra de Stefano che nell’editoriale iniziale difende la scelta di diffondere il mondiale, costato alla Rai quasi 200 milioni di euro. La conduttrice è stata afona, nelle prime tre serate, e già ha un timbro di voce basso, giovedì andava un po’ meglio. Ha voluto replicare il format delle olimpiadi, con il circolo degli anelli.

Sara Simeoni azzarda buoni paragoni, su Ronaldo: “Mi ricorda Bolle, il ballerino”. E poi lo stacco, i centimetri. Ah, Pozzecco azzarda una delle sue battute: “C’è gente che viene pagata per i centimetri”. Insomma fa pensare ai pornoattori e allora giustamente De Stefano lo stoppa.

C’è l’orchestra, piace, ci sono le prove fisiche, i tiri, gli stacchi, è persino troppo veloce, come trasmissione. Begli ospiti, come Federico Bernardeschi, poi la trasmissione prosegue su Raiplay, per lasciare spazio a Bruno Vespa, e allora gli ascolti inevitabilmente scendono. 

Si coniuga società e socialità, costume e politica, temi alti e letteratura, cazzeggio e social.

La Bobotv, dicevamo. Mah, il leader è sempre Daniele Adani, il più esperto di calcio, Antonio Cassano fa le sue sparate, comunque inferiori rispetto alla Bobotv classica, Vieri aggiunge qualcosa, Nicola Ventola è il meno personaggio e il più defilato, il classico amico. Bobo ci mette il nome, dall’inizio. In 5’ l’idea è discreta, non piace a tanti giornalisti, soprattutto giovani, Rivistacontrasti.it, per esempio, dice che è la negazione della Rai, che da sempre è maestra di giornalismo. Mah, a me non piace tanto il genere, a Cassano preferisco Claudio Foscarini, l’ex allenatore del Cittadella, per fare un esempio, l’opposto, cioè una persona seria, ma evidentemente l’unica cosa che conta è il nome, per tanti.

Bella l’idea di usare le candele, a fine serata, per dare un segnale, sul risparmio.

Sempre al Circolo dei mondiali, magari su Raiplay.it, si apprezzano anche le interviste, di Stefano Rizzato, i servizi di Alessandra D’Angiò, qualcosa anche di Donatella Scarnati, la calabrese di 67 anni che sta per andare in pensione, da 36 anni al seguito della nazionale, da tempo capospedizione.

Onestamente, al gioco che fanno tanti, dalli alla Rai perchè è servizio pubblico io non ci sto. Mai.

Da “Enordest.it”

Enordest.it. Mondiali, la rivincita delle Cenerentole

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/27/mondiali-la-rivincita-delle-cenerentole/

Vanni Zagnoli

E’ finita la prima settimana del mondiale, non il secondo turno della fase a gironi. E’ il mondiale delle sorprese, ma anche delle conferme.

L’impresa più bella è stata dell’Arabia Saudita, la rimonta nel secondo tempo con l’Argentina, da 1-0 a 1-2, contro una delle nazionali più attese e anche di talento. Assieme all’Iran, i verdi sono la miglior rappresentante del calcio arabo, dal mondiale del ’94, in cui passarono l’unico turno, ma all’epoca si qualificavano anche le migliori terze. Nella storia dell’Arabia Saudita tanti grandi personaggi come ct: Mario Zagallo, Carlos Alberto Parreira, Leo Beenhakker, Frank Rijikaard. Adesso questo bellissimo francese, Hervè Renard, vincitore di due coppe d’Africa inconsuete, con Zambia e Costa d’Avorio, ma allenò persino in Vietnam. E’ la più grande imprese sportiva nella storia del Paese, non a caso l’indomani il re Salaman ha concesso il “giorno libero” per tutti i dipendenti e gli studenti, per celebrare l’impresa avvenuta al Lusail Stadium.

Stasera, domenica, la Germania affronterà la Spagna e deve riscattare  l’analoga rimonta concessa al Giappone. Che era sotto 1-0, è stato salvato dal palo sul tiro di Gundogan e poi ha preso due gol nella ripresa, dopo che Rudiger quasi irrideva un avversario, correndo a gambe alte nella protezione di un pallone che usciva. 

Un’altra asiatica, la Corea del Sud, estromise i tedeschi da Russia 2018. Quattro anni fa, persero la prima e la terza partita, adesso devono di nuovo inseguire. La velocità di Musiala, classe 2003, non basta ai tedeschi. Che fanno debuttare anche Moukoko, 18 anni, il più giovane del mondiale. 

L’altra impresa è stata dell’Iran sul Galles, nei minuti di recupero, con due gol. I media ufficiali iraniani, molto critici con la nazionale dopo il 2-6 all’esordio con l’Inghilterra e la scelta polemica dei giocatori di non cantare l’inno, per solidarietà contro le donne, salgono sul carro del vincitore del ct Carlos Queiroz dopo l’acuto sui gallesi, peraltro dominati, a lungo. I titoli: 

«I dragoni sono caduti in ginocchio davanti ai ghepardi iraniani» e 

«I ghepardi sono tornati ai Mondiali dando la caccia ai dragoni». “Siamo riusciti a restituire il nostro orgoglio e il nostro prestigio e riconquistare la nostra dignitа».

Il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, ha diffuso un messaggio di «ringraziamento» ai membri «laboriosi e zelanti» della nazionale, che «hanno portato al popolo la dolcezza della vittoria. Le buone preghiere della nazione vi guideranno nel proseguimento di questo cammino». Team Melli si chiama la squadra verde, criticata ddall’ala ultraconservatrice in patria, tanto che il giornale Kayhan li aveva definiti “traditori”. Con il Galles l’hanno cantato a mezza voce, tra i sospetti fondati che siano stati oggetto di pressioni e minacce.

Maziar Bahari, fondatore del sito Iran Wire: “E’ la versione piu’ timida mai vista dell’inno della Repubblica islamica. I giocatori sono stati minacciati a dover cantare”. 

Allo stadio, donne con la hijab e altre senza.

Ora gli occhi sono puntati sulla partita con gli Stati Uniti di martedì: la sfida contro il ‘Grande Satana’ era giа attesissima per la sua valenza simbolica ma ora può aprire la porta a una storica qualificazione agli ottavi. Ai mondiali debuttò nel ’78, in Argentina, in Spagna si ritirò, dal ’94 è stata presente in 5 edizioni su 7.

Con il 2-0 subito dall’Ecuador e il 3-1 dal Senegal, il Qatar è già fuori dal mondiale. E’ 52° nel ranking Fifa, persino più competitivo di quanto dica la realtà. E’ la nazionale più modesta della storia fra i Paesi organizzatori, anche più della Corea del Sud che raggiunse la semifinale grazie ai favori arbitrali, nel 2002, eppure vinceva partite. Nella storia delle nazionali di casa nei mondiali, Stati Uniti e Sudafrica sono le altre nazionali di tradizione inferiore, ospitarono rispettivamente le edizioni del ’94 e del 2010, poi peraltro gli Stati Uniti sono cresciuto parecchio. Come dimostra l’1-1 con il Galles, contro il quale sino a tre quarti di gara sono stati superiori, e anche lo 0-0 con l’Inghilterra e gli americani leggermente migliori sul piano del gioco.

Si attende proprio un acuto degli americani, adesso sono 11esimi nel ranking Fifa, la miglior posizione fu il 4° posto nel 2006 e all’epoca furono protagonisti nella Confederations sup. Il miglior risultato fu nel 2002, con i quarti di finale, avrebbero meritato di eliminare la Germania, poi finalista. Gli Usa sono al top da sempre nel basket e nel baseball, nell’hockey su ghiaccio e da decennio anche nel volley, e poi in tanti sport, nel soccer hanno sempre avuto il punto debole.  Se martedì supereranno l’Iran saranno qualificati.

In teoria, lo stesso Galles è al top della storia, con la semifinale di Euro 2016 e l’ottavo dell’ultimo Europeo, comunque è già in parabola discendente. Come Gareth Bale, che potrebbe chiudere qui, con la nazionale. I gallesi sono tornati al mondiale dopo 66 anni, mancavano dal 1958, dall’unica partecipazione, martedì devono battere gli inglesi per sperare, è una sfida epocale. A parità di punti, contano la differenza reti e poi il numero di gol segnati, per terzo criterio il confronto diretto. Lo 0-0 con gli Usa ridimensiona l’Inghilterra, che si era illusa di aggiudicarsi il mondiale, dopo la finale europea persa in casa con l’Italia, ai rigori.

Tornando alle goleade, il 7-0 della Spagna sulla Costarica. I centramericani rappresentarono di fatto il capolinea di Prandelli, molto più della sconfitta con l’Uruguay, al mondiale del 2014.  

Le goleade ai mondiali, partendo dal 7-0 della Spagna sulla Costa Rica. Le maggiori sono i 9 gol di scarto che si sono verificati per tre volte. Nel 1954, l’Ungheria, poi sconfitta in finale dalla Germania Ovest, battè la Corea del Sud, alla prima partecipazione ai mondiali, per 9-0. Vent’anni dopo, un’altra debuttante battuta, lo Zaire, 9-0 dalla Jugoslavia. Nell’82, in Spagna, a Elche, il 10-1 dell’Ungheria su El Salvador. Tutte e 3 dimostrano la qualità tecnica storica delle nazionali danubiane, magari fine a se stessa. A proposito di goleade, il pensiero prevalente nel calcio resta di non infierire sugli avversari, il buon senso consiglierebbe di fermarsi. In Roma-Catania 7-0, 16 anni fa, Spalletti aspettò i giocatori siciliani all’uscita, per chiedere scusa a ciascuno. Daniele Adani è fra quanti sostengono che il vero rispetto degli avversari sia giocare sino all’ultimo, per cercare i gol, questo avviene per esempio nel basket, con scarti anche molto abbondanti.

Del Senegal, va segnalato che gli africani hanno tutti e 26 i giocatori all’estero: 11 in Inghilterra, 6 in Francia, gli altri divisi fra Italia, Belgio e Grecia. Con il Qatar segna Boulaye Dia, attaccante della Salernitana, 26 anni, che faceva lavoretti da elettricista per vivere, poi la serie D francese nel Reims, e il passaggio alla serie B. A primavera segna un gol in semifinale di Champions league con il Villarreal, contro il Liverpool.

Nello 0-0 fra Danimarca-Tunisia, gli occhi erano per il 3° mondiale per Christian Eriksen, il primo fu quando aveva 18 anni e mezzo. Vanta anche due Europei, l’anno scorso gli si fermò il cuore. Ha continuato a giocare, a differenza per esempio di Sonny Colbrelli, il ciclista che ha smesso, alla stessa età, dopo il problema cardiaco.

In Messico-Polonia 0-0, Lewandowski sbaglia il rigore e ancora non ha segnato ai mondiali, pur essendo il più grande centravanti del mondo da una quindicina d’anni, assieme a Cristiano Ronaldo. Ha la stessa sfortuna di Ibrahimovic, con la Svezia, i polacchi non hanno il potenziale per aggiudicarsi una grande manifestazione. Lui è al secondo mondiale e nei 3 Europei ha passato il primo turno solo nel 2016, raggiungendo i quarti, persi ai rigori con il Portogallo, nonostante il suo gol.

Nell’altro 0-0, fra Marocco e Croazia, c’è stata la bella impresa dei nordafricani, contro i vicecampioni mondiali. E’ mancato giusto un oro, per questa grande generazione di talenti d’oltre Adriatico, è una delle tante nella storia del calcio slavo. Modric a 37 anni e probabilmente anche l’ex interista Perisic (33) al passo d’addio, almeno per i mondiali.

Nel 2-0 del Brasile sulla Serbia, la doppietta di Richarlison è stata guastata dall’infortunio alla caviglia a Neymar, per il quale il mondiale rischia di essere già finito. Lui aveva sfornato l’assist per il vantaggio. Mastica amaro il ct serbo Dragan Stojkovic, grande talento che giocò anche nel Verona, nel ’91-’92, con infortuni e poi la retrocessione. Era nella rosa che vinse la Champions league con il Marsiglia, in finale contro il Milan. Fu poi presidente federale e anche della Stella Rossa di Belgrado. Ha allenato 5 anni in Giappone, poi 5 in Cina, con i serbi ha vinto il girone. E’ un buon allenatore, uno dei rari esempi – come Zidane e Crujif – di fantasista competitivo anche da tecnico.

L’immeritato 1-0 del Belgio ha evidenziato le qualità del Canada. I nordamericani mancavano dal mondiale di Argentina 1986, la stella è Alphonso Davies, 22 anni, genitori liberiani, è nato in Ghana, da Vancouver è passato al Bayern Monaco nel 2020. Allora mamma Victoria raccontava: “In Liberia c’era la guerra civile, per trovare da mangiare dovevamo girare in mezzo ai cadaveri”. Il capitano canadese è Hutchinson, il giocatore più anziano della competizione, 39 anni e 9 mesi.

Lo 0-0 dell’Uruguay con la Corea del Sud mostrava ai massimi livelli l primo Uruguay senza Oscar Washington Tabarez, dal 2006. Considerato anche il biennio 88-90, preludio della sua avventura al Cagliari, era il più longevo dei ct, ha lasciato dopo 4 sconfitte di fila nelle qualificazioni mondiali, gli è subentrato Diego Alonso. Dal 2016 andava in panchina nonostante la neuropatia cronica, adesso ha 75 anni.

E’ il mondiale dei maxi recuperi, quasi 10′ in Usa-Galles, in tutte le gare del primo turno dei gironi è stato elevato, da venerdì, con l’inizio della seconda tornata il tempo di recupero è diminuito un po’. 

Come sarebbe il calcio con il tempo effettivo, due tempi da 30’ fermando sempre il cronometro sarebbero perfetti. O anche soltanto fermandolo nel secondo tempo, per esempio, il più a rischio di perdite di tempo. In Serie A, secondo uno studio del Cies dell’aprile 2021, il 17,6% del tempo il pallone non è in gioco. Servirebbe per evitare che chi è in vantaggio o sta portando a casa il punto voluto cerchi solo di far passare il tempo. Poi, per carità, si può farlo anche palleggiando nella propria metà campo, quando il pressing avversario diminuisce.

C’è un fenomeno curioso, che si vede in certi servizi di Umberto Martini su Rai e di cui abbiamo letto su Repubblica, con l’inviato Matteo Pinci. Si vedono arabi che tifano Giappone, probabilmente imbeccati dall’organizzazione, per avere quanto più entusiasmo anche nella piazza della Fifa. Probabilmente pagati per tifare nazionali di paesi lontani, al punto che tanti neanche conoscono i giocatori più rappresentativi della nazionale per la quale sostengono di tifare.

Infine un pensiero sulle assenti, oltre all’Italia. Le altre nazionali di tradizione o comunque con giocatori di prestigio non qualificate per i Mondiali. La Svezia che arrivò ai quarti 4 anni fa, l’Austria, assente dal ’98 ma presente a 3 degli ultimi 5 Europei. 

E poi la Turchia e la Rep. Ceca, la Slovacchia e la Norvegia, anche la Slovenia. In Africa, la Costa d’Avorio e l’Algeria, la Nigeria e l’Egitto, per il Sudamerica la Colombia e il Cile. Insomma, siamo in discreta compagnia. E la maggioranza di queste nazioni dovrebbe farcela per il mondiale del 2026, in Usa, Canada e Messico, con 48 formazioni. A differenza di quanto succede nel basket e nel volley, il livello non dovrebbe scendere di tanto, dal momento che c’è equilibrio fra queste formazioni e quante invece sono presenti. L’hanno dimostrato le qualificazioni e i playoff. Ma adesso godiamoci le altre settimane dei mondiali.

Da “Enordest.it”

Enordest.it. L’imbattibile Pro Recco e la Samp dello sceicco

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/27/limbattile-pro-recco-e-la-samp-dello-sceicco/

Vanni Zagnoli

Il nostro zizzagare settimanale esce dal mondiale, naturalmente, e tocca gli sport vari.

Pallanuoto, il 16-8 della Pro Recco con il Barcellona, il terzo quarto è stato di 5-0. I liguri centrano il grande slam avendo già conquistato nel 2022 la Champions league, lo scudetto e la coppa Italia, è la 5^ volta che si aggiudicano tutto, anche questa supercoppa europea.

Miglior marcatore Di Fulvio, l’allenatore da questa stagione è il croato Sukno, 32 anni, già vincitore di 6 trofei, a Genova. Conegliano ha perso il mondiale per club e la Champions, nel volley femminile, la Pro Recco è il club imbattibile del nostro sport e ha il patron Gabriele Volpi, che ha lasciato lo Spezia un anno e mezzo fa.

Volley. Secondo Repubblica, è Giovanni Guidetti il ct individuato per il dopo Davide Mazzanti, che sta trattando l’uscita. L’allenatore modenese da una quindicina d’anni è il più continuo, in campo femminile, ha un palmares invidiabile e allena già Paola Egonu, adesso, al Vakifbank. Ha appena rescisso con la Turchia, uscita ai quarti ai mondiali, contro gli Usa. Poi il presidente federale Manfredi cercherà di fargli rinunciare al club di Istanbul, dal 2023-24, per averlo solo con la nazionale. Salvo che proprio non voglia fare un’eccezione per lui. E’ semplicemente il migliore. L’ipotesi che noi stessi auspichiamo è invece confutata da Gian Luca Pasini, su La Gazzetta dello sport, nel suo blog dal15al25.it: “Mazzanti dovrebbe arrivare agli Europei italiani”. Contrariamente proprio alla previsione di Pasini, alla vigilia del bronzo mondiale.

Volley, la bella idea della federazione, promuove il club Italia del sud femminile, è un modello per ogni federazione. Seleziona giovani nate dal 2006 in poi, in Campania e Basilicata, Puglia e Molise, Calabria e Sicilia, sotto la la direzione tecnica di Marco Mencarelli, plurimedagliato tecnico giovanile. Il sud è da sempre in sofferenza, nello sport ai massimi livelli, il presidente Manfredi e il segretario Bellotti tentano una soluzione pilota.

Taekwondo, l’oro mondiale del pugliese Vito Dell’Aquila, il primo millennial a essersi aggiudicato anche l’oro olimpico. Ha perso il primo round della finale con il coreano Jun Jang e poi l’ha dominato, nella sfida fra numero 1 e numero 2 del ranking dei 58 chili. E’ stata l’unica medaglia italiana a Guadalaxara, in Messico.

Tennis. A Torino c’è stato il pienone per le Atp finals, con i migliori 8 tennisti al mondo. Dal gruppo verde sono passati il norvegese Ruud e l’americano Fritz, terzo posto per il canadese Auger-Aliassime, ultimo per Nadal, che a 36 anni imbocca il viale del tramonto. Nell’altro raggruppamento, naturalmente primo Djokovic, il favorito, davanti a Rublev, fuori l’altro russo Medvedev e il greco Tsitsipas. 

In semifinale, doppio tiebreak per Djokovic su Fritz e successo più netto di Ruud su Rublev. Il norvegese si è battuto bene nel primo set, contro Djokovic, meno nel secondo.

E poi c’è la coppa Davis, con l’Italia che batte gli Usa a Malaga, nei quarti. Successo di Sonego, torinista, su Tiafoe, e sconfitta di Musetti, nel doppio Bolelli e Fognini superano Paul e Socks.

La Davis adesso è rapida, si giocano solo due singolari più il doppio, si è perso tanto del fascino tradizionale dell’insalatiera.

E poi il basket. In Eurolega è crisi per l’Olimpia Milano, alla 6^ sconfitta di fila, le ultime in casa, contro le turche. Ventinove punti subiti dall’Efes Pilsen, vincitore delle ultime due edizioni, una decina dalla capolista Fenerbahce. Messina rimette il mandato, se non ci sarà una reazione rapida. L’Armani è l’ultima con Berlino, con 3 vittorie e 7 sconfitte. Va meglio Bologna, a metà classifica, nonostante la sconfitta nel finale ad Atene con il Panathinaikos.

La Sampdoria è ormai nelle mani della famiglia Al Thani, Khalid Faleh è parente con i regnanti del Qatar. E’ confermato il finanziamento da 250 milioni per salvare la società che nel ’91 vinse lo scudetto. Gianluca Vialli si congratula. I 40 milioni andranno sul conto escrow, l’iter verrà completato con una rapida confermatoria, due diligence (con l’esclusiva concessa dal trustee Vidal) e quindi le firme sul contratto di compravendita della Sampdoria, dal trust allo sceicco.

Da “Enordest.it”

Il Gazzettino, volley. Perugia sempre a punteggio pieno, Ngapeth rilancia Modena, Grozer topscorer con Monza

(duemondinews.com)

Con la sosta della serie A di calcio per il mondiale, il pubblico del volley aumenterà. Civitanova-Siena è rimandata a causa di 3 casi di Covid fra i marchigiani. Stasera, alle 19,30, su Volleyballworld.tv, il derby veneto Verona-Padova: i bianconeri di Cuttini devono recuperare la gara di Siena pure rinviata per Covid, dovrebbero evitare l’ultimo posto e l’A2, mentre WithU Verona insegue sempre la prima semifinale playoff della sua storia.
Ieri, Perugia ha confermato l’imbattibilità, in campionato non ha mai concesso punti, in supercoppa è stata costretta per due volte al tiebreak mentre in Champions si è aggiudicata entrambe le gare del girone. In Umbria è scesa Trento, che aveva sfiorato il colpo nella semifinale di supercoppa, perde 3-1, 22-25, 25-19, 27-25, 25-13. La squadra di Anastasi si aggiudica con tre turni di anticipo il titolo di campione d’inverno, del resto con sole 12 società in superlega la stagione regolare è rapida. Il primo set è dell’Itas Trentino grazie ai 10 punti di Lavia, con 3 aces. Nel secondo Lorenzetti inserisce Nelli e Dzavoronok, arrivando solo a -3. Nel terzo gli acuti sono di Semeniuk e Lavia, sul 24 pari un attacco di Russo, che sarà mvp; il pallonetto dell’altro campione del mondo Michieletto, per Trento, chiudono due attacchi consecutivi di Flavio. 
Modena si aggiudica la seconda trasferta in casa delle cenerentole, prevale a Taranto per 3-1, dopo Siena, grazie ai 24 punti dell’opposto bosniaco Lagumdzija, naturalizzato turco, alla ricezione e alla difesa. Il padovano Antonov è protagonista del primo set pugliese, il campione olimpico Ngapeth nel secondo per Valsa Modena. Il francese piazza un muro chiave nel terzo, chiuso con il bilanciere, il suo colpo d’attacco rovesciato. Nel quarto due salvataggi di Ngapeth e il nuovo, buon ingresso di Sanguinetti. Sabato, Grozer con 32 punti ne regala due a Monza, contro la sorpresa Cisterna.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Enordest.it, sportsenators.it. Mondiali di calcio, per chi tifare? Come sarebbe stata l’Italia di Mancini se si fosse qualificata

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/20/mondiali-di-calcio-per-chi-tifare/

Vanni Zagnoli

Oggi, domenica 20, inizia il modniale, con Qatar-Ecuador, alle 17. Domani due gare, Inghilterra-Itan alle 14 e Senegal-Olanda alle 17. Da martedì 4 partite al giorno, una alle 11 e l’ultima alle 20.

L’Italia non c’è, neanche è arrivata al difficile playoff con il Portogallo, ha perso nel finale a Palermo con la Macedonia del nord e allora sta giocando amichevoli, mercoledì ha vinto in Albania per 3-1, contro la nazionale allenata da Edy Reja, giuliano di 77 anni. E oggi giocherà in Austria contro un’altra squadra che non sarà al mondiale e Roberto Mancini impiegherà sempre molti giovani.

Qui facciamo un gioco, come sarebbe stata la rosa di Mancini se si fosse qualificata per Qatar 2022, naturalmente molto diversa rispetto alle ultime convocazioni.

Quando una squadra vince – e l’Italia è campione d’Europa -, un anno e mezzo più tardi normalmente qualsiasi ct chiama quanti più giocatori possibili di quel gruppo, come fecero Bearzot e Lippi campioni del mondo, fra l’altro nonostante fossero passati 4 anni dal titolo, dunque a maggior ragione la regola vale a distanza più breve.

Portieri, dunque. Donnarumma di sicuro, il friulano Meret anche, visto è primo in classifica con il Napoli e quest’anno sta giocando sempre, come terzo chi merita di più è Vicario, 26 anni, di Udine, dal 2018 strepitoso fra Venezia e Perugia in serie B ed Empoli in A da due stagioni e mezza, dopo quella in panchina al Cagliari. In valore assoluto vale già più di Meret.

Difensori. Di Lorenzo è capitano del Napoli lanciatissimo anche in Europa, sarebbe titolare agli ipotetici mondiali, sull’altra fascia Spinazzola viene da quel grave infortunio, si era ripreso ma neanche adesso è disponibile. Chiellini è andato negli Usa, anche data l’eliminazione dai mondiali, comunque avrebbe continuato, appunto, sino al mondiale, nonostante i 38 anni. Emerson Palmieri è nel West Ham, è stato titolare nella seconda parte degli Europei e probabilmente lo sarebbe tuttora e infatti è ancora nel gruppo di Mancini. Come Acerbi e Bastoni (Inter), Bonucci (Juve) e Toloi (Atalanta). Sarebbe in bilico Florenzi, impiegato dopo Palermo solo a Bologna con la Germania e poi in Inghilterra, in Nations league. 

Dunque rispetto ai campioni d’Europa Mancini inserirebbe di sicuro Federico Dimarco, protagonista a sinistra nell’Inter e anche più forte di Emerson Palmieri, mentre a destra Pasquale Mazzocchi della Salernitana sarebbe appunto in ballottaggio con Florenzi, per l’ultima convocazione. Come titolari, vedremmo appunto Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini e Dimarco, anche se più offensivo di Palmieri.

A centrocampo naturalmente Verratti, Jorginho e Barella titolari, in rosa c’era Castrovilli, fuori da aprile per il grave infortunio riportato in Fiorentina-Venezia. Nel gruppo azzurro trionfatore nell’estate 2021 figuravano anche Pessina, per la verità adesso non brillantissimo nel Monza, Bernardeschi, finito in Canada, dopo la Juve, Locatelli, che Allegri in una intervista aveva criticato apertamente, e il romanista Cristante, che nel frattempo ha vinto la Confederation league con la Roma. Di sicuro ci sarebbe Tonali, punto di forza del Milan, al di là dell’infortunio in Albania, fra gli esterni probabilmente Frattesi, il migliore del Sassuolo, e di sicuro Zaccagni, trascinatore della Lazio. Quindi Zaccagni al posto di Castrovilli, Tonali per Bernardeschi e Frattesi che potrebbe levare il posto a Pessina, mentre il romanista Lorenzo Pellegrini preferito a Locatelli. 

In avanti c’erano Chiesa e Belotti, Insigne e Berardi, Immobile e Raspadori. Dunque Belotti di sicuro non ci sarebbe più, nella Roma gioca poco, mentre Immobile è infortunato e comunque probabilmente sarebbe aspettato dal ct. Insigne è andato in Canada e probabilmente sarebbe fuori dai piani, giocherebbe Raspadori, brillante con il Napoli. Berardi in questo campionato ha giocato poco, per infortuni, Mancini non chiamerebbe sia lui che Chiesa, reduce dal grave infortunio, e allora probabilmente andrebbe su Zaniolo e su Scamacca. E anche su Grifo, alla miglior stagione della carriera, nel Friburgo, che andrebbe in ballottaggio con Chiesa o Berardi. Fra le prime alternative anche Politano del Napoli.

Eccola fatta, dunque, l’Italia di Roberto Mancini che non vedremo ai mondiali.

Tornando al mondiale vero, il Brasile come quasi tutte le volte è la favorita naturale, Neymar sarà il faro, come nel 2014 e nel 2018. Poi l’Argentina, con il 35enne Messi probabilmente all’ultimo mondiale, e i campioni uscenti della Francia con il Pallone d’oro Benzema. Di base, per l’ultima semifinale potrebbero battersi Germania, Spagna e Inghilterra.

Da ciascuno degli 8 gironi passano le prime due. Azzardiamo il pronostico per ogni gruppo.

Girone A, Olanda di sicuro, Ecuador favorito sul Senegal (tantopiù senza Manè), nessuna speranza per il Qatar. 

Girone B, l’Inghilterra favorita sul Galles. Gli Stati Uniti potrebbero levare la qualificazione ai gallesi, l’Iran non ha chances.

Girone C, Argentina sicura, Messico e Polonia molto vicine fra di loro, Arabia Saudita lontana.

Girone D. Francia, poi Danimarca, Australia e Tunisia difficilmente saranno in grado di infastidire le due europee.

Girone E. Germania e Spagna, naturalmente, il Giappone ha poche chances, la Costa Rica ancor meno.

Girone F. Belgio, poi Croazia, Canada e Marocco sulla carta hanno poche possibilità.

Girone G. Brasile, ovviamente. La Serbia appare più forte della Svizzera, il Camerun diffilmente eviterà l’ultimo posto.

Infine il girone H. Portogallo, poi l’Uruguay, Ghana in grado di insidiare i sudamericani, la Corea del Sud come quarta forza.

Questo da pronostico, poi davvero le sorprese al mondiale sono rituali. In teoria europee e sudamericane sono più forti rispetto alle africane, alle arabe e alle asiatiche e all’unica oceanica.

Da “Enordest.it”

Enordest.it, zizzagando. Anche il basket può stancare da morire

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/20/anche-il-basket-puo-stancare-da-morire/

Vanni Zagnoli

Il nostro zizzagare settimanale è fra pallacanestro, pallavolo, calcio, tennis e rugby.

Basket, dunque. La qualificazione dell’Italia ai mondiali con due partite di anticipo. La vittoria per 84-85 in Georgia, con due triple di Spissu, una importante anche di Filippo Ricci e i 5 punti di Severini nell’ultimo minuto, è un giocatore di Tortona, come il club è una piacevole sorpresa. L’Italia era sotto, ha recuperato, sembrava già sicura del successo poi una palla persa da Pajola e due liberi sbagliati dallo stesso playmaker della Virtus Bologna hanno lasciato 6” per l’azione finale a Shengelia che non ha fatto in tempo a tirare.

Sarà il secondo mondiale di fila per gli azzurri, saranno una delle 12 squadre europee, passerà poi anche la Spagna. La finale sarà nelle Filippine, il 10 settembre 2023.

Luca Banchi ha qualificato la Lettonia per la prima volta ai mondiali, a Milano vinse lo scudetto del 2014. Va sottolineato, peraltro, anche per l’Italia, che solo dal 2019 le squadre partecipanti sono 32, sino al 2015 erano 24 e anche per questo gli azzurri ne avevano saltati due in sequenza. Anzi, nella storia non hanno partecipato ai primi 3, poi 3 presenze, la mancata qualificazione del 74, il quarto posto nel ’78, a Manila, miglior risultato di ogni tempo. Una mancata qualificazione, il 6° posto dell’86, il 9° del ’90. Assenti nel ’94, sesti nel ’98, l’assenza del 2002 e il 9° posto del 2006.

Riccardo Pittis e la voglia di farla finita: “Mi sono fermato poco prima di pensare al gesto estremo – racconta a Il Resto del Carlino -, perchè ho un amore infinito verso la vita. Investimenti sbagliati nella ristorazione e poi nel settore immobiliare, fidandomi di persone sbagliate, ho rimesso oltre un milione. E’ la vergogna della sconfitta ad avermi fatto tremare”.

Adesso fa il mental coach, ha scritto il libro “Lasciatemi perdere”: “Si dovrebbe andare in terapia per il disagio mentale, come si va dall’ortopedico”.

Volley. A Napoli sono stati effettuati i sorteggi degli Europei in programma fra un anno con finali a Bologna per i maschi e in Belgio per le donne, dopo un girone italiano.

Le pool. Al maschile: Italia (paese organizzatore), Svizzera, Serbia, Germania, Belgio, Estonia
Pool B: Bulgaria (Org.), Finlandia, Slovenia, Ucraina, Croazia, Spagna
Pool C: Macedonia del Nord (Org.), Montenegro, Polonia, Olanda, Repubblica Ceca, Danimarca
Pool D: Israele (Org.), Romania, Francia, Turchia, Portogallo, Grecia

Le sedi di gioco italiane.
In Italia, si gioca a Roma la gara inaugurale al Foro Italico di Roma. La fase a gironi sarà a Perugia e ad Ancona (passanno le prime 4 di ogni girone), ottavi a Varna (Bulgaria) e a Bari, le semifinali e le finali a Bologna.

Gli Europei femminili. Pool A: Belgio (Org.), Slovenia, Serbia, Polonia, Ucraina, Ungheria
Pool B: Italia (Org.), Romania, Bulgaria, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Svizzera
Pool C: Germania (Org.), Azerbaijan, Turchia, Repubblica Ceca, Svezia, Grecia
Pool D: Estonia (Org.), Finlandia, Olanda, Francia, Slovacchia, Spagna

Sedi di gioco italiane Verona (gara inaugurale all’Arena), Monza e Torino nella fase a gironi. Gli ottavi e i quarti a Firenze e in Belgio, semifinali e finali a Bruxelles.

Volley. Giovedì la relazione dei ct in consiglio federale. E’ stata rinviata la decisione su Davide Mazzanti, alcuni consiglieri vorrebbero tenerlo dopo l’Europeo del 2023, altri vorrebbero cambiarlo da inizio anno. Per la Nations league, comunque. Egonu e magari Chirichella e Sylla non saranno comunque convocate. La decisione su Mazzanti verrà comunque presa entro fine anno.

Nel calcio, i subentri diversi. Al Verona Salvatore Bocchetti ha peggiorato il rendimento, rispetto a Gabriele Cioffi, l’Hellas è arrivato a 10 sconfitte di fila, non ha mai conquistato punti, solo buone prestazioni e con lo Spezia doveva vincere. In settimana ha richiamato il ds del primo ritorno in serie A di Maurizio Setti, ovvero Sean Sogliano, in plancia dal 2012 al 2015, mentre Marroccu diventa direttore tecnico.

Con Dejan Stankovic la Sampdoria non ha svoltato, comunque per ora non arriva un terzo tecnico. Che potrebbe sempre essere D’Aversa, sotto contratto al pari di Giampaolo.

Con Raffaele Palladino il Monza è già a +9 sulla zona salvezza, la rosa è eccellente, bastava dare più tempo anche a Stroppa, per amalgamarla.

Il distacco delle terzultime è già ragguardevole, alla sosta. Il Verona è a -8 dallo Spezia, la Sampdoria a -7 e la Cremonese a 6 punti. L’altra matricola Lecce, a propria volta, è a +8 sulla Cremonese.

I 10 rigori sbagliati in carriera sui 36 calciati da Andrea Belotti. Dal 2014, in serie A, nessuno ha fatto peggio, come percentuale. Il suo errore pesante in Roma-Torino, con tutto il coinvolgimento da ex. La flessione verticale nella sua carriera, a 28 anni

In serie B, c’è stata la prima vittoria di Fabio Cannavaro a Benevento, arriva contro De Rossi, 2-1 a Ferrara, i sanniti venivano da 4 sconfitte e 4 pareggi. 

La doppia vita di Rosario D’Onofrio, procuratore capo dell’Aia e corriere di droga, si è dimesso dall’associazione italiana arbitri. Il 30 marzo del 2020 D’Onofrio, vestito con la tuta militare, è intercettato sulla sua Volvo con 35 kg di hashish. Entra in un cancello a Milano, apre il portellone e completa la consegna: “Prendi, sono 25 e 10”. Poi va a Paderno Dugnano, un uomo sale sulla vettura: “Veramente vestito da militare!” esclama questi sorpreso. E D’Onofrio: “Se una cosa la devi fare, la devi fare bene!”. Si fece prestare la divisa da un collega dell’esercito, la sua non ce l’aveva perché temporaneamente sospeso dal servizio per motivi disciplinari, si era spacciato per medico firmando falsi certificati. Con quella divisa, poteva girare liberamente e fare le consegne anche durante il lockdown.

Un’attività svolta per 5 mesi, secondo il giudice organizzava la parte logistica delle importazioni di stupefacente, reperiva luoghi ove poter effettuare lo scarico in sicurezza dei bancali all’interno dei quali era contenuto lo stupefacente”. D’Onofrio era l’uomo che doveva procurare “il ferro”, ovvero una pistola.

Era soprannominato Rambo, uomo di pestaggi: “Dice che se lo prende lo tortura con corrente – si scrivono su messaggistica criptata due del gruppo, riferendosi al pestaggio e al ruolo di D’Onofrio – Dovevo ammazzarlo quel giorno. Mi ha detto Rambo che solo per te si è fermato”. Lo stesso Rambo, in un’altra telefonata dice: “Ma tu non puoi immaginare quante gliene ho date”.

Era entrato nella disciplinare Aia nel 2013 sotto la presidenza Nicchi, Trentalange l’ha nominato a capo dell’ufficio che indaga su eventuali irregolarità degli arbitri. Era stato anche premiato a luglio come “dirigente arbitrale nazionale particolarmente distintosi”. Grazie a permessi, era riuscito a intervenire anche alle riunioni, nonostante fosse agli arresti domiciliari. E da lì aveva aperto una serie record di fascicoli sugli arbitri. Come risposta, la Figc ha avocato a sè la giustizia arbitrale.

Massimo Cellino si dimette dalla presidente del Brescia: “L’inchiesta giudiziaria mi logora”. Gli hanno sequestrato preventivamente beni per 55 milioni, per omessa dichiarazione e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”. Adesso è a Londra, dopo oltre 5 anni (con la promozione in A e subito la retrocessione) cerca un compratore. E’ nel calcio da 30 anni, comunque il bilancio del Brescia è sano, come lo erano quelli di Cagliari e Leeds, al momento delle cessioni, la società vale 25-30 milioni.

Rugby. Ancora non si è spenta l’eco del successo della nazionale a Firenze, sull’Australia, è stato il primo della storia, favorito dagli 11 cambi effettuati dal ct ospite. Il primo dei test match era stato a Padova, con il largo successo su Samoa. L’Italia vanta 5 successi nelle ultime 6 gare ufficiali disputate, compresa l’ultima gara del Sei nazioni, in Galles. Ieri la partita con il Sudafrica, a Genova, contro i campioni del mondo, battuti nell’unica occasione a Firenze, nel 2016. Davvero la presidenza Innocenti con il ct Crawley sta cambiando la storia azzurra. L’Italia ha chiuso la serie di test match autunnali con la sconfitta per 21-63. Allo stadio Ferraris di Genova, davanti a 26457 spettatori, gli azzurri hanno mantenuto il confronto nei primi 20’, il primo tempo è terminato 18-13. Più dura la ripresa, in cui gli springboks hanno fatto pesare il predominio fisico, oltre a quello tecnico. Un logoramento che alla lunga ha fatto la differenza, con 9 mete contro 2.

Da “Enordest.it”

Enordest.it. Il fenomeno Bagnaia e della “rossa” Ducati mondiale

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/13/il-fenomeno-bagnaia-e-della-rossa-ducati-mondiale/

Vanni Zagnoli

La straordinaria normalità di Francesco Bagnaia, rispetto ai personaggi Valentino Rossi Rossi e Max Biaggi, che peraltro mai riuscì a vincere il mondiale nella motogp. 

Il nuovo campione del mondo ha qualcosa in comune con Franco Uncini, che fra l’altro uscirà con questa stagione dal circus, in parte con Giacomo Agostini, è diversissimo anche da Marco Lucchinelli, che nei primi anni ’80 era guascone come sarebbe stato poi Valentino e come uno dei rivali, Graziano Rossi, il padre di Valentino.

Pecco ha grande fairplay, è stato bello osservarlo su Skysport, nel racconto dell’ansia del giorno prima, controllata nella clinica mobile: “Abbiamo riso insieme a Fabio Quartararo”. 

La Ducati a Valencia faceva proprio fatica: “Solo nel warmup della mattina ho ritrovato la moto abituale, c’era davvero il rischio di arrivare 15°. Ho scelto proprio di attaccare Quartararo all’inizio, perchè i primi se ne andassero”.

L’unico altro titolo della Ducati arrivò nel 2007, anche grazie all’ingegnere paraplegico Filippo Preziosi, che progettò la moto che avrebbe trionfato con l’australiano Casey Stoner. Si dimise nel 2013, ufficialmente per questioni di salute, in realtà pagò gli scarsi risultati del biennio con Valentino Rossi. Quattro anni fa si dedicava a immersioni subacquee, a Reggio Emilia, è fra i volontari all’ospedale di Montecatone, nel Bolognese, e aiuta i mielolesi. Comunque non parla più di motociclismo.

Il pluridecorato Giacomo Agostini è stato l’ultimo italiano a conquistare un titolo iridato nella classe regina a bordo di una moto italiana, era il 1972, in sella a una MV Agusta. “Bagnaia – racconta – ha gareggiato con intelligenza, perché doveva soprattutto arrivare in fondo e contemporaneamente controllare Quartararo, che era obbligato a vincere. Ha corso con la testa, accontentandosi del titolo mondiale, con il 9° posto. Ha iniziato la stagione con qualche difficoltà, da metà ha guidato con la testa.  Quartararo aveva una moto forse inferiore alla Ducati, ha guidato pure alla grande”.

Agostini trova similitudini con Bagnaia. 

“E’ un po’ come me nelle messe a punto delle moto, ha qualcosa che mi somiglia: lui quando prova, prova, studia, prepara la gara. Portare una moto al 100% in gara è un grande pregio. E’ un pilota sobrio, ha una vita davanti, è sulla strada giusta e sicuramente potrà ripetersi”.

A Valencia, Bagnaia è campione 13 anni dopo l’ultimo italiano, il fuoriclasse e

suo mentore Valentino Rossi. Quartararo ha chiuso quarto, mai dando l’impressione di poter cambiare una storia gia’ scritta e

lasciando quindi il testimone al giovane torinese. Che avrebbe potuto permettersi un 13° posto, in caso di vittoria del francese di origine siciliana, con i bisnonni di Calatafimi, Trapani.

Il futuro della MotoGp lascia intravedere

un dominio della Ducati, che solo nel team ufficiale del 2023 potrà contare su Bagnaia ed Enea Bastianini, bravo a prendersi

il terzo posto nella classifica.

Bagnaia era scivolato a 91 punti dalla vetta della classifica, ha centrato quattro vittorie consecutive tra Assen e Misano Adriano, raggiungendo le 7 in stagione.

Anche la Desmosedici, finalmente, dopo tante

rincorse, ha portato al team di Borgo Panigale un titolo piloti che neanche Andrea Dovizioso era riuscito a conquistare.

Il Gp di Valencia e’ stata vissuto nei box della Rossa con un altissimo livello di emotività, acuita dalla presenza in forze della famiglia Bagnaia, nonni compresi. La

fidanzata del pilota, Domizia Castagnini, ha sofferto più in silenzio del solito, in atteggiamento quasi di preghiera,

accanto alla ‘cognata’ Carola, media manager del team. 

La festa sul circuito si è allargata presto a Chivasso, cittadina natale del campione, dove una folla ha seguito la gara su un

maxi schermo in piazza d’Armi, e a Borgo Panigale, storica sede della Ducati, la Maranello del motociclismo. 

Dov’è arrivata qualche decina di persone anche dalla provincia di Rovigo, fra le oltre mille persone radunate. Un fiume di magliette e cappellini rossi composto dai dipendenti, dagli invitati e dai tanti ducatisti dei club. “Si tratta di una vittoria – ha esultato il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – della ricerca e dell’innovazione, dell’altissima capacità industriale e manifatturiera che la Ducati e la Motor valley esprimono da anni, grazie a tecnici, professionalità, lavoratori e lavoratrici eccezionali”. 

Riempie d’orgoglio i ducatisti, soprattutto se si confronta la dimensione dell’azienda felsinea con i giganti giapponesi Honda, Yamaha e Suzuki. Nata nel 1926 per lavorare nel mondo delle trasmissioni radio, la Ducati ha cominciato a fabbricare moto nel dopoguerra, la prima fu il mitico Cucciolo. Oggi è un’azienda con duemila dipendenti, che esporta, produce utili e fa un vanto delle relazioni sindacali e del trattamento dei lavoratori. Pur essendo uno dei simboli di un made in Italy epico e quasi artigianale, come la vicina Lamborghini oggi fa parte del gruppo tedesco Audi.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà Bagnaia e il team Ducati al Quirinale martedì a mezzogiorno, assieme al presidente del Coni, Giovanni Malagò, e al presidente della federazione motociclistica Giovanni Copioli. Per celebrare una Rossa che vince, a dispetto della Ferrari, ferma al mondiale di Kimi Raikkonen, nel 2007, negli ultimi 17 anni.

Da “Enordest.it”

Enordest.it. Lo sci traina il turismo. E l’Italia mira al podio

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2022/11/13/lo-sci-traina-il-turismo-e-litalia-mira-al-podio/

Vanni Zagnoli

La stagione dello sci sta per partire davvero, dopo varie gare rinviate per mancanza di neve o condizioni non ideali. In questo weekend due slalom femminili a Levi, in Finlandia. 

Eravamo stati al media day di tutta la federazione, a Milano, al teatro Armani, vedendo il meglio degli sport invernali azzurri.

La federazione ha stabilito un accordo con il ministero del turismo, firmato dal ministro uscente, Massimo Garavaglia, con rilancio dell’immagine turistica delle montagne italiane attraverso lo sport, con investimento di 6 milioni di euro. “Lo sport è il volano del turismo”, conferma l’ex campionessa olimpica Manuela Di Centa, friulana.

A Bormio, in particolare, si farà festa con gli sci club di tutta Italia. 

Dal 2018 a quest’anno, l’Italia vanta 

30 coppe del mondo e 35 di specialità, in 12 discipline, per un totale di 794 podi.

Si è presentata la Val Gardena, candidata per i Mondiali di sci alpino del 2029. Inoltre è stata lanciata la nuova partnership relativa al settore medicale con il gruppo San Donato. 

Con una scenografia scintillante sono state svelate le nuove divise degli azzurri che accompagneranno, marchiate Armani, sino al 2026.

Gli obiettivi di alcuni campioni azzurri, con anche le nostre domande e interviste.

Federica Brignone, due medaglie olimpiche a Pechino: “Siamo i testimonial ideali dell’Italia. Sono qua per vincere, ancora, a 31 anni. Mi aspettano 40 gare più i mondiali”.

Sci, Sofia Goggia a tutto tondo: “Mikaela Shiffrin nella peggiore stagione vince la coppa del mondo. Il parallelo con Simon Biles, mai identificarsi con i propri allori”

Luca De Aliprandini, il più grande gigantista: “Riconfermare l’argento mondiale e conquistare la coppetta di specialità”.

Dominik Paris resta la nostra punta nelle gare veloci (continua anche Innerhofer), ma il fatto di non disputare il gigante gli ha sempre impedito di puntare a vincere la coppa del mondo assoluta. “Un discesista puro, di un quintale, fatica a vincere la coppa del mondo. Quest’anno qualche chances in più c’è, con 14 discese e 8 superg”

Il fondo, Federico Pellegrino: “Cambiano le distanze rispetto al passato, sarà più complicato”.

Biathlon, Dorothea Wierer: “Abbiamo il mondiale tutti gli anni, speriamo di essere in forma in quei 10 giorni”. L’esordio sarà a fine mese

Il ct dell’Italia di biathlon Klaus Höllrigl ci racconta questo sport 

Nello slittino, Dominik Fischnaller perse la medaglia per 2 centesimi a Pyongchang 2018. “Neanche ho potuto festeggiare quella di Pechino, perchè il giorno dopo ho avuto il covid”.

Fra i giovani, nello skicross Simone Deromedis è stato 5° a Pechino, a 16 anni: “Abbiamo dato luce alla nostra disciplina”

Nello snowboard, il 5° posto alle olimpiadi per Emiliano Lauzi. 

Qui la nostra chiacchierata, nella seconda parte, con l’oro olimpico di Pechino Michela Moioli.

E poi Omar Visentin ci spiega la magia di questo sport.

Da notare che la combinata nordica non sarà alle olimpiadi di Milano-Cortina, salvo ripensamenti del Cio.

Esordirà, invece, lo sci alpinismo, che in Davide Magnini l’atleta di punta. “A Bormio farò lo sprint, dura  3-4’, la team sprint prevede un uomo e una donna, due giri con cambio di assetto. Alle olimpiadi non ci sarà, invece, la gara più lunga”.

Nella galleria di personaggi emergenti, viene dal primo podio nello skeleton Valentina Margaglio, papà piemontese e mamma della Costa d’Avorio.

Da “Enordest.it”

Il Gazzettino. La serie B non si ferma per il mondiale, solo tre giocatori fra i convocati. Cittadella e Venezia sconfitte, il Frosinone continua a volare

(parma.repubblica.it)

La serie B non si ferma per il mondiale. Dopo Genoa-Como, in programma oggi, riprenderà a fine mese: c’è solo una settimana di sosta, del resto il campionato ha appena tre convocati per il Qatar, l’attaccante Cheddira del Bari con il Marocco e i difensori Karacic (Brescia, con l’Australia) e Glik (Benevento, nella Polonia).
Dopo 13 giornate il bilancio per le venete non è positivo, il Venezia è penultimo, a 5 punti dai playout, e il Cittadella ha solo una lunghezza sugli spareggi e 5 dai playoff.
Sulla panchina lagunare Paolo Vanoli debutta perdendo allo stadio Penzo, passa la Reggina, seconda della classe, l’ex vice di Ventura e Conte ha comunque le qualità per portare la squadra a una salvezza tranquilla, il gioco non mancava neppure con Javorcic. Gli arancioneroverdi avanzano con Pohjanpalo, destro potente da 20 metri. Il raddoppio è annullato per fuorigioco di Andersen, poi le occasioni sono per Johnsen e Modolo, con salvataggio di Gagliolo. Nella ripresa escono i calabresi, tiro di Majer, Joronen tocca sul palo e Canotto fa tapin, a un quarto d’ora dal termine Hernani è favorito da un rimpallo e deve solo insaccare di potenza. Regge la difesa ordinata dell’ex Pippo Inzaghi.
A Parma, il Cittadella perde 3-1, contro una squadra dal montestipendi decisamente superiore. Gli emiliani segnano al 17’, punizione di Estevez, torre di Valenti e destro di Delprato. Visentin devia il tiro di Sohm, impedendo il raddoppio. Nel finale di tempo finisce alto il colpo di testa di Mirko Antonucci, il 23enne arrivato in granata dalla Roma. Il 2-0 al 12’ st, Sohm centra per Drissa Camara, l’arbitro Volpi annulla, il Var lo corregge. Benedyczak fa tris, su servizio di Camara. Il gol del Cittadella è di Antonucci, su angolo di Varela, nel finale Perticone evita il poker. 
In vetta, il Frosinone è a 6 vittorie di fila, venerdì si è imposto ad Ascoli, è a +8 su Parma, Genoa e Ternana.
Il Brescia gioca un buon secondo tempo a Terni, comunque non va oltre lo 0-0 e può salvare la panchina di Clotet. Restano in zona playoff anche Bari e Sudtirol, altoatesini avanti con Tait e Odogwu, la rimonta è con Di Cesare e Salcedo. Il Cagliari non decolla, Liverani dopo l’esonero di Parma è in difficoltà: Pisa in vantaggio con Morutan, pareggia Lapadula. Fabio Cannavaro batte in rimonta Daniele De Rossi nella sfida fra campioni del mondo 2006, trova il primo successo con i sanniti, senza vittorie da 8 gare. Spal a bersaglio con Salvatore Esposito, nel secondo tempo paga l’espulsione di Peda, Capellini e La Gumina ribaltano la partita. A Cosenza la prima vittoria di Viali in serie B, 3-2 al Palermo, avanti con Brunori. Pareggia Aldo Florenzi, poi Rigione, 2-2 ancora di Brunori, decide Larrivey. Nel finale mano di Rigione e rigore parato da Marson a Brunori. Il Perugia segna con Di Carmine, il Modena replica con Tremolada.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”